ABSTRACTS
PROCEDIMENTO DIAGNOSTICO E GIUDIZIO PROGNOSTICO NELLE PATOLOGIE PUERPERALI
DELLA VACCA DA LATTE
DOCENTI: Prof. ANGELO BELLOLI e Dr. DAVIDE PRAVETTONI
Vengono prese in considerazione le patologie che si riscontrano con maggior frequenza nelle vacche da latte nel periodo del post-partum; verranno analizzati gli aspetti fisici riferiti all’esame clinico e quelli chimico-clinici riferiti agli esami di laboratorio eseguiti sul sangue, sulle urine, sul liquor cefalo-rachidiano questi ultimi indispensabili non solo per la conferma diagnostica ma anche per un ragionato giudizio prognostico.
Vengono, infine, analizzate le indagini diagnostiche strumentali (endoscopia, ecografia)che possono essere applicate in campo.
1. DIAGNOSI E TERAPIA DELLE PATOLOGIE PUERPERALI NEL BOVINO
2. DINAMICA FOLLICOLARE: DIAGNOSI ULTRASONOGRAFICA E CONTROLLO
3. TECNICHE DI SINCRONIZZAZIONE: COME OTTIMIZZARE I RISULTATI ATTRAVERSO L’USO DELL’ULTRASONOGRAFIA
DOCENTE: Dr. GIOVANNI GNEMMI
Diagnosi e terapia delle patologie puerperali nel bovino:
Viene affrontata la problematica del transition cow, descrivendo la fisio patologia del parto e del puerperio. Vengono descritte le principali patologie puerperali, soffermando l’attenzione in particolare sulla ritenzione di placenta, la metrite e la endometrite post parto.
Dinamica follicolare: diagnosi ultrasonografica e controllo:
Viene descritta la dinamica follicolare con particolare enfasi degli aspetti ormonali. Si affrontano le diverse situazioni: due onde, tre onde, codominanza. Viene affrontato il controllo ormonale della dinamica follicolare e l’introduzione dell’ultrasonografia, per la determinazione della fase del ciclo e per ottimizzare la terapia ormonale.
Tecniche di sincronizzazione: come ottimizzare i risultati attraverso l’uso dell’ultrasonografia:
Vengono presentate le principali tecniche di sincronizzazione. Quali programmi per quali aziende? Questa è la domanda principale che il veterinario ginecologo deve affrontare ogni qual volta voglia applicare un programma di sincronizzazione. L’introduzione dell’ultrasonografia, permette di ottimizzare i risultati, attraverso la riduzione del margine di errore diagnostico. Vengono descritte le strategie da seguire nella scelta dei programmi.
STEROIDOGENESI OVARICA E ATTIVITÀ LUTEINICA
DOCENTE: PROF. ALBERTO PRANDI
Non è stato ancora possibile comprendere completamente le cause del problema dell’infertilità che viene generalmente affrontato con l’utilizzo di interventi terapeutici finalizzati alla riduzione del costo dei processi aziendali legati alla riproduzione delle bovine. Si tratta generalmente di sistemi di sincronizzazione che dovrebbero ottimizzare le attività di stalla.
Nonostante gli importanti progressi intervenuti in ambito scientifico, spesso i protocolli di sincronizzazione non danno i risultati attesi dall’allevatore. Una maggiore comprensione dei meccanismi che controllano l‘attività luteinica e dei fattori che modulano tale attività potrebbe essere d’aiuto per la scelta delle terapie e dei sistemi di sincronizzazione più adeguati per affrontare situazioni critiche.
Gli argomenti principali trattati nell’intervento formativo sono riferibili a:
1) Influenza dei segnali metabolici sull’attività di formazione del corpo luteo, meccanismi di sintesi del progesterone e influenza sulla luteolisi.
2) Effetti delle alterazioni della dieta sulla sintesi delle prostaglandine e influenza sulla fertilità.
LA GESTIONE NUTRIZIONALE DELLA BOVINA DOPO IL PARTO
DOCENTE: PROF. ANDREA FORMIGONI
La bovina dopo il parto presenta una capacità di ingestione insufficiente a coprire pienamente i fabbisogni produttivi. Questo comporta una mobilitazione delle riserve corporee che, se eccessivamente rapida, predispone l’animale a diversi disordini metabolici che portano alla comparsa di patologie e ad un ritardo della fisiologica ripresa dell’attività riproduttiva.
L’ambiente in cui l’animale viene allevato ha un peso rilevante nell’influenzare il quadro descritto ed è determinante un adeguato controllo delle condizioni di stabulazione per favorire l’assunzione alimentare, ridurre i fabbisogni giornalieri di energia e nutrienti e modulare positivamente le funzioni digestive e metaboliche della bovina.
Il razionamento dovrà favorire l’omeostasi minerale, energetica e azotata senza peraltro mettere a repentaglio la funzionalità digestiva e la motilità ruminale. In questo senso è importante il ruolo della gestione alimentare di tutto il periodo dell’asciutta e la messa a punto di idonee strategie alimentari che riducano le sperequazioni fra fabbisogni ed apporti nutrizionali.