ABSTRACTS
"Profilassi e metafilassi. Come comportarsi nella pratica
della prescrizione medico-veterinaria"
(Gioia Maria Valtorta)
Il decreto legislativo n. 193/2006 detta le disposizioni relative alla intera filiera del medicinale veterinario, con l’obiettivo, tra gli altri, di tutelare la salute e il benessere degli animali e garantire la sicurezza alimentare.
Costituisce un indispensabile strumento di lavoro per medici veterinari e per allevatori per consentire un uso corretto e consapevole del medicinale veterinario.
L’applicazione della disciplina in materia di farmaco veterinario sul campo, non sempre, risulta priva di difficoltà a causa da una parte dell’assenza dell’indicazione di comportamenti da adottare in alcune situazioni e dall’altro la presenza di una serie di “note” che vanno, di volta in volta, a fornire soluzioni che a volte contrastano con la norma.
In attesa di avere risposte normative adeguate per la soluzione delle problematiche aperte, la relazione intende evidenziare le responsabilità e gli obblighi dei diversi attori coinvolti nella gestione e nell’utilizzo dei medicinali veterinari nell’ambito delle profilassi e delle cosidette “metafilassi”.
“Gestione delle ricette in deroga e/o uso degli antibiotici”
(Dr. Marcello Tordi)
Il mangime medicato non rappresenta una fattispecie a se stante; è, invece, un veicolo per la somministrazione di un medicinale veterinario con lo scopo di effettuare una terapia o una metafilassi nei confronti di una o più malattie ben individuate o di sindromi ad eziologia polifattoriale che, nell’allevamento intensivo, sono quelle che ricorrono con maggiore frequenza.
In questi ultimi casi abbastanza difficilmente il veterinario curante ha a disposizione un medicinale veterinario ad hoc sotto forma di premiscela medicata; più spesso deve, invece, ricorrere alle deroghe che gli sono concesse dalla normativa.
La legislazione in materia (D.lgs. 90/93 e D.Lgs. 193/2006) si presta, però, ad interpretazioni diverse che mettono in difficoltà il veterinario che deve prescrivere un trattamento attraverso il mangime medicato. Infatti sono diversi gli adempimenti da rispettare e le precauzioni da adottare in funzione degli elementi che sono alla base della deroga a cui si ricorre (di fabbricazione, di dosaggio, di A.I.C.).
In qualsiasi caso tutti gli operatori coinvolti nella filiera del mangime medicato devono avere ben presente quello che è l’obbiettivo finale che non è rappresentato dalla regressione del sintomo o dalla produttività dell’allevamento.
L’obbiettivo che ci viene richiesto di raggiungere, adottando il principio di precauzione, è invece la sicurezza alimentare che passa anche attraverso la sanità animale e il benessere degli animali allevati.
“Ricetta medico-veterinaria: gestione attuale e prossimi orientamenti”
(D.ssa Simona Bonati)
Il sistema di tracciabilità si applica a tutti i medicinali veterinari che vengono dispensati con ricetta medico veterinaria. La sua finalità è di rafforzare le misure di prevenzione e dì tutela della salute pubblica ed animale, contrastare più efficacemente le possibili frodi, e consentire il monitoraggio degli approvvigionamenti dei medicinali stessi. Il sistema è configurato per attraversare le varie fasi di produzione, distribuzione e commercializzazione, col supporto dell'informatizzazione della ricetta medico-veterinaria e con l'impiego del codice a barre applicato sulla singola confezione del medicinale veterinario. La tracciabilità attraversa due fasi: nella prima ogni soggetto coinvolto registra su supporto informatico almeno i dati previsti dalla normativa. Nella seconda fase, dati del medicinale veterinario registrati potranno essere raccolti in un sistema informatizzato che consenta l'accesso a tutti i soggetti coinvolti nel sistema, per la parte di competenza, i quali potranno alimentarlo inserendo i propri dati, con cadenze temporali prestabilite al fine di garantire il sistema di tracciabilità del medicinale veterinario più efficace, ed efficiente che consentirà di semplificare alcuni adempimenti. Il sistema conserverà traccia delle singole operazioni effettuate dagli operatori autorizzati. Il presente intervento descriverà la modalità di ricettazione attuale del medicinale veterinario e la linea guida per la disciplina della registrazione e della trasmissione dei dati informativi indispensabili per istituire un sistema di tracciabilità del medicinale veterinario che sarà applicata ai medicinali veterinari destinati ad animali produttori di alimenti, compresi gli equidi, dal 1 ottobre 2010.
“Orientamento nell’uso del farmaco nelle terapie di massa:
premiscele e mangimi medicati”
(Dr. Franco Guizzardi)
L’alimentazione medicata costituisce, nell’allevamento intensivo delle specie animali di interesse zootecnico, una forma di trattamento di grande importanza tanto sul piano della entità del trattamento (una singola prescrizione di mangime medicato può interessare centinaia di animali da sottoporre a trattamento ) quanto su quello dei possibili riflessi sulla salute animale e su quella dei consumatori.
Per quanto attiene la entità dell’utilizzo di alimenti medicamentosi, è possibile , sulla base di una valutazione ancorché approssimativa delle prescrizioni di mangimi medicati che ogni anno pervengono ai distretti veterinari di una ASL provinciale ad elevata densità zootecnica come quella di Mantova,valutare che tale utilizzo sia da ritenere intorno ai 200.000 q.li di mangimi medicati/anno. Tale valutazione può essere ritenuta certamente approssimata per difetto in quanto tiene in considerazione soltanto la quantità di mangimi medicati prodotta a livello di mangimifici che producono per la vendita a terzi e quindi non considera un’altra quota di mangime medicato, tutt’altro che irrisoria, da ascrivere alla produzione a livello di allevamento da parte di aziende autorizzate per l’autoconsumo dei propri animali.
Per quanto attiene l’aspetto relativo ai possibili pericoli nei riguardi della salute animale e dei consumatori di alimenti ottenuti da animali trattati, si evidenzia come tali trattamenti riguardano sempre elevati numeri di animali talora, come nel caso dei suini, non singolarmente identificati, il che rende possibile errori di gestione degli animali trattati o l’inoltro al macello di soggetti ancora sotto trattamento farmacologico o per i quali non è ancora trascorso il tempo di attesa previsto.
Le motivazioni sopra esposte, aggiunte al fatto che le disposizioni normative risultano spesso di non facile comprensione e ancora scarsamente sconosciute, rendono ragione della necessità di fare formazione a tutti gli attori della filiera “mangimi medicati”, primi fra tutti gli allevatori autorizzati alla produzione aziendale per l’autoconsumo dei propri animali e gli operatori di mangimifici che producono per la vendita a terzi.