NUOVI OBBLIGHI PER I DIRETTORI SANITARI DI STRUTTURE VETERINARIE

 

La Legge di Bilancio 2019, in vigore dal 1 gennaio, prevede che tutte le strutture veterinarie dovranno dotarsi di un direttore sanitario iscritto all'Albo dove ha sede operativa la struttura sanitaria che egli dirige.

Il comma 536 fissa anche un termine di 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge (GU n. 302 del 31 dicembre 2018) per porre rimedio all’eventuale discordanza con le previsioni di legge:

Il comma 536 - " Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all'albo dell'ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge".

 

Si riportano di seguito le circolari pervenute dalla Federazione Nazionale.

 

Pertanto ENTRO APRILE 2019 i Veterinari interessati alla questione sono invitati ad adeguarsi, chiedendo il trasferimento all’Ordine della provincia dove ha sede la struttura.

 

SONO IN VIGORE I NUOVI OBBLIGHI IN CAPO AL DIRETTORE SANITARIO DI UNA STRUTTURA VETERINARIA

da Newsletter FNOVI nr. 4 - 1 febbraio 2019

Con la Circolare n. 1/2019 la FNOVI ha riferito i contenuti della nuova riforma delle comunicazioni e delle informative nel settore sanitario contenuta nella nuova legge di bilancio 2019 (L. 145/2018), ma sono state molte le richieste di conoscere le possibili conseguenze del parere dell’AGCM che ha evidenziato la presenza di diversi profili di criticità delle nuove previsioni sul piano dei limiti posti al contenuto della pubblicità sanitaria, su quello della ripartizione delle competenze di vigilanza in materia, e sull'introduzione di restrizioni all'attività dei direttori sanitari. Secondo l'Agcm le nuove previsioni determinano una ingiustificata inversione di tendenza rispetto al processo di liberalizzazione avviato nel 2006 con la cosiddetta "riforma Bersani" (d.l. 223 del 2016) e proseguito con interventi normativi più recenti. Una ingiustificata restrizione della concorrenza è stata rinvenuta nel passaggio della nuova norma che impone che il direttore sanitario delle strutture sanitarie private di cura sia iscritto all’Ordine territoriale nel cui ambito ha sede la struttura in cui opera, in quanto questa precisazione non trova "nessuna giustificazione in esigenze di interesse generale". Ciò espresso appare utile chiarire che il parere dell'AGCM non comporta alcuna conseguenza immediata sulla disciplina in commento. Dal primo gennaio di quest’anno tutte le strutture dovranno dotarsi di Direttore sanitario iscritto all’Albo dove hanno sede operativa, e per porre rimedio alla eventuale discordanza con le previsione di legge, ci sono a disposizione 120 giorni di tempo dalla pubblicazione della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018 - Serie generale). La possibilità di esprimere pareri sulle norme che regolano il mercato, di segnalare al Parlamento, al Governo e ad enti territoriali le situazioni distorsive della concorrenza rientra tra le funzioni dell’AGCM ma non incide sull’entrata in vigore, nonché sulla applicabilità, di una legge dello Stato. L'AGCM ha inoltre denunciato come le nuove norme conferiscano all'Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) una competenza a vigilare sul rispetto dell’informativa sanitaria, determinando una contrapposizione di competenze tra le due istituzioni. In questo senso, verrebbe infatti violata la competenza generale dell'Autorità di vigilare sul rispetto delle disposizioni introdotte nel codice del consumo, che riconosce all'AGCM il compito di intervenire nei confronti delle condotte dei professionisti che integrano una pratica commerciale scorretta. Nel parere l’Autority ha infine evidenziato l'importanza della pubblicità nelle dinamiche concorrenziali quale cruciale leva competitiva. In quest'ottica, l'istituzione ha criticato scelta di ancorare le comunicazioni informative all'unico fine di "garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari". Secondo l'Autorità la norma pregiudica ogni utilità della pubblicità ai fini commerciali senza che ciò possa garantire una maggiore la sicurezza dei trattamenti, che a loro volta dipendono unicamente dalle misure concretamente adottate dai professionisti nell’esercizio della propria attività.

 

IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2019 LE NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICITÀ SANITARIA

da Newsletter FNOVI n. 1 - 11 gennaio 2019

Con la definitiva promulgazione della Legge di Bilancio 2019 (L 30/12/2018, n. 145) sono entrate in vigore dal 1 gennaio u.s. le nuove norme in materia di pubblicità dei servizi sanitari contenute nei commi n. 525 e 536 dell’art. 1. Il Presidente FNOVI Penocchio ha commentato che “La pubblicità dei servizi sanitari ha ora un nuovo riferimento normativo che dovrebbe chiarire la regolamentazione di un settore divenuto negli ultimi anni controverso a seguito di una applicazione contraddittoria delle norme di liberalizzazione”. Con il 2019 sarà vietata la pubblicità commerciale in ambito sanitario. I punti qualificanti della normativa prevedono il divieto assoluto di messaggi di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie; la legittimazione dell’attività disciplinare degli Ordini nei confronti dei direttori sanitari delle strutture che diffondono pubblicità non deontologicamente orientate e segnalazione all’AGCOM (non più all’AGCM) per comminare eventuali sanzioni alle società committenti; e infine l’obbligo dei direttori sanitari a essere iscritti presso l’Ordine territoriale in cui si trova la struttura da loro diretta per permettere un controllo deontologico diretto da parte degli Ordini stessi.

Questo il testo delle previsioni contenute nella Legge 30/12/2018, n. 145:

Art. 1 - Comma 525 - Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le società di cui all'articolo 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria.

(omissis)

Art. 1 - Comma 536 - In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie di cui al comma 525, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano tali violazioni all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all'albo dell'ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Per completezza di informazione, si commenta che l'Agcm, con parere espresso lo scorso dicembre, e pubblicato sull’ultimo bollettino ufficiale del 2018, ha rilevato che la riforma delle comunicazioni e delle informative nel settore sanitario contenuta nella nuova legge di bilancio presenta profili di criticità sul piano dei limiti posti al contenuto della pubblicità sanitaria, su quello della ripartizione delle competenze di vigilanza in materia, e sull'introduzione di restrizioni all'attività dei direttori sanitari.

 

 

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