Banca dati dell'Anagrafe Animali d'Affezione

da www.salute.gov.it

L'Anagrafe degli Animali d'Affezione raccoglie oltre al codice dell'identificativo (microchip o tatuaggio) le informazioni relative a cani, gatti e furetti.

Chi trova un cane smarrito può risalire all'anagrafe di provenienza del cane e trovare numeri utili e sportelli a cui rivolgersi per rintracciare il proprietario:

 

www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp
 

Per conoscere l'anagrafe di provenienza di un cane smarrito occorre digitare il codice a 15 cifre del microchip o quello del tatuaggio nell'apposito spazio.
La lettura del microchip per ottenere il codice può essere effettuata presso i servizi veterinari delle Asl e gli ambulatori veterinari privati muniti di apposito lettore.

Nel caso in cui la ricerca dell'identificativo non produca risultati si può provare a ricercare il codice nelle singole Anagrafi Territoriali (www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/AdapterHTTP)  in quanto le regioni aggiornano i dati della Banca dati dell'Anagrafe Animali d'Affezione con differenti tempistiche.

 

 

 

Cos'è l'anagrafe degli animali d’affezione

L'Anagrafe degli Animali d’Affezione è il registro nazionale dei cani, gatti e furetti identificati con microchip in Italia.

Si tratta di una banca dati, alimentata dalle singole anagrafi territoriali, che intende fornire on line i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione degli animali  e il loro legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino.

L’Anagrafe degli Animali d’Affezione comprende i dati dell’Anagrafe Canina Nazionale che, dopo la prima fase di avvio,  si è arricchita con nuove informazioni relative all'animale quali la specie (cane, gatto, furetto), la razza e il sesso dei cani. I dati relativi alle anagrafi dei gatti e dei furetti gestite dalle Regioni sono in continua implementazione.

Tutte le regioni, inviano oltre al codice dell'identificativo (microchip o tatuaggio) informazioni relative alla specie animale (cane,gatto, furetto).

L’Anagrafe degli Animali d’Affezione è realizzata dal Ministero della Salute in stretta collaborazione con le amministrazioni regionali, che vi riversano i dati locali.

Oltre a rendere più facile la restituzione dell’animale al proprietario, il sistema delle anagrafi, nazionale e territoriali, istituito con l’accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003, garantisce la certezza dell’identificazione, rappresenta un efficace strumento di dissuasione dagli abbandoni degli animali, favorisce studi e interventi per la prevenzione e cura delle malattie degli animali.

La consultazione della banca dati è libera. Chi trova un cane smarrito, digitando il codice a 15 cifre del microchip o quello tatuato, può risalire all’anagrafe di provenienza del cane e trovare numeri utili e sportelli a cui rivolgersi per rintracciare il proprietario. Si può compiere un’analoga ricerca anche attraverso l’eventuale microchip inserito nei gatti e nei furetti. Per ottenere il codice identificativo, è possibile effettuare la lettura del microchip presso i servizi veterinari delle Asl, gli ambulatori veterinari privati e la Polizia municipale muniti dell’apposito lettore.
 

Iscrizione obbligatoria

La registrazione dei cani nelle banche dati regionali, che confluiscono in quella nazionale, è un obbligo previsto dalla legge n. 281 del 1991 (Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo) successivamente ribadito e più dettagliatamente chiarito nella sua procedura da ordinanze ministeriali e sancito dall’Accordo 24 gennaio 2013.


 

Iscrizione volontaria

La semplice iscrizione di gatti e furetti nelle anagrafi regionali, riversata nell’Anagrafe degli Animali d’Affezione, è invece su base volontaria se non si ha la necessità di acquisire il passaporto.

È utile ricordare che i medici veterinari liberi professionisti possono registrare i gatti per scelta dei proprietari anche nella banca dati privata denominata “Anagrafe Nazionale Felina” realizzata dall’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). E' opportuno perciò effettuare la ricerca del microchip di un gatto smarrito anche in questa banca privata. Tale banca dati non sostituisce l’Anagrafe degli Animali d’Affezione.

Anche il coniglio d’affezione ha la possibilità di essere iscritto presso una banca dati privata a lui dedicata realizzata dall’AAE-Conigli onlus (Associazione Animali Esotici- Sezione conigli) e denominata appunto “Anagrafe dei conigli”.

Le associazioni che hanno realizzato ed hanno la gestione di queste anagrafi private rispondono della correttezza, della completezza e della tutela della privacy dei dati che raccolgono.

 

REGISTRAZIONE ALL'ANAGRAFE

CANI

E' obbligatorio provvedere all'identificazione e alla registrazione dei cani nell’Anagrafe canina del Comune di residenza o della ASL competente, in conformità alle disposizioni adottate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano (Accordo Stato Regioni 24 gennaio 2013).

Il proprietario o il detentore di un cane deve provvedere a far identificare e registrare dal veterinario l’animale entro il secondo mese di vita tramite l'inoculazione del microchip e contestualmente il rilascio del certificato di iscrizione in anagrafe, che costituisce il documento di identità e che deve accompagnare il cane in tutti i suoi trasferimenti di proprietà.

Dal 1 gennaio 2005 l'unico sistema identificativo nazionale, in sostituzione del tatuaggio, è il microchip. Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico, di forma cilindrica di circa 8/10 millimetri di lunghezza e 1/2 millimetri di diametro, rivestito in materiale biocompatibile, che viene inoculato sottocute esclusivamente da un medico veterinario. Il microchip deve essere conforme alla norma ISO (International Standards Organization) 11784 e all’Allegato A della norma ISO 11785.

In caso di rilascio del passaporto individuale europeo per cane, gatto e furetto, il numero di microchip deve essere riportato nella pagina del documento relativa all’identificazione dell’animale, dove sono specificati anche data di impianto e localizzazione del microchip.

L’identificazione e la registrazione dei cani possono essere effettuate sia da veterinari ufficiali che da veterinari libero professionisti, abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale, secondo modalità predefinite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

I veterinari che provvedono all'applicazione del microchip devono effettuare contestualmente la registrazione nell'anagrafe dei soggetti identificati. Pertanto i veterinari pubblici e privati che vogliano acquistare microchip da applicare per l’identificazione dei cani devono autocertificare di essere abilitati ad accedere all’anagrafe canina. E’ disponibile un Fac simile autocertificazione per acquisto microchip (doc, 34 KB).

I microchip di identificazione dei cani possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il Ministero della Salute, ai quali viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la tracciabilità dei lotti dei microchip venduti.

Sono disponibili, nella sezione Servizi, la descrizione della procedura e le istruzioni per la Registrazione dei produttori e dei distributori di microchip per l'identificazione degli animali della specie canina.

Consulta gli elenchi dei produttori e dei distributori registrati:


GATTI E FURETTI

I gatti e i furetti, per recarsi all’estero, devono essere obbligatoriamente identificati con microchip per poter acquisire il passaporto europeo, documento indispensabile, come per il cane, per le movimentazioni fuori dai confini nazionali.

I proprietari di gatti e furetti possono iscrivere volontariamente i propri animali nelle anagrafi regionali.

I medici veterinari liberi professionisti possono registrare i gatti per libera scelta dei proprietari anche nella banca dati privata denominata “Anagrafe Nazionale Felina” realizzata dall’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

Per visualizzare i documenti citati: www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=209&area=cani&menu=anagrafe

Il certificato di iscrizione dell'animale deve contenere almeno le seguenti informazioni:

Inoltre può riportare informazioni non obbligatorie quali:
 


ANAGRAFI TERRITORIALI: http://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/AdapterHTTP

 

MICROCHIP

Da Notizie ANMVI del 03/09/08 e Settimana Veterinaria n° 619/settembre 2008

L'Ordinanza 6 agosto 2008 del Ministero della Salute (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20/08/08 e valida 24 mesi) impone a tutti i proprietari o detentori di cani l’obbligo di identificare e registrare i propri animali, mediante microchip.

I cuccioli vanno identificati entro il 2° mese di vita, mentre per gli animali di età superiore che non sono ancora stati identificati si dovrà provvedere entro il 20 settembre 2008.

Questo non si applica ai cani già identificati mediante il solo tatuaggio e già iscritti nell’anagrafe canina.

Solo i Medici Veterinari (veterinari pubblici competenti x territorio e veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale, secondo modalità definite dalle Regioni e dalle Province autonome di TN e BZ) potranno applicare i microchip, in quanto si tratta di un atto medico-veterinario.

Ai Veterinari che applicano il microchip compete anche la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati, mentre il certificato di iscrizione in anagrafe canina deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà.

Inoltre, i vet. abilitati ad accedere all’anagrafe canina, nel corso della loro attività professionale, dovranno sempre verificare la presenza del microchip e, qualora questo manchi o sia illeggibile, sono tenuti ad informare il proprietario o il detentore degli obblighi di legge.

Inoltre l’ordinanza vieta la vendita di cani di età inferiore ai 2 mesi, nonché di cani non identificati e registrati come previsto.

Anche i cani vaganti, catturati o quelli presenti nei canili pubblici, saranno identificati e registrati in anagrafe canina, tramite il servizio vet. pubblico dei Comuni.

Per migliorare la prevenzione del randagismo, la Polizia locale avrà in dotazione un lettore di microchip ISO compatibile.

L’ordinanza impone lo smaltimento dei microchip attualmente in uso entro il 31/03/2009 e la loro sostituzione con microchip che avranno caratteristiche standard su tutto il territorio nazionale, prodotti e distribuiti da aziende registrate presso il Ministero della salute.

I microchip potranno essere venduti solo alle ASL, ai veterinari autorizzati ai sensi dell’ordinanza stessa e alle Facoltà di Medicina vet. dotate di un ambulatorio aperto al pubblico.

Entro 3 mesi dall’entrata in vigore dell’ordinanza il Ministro del Lavoro varerà un provvedimento x definire le modalità tecniche ed operative x assicurare l’interoperatività della banca dati canina nazionale con le anagrafi canine regionali.

SANZIONI: si applicano gli articoli del Codice penale: n. 650 (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) che prevede l’arresto fino a 3 mesi ed un’ammenda fino a € 206; art. n. 727 (maltrattamento di animali) che prevede l’arresto fino ad 1 anno e un’ammenda da 1.000 a 10.000 €.

SCORTE: L'Ordinanza dispone il divieto di utilizzare serie numeriche diverse da quelle assegnate dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Tuttavia, i soggetti autorizzati all'acquisto (regioni, asl, veterinari liberi professionisti accreditati e facoltà con ambulatorio aperto al pubblico) possono utilizzare microchip già in loro possesso, fino al completo smaltimento delle scorte.

RINTRACCIABILITA' E UNIVOCITA': I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti. I dispositivi di lettura di microchip devono essere ISO compatibili (norme ISO 11784 e ISO 11785). Le ditte non potranno fornire identificatori elettronici con codice d'identificazione nazionale duplicato se non su esplicita autorizzazione del Servizio veterinario dell’A.S.L. La ditta che procede alla scrittura del transponder deve possedere sistemi di controllo che garantiscano l'univocità dei codici identificativi impressi sui transponders.

 

 

 

 

 

 

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