NEWS
2010
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Equilab 2000: “Corso teorico/pratico di riproduzione equina Repro Starter” 21-23 gennaio 2011 prov. Vicenza - www.serequine.com
2) Circolo Veterinario Bolognese: giornata dedicata alla Medicina d'urgenza 30 gennaio Bologna - www.cvbolognese.it
3) Università di Torino: Corso pratico Citologia di base 29-30 gennaio Grugliasco - http://veterinaria.campusnet.unito.it
4) AToVeLP – AIVPA: “Nuovi animali da compagnia: Il coniglio ed i piccoli mammiferi domestici” Pisa 6 febbraio 2011 - www.atovelp.net o www.aivpa.it
5) AIVPA: Lo stato dell’arte nella nefrologia e urologia. Dove siamo arrivati? Modena 26-27 febbraio 2011 – www.aivpa.it
6) AICOTE: Corso di Attività e Terapie con Cavalli dicembre-febbraio; Attività e Terapie con Asini marzo-maggio 2011 Montecchio Precalcino (VI) www.aicote.org
7) Scuola superiore di politiche per la salute: Corso di Alta Formazione in "Economia e Management nelle Aziende Sanitarie" Forlì marzo-giugno 2011 http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/AltaFormazione/default.htm
POSTI A TEMPO DETERMINATO E PIENO PRESSO ASL DI BRESCIA
L’ASL di Brescia ci ha inviato i bandi per l’avviso di selezione pubblica, per titoli e colloquio, per la copertura di posti a tempo determinato e pieno, nel profilo di
Dirigente Veterinario Area A “Sanità Animale”
Dirigente Veterinario Area B “Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati”
Dirigente Veterinario Area C “Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche”
con sede presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario e relative articolazioni distrettuali.
Gli avvisi sono pubblicati sul sito www.aslbrescia.it e con scadenza alle ore 12,00 del 20.12.2010; info: Daria Olivi tel. 030/383.8387.
ECM 2011
In attesa di precise garanzie normative e dell’individuazione di agevolazioni sui costi sopportati (in particolare per i liberi professionisti) relativamente agli adempimenti posti in capo ai professionisti dal sistema ECM, per l’anno prossimo si prospettano importanti novità, che vi verranno illustrate appena disporremo di informazioni dettagliate, tramite le News oppure in occasione della prossima Assemblea annuale degli iscritti.
DAL 2011 SERVIZIO SMS DELL’ORDINE
Siete tutti pregati di comunicarci (meglio se per e-mail al nostro indirizzo: ordinev@tin.it) il vostro numero di cellulare, sia per verificare che il nostro database sia aggiornato, e sia perché dal prossimo anno abbiamo intenzione di realizzare un servizio di informazione agli iscritti tramite SMS per avvisare in modo dinamico riguardo a scadenze di pagamenti o notizie urgenti.
FNOVI: IN TV IL CONSIGLIO NAZIONALE DI FIRENZE
Sarà possibile seguire in tv e via streaming i lavori del Consiglio Nazionale Fnovi di Firenze. L'assemblea degli Ordini ha approvato importanti dichiarazioni e documenti sul futuro della professione. Approfondimenti sul rapporto tra professione e legalità a cura del Procuratore Capo di Bolzano, Guido Rispoli.
Le puntate dedicate al Consiglio nazionale Fnovi andranno potranno essere seguite via streaming dal pc, su Rtb Network o sul canale 829 di SKY:
domenica 19 dicembre - ore 10.30
domenica 12 dicembre - ore 10.30
mercoledì 22 dicembre - ore 21.30
REGOLAMENTO POLIZIA URBANA COMUNE DI MN
L’Assessore Mobilità Urbana ci ha fatto pervenire il nuovo Regolamento Comunale di Polizia Urbana, approvato il 22/11/2010. Chi fosse interessato a riceverne copia, ce lo faccia sapere e gli verrà girata per e-mail.
ALBO DEI CONSULENTI TECNICI DEL GIUDICE
Il Tribunale di Mantova ha elaborato la modulistica riguardante la “Domanda di iscrizione all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice e all’Albo dei Periti” e la “Domanda di ampliamento dell’iscrizione” da parte dei professionisti già iscritti che intendano iscriversi per nuove categorie o specializzazioni.
Si ricorda che ogni 6 mesi presso il Tribunale si riunisce l’apposito Comitato deputato ad esaminare le nuove domande di iscrizione e quelle di ampliamento delle iscrizioni esistenti con l’aggiunta di nuove categorie e specializzazioni. Chi fosse interessato ce lo comunichi e gli verrà trasmesso il relativo modulo.
Si rammenta che il Consulente Tecnico del Giudice o Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) è l’arbitro in ogni causa civile che abbia ad oggetto una richiesta di risarcimento del danno in capo ad un veterinario che si ritenga aver agito in modo imperito, negligente e/o omissivo; la valutazione del veterinario consulente d’ufficio è determinante ai fini di una decisione del Giudice.
Instauratosi un giudizio civile avente ad oggetto la responsabilità professionale del veterinario, il Giudice nomina 1 o + veterinari (attingendo all’Albo dei consulenti depositato presso ogni Tribunale) in veste di propri consulenti a cui pone delle domande/quesiti concedendo loro un termine x il deposito di una perizia scritta.
A tali consulenti ciascuna parte che agisce nel processo può affiancare un proprio veterinario in veste di consulente di parte; questi partecipa a tutte le operazioni peritali, quali x es. la visita del paziente, la disamina della documentazione ed interloquisce con il C.T.U. predisponendo un suo parere scritto.
Il ricorso al CTU per il magistrato (sia egli giudice istruttore o pubblico ministero) si configura solo nel caso in cui egli non sia in grado, data la specificità della materia, di avere una chiara visione dell’ambito trattato nel procedimento in corso; per questo comunemente il Consulente viene definito il 3° occhio del magistrato.
Il giudice che richiede una relazione tecnica può, ma non deve, tenerne conto, essendo lui stesso il depositario delle massime conoscenze nell’ambito della normativa vigente e per questo può rigettare la relazione.
Il coinvolgimento di un CTU presuppone la scelta dello stesso da un apposito elenco, la sua convocazione e l’accettazione da parte sua dei quesiti posti dal magistrato (quindi l’incarico non deve essere accettato “per forza”).
Nel ns. ordinamento non c’è una norma che stabilisca cosa deve contenere la relazione del C.T.U.; però, secondo quella che è una prassi consolidata, è possibile affermare che x redigere correttamente una perizia occorrerà che l’elaborato contenga necessariamente i seguenti elementi: intestazione, premessa, quesito posto dal Giudice al C.T.U., esatta descrizione di come sono state svolte le indagini peritali, accertamento dei fatti, valutazione tecnica, conclusioni.
RIASSUNTO INCONTRO DELL’ORDINE “CONTROLLI FISCALI”
Sul n. 717 della “Settimana Veterinaria” è pubblicato un articolo sull’incontro di aggiornamento tenutosi lo scorso 24 ottobre, organizzato dallo scrivente Ordine con la collaborazione di SIVELP e MERIAL.
2 NUOVE ISCRITTE ALL’ALBO DI MN E 2 CANCELLAZIONI
Il Consiglio Direttivo ha accolto le domande di iscrizione allo scrivente Ordine delle Dr.sse: Vera Ambrosi (trasferita dall’Albo di BS) e Francesca Morandi, mentre ha provveduto a cancellare, su loro richiesta, i Dr.i Franco Guizzardi e Paolo Rasori (mitico Presidente).
CHIUSURA UFFICIO IN DICEMBRE
In dicembre l’ufficio resterà chiuso: sabato 18, giovedì 23 e martedì 28.
ENPAV
Si è svolta il 20 novembre la riunione dei delegati provinciali dell'ENPAV. L’assemblea ha approvato il bilancio preventivo 2011 e il nuovo Regolamento per il funzionamento delle riunioni della stessa assemblea nazionale. E' stato ribadito l'intento di diffondere la voce dell'Ente in modo sempre più capillare.
NEL 2011 QUANTO DOVRO’ VERSARE ALL’ENPAV?
TUTTI GLI ISCRITTI ALL’ENPAV SONO TENUTI AL PAGAMENTO DEL:
CONTRIBUTO SOGGETTIVO: 11% DEL REDDITO PROFESSIONALE FINO AD € 61.150,00
CONTRIBUTO MINIMO 2011: € 1. 578,50
CONTRIBUTO INTEGRATIVO: 2% DEL VOLUME D’AFFARI.
CONTRIBUTO MINIMO 2011: € 430,50
CONTRIBUTO DI MATERNITA’: CONTRIBUTO PREVISTO IN ATTESA DI APPROVAZIONE MINISTERIALE:
€ 55,00
AGEVOLAZIONE PER I GIOVANI
SE L’ISCRITTO HA MENO DI 32 ANNI:
I PRIMI 12 MESI SONO GRATUITI.
DAL 13° AL 24° MESE DI ISCRIZIONE DEVE PAGARE IL 33% DEL CONTRIBUTO SOGGETTIVO MINIMO E IL 33% DELL’INTEGRATIVO MINIMO (+ INTERA MATERNITA’)
DAL 25° AL 48° MESE DEVE PAGARE IL 50% DEL CONTRIBUTO SOGGETTIVO MINIMO E DELL’INTEGRATIVO MINIMO (+ INTERA MATERNITA’)
QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI OBBLIGATORI ENPAV?
31 maggio SCADENZA I RATA CONTRIBUTI MINIMI
31 ottobre SCADENZA II RATA CONTRIBUTI MINIMI
31 ottobre PRESENTAZIONE MODELLO 1
28 febbraio PAGAMENTO CONTRIBUTI ECCEDENTI
PICCOLI ANIMALI
L’Associazione Cinofila Mantovana, che gestisce il canile comunale di Mantova, ha inviato a tutti i veterinari una lettera con la quale chiede la disponibilità ad effettuare sterilizzazioni di cani adottati dal canile comunale, gratuitamente o a tariffe speciali. Poiché in tale lettera si fa riferimento allo scrivente Ordine, desideriamo precisare che NON abbiamo preso alcun accordo con l’Associazione Cinofila Mantovana, NON sosteniamo la loro proposta e lasciamo alla libertà di scelta di ciascun professionista la decisione se aderire o meno a questa iniziativa.
L’Associazione Amico Cane, in collaborazione con lo scrivente Ordine, ha definire con alcuni comuni della provincia di MN il calendario degli incontri, iniziati nel 2010 e che continuano nel 2011, relativi al Progetto "Impariamo a conoscere il nostro cane", dove saranno relatori i nostri iscritti Dr.i Oreste Gaetti, Michele Cantarelli e Luca Talarico. Chi è interessato a ricevere questo calendario, come pure la locandina della prossima iniziativa programmata a Roncoferraro per il 7 ed il 14 gennaio, ce lo faccia sapere e gli verrà inviata la relativa e-mail.
Nota del Ministero della Salute 26/11/10. Legge 38/10: Registro degli stupefacenti.
Il Ministero informa che la legge n. 38 del 15.3.2010 (cd “Nuova legge sugli stupefacenti”) non modifica l'obbligo, gravante anche sui veterinari, di tenere un registro di carico e scarico dei medicinaii a base di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope acquistati sul quale specificare l'impiego dei medicinali stessi.
Il registro, che deve essere vidimato e firmato dall'autorità sanitaria locale, non è un modello predefinito da parte del Ministero e va conservato per 2 anni dal giorno dell'ultima registrazione.
Fonte: Adnkronos - 01/12 e www.amicopets.it
Il ministero della Salute lancia la 'Tessera sanitaria
individuale per gli animali da compagnia', un'iniziativa unica in Italia e
inedita nel panorama europeo. La nuova tessera per 'quattrozampe' viene
presentata a Roma il 2 dicembre, alla presenza del sottosegretario alla Salute
Francesca Martini.
Il progetto permetterà ai proprietari diavere sempre sotto controllo, in ogni
luogo e in ogni momento, lo stato sanitario dei loro cani, gatti (e altri
animali d'affezione), gestito via Internet direttamente dal veterinario di
fiducia. "I dati sanitari contenuti nella tessera sanitaria digitale - precisa
Martini - consentiranno al ministero della Salute un monitoraggio epidemiologico
utile ad azioni di intervento sinergico tra la veterinaria privata e l'autorità
sanitaria pubblica".
www.amicopets.it è il primo portale on line per la gestione informatizzata dei dati anagrafici e clinici, in collaborazione con ANMVI, con il patrocinio del Ministero della Salute e di FNOVI, propone la tessera sanitaria individuale per l’animale correlata ad un sistema di gestione dei dati clinici all’avanguardia, indicato per tutti coloro che amano il proprio animale e la sua sicurezza. La tessera AmicoPetsCard permette al proprietario l’archiviazione online dell’intera cartella clinica, catalogando tutti i documenti sanitari quali l’anamnesi, le vaccinazioni eseguite, le profilassi effettuate ed i referti.
Ogni cliente ha la possibilità di consultare on line la cartella clinica del proprio animale, che sarà aggiornata e modificata esclusivamente dal veterinario, evitando così qualsiasi rischio di errore o compromissione del profilo dell’animale. Il servizio reso dal veterinario - che associa alla tessera i dati identificativi dell'animale e quelli sanitari - è compreso nel canone annuale della tessera, di 28 euro. La registrazione del veterinario è gratuita.
Già da oggi, i proprietari possono richiedere la tessera individuale dei loro animali registrandosi al sito www.amicopets.it. Basteranno pochi secondi per la creazione di un semplice account ai quali farà seguito la consegna a domicilio della AmicoPets Card.
Tessera alla mano, il proprietario potrà navigare il portale www.amicopets.it. per approfondire nozioni di base sull'accudimento del proprio animale e soprattutto potrà recarsi dal veterinario di fiducia per associare alla AmicoPets Card il data base personalizzato dei dati anagrafici, clinici e sanitari relativi al proprio pet. In una parola, ad ogni tessera corrisponderà una cartella clinica digitale, un documento creato, aggiornato e modificato in tempo reale dal medico veterinario curante ad ogni visita.
Le posizioni sanitarie individuali censite nel data base di AmicoPets concorreranno alla creazione di una banca dati nazionale di dati anagrafici, epidemiologici, clinici e statistici della popolazione animale presente nelle case degli italiani.
Da Settimana Veterinaria n. 718/dicembre 2010
La condizione ansiosa o fobica è un argomento molto delicato da affrontare con i proprietari, che spesso non amano sentir definire “malato” il loro animale. Utilizzare il termine “stress” permette al clinico di instaurare un miglior rapporto con i clienti e di ottenere una maggiore predisposizione a collaborare.
Nella diagnosi dello stato fobico si prevedono passaggi intermedi atti a migliorare lo stato dell’animale, anche senza aver definito correttamente la causa della malattia. L’ultima fase, molto importante, è la valutazione delle risorse a disposizione che permettono al veterinario di aiutare il paziente a guarire.
Il 1° stadio dello stato fobico (stadio dinamico o fobia semplice) è caratterizzato da una condizione di timore dell’animale che prevede evitamento e minacce a distanza; lo stimolo scatenante abitualmente è unico o è costituito da stimoli molto simili. Nel 2° stadio (stadio di generalizzazione o fobie complesse) si assiste ad una risposta fobica non solo allo stimolo scatenante, ma anche ad altri stimoli associati. In questo stadio si assiste al fenomeno dell’anticipazione emotiva in cui l’animale reagisce sempre più precocemente a nuovi stimoli scatenanti.
L’ultimo stadio prevede la comparsa di manifestazioni neurovegetative e di anticipazione emotiva con il passaggio ad uno stato ansioso che mobilita tutte le energie dell’individuo. E’ fondamentale tenere presente che l’ansia è sempre patologica e come tale va curata. Nell’ansia parossistica si osservano crisi di breve durata con eccessi violenti e spesso è il veterinario generalista a doversene occupare.
L’ansia intermittente prevede dei disordini prolungati intervallati da periodi di remissione e può trasformarsi in ansia permanente con manifestazioni di tipo neurovegetativo e attività di sostituzione.
Nei gatti i segni comportamentali sono diversi da quelli nei cani e comprendono la Rolling Skin Syndrome, marcature urinarie e graffiature.
Da Supplemento Settimana Veterinaria n. 717/novembre 2010

GRANDI ANIMALI
Da Notizie ANMVI 03-12-2010
Entrerà in vigore il 17 dicembre il Decreto n. 200/2010 che attua la Direttiva 2008/71/CE sull'identificazione e la registrazione dei suini (qualsiasi animale della famiglia dei suidi, eccetto i suidi selvatici). Il provvedimento è sulla Gazzetta Ufficiale del 2/12/10. Il mezzo di identificazione è il "tatuaggio, marca auricolare o altro mezzo apposto sull'animale senza comprometterne il benessere, che consente di identificare l'animale e l'azienda di origine per tutta la durata della sua vita". Gli animali sono identificati, a cura del detentore, entro il settantesimo giorno di vita ed in ogni caso prima di lasciare l'azienda nella quale sono nati.
Le aziende ("qualsiasi stabilimento agricolo, costruzione o, nel caso di un allevamento all'aria aperta, altro luogo in cui gli animali sono tenuti, allevati o commercializzati, ivi comprese le stalle di sosta ed i mercati e i centri di raccolta") sono registrate dal Servizio veterinario della unita' sanitaria locale competente per territorio in un elenco informatizzato che e' tenuto ed aggiornato nella Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica del Ministero della salute. Il detentore degli animali- ad eccezione della detenzione di un solo animale destinato al consumo personale - tiene ed aggiorna il registro aziendale degli animali. Il registro è composto da pagine numerate progressivamente, riportante il numero di animali presenti in allevamento e informazioni sulle movimentazioni, con l'indicazione del numero di animali interessati a ogni operazione di entrata e di uscita, specificando la loro provenienza e la loro destinazione, nonché la data delle movimentazioni stesse.
Il Servizio veterinario competente per territorio programma, sulla base di un'analisi del rischio, l'esecuzione di controlli atti a verificare l'applicazione del decreto. Il programma annuale dei controlli riguarderà almeno l'1% del totale delle aziende suinicole presenti nel territorio di competenza. Le regioni possono predisporre piani di controllo regionali avvalendosi dell'analisi del rischio, come previsto dal regolamento (CE) n. 882/2004. Le autorita' competenti ad eseguire i controlli si avvalgono della check list prevista dall'allegato III.
Le informazioni riguardanti i controlli sono registrate nella BDN.
IL TEMA STERILIZZAZIONE PER RIFLETTERE SUL RUOLO VETERINARIO NELL’ALLEVAMENTO SUINO
Questo è il titolo dell’intervento tenuto nell’ultimo Consiglio Nazionale FNOVI da Paolo Candotti e Sara Rota Nodari (IZSLER Brescia). Per leggere il documento PDF collegarsi al sito www.fnovi.it e poi selezionare “archivio notizie”: 01/12/2010 Gli atti del Consiglio Nazionale di novembre 2010, dove si trovano anche altri interessanti documenti: “Legalità e farmaco veterinario”, “Legalità in apicoltura”, “Dossier per il settore cunicolo”.
ALIMENTI
Fonte: La Stampa – 29/11
La Food Standards Agency, ente che controlla gli standard delgi alimenti in circolazione sul mercato britannico, ha sentenziato che non c’è alcuna differenza tra il cibo che deriva dal bestiame “ordinario” e quello che proveine da bovini manipolati geneticamente. Un’affermazione perentoria, che in Gran Bretagna, apre la strada alla commercializzazione di latte e carne clonati ma che, via via, potrebbe sfondare la moratoria della Commissione europea: la UE proibisce per i prossimi 5 anni la vendita a scopo alimentare di carne e latte ottenuti con la clonazione, permettendo il procedimento solo per la ricerca o per la produzione di farmaci o per salvare razze in via d’estinzione. Andrew Wadge, ricercatore a capo della FSA, ha dichiarato che i risultati della ricerca non lasciano dubbi: gli alimenti provenienti da animali clonati “non hanno evidenziato elementi di preoccupazione” per eventuali “allergie, intossicazioni e altri effetti collaterali”. Non solo, Wadge ha confermato che “carne e latte che provengono da bovini dal dna modificato e dalla loro progenie non mostra differenze sostanziali dalla carne e dal latte prodotto in modo convenzionale”. In genere, valutazioni tanto positive da parte del Comitato consultivo della FSA sono il preludio della concessione di licenza di vendita. Che, va detto, in Inghilterra era già partita prima ancora dei riscontri dell’organismo indipendente. Agostino Macrì, dell’associazione nazionale dei consumatori, sostiene che i cultori del cibo naturale e tradizionale “probabilmente non sanno che carne e latte pronti oggi sulle nostre tavole hanno ben poco di naturale” e poi aggiunge “Nei nostri allevamenti funziona un processo di selezione spinto. Dal seme di una decina di tori sono nati milioni di vacche grazie alla fecondazione artificiale. Il liquido seminale degli esemplari considerati più idonei, morti anche decine di anni fa, viene ancora oggi distribuito in tutto il mondo per continuare a fecondare”.
ONAOSI
8 FEBBRAIO 2011: TERMINE ULTIMO PER L’ISCRIZIONE VOLONTARIA
L’ONAOSI, che rappresenta una forma di “assistenza integrativa complementare” a tutela del professionista, della sua famiglia e dei suoi figli, ci chiede di informare gli iscritti del fatto che entro l’8 febbraio 2011 il Sanitario non dipendente pubblico, già iscritto all’Ordine Professionale all’9 Febbraio 2010, può ancora effettuare l’iscrizione volontaria all’ONAOSI. Tale termine è tassativo per cui, se i Sanitari in attività non dipendenti pubblici non si iscriveranno entro questa data, perderanno per sempre la possibilità di farlo.
Invece i sanitari neoiscritti all’Albo avranno 5 anni, dalla data di prima iscrizione all’albo, per iscriversi volontariamente all’ONAOSI mentre i contribuenti obbligatori che cessino datale regime di contribuzione, per non perdere le opportunità ONAOSI, dovranno iscriversi entro 2 anni dalla data di cessazione dal servizio pubblico.
L'ONAOSI ha per scopo primario il sostegno, l’educazione, l’istruzione e la formazione degli orfani, figli legittimi, adottivi o naturali riconosciuti, di veterinari, farmacisti, medici-chirurghi ed odontoiatri. La Fondazione eroga prestazioni anche in favore di figli di contribuenti obbligatori o volontari viventi, nei casi previsti dallo Statuto. Possono fruire, a pagamento, delle prestazioni e dei servizi anche i figli di contribuenti obbligatori o volontari viventi, gli stessi contribuenti e i loro coniugi.
Le prestazioni consistono in contributi economici a domicilio, anche di carattere straordinario, graduati secondo il progresso negli studi e le situazioni di eventuale disagio socio-economico, e in alternativa nell’ammissione in strutture di studio ubicate sul territorio nazionale. Sono inoltre previsti interventi mirati a favorire la formazione ed anche in favore di disabili.
Il versamento annuale è contenuto e diversificato per fasce di reddito e anzianità ordinistica. Tutte le informazioni e la modulistica per l’iscrizione volontaria sono disponibili sul sito www.onaosi.it
QUOTE CONTRIBUZIONE VOLONTARIA ONAOSI 2010
– ANZIANITÀ ORDINISTICA COMPLESSIVA FINO A 5 ANNI COMPLESSIVI:
€ 155,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 60.000,00
€ 140,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 40.000,00 ed inferiore/uguale a € 60.000,00
€ 75,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 20.000,00 ed inferiore/uguale a € 40.000,00
€ 25,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale inferiore/uguale a € 20.000,00
– ANZIANITÀ ORDINISTICA COMPLESSIVA SUPERIORE A 5 ANNI COMPLESSIVI:
€ 155,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 60.000,00
€ 140,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 40.000,00 ed inferiore/uguale a € 60.000,00
€ 125,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale superiore a € 20.000,00 ed inferiore/uguale a € 40.000,00
€ 40,00 ANNUI Aventi reddito complessivo individuale inferiore/uguale a € 20.000,00
€ 65,00 Contributo una tantum (vitalizio) a partire dal 1.1.2009, per età anagrafica superiore ai 67 anni compiuti al 31 dicembre dell'anno precedente ed in possesso di una anzianità contributiva complessiva (obbligatoria e/o volontaria) di almeno 15 anni
PRESTAZIONI E SERVIZI ONAOSI
Il CdA della Fondazione ONAOSI ha recentemente approvato il nuovo Piano degli Interventi 2010/2011, che contiene le indicazioni delle prestazioni e dei servizi che si intendono erogare nell’anno accademico e scolastico 2010/2011 a favore degli assistiti, figli dei Sanitari contribuenti.
La spesa totale per prestazioni e servizi ammonta a circa 30 milioni di euro.
I contributi in denaro che saranno erogati agli assistiti si diversificano in base alla scolarità, con delle integrazioni differenziate in ragione di fattori quali l’essere studente “fuori sede” o l’appartenere a nuclei familiari con reddito ritenuto insufficiente. I contributi vengono erogati agli assistiti a partire dall’età prescolare e fino alla formazione post-laurea. Il limite di età per poter beneficiare dei contributi è fissato a 30 anni.
Attualmente l’ONAOSI assiste otre 4.000 orfani di Sanitari o equiparati tali e ospita presso le proprie strutture dislocate in varie città italiane circa 700 ragazzi di cui circa 400 figli di Sanitari viventi a pagamento e circa 300 assistiti. Gli assistiti possono essere ospitati presso le strutture ONAOSI oppure optare per l’assistenza a domicilio attraverso una corresponsione di contributi in denaro.
Inoltre sono previsti contributi per la frequenza di corsi di lingua all’estero e per la partecipazione a progetti comunitari di mobilità studentesca (Socrates Erasmus, SISM, ecc.).
Diversi sono i premi erogati agli assistiti, come riconoscimento del profitto negli studi (premio di promozione, premio di studio e premio di laurea per gli universitari).
Sono contemplati inoltre contributi in denaro ed interventi speciali anche per gli assistiti disabili.
Oltre all’ospitalità gratuita nelle strutture (non solo educative ma anche presso i Centri Vacanze di Pré Saint Didier e Porto Verde), alle famiglie degli assistiti viene garantito un supporto sul territorio da parte del Servizio Sociale della Fondazione.
La Fondazione esplica la sua attività formativa anche mediante l’organizzazione del corso di formazione professionale “Programma START” giunto alla sua XVII Edizione. Il corso prevede un modulo di Office Automation che consentirà ai partecipanti di conseguire il titolo di Microsoft Office Specialist, nonché l’eventuale specializzazione di Master Instructor, rilasciati dalla Microsoft, ed un corso specifico di informatica tecnica finalizzata all’inserimento in azienda.
La convenienza di iscriversi e contribuire all’ONAOSI:
Il sanitario, con un solo modico versamento ha già diritto alle prestazioni e ai servizi regolamentati, che rappresentano una soluzione davvero conveniente per il rapporto costo/beneficio.
A dimostrazione di quanto sostenuto, riportiamo di seguito tre ipotesi, del tutto esemplificative,
riferite a diverse consistenze di componenti il nucleo familiare, sui benefici derivanti dall’iscrizione
all’ONAOSI a normativa vigente.
Ipotesi n. 1
Nucleo familiare ammesso alle prestazioni Onaosi con un assistito di 6 anni (19 anni di assistenza)
ed uno di 8 anni (17 anni di assistenza)
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per soli contributi base: € 130.000
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per contributi base + universitario fuorisede: € 155.000
Nel caso di nuclei con basso reddito c’è un’ulteriore somma complessiva di € 90.000
Ipotesi n. 2
Nucleo familiare ammesso alle prestazioni Onaosi con un assistito di 12 anni di età (13 anni di
assistenza ) ed uno di 14 anni di età (11 anni di assistenza)
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per soli contributi base: € 91.000
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per contributi base + universitario fuorisede:€ 115.000
Nel caso di nuclei con basso reddito c’è un’ulteriore somma erogata di € 60.000
Ipotesi n. 3
Nucleo familiare ammesso alle prestazioni Onaosi con un assistito di 18 anni di età (7 anni diassistenza) ed uno di 20 anni di età (5 anni di assistenza)
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per soli contributi base: € 48.000
Somma erogata dall’ ONAOSI complessivamente per contributi base + universitario fuorisede: € 70.000.
Nel caso di nuclei con basso reddito c’è un’ulteriore somma erogata complessivamente di € 30.000.
ELEZIONE DEL COMITATO DI INDIRIZZO
La FNOVI ci informa che la Giunta Esecutiva O.N.A.O.S.I. ha attivato le procedure elettorali per l’elezione del Comitato di Indirizzo della Fondazione.
La presentazione delle liste dei candidati dovrà avvenire entro il 12 gennaio 2011; il materiale di voto sarà inviato agli aventi diritto entro il 15 febbraio 2011 e la scheda contenente l’espressione di voto dovrà pervenire alla Fondazione Onaosi entro il 23 marzo 2011.
Il Comitato di Indirizzo della Fondazione potrà essere votato da tutti gli iscritti all’ONAOSI che, alla data del 31 dicembre 2009, abbiamo almeno un anno di versamenti (elettorato attivo), ma potrà essere composto solo dagli iscritti con almeno 5 anni di contribuzione continuativa alla data del 31 dicembre 2009 (elettorato passivo).
Le procedure elettorali prevedono la possibilità di formare liste di candidati per ognuno dei seguenti raggruppamenti:
a) Medici Chirurghi e Odontoiatri agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni;
b) Medici Veterinari agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni;
c) Farmacisti agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni;
d) Medici Chirurghi contribuenti volontari;
e) Odontoiatri, farmacisti e veterinari contribuenti volontari.
A pena di nullità, ogni lista di candidati dovrà essere corredata da un numero minimo di firme di elettori appartenenti allo stesso raggruppamento e fissato in ragione della consistenza numerica del raggruppamento stesso. In particolare:
a) Medici Chirurghi e Odontoiatri agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni 500 firme
b) Medici Veterinari agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni 100 firme
c) Farmacisti agli stipendi di Pubbliche Amministrazioni 100 firme
d) Medici Chirurghi contribuenti volontari 100 firme
e) Odontoiatri, farmacisti e veterinari contribuenti volontari 50 firme
Sul portale dell’ONAOSI è consultabile l’elenco degli aventi diritto al voto con indicazione dell’Ordine di iscrizione.
Le liste dei candidati e le firme di presentazione di ciascuna di esse nonché l’atto di accettazione di ciascun candidato, dovranno essere redatte e fatte pervenire all’Onaosi utilizzando il modulo di presentazione liste e il modulo di accettazione candidatura, scaricabili dal sito della Fondazione, compilati in ogni loro parte.
Le liste dei candidati, con le firme di presentazione e l’atto di accettazione di ciascun candidato, redatte con le forme e le modalità prescritte nelle procedure elettorali, dovranno pervenire alla Fondazione ONAOSI – Giunta Esecutiva – Sede Centrale – Via Ruggero D’Andreotto, 8/18, cap 06124 Perugia inderogabilmente entro le ore 13,00 del 12 gennaio 2011, anche su supporto informatico (foglio elettronico MS–Excel su supporto CD–Rom).
Una volta pervenute, le liste saranno sottoposte alle necessarie verifiche da parte della la Giunta esecutiva che poi provvederà alla loro pubblicazione e trasmissione allaCommissione elettorale, attribuendo a ciascuna lista ammessa un numero progressivo che la contraddistinguerà fino alla conclusione delle operazioni elettorali.
Il voto sarà espresso soltanto per corrispondenza, utilizzando specifiche schede elettorali che saranno recapitate agli elettori unitamente ad una nota illustrativa delle operazioni elettorali.
È importante ricordare che ciascun elettore voterà solo per i candidati espressi dal raggruppamento di appartenenza e il suo voto sarà considerato valido se recante l’espressa della lista prescelta.
La rappresentanza del contribuenti volontari verrà attribuita alla lista che otterrà più voti tra quelle proposte dagli odontoiatri, dai farmacisti e dai veterinari.
www.onaosi.it/votazioni
VARIE
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 25/11 e 6.12.2010
Il Ministero della Salute ha informato le autorità competenti e gli organismi interessati della presenza di un focolaio di influenza aviaria a bassa patogenicità in provincia di Forlì-Cesena.
Inoltre sono state prorogate al 30 giugno 2012 le misure di protezione contro l’influenza aviaria stabilite dalla decisione 2005/692/CE della Commissione Eu che dovevano essere applicate fino al 31/12/10. La causa: i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 continuano a manifestarsi nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri e nei paesi terzi costituendo un rischio per la salute umana e animale. Data la situazione zoosanitaria è opportuno estendere anche il periodo di applicazione della decisione 2007/25/CE fino al 30 giugno 2012.
www.resvet.it è il nuovo portale di "informazione sul farmaco veterinario". ResVet nasce dalla collaborazione tra Farmacisti e Veterinari che lavorano da anni nel settore e che trovano utile un aggiornamento rapido e sintetico racchiuso in un unico portale, in cui tutte le notizie sono libere da qualsiasi interesse privato.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 10.12.2010
Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il Piano Socio Sanitario Regionale 2010-2014. Il testo presenta una significativa ed apprezzabile attenzione alla Sanità Pubblica Veterinaria, sia nel capitolo della “Semplificazione Amministrativae Normativa” che nello specifico Capitolo. Per la prima volta la presenza capillare di dirigenti veterinari e l’adeguatezza delle dotazioni organiche dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari vengono elevati al rango di obiettivi strategici di legislatura nell’ambito delle politiche del personale.
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 25/11/10 è pubblicata la Decisione della Commissione del 23/11/2010 recante approvazione dei programmi annuali e pluriennali di eradicazione, lotta e sorveglianza di talune malattie animali e zoonosi presentati dagli Stati membri per il 2011 e gli anni successivi, nonché del contributo finanziario dell’Unione a detti programmi.
Fonte: DoctorNews - 10/12/10
Finita la fase di sperimentazione, che ha riguardato 22
aziende sanitarie e ospedaliere di tutta Italia più le 17 Asl della Regione
siciliana, con la promozione dell'85% dei medici, dal primo gennaio 2011 la
riforma Brunetta della pubblica amministrazione, che prevede la valutazione del
personale per attribuire i premi di produzione, sarà obbligatoria anche per i
dipendenti del Servizio sanitario nazionale. «Entro il 31 dicembre» spiega
Antonio Naddeo, capo dipartimento della Funzione Pubblica «le Regioni hanno
tempo per recepire i principi della legge 150 con leggi regionali.
Se non lo faranno dal 2011 la legge entra a regime così com'é e le Regioni
devono comunque attivare il sistema di valutazione e creare gli organismi
indipendenti che se ne dovranno occupare». Oggi gli incentivi alla produzione
sono già previsti dai contratti collettivi, rappresentando tra il 15 e il 25%
delle retribuzioni, ma sono distribuiti a pioggia. La legge Brunetta prevede
invece che i dipendenti vengano valutati e inseriti in tre fasce di merito
(alta, media e bassa): le risorse incentivanti andranno poi distribuite per metà
al 25% del personale più meritevole, l'altra metà al 50% dei dipendenti con
performance intermedie e lascia senza premi il restante 25% del personale.
Situazione che può essere modificata attraverso la “contrattazione integrativa”,
fino ad attribuire la fascia di eccellenza a una quota compresa tra il 20 e il
30% dei valutati, e a modulare la distribuzione della metà residua delle risorse
premiali in modo differenziato, riservando ad esempio "premi" anche a chi si
colloca in fascia bassa.
Mantova, 14 dicembre 2010
Prot. 657/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) AIVEMP: L'organizzazione dei servizi veterinari nell'ambito dell'autorita' competente per la sicurezza alimentare: modelli a confronto - Cremona 24 al 26 novembre – www.aivemp.it
2) Facoltà Vet. Perugia-AIVPA: Terapia del dolore acuto nel cane e nel gatto: consigli utili e “ricette”contro il dolore - Perugia, 11 e 12 dicembre - giorgia.dellarocca@unipg.it
3) Ordine Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria: “Ridefinizione del ruolo del Tecnologo Alimentare. Attitudine e approccio alla Libera Professione” Milano 17/01/2011 e.mail colette.spagnolo@formawork.it
Da www.unire.it
L’UNIRE intende procedere alla nomina delle seguenti figure professionali in
qualità di componenti della Commissione scientifica di cui all’art. 15 del
Regolamento per il controllo delle sostanze proibite approvato con D.M.797 del
16 ottobre 2002:
- n.1 Veterinario;
- n.1 Professore universitario di chimica analitica;
- n.1 Professore universitario di farmacologia veterinaria;
- n.1 Professore universitario di patologia, biochimica e fisiologia
veterinaria.
L’incarico sarà conferito per un triennio decorrente dalla data del
provvedimento di nomina.
Per l’attività prestata a ciascun componente sarà riconosciuto, oltre al
rimborso delle spese sostenute, un gettone di presenza pari a 30 euro per seduta
giornaliera, da tenersi di regola una volta al mese presso la sede dell’Ente a
Roma. Gli interessati dovranno far pervenire apposita richiesta, corredata di
curriculum professionale entro il 29 novembre 2010, al seguente
indirizzo: UNIRE, Segreteria generale, Via Cristoforo Colombo n. 283/A 00147
Roma.
Le domande potranno essere inviate entro lo stesso termine anche a mezzo fax al n. 06-51897654 o tramite e-mail all’indirizzo segreteriagenerale@unire.it Eventuali chiarimenti o informazioni potranno essere richiesti ai seguenti numeri telefonici: 06-51897601/ 06-51897603.
ECM: PER IL TRIENNIO 2011-2013 OBBLIGATORI 150 CREDITI
Nella Conferenza nazionale svoltasi in ottobre sulla formazione continua in medicina, è stata ribadita ancora una volta l’obbligatorietà della formazione sia per i dipendenti pubblici sia per i liberi professionisti. Per il prossimo triennio (2011-2013) il debito formativo complessivo da assolvere resta di 150 crediti, da ripartire nel medesimo periodo. Da gennaio 2011 tutti i dati relativi ai crediti ECM ottenuti confluiranno nel database del Consorzio gestionale anagrafica professioni sanitarie (Cogeaps); di conseguenza sarà data la possibilità ai sanitari di consultare in tempo reale la propria situazione.
L’ultimo accordo Stato-Regioni prevedeva la ricerca di facilitazioni per i liberi professionisti, per lo sforzo profuso in termini di costi sostenuti, tempo dedicato, ore di lavoro perdute. Purtroppo la disposizione è ampiamente disattesa; la FAD (formazione a distanza) può rappresentare un aiuto in questo senso.
FISCO / SENTENZE
QUESTIONARIO SULLO STUDIO DI SETTORE UK22U
Il Servizio di Consulenza Fiscale dell’ANMVI ci informa che l'Agenzia delle Entrate ha comunicato, in data 12 novembre, che la Direzione Centrale Accertamento, in collaborazione con la Società Studi di Settore (Sose), sta proseguendo nel piano di aggiornamento dello Studio di settore veterinario (UK22U approvato con decreto ministeriale 12 marzo 2010- 75.00.00 Servizi Veterinari).
Il Fisco prevede che il nostro Studio di settore vada in evoluzione per il periodo d’imposta 2012 e allo scopo chiede la collaborazione dei Veterinari. In particolare, l’Agenzia chiede alla Categoria di indicare le eventuali informazioni- attualmente non richieste- che si ritiene invece opportuno far inserire nel Modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, allegato a UNICO 2010.
L’ANMVI, destinataria della suddetta comunicazione propone un questionario
consultivo ai veterinari, avente due obiettivi per altrettante scadenze:
- Primo
obiettivo: fornire all’Agenzia delle Entrate informazioni utili
ai fini dell’evoluzione dell’UK22U (per il periodo d’imposta 2012). Scadenza
utile al predetto obiettivo: compilazione del questionario ANMVI
entro il 24 novembre 2010
- Secondo
obiettivo: fornire al rappresentante di Categoria, dott.
Giuliano Lazzarini (designato FNOVI in Commissione Esperti Studi di Settore)
informazioni utili alla collaborazione con SOSE e Agenzia delle Entrate.
Scadenza utile al predetto obiettivo: compilazione del questionario ANMVI
entro il 31
dicembre 2010.
Si ricorda che il citato Modello è parte integrante della dichiarazione dei redditi.
I risultati della consultazione saranno comunicati all’Agenzia delle Entrate tramite il rappresentante di Categoria, dott. Giuliano Lazzarini.
Compilazione on line: http://www.anmvi.it/297/questionario-sullo-studio-di-settore-uk22u oppure tramite PDF
www.anmvi.it e poi cliccare su “Consultazione sullo studio di settore veterinario”, aprire il file in PDF, compilarlo ed inviarlo via fax: 0372/40.35.26
VISITA DI COMPRAVENDITA ESEGUITA DAL VETERINARIO DI FIDUCIA DEL VENDITORE DI ANIMALI DA COMPAGNIA
Da Bolletino AIVPA n. 3/2010
Spesso il venditore/allevatore di animali da compagnia si rivolge al Veterinario l.p. al fine di fargli seguire il proprio negozio o allevamento per evitare l’insorgenza di problematiche sanitarie. Si viene così ad instaurare tra le 2 parti un rapporto fiduciario, magari consolidato da tempo, per il quale il Veterinario diventa a tutti gli effetti il sanitario “di fiducia” del commerciante. In caso di vendita di un animale dell’allevatore ad un acquirente, il sanitario può essere chiamato a certificarne o attestarne verbalmente il buono stato di salute e talvolta può succedere che gli venga richiesto dal venditore di non evidenziare patologie occulte e/o vizi per non far deprezzare l’animale in vendita. In questi casi va ricordato che il Veterinario è tenuto ad essere sempre rispettoso non solo dei principi deontologici ma anche di quelli contenuti nei Codici (civile e penale), perciò dovrà compiere una visita accurata, così come indicano le norme di buona pratica, “ispirandosi a scienza e coscienza”, senza occultare alcuna patologia subdola o in incubazione. La compravendita di animali è regolata dal Codice Civile (artt. dal 1490 al 1496) e/o dagli Usi e consuetudini, qualora diposngano per gli animali da compagnia.
Spesso il Veterinario è chiamato a visitare l’animale in compravendita come Consulente dell’acquirente; anche in tale caso il Veterinario deve compiere la propria prestazione con competenza ed onestà, sia che debba esprimere solo un parere verbale di sanità sia che debba metterlo per iscritto certificandolo. Nel caso poi il Veterianrio venga a conoscenza di qualunque caso, anche sospetto, di malattia infettiva, infestiva o diffusiva degli animali, deve darne immediata comunicazione al Sindaco e all’ASL.
Il professionista deve accertarsi sempre di persona, in maniera precisa e completa, dello stato sanitario degli animali per i quali egli è chiamato a certificarne la buona salute, quindi non si devono assolutamente lasciare dei Certificati di buona salute già firmati in bianco ad allevatori o negozianti di animali, per quanto ben conosciuti, per evitare che, subito dopo il ritiro dell’animale, questi venga sottoposto al controllo di un altro Collega, il quale per esempio rileva un vistoso soffio cardiaco.
Al termine della visita di compravendita il Veterinario deve farsi pagare il proprio onorario da chi gli ha richiesto al prestazione, nello specifico i venditori negozianti/allevatori, i quali però nella maggior parte di casi tendono a non farlo, gratificando il proprio professionista “di fiducia” con la promessa di invio della clientela. Quando il veterinario riceve l’invio di un cliente/paziende d aparte del commerciante per una visita di sanità da effettuare a vendita avvenuta, egli viene a trovarsi in una situazione delicata se si riscontra una patologia nell’animale appena acquistato. Sarebbe auspicabile e consigliabile che il Veterinario riuscisse a mantenere sempre una proprio indipendenza di giudizio, oltre che economica, per non correre il rischio di subire pressioni o veri e propri ricatti morali da parte di venditori poco scrupolosi.
Da Notizie ANMVI 15-11-2010
La cagnolina muore dopo il parto cesareo: veterinario condannato per colpa professionale a risarcire il proprietario con 36.000 euro. La sentenza, destinata a fare scuola, è stata depositata l'altra mattina nel tribunale di Montebelluna e denota una sensibilità crescente per gli animali anche nelle aule giudiziarie.
Tutto ha inizio nel 2001 quando Ingrid, boxerina di 3 anni con pedigree, pluripremiata a livello europeo e mondiale, viene portata nello studio di un veterinario conosciutissimo e stimatissimo, ex responsabile dell'istituto zooprofilatico di Treviso. Ingrid è alla sua prima gravidanza e il medico fa nascere con il cesareo 12 splendidi cuccioli. La cagnolina viene ricucita e - visto che l'intervento sembra perfettamente riuscito - rimandata a casa ancora sotto anestesia. Un'ora più tardi il decesso: Ingrid passa dal sonno alla morte per un'emorragia che causa soffocamento polmonare.
Il proprietario è disperato, chiede spiegazioni sull'accaduto, ma non si dà pace per l'accaduto. E contesta al veterinario la morte chiedendo di essere risarcito. La trattativa va avanti per qualche tempo, ma la compagnia di assicurazione Zurigo rifiuta il versamento di qualsiasi somma. Alla fine l'allevatore decide di avviare un'azione civile nei confronti del veterinario. La causa va avanti per lungo tempo: il veterinario esclude qualsiasi responsabilità professionale spiegando di aver usato tutta la diligenza dovuta e sostenendo che la morte è stata un evento imprevedibile. Opposta la ricostruzione dell'avvocato del proprietario, che contesta varie negligenze, come l'aver rimandato a casa il cane appena un'ora dopo il parto cesareo, la mancata predisposizione della cartella clinica (una battaglia, quella dei documenti sanitari per gli animali, che le varie associazioni di tutela stanno portando avanti da tempo). La sentenza è stata pronunciata a fine ottobre dopo l'esame delle consulenze: il veterinario dovrà risarcire 36 mila euro per colpa professionale.
ENPAV
QUANDO SPETTA LA MATERNITA’ AL PADRE
Da 30Giorni/ottobre 2010
L’ENPAV riconosce l’indennità al padre libero professionista, in alternativa alla madre avente diritto, nei seguenti casi:
- NASCITA: in caso di morte, grave infermità della madre, abbandono o affidamento esclusivo del bambino al padre;
- ADOZIONE E AFFIDAMENTO PREADOTTIVO: qualora non sia stata richiesta dalla madre libera professionista avente diritto.
I BORSISTI NON DEVONO PAGARE L’INPS
Da 30Giorni/ottobre 2010
Il Minsitero del Lavoro, interpellato dal Consiglio Naz. degli Architetti, ha fornito un’interpretazione normativa valevole anche per i veterinari iscritti all’ENPAV e destinatari di assegni di borse di studio. La questione è annosa: l’art. 1 della Legge 315/1998 ha imposto l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata dell’INPS a tutti i soggetti assegnatari di borse di studio per la frequenza di corsi di dottorato di ricerca, a decorrere dal 1 gennaio 1999.
Ma scopo dichiarato della gestione separata Inps è di garantire una pensione ai lavoratori autonomi o collaboratori coordinati e continuativi non iscritti ad alcun ente pensionistico obbligatorio. Chiedere quindi ai professionisti, già iscritti obbligatoriamente all’Enpav, anche l’iscrizione all’Inps, significa una doppia ed ingiustificata imposizione contributiva. Tanto che con la circolare n. 124/1996 l’Inps ha riconosciuto ai liberi professionisti che già versano alla propria cassa professionale di riferimento l’esonero dal versamento dei contributi alla gestione separata.
Il Ministero chiarisce ogni dubbio al riguardo: l’obbligo assicurativo di iscrizione al fondo gestione separata dell’Inps riguarda tutte le categorie di l.p. per i quali non sia stata prevista una specifica cassa previdenziale. Vale la regola dell’esclusività, nel senso che l’iscrizione alla propria cassa di previdenza esclude che per la stessa attività si effettui l’iscrizione alla gestione separata Inps, in considerazione del fatto che i contributi dovuti sui redditi professionali non possono esere soggetti a più gestioni contemporaneamente.
PICCOLI ANIMALI
Da Notizie ANMVI 10-11-2010
Rilevata la necessità di fornire ai Servizi Veterinari delle ASL gli opportuni strumenti per una corretta valutazione del cane e di stabilire i criteri con i quali definire in modo uniforme su tutto il territorio regionale i livelli di rischio dei cani morsicatori, la Direzione Generale della Sanità della Lombardia ha ritenuto necessario modificare alla luce della vigente normativa il d.d.g. 7686/2003 Linee guida in materia di interventi di sanità pubblica per la prevenzione del fenomeno del randagismo sostituendo la lettera B dell'allegato (D.d.g. del 14 ottobre n.1040).
Tutti i casi di lesioni provocate da un animale all'uomo o ad altri animali devono essere segnalati con sollecitudine ai Servizi di Igiene Pubblica o ai Servizi Veterinari delle ASL per consentire il tempestivo controllo sanitario degli animali da parte dei Servizi Veterinari competenti. Sono tenuti alla denuncia i proprietari degli animali responsabili della lesione e i Medici o i Veterinari che ne siano comunque venuti a conoscenza. La denuncia obbligatoria di qualsiasi caso di morsicatura consente di monitorare il fenomeno e raccogliere dati epidemiologici puntuali, come strumenti indispensabili per l'adozione di ulteriori provvedimenti.
Per rendere più efficace la gestione
degli animali morsicatori sono stati definiti i seguenti strumenti di
rilevazione dei dati epidemiologici:
- modulistica per la segnalazione di lesioni personali provocate da animali
- scheda osservazione animale morsicatore
- scheda di valutazione al fine della classificazione "a rischio potenziale
elevato". Questa scheda può essere impiegata come strumento, comunque non
esclusivo, per supportare il veterinario ufficiale nella decisione di
classificare una cane "a rischio potenziale elevato" (classe 3) qualora abbia
provocato ripetute o gravi lesioni a persone o animali, e comunque ogni
qualvolta il veterinario ufficiale lo ritenga necessario.
Nel caso in cui il livello di rischio di un cane si collochi a un livello inferiore a quello "potenziale elevato", la classificazione viene registrata nell'anagrafe canina regionale a cura del Servizio Veterinario.
Qualora il veterinario ufficiale
reputi che il soggetto sia a "rischio potenziale elevato", ordina una
valutazione comportamentale presso un Veterinario esperto in comportamento
animale.
I Dipartimenti di Prevenzione Veterinari devono tenere un registro aggiornato
dei cani identificati "a rischio potenziale elevato" e mediante ordinanza
dispongono l'obbligarietà da parte del proprietario del cane, del corso di base
e dell'ITC, di uso congiunto di museruola e guinzaglio al di fuori dell'ambiente
domestico e di stipula di un'assicurazione di responsabilità civile per danni
contro terzi.
ALIMENTAZIONE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO
Da Settimana Veterinaria n. 716/novembre 2010
Durante l’ultimo convegno nazionale AIVPA, Marina Martano (Dip. Patologia animale della Facoltà Med. veterinaria di Torino) ha affrontato il tema dell’alimentazione del paziente oncologico. Essa rappresenta un fattore importante nella gestione della malattia e vede come obiettivo evitare l’insorgenza della cahessia e incoraggiare l’animale a nutrirsi spontaneamente. La cachessia rappresenta nell’uomo colpito da tumore una sindrome paraneoplastica comune; negli animali domestici si osserva con minor frequenza. Essa rappresenta un fattore prognostico negativo e porta allo scadimento delle condizioni generali dell’animale, con conseguenti complicazioni nelle risposte alle terapie, nella guarigione delle ferite, nella ripresa clinica e nella possibilità di sopravvivenza. La cachessia è causata da alterazioni metaboliche che hanno inizio prima delle manifestazioni cliniche della patologia e che permangono anche con la ripresa dell’animale. La minor assunzione del cibo legata ad alterazioni del gusto, dovute ad es. alla chemioterapia, a impedimenti meccanici del tratto digerente o a un alterato metabolismo delle sostanze ingerite, può peggiorare la situazione. Le cause di cachessia non sono ancora note del tutto, ma è risaputo che alla base vi è un alterato metabolismo degli alimenti assunti. Nei pazienti oncologici l’organismo può rispondere in modo esagerato alla stimolazione da parte del tumore, determinando un aumento del metabolismo ed un maggior consumo di energia. Alcuni studi indicano la cachessia come un disordine infiammatorio in cui entrano in gioco interleuchine, interferone e TNF. In generale si può affermare che nella cachessia si osserva un alterato metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi, che porta a compromissione dello stato generale, ad alterazioni a carico della mucosa intestinale, con conseguente scadimento organico, a immunosoppressione e danneggiamento dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. Per evitare tutto ciò sarà fondamentale valutare ogni paziente, per poter definire la dieta più indicata, le calorie necessarie e la via di somministrazione.
Sarà importante incoraggiare l’animale all’alimentazione spontanea; se non si ottiene una collaborazione del paziente e il digiuno si protrae da 4-5 giorni, saranno utili le sonde per nutrizione enterale. Si utilizzerà la nutrizione parenterale totale o parziale solo in casi estremi, in quanto essa richiede l’ospedalizzazione.
SOCCORSO STRADALE: ESPERIENZA PILOTA IN LIGURIA
fonte: Il Secolo XIX (Notizie ANMVI 23-11-2010)
Soccorso stradale agli animali incidentati. È un obbligo, introdotto dal nuovo codice della strada, al quale la Asl 4 chiavarese e alcuni studi veterinari del territorio ottemperano da anni, attraverso un progetto innovativo non solo per la Liguria, ma anche a livello nazionale. «Dal 2002 la nostra è l'unica Azienda sanitaria ligure, la sola anche a livello nazionale, operativa con un pronto soccorso veterinario per animali da affezione - spiega Gualtiero Tanturli, presidente regionale dell'ANMVI e titolare, insieme a 2 colleghi di un ambulatorio a Chiavari - Un'iniziativa regolata attraverso una convenzione tra la Asl e i Comuni del territorio che, per il recupero e il trasporto degli animali vaganti, malati o feriti, si appoggia alla Croce Bianca di Rapallo. Un'esperienza pilota, un modello da esportare in altre zone del Paese».
Soddisfatto anche il direttore generale dell’Asl, Paolo Cavagnaro. «Un servizio che sta dando buoni risultati». Ogni anno sono oltre 600 i cani e i gatti soccorsi: 316 solo negli ultimi sei mesi. «Il maggior numero di interventi riguarda gatti randagi - spiega Alessandra Raffo, responsabile del servizio veterinario Asl - Ci avvaliamo della collaborazione dei veterinari libero professionisti del territorio. Attualmente sono 4 gli ambulatori che hanno aderivano, stipulando convenzioni con i singoli Comuni».
Convenzionarsi conviene perché consente al Comune sul cui territorio viene soccorso un animale in difficoltà di pagare tariffe minime (invariate dal 2002). Nel caso un Comune non fosse convenzionato, in caso di emergenza verserebbe il costo pieno dell'intervento.
La procedura per accedere al pronto soccorso veterinario è semplice: chi trova un animale in difficoltà deve rivolgersi al 118 o allo 0185/329082. Il veterinario dell’Asl, se necessario, allerta la Croce Bianca, l'utente che ha segnalato un animale da soccorrere compila un'autocertificazione e i militi della pubblica assistenza trasportano l'animale all'ambulatorio reperibile.
Da Professione Veterinaria n. 37/novembre 2010
Il Programma di controllo della rabbia nelle regioni del nord-est italiano è approvato fino al 31 dicembre 2010. L’Unione Europea concede un contributo finanziario pari al 50% delle spese sostenute dall’Italia (comunque non superiore ai 2 milioni e 300mila euro) per l’esecuzione di esami di laboratorio, l’acquisto e distribuzione di vaccini orali ed esche, acquisto e somministrazione di vaccini agli animali d’allevamento per via parentale previsti dal piano. Il contributo finanziario è concesso a condizione che l’Italia attui il piano conformemente alle disposizioni pertinenti del diritto dell’UE; presenti alla Commissione entro aprile 2011 una relazione finale sull’esecuzione del piano corredata dai giustificativi relativi alle spese sotenute ed ai risultati conseguiti; attui il piano efficacemente.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 15, 16 e 23.11.2010
La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia comunica che dal 16/11/10 l'intero territorio regionale sarà sottoposto ad un nuovo intervento di immunizzazione orale delle volpi contro la rabbia silvestre.
Anche la Provincia di Bolzano avvia in questi giorni la terza campagna di vaccinazioni antirabbia nel 2010. Le operazioni, che dovrebbero concludersi in una settimana, saranno eseguite dal Servizio veterinario provinciale.
Sono riprese il 22/11 le vaccinazioni orali delle volpi nella Provincia autonoma di Trento attraverso la distribuzione di esche vaccinali. Secondo l’ordinanza del presidente della Giunta provinciale, i cani dovranno essere tenuti sotto stretta sorveglianza fino al 10 dicembre nel Trentino orientale e fino al 14 dicembre in quello occidentale.
I CANI MORSICATORI SONO SPESSO PET DI FAMIGLIA APPARTENENTI A RAZZE MITI
Da Vet.Journal 12/11/10 (Fonte: American Academy of Ophthalmology)
I bambini
incustoditi sono più esposti al rischio di essere morsicati da un cane, i cani
morsicatori sono in genere pet di famiglia e questi ultimi spesso effettueranno
un secondo attacco, in genere più aggressivo del primo. Sono i risultati di uno
studio condotto dalla Facoltà di Medicina dell’Università del Colorado, che ha
inoltre sottolineato che i cani di solito mirano alla faccia e agli occhi dei
bambini e che nella maggior parte dei casi si tratta di una razza canina
considerata “buona” con i bambini, come il Labrador.
Secondo lo studio, la più ampia casistica di lesioni oftalmiche da morso di cane
nei bambini, presentato all’ultimo meeting della American Academy of
Ophthalmology, i danni osservati agli occhi possono essere molto gravi, incluse
fratture delle ossa periorbitali, avulsione delle palpebre, lesioni
dell’apparato lacrimale del globo oculare, spesso suscettibili di interventi
multipli di chirurga ricostruttiva. I morsi di cani sono particolarmente
devastanti nei bambini a causa delle loro minori dimensioni e del fatto che il
loro viso è facilmente raggiungibile dalla bocca dell'animale. La probabilità
che un bambino sia morsicato da un cane nel corso della sua vita si aggira
intorno al 50%, e l'80% dei morsi coinvolge la testa e il collo.
Lo studio ha riguardato 536 bambini trattati per morsi di cane al viso presso il
Children's Hospital della University of Colorado tra il 2003 e il 2008. Il 68%
dei morsi riguardava bambini di età inferiore ai 5 anni, con la maggior
incidenza nei bambini di 3 anni. Nella maggior parte dei casi, il bambino
conosceva il cane attraverso la famiglia, un amico o un vicino di casa. Più
della metà delle volte, il cane era stato provocato da manifestazioni di affetto
troppo aggressive od era stato sorpreso o “calpestato” dal bambino.
I cani morsicatori non erano delle razze solitamente associate agli attacchi. I
meticci erano responsabili del 23% dei morsi, seguiti dai Labrador (13,7%). I
Rottweiller erano responsabili di attacchi nel 4,9% dei casi, i Pastori tedeschi
nel 4,4% e i Golden retriever nel 3%. Lo studio è stato condotto nell’area di
Denver, dove i Pitt Bull sono banditi.
Dai dati emerge, secondo gli autori, il fatto che virtualmente possono mordere
cani di qualsiasi razza. La tendenza di un cane a mordere dipende
dall’eredità, dalle esperienze precoci, da socializzazione e addestramento
tardivi, dalla sua salute e dal comportamento delle vittime. La familiarità con
il cane non costituisce una difesa dagli attacchi.
GRANDI ANIMALI
Nota del Dip. Sanità Pubblica Veterinaria, Nutrizione e Sicurezza Alimenti 17/10/10
Il Ministero della Salute comunica l’elenco delle province italiane risultanti "territorio stagionalmente libero per Blue Tongue” dal 19 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011. In tale elenco sono elencate le province che dispongono di programmi di sorveglianza sierologica ed entomologica per Blue Tongue in conformità con i criteri normativi.
L’elenco è passibile di modifica in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica delle singole province ed in base agli esiti dei piani di sorveglianza per B.T.
Ciò premesso, il Ministero comunica che gli animali sensibili alla blue tongue, sebbene non vaccinati, possono essere movimentati da tutto il territorio nazionale, ivi comprese le zone sottoposte a restrizione ai sensi del Reg. CE 1266/2007 e successive mod. e integr., verso i territori indicati nell’elenco di cui trattasi. Per quanto concerne gli scambi con gli altri Stati membri, le movimentazioni dei capi sensibili sono consentite nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa sopra citata.
Per quanto riguarda la Regione Lombardia, tutte le province sono “stagionalmente libere”.
MASTITE: IL MANTENIMENTO DELLA STAZIONE HA UN EFFETTO PREVENTIVO?
Fonte: Vetsweb 15/11/10
Si ritiene che
mantenere più a lungo le vacche in stazione dopo la mungitura contribuisca a
ridurre il rischio di mastite infettiva. Uno studio ha analizzato se
l'alimentazione delle vacche subito dopo la mungitura influisse sul tempo in cui
l'animale resta in stazione. Inoltre, lo studio ha valutato se ciò influenzasse
anche il rischio di infezione mammaria. Sono stati analizzati i dati di 90
vacche di 6 diversi allevamenti in Canada, munte due volte al giorno e tenute su
lettiera di paglia, per le quali si effettuavano esami batteriologici ripetuti
dei campioni di latte. In accordo con l'ipotesi iniziale, a un maggiore
intervallo tra la mungitura e la somministrazione del mangime corrispondeva un
più breve tempo di stazione della vacca dopo la mungitura. L'alimentazione da 30
minuti prima a 60 minuti dopo la mungitura incoraggiava invece il mantenimento
della stazione.
Gli animali che si sdraiavano 40-60 minuti dopo la mungitura avevano un rischio
significativamente inferiore di infezione mammaria da parte di batteri
ambientali, rispetto alle vacche che si sdraiavano subito dopo la mungitura.
Quest'ipotesi sembra confermare l'ipotesi iniziale e la credenza convenzionale.
Tuttavia, i risultati mostrano che le vacche che si sdraiavano la prima volta
più di 60 minuti dopo la mungitura erano esposte a un rischio molto superiore di
infezione rispetto a quelle che si sdraiavano poco tempo dopo la mungitura. Ciò
può essere spiegato dal meccanismo di chiusura del canale del capezzolo. Subito
dopo la mungitura, il diametro del canale è aumentato, consentendo l'ingresso
dei batteri ambientali, soprattutto se la vacca si sdraia. Nell’ora successiva
alla mungitura, il canale del capezzolo si contrae gradualmente fino alla sua
massima chiusura, riducendo il rischio di infezione. L'applicazione di un
disinfettante sul capezzolo dopo la mungitura riduce ulteriormente l'accesso dei
batteri al canale.
Tuttavia, dopo
aver raggiunto la sua massima chiusura, il canale del capezzolo si allarga
nuovamente a causa della pressione del latte che torna ad accumularsi nelle
ghiandole mammarie, aprendo nuovamente una possibilità di ingresso ai batteri.
In questo momento inoltre si riduce anche l'effetto del disinfettante. Ciò può
spiegare il maggiore rischio di infezione nelle vacche che si sdraiano in media
90 minuti o più dopo la mungitura.
Gli autori concludono: l'alimentazione delle vacche subito dopo la mungitura non
sembra essere il modo più pratico ed efficace di prevenire le infezioni
mammarie.

ALIMENTI
ilfattoalimentare.it - 13/11
Buone notizie per gli amanti del pangasio, un alimento molto
amato dai bambini perché “non sa di pesce”. Uno studio condotto dall’I.Z.S. del
mezzogiorno ha stabilito che i filetti di pangasio non comportano rischi per la
salute dei consumatori. Mauro Esposito, dirigente chimico dell’Istituto e
coordinatore della ricerca, ha dichiarato a “ilfattoalimentare.it”: “Ci siamo
proposti di verificare i molti allarmismi diffusi dai media che hanno provocato
una pessima fama a questo pesce di importazione. I risultati sono stati
tranquillizzanti: i campioni analizzati non hanno mai superato i valori limite
per metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, arsenico), contaminanti
ambientali (Pcb e pesticidi) e farmaci consentiti (sulfamidici e chinolonici),
mentre sono risultati assenti i farmaci vietati dall’UE (cloramfenicolo o
nitrofuranici)”.
Quasi tutto il pangasio che arriva sulle nostre tavole è allevato in Vietnam nel
delta del Mekong. Il fiume nasce in Cina e attraversa diversi Paesi del Sud-Est
asiatico, un tempo prevalentemente agricoli, oggi sottoposti a una veloce
industrializzazione. Per questo motivo il pesce è considerato un prodotto a
rischio inquinamento. Senza contare i sospetti circa i metodi di allevamento,
nell’Unione europea severamente regolamentati da normative che impongono limiti
severi sull' inquinamento e il divieto di certi farmaci.
”Anche se abbiamo analizzato solo 52 campioni rappresentativi di centinaia di
partite corrispondenti a tonnellate di prodotto - precisa Esposito - si tratta
tuttavia di un studio molto indicativo”. Tanto più se consideriamo la zona di
competenza dell’Istituto, cioè i porti di Salerno, Napoli e Gioia Tauro, che da
soli coprono una buona fetta di tutte le importazioni ittiche italiane.
Qualche dubbio, semmai, rimane sotto il profilo nutrizionale. In un recente
studio condotto dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione (Inran) il pangasio sarebbe un pesce poco pregiato dal punto di vista
nutritivo, rispetto alle specie ittiche normalmente consumate in Italia, perché
ricco di acqua e povero di proteine e grassi, in particolare degli acidi grassi
omega-3”.
Fra i pregi, il sapore delicato, la vendita in filetti porzionati e il prezzo
molto interessante.
VARIE
Da Notizie ANMVI 11-11-2010
Le malattie trasmesse da vettore sono oggi al centro dell'attenzione degli studiosi, sia per le interazioni che lo studio di tali infezioni ha con altri campi delle scienze, sia per le implicazioni sanitarie che derivano da tali malattie.
Il secondo numero del Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario
http://www.izs.it/BENV/home.html
contiene un aggiornamento sulla situazione epidemiologica di due importanti zoonosi trasmesse da vettori quali West Nile Disease (WND) e Febbre della valle del Rift. In particolare sono presentati gli ultimi casi di WND in Italia, in Europa e nei Paesi del Bacino del Mediterraneo, nonché la situazione della diffusione della Febbre della Valle del Rift nel Continente africano e nella vicina Penisola Arabica.
La sezione "In questi mesi" presenta, inoltre, un aggiornamento della situazione della Rabbia in Italia e un approfondimento sulla biologia dei Culicoides quali vettori della Bluetongue.
A chiusura un breve articolo sul Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale per conoscere meglio lo strumento di gestione delle malattie infettive degli animali.
Tutti gli interessati possono iscriversi per ricevere periodicamente via e-mail l'avviso dell'uscita di ogni nuovo numero del BENV ed inviare commenti e suggerimenti per migliorare il Bollettino.
S.I.Ve.M.P. OnLine del 18.11.2010
Il primo caso di influenza aviaria in una persona dopo 7 anni: la malattia è stata diagnosticata a una donna di 59 anni, al ritorno da un viaggio nella Cina continentale. È il primo caso di influenza aviaria dopo l'epidemia del 2003.
PREMIO PIERFILIPPO GUADAGNINI 2011
La Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini, per onorare la memoria del Dr. Guadagnini, istituisce per l’anno 2011 un premio di € 2.500 da assegnare ad un laureato (meno di 35 anni) che con la sua attività abbia portato un valido contributo, sul piano scientifico ed applicativo, al progresso in suinicoltura. Il facsimile della domanda (scad. 31 gennaio) è disponibile presso il sito www.sipas.org
ELEZIONE COMITATO DI INDIRIZZO ONAOSI
La Fondazione ONAOSI ci comunica di aver attivato le procedure elettorali per l’elezione del Comitato di indirizzo della Fondazione stessa. La presentazione delle liste dei candidati dovrà avvenire entro il 12 gennaio 2011. Il materiale di voto sarà inviato agli aventi diritto entro il 15/02/11, mentre la scheda contenente l’espressione di voto dovrà pervenire all’ONAOSI entro il 23/03/11.
Maggiori info su: www.onaosi.it
Mantova, 23 novembre 2010
Prot. 632/10
DALL’ORDINE
Ricordiamo che VENERDI’ 19 NOVEMBRE 2010 si terrà, in collaborazione con Performat S.r.l., l’incontro di aggiornamento GRATUITO:
I TRUCCHI DEL MESTIERE
suggerimenti pratici per evitare complicazioni
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SEDE: Mantova Presso Ordine dei Commercialisti Palazzo Alpi - Via Ilaria Alpi, 4 (zona ospedale Quartiere Borgopompilio) |
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Relatore: Prof Maurizio Del Bue
(Professore Ordinario di Clinica Chirurgica Veterinaria presso Università di Bologna;
esperienza ultratrentennale come chirurgo veterinario)
PROGRAMMA:
ore 20.15 Registrazione partecipanti
ore 20.30
1) Ernia perineale: mai più recidive
2) Uretrostomia perineale del gatto: gli errori da evitare
3) Guarigioni impossibili: le cellule staminali e i fattori di crescita possono aiutarci?
4) Paralisi dello sciatico: come recuperare la funzionalità dell’arto
Al termine dell’incontro: Questionario con domande a risposta multipla
CREDITI ECM RICHIESTI
ISCRIZIONE OBBLIGATORIA: modulo in allegato
INFO: sul nostro sito www.ordineveterinarimantova.it
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) SMVS-FVM: Master II livello in Diagnostica per immagini del cane e del gatto A.A. 2010/2011 Università di Camerino – www.unicam.it/veterinaria
2) SIVAE , SCIVAC Lombardia, Ordine Veterinari Milano: “Scripta manent aves volant - chiudete la finestra. Le basi della medicina aviare” Milano 14 novembre– www.sivae.it
3) PerFormat: Percorso itinerante di citopatologia del cane e del gatto – Gestione di casi clinici con la citologia – Perugia 26-28 novembre – www.performat.org
4) ATAV e SIVAE: “La figura del tecnico veterinario” 12 dicembre a Cremona – www.evsrl.it
5) I.Z.S. Torino: XIV Convegno degli istituti zooprofilattici sperimentali sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili 27-28gennaio 2011 Torino - http://www.izsto.it/eventi.htm
6) Facoltà di Veterinaria Bologna: “10 Serate di Citologia – Primavera 2011” marzo-maggio 2011 – www.areventi.it
SOFTWARE PER GESTIONE AMBULATORIO
Abbiamo ricevuto un’email dall’Ing. Massimo Sepioni che, in collaborazione con alcuni studi veterinari, ha realizzato un software professionale per la gestione di strutture medico veterinarie. Il programma si chiama GestionVet ed è già installato in circa 300 cliniche italiane.
Molto
semplice da utilizzare, completamente in italiano ed in grado di gestire
Portafoglio clienti, Portafoglio pazienti, Gestione fatturazione,
Preventivazione, Vendita e magazzino di medicinali, Compilazione e stampa di
tutti i referti ed i certificati, Stampa in formato A4 oppure in formato A5.
Permette l'overview dei documenti. Gestisce sia la contabilità standard che in
regime agevolato. Estrae dati per lo studio di settore. E' personalizzabile per
quanto riguarda tutta la documentazione prodotta (fatture, referti, ricette,etc...).
Ha integrato un prontuario farmaceutico aggiornatissimo con circa 38000 farmaci.
E' compatibile Vista, XP ed W7. La licenza c'è, è di tipo free e vale per
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compenso richiede 25 euro, che vanno a pagare solo le spese, da versare
utilizzando un IBAN che vi fornirà dopo che avrete ricevuto il CD a casa.
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allo 06/66166325 oppure scrivere a
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Se volete scaricare una demo, visitate il sito
http://sepioni.altervista.org/
APPELLO AI VETERINARI DAL MONDO APISTICO - REGISTRAZIONE PRESSO FNOVI
E-mail FNOVI del 29/10/2010
Una delle critiche più frequenti che ci viene mossa dal mondo dell’apicoltura e che può rappresentare un pretesto utilizzato da chi intende escludere la categoria dal settore, è la difficoltà a reperire veterinari esperti in apicoltura. La sperimentazione dell’Api-Bioxal, nonostante le lacune procedurali che abbiamo prontamente segnalato al Ministero della Salute, consente al Veterinario, per la prima volta, di entrare a pieno titolo nel Settore Apistico e di iniziare un rapporto professionale con Associazioni e Apicoltori che sicuramente, per il portato professionale veterinario di cui necessita indispensabilmente il settore, è destinato a consolidarsi col tempo. E’ necessario quindi che i Veterinari interessati si rendano reperibili.
Ti rammentiamo che dal 15 giugno scorso, l’uso dell’Acido Ossalico come acaricida in apicoltura, è consentito soltanto sotto forma di API-BIOXAL della CHEMICALS LAIF, nell’ambito della sperimentazione approvata con n° 0011255-P dal Ministero della Salute. La sperimentazione si protrarrà sino al 31 di dicembre 2010 e il tempo ottimale di utilizzo del prodotto è proprio adesso, nei mesi di novembre e dicembre, in quanto le famiglie sono naturalmente in blocco di covata. Il prodotto non è efficace, infatti, contro la varroa presente nelle celle opercolate. Per poterlo utilizzare, gli apicoltori necessitano di un medico veterinario che, in possesso di autorizzazione asl alla scorta dei farmaci (art. 85 del D.L.vo n°193/206), ordina e riceve il prodotto direttamente dalla casa farmaceutica, lo consegna all’interessato, registra e segue la terapia, rileva e segnala eventuali difetti di efficacia agli enti preposti a ricevere segnalazioni di farmacovigilanza. Gli apicoltori che utilizzano l’acido ossalico in una forma farmaceutica diversa da quella sopra specificata e i veterinari che emettono ricette per l’uso in deroga di tale principio attivo, possono incorrere in pesanti sanzioni.
I Veterinari prescrittori di Api-Bioxal sono esentati dall’effettuare la denuncia di Varroasi alle autorità sanitarie territorialmente competenti (Art. 1 del Reg. di Pol. Vet. n° 320/54). La malattia è stata dichiarata endemica sul territorio nazionale dal Centro Referenza e siamo in attesa della nuova ordinanza sulla Varroatosi che dovrebbe prevedere l’obbligo di notifica di presenza di Varroa ( effettuata dagli allevatori all’atto della denuncia annuale di possesso degli alveari), in luogo dell’obbligo di denuncia di malattia in atto. Per facilitare il reperimento dei Medici Veterinari aderenti alla sperimentazione da parte dei singoli apicoltori, delle associazioni di categoria, delle ASL e degli Ordini dei veterinari provinciali, la FNOVI ha allestito una lista dei veterinari in oggetto, direttamente consultabile sul sito FNOVI da chiunque sia interessato al reperimento di un collega aderente alla sperimentazione.
Affinché i nomi dei veterinari aderenti siano inseriti nella lista, siamo a chiedere la loro iscrizione con le seguenti modalità: il collega interessato invia all’indirizzo email: ufficiostampa@fnovi.it i seguenti dati: Ordine provinciale di appartenenza e numero iscrizione all’Albo, cognome e nome, recapito telefonico e indirizzo e-mail.
SMARRIMENTO CANE

Ci hanno segnalato che il 3/11/2010, si èallontanato da casa senza collare (Castelfranco Veneto - TV -Via Pagnana) un bouledogue francese di nome Funky - maschio - 2 anni - manto: completamente tigrato marrone/nero/beige (bringée) - muso col. nero - fisico "possente" - ottimo carattere - microchip nr: 348098100155117 HUN. Proprietario: Fraccaro Filippo (Castelfranco Veneto - TV) 366 3608688 oppure Barbara Martin(366 4233914)
FISCO / SENTENZE
QUESITO SUL PIRNCIPIO DI CASSA AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI LAVORO AUTONOMO
Es. il cliente il 30 dicembre 2009 da ordine alla banca di bonificare una somma a favore del veterinario. Il professionista riceve l’accredito sul proprio conto corrente il 2 gennaio 2010, mentre la valuta dell’accredito sul conto del veterinario sia il 31/12/09.
Da Professione Veterinaria n. 31/settembre 2010
Il compenso rileverà per il professionista nel 2010 (anno in cui è stata conseguita l’effettiva disponibilità della somma) e sarà dichiarata nel modello Unico 2011 ed egualmente la ritenuta, anche se il cliente dovrà certificarla nel mod. 770 dell’anno 2009 (in quanto il pagamento è stato da lui effettuato nel 2009), sarà scomputata dai redditi del 2010.
Secondo il “principio di cassa”, i compensi pagati mediante:
- assegni bancari e circolari: devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo di credito entra nella disponibilità del veterinario, momento che si realizza con la consegna del titolo dal cliente al professionista; non rileva la circostanza che quest’ultimo versi l’assegno sul proprio conto corrente in un momento successivo o in un diverso periodo d’imposta;
- bonifico bancario: il momento in cui il professionista consegue l’effettiva disponibilità delle somme si realizza quando egli riceve l’accredito sul proprio conto corrente; si tratta, tecnicamente, delal cosiddetta “data disponibile”. Pertanto non assume rilievo né la data della valuta (cioè quella da cui decorrono gli interessi) né il momento in cui il cliente emette l’ordine di bonifico, né quello in cui la banca informa il veterinario dell’avvenuto accredito.
DOCENZE: IL COMPENSO E’ ASSIMILABILE ALLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI?
Da Settimana Veterinaria n. 713/ottobre 2010
Ad un veterinario è stata richiesta una docenza nell’ambito di un corso riguardante la veterinaria e la sicurezza alimentare. Il compenso relativo a tale docenza dev’essere fatturato al pari degli altri compensi professionali ovverosia con addebito al cliente (organizzatore del corso) sia dell’Iva che dell’Enpav?
Se l’attività di docenza è richiesta al veterinario in relazione alle acquisite proprie conoscenze quale medico veterinario, appare sussistere un’evidente connessione tra l’attività di docente e l’attività professionale svolta dal veterinario (paragrafo 1.8 circolare Agenzia delle entrate n. 58/E del 18/06/2001). Ciò stante i compensi percepiti devono ritenersi inerenti all’attività di lavoro autonomo svolta e pertanto devono essere trattati ad ogni effetto quali compensi professionali e quindi assoggettati ad Iva, Enpav e sui quali, ricorrendone le condizioni soggettive, il datore di lavoro (nel caso specifico l’organizzatore del corso) opererà la ritenuta d’acconto di legge.
ERRORE NELLA TRASFUSIONE. RICONOSCIUTO IL DANNO MORALE X LA MORTE DEL GATTO
Da 30Giorni/settembre 2010
Il Giudice di Pace può risarcire il danno morale “fuori dai casi previsti dalla legge”. La decisione n. 4493 (Cass. Civ. sez. III 25/02/09) ha confermato quanto aveva deciso il giudice di pace su una vicenda giudiziaria tra una struttura sanitaria ed il proprietario dell’animale. Dalle dichiarazioni degli interessati era emerso che la clinica si era comportata in maniera negligente dal momento che l’unico intervento medico che risultava eseguito nel corso della degenza era stata una fatale trasfusione di sangue. Infatti al trasfusione era stata eseguita senza prima accertarsi sulle condizioni dell’animale donatore che, dopo alcuni giorni dal prelievo, era deceduto perché affetto da una malattia ematica. A distanza di poco tempo anche il gatto trasfuso era morto.
Per i Giudici il comportamento è stato imprudente e disattento, per questo la clinica deve rijsponcere vesando una somma a titolo di indennizzo pr il danno morale cagionato al proprietario del gatto.
Con questa sentenza la Suprema Corte ha affermato che anche la perdita di un aanimale può essere causa di un risarcimento morale che, in quanto tale, non rappresenta una conseguenza automatica dell’illecito.
Da Professione Veterinaria n. 35/ottobre 2010
Il Tribunale civile di Milano ha condannato un dentista a verare i diritti fonografici per la radio accesa in sala d’attesa. A intentare la causa è stato Scf Consorzio Fonografici, che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi per diritti dovuti agli artisti musicali ed ai produttori discografici. In merito al quantum del compenso, i giudici milanesi hanno rinviato ad altra sezione la valutazione, tenendo però presente che la determinazione andrebbe misurata sui giorni di effettiva apertura alla clientela. I diritti non pagati sono degli ultimi 10 anni.
La questione si trascina da tempo, in attesa della decisione della Corte di Giustizia UE.
Premesso che la Scf richiede una tassa ulteriore rispetto a quella richiesta dalla SIAE nel caso in cui lo studio diffonda musica sia nella sala d’attesa sia in tutti gli altri ambienti, ANDI fa correttamente notare che lo studio professionale non è equiparabile ad un luogo pubblico o aperto al pubblico e che pertanto tale tassa non è dovuta in quanto la legge non la prevede per tutti quei luoghi privati, in cui per definizione non si determina un pubblico anonimo. Per avere certezza giurisprudenziale sulla controversia è necessario attendere la specifica pronuncia della Corte di Giustizia Europea.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 26.10.2010
Il personale adibito a funzioni ispettive e i soggetti impegnati nello svolgimento di funzioni istituzionali relative a compiti di verifica e controllo, tra cui medici e veterinari, potranno continuare a svolgere le loro funzioni utilizzando il proprio mezzo di trasporto e ottenendo il rimborso chilometrico.
La Ragioneria Generale dello Stato, con Circolare n. 36 del 22 ottobre 2010, ha chiarito la controversa disposizione del 12° comma dell’art. 6 D.L. 78/2010 (conv. con Legge 122/2010) ovvero la manovra economica approvata a fine luglio, che per motivi di contenimento della spesa aveva deciso lo stop a questa possibilità a partire dal 1° gennaio 2011. Comunque resta ferma la necessità che anche il personale adibito a compiti ispettivi e di verifica e controllo si attenga ai principi di contenimento della spesa, facendo ricorso al mezzo proprio solo nei casi in cui detta scelta sia imposta da particolari situazioni (sedi geografiche particolarmente disagiate) e, in ogni caso, qualora risulti economicamente più vantaggioso.
I dirigenti competenti a rilasciare le autorizzazioni in questione dovranno pur sempre verificare, in concreto, la sussistenza degli effettivi presupposti che legittimano il ricorso all’utilizzo del mezzo proprio.
Rimane per l’amministrazione la facoltà di concedere l’autorizzazione all’utilizzo del mezzo proprio a favore del dipendente che debba recarsi per servizio oltre i limiti della circoscrizione provinciale.
Dopo le numerose contestazioni sull'uso del mezzo privato per scopi di servizio, per il SIVeMP si tratta di un importante passo avanti, che tuttavia non può far dimenticare che molti veterinari, sono ancora ed assai spesso “costretti all’uso volontario” (perciò con grande senso di responsabilità) del proprio mezzo, affinché possa essere garantito lo svolgimento delle attività di prevenzione necessarie alla tutela della salute dei cittadini.
PICCOLI ANIMALI
Il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno fornire dei chiarimenti in merito all'articolo “Nasce l’anagrafe dei gatti: arriva il microchip” apparso il 25 ottobre sul “Corriere della sera”.
L’iniziativa proposta da A.N.M.V.I. consiste nella creazione di un banca dati
informatizzata, su base volontaria a carattere privatistico e non istituzionale
e, contrariamente a quanto sostenuto nell’articolo, non è “la prima anagrafe
felina attiva sul territorio italiano” né tantomeno “una rivoluzione”.
L’anagrafe canina nazionale, istituita ai sensi dell’Accordo 6 febbraio
2003, prevede già la possibilità di registrazione dei gatti anche se, per
questa specie, l’identificazione con microchip e l’iscrizione in anagrafe è
obbligatoria solo nel caso del rilascio del passaporto europeo ai sensi del
regolamento (CE) 998/2003.
L’obiettivo che si prefigge il Ministero della Salute è quello di realizzare
un’anagrafe nazionale istituzionale felina obbligatoria gestita in accordo con
le Regioni e Province Autonome, analogamente a quanto già in essere per la
specie canina. Solo un sistema ufficiale validato potrà consentire la
tracciabilità degli animali; tale risultato non è invece perseguibile se ci si
avvale solamente di soggetti privati.
Il Ministero prenderà opportuni provvedimenti nelle sedi dovute al fine di
modificare il sito
www.anagrafenazionalefelina.it che, rifacendosi a quello
istituzionale del Ministero, trae potenzialmente in inganno i cittadini.
SOCCORSO AI GATTI: FARSI PAGARE E’ DEONTOLOGICO
Lettera FNOVI del 3/11/10
Articolo apparso su Il Mattino di Padova dello scorso 6 ottobre dal titolo
“Raccoglie un gatto ferito ma deve pagare le cure” - Considerazioni
In riferimento ad un articolo apparso sul Mattino di Padova, il Presidente FNOVI dr. Penocchio intende manifestare il suo sostegno a tutti i Colleghi che quotidianamente si trovano nelle stesse situazioni/condizioni.
Siamo consapevoli che molto spesso in Italia veterinari privati si fanno carico, in silenzio e senza pubblicità o articoli sulla stampa, di prestare soccorso ad animali incidentati e/o ritrovati in situazioni di emergenza sanitaria, portati da cittadini nelle strutture veterinarie. Altrettanto spesso gli stessi medici si sentono trattare come insensibili sfruttatori, che si approfittano della situazione di emergenza non avendo a cuore la salute degli animali, quando cercano di far comprendere che le prestazioni non sono gratuite.
È noto che gli animali vaganti sono di proprietà del Sindaco o “patrimonio indisponibile dello Stato”, come pure si sa che nei casi sopra descritti dovrebbero intervenire le polizie locali e i servizi veterinari; ma dalla teoria alla pratica ne corre, e nella realtà sono i Liberi Professionisti che spesso si fanno carico dei costi e a volte, nel caso dei gatti, anche del loro ricollocamento. Tali situazioni sono oggi in costante aumento, anche in riferimento alle recenti modifiche del Codice della strada in materia di soccorso agli animali.
Insieme a queste criticità non vanno sottaciute tutte quelle situazioni in cui vengono erogate prestazioni a onorari bassissimi, a volte gratuitamente, alle persone indigenti o con seri problemi economici. Eticamente è difficile rifiutare prestazioni salva-vita ad animali di persone che veramente li amano, ma non si possono permettere di sostenere i costi delle prestazioni medico veterinarie, come nel caso di anziani, soli o con pensioni minime. Per non parlare delle prestazioni non saldate e delle difficoltà e dei costi necessari al recupero dei crediti.
ROTTURA DEL CROCIATO: RISPONDE IL PROF. PEIRONE
Da Settimana Veterinaria n. 712/ottobre 2010
Il trattamento delle lesioni al legamento crociato craniale nel cane continua ormai da decenni ad essere un argomento in continua evoluzione sia dal punto di vista chirurgico che eziopatogenetico. Come mai questo distretto anatomico è così impegnativo per gli ortopedici veterinari e si può ipotizzare in futuro una soluzione “definitiva” del problema?
Risponde il prof. Bruno Peirone, docente presso il Dipartimento di patologia animale dell’Università di Torino e membro del Comitato direttivo dell’European society of veterinary orthopaedics and traumatology:
“Effettivamente non credo si sia arrivati ad una soluzione definitiva del problema, ma certamente, rispetto al passato, l’outcome clinico dei pazienti è decisamente buono. Per me il problema sta nel scegliere la tecnica chirurgica più indicata in relazione alla morfologia del ginoccho e del paziente “in toto”, senza tralasciare l’aspetto eziopatogenetico. Ovvero, come non era giusto in passato trattare tutti i pazienti con la tecnica intracapsulare di Patsaama, così oggi non bisogna trattare tutte le rotture del crociato con la TPLO”.
Da Notizie ANMVI 15-09-2010
Lombardia Informatica ha diffuso una nota sull'inserimento in Anagrafe Canina Regionale di animali con piu' codici identificativi. (tatuaggio e microchip , doppio microchip ecc.) portando all' attenzione dei veterinari le conseguenze di un’eventuale doppia registrazione.
Nella banca dati dell'anagrafe canina lombarda risultano infatti più di 15.000 doppioni: stessa specie, stessa razza, stessa data di nascita, stesso sesso, stesso nome, iscritti più di una volta. Secondo la nota, diffusa su richiesta dell’Asl dall'Ordine dei Veterinari di Como, molti sono cani ENCI iscritti prima con il tatuaggio e poi microchippati, altri con 2 microchip diversi, altri il codice microchip varia per pochi caratteri.
Per prevenire l'errore, Lombardia informatica suggerisce un paio di verifiche e alcuni accorgimenti di carattere informatico. Innanzitutto verificare che l'animale non abbia già un microchip e inoltre verificare che l'animale non sia stato precedentemente tatuato e iscritto (anche se il tatuaggio non è leggibile esiste la possibilità che l'animale - soprattutto se iscritto ENCI - sia già registrato in banca dati, eventualmente effettuare ricerche con pedigree).
Il suggerimento è di utilizzare le funzioni di "applicazione microchip ulteriori" o correzione dell'anagrafica in caso di cane tatuato. forzando" l'iscrizione, non esiste il controllo crociato con la banca dati a priori, che consente di essere avvisati in caso di errori di digitazione. esiste solo una verifica rispetto al numero di caratteri che compongono il microchip.
L'avvertenza dunque è di controllare sempre il numero di microchip inserito prima di confermare l'iscrizione.
QUALE TERAPIA PER L’IPERTENSIONE DEL GATTO?
Da Settimana Veterinaria n. 712/ottobre 2010
Durante il congresso nazionale AIVPAFE svoltosi lo scorso settembre a Mestre, dedicato quest’anno all’ipertensione felina, Fausto Quintavalla (professore ordinario di Clinica medica veterinaria della Facoltà di Parma) ha affrontato il tema della terapia in corso di ipertensione, prendendo in esame i farmaci bloccanti dei canali del calcio, come il diltiazem alla dose di 1,75-2,4 mg/kg ogni 8-12 ore, o 7,5 mg/gatto ogni 8 ore, oppure l’amlodipina alla dose di 0,625 mg/gatto ogni 24 ore (se il peso del gatto è inferiore a 5 kg) o alla dose di 0,125-0,2 mg/kg ogni 24 ore (se il peso del gatto è maggiore di 5 kg).
L’utilizzo dell’ACE-inibitore insieme all’amlodipina è consigliato nei gatti ipertesi con insufficienza renale.
Fra i beta-bloccanti, l’atenolo alla dose di 6,25 mg/gatto ogni 24 ore è utile nell’ipertensione in corso d’ipertiroidismo; è necessario utilizzare il propanololo con attenzione nei gatti asmatici, mentre il metoprololo non deve essere utilizzato nei gatti diabetici perché interferisce con la glicemia.
In corso di ipertensione, i diuretici che si possono utilizzare sono lo spironolattone alla dose di 1-2 mg/kg ogni 12 ore, la furosemide alla dose di 1-2 mg/kg ogni 12-48 ore e la clorotiazide alla dose di 20-40 mg/kg ogni 12-24 ore, monitorando la kaliemia.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 27.10.2010, Adnkronos Salute - 27/10 e Notizie ANMVI 28/10/10
"Apprendo con immensa soddisfazione del via libera del Parlamento ad un
provvedimento che risponde alle attese di tante famiglie italiane giustamente
ansiose che vengano finalmente compiute azioni concrete per stroncare il
criminale traffico di cuccioli". E' il commento del ministro degli Esteri,
Franco Frattini, alla definitiva approvazione della legge di ratifica della
Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione degli animali da compagnia.
Il giro di vite contro trafficanti di cuccioli e maltrattatori di animali
decretato dal si' della Camera alla ratifica della convenzione Ue e' stato
accolto con entusiasmo anche dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
"Si e' colmato un vuoto normativo durato 23 anni" ha commentato "visto che la
convenzione per la protezione degli animali da compagnia porta la data 13
novembre 1987 e finalmente un governo italiano ha avuto la capacita' e
determinazione di andare fino in fondo".
Nonostante gli "importanti" passi avanti fatti dall'Italia con la normativa
nazionale, ha spiegato Martini, "la legge approvata oggi era fondamentale per
dare un duro colpo al mercato illegale, soprattutto dall'est Europa, di cuccioli
e animali da compagnia, giocato sulla pelle di cagnette destinate alla
'produzione' che passano la vita in gabbie microscopiche e allevate in
condizioni di degrado e maltrattamento; sulla pelle dei cuccioli che spesso non
sopravvivono al trasporto e anche degli acquirenti inconsapevoli che comprano
animali malati e spesso veicolo di infezioni".
Da oggi contro il traffico illecito, ha spiegato il sottosegretario,
"c'e' il nuovo reato che prevede la reclusione da 3 mesi a un anno, la
contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro e la sospensione da 3 mesi a 3 anni
dalle attivita' di trasporto, commercio e allevamento di animali". La nuova
legge, ha sottolineato il sottosegretario, "sottintende la volonta' dei governi
europei di fare accordi per fronteggiare insieme il problema e mettere
finalmente fine all'ignobile traffico".
Inoltre il Codice Penale è stato modificato anche nelle sanzioni sul maltrattamento animale e l'uccisione. E' aumentata la sanzione minima e massima per uccisione di animali: reclusione "da 4 mesi a 2 anni". Sono aumentate anche le sanzioni per il maltrattamento di animali, innalzate a a 18 mesi di reclusione o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Per quanto riguarda infine il divieto di interventi chirurgici a scopo estetico la ratifica della convenzione comporta il riconoscimento del principio stabilito in sede comunitaria di divieto generale. Nel nostro ordinamento, questo divieto è già vigente ed è previsto dall’Ordinanza 3 marzo 2009 sulla tutela dalle aggressioni dei cani.
In pratica, fatta eccezione per la caudotomia eseguita e certificata da un veterinario per esigenze di standard nelle sole razze riconosciute dalla FCI, il taglio della coda nei cani e le mutilazioni di orecchie, corde vocali, l'asportazione di unghie e denti, è considerato maltrattamento animale.
Gli interventi chirurgici su code, orecchie e corde vocali eseguiti per ragioni terapeutiche di medicina veterinaria, considerati necessari dal veterinario, nell'interesse del singolo animale, non sono vietati dalla Convenzione Europea e non sono considerati reato penale (maltrattamento) dall'ordinamento italiano, purchè certificati dal veterinario.
A.P.T ASSOCIAZIONE PROFESSIONISTI TOELETTATORI
E’ pervenuta all’Ordine una lettera da parte dell’A.P.T., che ha sede a Parma (Via Buffolara 57 tel. 0521942668; admin@assotoelettatori.it) che ringrazia tutti quei Medici Veterinari che durante l'anno hanno inviato segnalazioni e consigli, ed invita i veterinari a visitare il portale http://www.assotoelettatori.it
dove possono trovare tutte le informazioni sui TOELETTATORI PROFESSIONISTI ITALIANI e soprattutto L'ELENCO DEGLI ASSOCIATI DIVISO PER CITTA', nonché un elenco con tutti quei soci che nel corso degli anni si sono meritati riconoscimenti per la loro volontà di aumentare la propria professionalità.
Chiunque si rechi in una toelettatura associata APT (ben distinguibile per la presenza del tariffario nazionale esposto e dell'adesivo affisso sulla vetrina) riceverà UNA SCHEDA ILLUSTRATIVA DELLE OPERAZIONI DA ESEGUIRE sul cane o sul gatto; tale scheda offrirà inoltre consigli su come gestire al meglio questi animali da un punto di vista igienico ed estetico. Queste schede,fornite ad uso esclusivo degli associati, sono state discusse, stilate, rivedute da allevatori ,veterinari ed esperti Maestri toelettatori.
Inoltre il cliente troverà esposto, insieme ai diplomi di frequenza agli stages, UN CODICE DEONTOLOGICO DEL TOELETTATORE, che lo impegna alla correttezza verso l'animale, il cliente ed i colleghi.
L’Associazione è ha disposizione per ogni osservazione e questo può essere un momento di verifica per ogni problematica che l'utenza od il Veterinario richieda.
PATENTINO: LINEE GUIDA REGIONE LOMBARDIA
Si riporta di seguito la Circolare n. 16 del 19/10/2010 Regione Lombardia, che riassume le disposizioni in vigore relative al Patentino
L’Ordinanza ministeriale del 3 marzo 2009 “Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” (G.U. Serie generale n. 68 del 23/03/09) individua la formazione dei proprietari quale strumento per prevenire episodi di aggressione da parte dei cani, le cui conseguenze possono arrecare gravi danni alle persone. Con tale provvedimento viene introdotta la novità del Patentino, cioè di un percorso formativo peri i proprietari dei cani, finalizzato alla conoscenza dei loro doveri e delle loro responsabilità civili e penali, a migliorare il rapporto interspecifico e, in buona sostanza, ad educare il proprietario alla corretta conduzione del proprio animale. Il Decreto Ministeriale 26/11/2009 (G.U. n. 19 del 25/01/2010) stabilisce i criteri per la programmazione di tali corsi.
INDICAZIONI GENERALI
I percorsi formativi sono:
- facoltativi: per coloro che vogliono migliorare la relazione col proprio cane
- obbligatori:
o qualora un cane, a seguito di morsicatura, abbia provocato gravi lesioni a persone o animali o sia stato comunque giudicato dal Servizio Veterinario “a rischio potenziale elevato”
o qualora i Comuni lo decidano, in collaborazione con i Servizi Veterinari, sulla base delle segnalazioni dei Comuni stessi o dei Veterinari libero professionisti
ORGANIZZAZIONE DEI CORSI
I corsi sono organizzati da uno o più Comuni, anche avvalendosi di enti di formazione accreditati, ed eventualmente con la collaborazione di: Ordine dei Veterinari, Facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinari, educatori cinofili di comprovata esperienza, associazioni di protezione degli animali (alle Linee Guida è allegato il fac simile).
I corsi devono essere approvati dall’ASL (anche per questo caso è presente un facsimile in allegato); ai fini dell’approvazione, i programmi dei corsi devono indicare: docente/i, eventuali collaborazioni, materie trattate (conformi alle indicazioni di cui all’Allegato al d.m. 26/11/09), n° partecipanti, sede, date e orario dei corsi, data esame.
Anche un’Azienda Sanitaria può attivare i corsi, in collaborazione con uno o più Comuni; gli enti coinvolti devono operare congiuntamente, secondo le modalità ritenute più funzionali al raggiungimento dello scopo, nel rispetto dei criteri indicati nel decreto ministeriale 26/11/2009.
PROGRAMMA DEL CORSO
Il corso prevede un minimo di 5 sessioni didattiche di 2 ore ciascuna, anche accorpabili. La fase teorica può essere integrata da dimostrazioni pratiche. I contenuti sono stati sviluppati dal Ministero della Salute con l’ausilio della FNOVI, e sono pubblicati dalla Federazione e dal Ministero.
Il corso obbligatorio, invece, viene integrato con approfondimenti, per una più corretta gestione del cane, nell’ambito dell’ “Intervento terapeutico comportamentale”, a cura dei Veterinari esperti in comportamento animale.
DOCENTI
Il corso è tenuto da Veterinari che hanno partecipato ad eventi di “formazione per formatori” oppure da Veterinari esperti in comportamento animale (i quali sono in possesso degli specifici requisiti previsti nelle linee guida emanate dalla FNOVI oppure di diploma europeo di specialista in medicina comportamentale).
Il Ministero della Salute detiene l’elenco dei veterinari esperti in comportamento animale e dei veterinari che hanno partecipato ad eventi di “formazione per formatori”. Gli elenchi sono reperibili presso il sito
www.izsler.it/izs_home_page/archivio_news/00001268_IL_PATENTINO_E_LA_FORMAZIONE_DEI_FORMATORI.html
RILASCIO DEL PATENTINO
Al termine del corso, sia volontario che obbligatorio, i proprietari che hanno frequentato almeno l’80%, previo superamento del test di verifica finale, riceveranno il Patentino. Il test è predisposto dal docente; il superamento del test è attestato all’ASL dall’ente che ha organizzato il corso. L’ASL rilascia il patentino (nelle Linee Guida è presente anche il fac simile dell’attestato).
CORSO DEL CORSO
Il costo è a carico del proprietario del cane.
Commento di Gaetano Penocchio, Presidente FNOVI: “Finalmente una Regione che adotta integralmente quanto abbiamo detto e scritto congiuntamente al minsal. Mi fa molto piacere”
GRANDI ANIMALI
Da Notizie ANMVI 22-10-2010
Cinghiali tedeschi fortemente contaminati dalle conseguenze ambientali della catastrofe nucleare di Cernobyl accaduta 25 anni fa. Il Governo tedesco ha stanziato delle risorse economiche per evitare che la carne in questione sia venduta sul mercato. Il regolamento (CE) 853/2004 prevede che gli animali frutto dell'attività venatoria, e tra questi anche i cinghiali, possano essere consumati per uso famigliare, venendo esclusi dai controlli medico-veterinari.
I deputati Mancuso, Ciccioli, Frassinetti e Sarubbi hanno presentato al Ministero della Salute e al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali un’interrogazione parlamentare per sapere se il Governo "intenda promuovere un'indagine epidemiologica mirante a valutare la contaminazione radioattiva della carne di cinghiale mediante esami radiometrici, in modo da ottenere un modello emblematico di sentinella dei problemi di salute pubblica che la catena ambiente-animali-uomo potrebbe causare".
Da Notizie ANMVI 21-10-2010
Il 13 ottobre scorso il Comitato per i Medicinali Veterinari ha espresso un parere favorevole alla modifica dell'AIC del medicinale veterinario Circovac. La modifica approvata riguarda l'impiego del vaccino per la specie di destinazione "suinetti". La notizia è stata anticipata ieri da Merial S.A.S, titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di questo medicinale veterinario.
La modifica approvata dal CVMP riguarda l'impiego del vaccino per una nuova categoria di animali nell'ambito della specie di destinazione: i suinetti.
In attesa della pubblicazione della decisione della Commissione Europea, informazioni sono già disponibili sul sito web dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).
Le condizioni dettagliate per l'impiego di questo medicinale veterinario saranno descritte nell'aggiornamento del Sommario delle Caratteristiche del Prodotto che sarà pubblicato nella Relazione Pubblica di Valutazione Europea e che sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione Europea dopo che l'estensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio sarà stata formalizzata dalla Commissione Europea".
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 25.10.2010
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo per il recepimento della “Direttiva 2008/71/CE del Consiglio del 15 luglio 2008 relativa all’identificazione e alla registrazione dei suini”, che detta prescrizioni in materia di identificazione, registrazione, scambio ed importazione di suini.
http://eur-lex.europa.eu/it/index.htm
Fonte: Agi - 30/10/2010
La nostra suinicoltura non puo' piu' poggiare sul prezzo del
prosciutto. Ossia la produzione del 'suino pesante' dove lasciar spazio ad altra
produzioni. Lo ha affermato Moritz Pignatti della societa' cooperativa agricola
di macellazione Italcarni di Carpi a Italpig, il salone della suinicoltura che
si sta svolgendo in contemporanea con la Fiera Internazionale del Bovino da
Latte. "Sul mercato italiano ci sono troppi prosciutti DOP - ha sottolineato
Pignatti - questo blocca l'aumento del prezzo del suino e fa calare quello del
prosciutto.
E' vero che il suino pesante e' un animale allevato seguendo standard
igienico-sanitari (tracciabilita' di filiera ai massimi livelli e benessere),
eppure, nonostante questa indiscussa superiorita' rispetto alle produzioni
estere, i prezzi della carne suina italiana sono sempre piu' allineati a quelli
stranieri, in alcuni casi sono addirittura inferiori".
Davanti ad un mercato che non premia la produzione suinicola italiana e a un
mondo produttivo che sconta ormai da anni una crisi di sistema molto grave, "la
soluzione, secondo Pignatti, potrebbe essere rappresentata dalla produzione di
un suino intermedio, macellato ad un peso di circa 135 kg: oggi uno dei
parametri piu' importanti per stabilire il concetto della qualita' e'
l’uniformita' del prodotto - ha spiegato - e purtroppo il suino pesante non la
garantisce anche a causa di un mercato troppo frammentato e di una notevole
concorrenza che causa una crescente conflittualita' sui prezzi.
Se pensiamo che nella produzione del suino pesante solo il 20% della carcassa e'
destinata al fresco e al porzionato (il 20% va al prosciutto, il 60% alla
trasformazione) e' facile intuire quanto la produzione di un suino intermedio
destinato alla vendita di carne possa rappresentare una valida opportunita'
anche perche', proprio grazie agli standard di allevamento italiano, possiamo
garantire un prodotto migliore di quello estero".
Fonte: Agi - 30/10/2010
Il Premio Balestreri per gli allevatori giovani e' andato al
libanese Kheir Jarrah, che si e' rivelato il migliore per il 2010. Lo si legge
in una nota della 65° Fiera Internazionale del Bovino da Latte di Cremona. "E'
nei momenti di difficolta' come quello che la zootecnia sta attraversando a
livello internazionale, che esce - recita la nota - piu' forte la volonta' di
portare avanti un lavoro impegnativo come quello dell'allevatore. Ed e'
soprattutto nei giovani che si ritrova piu' viva la voglia di rimboccarsi le
maniche per non cedere alle difficolta' del mercato.
Questa e' la base su cui poggia il Premio Balestreri, riconoscimento
internazionale che CremonaFiere ogni anno assegna ad un giovane allevatore che
nel corso dell'anno si e' distinto per il suo lavoro in azienda. Quest'anno il
premio va ad un piccolo, ma molto significativo allevamento di un Paese dalle
grandi potenzialita': il Libano. Jarrah, 30 anni, ha iniziato da zero a
costruire il suo allevamento, partendo da 10 vacche da latte che seguiva durante
il periodo scolastico nell'azienda agricola di famiglia. Ora i capi sono
diventati 76 seguiti tutti personalmente da Jarrah, che sta dimostrando di
avere, oltre a grandi doti imprenditoriali, un'incredibile passione per il suo
lavoro". " Questo premio - ha dichiarato Antonio Piva, presidente di
CremonaFiere - e' la dimostrazione che i giovani hanno bisogno di essere
sostenuti e il loro lavoro merita di essere valorizzato. Il Premio Balestreri e'
un'ottima sintesi dello spirito che anima l'intera Fiera Internazionale del
Bovino da Latte: valorizzare la zootecnia moderna e che funziona".
ALIMENTI
Da Notizie ANMVI 08-11-2010
Entrerà in vigore il 20 novembre il Decreto Legislativo 27 settembre 2010, n. 181 (GU n. 259 del 5-11-2010) Attuazione della direttiva 2007/43/CE che stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne. Il ciclo di allevamento in corso alla data di entrata in vigore del decreto e i due cicli successivi non sono soggetti all'applicazione del decreto stesso.
Il decreto riguarda i polli allevati per la produzione di carne, "inclusi i polli da carne detenuti in stabilimenti in cui siano allevati anche animali da riproduzione".
Sono il proprietario e il detentore i responsabili, ciascuno per quanto di competenza, del benessere degli animali e dell'applicazione delle misure di protezione indicate nell'Allegato I. I proprietari e i detentori debbono possedere conoscenze adeguate in materia di benessere animale. I detentori devono partecipare ad appositi corsi di formazione ed essere in possesso di un certificato che attesta la formazione conseguita.
Le associazioni di categoria promuovono l'inclusione, nei Manuali di corretta prassi operativa, di una sezione relativa al Benessere animale, sottoposta- ai fini della validazione- alla valutazione vincolante della Direzione generale della sanita' Animale e del farmaco veterinario, con l'ausilio del Centro di Referenza nazionale sul benessere animale
La densita' massima di allevamento in ogni capannone dello stabilimento non deve superare in alcun momento 33 kg/m², salvo deroghe che l'autorità sanitaria territorialmente competente puo' autorizzare "a condizione che siano rispettate le disposizioni di cui all'allegato II oltre a quelle di cui all'allegato I".
Anche in caso di deroga, la densita' massima di allevamento in ogni capannone dello stabilimento non deve superare in qualsiasi momento 39 kg/m². Si può arrivare ad un ulteriore aumento, fino ad un massimo di 3 kg/m² quando sono soddisfatti i criteri definiti nell'Allegato V.
I criteri e le modalita' per consentire le deroghe saranno stabiliti con Decreto del Ministero della salute, da emanarsi entro sessanta giorni dal 20 novembre prossimo, sentita la Conferenza Stato Regioni. Lo stesso Decreto stabilisce le procedure che devono essere adottate per determinare la densita' di allevamento.
Non rientrano nel campo di applicazione del nuovo Decreto, gli stabilimenti con meno di 500 polli e gli stabilimenti in cui sono allevati solo polli da riproduzione. Le norme europee, così attuate, non riguardano nemmeno gli incubatoi, i polli allevati estensivamente al coperto e all'aperto (già normati dal Regolamento (CE) n. 543/2008) e i polli allevati con metodi biologici in base al Regolamento (CE) n. 834/2007.
Fonte: Newsfood.com - 20/10
Compassion in World Farming, la maggiore organizzazione
internazionale per il benessere animale, da oltre 40 anni impegnata a migliorare
le condizioni di vita degli animali allevati per produrre cibo, ha assegnato
nella Torre Eiffel i propri Premi Benessere Animale 2010.
42 Premi Good Egg e 3 Premi Good Chicken sono stati assegnati ad aziende ed enti
europei che stanno facendo dei passi positivi per migliorare le condizioni di
allevamento di galline ovaiole e polli, animali che a tutt'oggi purtroppo
vengono ancora per lo più allevati intensivamente.
Per l'Italia hanno vinto il Premio Good Egg: Coop Italia,
Coccodì, Gruppo SaporItalia (Lazzaroni, Antica Pasteria, Biorigin), Pasta
Zara, Antiche Bontá, GROM -Il gelato come una volta, tra le aziende, e
Parma, Livorno, La Spezia, Varese, Campolongo Maggiore (VE) e Campagna Rubia
(VE), tra i Comuni.
Grazie alle decisioni adottate dalle aziende europee premiate oltre 4 milioni di
galline (oltre 1, 7 milioni in Italia) vivranno ogni anno fuori dalle gabbie di
batteria.
Tra i vincitori Coop Italia, la prima catena di distribuzione italiana, che,
dopo avere già nel 2007 smesso di vendere uova di batteria per le uova a proprio
marchio, da ottobre di quest'anno, con una decisione storica, ha completamente
escluso le uova di galline allevate in gabbia dalla vendita.
Annamaria Pisapia, Food Business Manager per l'Italia di Compassion ha
dichiarato: "Quest'anno i risultati che sono arrivati dall'Italia sono
straordinari. Pertanto possiamo veramente dire con grande soddisfazione che,
anche, in Italia, cambiare é possibile e la fine dell'allevamento delle galline
in gabbia, un sistema cosí crudele e profodamente lesivo delle piú elementari
esigenze di questi animali, é sempre più vicina".
Compassion ha avuto il piacere di assegnare anche il primo Premio Good Chicken
italiano, che é andato a IKEA FOOD Italia, il ramo di IKEA che si occupa
di gestire i ristoranti situati nei negozi IKEA (in cui mangiano piú di 3
milioni di persone all'anno), e che, ancora una volta, si é dimostrata
all'avanguardia nel promuovere un cibo piú etico e sostenibile.
VARIE
L’Antitrust ha pubblicato on line un modulo per agevolare la segnalazione di pubblicità ingannevole:
www.agcm.it, poi cliccare su “Pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole e comparativa”, poi “Modello di segnalazione”. E’ oggetto e soggetto di tutela anche il professionista, che può trovarsi nella situazione di dover segnalare socrrrettezze pubblicatire, ma anche di essere bersagio egli stesso, in caso di violazione dei doveri di correttezza pubblicitaria.
Il segnalante deve sempre indicare le generalità e invia la denuncia per posta o fax a:
Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato
Piazza Verdi, 6/a
00198 Roma
tel. 06858211 - fax 0685821256
Fonte: ilfattoalimentare.it - 22/10
A parte qualche caso sporadico, i cittadini scoprono
l’esistenza degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali in occasione delle crisi
alimentari, come è avvenuto per la questione della Bse ("mucca pazza"), della
diossina, dell'influenza aviaria o delle alle mozzarelle blu. Pochi sanno che è
grazie all'efficacia del sistema di sorveglianza degli Izs, che in Italia si è
ripreso a vendere la "bistecca con l'osso" senza rischi.
Per rendersi conto di questa realtà basta ricordare che siamo di fronte a 10 Istituti con 90 sezioni dislocate sull'intero territorio nazionale che non si occupano solo di sorveglianza epidemiologica e controllo dei prodotti alimentari di origine animale e vegetale, ma fanno anche ricerca scientifica di ottimo livello, basata sull'esperienza e sulle conoscenze del territorio utilizzando tecnologiche di avanguardia. Il problema degli Istituti è di non riuscire o volere aprirsi al mondo mediatico, per farsi conoscere meglio al grande pubblico e per diffondere le ricerche in corso.
Mantova, 9 novembre 2010
Prot. 609/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) 65a Fiera Internazionale del Bovino da latte 28-31 ottobre Cremona – www.nutristar.it
2) AIVEMP: L’impatto della filiera zootecnica sull’ambiente 29 ottobre Cremona – www.aivemp.it
3) Università di Perugia: Corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane - 12 e 13 novembre Perugia - Tel: 075-5857606
4) Università degli Studi di Milano: "Basi fisiologiche ed etologiche per una corretta interazione uomo-animale" 22 ottobre Milano - http://www.veterinaria.unimi.it/docenti/schede/pirrone/pirrone.htm
5) PerFormat: “corso teorico-pratico di Oftalmologia veterinaria: La visita oculistica” 18 e 19 dicembre Università di Padova. Sconto del 5% sulle quote di iscrizione ai Veterinari iscritti al ns. Ordine: gli interessati devono contattare la segreteria tel: 0376/534066 opp. segreteria@performat.org) citando il n ° d'iscrizione all’Albo prima di effettuare il bonifico, in modo da potere abbinare un codice al nominativo
FISCO / SENTENZE
QUOTE ARRETRATE ONAOSI
Da Notizie ANMVI 14-10-2010
La Fondazione ONAOSI sta facendo recapitare avvisi per invitare i contribuenti, che non avessero già provveduto, al pagamento dei contributi 2003-2006 in cui la quota era obbligatoria per i liberi professionisti.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 190/07 ha dichiarato costituzionalmente illegittime le modalità di quantificazione del contributo, dando origine ad una serie di ricorsi presso i giudici del lavoro, spesso vinti dai liberi professionisti ricorrenti. Ma la sentenza non ha fatto venir meno l'obbligo contributivo nei confronti dell'ONAOSI e nemmeno "i correlati obblighi di riscossione in capo ai suoi Amministratori".
Tuttavia il contenzioso ha impegnato anche finanziariamente la Fondazione, che sta valutando presso i Ministeri vigilanti come formalizzare una rinuncia alla riscossione.
Dal 2007, la contribuzione ONAOSI dei liberi professionisti iscritti agli Ordini sanitari è tornata ad essere esclusivamente volontaria. Relativamente ai versamenti di quote di contribuzione volontaria, al 3 settembre 2010, il numero dei sanitari in regola risulta essere 11.663, mentre dall'inizio dell'anno 2010 al 3 settembre 2010 il numero delle domande di adesione volontaria pervenute alla Fondazione risultano essere in totale 240.
COME FATTURARE LE NOSTRE PRESTAZIONI
Da Professione Veterinaria n. 32/2010
Profilo oggettivo: Per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del bene* o la prestazione del servizio emette fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili (art. 21 comma 1 DPR 26/10/72 n. 633).
* sono considerate “cessione di beni” anche la destinazione di beni all’uso o al consumo personale o familiare dell’imprenditore o di coloro i quali esercitano un’arte o una professione, anche se determinata da cessazione dell’attività
Profilo soggettivo: E’ obbligato all’emissione della fattura il soggetto passivo (titolare di un numero di partita iva) che effettua l’operazione (sia essa cessione di beni che prestazione di servizi).
Momento di emissione: per le prestazioni professionali, l’obbligo di emissione della fattura sorge nel momento in cui il corrispettivo (anche a titolo di acconto) viene pagato. La fattura dovrà essere emessa entro le ore 24.00 del giorno in cui l’operazione si considera effettuata. La fattura si ha per emessa all’atto della sua consegna o spedizione all’altra parte.
Contenuto: la fattura deve essere datata e numerata progressivamente, e deve contenere le seguenti indicazioni:
- ditta, denominazione o ragione sociale, opp. nome e cognome; residenza o domicilio dei soggetti fra cui è effettuata l’operazione e, relativamente all’emittente, n° di partita iva. Anche se non obbligatorio, è opportuno indicare anche il n° di partita iva del cliente o il codice fiscale (se si stratta di soggetto privato)
- natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione. La descrizione delle prestazioni non deve essere generica, ma il più dettagliata possibile, come precisato dalla Risoluzione Ministeriale n. 111/E del 03/05/96
- corrispettivi e altri dati necessari per la determinazione della base imponibile (si ricorda che il contributo previdenziale integrativo del 2%, dovuto all’ENPAV, va ad incrementare la base imponibile)
- aliquota e ammontare dell’imposta, con arrotondamento alla seconda cifra decimale tenendo conto del valore della terza cifra (se la terza cifra decimale è minore di 5, si arrotonda per difetto; se è maggiore o uguale a 5, si arrotonda per eccesso)
Es. fattura di un soggetto in regime ordinario, a carico di soggetto privato:
Ragione sociale/Cognome e nome
Indirizzo
Comune
Partita IVA
Codice Fiscale
Luogo Data
Cognome e nome
Indirizzo
Comune
Codice fiscale
Parcella n.
Importo
Descrizione dettagliata delle prestazioni 500,00
Contributo previdenziale 2% 10,00
Imponibile Iva 510,00
IVA 20% 102,00
Totale parcella 612,00
I contribuenti rientranti nel “regime dei minimi” sono esonerati dagli adempimenti IVA e quindi le loro fatture non evidenzieranno l’IVA ma sulla fattura dovrà essere riportata l’annotazione che trattasi di operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008; inoltre sulla fattura dovrà essere applicata una marca da bollo di € 1,81.
Registrazione delle fatture emesse: il contribuente deve annotare entro 15 giorni le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione e con riferimento alla data della loro emissione, in apposito registro. Per ciascuna fattura devono essere indicati il n. progressivo e la data di emissione, l’imponibile dell’operazione e l’ammontare dell’imposta, distinti secondo l’aliquota applicata, e la ditta, denominazione o ragione sociale (oppure cognome e nome) del cessionario del bene o del committente del servizio. Per le fatture relative alle operazioni non imponibili o esenti devono essere indicati, in luogo dell’ammontare dell’imposta, il titolo di inapplicabilità di essa e la relativa norma.
Sono fatte salve tutte le semplificazioni previste per i contribuenti rientranti nel regime dei “minimi” oppure in quello delle “nuove iniziative produttive”.
ENPAV
POLIZZA SANITARIA 2011
L’ENPAV ci ha informato di aver affidato la gestione della Polizza Sanitaria ad UNISALUTE, risultata aggiudicataria della relativa gara di appalto anche per quest’annualità assicurativa, vigente dal 30 settembre 2010 al 30 settembre 2011; la copertura comprende un Piano Base, automatico e gratuito per gli iscritti, ed un Piano Integrativo, ad adesione volontaria ed a proprio carico.
Il Piano Sanitario Base è destinato alle situazioni più gravi ma meno frequenti (Grandi interventi Chirurgici/Gravi Eventi Morbosi), ma prevede anche una copertura per prestazioni di più comune utilizzo, quali l’alta specializzazione (RMN, TAC, Mammografia, MOC, Amniocentesi), gli interventi odontoiatrici, la prevenzione dentale ed altre. E’importante sottolineare che il Piano Base garantisce anche delle indennità economiche per particolari malattie professionali, come la brucellosi, graduate in base alla gravità della patologia.
Il Piano Integrativo è destinato invece alla copertura degli eventi di minore gravità ma di maggiore frequenza (visite specialistiche, accertamenti diagnostici, interventi in day hospital o ambulatoriali etc….).
Tra le Novità 2010-2011 vi è l’introduzione, nella Polizza Base, della L.T.C., una prestazione destinata ai casi di non autosufficienza, per i quali è previsto un massimale di € 2.400,00 annuo per le spese sanitarie o di assistenza.
Il 3 novembre 2010 scade il termine per l’adesione alla polizza: entro tale data l’iscritto potrà estendere la copertura del Piano Base ai propri familiari oppure acquisire il Piano Integrativo per se stesso e per il proprio nucleo familiare. Anche i pensionati ed i cancellati dall’ENPAV ma iscritti all’albo potranno aderire ai Piani Sanitari, con onere a proprio carico anche per il Piano Base.
Alleghiamo le Guide ai Piani Sanitari, nelle quali troverete un’informativa circa il contenuto della polizza sanitaria e le modalità per poterne usufruire. Le guide sono disponibili anche sul sito dell’Ente www.enpav.it
inoltre, sempre sul sito, possibile acquisire la modulistica per l’adesione, che potrà essere utilizzata anche da chi voglia aderire alla polizza sanitaria ma non sia in possesso della documentazione inviata da Unisalute.
Per eventuali ulteriori informazioni sulla copertura assicurativa si potrà fare riferimento alla Centrale Operativa di Unisalute al Numero Verde 800 822455 ovvero per tutti i dettagli relativi all’adesione ai Piani Sanitari si potrà contattare il n. telefonico 051-4161702 dell’Ufficio Adesioni Unisalute.
Gli Uffici dell'ENPAV sono comunque a disposizione per ogni chiarimento, anche telefonicamente, ai seguenti numeri telefonici: 06/49200213 e 06/49200205.
BILANCIO CONSUNTIVO 2009
L’Assemblea Nazionale dei Delegati ha approvato il bilancio consuntivo dell’ENPAV:
- il conto economico del bilancio, che riassume i risultati dell’attività gestionale svolta nell’anno, mostra un utile d’esercizio di € 22.044.181,14, in crescita del 32,96% rispetto al 2008;
- il patrimonio netto dell’ENPAV al 31/12/09 risulta pari a € 271.648.125,39; ha registrato un incremento del’8,83% rispetto a quello del 31/12/08; il patrimonio costituisce la fonte principale di solvibilità e rappresenta una garanzia per l’erogazione dei trattamenti previdenziali futuri;
- al 31/12/09 il n. totale di iscritti era di 26.036 (15.697 maschi e 10.339 donne), di cui 5.928 pensionati.
Per approfondimenti: www.enpav.it, cliccare su “L’Ente” e poi su “Patrimonio e bilanci”: troverete i conti consuntivi degli ultimi anni, nonché i bilanci preventivi.
PICCOLI ANIMALI
Da Newsletter FNOVI 12/10/10
Che la mixomatosi fosse una malattia “fuori moda”, lo sapevamo da tempo. E non è una novità anche che sia oggetto di scarso interesse e attenzione da parte di larga parte del mondo veterinario, se si esclude cioè quella trentina-quarantina di veterinari che operano nel settore della coniglicoltura, anch’esso piuttosto negletto e in crisi cronica profonda. Non deve quindi stupire che la normativa che regola il comportamento da adottare in caso di Mixomatosi sia la stessa da oltre 50 anni, da quando cioè la malattia ha fatto la sua comparsa in Italia e nel resto d’Europa.Resta il fatto che la mixomatosi è una malattia della Lista OIE e soprattutto è ancora ampiamente diffusa nelle popolazioni selvatiche e nei piccoli allevamenti rurali (solo quest’anno nel laboratorio del Centro di Referenza per le Malattie Virali dei Lagomorfi dell’IZSLER di Brescia sono stati registrati circa 50 positività). Essa inoltre è causa di “grossi” problemi in allevamenti industriali, nei quali, quando si manifesta, si registrano gravi perdite, anche in termini economici.
Va anche detto
che pochi sono i gruppi di ricerca che lavorano sui vari aspetti diagnostici,
profilattici e patogenetici della mixomatosi sia in Italia che all’Estero, poche
quindi le pubblicazioni nella letteratura internazionale, pochi gli studi
epidemiologici e le attività di monitoraggio sul territorio, pochi di fatto gli
investimenti e le risorse. Ma anche il Ministero della Salute è sordo alle
richieste di revisione della normativa (del resto se dovesse basarsi sulle
denuncie che riceve, è comprensibile che non lo ritenga un problema). Ciò
premesso capita di doversi occupare e parlare di mixomatosi nel momento in cui
un quotidiano nazionale riprende e commenta il provvedimento di ASL milanese,
impegnata a fronteggiare e risolvere una ”epidemia di mixomatosi”.
Tralasciando l’ingenuità nel definire epidemico un episodio di una malattia
endemica in Italia da quasi 60 anni, quello che veramente sorprende è constatare
come l'epidemiosorveglianza italiana faccia acqua da tutte le parti, come i
veterinari competenti e definiti per ruoli istituzionali vengano di rado
coinvolti, come insomma certe volte si agisca con approssimazione più
preoccupati di “dover fare qualcosa” piuttosto che di fare qualcosa di realmente
utile e funzionale.
Da Newsletter FNOVI 12/10/10
La
Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli, grazie all’impegno del Preside, il
Prof. Luigi Zicarelli, già dal 2008 ha inserito "Apicoltura"
e di "Malattie delle
api"tra le materie di insegnamento della Laurea specialistica in
Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali. In collaborazione con la Facoltà,
ad Eboli (SA) è stato attivato uno
sportello "SOS-Api"
che svolge attività di consulenza a supporto dell'apicoltore. Il servizio è
attivo presso il Centro Regionale per il Monitoraggio delle Parassitosi,
istituito nel 2000 con una convenzione tra il Settore SIRCA dell'Assessorato
dell'Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania e il
Dipartimento di Patologia e Sanità Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria
di Napoli.
Attraverso il
sito (http://www.cremopar.unina.it/siteApi/home.htm)
è possibile accedere ai vari servizi messi a disposizione dello sportello.
PARVOVIRUS E CORONAVIRUS NEI CANI AFFETTI DA DIARREA
Fonte: The Veterinary Record 01/10/10
Il Parvovirus
canino (CPV) e il Coronavirus enterico canino (CECoV) sono spesso citati come
causa di diarrea nel cane. Uno studio ha inteso determinare la prevalenza di CPV
e CECoV nei cani affetti da diarrea grave visitati in alcune cliniche del Regno
Unito. Si prelevavano 355 campioni tra il 2006 e il 2008. Tutti i campioni
venivano esaminati per la presenza di CPV mediante long range PCR e per la
presenza di CECoV mediante RT-PCR.
La prevalenza di CPV era pari al 58%, con alcune variazioni regionali. La
prevalenza di CECoV era invece del 7,9%. L'analisi mostrava che i soggetti che
non erano stati vaccinati avevano una maggiore probabilità di essere
CPV-positivi, con l'effetto maggiore negli animali più giovani. I soggetti
CPV-positivi avevano maggiore probabilità di manifestare depressione/letargia,
rispetto ai soggetti CPV-negativi. Il volume fecale e la presenza di emorragia
non sembravano essere associati alla probabilità di identificare CPV.
Lo studio mostra che, concludono gli autori, CPV era un patogeno comune nei cani
affetti da diarrea grave analizzati e che CECoV era meno comune ma rappresenta
comunque un patogeno potenzialmente importante. Lo studio conferma inoltre che
gli animali giovani non vaccinati sembrano essere a maggior rischio di infezione
da CPV.
ESISTONO CANI PESSIMISTI?
Da Vet.Journal 13/10/10
I cani che
soffrono di ansia da separazione hanno una visione pessimista del mondo. Sono le
conclusioni di uno studio condotto presso il Centro studi sul comportamento e il
benessere animale della Facoltà di veterinaria di Bristol (UK) e pubblicato su
Current Biology.
Secondo lo studio, anche nei cani come nell’uomo lo stato emotivo influisce sul
giudizio e i soggetti felici sono più propensi a giudicare in modo positivo una
situazione ambigua. Un cane che “vede il bicchiere mezzo pieno” anziché mezzo
vuoto è meno propenso a diventare ansioso quando è lasciato solo di quanto non
lo sia un cane di natura “pessimista". Per studiare le decisioni di tipo
ottimista e pessimista, i ricercatori hanno abituato diversi cani al fatto che
quando una ciotola era collocata in una certa posizione in una stanza (posizione
'positiva') conteneva di sicuro del cibo, ma quando era posta in un'altra
posizione (posizione 'negativa'), era di sicuro vuota. Le ciotole sono
successivamente state collocate in un punto ambiguo, fra la posizione positiva e
quella negativa.
"I cani che corrono rapidamente verso questa posizione ambigua, come se si
aspettassero il cibo, sono stati classificati come quelli che prendono decisioni
relativamente ottimiste. E' interessante il fatto che questi cani tendono a
essere quelli che mostrano un comportamento meno ansioso quando sono lasciati
soli per breve tempo", spiegano gli autori. "In Gran Bretagna circa la metà dei
cani esibisce comportamenti negativi, sporcando, abbaiando o distruggendo
oggetti in casa, quando sono lontani dai padroni. Il nostro studio suggerisce
che i cani che mostrano questi comportamenti appaiono più propensi a valutazioni
pessimistiche in una generalità di situazioni." Lo studio suggerisce che alcuni
cani con problemi comportamentali di questo tipo hanno uno stato emotivo di
fondo negativo e dunque i proprietari vanno incoraggiati a sottoporli a una
valutazione e un eventuale trattamento comportamentale per migliorarne il
benessere e ridurre il rischio di abbandono.
GRANDI ANIMALI
Da Mantova Alleva e Produce n. 3/settembre 2010
“Lo spostamento della Commissione Unica Nazionale è un successo per Mantova. Abbiamo sempre sostenuto che Mantova avesse le carte in regola per fare da punto di riferimento nazionale per il mercato dei suini. Da noi si allevano 1.500.000 di maiali all’anno e se ne macellano otlre 2milioni, numeri che ci pongono al vertice fra tutte le province d’Italia”. Commenta così il vicepresidente della Camera di Commercio virgiliana, Fabio Paloschi, numero due di Coldiretti. La CUN si trasferisce da Reggio Emilia a Mantova, operatività dal 30 settembre.
Mantova cerca di riconquistare con alcune mosse strategiche la centralità nel panorama nazionale delal suinicoltura: ospitando appunto la Commissione Unica Nazionale e anche la sede del Crefis (Centro di ricerche economiche sulle filiere suinicole) diretto dal prof. Gabriele Canali dell’Università Cattolica e realizzato col suporto di Regione Lombardia, Unioncamere, Provincia, Camere di Commercio di MN, BS, CR.
Proprio il Crefis intende essere “un osservatorio per rilanciare la filiera”.
Il mercato evidenzia una ripresa, anche se cauta, delle quotazioni. La media di agosto ha raggiunto 1,30 €/kg nella categoria suini grassi da macello, contro una media di 1,18 € del mese precedente. Come uscire, comunque, da una suinicoltura in difficoltà? Il Prof. Canali suggerisce, fra diverse soluzioni, la programmazione delle produzioni “Magari cercando un accordo preliminare con la grande distribuzione sulla carne fresca da suini leggeri”.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 18.10.2010
L'impegno mondiale contro la peste bovina ha dato i suoi frutti: la Fao prevede che per la metà del 2011, dopo che arriveranno all'Oie le ultime relazioni sullo status della malattia, con un documento ufficiale congiunto FAO/OIE dichiareranno la malattia ufficialmente debellata.
MASTITE BOVINA
CONFRONTO TRA OMEOPATIA E ANTIBIOTICI
Da Professione Veterinaria n. 32/ottobre 2010
Uno studio
clinico ha confrontato il trattamento omeopatico classico con il trattamento
antibiotico e con un placebo per la terapia della mastite clinica bovina lieve e
moderata.
Si includevano nello studio solo i casi di mastite clinica causata da patogeni
ambientali e i casi clinici con risultati batteriologici negativi nei campioni
di latte pre-trattamento. In totale si studiavano 136 vacche in lattazione con
147 quarti affetti, appartenenti a 4 mandrie (in Germania). Le vacche venivano
assegnate a caso a tre gruppi di trattamento. Gli animali venivano esaminati i
giorni 0, 1, 2 e i giorni 7, 14, 28 e 56 dopo l'infezione iniziale per valutare
i segni clinici. Simultaneamente, con l'eccezione dei giorni 1 e 2, si
prelevavano campioni di latte di quarto per effettuare gli esami batteriologici
e la conta delle cellule somatiche e valutare il tasso di cura batteriologico e
citologico. Nei giorni 28 e 56, le due strategie di trattamento non differivano
significativamente riguardo all'esito clinico e al tasso di cura totale per i
casi di mastite batteriologicamente negativa (n=56). Nei casi di mastite
patogeno-positiva (n=91), il tasso di cura dopo 4 e 8 settimane era simile per
le due strategie di trattamento (omeopatia e antibiotici), mentre era
significativa la differenza tra trattamento omeopatico e placebo il giorno 56.
I risultati indicano, concludono gli autori, un effetto terapeutico del
trattamento omeopatico per la mastite clinica lieve e moderata. Tuttavia,
indipendentemente dalla strategia di trattamento e dallo stato batteriologico,
il tasso di cura totale era basso, rivelando limitazioni nell'efficacia di
entrambe le strategie terapeutiche, antibiotica e omeopatica.
DALL’OLANDA UN DECALOGO PER PREVENIRE LA MASTITE
Da Mantova Alleva & Produce n. 3/settembre 2010
L’ha elaborato Theo Lam, direttore del Centro olandese di salute della mammella:
1) costituire gli obiettivi della salute della mammella
2) mantenere la pulizia, tenere ambienti confortevoli
3) corrette procedure in sala di mungitura
4) corretto uso e mantenimento degli strumenti di mungitura
5) mantenere buone registrazioni dei dati
6) corretta cura delle mastiti cliniche durante la lattazione
7) gestione efficiente delle vacche in asciutta
8) mantenere la biosicurezza contro i patogeni virali a individuare i capi malati cronici
9) monitoraggio regolare della salute delle mammelle
10) revisione periodica del programma di controllo della mastite
SOLO 5 ANTIBIOTICI PER TRATTARE LE MALATTIE SUINE
Fonte: Pig Progress 11/10/10
Quattro o cinque antibiotici potrebbero bastare per trattare l’80% delle malattie del suino. Lo sostiene uno studio del Gruppo di lavoro olandese “Dealing with MRSA in agricolture”. Nello studio, allevatori e veterinari hanno compilato l'elenco di antibiotici che non pongono rischi di resistenza e di quelli che invece possono indurre antibioticoresistenza. In seguito, hanno ridotto lo spettro di antibiotici utilizzati a 4 o 5, invece dei 12 normalmente usati dagli allevatori di suini. Gli antibiotici selezionati sono a stretto spettro e sono efficaci contro la maggior parte delle malattie osservate nell’azienda suinicola, secondo gli autori. Il loro utilizzo è inoltre stato reso più focalizzato, cioè l’allevatore non tratta l’intera mandria ma solo i singoli animali. I primi risultati di questo studio sono incoraggianti, dato che 2 dei 5 allevamenti coinvolti hanno ridotto i trattamenti antibiotici fino quasi a zero.
In un
allevamento la contaminazione da MRSA suina e umana è stata fortemente ridotta.
Fonte: Zootecnews - 20/10
L’Agenzia britannica per la Sicurezza Alimentare (FSA) ha
recentemente proposto di introdurre telecamere a circuito chiuso nei macelli per
tentare di fermare gli abusi sugli animali. La proposta è stata avanzata in
seguito alle indagini condotte l’anno scorso dal gruppo animalista Animal Aid
che, grazie all’installazione di telecamere nascoste, aveva scoperto diversi
abusi nei macelli della Gran Bretagna.
L’FSA ha avvertito che, se l’industria non sarà in grado di fermare le
violazioni al benessere animale e si rifiuterà di installare telecamere,
prenderà in considerazione l’ipotesi di potenziare il personale preposto alle
ispezioni durante tutte le operazioni, fino a quando “la conformità non sarà
adeguatamente dimostrata”. Tra agosto 2009 e maggio 2010, Animal Aid ha raccolto
5 filmati nascosti e un rapporto che mostrano abusi nelle fasi di
pre-macellazione, stordimento e immobilizzazione degli animali nei macelli, i
cui responsabili sono stati poi immediatamente sospesi. Stando agli ultimi dati
diramati dal Servizio Veterinario Nazionale, però, solo il 6% dei macelli
inglesi non rispetta le regole di benessere animale e solo l’1% di essi ha
rivelato pratiche che possono tradursi in un danno diretto per gli animali. “Ci
sono prove evidenti che alcuni ispettori non rispettano le proprie
responsabilità, e dunque l’introduzione di telecamere nei macelli potrebbe
rivelarsi uno strumento aggiuntivo per garantire il benessere animale e, non
ultima, la sicurezza dei consumatori”, ha concluso l’FSA.
Mantova, 21 ottobre 2010
Prot. 567/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) PerFormat: Corso teorico pratico di patologia clinica veterinaria (oncologia, dermatologia, malattie infettive) – Bologna 15-17 ottobre – www.performat.org
2) Ordine Veterinari MI: " Il soffio cardiaco: primo rilievo clinico per la diagnosi delle cardiopatie" 17 ottobre Milano - www.ordinevet.mi.it
3) Ordine Veterinari Varese, Como e Lecco: L’esame neurologico negli animali da compagnia - 17 ottobre Como - segreteria@ordineveterinari.va.it
4) Università, Ordine e ASL PR: “Zoonosi, cosa c’è di nuovo. Leishmaniosi: dal cane all’uomo” Parma, 21 ottobre 2010 - http://www.unipr.it
5) AIVEMP: Ambiente, alimentazione e salute: come sviluppare una comunicazione traslazionale - Cremona, 21-22 ottobre www.aivemp.it
6) Circolo Veterinario Bolognese: giornata dedicata alla Medicina d'urgenza 21 novembre Bologna - www.cvbolognese.it
7) Ordine Veterinari VR e Associazione Giovanni Vincenzi: “Salute degli ecosistemi: una nuova frontiera per la medicina veterinaria” 26 novembre Verona - Tel. e fax: 0458201947
8) S.I.I.GI.A.V.: Utilizzi del port vascolare in medicina veterinaria 26 novembre Pisa - www.fimo.biz
9) Universita’ di Perugia: Corso teorico-pratico di videoendoscopia flessibile per equini 26-27 novembre Perugia - www.unipg.it/facvet
10) PerFormat: corso teorico pratico di oftalmologia veterinaria “La visita oculistica” – Legnaro (PD) 18-19 dicembre – www.performat.org
VIDIMAZIONE REGISTRO SOSTANZE STUPEFACENTI
Il Dipartimento Veterinario dell’ASL di Mantova ci ha girato copia della circolare della Regione Lombardia del 21/09/10. Sulla base delle modifiche apportate al DPR 309/90 dalla Legge 38/2010, i registri di entrata ed uscita delle sostanze stupefacenti dovranno essere vidimati dal Responsabile dell’ASL o da un suo delegato, e non più , come in precedenza, dal Sindaco del comune dove ha sede la struttura.
Il Direttore Generale dell’ASL di MN ha delegato i Direttori dei Distretti Veterinari a provvedere alla vidimazione e numerazione in ogni pagina dei registri di carico e scarico delle sostanze stupefacenti e psicotrope degli ambulatori veterinari pubblici o privati dei singoli territori di competenza.
Tali registri (previsti dall’art. 42 del DPR 309/90) vanno conservati per 2 anni dal giorno dell’ultima registrazione; sono conformi ai modelli predisposti dal Ministero della Salute e possono essere composti da un numero di pagine adeguato alla quantità di stupefacenti normalmente detenuti e movimentati.
I registri delle strutture veterinarie non sono più soggetti a controllo annuale formalizzato (attestato mediante apposizione di data, timbro e firma dell’autorità che ha vidimato inizialmente il registro), ma rimangono soggetti ai controlli previsti nell’ambito della vigilanza sulle strutture veterinarie e nell’ambito della farmaco-vigilanza, mentre sono ancora assoggettati a controllo periodico da parte del Servizio Farmaceutico.
VACCINAZIONE H1N1 RACCOMANDATA AI VETERINARI
Sul Portale del Ministero della Salute si raccomanda di iniziare la campagna di vaccinazione antinfluenzale a partire dal 1 ottobre 2010 e comunque non oltre il 31 ottobre. Il vaccino antinfluenzale è indicato per la protezione di tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni alla sua somministrazione. Da quest'anno il vaccino utilizzato protegge sia dai virus stagionali sia da quello dell'H1N1, tuttora circolante. Tra le categorie per cui è raccomandato il vaccino è previsto anche il “Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani”:
o allevatori
o addetti all’attività di allevamento
o addetti al trasporto di animali vivi
o macellatori e vaccinatori
o veterinari pubblici e libero-professionisti.
FISCO / SENTENZE
FARMACISTA RESPONSABILE SE CAMBIA IL FARMACO
fonte: Il Sole 24Ore Sanità 05-10-2010
Il farmacista ha
l'obbligo di informare sulle modalità di somministrazione di un farmaco
sostituito con altro avente identico principio attivo ma diverso dosaggio. Non
può invocare la consapevole accettazione da parte del cliente di un farmaco. La
Cassazione (sentenza 15734/2010) ha affermato la responsabilità del farmacista
per avere consegnato, anziché il farmaco prescritto nel dosaggio indicato dal
veterinario, altro medicinale con lo stesso principio attivo, ma destinato a
curare animali di diversa e grossa taglia.
Il farmacista si difendeva sostenendo che il cliente era in grado di leggere le
avvertenze contenute nella confezione e lo aveva informato della necessità di
diluire il medicinale.
Per la Cassazione, la responsabilità è esclusa solo quando il farmacista si attiene alle prescrizioni mediche contenute nella ricetta contenente tutte le informazioni necessarie per la dispensa del medicinale. L'obbligo di informazione, ormai pacifico per il medico, lo diventa anche per il farmacista in quando incide sul diritto del paziente all'autodeterminazione in ordine alle scelte che attengono alla propria salute. Perché sorga la responsabilità risarcitoria è necessario, comunque che il danno si configuri come conseguenza immediata e diretta del comportamento negligente del farmacista.
Risponde di
lesioni colpose e di omessa custodia dell'animale non solo il padrone del cane
che azzanna un passante, ma anche il possessore, e quindi la persona che lo
custodiva al momento dell'aggressione. Questo è quanto ha stabilito la Corte di
Cassazione nella sentenza 34813 del 27 settembre 2010.
Gli Ermellini hanno ribadito che "in
tema di custodia di animali, l'obbligo sorge ogni volta che sussista una
relazione di possesso o di semplice detenzione tra l'animale e una data persona,
posto che l'art. 672 codice penale, relaziona l'obbligo di non lasciare libero
l'animale o di custodirlo con le debite cautele al possesso dell'animale,
possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto senza che
sia necessario che sussista una relazione di. proprietà in senso civilistico".
Risulta così confermata la condanna di un uomo palermitano a 100€ di multa per
lesioni colpose dopo che il suo cane aveva morso una ragazza. L'imputato,
condannato anche a risarcire la donna dei danni subiti, aveva promosso ricorso
in Cassazione lamentando che i giudici siciliani avevano affermato la sua
responsabilità senza considerare che il cane era della famiglia, in particolare
apparteneva a sua madre e a sua nonna.
La quarta sezione penale ha però respinto le sue doglianze e condiviso quanto già affermato dai giudici di merito del primo grado i quali avevano già dimostrato che "l'animale era sicuramente in suo possesso", l'imputato inoltre "abitava con la madre e si rapportava quotidianamente con l'animale che gli ubbidiva e che portava a passeggio".
GIRO DI VITE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Da Notizie ANMVI 28-09-2010
Risponde dell'infortunio il datore che, pur avendo consegnato un prodotto fornito di scheda di sicurezza, non abbia espressamente informato il dipendente sui "rischi specifici" e cioè "sull'indicazione delle conseguenze per la sicurezza e la salute in caso di uso errato".
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 34771 del 27 settembre 2010: è il caso di un operaio addetto al lavaggio di cisterne. Non riuscendo ad eliminare la resina residua con acqua fredda, l'uomo aveva adoperato acqua calda e un solvente chimico. Nel tentativo di aprire la cisterna per controllare lo stato di pulizia, vi era stata una deflagrazione e il lavoratore aveva perso la vita: per questo il legale rappresentante della società era stato condannato per omicidio colposo dal Tribunale di Livorno.
Contro questa decisione il vertice aziendale aveva presentato ricorso in cassazione. In particolare l'uomo si era difeso affermando la condotta colposa del lavoratore che, avendo anche presenziato a riunioni riguardanti il prodotto utilizzato ed essendo il prodotto chimico dotato di una scheda di sicurezza, era senz'altro stato messo in condizioni di capirne l'utilizzo corretto per evitare incidenti.
La Corte però respingendo il ricorso, ha invece affermato che, non essendo stato valutato in azienda il rischio di esplosioni, era logico intuire che i lavoratori non avessero ricevuto informazioni sul punto, ed ha perciò applicato il principio di diritto secondo cui "la condotta colposa del lavoratore infortunato non assurge a causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l'evento quando sia comunque riconducibile all'area di rischio propria della lavorazione svolta: in tal senso il datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore, e le sue conseguenze, presentino i caratteri dell'eccezionalità, dell'abnormità, dell'esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive di organizzazione ricevute".
STUDI DI SETTORE? NON PER CHI LAVORA SOLO E DA POCO
Da Notizie ANMVI 27-09-2010
Non sono applicabili gli studi di settore per accertare il reddito del professionista che dimostra che nell'anno di imposta preso in considerazione esercitava da poco e senza dipendenti.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione (sentenza n. 20210 del 24 settembre 2010) che ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Al giovane professionista, un commercialista da 5 anni in attività senza collaboratori né dipendenti, era stato notificato un accertamento Irpef per il '96. La Commissione tributaria provinciale aveva annullato l'atto impositivo, e quella regionale (Lazio) aveva confermato le ragioni del professionista.
A questo punto l'Agenzia delle entrate ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo. E non è che l'ennesima sconfitta dell'amministrazione finanziaria, che ancora una volta si sente dire che gli studi di settore vanno messi da parte se gli standard non hanno corrispondenza con la specifica realtà di un professionista.
L'anno scorso, infatti (sentenza n. 26.635) la Cassazione precisava: "la procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata in relazione ai soli standard in sé considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente".
In questi giorni è arrivato a casa di mio padre, anziano, un bollettino del canone Rai che si riferisce al 2001. A lui sembra di averlo già pagato, ma non sappiamo come provarlo perché, da quando si è trasferito in una casa di riposo, ha votato i cassetti delle carte inutili. Pensavamo che le ricevute si dovessero tenere solo per 5 anni!
Le ricevute del canone Rai vanno conservate per almeno 10 anni. A differenza delle bollette, il canone è un tributo e, come tale, va in prescrizione dopo dieci anni. Quindi purtroppo, Lei dovrà saldare quel bollettino. Ma sarà l’ultimo che pagherete: visto che suo padre si è trasferito in casa di riposo, chieda subito l’annullamento dell’abbonamento inviando una raccomandata all’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale I di Torino, Sportello S.A.T., Casella Postale 22, 10121 Torino, indicando i dati della casa di riposto e la data di inizio della degenza. Riceverà anche un rimborso per quanto pagato in più. Per informazioni sul canone si può visitare il sito www.abbonamenti.rai.it
IL CANE NON PUO’ FARE LE SCALE E I CONDOMINI VIETANO L’ASCENSORE
Da Professione Veterinaria n. 30/settembre 2010
E’ un labrador adottato al canile, malato e non può né salire né scendere le scale. I condomini del palazzo in cui vive la proprietaria hanno posto il veto sull’ascensore, nonostante la proprietaria del cane abbia assicurato di essersi sempre impegnata a rispettare le norme igieniche. La padrona del cane non si è potuta opporre perché affittuaria e non proprietaria della casa. La famiglia possiede anche un altro cane, di taglia piccola, anche lui vittima delal delibera condominiale e, per andare in strada a passeggiare, deve essere portato in braccio (dal 4° piano!). Ma con il labrador non si può, perché è troppo pesante, così si è rivolta al Giudice di pace ed è in attesa dell’udienza. Il Codice Civile disciplina l’uso delle parti condominiali comuni, come appunto l’ascensore, e considera illegittima la limitazione delle parti ocmuni in quanto lesiva di diritti soggettivi. Però l’assemblea condominiale può introdurre delle limitazioni a carico dei detentori di animali con il quorum previsto dall’art. 1136 del C.C. e anche l’amministratore può prevederle d’imperio ma solo nei casi in cui l’impianto sia oggettivamente a rischio di danno o risulti ostacolata la fruizione da parte di altri condomini. In rari casi la Cassazione ha ritenuto legittime le limitazioni imposte dall’assemblea condominiale, essendo alquanto arduo provare che l’uso di un ascensore da parte di un animale, regolarmente custodito e curato, danneggi l’impianto, comprometta l’incolumità pubblica o impedisca agli altri condomini di farne uso.
Quest’anno ho iscritto mio figlio all’asilo privato. Un’amica mi ha detto che posso detrarre dalle tasse la retta. E’ vero?
Lo sconto fiscale dipende dall’età di suo figlio. Infatti la detrazione (pari al 19% delle spese sostenute per la frequenza di asili, fino ad un tetto massimo di 632 € l’anno) è possibile solo per bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, ossia quelli che vanno all’asilo nido. Se questo è il suo caso, si ricordi di chiedere alla scuola la ricevuta dell’importo pagato per l’anno corrente. Poi dovrà allegarla alla prossima dichiarazione dei redditi. Invece non potrà detrarre la retta se suo figlio va già alla materna.
ENPAV
REDDITO MEDIO PROFESSIONALE DEI VETERINARI
Ha registrato un leggero incremento, passando da 14.961 a 15.062 €. I dati, basati sul Modello 1 del 2008 e del 2009, rivelano che il volume d'affari medio è salito da 26.414 a 27.178 euro.
La fotografia delle dinamiche demografiche e di reddito, è pubblicata sull'ultimo numero di 30giorni a cura della Direzione Contributi dell’Enpav. L'analisi rileva che questo incremento, sia pure lieve, delle medie reddituali ha determinato un relativo incremento dei contributi eccedenti.
In particolare, l'incremento del 2008 è stato determinato dagli accertamenti fiscali effettuati dall'Enpav su 2 anni di imposta. Le norme di legge e regolamentari permettono di ottenere in ogni momento dal competente ufficio delle imposte dirette, le informazioni relative alle dichiarazioni ed agli accertamenti definitivi concernenti tutti i veterinari nonché i pensionati.
MOD. 1 ENTRO OTTOBRE
I veterinari stanno ricevendo il Modello 1/2010, dichiarazione obbligatoria dei dati reddituali prodotti nel 2009, ed il Modello 2/2010, modello facoltativo di adesione alla pensione modulare. La scadenza di presentazione dei 2 modelli è il 31 ottobre 2010. I Modelli dovranno essere trasmessi, in via preferenziale, per via telematica accedendo all’apposita funzione disponibile nell’area iscritti del sito Enpav.
In alternativa i Modelli potranno essere inviati a mezzo raccomandata semplice.
SECONDA RATA CONTRIBUTI MINIMI ENTRO IL 2 NOVEMBRE
Il pagamento della seconda rata dei contributi minimi 2010 dovrà essere effettuato mediante il bollettino M.Av. recapitato nel mese di aprile, entro il 2 novembre 2010. Nel caso di smarrimento del bollettino è possibile ottenerne un duplicato:
1. accedendo alla sezione “Consultazione M.Av/RID” disponibile nell’area iscritti del sito www.enpav.it;
2. contattando il numero verde 800.24.84.64 della Banca Popolare di Sondrio, avendo cura di comunicare la data di scadenza del pagamento.
Si ricorda che il bollettino non è stato inviato a coloro che hanno richiesto ed ottenuto l’addebito automatico sul proprio conto corrente bancario (delega R.I.D.).
RASSEGNA STAMPA
Si informa che sul sito www.enpav.it , cliccando su “Rassegna Stampa” si possono consultare le notizie estrapolate quotidianamente dai maggiori quotidiani italiani.
Mentre entrando nell’area “News” si conoscono gli ultimi aggiornamenti di attualità normativa, veterinaria e sanitaria.
PICCOLI ANIMALI
Fonte: Libero - 06/10
Di diverso rispetto alle strutture che operano all'interno
degli ospedali italiani, ci saranno le sembianze dei donatori. Ma, per tutto il
resto, il nuovo Centro emotrasfusionale per cani e gatti, che verrà inaugurato
questa mattina alla facoltà di Medicina veterinaria dell'Università di Milano
alla presenza del sindaco Letizia Moratti, funzionerà esattamente come quelli
gestiti dall'Avis e dalle altre associazioni per la donazione del sangue. La
struttura, la prima assoluta in Lombardia e la più grande del genere in Italia,
sarà infatti organizzata come un tradizionale centro di raccolta, all'interno
del quale i donatori - in questo caso non esattamente "volontari" - verranno
sottoposti a una serie di visite e controlli prima di passare al salasso. «ll
nostro obiettivo, che siamo riusciti a realizzare grazie alla donazione molto
generosa di una signora milanese amante degli animali - spiega infatti la prof.
Daniela Proverbio, responsabile del centro - è quello di creare una rete di
donatori affidabili e tracciati, proprio come accade con gli uomini, e di
organizzare una banca del sangue e degli emocomponenti a disposizione dei
veterinari».
Una novità destinata a salvare la vita a tanti animali. Finora, i veterinari
impegnati in interventi chirurgici o in terapie contro tumori e malattie
infettive si sono infatti affidati perlopiù a donatori improvvisati.
È così accaduto che spesso un animale ferito morisse semplicemente perché non si
era trovato il donatore di gruppo sanguigno compatibile con quello dei ricevente
o a causa della carenza del sangue necessario per far fronte a un imprevisto.
«L'inaugurazione del nuovo reparto consentirà invece ai proprietari di cani e
gatti di salvare la vita dei propri amici anche in caso di malattie ed eventi
traumatici fino ad ora considerati non curabili», sottolinea Gianluca Comazzi,
Garante dei diritti degli animali del Comune di Milano.
Il nuovo Centro emotrasfusionale garantirà infatti il rifornimento ai veterinari
delle quantità di sangue o di emocomponenti necessarie per l'intervento o la
terapia. Il tutto, con il vantaggio di poter contare su campioni sicuri dal
punto di vista sanitario. Prima di essere ammessi alla donazione, infatti, gli
animali verranno tutti sottoposti a uno screening per verificare il rispetto dei
requisiti di peso minimi
-25 kg peri cani e
5 kg per i gatti
- ed escludere gli animali con oltre 8 anni di età. Una volta esaurito questo
passaggio, scatterà il check up, completamente gratuito, nel corso del quale
verranno effettuati l'elettrocardiogramma, la misurazione della pressione
arteriosa e il test contro la filaria. Controlli ai quali, per i cani, si
aggiungerà quello necessario per escludere infezioni da leishmaniosi canina,
mentre i gatti verranno testati «contro l'hiv, visto che anche loro possono
contrarre il virus», sottolinea Proverbio. Solo chi supererà tutte le verifiche
verrà ammesso alla donazione, al termine della quale ci sarà - proprio come per
gli esseri umani - una meritata merenda offerta dal centro trasfusionale.
I requisiti minimi perché un cane o un gatto possano diventare donatori di
sangue sono stati definiti dal Ministero della Salute. Le linee guida prevedono
che l'animale debba essere sano, vivere prevalentemente in ambienti chiusi e
ricevere regolari visite veterinarie. Oltre agli animali sotto una determinata
soglia di peso e sopra una certa età, sono esclusi dalla donazione i cani e i
gatti che nel corso della loro vita hanno ricevuto una trasfusione. I donatori
idonei, verranno invece cancellati dal registro dei volontari dopo 3 anni di
attività, nel corso dei quali potranno donare al massimo una volta ogni tre
mesi.
2/3 DEI TUMORI LINGUALI SONO MALIGNI
Da Settimana Veterinaria n. 708/settembre 2010
Uno studio ha analizzato la cartella clinica di 42 cani affetti da tumori linguali; in generale sono portati alla visita per alitosi, ptialismo e sanguinamenti. Quando viene eseguito, il bilancio d’estensione si rivela negativo (radiografia del torace, ecografia, citologia dei linfonodi regionali). L’istopatologia evienzia che per il 64% i tumori sono maligni; i più frequenti sono il melanoma maligno ed il carcinoma epidermoide.
Il tumore è benigno nel 36% dei casi; si tratta più frequentemente di plasmocitomi e di papillomi.
Il trattamento consiste in una glossectomia parziale o subtotale, seguita da un ricovero che dura in media 2 giorni.
Ad alcuni animali, soprattutto in caso di glossectomia parziale o subtotale, si applica una sonda da gastrotomia per alcune settimane, che viene asportata quando il cane riprende a bere e mangiare.
Dopo l’intervento, le cure postoperatorie che il proprietario deve effettuare consistono in un’alimentazione assistita mediante polpette. L’acqua è fornita in un recipiente profondo. Le complicazioni a breve termine comprendono lo ptialismo e la deiscenza delal ferita. Dei 3 casi di deiscenza, 2 avvengono dopo l’impiego di un laser per l’exeresi.
A lungo termine, solo 3 cani mantengono una difficoltà alla prensione.
L’exeresi è completa nel 68% dei casi. Logicamente, la sopravvivenza è più lunga. I cani in cui l’exeresi è parziale hanno 3,6 volte maggiori possibilità di morire per le complicazioni della loro patologia linguale.
Alla fine, la sopravvivenza media in caso di tumore benigno è superiore ai 4 anni e mezzo. In caso di tumore maligno, è di circa 10 mesi. Più specificatamente, in caso di melanoma maligno, la sopravvivenza media è di 7 mesi e di 10 mesi in caso di carcinoma epitelio ide. Gli autori precisano che il carcinoma a cellule squamose è il tumore linguale maligno di gran lunga più frequente nell’uomo, con un’incidenza del 95%. Gli autori consigliano di eseguire una biopsia di tutta la massa linguale per pianificare l’exeresi, in particolare la quantità di tessuto da asportare. Ritengono che gli animali studiati hanno complessivamente ben tollerato la chirurgia, qualsiasi sia la lunghezza dell’asportazione.
LO ZUCCHERO NELLA DIETA DEI GATTI E’ DANNOSO?
Da Professione Veterinaria n. 30/settembre 2010
I gatti si sono evoluti come carnivori: si sono adattati a diete a base di carne, ricche di proteine, con un’equilibrata quantità di grassi e povere di carboidrati. La capacità dei gatti di digerire e metabolizzare zuccheri e carboidrati è limitata, se paragonata ad altre specie, ma è adeguata alle quantità comunemente presenti nel cibo per gatti.
Lo zucchero contenuto negli alimenti per gatti è molto inferiore alla quantità limite di sicurezza identificata dagli esperti. Una delle conseguenze del retaggio carnivoro del gatto è la sua incapacità di distinguere il sapore dolce: ne consegue che l’aggiunta di zucchero negli alimenti non ha alcun effetto sulla loro appetibilità.
Osservazioni e studi sperimentali mostrano che diete ricche di carboidrati non favoriscono l’insorgere di obesità o diabete mellito nei gatti. La carie dentale, che nell’uomo è da sempre collegata al consumo di zuccheri, è rara nei gatti e non è associabile al regime alimentare.
GRANDI ANIMALI
Da. nota del Min. Salute D.G. Sanità Animale e Farmaco Veterinario del 05/10/10
Il 1 ottobre è stato notificato in un focolaio di influenza aviaria a bassa patogenicità H7 (LPAI) in un’azienda di Volongo (CR). E’ stata istituita la zona di restrizione di 1 km, all’interno della quale è presente solo un ulteriore allevamento di tacchini attualmente vuoto. Sono in corso le operazioni di abbattimento dei capi (ca 1500 fra tacchini, anatre, oche, polli), nonché di pulizia e disinfezione dell’allevamento. Si evidenzia che tali animali non presentavano alcun sintomo di malattia. Tale riscontro è stato evidenziato nell’ambito delle attività di controllo per la partecipazione a fiere, mostre e mercati. In attesa di completare le indagini epidemiologiche è stata istituita la sospensione temporanea di fiere, mostre e mercati sul territorio della regione Lombardia.
SUINI: LO ZINCO OSSIDO INDUCE UN AUMENTO DELL’INGESTIONE, MA NON E’ APPETIBILE
Da Settimana Veterinaria n. 707/settembre 2010
L’aggiunta di zinco ossido ad alto dosaggio nell’alimentazione dei suinetti determina un aumento marcato dell’assunzione di alimento e, di conseguenza sull’incremento ponderale. E lo dimostrano i risultati di alcune decine di studi sostanzialmente concordi nel’aver riscontrato un amento di oltre il 20% dei tassi d’ingestione e di crescita nelle prime 2 settimane seguenti lo svezzamento. All’università di Leeds (Regno Unito) è stato realizzato uno studio volto a stabilire l’efffettiva appetibilità dell’ossido di zinco, seguendo la metodologia delal libera scelta.
In sintesi, i suinetti, potendo scegliere, rifiutano il mangime addizionato di zinco oassido e prediligono il controllo. E questo accade anche quando i suinetti denunciano fatti intestinali e diarrea profusa. Questi soggetti infatti non mutano la preferenza e disdegnano il mangime ad alto titolo di zinco oassido, ovvero proprio quel mangime che, verosimilmente, risolverebbe il loro problema. Un esito sorprendente, che impone di rivedere le convinzioni sia sull’accezione di appetibilità, sia sul significato delle prove di libera scelta. Tutti mangiamo, suinetti compresi, condizionati dai sensi, che premiano il mangime senza zinco ossido. Ma si mangia anche con l’intestino e se questo è in ordine il suinetto mangia di più. Orbene, lo zinco ossido, da straordinario regolatore intestinale, induce un aumento dell’ingesgione di oltre il 20%, nonostante il disgusto del suinetto. Alla luce di questa duplice influenza sull’ingesgione, il significato dei test di libera scelta ne esce ridimensionato non poco. Queste prove infatti discriminano fra le preferenze dei senti, ma ignorano quelle del corpo. E se fosse per i sensi, lo zinco ossido sarebbe rimasto il solito mediocre apportatore di zinco. Di zinco a bassa disponibilità.
DALL’ORIGANO UNA SOLUZIONE AL METANO PRODOTTO DAI RUMINANTI?
Da Settimana Veterinaria n. 708/settembre 2010
Dopo 6 anni di studi e test su numerosi olii essenziali, Alexander Hristov, professore della PennState University (Usa) avrebbe trovato un integratore che, somministrato ai bovini assieme all’alimento, permetterebbe di ridurre la produzione di metano: addizionando all’alimentazione die bovini con origano si può arrivare ad una riduzione della produzione di metano di circa il 40%, con parimenti un aumento della produzione lattea. Questo effetto sarebbe dovuto al fatto che, riducendo la produzione di metano, energeticamente costosa per l’animale, l’energia “risparmiata” può essere utilizzata per altri processi biologici, come appunto la produzione di latte. Attualmente il prof. Hristov sta conducendo ulteriori studi per verificare quale principio attivo contenuto nell’origano sia responsabile degli effetti riscontrati. Infatti, i composti presenti nell’origano che sembrano maggiormente responsabili della riduzione della produzione di metano sono carvacrolo, geraniolo e timolo, facilmente ottenibili sinteticamente.
SUINI: TROPPA AMMONIACA E POCA LUCE AUMENTANO L’AGGRESSIVITA’
Da Settimana Veterinaria n. 710/ottobre 2010
Buona parte delle condizioni ambientali stressanti, moleste e indisponenti per l’uomo, lo sono anche per il suino: cattivi odori, condizioni d’illuminazione estreme e locali particolarmente rumorosi sono fonte di malessere, disagnio ed irritazione in entrambe le specie. La semplice esperienza non spiega sempre le situazioni complesse, quelle dove all’apparenza tutte le condizioni ambientali sembrano accettabili, nella norma, ma lo stato d’eccitazione, le ferite ed il susseguirsi dei decessi testimoniano il contrario. E’ intuibile che quelle sono proprio le situazioni d’emergenza prodotte dalla sommatoria di più cause, ma quelle cause sono discutibili come manifestazione individuale e indecifrabili per gli effetti associativi. Detta in altre parole, sappiamo tutti che l’alta concentrazione ambientale d’ammoniaca è una causa predisponente, ma quando questa variabile pare conforme, non sappiamo più quali e quante responsabilità attribuirle. Uno studio britannico ha avuto per scopo proprio quello di stabilire gli effetti individuali, additivi o interattivi, di 3 fattori critici: l’alta concentrazione d’ammoniaca, il rumore e le condizioni d’illuminazione carenti. I risultati denunciarono l’alta concentrazione d’ammoniaca e la luce flebile come i fattori dagli effetti più radicali sul comportamento sociale, tanto è vero che furono proprio quelle le condizioni ambientali in cui furono accertati l maggior numero di episodi aggressivi, concentrati in particolare nelle prime 2 settimane (la prova si protrasse x 4). Un’altra evidenza interessante segnalò la maggior propensione alla reazione violenta dei soggetti esposti all’alta rumorosità ambientale. L’alta concentrazione di ammoniaca e la ridotta illuminazione risultò la combinazione più a rischio per la frequenza degli episodi aggressivi e per la mnore remissività dei soggetti colpiti. E questa rappresenta un’indicazione preziosa sia per la pratica operativa, sia per i progettisti di edifici e attrezzature (impianti di ventilazione e sistemi d’illuminazione in particolare). Gli autori spiegano questo effetto interattivo con le maggiori difficoltà di riconoscimento reciproco dei suini nell’ambito del gruppo: tanto l’ammoniaca (che maschera l’odore individuale) quanto la luce flebile (che rende difficoltosa l’identificazione visiva) sono fattori d’instabilità sociale e dunque cause d’aggressività e, alla lunga, di cannibalismo.
Da Professione Veterinaria n. 32/ottobre 2010
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha aggiornato il proprio parere sulla clonazione animale: nulla lascia supporre che esistano differenze nella carne e nel latte dei cloni. Ma il tasso di mortalità resta più alto.
Bovini e suini le uniche specie per le quali è possibile una valutazione del rischio.
S.I.Ve.M.P. OnLine del 30.9.2010
Chiude quasi un allevamento di pecore su 3 negli ultimi 10
anni in Italia, dove la crisi in atto rischia di decimare irrimediabilmente i
circa 70mila allevamenti sopravvissuti che svolgono un ruolo insostituibile per
l'ambiente, l'economia, il turismo e la stabilita' sociale del territorio. E'
questo l'allarme lanciato da oltre un migliaio di pastori giunti a Roma insieme
al presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini in occasione
dell'incontro con Governo e Regioni al Ministero delle Politiche Agricole per la
presentazione delle misure messe a punto contro la crisi della pastorizia.
L'allevamento ovicaprino - sottolinea la Coldiretti - e' un'attivita' che,
concentrata nelle zone svantaggiate, e' ad alta intensita' di manodopera. Il
settore ha registrato un incremento dei costi, in particolare per il
combustibile, l'elettricita' e i mangimi, determinando un’ulteriore pressione su
una pastorizia che gia' versa in una situazione critica sul piano della
competitivita'. Dalla mungitura quotidiana di una pecora si ottiene in media un
litro di latte che viene pagato fino a 60 centesimi al litro con un calo del 25%
rispetto a due anni fa e ben al di sotto dei costi di allevamento si avvicinano
all'euro. E non va meglio per la lana con i costi di tosatura e di smaltimento
che superano notevolmente i ricavi o per la carne quando solo a Pasqua quella
venduta dall'allevatore a circa 4 euro al chilo viene rivenduta dal negoziante a
10-12 €/Kg.
VARIE
LA COMUNICAZIONE COME CHIAVE DEL MIGLIORAMENTO DELLA PROFESSIONE
Da Settimana Veterinaria n. 710/ottobre 2010
Durante un incontro, organizzato dall’Ordine dei veterinari di MI che si è svolto il 19 settembre scorso, è stato posto l’accento sull’importanza della comunicazione nel processo di rilancio e miglioramento della professone veterinaria. Infatti, a conferma di ciò, alla base della maggio r parte delle segnalazioni fatte all’Ordine risulta esserci una comunicazione errata, per contenuti e forma, tra professionista e cliente, e non cattive pratiche veterinarie, come sarebbe logico pensare.
La comunicazione consiste nell’emettere un segnale, ma per essere efficace questo segnale deve essere recepito e compreso da parte dell’interlocutore. Quindi è importante essere chiari, utilizzare un linguaggio semplice o conforme alla tipologia di cliente, evitare atteggiamenti saccenti o intimidatori, e dall’altra parte evitare di diventare amici del proprietario, perché questo può poi ripercuotersi sull’attività professionale.
E’ essenziale saper ascoltare i propri clienti e spiegare le motivazioni delel scelte cliniche e terapeutiche, per scardinare le credenze o le congetture del lciente. Utilissimo è adottare l’impiego di moduli di consenso informato, senza dimenticare che l’assunzione di responsabilità è bilaterale. Nei casi che lo richiedono è importante saper delegare o chiedere l’aiuto di colleghi, creando e favorendo le collaborazioni.
Per migliorare la comunicazione si può ricorrere all’utilizzo sia dei normali canali di pubblicità, sia alle nuove tecnologie, come la creazione di siti web. Anche inserire dei servizi tangibili per il cliente può aiutare allo scopo, come ad es. forme di pagamento tramite Pos o conto corrente. Il pet corner e la cessione del farmaco permettono di soddisfare sia le esigenze del veterinario (con un tempestivo inizio della terapia con un farmaco o una dieta specifici) sia quelle del cliente che non deve subire altri passaggi, come la ricerca del farmaco prescritto.
Per dare un valore aggiunto alla propria attività può essere utile effettuare una certificazione di qualità, che permette di individuare le debolezze, gli errori, i punti critici ed i problemi per poi affrontarli e risolverli.
Infine, per dare maggiore credibilità alla professione, sarebbe opportuno unificare ed uniformare le procedure di base, come ad es. i protocolli vaccinali, perché un’eccessiva variabilità crea una percezione negativa del ruolo del veterinario e ciò può influire sull’importanza del suo ruolo all’interno della società.
LA PROFESSIONE IN FINLANDIA
Da Settimana Veterinaria n. 708/settembre 2010
In Finlandia esiste una sola Facoltà di Veterinaria, quella dell’Unviversità di Helsinki, che forma 70 studenti l’anno, il 92% dei quali nel 2009 erano donne. L’ammissione è a numero chiuso: ogni anno vi si iscrivono dai 400 ai 500 studenti; buona parte degli studenti scoraggiati dalla difficoltà del concorso vanno a studiare in Estonia.
Il corso dura 6 anni, alla fine dei quali solo 1/3 apre una clinica privata (generalmente specializzata in pratica equina o in animali da compagnia), 1/3 sceglie di diventare veterinario comunale (la città versa una parte prestabilita dello stipendio, fornisce i locali, si assume la loro pensione e garantisce completamente x le loro prestazioni; tali veterinari si occupano essenzialmente degli animali da reddito), l’ultimo terzo comprende i veterinari governativi, che lavorano all’interno dell’Agenzia nazionale per l’igiene degli alimenti e la medicina veterinaria, per la Facoltà di med. veterinaria di Helsinki o per il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste.
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 5.10.2010
Al fine di divulgare i corsi di formazione che saranno erogati dal Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, dalla Comunità Europea e dagli IZS è stata pubblicata sul sito internet del Ministero della salute la nuova area tematica “Formazione Veterinaria”
http://www.salute.gov.it/formazioneVeterinaria/formazioneVeterinaria.jsp
CARLO GAZZA VETERINARIO DELL’ANNO
Da Notizie ANMVI 29/09/10
Quest'anno il titolo di "Medico Veterinario dell'anno" verrà assegnato a Carlo Gazza. La Facoltà di Parma ha conferito il tradizionale riconoscimento ad un proprio laureato di successo.
Entrato nel
1987 in
Fatro Farmaceutici, Gazza ha percorso tutte le tappe che lo hanno portato alla
posizione di Direttore Commerciale e Consigliere Delegato del Gruppo Fatro,
Presidente della Fatro Iberica e Consigliere di Amministrazione di altre 3
società operanti nella ricerca, nella produzione e nella distribuzione
farmaceutica.
Membro della Commissione Direttiva di AISA - Associazione Italiana delle Aziende
della Salute Animale, Gazza ha anche un nutrito curriculum scientifico come
inventore di 2 brevetti internazionali e coautore di pubblicazioni scientifiche
nazionali ed internazionali.
Da Notizie ANMVI 05-10-2010
Con l'anagrafe nazionale dell'acquacoltura, il Ministero della Salute promuove la tutela economico-sanitaria del patrimonio di acquacoltura e del consumatore. Le “Disposizioni per la gestione dell'anagrafe delle imprese di acquacoltura” sono disciplinate con decreto 8 luglio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 230 del 01/10/10.
Il proprietario dell'impresa dovrà segnalare la propria attivita' al servizio veterinario dell'ASL competente per territorio e chiedere l'attribuzione dei codice identificativo aziendale qualora ne sia sprovvisto entro 30 giorni dall'attivazione in BDN della sezione dell'anagrafe di acquacoltura. Comunica inoltre, al servizio veterinario ogni variazione relativa ai dati anagrafici riguardanti la propria impresa entro 7 giorni.
Le principali finalita' dell'anagrafe dell'acquacoltura sono: la tutela economico-sanitaria del patrimonio di acquacoltura; il supporto nella trasmissione di informazioni sullo stato sanitario delle aziende, degli allevamenti e delle imprese di acquacoltura, anche in relazione alle movimentazioni; il supporto nella trasmissione di informazioni a tutela del consumatore.
Mantova, 12 ottobre 2010
Prot. 547/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Associazione Animali Esotici, SIVAE, Ufficio Diritti Animali Comune di Milano: edizione italiana dell’International Rabbit Day 26 settembre Milano - www.aaeconigli.it
2) ANMVI: “Giornata di avviamento alla certificazione BPV” 8 ottobre Cremona – www.anmvi.it
3) Nutristar: Efficienza ruminale della vacca – Reggio Emilia 8 ottobre – www.nutristar.it
4) Università di Perugia: Corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane - 8 e 9 ottobre Perugia - Tel: 075-5857606
5) Istituto Veterinario Novara: “Linfoma nel cane: revisione della letteratura scientifica, 1990-2010” 9 ottobre Granozzo con Monticello (NO) info@istitutoveterinarionovara.it
6) Ussl 22 Reg. Veneto: “Sanità animale e sicurezza alimentare: un percorso comune di formazione ed innovazione orientato alla salute umana ed animale” 14-21-28/10; 4-12/11 Villafranca (VR) - sadami@ulss22.ven.it
7) Facoltà di Veterinaria Milano: "L'animale coterapeuta: Attività e Terapie Assistite" 15/10/2010 – 20/05/2011 Milano - www.unimi.it/studenti/corsiperf/43806.htm
8) GIMBE: LEA e Appropriatezza degli Interventi Sanitari 20-22 ottobre 2010 Bologna - www.gimbe.org
9) Circolo Veterinario Bolognese: Corso Introduttivo alla Medicina Comportamentale 23-24 ottobre e 27-28 novembre Bologna - www.cvbolognese.it
10) Alma: Seminario di medicina omeopatica per Veterinari – Bologna 23-24 ottobre 2010 – www.almaomeopatia.org
11) Azienda Sperimentale Vittorio Tadini: Corso base di podologia - Gariga di Podenzano (PC) 1-3 dicembre 2010 www.aziendatadini.it
12) Alma: Corso di medicina omeopatica – Milano, 31 ottobre 2010-13 marzo 2011 (1 domenica al mese) – www.almaomeopatia.org
13) Facoltà di Veterinaria Milano: corso di perfezionamento scientifico "Inseminazione artificiale e conservazione del seme nel cane" 18/01-23/02/2011 – www.unimi.it
Formazione a Distanza: sulla piattaforma di formazione - www.pviformazione.it - sono disponibili 2 percorsi inediti di sanità pubblica e sicurezza alimentare
Master a Pisa: il Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell’Università di Pisa ha bandito per l’anno 2010-2011 i seguenti Master:
“Bioetica animale”
"Fisiologia dello sport e fisioterapia veterinaria"
"Fisiologia dello sport e fisioterapia veterinaria applicata al cane"
“Scienze Comportamentali Equine”
"Istruzione cinofila"
"Attività e terapie coadiuvate con animali: l'operatore con il cane"
"Medicina comportamentale degli animali d'affezione"
"Etologia degli animali d'affezione"
E’ possibile iscriversi direttamente sul sito http://www.unipi.it/studenti/offerta/master/accesso/master010.htm_cvt.htm
Maggiori informazioni, quali il bando generale ed i bandi specifici di ogni master, oltre che il calendario, sono disponibili sul sito www.etovet.it
CORSI DELL’ORDINE
Si ricordano i corsi di aggiornamento organizzati dallo scrivente Ordine, per i quali ci sono ancora posti disponibili:
Corso di aggiornamento ECM
DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DEL TORACE NEI PICCOLI ANIMALI
presso Università di Mantova (Via Scarsellini, 2 – Mantova)
SABATO 2 OTTOBRE 2010 dalle 13.30 alle 18.30 e DOMENICA 3 OTTOBRE dalle 9 alle 18.30
Ora l’iscrizione è aperta a tutti i Veterinari, anche non iscritti all’Albo di MN
Per partecipare: inviare il modulo di iscrizione e pagare la quota di € 50,00 (che comprende l’utilizzo dell’aula informatica per la lezione interattiva, 3 coffee breaks, il pranzo a buffet della domenica, l’attestato ECM)
Crediti ECM richiesti
Incontro di aggiornamento non ECM (in collaborazione con SIVELP e MERIAL)
IL VETERINARIO E LE ISTITUZIONI: COSA FACCIO IN CASO DI CONTROLLI? Consigli pratici per risolvere i problemi derivanti da un accertamento. Diritti e doveri dei Veterinari nei confronti degli organi di controllo.
presso l’Ordine dei Commercialisti (Palazzo Alpi – Mantova)
DOMENICA 24 OTTOBRE 2010 dalle ore 9 alle 12.30
PER PARTECIPARE: inviare il modulo di iscrizione.
CORSO GRATUITO
Incontro di aggiornamento ECM (in collaborazione con PERFORMAT S.r.l.)
I TRUCCHI DEL MESTIERE. Suggerimenti pratici per evitare complicazioni
presso l’Ordine dei Commercialisti (Palazzo Alpi – Mantova)
VENERDI’ 19 NOVEMBRE dalle ore 20.15 alle 23 circa
PER PARTECIPARE: inviare il modulo di iscrizione. Solo Veterinari iscritti all’Albo di MN
CREDITI ECM RICHIESTI
Corso gratuito
I moduli di iscrizione, i programmi dei corsi e altre informazioni: sul nostro sito
www.ordineveterinarimantova.it cliccare su CORSI 2010
La Società Agricola Santagiulia di Orzinuovi (BS) cerca giovani veterinari per assunzione\collaborazione presso aziende suinicole nella provincia di Cremona. Inviare il proprio curriculum vitae a: inviacurriculum@santagiuliasrl.it
Da Newsletter FNOVI del 14/09/10
La Fnovi ha aderito all’iniziativa del Ministero e, per dare voce alla professione, ha predisposto un questionario sulle tematiche del farmaco - sia in generale che sull’uso in deroga; i risultati verranno raccolti, elaborati e comunicati al Ministero.
Il questionario, pubblicato sul sito della Federazione
http://www.fnovi.it/index.php?pagina=sondaggio-farmaco
lascia spazio al veterinario di rispondere, commentare e suggerire, argomento per argomento.
Ma se è fonte di soddisfazione l’impegno che traspare da parte di chi risponde al sondaggio, desta invece preoccupazione la partecipazione ancora stentata della categoria alla vita professionale per un tema che coinvolge tutti i veterinari, tutti i giorni in qualunque settore operino.
L’indagine si concluderà a fine novembre, data entro la quale è auspicio della Federazione che ogni veterinario diventi consapevole che indietro non si può tornare e che il tempo non si ferma. Si può solo modificare il futuro, per quanto ci è dato poter fare, nella consapevolezza che questo affonda le sue radici in ogni scelta e in ogni gesto del nostro oggi.
E' stato anche attivato l´indirizzo farmaco@fnovi.it al quale inviare quesiti relativi al farmaco veterinario: sarà cura della Federazione, tramite il gruppo di lavoro sul farmaco, rispondere nel minor tempo possibile.
Grazie per la collaborazione.
SCONTI AVIREX PER GLI ISCRITTI
Cionti S.r.l. ci fa sapere che a tutti gli iscritti all’Ordine offre uno sconto del 10% sugli acquisti effettuati presso il monomarca Avirex di Mantova, Piazza Erbe n. 23. Per ulteriori informazioni: 0376/325518
NUOVE COLLEGHE
Si sono iscritte all’Albo di MN le Dr.sse: Valentina Raffagnato di San Giorgio e Anna Basso di Volta Mantovana.
CANE SMARRITO
Morselli Nadia ci informa di aver smarrito domenica scorsa la propria cagnolina di razza Shitzu di ca. 1 anno a Formigosa nei pressi della ns. abitazione in via Riviera Mincio nr. 9.
LILLY (n. microchip 380260070030664)
Lo smarrimento è già stato segnalato ai vigili urbani di Mantova. Chiunque
l’abbia vista o possa dare qualunque informazione contatti: Alessia Zambreri
cell. 347 4730255 o Morselli Nadia tel. 0376/302179
FISCO / SENTENZE
MUORE IL CANE, NON E’ DANNO MORALE
Da Notizie ANMVI 14-09-2010
La morte di un animale d'affezione per colpa del veterinario non configura la lesione di un diritto inviolabile della persona e quindi la legge non prevede il risarcimento del danno morale patito dal padrone.
È il principio stabilito dalla Cassazione 3 anni fa in una causa per il decesso di un cavallo richiamato ora dal giudice civile nel rigettare la richiesta di danni morali avanzata dalla proprietaria di una cagna morta dissanguata per un concorso di colpa tra 2 veterinari.
La vicenda giudiziaria, su cui si sono spesi anche dei periti per svolgere una consulenza medico-legale, ha origine dal decesso di Maya, una siberian husky di 9 anni operata l'11 marzo 2003 per un tumore alla mammella.
La Cassazione ha ritenuto che la perdita non è riconducibile sotto una fattispecie di un danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente protetta. La parte che domanda la tutela di tale danno ha l'onere della prova e non è sufficiente il generico riferimento alla perdita delle qualità della vita.
CAVALLO NEL MIRINO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Da Notizie ANMVI 24-09-2010
Il Fisco continua a considerare gli animali una fonte di gettito e a penalizzarne il possesso. In questi giorni, infatti, i veterinari della Società Italiana Veterinari per Equini sono stati raggiunti da segnalazioni di proprietari di cavalli, soprattutto piemontesi, sui quali il Fisco sta conducendo accertamenti fiscali.
In una lettera inviata ai Ministri Tremonti e Galan e al Sottosegretario Francesca Martini, l'ANMVI e la SIVE parlano di "sconfitta per la tutela degli equidi" e chiedono che il cavallo sia tolto dagli indicatori nel nuovo redditometro in preparazione all'Agenzia delle Entrate.
Il redditometro,
strumento caro all'Agenzia delle Entrate per verificare le discrepanze fra
reddito dichiarato e tenore di vita, considera il cavallo, al pari di uno yacht,
fra gli "elementi denotanti una capacità contributiva significativamente
superiore a quella espressa dai detti redditi dichiarati".
Questo vale, indifferentemente, per i cavalli mantenuti in proprio e per quelli
in pensione, e senza tenere in nessuna considerazione la differenza fra il
cavallo da reddito e il cavallo che svolge una funzione socialmente rilevante
quando è d'affezione o da riabilitazione (ippoterapia).
E questo vale anche per il veterinario contribuente, spesso possessore di
cavalli che non fanno gare, non sono destinati alla macellazione, non producono
alcun reddito, semmai richiedono assistenza e cure per le quali si rinuncia ad
altre spese, mettendo al primo posto il bene del cavallo.
"Sarebbe come misurare il reddito in base al numero di figli- dichiara il Presidente della SIVE Marco Livini- che confida in un ripensamento dell'Agenzia delle Entrate durante l'elaborazione del nuovo redditometro in base al Dl 78 del 2010.
Il Presidente
della SIVE fa l'esempio dei cavalli sieropositivi all'anemia infettiva equina-
tutelati nel loro benessere da un'ordinanza entrata in vigore proprio il 16
settembre e che denota l'importanza che il Ministero della Salute attribuisce
alla salvaguardia del benessere animale.
"Considerare il cavallo un indicatore di reddito- aggiunge la SIVE- disincentiva
il possesso del cavallo, rischia di incoraggiare l'abbattimento e depotenzia gli
sforzi dell'Europa e dell'Italia per la creazione di una anagrafe equina basata
sull'identificazione certa del cavallo.
Un'altra critica al redditometro è che porta il Fisco a condurre verifiche inique, perché non si conosce nella sua esattezza il patrimonio equino nazionale. Non a caso l'ISTAT da ottobre farà partire un censimento per stimare la consistenza zootecnica delle imprese agricole: dato che l'anagrafe equina italiana non è completa e i cavalli registrati e presenti nella Banca Dati gestita dall'Unire non sono aggiornati alla totalità della popolazione equina, il Fisco si rivolge paradossalmente solo ai proprietari in regola.
In questo modo- fa notare la SIVE- si finisce per colpire proprio quei proprietari che hanno rispettato la legge e identificato il proprio animale come richiesto dall'Europa e dalle norme di sanità e prevenzione veterinaria nazionali. Con la svalutazione del cavallo a indicatore di reddito, se ne vanno in fumo anche le strategie di rilancio dell'ippica nazionale e dell'equitazione, un settore in crisi irreversibile se non verrà rimesso al centro delle manifestazioni il rapporto secolare che l'uomo ha con il cavallo e l'importanza di assicurare detenzione, cure e assistenza adeguate agli equidi.
POSSO PORTARE IL CANE IN BICI, IN MOTO, IN AUTO,?
Da Professione Veterinaria n. 29/settembre-2010
Sui motocicli e sui ciclomotori a 2 ruote è consentito il trasporto di animali purché custoditi in apposita gabbia o contenitore; in questi casi gli animali devono essere solidamente assicurati, non devono sporgere lateralmente rispetto all’asse dei veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i 50 cm e non devono impedire o limitare la visibilità al conducente (art. 170 Codice della strada: sanzione amministrativa da 74 a 299 euro).
Trasportare un animale in bicicletta è possibile, ma bisogna seguire le stesse regole che valgono per ciclomotori e motocicli. Ai ciclisti invece è vietato condurre animali: la bicicletta non è un veicolo a trazione animale e l’animale in questo caso non è da tiro, insomma non è prevista dal Codice la “passeggiata” in bici con cane al guinzaglio; in questo caso le sanzioni variano a cseconda dei diversi fattori di violazione.
E in auto? In tutti i veicoli il conducende deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati dal Regolamento di polizia veterinaria, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a 1 e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. E’ consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. (art. 169: sanzioni da 78 a 311 €)
DIPENDENTE E LIBERO PROFESSIONISTA? IL FISCO SI ACCERTA
Da Notizie ANMVI 22-09-2010
Il professionista svolge sia attività autonoma che di lavoro dipendente? Se non riesce a provare una riduzione del reddito imponibile nella sfera libero professionale, per maggiore impegno temporale come lavoratore dipendente, è soggetto ad accertamento con i parametri presuntivi degli studi di settore.
In altre parole, per non ricadere negli studi di settore, il professionista con "doppio lavoro" deve dimostrare (orari e impegno temporale delle prestazioni) che la condizione di dipendente non gli consente lo stesso arco temporale per svolgere l'attività di lavoro autonomo che è a disposizione dei suoi colleghi autonomi. Se la dimostrazione non è possibile si applicano gli standard presuntivi degli studi di settore.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19957 del 21 settembre 2010, ha respinto il ricorso di un ingegnere che aveva impugnato un accertamento basato sugli studi di settore, dal momento che, aveva spiegato, la sua attività autonoma era limitata dal suo impiego come insegnante. Il professionista non aveva voluto aderire al contradditorio con l'amministrazione finanziaria e non aveva spiegato dettagliatamente quanto tempo dedicava a quello di docente e a quello di ingegnere libero professionista.
Per la Cassazione dunque è il professionista a dover dimostrare di guadagnare meno dall'attività libero professionale in forza di limitazioni temporali dovute all'occupazione come dipendente. E se non lo fa o non si rivela convincente, il Fisco è legittimato a procedere all'accertamento in base agli studi di settore.
ENPAV
INVIO MODELLO 1
Come ogni anno, avrete ricevuto da parte dell’ENPAV il Modello 1/2010, opportunamente personalizzato, che dovrà obbligatoriamente essere compilato ed inviato entro il 31 ottobre 2010
- per via telematica, accedendo all’apposita funzione disponibile nell’Area Iscritti del sito www.enpav.it
- oppure per raccomandata semplice: ENPAV – c/o Banca Popolare di Sondrio – Ufficio Tesorerie Enti – Piazza Garibaldi, 16 – 23100 Sondrio (sul fronte della busta indicare il codice meccanografico Enpav riportato nella parte precompilata del Mod. 1)
Sulla base dei dati comunicati, l’ENPAV determinerà gli eventuali contributi eccedenti dovuti che dovranno essere versati entro il 28 febbraio 2011, ossia: contributo soggettivo: 10% del reddito autonomo professionale fino a € 35.950; 3% oltre; contributo integrativo: 2% del volume d’affari Iva o dei compensi da collaborazione. L’ENPAV invierà a tal fine i bollettini Mav bancari.
Nel caso di invio telematico del Mod. 1, i bollettini di pagamento saranno generati automaticamente dal sistema ed immediatamente disponibili, in formato PDF, nell’Area Iscritti del sito www.enpav.it
Insieme al Mod. 1, l’ENPAV ha inviato il Modello 2: questo è facoltativo e va inviato contestualmente al Mod. 1 (sempre entro il 31/10/10) se si intende aderire alla pensione modulare, recentemente istituita; si tratta di una pensione aggiuntiva che permette di incrementare la pensione base versando una quota, scelta dal Veterinario, da applicare al reddito professionale dichiarato (dal 2 al 14%). Tale contributo dovrà essere versato entro il 30 settembre successivo all’anno di dichiarazione, con un bollettino di pagamento Mav.
La contribuzione versata ai fini della pensione modulare è totalmente deducibile. La pensione modulare sarà corrisposta contestualmente alla pensione base, previo versamento di almeno 5 annualità.
PICCOLI ANIMALI
PREALLARME RABBIA IN LOMBARDIA
Da “Corriere della Sera” 21/09/10
I servizi di prevenzione veterinaria della Regione Lombardia sono in stato di allerta. Non è ancora scattato l’obbligo di vaccinare cani, gatti e cavalli, ma è in corso un monitoraggio “passivo” su tutti gli animali trovati morti e “attivo” sui cani morsicatori.
Dopo 13 anni di assenza dal nostro Paese, la rabbia è ricomparsa alla fine del 2008 in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli, dove nei primi 6 mesi di quest’anno sono già stati segnalati 200 casi di infezione in animali selvatici e domestici. E nel Triveneto, non a caso, l’antirabbica è tornata ad essere un obbligo x gli animali domestici; e per chi sceglie questa regione per la vacanza con cane e gatto. Il dr. Piero Frazzi, da qualche mese responsabile dell’Unità Operativa veterinaria della Regione, tranquillizza “Per ora la nostra allerta non deve tradursi in allarme”.
I cani vaccinati con antirabbica vengono segnalati alla Regione, contribuendo così ad implementare il monitoraggio; una volta all’anno, poi occorre fare il richiamo. Mauro Cervia, veterinario e presidente di “Amoglianimali” spiega “La realtà è che c’è un continuo movimento di animali oltre che di uomini tra paesi dell’Est e l’Italia”.
Attenzione, perché abbia efficacia, la vaccinazione deve essere fatta 21 giorni prima di portare il proprio cane in zone a rischio.
RANDAGISMO: COMPETENZE E RESPONSABILITÀ
COMPITI DELLO STATO:
_ Ripartizione annuale del fondo istituito per garantire l’attuazione della Legge 281/91.
_ Attivazione dell’anagrafe canina nazionale e gestione del sistema informatico.
_ Promozione di programmi di informazione ed educazione per favorire il rispetto degli animali e la tutela del loro benessere nonché l’utilizzazione degli animali da compagnia nella pet therapy.
_ Individuazione dei criteri ed emanazione di linee guida per la programmazione dei corsi di formazione per i proprietari di cani.
_ Registrazione dei produttori e distributori di microchip, attribuzione agli stessi delle serie numeriche dei codici identificativi elettronici e aggiornamento del relativo elenco nazionale.
COMPITI DELLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME:
_ Emanazione di leggi e regolamenti applicativi delle norme nazionali.
_ Istituzione dell’anagrafe canina regionale, interoperativa con quella nazionale.
_ Individuazione dei criteri per il risanamento dei canili e la costruzione dei rifugi per cani.
_ Ripartizione dei contributi statali fra gli enti locali.
_ Realizzazione di un programma di prevenzione del randagismo che preveda sia informazione ed educazione nelle scuole, che formazione ed aggiornamento del personale delle Regioni, degli Enti locali delle ASL che operano in questo ambito.
_ Promozione di iniziative mirate all’accoglienza temporanea di cani e gatti presso strutture di villeggiatura turistica.
_ Promozione delle attività di pet therapy.
_ Indennizzo agli imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani selvatici o inselvatichiti, accertate dal Servizio Veterinario dell’ASL.
_ Rilascio dell'autorizzazione (ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 08/02/1954, n. 320) per le attività commerciali con animali, di allevamento, addestramento e custodia.
_ Regolamento dei cimiteri per gli animali da compagnia.
COMPITI DEI COMUNI (SINDACO):
- Attuazione di piani di controllo delle nascite di cani e di gatti.
_ Risanamento dei canili comunali e costruzione di rifugi per cani.
_ Gestione dei canili e gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati.
_ Organizzazione, congiuntamente alle ASL, di percorsi formativi per i proprietari di cani con conseguente rilascio di specifica attestazione denominata “patentino”, anche in collaborazione con gli Ordini professionali dei veterinari, le facoltà di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie, quelle di protezione degli animali e gli educatori cinofili.
_ Individuazione, in collaborazione con i servizi veterinari, dei proprietari di cani soggetti all’obbligo di svolgimento dei percorsi formativi.
_ Identificazione e registrazione in anagrafe canina, tramite il Servizio Veterinario pubblico, dei cani rinvenuti sul territorio e di quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture di ricovero convenzionate.
_ Dotazione alla Polizia locale, di almeno un dispositivo di lettura di microchip iso-compatibile.
_ In caso di avvelenamento di un animale di specie domestica o selvatica, il sindaco deve: impartire immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine in collaborazione con le altre Autorità competenti; provvedere, entro 48 ore dall’accertamento della violazione, ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata dall’avvelenamento; far segnalare con apposita cartellonistica, l’area di pericolo; predisporre e intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.
COMPITI DEL SERVIZIO VETERINARIO DELL’ASL:
_ Vigilanza e controllo dello stato sanitario di canili, gattili e rifugi.
_ Identificazione e contestuale registrazione dei cani in anagrafe canina e verifica della presenza del microchip.
_ Sterilizzazione dei randagi e dei cani ospitati nei canili.
_ Vigilanza e ispezione dei locali e delle attrezzature utilizzate per attività di commercio, allevamento, addestramento e custodia degli animali d’affezione.
_ Organizzazione, d’intesa con i Comuni, dei percorsi formativi previsti per i proprietari di cani.
_ Attivazione, a seguito di morsicature o aggressioni, di un percorso mirato all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
_ Individuazione, in caso di rilevazione di elevato rischio di aggressività, delle misure di prevenzione ivi inclusa la necessità di un intervento terapeutico da parte di veterinari esperti in comportamento animale.
_ Tenuta ed aggiornamento del registro dei cani a rischio elevato di aggressività.
_ Invio all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) competente per territorio, delle spoglie degli animali domestici o selvatici, deceduti per sospetto avvelenamento, e di ogni altro campione utile ai fini della conferma diagnostica.
COMPITI E OBBLIGHI DEL VETERINARIO LIBERO PROFESSIONISTA:
_ Verifica della presenza dell'identificativo elettronico (microchip).
_ Informazione al proprietario o detentore degli obblighi di legge, in caso di assenza o illeggibilità del codice identificativo.
_ Identificazione degli animali mediante applicazione di microchip e contestuale registrazione in anagrafe canina regionale, se abilitato ad accedervi.
_ Informazione ai proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi.
_ Segnalazione ai Servizi Veterinari dell’ASL, della presenza, tra i loro assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale.
_ Rispetto del divieto di effettuare interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane se non finalizzati a scopi curativi;
_ estirpazione delle unghie.
_ Rilascio di apposito certificato medicolegale attestante le finalità curative degli interventi chirurgici effettuati su corde vocali, orecchie e coda.
_ Segnalazione al Sindaco e al Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio in caso di diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica.
_ In caso di decesso di un animale per sospetto avvelenamento, invio delle spoglie e ogni altro campione utile, con relativo referto anamnestico, all’I.Z.S. per il tramite del Servizio Veterinario dell’ASL.
Sul sito http://www.salute.gov.it, trovate l’opuscolo informativo: Norme nazionali sulla tutela degli animali d'affezione e lotta al randagismo: cliccando su Strumenti: opuscoli e poster, poi “Cani, gatti e …” ed infine cliccare sul nome dell’opuscolo, che si prefigge l’obiettivo di rendere facilmente individuabili i compiti e le responsabilità che la normativa vigente attribuisce a ciascuna istituzione pubblica nonché di chiarire in maniera semplice e schematica i doveri che competono ai proprietari e detentori degli animali d’affezione.
GRANDI ANIMALI
Da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 28/2010
Le probabilità che gli uccelli migratori diffondano rapidamente l'influenza aviaria su immense distanze sono piuttosto basse. Queste le conclusioni di una nuova ricerca, pubblicate sul Journal of Applied Ecology.
Il ceppo di influenza H5N1 è in circolazione tra uccelli sia selvatici che domestici da diversi anni. Gli esperti di salute pubblica stanno seguendo da vicino la diffusione della malattia che ha infettato anche oltre 500 persone a partire dal 2003, 300 delle quali sono morte.
Gli uccelli migratori sono spesso stati ritenuti responsabili della diffusione della malattia in tutto il mondo. Alcune specie di anantra, oca e cigno sono spesso additate come i principali colpevoli, poiché possono essere infettate e trasmettere il virus senza sviluppare alcun sintomo.
"I potenziali rischi per gli esseri umani hanno provocato un grande interesse dai parte dei media che spesso hanno parlato in particolare degli uccelli migratori, il che ha destato le preoccupazioni del pubblico che è arrivato a suggerire l'eliminazione di massa degli uccelli selvatici," ricorda l'autore principale dell'articolo, il dott. Nicolas Gaidet del CIRAD (Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le dévelopment) in Francia. "Il rischio reale che la H5N1 si diffonda attraverso gli uccelli migratori però dipende dal fatto che i soggetti infetti siano in grado di intraprendere azioni di migrazione e di diffondere il virus e dalle distanze che tali soggetti sarebbero in grado di percorrere. La nostra ricerca ha dato una risposta a questi interrogativi analizzando l'infezione e i percorsi e i tempi di migrazione di molte specie di uccelli."
Il dott. Gaidet e il suo team hanno esaminato la pubblicazioni scientifiche cercando informazioni sulla durata dell'infezione asintomatica nelle principali specie di uccelli selvatici. Hanno inoltre attaccato piccolissimi trasmettitori satellitari a oltre 200 uccelli appartenenti a 19 specie, tra cui il germano reale, l'oca indiana e il cigno selvatico, sospettate di trasmettere il virus su grandi distanze durante la migrazione. Questo metodo ha dato al team informazioni senza precendenti sulla migrazione degli uccelli.
I ricercatori hanno scoperto che, in teoria, gli uccelli migratori potrebbero veramente diffondere il virus H5N1 su distanze effettivamente enormi; alcune specie possono viaggiare per quasi 3000 Km entro limiti di tempo compatibili con la durata della fase asintomatica dell'infezione. In realtà però le probabilità che ciò avvenga sono bassissime. Le etichette satellitari hanno mostrato che gli uccelli tendono a non completare la migrazione in una volta sola. Spezzano invece il viaggio in pochi lunghi voli della durata compresa tra 1 e 4 giorni. Tra un viaggio e l'altro, si riposano in luoghi di sosta. Questi periodi di sosta di solito durano più a lungo della fase dell'infezione.
Come sottolinea il team, questo non permette agli uccelli di diffondere il virus durante diversi spostamenti, consecutivi ma ininterrotti, su lunghe distanze . "La diffusione intercontinentale del virus potrebbe quindi richiedere probabilmente una trasmissione a staffetta tra una serie di uccelli migratori infettatisi successivamente," scrivono i ricercatori. Concludono che: "La probabilità che … il virus sia diffuso su lunghe distanze da singoli uccelli selvatici è bassa: riteniamo che per ogni singolo uccello migratorio ci siano, in media, solo 5-15 giorni l'anno durante i quali l'infezione potrebbe causare la diffusione del virus HPAI [highly pathogenic avian influenza] H5Na per oltre 500 km." Aggiungono inoltre che per diffondere la malattia, gli uccelli devono rimanere asintomatici; è improbabile che un'uccello che presenta i sintomi dell'influenza possa migrare e, se intraprende il viaggio, probabilmente non riuscirà a percorrere le stesse distanze di un uccello sano.
Questi risultati hanno conseguenze
per la nostra conoscenza sulla diffusione di altre malattie, tra cui il virus
del Nilo occidentale, di malattie batteriche come la salmonellosi e il morbo di
Lyme che ha origine batterica.
Per maggiori informazioni, visitare:
http://www.journalofappliedecology.org
BENESSERE DEI BOVINI, NUOVO REGOLAMENTO UE
Da Notizie ANMVI 17-09-2010
Con il Regolamento europeo 817/2010 pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, la Commissione Europea afferma chiaramente che una violazione delle disposizioni sul benessere degli animali non comporta una "riduzione", ma la "perdita" della restituzione all'esportazione relativa al numero di animali per i quali non sono state rispettate le condizioni di benessere.
La restituzione è persa per gli animali per i quali non sono state rispettate le regole sul benessere, indipendentemente dalle effettive condizioni fisiche degli animali. Se l'inosservanza consegue dalla totale inadempienza delle norme in materia di benessere degli animali, è prevista la perdita integrale della restituzione.
Il pagamento è subordinato al rispetto, durante il trasporto degli animali fino al primo luogo di scarico nel paese terzo di destinazione finale, degli articoli da 3 a 9 del regolamento (CE) n. 1/2005 e degli allegati in esso menzionati nonché del regolamento 817/2010.
La Commissione Europea ha previsto l'esecuzione di "controlli obbligatori al punto di uscita dal territorio doganale della Comunità e dopo aver lasciato il territorio doganale della Comunità qualora vi sia un cambiamento di mezzo di trasporto nonché nel luogo di primo scarico nel paese terzo di destinazione finale". Poiché la valutazione delle condizioni fisiche e dello stato di salute degli animali richiede una competenza ed un'esperienza specifiche, il Regolamento 817/2010 considera "necessario che i controlli siano effettuati da un veterinario".
I controlli nei paesi terzi sono resi obbligatori e vengono effettuati da agenzie degli Stati membri o da società internazionali di controllo e di sorveglianza riconosciute e controllate dagli Stati membri conformemente al regolamento (CE) n. 612/2009
ACQUACOLTURA
Fonte Gazzetta di Mantova - 09/09 (S.I.Ve.M.P. OnLine del 13.9.2010)
Il pesce dei laghi di Mantova non è particolarmente inquinato,
o comunque non più di quello delle altre acque dolci d'Europa. Tuttavia, per
precauzione, è meglio che i sindaci (di Mantova e di Curtatone) non revochino le
ordinanze che vietano la vendita e il consumo alimentare del pesce pescato dai
laghi. Sono le conclusioni alle quali l'Asl è giunta dopo avere completato un
nuovo monitoraggio sulle concentrazioni di alcune sostanze chimiche su un
campione di pescato. I tecnici del Dipartimento di prevenzione veterinaria e del
Servizio d'igiene e sanità pubblica hanno cercato alcune sostanze precise:
diossine, furani, policloribifenili (in sigla Pcb). Nella lista hanno inserito
anche 4 metalli pesanti: piombo, cadmio, cromo, mercurio. Due i livelli
d'allarme considerati: quello previsto da un regolamento europeo e quello
contenuto una raccomandazione dell'Unione. Più importante il primo: al di sopra
di questo (stiamo parlando di quattro picogrammi, cioè miliardesimi di grammo,
di diossine o furani per grammo di pesce, e di otto picogrammi di diossina,
furani e Pcb messi assieme sempre per grammo di pesce) il pesce dei laghi non si
può mangiare. Il secondo livello (tre picogrammi per grammo di pesce) va preso
invece come soglia di attenzione. 81 i pesci pescati e inviati all'I.Z.S. per le
analisi. 40 provenivano dal lago Inferiore e 41 dal Superiore. Tra le specie
pescate il siluro, il persico reale, il persico trota, l'aspio e il luccio
(tutti predatori), e poi il gardon, la carpa, il carassio, l'abramide la blicca
e il persico sole (onnivori-erbivori). «E questa volta la ricerca è avvenuta su
un campione stabilito in partenza» spiega il Loris Zaghini, direttore del
Dipartimento di prevenzione veterinaria. La pesca è avvenuta nello scorso
ottobre. Ebbene, nessuno degli 81 pesci presi a campione risulta superare la
soglia massima: a fronte degli 8 picogrammi di riferimento per la somma delle
sostanze considerate, la media è stata di 1,41, solo in un caso un pesce che
aveva un valore di 7,8.
Non solo: la seconda soglia di attenzione è stata superata solo in quattro casi:
si tratta di un siluro pescato nel lago Superiore e di un siluro, una carpa e un
esemplare di abramide presi dal lago Inferiore. Anche i livelli dei metalli
pesanti sono risultati minimi.
«L'analisi ha mostrato un miglioramento del grado di contaminazione della fauna
ittica. Uguali se non inferiori a molte altre acque europee - commenta Massimo
Arvati, direttore del dipartimento di prevenzione medica - insomma, se uno
mangia un pesce del lago non succede niente. Ma se continua a farlo, nel tempo
la tossicità presente nel pesce si accumula nel suo organismo. Per precauzione,
dunque, e anche perché i livelli di contaminazione dei pesci possono variare nel
corso dell'anno, meglio se le ordinanze adottate dagli anni Ottanta restino in
vigore».
Da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 28/2010
Scienziati finanziati dall'Unione Europea hanno scoperto che i salmoni allevati in acque a 16°C per accelerarne la crescita mostrano deformità ossee. La scoperta fa parte del progetto FINE FISH ("Reduction of malformations in farmed fish species"), che ha ricevuto 3,02 milioni di euro attraverso l'attività per le piccole e medie imprese (PMI).
I risultati dello studio sono stati di recente pubblicati nella rivista BMC (BioMed Central) Physiology.
Le deformità vertebrali, riscontrate relativamente spesso negli allevamenti ad alta intensità, rappresentano una sfida importante per il settore dell'acquacoltura per quanto riguarda la salute e la produttività ittica. Purtroppo mancano però informazioni sui meccanismi molecolari sottostanti coinvolti nelle deformità ossee dei pesci e di altri animali d'allevamento che potrebbero contribuire a risolvere questo problema.
Il team coinvolto nello studio, composto da 4 scienziati del Cile e della Norvegia, aveva l'obiettivo di allargare la base di conoscenze studiando il metabolismo e la patogenesi ossea della fusione vertebrale nel salmone atlantico (Salmo salar). I ricercatori hanno allevato 400 salmoni in vasche con acqua alla temperatura di 10°C e altri 400 a 16°C. Gli allevatori di salmoni spesso promuovono la crescita dei pesci innalzando la temperatura dell'acqua. Le due vasche sono state osservate per un periodo di tempo per documentare eventuali differenze dovute alla diverse temperature. Lo studio ha mostrato che la produzione di osso e di cartilagine vengono alterate quando si cerca di promuovere la crescita innalzando la temperatura dell'acqua Ciò ha prodotto un aumento delle deformità nel il gruppo di pesci allevati nella vasca a 16°C. Questi ultimi in effetti crescevano più velocemente, ma nel 28% dei casi mostravano segni di qualche deformità scheletrica, contro l'8% dei pesci allevati nella vasca più fredda.
Il co-autore dello studio, il dottor Harald Takle dell'Università norvegese di scienze della vita e dell'AVS Chile, ha spiegato: "I risultati mostrano come la temperatura, che induce una rapida creascita degli animali, influenzi fortemente la trascrizione genica negli osteoblasti e nei condrociti, portando a importanti cambiamenti della struttura e nella composizione dei tessuti".
I ricercatori hanno condotto ulteriori studi specifici sul salmone con anomalie vertebrali e hanno scoperto che il processo deformante coinvolge la regolazione molecolare e i cambiamenti cellulari in maniera simile a quella riscontrata nella degenerazione del disco intravertebrale dei mammiferi.
Le scoperte vanno ad aggiungere alla già enorme mole di lavoro svolto nell'ambito del progetto FINE FISH.
11 dei 20 partner che si sono dedicati al FINE FISH erano PMI.
Sul sito web del progetto sono disponibili vari strumenti, tra cui i manuali FINE FISH di diagnostica per le singole specie (orate, merluzzi, trote e salmoni) e materiale usato in una serie di corsi di formazione. Uno dei prodotti chiave sviluppati nell'ambito del progetto è il manuale "Control of Malformations in Fish Aquaculture: Science and Practice".
Secondo le stime del FEAP nell'Unione europea ogni anno vengono allevate 650.000 tonnellate di pesce (contro le 60.000 tonnellate nel 1970). La produzione complessiva in Europa ammonta a oltre 1,6 milioni di tonnnellate. La Norvegia è uno dei maggiori rappresentanti dell'acquacoltura europea con oltre 860.000 di tonnellate di salmoni e trote prodotte ogni anno.
Le vasche incubatrici producono uova
fertilizzate, larve, pesci giovani e piccoli che rappresentano un prezioso
materiale di partenza per la maggior parte degli allevatori ittici europei.
Per maggiori informazioni:
http://www.finefish.info/finefish;
http://www.biomedcentral.com/bmcphysiol;
http://www.feap.info/feap;
http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=964&Itemid=1
API
ALIMENTI
S.I.Ve.M.P. OnLine del 24.9.2010
Negli ultimi giorni si sono verificate in alcune aree del
Piemonte intossicazioni alimentari da biotossine in cozze, nei confronti delle
quali l’Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità regionale ha fornito le
informazioni del caso, attraverso i Servizi del Dipartimento di Prevenzione
delle ASL.
Il consumo di molluschi bivalvi è considerato uno dei principali responsabili
della trasmissione all’uomo di diverse malattie di origine batterica e virale,
nonchè intossicazioni da biotossine algali, anche a causa della frequente
abitudine di consumarli poco cotti o addirittura crudi. Negli Stati Uniti sono
la causa di circa il 10% di tutte le tossinfezioni; è noto, inoltre, che sono
stati all'origine di molte epidemie avvenute in diverse parti del mondo. Da un
punto di vista epidemiologico, va ricordata anche la trasmissione dell'epatite
di tipo A, determinata sempre dal consumo dei molluschi bivalvi, crudi o poco
cotti.
Si registra un ampliamento della diffusione della contaminazione di alghe
produttrici di tossine verso nuove aree acquatiche prima incontaminate; ciò è
dovuto, molto probabilmente, all'eutrofizzazione delle acque costiere, al flusso
commerciale internazionale dei molluschi che vengono posti in zone di
stabulazione, oppure veicolati dal traffico navale (acque di zavorra).
La biotossina causa della tossinfezione di questi giorni sembrano essere le
Diarrethic Shellfi sh Poisoning (DSP): appartengono a questa categoria l’acido
okadaico (OA) e suoi derivati chiamati dinophysitossine (DTXs). Hanno una
diffusione cosmopolita. La biointossicazione DSP è stata recentemente (1978)
differenziata, sia per sintomatologia che per eziologia, dalle sindromi PSP ed
NSP.
Quali sono i sintomi dell’intossicazione alimentare? nausea, vomito e diarrea. A
differenza della PSP, non si segnalano casi di decessi; l'evoluzione di questa
intossicazione è sempre positiva.
Quali sono gli alimenti a rischio? I molluschi bivalvi (cozze, mitili, vongole,
ostriche…), in quanto organismi filtratori, sono gli alimenti più a rischio,
quando provengono da acque con fioriture algali in atto.
Quali comportamenti alimentari posso causare un’intossicazione da biotossine
algali? Consumare molluschi bivalvi (crudi o cotti), provenienti da aree non
controllate per presenza di biotossine algali. Le biotossine, inoltre, non
vengono distrutte dal calore e quindi la cottura dei molluschi non riduce il
rischio di avvelenamento da questa sostanza.
Come si deve comportare il consumatore? Acquistare prodotti alimentari di
provenienza controllata e nel caso di dubbi rivolgersi ai Servizi del
Dipartimento di Prevenzione delle ASL.
VARIE
Da Notizie ANMVI 20-09-2010
Il Piano di sorveglianza e controllo per l'anemia infettiva degli equidi, in vigore dal 19 settembre, rende obbligatoria l'esecuzione di controlli sierologici almeno una volta ogni 24 mesi per l'anemia infettiva degli equidi su tutti gli equidi stanziali di eta' superiore a 6 mesi, ad esclusione dei capi allevati unicamente per essere destinati alla macellazione, ai fini del consumo alimentare, purche' non conviventi con equidi non allevati per fini alimentari.
E' vietato movimentare gli equidi non sottoposti ai controlli previsti dal Piano (Gazzetta Ufficiale del 18/09/2010, n. 219).
In funzione della situazione epidemiologica e dell'analisi del rischio le regioni e le province autonome possono chiedere al Ministero della salute di essere autorizzate ad eseguire controlli con una periodicita' diversa, ad eccezione delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria, dove la periodicita' dei controlli e' annuale. Annuale la periodicità negli allevamenti di tutto il territorio nazionale in cui sono allevati anche muli. Il rischio maggiore di infezione riguarda attualmente determinate tipologie di allevamento, in particolare quelle dove vi è coesistenza con muli.
Ruolo dei proprietari: I proprietari o i detentori degli equidi rendono disponibili ai servizi veterinari gli equidi da sottoporre a controllo, provvedendo al loro contenimento anche nel caso in cui gli stessi siano tenuti allo stato brado.
Identificazione: Qualora, in occasione delle operazioni di prelievo per l'esecuzione dei controlli sierologici siano rinvenuti equidi non ancora identificati, il proprietario o il detentore delegato ne richiede, entro 15 giorni la regolarizzazione. L' UNIRE, le Associazioni nazionali allevatori di specie e di razza (ANA) e le Associazioni provinciali allevatori (APA) sono tenute a garantire almeno l'identificazione provvisoria degli animali non oltre 15 giorni dall'invio della richiesta da parte del proprietario o detentore degli animali.
Prelievi, riscontri negativi e positività: I prelievi per la diagnosi dell'anemia infettiva sono effettuati a cura dei servizi veterinari delle ASL territorialmente competenti o da veterinari formalmente incaricati dell'esecuzione dei prelievi dai medesimi servizi, secondo le modalita' indicate dalle regioni o province autonome.
Al fine di contribuire al sistema di sorveglianza epidemiologica, il veterinario, anche libero professionista, che abbia motivi clinici di sospettare la presenza della malattia, effettua il campionamento e contestualmente informa il servizio veterinario dell'azienda unita' sanitaria locale.
I campioni sono inviati agli Istituti
zoo profilattici sperimentali competenti per territorio accompagnati dalla
scheda di prelievo (All'allegato A) per l'esecuzione degli esami diagnostici. I
costi del campionamento, comprese le prove diagnostiche, sono a carico del
proprietario o del detentore dell'equide.
I servizi veterinari delle ASL competenti per territorio sono tenuti alla
registrazione degli esiti e delle date delle prove diagnostiche. In caso di
riscontro di positivita', il campione e' inviato per la conferma diagnostica al
Centro di referenza accompagnato dalla scheda (All'allegato B) che rilascia il
referto analitico di conferma entro e non oltre 8 giorni dal ricevimento del
campione. I servizi veterinari provvedono alla registrazione nel Sistema
Informativo Malattie Animali Nazionale (SIMAN) delle informazioni previste dalla
direttiva 82/894/CE, come modificata dalla decisione 2008/650/CE. Gli esiti
delle analisi devono essere comunicati tempestivamente anche al proprietario o
al detentore dell'equide.
Equidi sieropositivi: sono sottoposti ad isolamento e sequestro in sedi e ricoveri compatibili con le esigenze etologiche degli equidi, permettendo la presenza nella stessa area di piu' soggetti positivi, anche di proprieta' di terzi, purche' situati a distanza dagli animali sani recettivi nonche' sottoposti a vigilanza veterinaria, secondo le misure di biosicurezza specificate nell'Allegato C dell'ordinanza.
Per consentire la convivenza di piu' equidi sieropositivi in uno stesso luogo nel rispetto delle esigenze etologiche della specie, le regioni consentono a enti locali, ad associazioni riconosciute per la protezione degli animali e a privati cittadini di individuare e gestire idonee aree attrezzate per il mantenimento degli equidi sieropositivi secondo le condizioni indicate all'Allegato C dell'Ordinanza. La movimentazione degli animali sieropositivi e' consentita esclusivamente per motivi legati alla tutela della loro salute e benessere, e può avvenire solo dopo la comunicazione al servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale di partenza e di destinazione.
Per gli equidi sieropositivi il modello 4 deve essere correttamente compilato, recando l'attestazione sanitaria e la firma del veterinario ufficiale.
Dal 1° gennaio 2008 fino al 31 dicembre 2009 sono stati notificati alla Commissione Europea 447 focolai di anemia infettiva equina distribuiti sull'intero territorio nazionale.
Da Newsletter FNOVI 14/09/10
Nel corso del Comitato Veterinario Permanente (Standing Commitee on the Food Chain and Animal Health) tenutosi a Bruxelles il 7-8 settembre scorso è stato approvato all'unanimità' dalla Commissione europea e dagli Stati Membri il piano italiano di controllo della rabbia silvestre nel Nord est Italia per l'anno 2010 (documento SANCO/11396/2010 Rev. 5)”.
Lo rende noto il Ministero della Salute, precisando che “l'Unione europea finanzierà per un importo pari 2.300.000 euro l'acquisto dei vaccini necessari alla immunizzazione delle volpi attualmente colpite dalla malattia nonché dei mezzi aerei necessari alla distribuzione delle esche vaccinali su tutto il territorio delle province autonome di Trento, Bolzano, della Regione Friuli Venezia Giulia e di gran parte della Regione Veneto.
L’approvazione del piano è frutto anche dei favorevoli risultati sinora raggiunti grazie alla effettuazione di diverse campagne vaccinali condotte a partire dal dicembre del 2009 che hanno portato a un forte rallentamento della diffusione della rabbia silvestre nei territori a rischio”.
Sul sito dell’IZS delle Venezie www.izsvenezie.it è possibile verificare la situazione dell’infezione.
S.I.Ve.M.P. OnLine del 17.9.2010
La Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha diramato una nota con cui comunica che al fine di completare l'iter di approvazione del decreto ministeriale concernente il modello di prescrizione medico-veterinaria, e di procedere al perfezionamento di alcuni aspetti di natura tecnica del sistema di tracciabilità del farmaco veterinario, le "linee guida per l'elaborazione di un provvedimento che disciplini la registrazione e la trasmissione dei dati informativi indispensabili per istituire un sistema di tracciabilità del farmaco veterinario" entranno in vigore presumibilmente dal 1 gennaio 2011.
Fonte: Adnkronos Salute - 15/09
Rilevato a Casalecchio di Reno (BO), un caso di dengue
importato che è stato segnalato al Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl. Si
tratta di una persona che si era recata per una vacanza in Indonesia, dove ha
contratto la malattia, trasmessa con tutta probabilità da una puntura di zanzara
infetta. Al ritorno in Italia ha presentato i tipici sintomi: febbre alta,
dolori articolari e muscolari, spossatezza.
È già in corso la disinfestazione delle aree abitualmente frequentate della
persona colpita, come da specifico protocollo regionale. Sono state impartite,
inoltre, istruzioni sulle principali misure di protezione dalle punture di
zanzara, in modo da prevenire l'insorgenza di eventuali casi secondari. Le
misure protettive, infatti, richiedono di proteggersi dalle punture utilizzando
sulla pelle prodotti insetto-repellenti e nell'ambiente prodotti che allontanino
le zanzare, come zampironi e piastrine.
La dengue è una malattia infettiva virale, che normalmente ha un decorso benigno
con una fase acuta di circa una settimana. In alcuni casi la convalescenza può
essere caratterizzata da una prolungato senso di spossatezza. La terapia è di
tipo sintomatico e serve soprattutto a ridurre i dolori
PREMI ACCADEMIA DEI GEORGOFILI
- PREMIO ANTICO FATTORE: è nato a Firenze negli anni ’30; assunse il nome dalla Trattoria, presente tuttora, nella quale i mercoledì sera si riunivano alcuni tra i maggiori esponenti del mondo culturale. Tra i vincitori del Pemio, Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. Il Premio Antico Fattore 2011 viene assegnato ad un lavoro che negli anni 2009-2010 abbia apportato un contributo conoscitivo su soggetto di interesse vitivinicolo o nuove acquisizioni scientifico-tecnologiche utili alle attività comunque attinenti la viticoltura o l’enologia. Cittadini di ogni nazionalità sono invitati a proporre candidati italiani viventi che abbiano contribuito significativamente con lavori nei settori sopra indicati; non sono accettate autocandidature. Le proposte dovranno pervenire all’Accademia dei Georgofili (Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze) entro le ore 12 del 31/01/11, insieme a 10 copie della pubblicazione che si intende proporre.
- PREMIO GIANCARLO GERI: € 1.500,00 per una tesi di laurea nelle discipline zootecniche. Il premio, in ricordo del Prof. Geri, promosso dalla moglie, si prefigge di stimolare nei giovani laureati la passione per lo studio e la riceca scientifica nel campo delle produzioni animali. Possono partecipare i laureati delle Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria che abbiano discusso le tesi in discipline zootecniche dopo il 1/1/2009. Il termine per la presentazione delle domande è fissato per il 15/12/2010. Le domande, complete di nome, cognome, luogo e data di nascita, domicilio, codice fiscale, tel., dovranno essere corredate di curriculum studio rum, copia certificato di laurea, 3 copie della tesi, dichiarazione da cui risulti che il lavoro non è stato premiato in altro concorso.
Info: www.georgofili.it
ONAOSI: PROGRAMMA START
Il corso di formazione aziendale “Programma Start”, organizzato dalla Fondazione Onaosi, si svolgerà a Perugia a partire da gennaio 2011; le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 10/11/10. L’obiettivo è di rilasciare un titolo riconosciuto e spendibile sul territorio nazionale ed europeo.
Il corso si articola in vari moduli didattici; il modulo portante è “Tecnico di computer, grafica editoriale e pubblicitaria” che comprende sia la formazione finalizzata all’acquisizione del titolo di Master rilasciato dalla Microsoft, sia un corso tecnico di comunicazione e pubblicità sul web, sia un corso di inglese. Sono disponibili 20 posti per coloro che possono beneficiare delle prestazioni assistenziali della Fondazione e 10 posti riservati a coloro che possono accedere a pagamento dei servizi resi dall’ONAOSI (in tal caso il costo è di € 2.500,00 euro).
I partecipanti dovranno avere almeno un titolo di studio di scuola media superiore ed un’età ifneriore ai 30 anni (al 10/11/2010).
Tutto il materiale informativo ed i modelli di domanda sono disponibili su www.onaosi.it
Mantova, 25 settembre 2010
Prot. 523/10
DALL’ORDINE
CORSI DELL’ORDINE
Incontro di aggiornamento
Il Veterinario e le Istituzioni:
cosa faccio in caso di controlli fiscali/amministrativi?
Consigli pratici per risolvere i problemi derivanti da un accertamento
Diritti e doveri dei Veterinari nei confronti degli organi di controllo