NEWS
2010
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Università Perugia: Master di II livello in terapia del dolore negli animali con elementi di medicina comportamentale veterinaria. Scadenza 26 febbraio 2010 - e-mail giorgia.dellarocca@unipg.it
2) ANMVI: Responsabile Servizidi Protezione e Prevenzione, Addetto alla Prevenzione Incendi, Addetto al Primo Soccorso Cremona marzo 2010 – www.anmvi.it
3) I.Z.S. Piemonte Liguria e Valle d’Aosta: Passione, fatica e nuovi valori della donna in veterinaria 8 marzo Torino – www.izsto.it
4) SIVAR: La diagnostica di laboratorio nella buiatria: teoria ed applicazioni cliniche 10 marzo 2010 - www.sivarnet.it
5) ANMVI: "Management applicato alla gestione dell'ambulatorio/clinica/ospedale veterinario" Cremona 14 marzo – www.anmvi.it
6) Italian Society of Veterinary Regional Anaesthesia: Anestesia inalatoria con parte pratica in sala operatoria 15-19 marzo Desio (MB) - www.isvra.org
7) CEUB: “Ethics and Innovation in Food Science and Technology” 18-19 marzo 2010 Bertinoro (FC) - ecampori@ceub.it
8) AIVEMP: Il benessere animale e la medicina veterinaria pubblica e privata - Cremona, 7-9 aprile – www.aivemp.it
9) Università Bologna: Diagnostica per immagini dell’apparato urinario dei piccoli animali 5 giugno 2010 Bologna - http://www2.vet.unibo.it/danjou/default.aspx
I VETERINARI DI MANTOVA
Attualmente sono iscritti all’Albo Professionale n° 408 veterinari, di cui 329 uomini e 79 donne.
Dai 25 ai 30 anni: n° 35 veterinari; dai 31 ai 40 anni: n° 80 veterinari; dai 41 ai 50 anni: n° 112 veterinari; dai 51 ai 60 anni: n° 148 veterinari; dai 61 ai 70 anni: n° 31 veterinari; oltre i 71 anni: n° 2 veterinari.
Si sono laureati a Parma n° 299 veterinari, Bologna n° 82 veterinari, a Milano n° 11 veterinari, a Pisa n° 6 veterinari, Perugia n° 4 veterinari, altre università: 6 veterinari.
5x1000 ALLA CASA DEL SOLE
Si allegano i volantini che ci ha portato la Casa del Sole Onlus, per chiedere la destinazione del 5 per mille dell’Irpef a favore di questa associazione, che opera a favore dei bambini e adulti con disabilità psicofisica-intellettiva e relazionale, attraverso terapie riabilitative e servizi scolastici, a Curtatone, Mantova e Garda.
Eventualmente chi ha un ambulatorio potrebbe stampare i volantini (comunque ne abbiamo a disposizione presso la sede dell’Ordine) e lasciarli a disposizione della clientela.
ATTI CORSO BOVINI 2009
Il Prof. Formigoni ci ha inviato gli atti della relazione "La gestione nutrizionale della bovina dopo il parto" da lui tenuta il 20/11/2009 nell'ambito del corso di aggiornamento "Bovini: dal post parto alla fecondazione", che si è svolto a Campitello di Marcaria (MN). Chi fosse interessato ci contatti e gli verrà girato il relativo file.
COME SI DIVENTA
CONSULENTI TECNICI DEL GIUDICE
Presso
ogni Tribunale è istituito un Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice, un
registro nel quale sono iscritti i nomi delle persone, fornite di particolari
competenze professionali e tecniche, alle quali il giudice può affidare
l’incarico di effettuare perizie, consulenza, stime e valutazioni utili ai fini
del giudizio. Il consulente tecnico del giudice, o consulente tecnico d’ufficio
(CTU) naturalmente non esercita mai attività decisoria che spetta invece
esclusivamente al magistrato. L’albo è tenuto dal Presidente del Tribunale e
tutte le decisioni relative all’ammissione all’albo sono prese da un comitato da
lui presieduto.
Possono ottenere l’iscrizione nell’Albo coloro che sono “forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale e politica specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali”.
L’Albo
comprende diverse categorie:
medico-chirurgica, medico-veterinaria, psicologia, agricola,
assicurativa, chimica, geologia, informatica, ecc.
Per far parte dell’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice bisogna ritirare
il modulo e presentare i documenti richiesti presso il Tribunale di Mantova –
Segreteria della Presidenza – Via Poma, 11 (orario 8-13) tel. 0376/3391
FISCO / SENTENZE
DaNewsletter FNOVI nr. 31 del 10.02.2010
Raggiunto da numerose richieste di
chiarimenti circa la possibilità di svolgere attività professionale attraverso
la costituzione di una ONLUS o di un’organizzazione di volontariato, l’Ordine
dei Medici Veterinari di Milano si è rivolto a due esperti: un
commercialista e un legale.
Entrambi i professionisti hanno concluso sostenendo che non è possibile
svolgere l’attività professionale di medico veterinario all’interno di una ONLUS
ma che la professione può essere svolta in forma personale o attraverso la
costituzione di società di persone.
Sul sito www.fnovi.it sono pubblicati i parere forniti dai consulenti coinvolti.
Da Newsletter Fnovi nr. 31 del 10.02.2010
L’uso di “Econor valnemulina”
(premiscela medicata) in allevamenti di conigli ha comportato sanzioni ai
veterinari
di 20.658 euro. Le sanzioni vanno revocate.
Questo
scriveva la FNOVI in data 3 novembre u.s. La riflessione della Federazione oggi
si fa più ampia: come noto, l’art. 11 del D. Lgs. 193/2006, in attuazione della
direttiva 2004/28/CE, stabilisce un protocollo terapeutico “a cascata”. Il
veterinario per trattare un’affezione di specie animali destinate alla
produzione di alimenti deve utilizzare un farmaco autorizzato allo scopo; solo
laddove non esista, può somministrare un medicinale veterinario autorizzato in
Italia per l’uso su un’altra specie animale o per una diversa affezione sulla
stessa specie, al fine di evitare all’animale evidenti stati di sofferenza.
Molto spesso accade, tuttavia, che il medicinale autorizzato si riveli
inefficace o comunque meno efficace di altro non autorizzato; in tal caso il
veterinario, non potendo disattendere l’obbligo di somministrare comunque il
medicinale autorizzato x evitare inutili sofferenze all’animale, è tenuto, in
base all’art. 91 del D. Lgs. 193/2006, a comunicare la propria segnalazione al
Centro Regionale di Farmacovigilanza e al Ministero della salute e attendere che
dal Ministero vengano definiti eventuali specifici provvedimenti.
In via prioritaria quindi anche nel trattamento dell’enterocolite enzootica
del coniglio devono essere utilizzati prodotti registrati e, sebbene in più
occasioni si siano rivelati clinicamente inefficaci, a tutt’oggi non
esistono dimostrazioni ufficiali (segnalazioni) della scarsa efficacia. Sta di
fatto che la premiscela medicata “econor-valnemulina cloridrato” risulterebbe in
questo momento, con ogni probabilità, l’unico prodotto efficace contro tale
patologia, sebbene il relativo iter autorizzativo presso l’EMEA non risulti
ancora concluso.
Fatto salvo quanto sopra, si ritiene pertanto che l’eventuale impiego del
prodotto di cui trattasi, relativamente al quale risultano essere stati
determinati gli MRL in conformità al regolamento (CE) 470/2009, si configuri in
piena sintonia con la finalità dichiarata dall’articolo 11 D. Lgs. 193/2006 di
evitare sofferenze inutili agli animali (sebbene lo stesso articolo ne impedisca
l’impiego quando è disponibile un altro farmaco autorizzato). Da evidenziare che
il decreto non stabilisce l’alternativa tra la somministrazione del farmaco
autorizzato e l’uso in deroga di una diversa molecola, dando così per scontato
che il farmaco autorizzato sia anche il solo pienamente efficace ai fini del
benessere animale. Condizione che sappiamo essere smentita dalla realtà.
Allargando le considerazioni e riferendoci più in generale all’uso in deroga del
farmaco veterinario oltre che nella clinica degli animali destinati alla
produzione di alimenti e agli animali da compagnia, evidenziamo che la
finalità dell’uso in deroga è quella di evitare all’animale uno stato di
sofferenza che la direttiva CE definisce “inaccettabile” e il D. Lgs.
che la recepisce richiede sia “evidente”.
Va da sé che il soggetto preposto a stabilire la soglia dello stato di
sofferenza dell’animale può essere solo ed esclusivamente il veterinario il
quale, agendo in questo modo, non si limita ad operare nel rispetto del codice
deontologico e dell’animale, bensì opera, in senso più ampio nel rispetto della
legge, che già da tempo prevede una serie di norme che tutelino il benessere
animale.
Il principio è sancito dal codice penale che all’art. 544-ter punisce con la
reclusione (da 3 mesi a un anno) o con la multa (da 3.000 a 15.000 €) chiunque
cagioni lesioni o sottoponga a sevizie un animale, per crudeltà o senza
necessità. La pena è aumentata della metà se dai fatti derivi la morte
dell’animale.
La Cassazione penale ha chiarito, con sentenza n. 44822 del 2008 che l’assenza
di necessità sottintende l’elemento del dolo generico, vale a dire la
consapevolezza di agire a danno dell’animale, senza che vi sia alcuna
intenzionalità nell’arrecare il danno stesso.
Il veterinario che è consapevole di somministrare una molecola inefficace è
altrettanto consapevole che l’animale è destinato a soffrire, se non addirittura
a morire. Stesso discorso se ritarda la somministrazione della molecola efficace
in attesa di riscontro alla sua segnalazione di farmacovigilanza. La sua
responsabilità è quindi riconducibile a quel dolo generico che integra la
commissione del reato ex art. 544-ter c.p. Inoltre, l’art. 638 del codice penale
stabilisce la pena (della reclusione fino ad un anno e la multa fino a € 309)
quando senza necessità si uccidono o si rendono inservibili o deteriorati
animali altrui, pena aggravata sino a 4 anni, con procedibilità d’ufficio, se il
reato è commesso su tre o più capi di un medesimo allevamento (o gregge, mandria
o bovini ed equini anche non raccolti in mandria). Fatto salvo sempre il
risarcimento del danno in sede civile.
Questo complesso di norme, che porta il veterinario a dover scegliere
se esporsi al rischio di subire la sanzione amministrativa ex D. Lgs.
193/2006 o la sanzione penale ex artt. 544-ter e 638 c.p., è aberrante e
costituisce violazione dell’art. 4 della Costituzione, dal momento che
rappresenta un limite al libero esercizio della professione veterinaria e alle
condizioni che rendano effettivo tale diritto.
Da quanto sin qui esposto, appare evidente e certamente paradossale che il
veterinario in qualunque settore operi e comunque scelga di operare, è passibile
di sanzioni. Proprio per questo motivo, riteniamo che sia urgente fornire
indicazioni che consentano di rivedere la materia, dando per intesa la necessità
di archiviare le sanzioni. In questa fase FNOVI continua l’attività di confronto
intrapresa con il Ministero della Salute in merito a tutto l’impianto normativo
ed ha chiesto l’attivazione di un tavolo di lavoro.
IL PROFESSIONISTA PUO’ VENDERE LA CLIENTELA
Da Notizie ANMVI 11-02-2010
È legittimo il contratto nel quale è prevista, previo compenso, la cessione, oltreché degli arredi e del personale, anche dei clienti. Con una sentenza che avvicina sempre di più gli studi dei professionisti alle aziende, la Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un consulente fiscale che aveva acquistato da un collega lo studio, con una scrittura privata nella quale era previsto un compenso anche per la cessione dei clienti.
Tuttavia va chiarito un punto: non che il professionista che cede lo studio possa obbligare i clienti a rimanere con il nuovo collega, dato il rapporto assolutamente "fiduciario" con gli utenti. Ma sicuramente deve attivarsi positivamente per promuovere la nuova gestione e non può esercitare nello stesso luogo quella professione.
Secondo gli "Ermellini" "è lecitamente e validamente stipulato il contratto di trasferimento a titolo oneroso di uno studio professionale, comprensivo non solo di elementi materiali e degli arredi, ma anche della clientela, essendo configurabile, con riferimento a quest'ultima, non una cessione in senso tecnico (attesi il carattere personale e fiduciario del rapporto fra prestatore d'opera intellettuale e cliente e la necessità quindi del conferimento di un altro incarico dal cliente al cessionario) ma un complessivo impegno del cedente volto a favorire - attraverso l'assunzione di obblighi positivi di fare (mediante un'attività promozionale di presentazione e canalizzazione) e negativi di non fare (quale il divieto di riprendere ad esercitare la stessa attività nello stesso luogo) - la prosecuzione del rapporto professionale tra vecchi clienti ed il soggetto subentrante".
COMUNICAZIONE ANNUALE IVA
Da Settimana Veterinaria 683/febbraio 2010
Il prossimo 1 marzo i veterinari e le associazioni professionali devono presentare telematicamente la comunicazione annuale dei dati Iva dell’anno 2009.
Sono esonerati i veterinari titolari di partita Iva qualora abbiano realizzato nell’anno di imposta 2009 un volume di affari uguale o inferiore a 25.000€, anche se sono tenuti poi a presentare la dichiarazione Iva annuale. Inoltre sono esonerati dalla presentazione della comunicazione annuale dei dati Iva: i veterinari che si avvalgono del regime riservato ai contribuenti minimi; ed i contribuenti che, ricorrendo le condizioni di legge, presentano la dichiarazione annuale Iva entro febbraio 2010.
Da Notizie ANMVI 17-02-2010
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale 17/12/2009 nasce il SISTRI: Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che ha come obiettivo l'informatizzazione delle informazioni oggi rese su supporto cartaceo. I veterinari la cui attività non è configurabile in quella d'impresa non sono coinvolti direttamente nel "Decreto SISTRI": il Sistema infatti non riguarda tali professionisti che non sono ricompresi né fra le categorie obbligate all'iscrizione né fra quelle per le quali è prevista l'adesione volontaria. Alla tracciabilità dei loro rifiuti infatti provvederà direttamente il gestore.
SISTRI obbliga all'iscrizione solo enti, imprese e operatori che raccolgono, trasportano e smaltiscono i rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi.
Documento della Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi medici e Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della Salute 17/02/10
Il Ministero della Salute ha predisposto le linee guida in merito all'utilizzo di nuovi mezzi di diffusione (web, sms, mms, posta elettronica) di messaggi pubblicitari relativi a prodotti di interesse sanitario, fra cui i medicinali veterinari, per facilitare il lavoro degli operatori professionali di settore.
Il documento è presente anche sul nostro sito www.ordineveterinarimantova.it nella sezione “Pubblicità sanitaria”
ENPAV
OFFERTE RISERVATE AGLI ISCRITTI ENPAV
- Speciale febbraio alle terme: Grand Hotel Terme Roseo a Bagno di Romagna (FC) con le offerte: settimana in beauty farm; 4 giorni in relax; 3 giorni in relax
- Speciale settimane bianche: St. Moritz, La Thuille, Falcade
- Partenze di gruppo Pasqua 2010: Egitto Classico, Insolita Giordania, Thailandia, Cambogia
- Hotel Terme Internazionale ad Abano Terme (PD): offerta valida dal 20 al 28 marzo
Se siete interessati, provvederemo a girarvi le relative e-mail.
L’USO DELLA PEC FRA ISCRITTO ED ENPAV
Da 30 Giorni (gennaio 2010)
Nonostante la Posta Elettronica Certificata sia stata pensata principalmente x lo scambio di corrispondenza tra Amministrazioni pubbliche ed utenza, anche se l’ENPAV non è ente pubblico, le comunicazioni previdenziali e assistenziali potranno sfruttare i vantaggi della PEC.
L’Enpav sta procedendo alla modifica della modulistica in modo da permettere la compilazione diretta dei moduli in formato digitale; pertanto in futuro buona parte delle interazioni tra Enpav ed iscritti potrà avvenire attraverso questo mezzo (es. domanda di cancellazione, istanza di riscatto anni di laurea, indennità di maternità).
RATEIZZAZIONE CONTRIBUTI MINIMI
Da 30 Giorni (gennaio 2010)
Anche per l’anno 2010 sarà possibile pagare i contributi minimi Enpav in 3 rate (31 maggio, 2 agosto, 2 novembre), previa presentazione di una domanda da inoltrare esclusivamente on line entro il 15 marzo 2010.
Basterà entrare nell’Area Iscritti del sito www.enpav.it utilizzando la propria password di accesso e cliccare su “Rateizzazione MAV”. Sono esclusi i neoiscritti (che versano una contribuzione ridotta con automatica rateizzazione in 8 rate), i veterinari dipendenti (che pagano attraverso trattenute mensili sullo stipendio) ed i vet. specialisti ambulatoriali (x i quali la contribuzione è versata direttamente dall’amministrazione competente).
Le rate ordinarie hanno le scadenze: 31 maggio (prima rata) e 2 novembre 2010 (seconda rata).
PICCOLI ANIMALI
Da Notizie ANMVI 09-02-2010
E' stata presentata oggi alla stampa la quinta edizione della Stagione della Prevenzione 2010, promossa dall’ANMVI insieme a Hill's Pet Nutrition.
Dal 1 al 31 marzo 2010 si rinnova un appuntamento ormai divenuto tradizionale e affermato presso il pubblico; vi aderiscono 3.100 ambulatori veterinari.
La Stagione della Prevenzione è patrocinata dal Ministero della Salute e dalla FNOVI. Il pubblico dei proprietari potrà collegarsi al sito www.stagionedellaprevenzione.it per individuare il veterinario territorialmente più vicino fra quelli che aderiscono all'iniziativa. Oppure chiamare il numero verde (attivo dal 1 marzo): 800189612. Al termine della visita, ai proprietari viene rilasciata una Guida alla Prevenzione.
UN DECALOGO X L’USO CORRETTO DEGLI STUPEFACENTI
Da Notizie ANMVI 05-02-2010
La normativa vigente (DPR 309/90 e successive modifiche) punisce con sanzioni penali gli errori e le inadempienze nella gestione e registrazione degli stupefacenti. Ogni infrazione riscontrata dagli organi di controllo (NAS, ASL) comporta automaticamente una denuncia alla Procura della Repubblica ed il giudice ha poi la facoltà di convertire la sanzione da penale ad amministrativa se verrà riconosciuta la buona fede. In ogni caso l'infrazione comporta un notevole disagio ed un esborso di denaro (sanzione amministrativa minima di 3.000 euro).
Ecco un decalogo per l'uso corretto degli stupefacenti.
1.
Gli stupefacenti più comunemente utilizzati nella clinica degli animali da
compagnia sono: ketamina, morfina, metadone, fentanyl, butorfonalo (Dolorex,
Nargesic), buprenorfina (Temgesic), pentobarbital (Euthatal), fenobarbitale
(Gardenale), pentazocina (Talwin).
2. Per il loro acquisto deve essere utilizzata una ricetta bianca in tre
copie, con numerazione progressiva per ogni anno, di cui due sono trattenute
dalla farmacia ed una deve essere conservata nel proprio registro con il timbro
di spedizione della farmacia. Quantità e dosaggi non devono essere
necessariamente scritti in tutte lettere. Le quantità acquistate devono essere
adeguate alle necessità della struttura veterinaria.
3. Il carico e lo scarico degli stupefacenti deve essere registrato su un
apposito Registro (Buffetti per medici, codice 331701100) intestato alla
struttura veterinaria con individuazione del direttore sanitario che ne risponde
della corretta tenuta.
4. Il registro di carico e scarico deve essere preventivamente vidimato
dal Sindaco o da chi da lui delegato. Se il registro non viene completato entro
l'anno da quando è stato vidimato, occorre ripresentarlo annualmente prima della
scadenza per una verifica e nuova vidimazione.
5. Sul registro deve essere annotato il carico di ogni acquisto, entro 24
ore, dedicando una pagina per ogni farmaco.
6. Lo scarico deve essere effettuato registrando entro le 24 ore la dose
utilizzata, la razza del cane, il motivo dell'impiego, il nome e cognome del
proprietario con relativo indirizzo.
7. Dopo ogni impiego registrare anche la giacenza di ciascun medicinale e
verificarne la corrispondenza con i medicinali effettivamente rimasti
nell'armadio. In caso di verifica è opportuno far presente se sono stati
utilizzati nella giornata dei medicinali stupefacenti non ancora registrati
prima che venga contestata un'eventuale incongruenza nella giacenza.
8. Conservare i medicinali stupefacenti in un armadio non asportabile
(fissato alla parete) e chiuso a chiave. La chiave non deve essere lasciata
nella serratura, né accessibile ad estranei.
9. Per i medicinali stupefacenti confezionati in flaconi multidose
occorre scrivere sul flacone la data di inizio del flacone ed utilizzarne il
contenuto fino ad un massimo di 28 giorni.
10. Per lo smaltimento di flaconi non consumati entro i 28 giorni e per
medicinali stupefacenti scaduti occorre richiedere l'intervento dell'Ufficio
Farmaceutico della propria ASL. Nell'attesa dello smaltimento deve essere
chiaramente indicato sulla confezione che il medicinale è scaduto e va comunque
conservato nell'armadio chiuso.
RABBIA: AGGIORNAMENTI
Da S.I.Ve.M.P. OnLine del 19.2.2010
Una volpe, trovata morta in Valle di Fassa, è risultata positiva agli accertamenti di laboratorio dell’I.Z.S. delle Venezie. Proseguono le vaccinazioni dei cani, in primavera una nuova distribuzione di esche.
Secondo una disposizione della Regione Veneto, dopo le vaccinazioni dei cani e dei dei gatti, ora toccherà anche alla profilassi obbligatoria per bovini, caprini, equini e altri animali destinati all’alpeggio. Si tratta di misure dovute, per contenere la diffusione della rabbia silvestre durante la prossima monticazione.
Proprio qualche giorno fa è stato trovato morto un altro gatto ad Astragal di Forno di Zoldo: sono in corso le analisi, ma se venisse confermata dall’istituto zooprofilattico la rabbia, sarebbe il secondo caso. Nei giorni scorsi è stato accertato il decesso per rabbia di altre 6 volpi: un bilancio provvisorio parla di almeno 81 gli animali morti, quasi il doppio del Friuli Venezia Giulia.
La rabbia è una malattia infettiva che colpisce gli animali a sangue caldo e può essere trasmessa all'uomo (zoonosi). Quando la rabbia viene trasmessa all'uomo, è più appropriato chiamarla idrofobia (paura dell'acqua), essendo la paura di bere, nonostante la grande sete che induce questa infezione, il sintomo più importante e drammatico nell'uomo e solo nell'uomo. Nel cane, nella volpe e negli altri animali colpiti, l'idrofobia non si presenta. L'agente eziologico è un Lyssavirus, della famiglia dei Rhabdoviridae. L'animale serbatoio è solitamente il pipistrello, mentre l'infezione umana è mediata solitamente da cani o dalle volpi.
Da Notizie ANMVI 12-02-2010
Ne dà notizia il 'Corriere delle Alpi', dopo l'esito arrivato dall'I.Z.S. delle Venezie. "Sono eventi attesi, che rientrano nella casistica di questa patologia, anche se sarebbe stato meglio non averlo registrato", precisa Giambattista Benedetti, responsabile del Servizio di prevenzione dell'Usl 1.
Dall'inizio dell'epidemia, dal Bellunese sono stati inviati ad analizzare moltissimi animali domestici trovati morti, tra cui 41 gatti, 29 cani, un asino, 3 pecore, 5 capre e un maiale. Positivi erano risultati solo l'asino, il gatto e due cani. Al sito dell'IZSVE il totale casi di rabbia diagnosticati per specie in Veneto e Friuli Venezia Giulia (dal 1 gennaio 2010 a oggi).
Il corriere delle Alpi - 06/02
Vaccinare i gatti domestici, solo se sono abituati a girovagare, disporre la vaccinazione di massa alle colonie, solo se c’è un’ordinanza sindacale, e proporre il vaccino contro la rabbia silvestre a gattare e categorie a rischio. Queste le indicazioni emerse dall’incontro indetto dal servizio dell’Usl. Fra le persone a rischio di contrarre il temibile virus della rabbia silvestre, oltre a veterinari e forestali, ci sono anche i proprietari di decine di gatti che vivono un po’ allo stato brado, e i volontari delle associazioni animaliste che danno una mano nella gestione delle colonie feline.
«Le indicazioni della Regione non depongono per una vaccinazione di massa dei gatti, prendono invece in considerazione le colonie feline in zone a rischio, delegando gli enti locali ad emettere l’ordinanza sindacale per la profilassi che può essere gratuita o a tariffa vincolata» spiega Pierangelo Sponga, responsabile sanità animale per il dipartimento di prevenzione dell’Usl 2.
Trentino – 12/02/10
Antirabbica: entro fine marzo tutti i cani di Rovereto dovranno essere vaccinati. Il comune di Rovereto ed i veterinari dell’ASL vaccineranno gli animali per 10 euro. Gli animali censiti sono 2.500, a cui va aggiunto un ulteriore 10% privo del microchip. L’obbligo è l’occasione buona per registrare all’anagrafe il cane, se ancora non si è in regola. Gli animali non ancora vaccinati o vaccinati da meno di 21 giorni non possono circolare liberamente, ma vano tenuti in casa o comunque devono essere tenuti al guinzaglio, pena una multa.
QUELLO CHE IL CLIENTE PERCEPISCE
Da Settimana Veterinaria 681/febbraio 2010
- Accessibilità: prevedere una piantina che possa essere trasmessa per posta, faxo mail
- Visibilità: controllare regolarmente la leggibilità della segnaletica, adottare un’insegna luminosa per le ore serali
- Pulizia: controllare quella dei locali, ma anche quella delle aree di accesso alla clinica
- Accoglienza: mostrarsi subito sorridenti e disponibili, tenere aperta la porta al cliente (persone anziane, animale difficile), chiamarlo per nome, informarlo sulla durata dell’attesa. Allestire nella sala d’attesa una presentazione della clinica (personale, strumenti) e dei servizi
- Sala d’attesa: l’ambiente deve essere gradevole (far attenzione a diversi fattori quali pulizia, odori, rumori, climatizzazione/riscaldamento, illuminazione (soprattutto nelle ore serali). Il cliente apprezza sentirsi offrire una bevanda, avere a disposizione riviste recenti e, per il suo animale, una ciotola d’acqua, crocchette (campioni) e carta assorbente. Il cliente deve potersi isolare con il suo gatto in un’area protetta o posare il suo trasportino o il suo cagnolino su un tavolo basso. I poster ed i video devono trasmettere messaggi di prevenzione mirati su argomenti d’attualità o inerenti la stagione (prevenzione del sovrappeso, nuove leggi, prevenzione parassitaria, diagnosi di artrosi, ecc.)
Da Professione Veterinaria n° 2/gennaio 2010
Uno studio della Facoltà di medicina veterinaria di Bologna dimostra per la prima volta l’associazione tra inquinamento atmosferico ed insorgenza di tumori polmonari nel cane.
L’indagine retrospettiva è stata effettuata sul tessuto polmonare di 35 cani affetti da tumori polmonari primitivi e su 160 cani di controllo Il tumore più frequentemente diagnosticato era l’adenocarcinoma papillare (45,7%). La maggior parte delle neoplasie era di grado istologico II e il tumore polmonare era generalmente localizzato (stadio clinico I). Nei cani con una maggiore quantità di antracosi si osservava un rischio aumentato di sviluppare un tumore polmonare, suggerendo un’associazione tra antracosi conseguente all’inalazione di aria inquinata e sviluppo di tumori polmonari nel cane.
Fonte:
La Padania 14/02/10
Il
sogno di realizzare la rete nazionale degli ospedali veterinari, universitari
per inciso, collegati al Sistema sanitario nazionale ha preso forma durante la
visita di Francesca Martini (sottosegretario alla Salute con delega per la
Veterinaria) al polo universitario veterinario di Lodi, nuova sede della storica
università di Milano.
Qui c’è anche l’ospedale, la tac, la risonanza per i grandi animali, la scintigrafia e l’oncologia per piccoli animali, la stalla per ricoverare i bovini, le termoculle per i vitelli, la sala operatoria per i cavalli e la sala protetta per la loro anestesia e quella per il loro risveglio; c’è persino il tavolo pneumatico unico al mondo, con brevetto internazionale, inventato dal radiologo Mauro Di Giancamillo, per sollevare, spostare, muovere senza traumi i pazienti (il cavallo in primis) prima della risonanza magnetica; c’è a Lodi l’ospedale veterinario che scopri essere il più avanzato d’Italia. C’è la prototipazione rapida, nata in Iraq sui campi di guerra, quando bisognava intervenire d’urgenza: via internet si trasmetteva la tac, in laboratorio si ricostruiva l’esatta forma del corpo dopo intervenire chirurgicamente; un “modellino” su cui lavorare per guadagnare tempo e agire poi a colpo sicuro. A Lodi lo si fa per gli animali: fratture, interventi chirurgici; si spedisce il problema, torna indietro la soluzione. Ci sono le corsie d’ospedale per tutti i grandi animali e a breve la terza tranche del progetto per aprire la struttura agli animali da compagnia, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Evoluzione del concetto di benessere animale e di veterinaria che eroga un servizio da sanità pubblica. Romano Marabelli, direttore del dipartimento di medicina veterinaria, presente all’incontro, spiega che le facoltà di veterinaria, e di conseguenza i loro ospedali, vengono accreditati da un sistema di valutazione standard secondo requisiti fissati dalla UE; ed i finanziamenti, eventuali, passano da 2 canali: quello dell’autonomia degli atenei e dal ministero dell’università. “Allora scriviamo al ministro Gelmini – incalza il sottosegretario – questi “prodotti” rientrano a pieno titolo anche nel S.S.N., non possono essere dei satelliti di eccellenza sconosciuti ai cittadini”. E allora ecco che prende forma la rete degli ospedali veterinari “Come abbiamo fatto con gli Istituti Zooprofilattici” precisa la Francesca degli animali. Il gioco è fatto, e nel gioco per cominciare c’è un triangolo benedetto: Lodi, Torino e Bologna, in attesa che altre università possano avanzare in età e sapienza sulla stessa strada.
Comunicato stampa congiunto LAV-ENPA-GAIA 19/02/10
Per la terza volta consecutiva nella Commissione Consiliare Sanità e Assistenza, presieduta dal Consigliere PDL Pietro Macconi, manca il numero legale per consentire l’approvazione del Piano Triennale Regionale per la prevenzione del randagismo e tutela degli animali d’affezione. Per lo sblocco dei fondi (oltre 6milioni di euro) si dovrà ora attendere la prossima legislatura.
La Lombardia, con la L.R. 16 del 20/06/06 “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione”, era già stata l’ultima regione a dare attuazione alla legge quadro 281 del 1991, con ben 15 anni di ritardo! La stessa legge 16 rimandava a successivo Piano Triennale la determinazione degli ambiti di intervento da finanziare; nel frattempo i fondi stanziati dallo Stato si sono accumulati sino a raggiungere la quota di 6.148.000 €.
Secondo dati dell’anagrafe canina regionale, ogni anno nelle strutture per il ricovero per animali non di proprietà entrano oltre 11.000 cani (il 46% dei quali smarriti e restituiti ai rispettivi proprietari, il 38% va in adozione ed il restante 16% va ad incrementare la popolazione dei cani già presenti nei canili); oltre 7.350 i gatti liberi sterilizzati dalle ASL nel 2008 e presumibilmente altrettanti sterilizzati da privati.
Da sito FNOVI 17/02/10
Il Dip. Sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, in considerazione di quanto previsto dall’Ordinanza Ministeriale 3 Marzo 2009 circa la “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani” e del D.M. 26/11/09, recante “percorsi formativi per i proprietari dei cani”, ha incaricato, ed in parte finanziato, l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna, in quanto sede del Centro di Referenza per la Formazione in Sanità Pubblica Veterinaria, di sviluppare un corso di formazione per formatori di proprietari di cani, destinato ai veterinari liberi professionisti che si occupano di animali da compagnia ed al personale dipendente SSN avente funzioni relative alla tutela del Benessere degli animali d’affezione e lotta al randagismo. I Responsabili dei Servizi Veterinari individueranno i partecipanti al corso tra i veterinari delle ASL del proprio territorio di competenza tenendo conto del numero di posti disponibili.
Il corso, sviluppato in una sola giornata, avrà carattere itinerante e la prima edizione è prevista l’11 marzo a Roma.
ISCRIZIONE DIRIGENTI VETERINARI SSN:
Le iscrizioni verranno gestite dal Ministero della Salute. Le Regioni selezioneranno i partecipanti e comunicheranno i nominativi e ed il relativo Ente di appartenenza all’indirizzo di posta elettronica: f.calvetti@sanita.it . I Dirigenti veterinari selezionati dalle Regioni dovranno comunque registrarsi al portale della Formazione IZSLER seguendo la procedura all’indirizzo http://formazione.izs.glauco.it senza procedere all’iscrizione (la procedura di registrazione non sarà necessaria qualora già effettuata per altri eventi).
ISCRIZIONE VETERINARI LIBERI PROFESSIONISTI:
Per
procedere all’iscrizione è necessario registrarsi al portale della Formazione
IZSLER seguendo la procedura all’indirizzo
http://formazione.izs.glauco.it (la
procedura di registrazione non sarà necessaria qualora già effettuata per altri
eventi). Effettuata la registrazione, procedere all’iscrizione all’evento
selezionando “Iscrizione ai corsi”. Per completare l‘iscrizione sarà necessario
compilare l’autocertificazione (Dichiarazione sostitutiva di certificazione)
scaricandola dal settore “Documentazione” dell’evento ed inviare la stessa via
fax al numero 030.2290616.
CONFERMA DI ISCRIZIONE:
Dovranno ritenersi iscritti solo i veterinari che riceveranno una mail di conferma.
CALENDARIO E SEDI DEI CORSI:
1° edizione ROMA 11 MARZO 2010 –
AUDITORIUM MINISTERO DELLA SALUTE
2° edizione PALERMO 16 MARZO 2010 – ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA
SICILIA
3° edizione SASSARI 25 MARZO 2010 – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI – FACOLTA’ DI
MEDICINA VETERINARIA
4° edizione BARI 15 APRILE 2010 – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI – FACOLTA’ DI MEDICINA
VETERINARIA
5° edizione BOLOGNA 27 MAGGIO 2010 – FIERA BOLOGNA - EXPO SANITA’.
Per ulteriori informazioni è possibile telefonare all' IZSLER ai seguenti
numeri:
030.2290330 (Marta) oppure 030.2290379 (Marina).
Al fine di rispondere alla domanda di formazione, gli ordini professionali
potranno programmare altri corsi di formazione dei formatori con lo stesso
formato con costi a proprio carico. Nel merito si informa che sono in
programmazione a Milano (21 marzo) e Brescia (10 e 11 aprile), le cui
modalità di iscrizione verranno comunicate successivamente
GRANDI ANIMALI
Nota del Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria, nutrizione e sicurezza alimenti 04/02/10
Il Ministero della Salute ha diffuso una nota di precisazioni “Identificazione degli equidi e modalità di gestione dello status di equide destinato alla produzione di alimenti per l’uomo”: gli equidi introdotti dai Paesi Membri potranno essere inviati al macello anche se identificati conformemente alle Decisioni 93/623/CEE o 2000/68/CE entro il 30 giugno 2009 (col solo passaporto regolarmente compilato). Viceversa per quanto riguarda gli equidi nati sul territorio nazionale tale termine resta fissato al 31 dicembre 2006. Pertanto l'obbligo dell'identificazione elettronica per gli equidi comunitari decorre dal 1 luglio 2009, mentre per quelli nazionali dal 1 gennaio 2007.
Da Notizie ANMVI 12-02-2010
E' in vigore da oggi il Decreto Legislativo n. 9 del 25 Gennaio 2010 "Attuazione della Direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l'Influenza Aviaria e che abroga la Direttiva 92/40/CEE".
Alla luce di recenti acquisizioni scientifiche sui rischi che l'influenza aviaria comporta per la salute pubblica e degli animali, a seguito dello sviluppo di nuovi esami di laboratorio e di nuovi vaccini e sulla base degli insegnamenti ricavati nell'affrontare focolai della malattia scoppiati di recente nella Comunità e in paesi terzi, l'Unione Europea aveva ritenuto di procedere a una profonda revisione delle misure previste dalla direttiva 92/40/CEE.
La Direttiva 2005/94/CE - formalmente adottata con il Decreto Legislativo 9/2010 in vigore da oggi - ha stabilito nuove e più rigorose misure comunitarie di lotta contro l'Influenza aviaria; in particolare la Direttiva stabilisce: a) le misure preventive relative alla sorveglianza, all'individuazione precoce dell'influenza aviaria, nonché alla sensibilizzazione delle autorità competenti e degli allevatori e a una loro maggiore preparazione ai rischi che tale malattia comporta; b) le misure minime di controllo da applicare in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame o in altri volatili in cattività, nonché per l'individuazione precoce di una possibile trasmissione dei virus dell'influenza aviaria ai mammiferi; (c) altre misure sussidiarie volte ad impedire la diffusione di virus influenzali aviari ad altre specie.
Da SivempOnLine 11 febbraio
Il 9 febbraio la Giunta della Regione Veneto ha approvato il "Piano regionale di eradicazione della tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina e della brucellosi ovicaprina. Piano regionale di controllo del Bovine Virus Diarrhoea Virus (BVDV). Programma regionale Paratubercolosi (2010-2012)".
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/SommarioDGR.aspx?expand=9
ALIMENTI
Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 4/febbraio 2010
A seguito di una richiesta della Commissione Europea, è stato chiesto al gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici (BIOHAZ) di esprimere un parere scientifico sulla quantificazione del rischio dovuto alla carne di pollo relativamente alla campilobatteriosi umana nell'Unione Europea. Esistono una considerevole sottostima e una sottosegnalazione delle campilobatteriosi e ci possono essere non meno di 2 e forse fino a 20 milioni di casi di campilobatteriosi clinica ogni anno nell'UE a 27 paesi. Viaggiare al di fuori del paese di residenza è un fattore di rischio segnalato per la campilobatteriosi umana. Una gran parte dei casi è associata a viaggi all'interno dell'UE e sarebbe evitabile tramite le misure di controllo a livello dell’UE. La manipolazione, la preparazione e il consumo di carne di pollo possono rappresentare dal 20% al 30% dei casi di campilobatteriosi, mentre il 50-80% dei casi può essere attribuito al serbatoio rappresentato dal pollo nel suo complesso.
Gli studi disponibili indicano che il 50-80% di tutti i casi umani di C. jejuni può essere attribuito ai polli che fungono da serbatoio. Una meta-analisi degli studi caso-controllo suggerisce una varietà di fattori di rischio tra cui i viaggi, il contatto con animali, alimenti e acqua potabile non trattata. Gli studi caso-controllo indicano anche che i fattori di rischio dipendono dalla specie di Campylobacter.
Esperimenti naturali in Belgio e nei Paesi Bassi, dove il consumo di carne di pollo è stato temporaneamente ridotto, hanno sottolineato l'importanza del pollo come un importante serbatoio di infezioni umane, e la carne di pollo come un percorso importante. Analogamente, gli studi di intervento in Islanda e in Nuova Zelanda per ridurre l'esposizione dei consumatori alle carni di pollo altamente contaminate sono stati accompagnati da una notevole riduzione dei casi segnalati di campilobatteriosi. Il gruppo di esperti scientifici BIOHAZ raccomanda l’attuazione di una sorveglianza attiva della campilobatteriosi in tutti gli Stati membri, compresi sforzi per quantificare il livello di sottostima e di sottosegnalazione della malattia, al fine di calcolare con maggiore precisione il peso della malattia. Al fine di fornire una migliore comprensione dell'epidemiologia molecolare della campilobatteriosi e una base migliore per l'attribuzione della fonte, gli esperti raccomandano, inoltre, che siano ottenuti isolati rappresentativi prelevati dagli esseri umani e serbatoi putativi, che siano sottoposti a genotipizzazione in tutti gli Stati membri, e conservati. È raccomandata anche la ricerca futura al fine di identificare i marcatori di virulenza di Campylobacter, le proprietà di sopravvivenza e l'ecologia e per quantificare l'impatto dell’'immunità protettiva acquisita sull'epidemiologia della campilobatteriosi nell’UE.
Da SivempOnLine 15/02/10
A rivelare le abitudini alimentari del bestiame dell'Unione e' il direttore generale Salute della Commissione europea, Paola Testori Coggi, intervenuta all'università di Milano per un incontro che assicura: "Non esiste alcun rischio per la salute umana".
VARIE
Da Notizie ANMVI 11-02-2010
Rilevato il persistere del fenomeno relativo all’uccisione di animali mediante l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati sia in ambito urbano, che extraurbano, il Ministero della Salute ha prorogato e rafforzato l'ordinanza ministeriale sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati (Ordinanza 14 gennaio 2010 Proroga e modifica dell'ordinanza 18/12/08, come modificata dall'ordinanza 19/03/09, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati»).
Il nuovo provvedimento, in vigore dal 10 febbraio per 24 mesi dalla pubblicazione in GU, modifica principalmente l'articolo 1 (Finalità) inserendo il "materiale esplodente" fra le sostanze, tossiche o nocive, vietate e modificando le disposizioni sulla segnalazione del decesso: in base alla nuova ordinanza "Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare il caso alle autorità competenti tramite il veterinario che emette la diagnosi di sospetto". (Il veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento di un caso di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario dell’ASL territorialmente competente).
Il Ministero rileva episodi "sempre più frequenti di mortalità tra la fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate volontariamente nell'ambiente, con conseguenti rilevanti danni al patrimonio faunistico selvatico e in particolare alle specie in via di estinzione". Inoltre, la presenza di veleni e sostanze tossiche sul territorio rappresenta un serio rischio per la popolazione e per l'ambiente. Pertanto, la nuova ordinanza dettaglia ulteriormente le operazioni di derattizzazione e disinfestazione a cura delle ditte specializzate, prevedendo per queste ultime precise disposizioni per la bonifica e l'impiego di rodenticidi.
L'Ordinanza 14/01/2010 abroga la
disposizione in base alla quale il veterinario poteva emettere diagnosi
autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio, a seguito di
episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento
confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale.
Gli esiti delle analisi eseguite dall'IZS, in caso di positività, dovranno
essere comunicati anche al Sindaco, il quale dovrà dare disposizioni per
l'apertura di una indagine (indagine precedentemente prevista solo a seguito
di una diagnosi di sospetto avvelenamento comunicata dal veterinario).
Da Notizie ANMVI 15-02-2010
"Del consiglio fanno parte tre componenti, di cui due in rappresentanza, rispettivamente, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti e uno in rappresentanza dei liberi professionisti designato dai Presidenti degli ordini professionali costituiti in apposita consulta presso la camera di commercio".
Dopo 16 anni il Consiglio dei ministri ha varato la riforma delle Camere di commercio sotto forma di decreto legislativo aprendo ai liberi professionisti.
Punti chiave del riordino sono, tra gli altri, il rafforzamento delle competenze in materia di internazionalizzazione, la semplificazione delle modalità di composizione degli organi, l'accorpamento dei servizi per le Camere più piccole. In particolare: per gli organi viene inserita la rappresentanza dei professionisti nei consigli camerali e vengono semplificate le modalità di composizione degli organi.
Il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli ha plaudito alla riforma parlando di Camere di commercio «più forti ed efficienti», che diventano vere e proprie «case dell'economia» grazie alla riforma varata dal governo.
Da: Animali&animali - 11/02/10
Un’importante legge a tutela degli animali, che andrà a
sostituire la legge regionale n. 43 del 1986 ormai obsoleta e non idonea a
garantire un minimo di benessere per gli animali esotici detenuti a vario titolo
sul territorio regionale.
Ecco alcuni dei punti più qualificanti della nuova legge: un elenco di requisiti minimi per garantire il rispetto delle caratteristiche etologiche e fisiologiche degli animali esotici detenuti, l’istituzione di corsi di formazione per chi commercia e alleva animali esotici, i programmi di educazione e informazione a tutta la cittadinanza che la Regione potrà attuare anche con la collaborazione delle associazioni animaliste, l’istituzione presso l’I.Z.S. di Piemonte e Valle d’Aosta di un Centro di Referenza Regionale per gli Animali Esotici, il divieto di utilizzare animali esotici in attività di pet therapy.
“Sono chiaramente molto soddisfatto del risultato ottenuto che è frutto di un lungo lavoro di confronto con le varie associazioni animaliste prima e con i colleghi in sede di commissione consiliare e di un apposito gruppo di lavoro poi – dice il Consigliere Moriconi, primo firmatario della proposta di legge - mi spiace solo che con un’approvazione così tardiva si deleghi alla prossima Giunta regionale la stesura del Regolamento di attuazione, strumento fondamentale per rendere esecutiva la legge e che la caratterizzerà in modo più o meno innovativo. Importante è anche l’approvazione di un emendamento che ha inserito in questa legge l’istituzione del Garante degli animali, figura che mi auguro diventerà un riferimento importante e autorevole per la tutela dei diritti degli animali nella nostra Regione”.
Da SivempOnLine 19/02/10
La Giunta della Regione Lombardia ha approvato il Piano triennale apicolo 2011-2013, dotato di 2,28 milioni di euro. "Si tratta di un Piano articolato - spiega l'assessore all'Agricoltura Ferrazzi - che mira a favorire l'innovazione e lo sviluppo della professionalità degli apicoltori lombardi, alla sorveglianza e al contenimento delle avversità sanitarie e alla fondamentale opera di promozione della qualità del nostro miele, che sempre più entra nei piani di educazione alimentare come esempio di cibo sano e nutriente".
"Con questo Piano - prosegue l'assessore - Regione Lombardia continua a supportare il settore apistico dopo le difficoltà economiche affrontate nel 2007 e a sostenerne la crescita avvicinando il mondo dei produttori a quello dei consumatori, così da confermare l'aumento di consumo pro capite di miele che con piacere abbiamo registrato nel 2009". Nel 2009 infatti gli alveari in Lombardia sono saliti a quota 127.073 rispetto ai 108.093 del 2008 e la propensione dei cittadini al consumo annuo pro capite di miele è passata da 400 a 600 grammi. In quest'ottica, Regione Lombardia prevede anche il sostegno a precisi programmi di ricerca volti ad aumentare il livello qualitativo delle produzioni del settore apistico. Tra le azioni previste sul fronte della ricerca e della qualità, quelle a sostegno dei laboratori di analisi.
Mantova, 20 febbraio 2010
Prot. 123/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Luiss Business School: “Management delle Aziende Sanitarie” dal 15 febbraio 2010 Roma - Info: lbs@luiss.it; sanita@luiss.it
2) Università di Camerino: "Corso teorico pratico di Ultrasonografia equina" Matelica (Macerata) 19 e 20 febbraio 2010 info: fulvio.laus@unicam.it
3) SIGEDV: VII Meeting nazionale Problemi e insidie in gastroenterologia - Milano 27-28 febbraio 2010 – www.sigedv.it
4) Facoltà di Veterinaria Perugia: riaperto il bando per il Master di I livello "Attività e Terapie assistite con l'ausilio di Animali” prorogata la scadenza al 01/03//10. Regolamento, bando e domanda di iscrizione: http://www.unipg.it/studenti/bandi.jsp?idCorso=227&idBando=441 oppure http://facolta.unipg.it/veterinaria/master
5) ANMVI: "Management applicato alla gestione dell' ambulatorio/clinica/ospedale veterinario" Cremona 14 marzo 2010 – www.anmvi.it
6) Ad-Maiora: congresso nazionale SITOV Problemi, soluzioni e prospettive future in chirurgia ortopedica - Perugia 7-8 maggio 2010 - www.ad-maiora.eu
QUOTA ISCRIZIONE 2010
E’ già stato inviato a tutti per e-mail l’avviso di pagamento: entro il 15 marzo 2010 va versata la quota annuale di iscrizione all’Albo Professionale, mediante bonifico bancario:
BENEFICIARIO: Ordine dei Veterinari della Provincia di Mantova
Via Accademia, 43/a - 46100 Mantova
IBAN: IT34T0569611500000001851X57
corrisponde a C/C 1851/57 - Banca Popolare di Sondrio (ABI: 05696)
Agenzia di Mantova (CAB: 11500) - CIN: T
CAUSALE: Quota iscrizione 2010 Dr. ... (nome e cognome)
IMPORTO: Euro 130,00
Per gli iscritti negli anni 2009 – 2010: € 50,00
Si tiene a precisare le quote di iscrizione sono invariate da alcuni anni e che buona parte delle stesse serve a coprire il contributo dovuto annualmente dall’Ordine alla FNOVI.
BANDO ASL VARESE
L’Ordine dei Veterinari di Varese ci informa del conferimento di incarico a tempo determinato (8 mesi) per la copertura di 1 posto di Dirigente Veterinario – Area A presso l’ASL di Varese - scadenza 17 febbraio 2010 – Info: 0332/277331
FISCO / SENTENZE
LE MANSIONI NON FANNO LO STIPENDIO
Da Professione Veterinaria 1/gennaio 2010
La retribuzione dei dipendenti pubblici dipende esclusivamente dalla qualifica e non dalle mansioni. Infatti chi svolge incarichi superiori per esigenze di servizio non ha diritto ad un adeguamento dello stipendio. E’ quanto affermato dal TAR Sicilia che, con la sentenza 1821 del 20/11/09, ha respinto il ricorso di un dipendente ASL che chiedeva una retribuzione parametrata agli incarichi effettivamente svolti. Il Tribunale ha anche precisato che non vanno retribuiti neppure gli straordinari non autorizzati.
IL PROFESSIONISTA NON RISPONDE DEL CLIENTE DISATTENTO
Da Professione Veterinaria 1/gennaio 2010
La Corte di Cassazione, con sentenza 25772 del 9/12/09, ha accolto il ricorso di un medico che era stato condannato dalla Corte d’Appello di Firenze a risarcire una cliente scivolata sul vialetto d’ingresso al suo studio, “scarsamente illuminato” e con “la pavimentazione sconnessa”.
Infatti, non si è in alcun modo esaminato se la situazione di oggettivo pericolo costituisse un’insidia non superabile con l’ordinaria diligenza e prudenza.
ENPAV
Un veterinario chiede, dovendo acquistare un’auto, se vi è qualche convenzione con l’ENPAV
Estendiamo a tutti la risposta perché può essere di interesse:
Si, l’ENPAV ha stipulato una convenzione con Renault Italia, che offre una serie di agevolazioni sull’acquisto di una vettura a tutti gli iscritti e pensionati Enpav.
La Renault, oltre ad importanti sconti, ha aggiunto specifiche promozioni legate al ritiro o alla rottamazione del veicolo usato, oppure alla trasformazione con impianto GPL di 2° montaggio.
Per beneficiare della convenzione è necessario presentare la tessera d’iscrizione all’Ordine dei Veterinari, la lettera di attivazione della pensione Enpav o il badge aziendale Enpav.
La vettura che si intende acquistare deve essere intestata al beneficiario della convenzione; unica eccezione può essere fatta per figli o coniugi conviventi e presenti sullo stato di famiglia.
Quanto sopra riportato è presente anche sul sito www.enpav.it (alla sezione “Convenzioni”) e si riferisce all’anno 2009; ma l’Enpav informa che la convenzione è stata rinnovata anche per il 2010 e nel giro di una o 2 settimane verranno messe sul sito le nuove condizioni e le concessionarie aderenti.
Si informa inoltre che l’Enpav ha stipulato convenzioni per relativamente a viaggi (Alpitour, Action Travel, Imperatore Travel, Sprintours), stabilimenti termali ed alberghieri, abbonamenti a riviste (Mondadori), forniture per ufficio (Titanedi), mutui e prestiti (Banca Popolare di Sondrio, Banca Pop. Novara, BNL Finance, Conafi Prestitò), telefonia (Tim).
Per ulteriori informazioni: www.enpav.it, poi cliccare su “Convenzioni”
Abbiamo chiesto all’ENPAV di informarci in modo diretto e continuativo sulle offerte/convenzioni in essere, pertanto a partire da questa edizione delle News vi aggiorniamo sulle offerte riservate agli iscritti ENPAV:
- Beauty Farm Villa Ortensie - Terme di S. Omobono (BG): programma San Valentino (6-15/02/10) e programma Carnevale (20-27/02/10)
- Terme di Porretta (BO): pacchetti benessere 2010
- Sprintours: vacanze mix 2010 New-York, Repubblica Dominicana, Orlando, Miami, Messico
- Sharm: dal 15 al 22 maggio; dal 12 al 19 giugno
- MSC Splendida: Civitavecchia – Genova – Marsiglia – Barcellona – Tunisi – Malta – Taormina (aprile e maggio)
- Pasqua a Londra con la 3A Tours
Se siete interessati, provvederemo a girarvi le relative e-mail.
PICCOLI ANIMALI
Dal sito FNOVI 01.02.2010
“Vista la positività per rabbia riscontrata in un gatto nel comune di Pedavena (BL), è stato reputato opportuno prendere in considerazione la necessità di vaccinare anche le colonie dove si è riscontrato il gatto positivo nonché i gatti di proprietà situati nelle loro immediate vicinanze”. Questo quanto si legge nelle premesse della nuova ordinanza (D.R. 16 del 29 gennaio 2010) della Regione Veneto.
Il Servizio Veterinario applicherà ai proprietari di tali gatti la tariffa di 5 euro, richiamando quanto stabilito ai sensi della DGR 3895 del 15 dicembre u.s.
«Il gatto randagio è difficilmente catturabile» spiega Pierangelo Sponga, veterinario specializzato in etologia e comportamento animale «E’ più efficace informare le persone e mettere in guardia i bambini affinché non avvicinino gatti sconosciuti che magari presentano qualche anomalia nella deambulazione o qualche altro segnale di malessere».
Altre informazioni sull’edizione online del “Corriere delle Alpi” che preannuncia che nei prossimi giorni il responsabile del canile preparerà una nota informativa da spedire ai sindaci in cui pubblicizzare come comportarsi con le colonie (400 nel Bellunese per 3000 gatti randagi) e in caso di gatti morti.
http://corrierealpi.gelocal.it/dettaglio/rabbia-la-regione-da-il-via-libera-alla-vaccinazione-dei-gatti/1845363
COMPRESENZA DI TUMORI MALIGNI DI NATURA DIVERSA
Da Professione Veterinaria 1/gennaio 2010
La compresenza di tumori maligni multipli di diversa natura in uno stesso cane viene talvolta osservata ma non esistono descrizioni dettagliate recenti di tali condizioni. Uno studio prospettico ha analizzato i casi di diagnosi confermata di tumori maligni distinti nel cane. Il 3% circa di 1722 cani visitati presso il servizio di oncologia della Colorado State University presentava tumori primari multipli distinti. Non si osservava una significativa predisposizione di razza o sesso. I cani affetti da mastocitoma, melanoma maligno e carcinoma tiroideo erano significativamente più rappresentati e quindi avevano una maggior probabilità di avere una diagnosi di tipi tumorali multipli. Questi dati enfatizzano l’importanza di valutare in maniera completa l’intero organismo dei cani visitati per mastocitoma, melanoma e carcinoma tiroideo. Inoltre, poiché il 33% circa dei cani affetti da tumori tiroidei era affetto da altre neoplasie diverse, la stadi azione clinica completa è giustificata in tutti i cani affetti da questo tipo di neoplasia.
AGGRESSIVITA’ NEL CANE
Da Bollettino AIVPA n. 4/2009
In base agli studi attuali, le basi biologiche dell’aggressività sono costituite da diversi fattori:
· fattori genetici (predisposizione di razza)
· fattori ambientali (numero di individui in un territorio, risorse per le quali competere: cibo, femmine in periodo di calore, difesa della prole nel caso delle femmine)
· controllo esercitato da strutture nervose (ipotalamo: lesioni di questa regione encefalica possono portare alla perdita di controllo e disinibizione del comportamento aggressivo)
· controllo esercitato da alcuni neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, GABA)
· controllo ormonale (effetto permissivo degli androgeni)
Il comportamento predatorio e l’aggressività sono due cose completamente diverse: il comportamento predatorio non è esclusivo degli animali predatori (anche le prede hanno i circuiti neuronali per l’aggressività predatoria anche se non si attivano con frequenza); l’aggressività: è un comportamento indispensabile che rende possibili le relazioni sociali intraspecifiche; permette la difesa personale, della prole e degli altri membri del branco; viene innescata dalla competizione; è un modulo riscontrabile in tutte le specie di vertebrati; viene regolata dalla selezione naturale; è una caratteristica quantitativa; non costituisce una malattia (il comportamento aggressivo è, per l’animale, un comportamento normale; l’aggressività del cane verso l’uomo rappresenta evidentemente un problema, ma spesso è la manifestazione di un disturbo di relazione); permette il mantenimento del controllo sugli altri individui; è una forma di comunicazione.
Le cause più frequenti nella clinica comportamentale sono: aggressività competitiva (conflitto gerarchico), difesa territoriale, competenza sessuale, aggressività da paura, aggressività predatoria, aggressività intraspecifica, aggressività correlata a problemi organici.
La diagnosi generica di aggressività in base ai sintomi è generalmente facile, ma molto difficile è interpretarne l’eziologia, la motivazione e analizzare il contesto, pertanto è indispensabile che il caso sia inviato ad un veterinario comportamentali sta.
Dal sito FNOVI 27.01.2010
In esito alla pubblicazione del
Decreto 26 novembre 2009 “Percorsi formativi per i proprietari di cani”
(G.U. n. 19 del 25.01.2010) e su richiesta del Ministero della Salute, il Centro
nazionale di referenza per la formazione sanità pubblica veterinaria dell’I.Z.S.
della Lombardia e dell’Emilia ha ricevuto incarico di realizzare percorsi
formativi per i veterinari sul comportamento animale finalizzati alla formazione
dei formatori.
La metodologia scelta dal Ministero di formare i formatori consentirà di
uniformare ed ottimizzare l’attività didattica in modo da allestire un elenco di
veterinari “formati”, accessibile alle pubbliche amministrazioni che
organizzeranno corsi ai sensi dell’Ordinanza recante “tutela dell’incolumità
pubblica dall’aggressione dei cani”.
In detto elenco troveranno posto i
veterinari “esperti in comportamento animale” definiti dall’Art. 1, comma
3, del richiamato Decreto 26 novembre 2009 ed i medici veterinari formati.
In prima battuta il Centro di referenza sulla formazione prevede di attivare 5
corsi con diversa localizzazione geografica. Saranno ammessi ai corsi i
dirigenti veterinari delle ASL aventi funzioni relative alla tutela del
benessere degli animali d’affezione e lotta al randagismo ed i veterinari che si
occupano di animali da compagnia.
LE VISITE DI CONTROLLO CHE IL VETERINARIO PUO’ PROPORRE
Da Settimana Veterinaria 681/febbraio 2010
- a qualsiasi età e soprattutto per i soggetti giovani a partire dalle 8 settimane: visita dopo l’acquisto. Consente di individuare eventuali vizi redibitori, così come le tare ereditarie che possono colpire alcune razze; consente anche di fornire i primi consigli di gestione ed educazione dell’animale al nuovo proprietario
- animali giovani:
2-4 mesi: 2 o 3 visite x la prima vaccinazione (o pediatriche) permettono di assicurare una buona copertura vaccinale e di completare i consigli di gestione ed educazione
6-12 mesi (in base alla razza): per verificare se l’animale ha acquisito correttamente i comportamenti elementari e avviare il passaggio all’alimentazione per adulti dell’animale non sterilizzato
6-9 mesi: la visita x la sterilizzazione consente l’attuazione immediata, dopo la sterilizzazione, delle misure x combattere le conseguenze metaboliche dell’intervento, soprattutto in termini di alimentazione ed esercizio fisico
- animali adulti, a partire da 12-18 mesi (in base alla razza): la prevenzione si attenua e la visita di controllo annuale o la visita per la vaccinazione annuale consentono un controllo regolare e la ripetizione delle vaccinazioni
- animali maturi o anziani, a partire da 6-10 anni (in base alla razza): la prevenzione si intensifica nuovamente, in quanto l’animale anziano è esposto ad un maggior numero di rischi. La visita permette un bilancio generale delle condizioni di salute, incentrato sulle principali alterazioni organiche legate all’età (apparato cardiorespiratorio, funzione renale ed epatica, diabete, artrosi, ecc.)
STUDIO SULL’OBESITÀ DEL CANE
Da Il Chirone n° 1/2010
I fattori che contribuiscono all’obesità del cane possono essere classificati in 3 categorie: predisposizione genetica, gestione della riproduzione e gestione della dieta/esercizio. Questa nota riporta i risultati di un’indagine condotta presso proprietari di cani, relativa alla gestione del parametro dieta/esercizio, realizzata tramite l’elaborazione dei dati forniti dai proprietari stessi in risposta a 550 questionari distribuiti nello stato di Victoria, Australia.
Ai proprietari veniva richiesto di valutare le condizioni corporee dei loro animali sulla base di un paragone con fotografie di animali più o meno obesi e valutati con parametri da 2 a 5. All’indagine risposero 219 proprietari di cani, corrispondenti a un totale di 302 animali. I proprietari che denunciarono un peso normale dei loro cani (parametro tra 2 e 3) furono 168, mentre 51 denunciarono animali obesi (parametro tra 4 e 5).
Per quanto riguarda la somministrazione dell’alimento, il 60% dei proprietari denunciarono “2 volte al giorno”, il 33% “una volta al giorno”, il 2% “oltre o non più di 3 volte al giorno” e il 5% “alimento sempre disponibile”.Gli animali con peso normale ricevevano l’alimento in 2 porzioni giornaliere, mentre agli animali obesi veniva spesso somministrato il loro alimento sia in una che in 3 od oltre porzioni. Quasi tutti i proprietari (99%) somministravano con la dieta giornaliera un qualche supplemento curativo; i cani con peso normale ricevevano tale supplemento meno frequentemente rispetto a quelli obesi. I cani sottoposti a un esercizio fisico giornaliero presentavano peso normale, mentre quelli in sovrappeso venivano sottoposti a esercizio settimanale. I cani che si muovevano liberi in un loro recinto risultavano più obesi rispetto a quelli a cui veniva imposto di camminare. In conclusione, risulta evidente che l’obesità nei cani è influenzata dalle interrelazioni esistenti tra la gestione dell’alimentazione e dell’esercizio fisico, nonchè di alcuni fattori sociali.
(Bland et al. (2009) Dog obesity: Owner attitudes and behaviour. Prev. Vet. Med. 92 (4), 333-340)
Fonte: Ansa - 02/02/10
Gatti rapiti per effettuare trasfusioni di sangue in ambito
veterinario. La denuncia è dell'Associazione italiana difesa animali ed ambiente
(Aidaa), ed il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha risposto con
un'azione immediata: "Ho disposto verifiche su tutto il territorio nazionale per
stroncare eventuali illeciti e tutelare gatti ed altri animali da ogni possibile
abuso" a fronte di "un'ipotesi agghiacciante e un reato eticamente
inaccettabile".
L'ipotesi, sostenuta dall'Aidaa, è infatti quella di un canale di commercio, allevamento o rapimento di gatti al fine di alimentare un traffico illegale di sangue destinato a strutture veterinarie dislocate su tutto il territorio nazionale.
"Ci troviamo di fronte ad una gravissima ipotesi di reato, si
tratterebbe - ha rilevato Martini - di una tratta comparabile alla vivisezione;
ho pertanto immediatamente disposto una verifica con i Nas".
Martini ha inoltre ricordato che nel 2007 la Conferenza Stato Regioni ha
deliberato un accordo concernente le Linee guida relative all'esercizio delle
attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario.
In particolare, ha sottolineato il sottosegretario, "si prevede l'obbligatorietà
della piena sicurezza e tracciabilità di tutte le sacche di sangue utilizzate
nelle trasfusioni per animali". A questo scopo, presso ogni struttura medico
veterinaria autorizzata deve essere predisposto un sistema di registrazione e di
archiviazione dei dati che consenta di ricostruire il percorso di ogni unità di
sangue, dal momento del prelievo fino alla sua destinazione finale.
Inoltre, i dati del donatore devono essere registrati e aggiornati in uno
schedario donatori ed è prevista una costante vigilanza da parte dei servizi
veterinari territoriali.
GRANDI ANIMALI
Fonte: Le Scienze (Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 2/gennaio 2010)
Un nuovo composto si aggiunge alle (scarse) armi di cui attualmente dispone la medicina per contrastare il virus dell'influenza aviaria H5N1. Ne dà la notizia un articolo pubblicato su "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS) in cui è descritta una ricerca condotta da Yoshihiro Kawaoka e collaboratori presso le Università di Tokyo e del Wisconsin. Il composto, chiamato T-705 (favipiravir), si sarebbe rivelato più efficace del principale principio antivirale attualmente messo in campo contro l'aviaria, l'oseltamivir.
"Il virus H5N1 è così fortemente patogeno che l'oseltamivir non riesce a proteggere tutti gli animali infettati", ha detto Kawaoka.
La ricerca condotta sui topi ha mostrato che il composto era efficace e sicuro contro il virus H5N1, l'agente patogeno della temibile influenza aviaria, ma anche contro l'influenza stagionale e i ceppi più aggressivi del virus H1N1 virus. La sostanza è stata attualmente già testata nell'uomo rispetto all'influenza stagionale in Giappone, dove stanno per iniziare i trial clinici di fase III.
Particolare rilievo hanno dato i ricercatori al fatto che il composto è in grado di agire anche diversi giorni dopo l'infezione, e che è attivo anche contro i ceppi oseltamivir-resistenti che sono stati recentemente osservati.
Il bersaglio del T-705 è una molecola virale critica, una polimerasi che consente al virus di copiare il proprio materiale genetico, costituito da RNA. Inattivando questa polimerasi, il virus diventa incapace di produrre nuove copie di sé e l'infezione si spegne.
L'oseltamivir, che - osservano i ricercatori - resta un efficace farmaco antivirale, ha invece come bersaglio la neuramminidasi, una proteina che si trova alla superficie della particella virale e che è essenziale per la sua diffusione nel sistema respiratorio.
"L'attività di questo agente è considerevolmente superiore a quella dell'oseltamivir; il composto è molto specifico per la polimerasi virale e non interferisce con la polimerasi dell'ospite, una cosa importante ai fini della sicurezza e della riduzione degli effetti collaterali", ha dichiarato Kawaoka.
"PNAS" segnala la presenza di possibili conflitti di interessi per alcuni dei partecipanti alla ricerca.
Fonte: corriere.it 28/01
Ogni anno gli allevamenti italiani consumano 3,5 milioni di
tonnellate di farina di soia Ogm (organismo geneticamente modificato). È una
quota pari al 25% del fabbisogno totale (14,5 milioni di tonnellate, di cui 10,5
milioni di mais) necessario per nutrire bovini, suini, polli e tacchini. Numeri
poco conosciuti al di fuori di una ristretta cerchia di addetti ai lavori, ma
particolarmente utili oggi, nel momento in cui la Conferenza Stato-Regioni sta
lavorando sulle «linee guida» per la coesistenza tra le colture bio-tech e
quelle tradizionali. In parallelo si è riacceso il confronto tra le «due
agricolture» italiane: la prima incardinata «sull’identità Dop» (versante
Coldiretti), l’altra fondata sui grandi allevamenti e le colture estensive
(sponda Confagricoltura).
Premessa obbligatoria: la farina Ogm viene importata, sostanzialmente, da
Argentina, Brasile e Stati Uniti. Ma tra i documenti di accompagnamento deve
figurare l’autorizzazione preventiva concessa dall’Unione Europea, che sottopone
ogni sostanza (in questo caso i semi di soia) all’esame scientifico
dell’Autorità per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa). «La produzione
italiana non è in grado di soddisfare il fabbisogno delle stalle e la farina di
soia Ogm costa molto meno di quella tradizionale» dice Filippo Galli, presidente
di Anacer, Associazione nazionale cerealisti che rappresenta circa 100
importatori, l’80% del totale. All’allevatore la farina di soia biotech costa il
20-30% in meno. «Questo spiega perché la versione Ogm sia diventata ormai una
componente essenziale della dieta giornaliera praticamente in tutti gli
allevamenti italiani, compresi quelli da cui dipendono le filiere delle
principali Dop, dal prosciutto San Daniele al Parmigiano, al Grana eccetera »
sostiene Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo,
l’organizzazione dei produttori di mangimi.
La farina di soia fornisce proteine e incide in maniera diversa nella dieta
degli animali: si va dal 10% per i suini, al 30% per i bovini da latte.
In Italia esiste anche una sacca di soia «Ogm free», ma mette insieme solo
500-600 mila tonnellate all’anno, pari al 5-7% del totale. Le norme europee
impongono trasparenza: se la componente Ogm supera la soglia dello 0,9%, va
segnalato sulle etichette delle confezioni.
Da SivempOnLine 28/01/10
Gli allevatori potranno presto scegliere se far nascere femmine o maschi dalle proprie bufale, dimezzando i tempi per il miglioramento genetico e facendo crescere velocemente il potenziale zootecnico tipico dell'Italia.
Il primo seme sessato al mondo di bufalo di razza Mediterranea italiana sarà presentato dil 29 gennaio nel casertano, presso il Russo Center. L'iniziativa si deve a due imprenditori, il Centro Tori Chiacchierini di Perugia e l'Azienda agricola Casabianca di Fondi (Latina), che collaborano da anni con il Cipab (Consorzio incremento produttivo allevamenti bufalini) per la crescita genetica degli allevamenti.
L'obiettivo del progetto è aumentare il reddito aziendale aumentando sia le produzioni di latte, che quelle derivanti dalla vendita del proprio materiale genetico. In sostanza, l'allevatore potrà decidere quanti maschi far nascere nel proprio allevamento, in base alle proprie necessità, evitando perdite economiche e concentrando le proprie attenzioni all'allevamento delle femmine, fonte di sicuro reddito.
Da Large Animal Review dicembre 2009
Il controllo delle zoppie rappresenta la sfida più significativa per l’allevamento bovino da latte, date le pesanti conseguenze sul benessere animale e le gravi perdite economiche indotte da questa condizione.
Le ulcere della suola e gli ascessi della linea bianca sono patologie croniche ubiquitarie associate alle perdite economiche più elevate tra tutte le lesioni podali bovine. Le cause alla base di queste condizioni non sono ancora completamente comprese. Uno studio osservazionale cross-sectional ha indagato l’associazione tra lesioni del corno degli unghioni e spessore del cuscinetto digitale; quest’ultimo veniva valutato mediante esame ecografico della suola presso la tipica sede di ulcerazione. Erano incluse nello studio 201 vacche da latte Holstein in lattazione. La prevalenza delle ulcere soleari era pari a 4,2 e 27,8% rispettivamente per numero di parti uguale a uno e maggiore di 1. La prevalenza della malattia della linea bianca era pari a 1 e 6,5% rispettivamente per numero di parti uguali a uno e maggiore di 1. La prevalenza della zoppia (punteggio visivo della locomozione maggiore o uguale a 3) era pari a 19,8 e 48,2% rispettivamente per numero di parti uguale a 1 e maggiore di 1. La prevalenza di ulcere della suola e malattie della linea bianca era significativamente associata allo spessore del cuscinetto digitale: le vacche in cui lo spessore del cuscinetto era compreso nel quartile superiore della misurazione avevano una prevalenza di zoppia di 15 punti percentuali minore rispetto a quelle comprese nel quartile inferiore.
Il punteggio di condizione corporea era positivamente associato allo spessore del cuscinetto digitale. Il valore di grigio medio dell’immagine ecografica del cuscinetto digitale mostrava un’associazione lineare negativa con lo spessore del cuscinetto stesso (R2=0,14), indicando che la composizione di tale struttura potesse mutare insieme allo spessore. Inoltre, lo spessore del cuscinetto digitale diminuiva rapidamente dopo il primo mese di lattazione, raggiungendo il nadir 120 giorni dopo il parto. Questi risultati, concludono gli autori, supportano il concetto che le ulcere della suola e gli ascessi della linea bianca siano correlati a contusioni all’interno della capsula cornea degli unghioni e che tali contusioni siano la conseguenza della minore capacità del cuscinetto digitale di scaricare la pressione esercitata dalla terza falange sui tessuti molli sottostanti.
Da SivempOnLine 28/01/10
I deputati della Camera Bassa Olandese hanno presentato una mozione per opporsi ad una decisione del Ministro della salute e del Ministro dell’agricoltura di distruggere tutti gli ovini e caprini maschi presenti negli allevamenti infetti da febbre Q.
Dal Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 3/gennaio 2010
Sono state 45.622 le persone colpite nel 2008 in Europa da un'infezione alimentare, con 6.230 ricoveri in ospedale e 32 decessi. Sono i dati dell'ultimo rapporto Efsa sulle zoonosi e le infezioni alimentari. La maggior parte dei 5.332 focolai di infezione riscontrati dagli esperti sono stati causati da Salmonella (35%), seguita da virus e tossine batteriche. Le fonti alimentari piu' frequenti di questi focolai sono state uova e prodotti derivati (23%), carni suine e derivati (10%) e pasti a buffet (9%). La Francia ha riportato il 30,7% di tutti i casi verificati, mentre Portogallo, Lettonia e Romania hanno la piu' alta proporzione di ospedalizzazioni. In Italia si sono registrati 245 focolai di infezione con 807 persone colpite, pari al 4,6% del totale e a un'incidenza di 0,6 ogni 100.000 abitanti.
La Campilobatteriosi rimane l'infezione da animale piu' frequente negli esseri umani in tutta l'Unione europea, con 190.566 casi notificati nel 2008 (in calo da 200.507 nel 2007).
Nei prodotti alimentari, il Campylobacter, che puo' causare diarrea e febbre, e' stato in gran parte riscontrato nelle carni di pollame crudo ma anche negli animali vivi, in particolare pollame, suini e bovini. La Salmonella, la seconda piu' segnalata infezione zoonotica negli esseri umani, e' notevolmente diminuita per il quinto anno consecutivo, con 131.468 casi nel 2008 rispetto ai 151.998 nel 2007. La Salmonella e' stato trovata piu' frequentemente nel pollo, nel tacchino e nella carne di maiale.
Andrea Ammon, capo della Surveillance Unit dell'Ecdc, commenta: "E' incoraggiante notare il calo complessivo della maggior parte delle zoonosi oggetto della relazione. Tuttavia, non c'e' spazio per l'autocompiacimento, e la relazione serve a sottolineare l'importanza degli sforzi congiunti tra il CEPCM e l'EFSA nel fornire dati utili per la riduzione delle zoonosi".
Con 1.381 casi confermati nel 2008, anche le infezioni da Listeria hanno mostrato un calo del 11% rispetto al 2007. Benche' meno frequente nell'uomo rispetto al Campylobacter e Salmonella, Listeria e' noto per avere un alto tasso di mortalita', e i piu' colpiti sono i gruppi vulnerabili come gli anziani. Lo studio ha rilevato Listeria al di sopra del limite legale di sicurezza soprattutto nel pesce affumicato e in quei prodotti a base di carne e formaggi sottoposti a trattamento termico.
Aumentano invece i casi di febbre Q nell'uomo. Questa malattia, causata dal batterio Coxiella burnetii, si deve principalmente all’inalazione di polveri contaminate nei pressi di bovini infetti, ovini e caprini. La Febbre Q causa sindromi simil-influenzali e sintomi gastrointestinali, come febbre e diarrea. Negli animali, i piu' alti tassi di infezione sono stati riportati nelle capre.
Anche l'Escherichia coli ha subito un aumento del 9% rispetto all'anno precedente. Mentre la Yersinia è diminuita del 7% rispetto al 2007. Il rapporto fornisce anche i dati su brucellosi, tubercolosi bovina e rabbia, e le due zoonosi parassitarie trichinellosi e echinococcosi. Il rapporto integrale, in inglese, sul sito dell'Efsa (www.efsa.europa.eu)
INTERFERENZA DEL TEST TUBERCOLINA CON LA SIERODIAGNOSI DI PARATUBERCOLOSI NEI BOVINI
Da Il Chirone N° 1/2010
Nel corso di un esperimento, 63 bovini appartenenti ad un allevamento esente sia da paratubercolosi (PTB) che da tubercolosi furono testati con un test tubercolina intradermico e campioni di sangue furono prelevati prima dell’inoculazione della tubercolina PPD e a 3, 15, 30, 60 e 90 giorni dopo l’inoculazione.
I sieri furono testati per la presenza di anticorpi PTB tramite ELISA-PPA e confermati con un test ELISA commerciale. Tre (4.76%) animali risultarono positivi al test ELISA-PPA e cinque (7.93%) al test ELISA commerciale tra 30 e 90 giorni dopo l’inoculazione. Questi risultati suggeriscono che il test tubercolina nei bovini può interferire con l’attendibilità dei test ELISA impiegati per la diagnosi di paratubercolosi. L’esame sierologico per paratubercolosi dovrebbe quindi essere evitato nei 90 giorni che seguono un’inoculazione di tubercolina PPD.
(Vargesa R. et al.(2009) Interference of intradermal tuberculin tests on the serodiagnosis of paratuberculosis in cattle. Res. Vet. Sc. 86 (3), 371-372)
Dal sito FNOVI 01.02.2010
Si è costituita a Bologna l’Associazione Nazionale veterinari Incaricati U.N.I.R.E.
Il Presidente, Dott. Giuseppe Grandi,
ha anticipato la volontà di formalizzare la richiesta di un incontro con la
FNOVI legato all’esigenza e opportunità di esporre le argomentazioni
dell’Associazione sulle problematiche veterinarie legate all’attività.
ALIMENTI
Fonte: Newsfood.com - 28/01
La Gran Bretagna "apre" l'anno nuovo con un bilancio
complessivo sulle esportazioni di carne bovina e ovina relativo al 2009 ancora
più che positivo. A confermarlo sono i dati, aggiornati a ottobre 2009, diffusi
da Eblex (Beef and Lamb Sector Company) e HCC (Hibu Cig Cymru), gli enti -
rispettivamente inglese e gallese - che si occupano dell'esportazione e della
promozione di carne in Europa.
Nonostante la particolare congiuntura economica l'industria delle carni
d'oltremanica registra dati ragguardevoli, soprattutto per quanto riguarda i
rapporti commerciali con l'Italia che continua ad essere uno dei principali
importatori di carne ovina e bovina britannica.
Per quanto riguarda la carne bovina, la Gran Bretagna ne ha esportato nel nostro
Paese ben 5.925 tonnellate (su 66.719 tonnellate vendute in tutto il mondo),
pari a 65% rispetto al 2008 e per un valore di circa 30 milioni di sterline. Con
questi numeri l'Italia conferma il suo quarto posto nella lista dei paesi
importatori di carne bovina inglese (rispetto ai dati aggiornati a settembre
09), dopo i Paesi Bassi, l'Irlanda e la Francia.
Considerevoli sono anche i dati relativi all'esportazione di carne ovina.
L'agnello, infatti, grazie alle sue qualità organolettiche e alle sue notevoli
caratteristiche nutrizionali, sta riscuotendo grande successo soprattutto in
Italia e, sebbene il 70% venga consumato in occasione delle festività di Pasqua
e di Natale, questo prezioso alimento è presente sul mercato per 12 mesi
all'anno rappresentando un'eccellente alternativa alle altre carni comunemente
consumate.
Nei primi dieci mesi del
2009 l'Italia ha importato 3.592 tonnellate di carne ovina (su
76.364 tonnellate vendute in tutto il mondo), pari al 41% in più rispetto
all'anno precedente e per un valore di 11 milioni e mezzo circa di sterline. Con
questi numeri l'Italia risulta essere il quarto Paese importatore di carne
d'agnello, dopo Francia, Belgio e Germania e superando, rispetto ai dati
relativi a settembre
2009, l'Irlanda che scivola di una posizione.
La tradizione dell'allevamento e della produzione di carne in Gran Bretagna è
secolare: oggi, la carne proveniente dagli allevamenti inglesi è di qualità,
sicura e garantita dalla rintracciabilità di filiera. Oltre a queste garanzie,
il suo successo dipende anche dalle caratteristiche organolettiche (tenerezza e
sapore su tutti) che soddisfano appieno il desiderio dei consumatori.
Da Notizie ANMVI
Nel consumo della carne di cavallo primeggia la Puglia con il 32%, segue la Lombardia (14,3%), il Piemonte (10,8%), l'Emilia Romagna (9,2%), il Veneto (7,6%) e il Lazio (5,5%); in media ogni italiano consuma, in un anno, 1 kg di carne equina. Nelle carni equine il ferro e' pari a 4 mg in ogni 100 gr di carne (il doppio rispetto ai tagli bovini).
VARIE
Da SivempOnLine 1 e 2 febbraio
La Direzione Generale della sanità Animale e del Farmaco Veterinaria del Ministero della Salute ha diramato le "Linee guida per la gestione del sistema di famacovigilanza veterinaria nazionale" (per semplificare gli adempimenti e le procedure relative) e le "Linee guida per la disciplina della registrazione e della trasmissione dei dati informativi indispensabili per istituire un sistema di tracciabilità del farmaco veterinario" (per rafforzare le misure di prevenzione e di tutela della salute pubblica ed animale , contrastare più efficacemente le possibili frodi e consentire il monitoraggio degli approvvigionamenti di medicinali).
E’ possibile visualizzare le Linee Guida anche sul nostro sito www.ordineveterinarimantova.it
nella sezione Info Utili, cliccare su Farmacovigilanza / Tracciabilità
LIBERALIZZARE IL FARMACO? RISPONDE IL MINSAL
Da Notizie ANMVI 02-02-2010
La Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha inviato una nota all'ANMVI e alla FNOVI "in relazione alle numerose richieste di interpretazione della normativa che disciplina il farmaco veterinario e di liberalizzazione dell'impiego in tale ambito del farmaco umano": la nota, firmata dal Direttore Generale Gaetana Ferri, riferisce che "tra le più urgenti problematiche emerse, giova ricordare quelle che ruotano attorno alla mancanza di medicinali veterinari autorizzati, come nel caso delle specie minori, l'uso in deroga, o la questione relativa al prezzo elevato dei medesimi, per la soluzione del quale il Sottosegretario On Francesca Martini ha richiesto espressamente alla scrivente Direzione di ricercare un accordo con tutti i soggetti coinvolti".
La mission del Ministero: la nota ministeriale sottolinea la ferma intenzione di trovare una soluzione alle problematiche suddette, condivisa da tutti i soggetti coinvolti nel settore del farmaco veterinario.
Farmaco veterinario e farmaco umano: sottolineando l'importanza dell'invio di segnalazioni di farmacovigilanza, la Direzione ribadisce che "la legislazione comunitaria assegna al farmaco veterinario una propria specificità. Attraverso una dettagliata disciplina degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni che sono necessari a garantire l'efficacia, la sicurezza e la qualità del farmaco veterinario in fase di impiego, la normativa stessa offre le migliori garanzie sia per gli animali che per il consumatore, attraverso l'eliminazione dei residui negli animati da reddito. Il farmaco umano, in tale contesto, riveste un ruolo di eccezionalità, come previsto dagli articoli 10 e 11 del decreto legislativo n. 193/2006".
Uso in deroga: nel caso di uso in deroga per mancanza di medicinali veterinari per una determinata specie animale o patologia, "deve sempre risultare evidente la motivazione d'uso, al fine di garantire il principio del rispetto della normativa di riferimento ed allo stesso tempo il benessere dell'animale. A tale riguardo la responsabilità della scelta nella prescrizione dei medicinali in deroga ricade sul veterinario, il quale, in caso di controllo ufficiale, ha l'obbligo di dimostrare le evidenze che hanno determinato quella scelta. Il rispetto delle buone pratiche cliniche consente l'applicazione corretta dell'uso della "cascata"; ne sono esempi la scelta dell'antibiotico di elezione dopo antibiogramma, la scelta in deroga di una diversa forma farmaceutica, eccezionalmente, in caso di vomito quando il medicinale veterinario è solo in compresse".
Sanzioni: la nota ribadisce che "in sede di modifica del D. L.vo n. 1.93106, sarà cura della scrivente Direzione farsi carico con il Ministero della Giustizia di adeguare le sanzioni comminate per errori formali nelle prescrizioni alle sanzioni concernenti il settore del farmaco umano".
Da SivempOnLine 27 gennaio
Sono stati ufficialmente attivati presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Padova le Scuole di Specializzazione per veterinari in “Allevamento, Igiene, Patologia delle specie acquatiche e controllo dei prodotti derivati”, “Ispezione degli alimenti di origine animale” e “Sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche”.
Le domande di ammissione devono pervenire entro il 23 febbraio 2010 all’Ufficio Post Lauream dell’ateneo di Padova.
http://www.unipd.it/specializzazione/elenco/area_veterinaria.htm
Dal sito FNOVI 01.02.2010
Torna “Il Chirone”, testata nata a Brescia oltre 15 anni fa, in versione on-line. Ne dà notizia il Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Brescia Gaetano Penocchio, anche Presidente FNOVI, che spiega “La rivista si propone come uno spazio che vuole promuovere la conoscenza, la ricerca, la riflessione, la documentazione, la formazione e l'aggiornamento su tutti gli argomenti di interesse della nostra professione”.
La rivista conterà sulla collaborazione di Gianfranco Panina, firma già nota ai lettori perché curatore di una rubrica fissa della rivista dedicata alla selezione “dalla stampa internazionale”.
Da SivempOnLine del 02/02/10
Gli alveari italiani stanno rinascendo a nuova vita, con uno stato di salute eccellente e produzioni di miele ottime, sia in termini di qualita' che di quantita'. Gli italiani si sono resi protagonisti di una vera e propria gara di solidarieta' nei confronti delle api, con consumi di miele in crescita vertiginosa (+50%) nel corso del 2009. Un successo per gli apicoltori, in prima linea nella campagna contro i pesticidi killer, che ha visto tutta l'Italia - dai produttori ai consumatori, dalle istituzioni fino alla ricerca - mobilitarsi per salvare le api dal grave problema della moria degli alveari.
Ma il mondo del miele non si ferma e si riunisce dal 3 al 7 a Chianciano Terme in occasione del Congresso nazionale dell'apicoltura italiana, affinché lo stop all'uso dei concianti neonicotinoidi possa diventare definitivo, dopo lo stop fino al 20 settembre 2010 previsto dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Gli apicoltori italiani insieme all'Unaapi hanno raccolto, tramite una sottoscrizione, oltre 120.000 euro "per fronteggiare nei tribunali e nel Paese lo strapotere della lobby dei "venditori di chimica'", spiega il presidente Francesco Panella. E gli effetti si sono potuti registrare fin da subito: lo scorso anno non si sono verificati quei fenomeni devastanti di spopolamento e moria degli alveari degli anni precedenti, gli allevamenti apistici italiani si sono ricostituiti, le produzioni aumentate e migliorate qualitativamente, i consumi passati dai 400 ai 600 grammi a testa.
Mantova, 4 febbraio 2010
Prot. 84/10
DALL’ORDINE
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Facoltà di Veterinaria Perugia: bando per il corso di Master di I livello in "Attività e Terapie assistite con l'ausilio di Animali” scadenza 4 febbraio 2010. Regolamento, bando e domanda di iscrizione: http://www.unipg.it/studenti/bandi.jsp?idCorso=227&idBando=441 oppure http://facolta.unipg.it/veterinaria/master
2) SIVAR: L'impiego dei fans nel trattamento delle patologie respiratorie bovine – Verona 4 febbraio – www.sivarnet.it
3) Fondazione Iniz. Zoop. e Zoot.: L’asino partner nelle attività sociali 25 febbraio Brescia – www.fondiz.it
4) SIVAE: La medicina del comportamento nei nuovi animali da compagnia: semiologia, patologia e terapia – Cremona 27-28 febbraio – www.sivae.it
5) Università di Bologna: Corso di Alta Formazione in "Economia e Management nelle Aziende Sanitarie" A.A. 2009/2010 febbraio-maggio c/o Facoltà di Economia Sede di Forlì – info: segresanita.ecofo@unibo.it
6) Università di Milano: "Gli animali 'urbanizzati': ruolo e status nell'assetto sociale attuale. Aspetti giuridici ed etici della convivenza" marzo-giugno Milano; info: Tel. 02/50317849, paola.fossati@unimi.it
7) SIVAE: Diagnostica di laboratorio delle specie non convenzionali: un approccio pratico – Cremona 24-26 marzo – www.sivae.it
8) Il Portale del cavallo: Salone del cavallo 9-11 aprile Roma www.romacavalli.it
9) La SEAF (Scuola Europea Alta Formazione) di Milano, in collaborazione con CSOA (Centro Studi Omeopatia Applicata), Gruppo Omeopatico Dulcamara, e Galdus (provider ECM), presenta la Scuola di Alta Formazione Omeopatica – Info: Tel 0245473790 - E-Mail iscrizioni@fad.formazioneseaf.it – Sito: http://fad.formazioneseaf.it
MANTOVA TV
Il Consiglio Direttivo, riunitosi il 19 c.m., ha preso in esame la proposta pervenuta all’Ordine da parte di “Mantova TV” - che trasmette sui canali 51 (analogico), 33, 64, 57 (digitali) - la quale mette a disposizione, a pagamento, spot pubblicitari e spazi per comunicazioni di vario tipo, inerenti problematiche di settore.
Mantova TV
L’Ordine non è interessato ad usufruire di questo servizio, però il Consiglio ritiene che tale proposta può essere usufruibile dai colleghi per scopi promozionali.
Ricordando che la pubblicità, pur essendo stata liberalizzata col “Decreto Bersani”, deve essere resa secondo correttezza, trasparenza e verità, il cui rispetto è verificato dall’Ordine provinciale, al quale pertanto va sempre inviata preventivamente una comunicazione in merito a ciò che si intende comunicare.
Per ulteriori chiarimenti si prega di rivolgersi a Franco Vallenari: tel. 0376/246316; cell. 347/0521458; e-mail: commerciale@mantovatv.it
ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI
Nella riunione del Consiglio Direttivo del 19/01/10 sono state accolte le domande di iscrizione di Moreno Graziani di S. Giacomo Segnate, Edoardo Auriemma di Ponti sul Mincio; e la domanda di cancellazione di Francesca Morandi di Cerese.
PREMI DI STUDIO FEDERSPEV
La Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove mette a disposizione 5 premi di studio di € 1.550 ciascuno da assegnare per il 2010 a 5 organi di sanitari (medici, veterinari e farmacisti) il cui genitore superstite sia iscritto alla Federspev da almeno 1 anno, per un lavoro individuale originale su argomenti di medicina-chirurgia, veterinaria, farmacia, giurisprudenza e scienze economiche. Il concorso è riservato ai laureati negli anni accademici 2007/8/9. I concorrenti dovranno inviare entro il 28/02/10 la documentazione necessaria. Per info: tel. 030/2429537
FISCO / SENTENZE
RIFORMA BRUNETTA: PER LE CONSULENZE SERVE LA LAUREA
Da IlSole24Ore Sanità 12/01/10
La Legge 69/2009 nell’ambito della “Riforma Brunetta” dispone che per poter stipulare contratti d’opera (consulenze) occorre la laurea. Pertanto le ASL e le altre Pubbliche Amministrazioni non possono più stipulare contratti d’opera con ragionieri e geometri, ad esempio, anche se questi sono professionisti regolarmente iscritti nei propri albi professionali e titolari di partita Iva. Si tratta di un limite significativo per le aziende del SSN che, in caso di mancanza di risorse interne, potranno stipulare solo co.co.co. o collaborazioni occasionali.
Queste tipologie contrattuali potranno adesso essere stipulate anche per docenti, ricercatori ed informatici non laureati. Questa maggiore apertura prevista dalla legge sembra neutralizzata dall’introduzione di un ulteriore vincolo di natura finanziaria secondo cui l’incarico di co.co.co. od occasionale non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Anche qui un intervento chiarificatore della Funzione pubblica è indispensabile.
DANNI DA FAUNA SELVATICA, RISARCISCE LA PROVINCIA
Da Notizie ANMVI 25-01-2010
Se l'incidente stradale è causato da un animale selvatico, a risarcire i danni all'automobilista sarà la Provincia, che gestisce 'materialmente' il territorio. E' quanto ha deciso la corte di Cassazione con la sentenza numero 80 del 2010, nella quale ha bocciato la Provincia di Pesaro Urbino condannandola a risarcire i danni di un incidente stradale causato da un animale selvatico, risolvendo la battaglia tra l'ente provinciale e la Regione Marche a favore di quest'ultima.
Al centro del contendere la richiesta di risarcimento avanzata da un automobilista rimasto coinvolto in un incidente causato da un animale. La Cassazione, in sostanza, ha affermato che la responsabilità spetta a chi ha la gestione "materiale" del territorio e non a chi fa le leggi.
Da Notizie ANMVI 18-01-2010
Un meticcio di proprietà muore nella pensione per animali in cui era stato alloggiato dai proprietari. Nessuno assiste all'incidente, la cui dinamica non viene ricostruita, ma per il veterinario che presta i soccorsi risulta evidente l'estrema gravità delle condizioni in cui viene ritrovato il cane ("il cane decedeva a causa di uno stato di shock collasso cardio-circolatorio o trombo embolia polmonare con emorragia polmonare; nessun segno di lotta veniva riscontrato sul corpo dell'animale").
Anche in assenza di autopsia, il tribunale di Rovereto ha condannato i responsabili della struttura al risarcimento, concludendo che l'uccisione dell'animale domestico è danno non patrimoniale risarcibile, rientrante nell'ordinaria prevedibilità. La tutela dell'animale di affezione, nel caso di specie, un cagnolino, deve ritenersi dotata di un valore sociale tale da elevarla al rango di diritto inviolabile.
Inoltre per i giudici, chi assume l'onere di custodire un animale deve, infatti, apprestare modalità tali da evitare che lo stesso fuoriesca dal recinto, essendo evidente che la fuga, od anche il suo semplice tentativo, ben può essere fonte di aggressioni o di sinistri.
La sentenza è particolarmente importante perché affronta un tema (quello del danno non patrimoniale da uccisione dell'animale di affezione) molto dibattuto in giurisprudenza e dottrina.
ENPAV
Dal sito www.enpav.it
Ogni veterinario iscritto all’Albo Professionale e non iscritto all’Enpav (in quanto ha ottenuto la cancellazione ai sensi degli artt.24 e 31 della legge 27/04/91), ha l’obbligo di versare alla Cassa dei Veterinari il contributo di solidarietà (pari al 3% del reddito professionale netto prodotto nel corso dell’anno precedente; il contributo minimo per l’anno 2009 è stato di € 195,00).
Il contributo, come riconosciuto
dalla Corte di Cassazione con sentenza n° 88 dell’8 marzo 1995, è espressione
dello scopo solidaristico che sta alla base di tutti i sistemi previdenziali
professionali, ed ha anche una finalità di tipo assistenziale.
Infatti agli iscritti che, colpiti da qualche infortunio o malattia o da eventi
di particolare gravità versino in precarie condizioni economiche, ai beneficiari
di qualsiasi tipo di pensione erogata dall’Ente, ai superstiti che si trovino in
particolari condizioni di bisogno, possono essere concesse indennità una tantum
o provvidenze a carattere continuativo.
Ciò premesso, l’Enpav ha richiesto all’Agenzia delle Entrate di conoscere se il
contributo di solidarietà sia deducibile e, con nota n° 954-197049/2009 del
31/12/2009, l’Agenzia delle Entrate ha dato parere positivo, riconducendo il
contributo di solidarietà nell’art.10, comma 1, lettera e) del D.P.R. n°917 del
22 dicembre 1986 e quindi riconoscendo la sua deducibilità.
Da 30 Giorni/dicembre 2009
Tutti i veterinari che hanno periodi contributivi validi ai fini previdenziali riceveranno l’Estratto Conto Integrato contenente i dati relativi ai redditi dichiarati ed alla contribuzione dovuta/versata.
L’ECI viene emesso dal Casellario centrale delle posizioni previdenziali attive, istituito presso l’INPS, che raccoglie le informazioni relative ai lavoratori iscritti ai regimi pensionistici obbligatori.
Si tratta di uno strumento utile a conoscere la propria posizione previdenziale ed a programmare il proprio futuro.
In un prossimo futuro sarà possibile interrogare l’estratto conto integrato anche tramite il sito Enpav.
PICCOLI ANIMALI
I nostri iscritti Dr. Gino Piccinini e Dr.ssa Luana Carreri ci hanno comunicato, e noi a nostra volta lo annunciamo con grande soddisfazione, che un loro lavoro presentato all'American Heartworm Society con convegno triennale in Menphis (16-17-18 aprile 2010) è stato accettato.
Il titolo del lavoro è "AN EPIDEMIOLOGIC ASSESSMENT OF CANINIE HEARTWORM IN NORTHERN ITALY".
Sono pubblicate in Gazzetta Ufficiale (n. 19 del 25/01/10) le linee guida sui "Percorsi formativi per i proprietari dei cani". Il decreto ministeriale 26/11/09 attua l'ordinanza 3 marzo 2009 sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani.
L’obiettivo generale del corso
di formazione è quello di favorire un corretto sviluppo della relazione tra il
cane ed il proprietario al fine di consentire l’integrazione dell’animale nel
contesto sociale; inoltre previene lo sviluppo di comportamenti indesiderati da
parte degli animali.
Il percorso formativo fornisce nozioni sulla normativa vigente e sulle
caratteristiche fisiologiche ed etologiche del cane in modo da indirizzare il
proprietario verso il possesso responsabile.
Sono fruitori del corso di formazione tutti i cittadini proprietari e detentori di cani o che intendano divenirlo (volontari), mentre i proprietari dei cani di cui all’articolo 1, comma 6 dell’Ordinanza, devono seguire il percorso obbligatorio prescritto dal veterinario ufficiale che può avvalersi della consulenza di un veterinario esperto in comportamento animale per una valutazione comportamentale sul cane volta ad individuare il percorso formativo e terapeutico più idonei.
Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali in collaborazione con la FNOVI ha sviluppato i contenuti del percorso formativo di base; durante tale percorso devono essere affrontati almeno i seguenti argomenti: etologia canina; sviluppo comportamentale in relazione alle diverse fasi della vita; benessere del cane: bisogni fondamentali e principali cause di sofferenza; comunicazione intra ed extraspecifica. Il linguaggio del cane: comunicazione olfattiva, acustica e visiva; relazione uomo - cane: errori di comunicazione; come prevenire l’aggressività e i problemi di comportamento; normativa vigente in materia di tutela del benessere degli animali d’affezione: obblighi e responsabilità del proprietario.
La fase teorica può essere integrata da dimostrazioni pratiche.
Al termine del percorso formativo il
proprietario deve effettuare un test di verifica predisposto dal servizio
veterinario ufficiale volto a valutare le conoscenze acquisite ed al conseguente
rilascio del patentino.
Info su
www.ministerosalute.it e sul sito dell’Ordine nella sezione Info.
"I medici veterinari per poter essere definiti «esperti in comportamento animale» devono essere in possesso dei requisiti previsti nelle linee guida emanate dalla FNOVI:
1) Laurea in Medicina Veterinaria e iscrizione all’Ordine
2) Esercizio della professione da almeno 3 anni
3) Formazione: Scuole di Specializzazione Universitarie, Master Universitari; certificazione attestante la partecipazione e la frequenza ad un corso di formazione teorico-pratico presso una scuola, con superamento di un esame finale. La scuola deve garantire determinati requisiti (riportati nelle linee guida).
4) Formazione - ulteriori requisiti
- effettuazione di attività didattiche, anche non continuative, di Medicina Comportamentale;
- partecipazione a corsi formativi quali seminari, corsi intensivi;
- partecipazione a convegni sulla materia negli ultimi cinque anni.
5) Nei casi in cui gli Ordini ritengano sussistere una acclarata competenza e professionalità clinica del richiedente, possono valutare, in alternativa ai requisiti di cui ai punti 3 e 4, il possesso di alcuni requisiti (es. partecipazione a convegni inerenti la materia in qualità di responsabile scientifico o di relatore).
LE ROTTURE CARDIACHE
Da Settimana Veterinaria NT 679/gennaio 2010
Nel seminario prodotto in collaborazione da Atovelp e Cardiec tenutosi a Pisa lo scorso 29 novembre, il dr. Luigi Venco ha trattato anche delle rotture cardiache.
La presentazione clinica del soggetto con rottura cardiaca è simile alla sincope, con improvvisa debolezza, shock e pallore delle mucose, ma questa condizione tende a durare più di 20 secondi e la ripresa, se c’è, è molto lenta. Nelle forme recenti all’ecocardiografia si osserva nel pericardio liquido anecogeno, ma con un coagulo che lo differenzia da altri versamenti.
Le cause della patologia sono: eccessiva sovra distensione delle camere cardiache, corpi estranei penetranti, neoplasie del miocardio o infarto. L’infarto nel cane è raro ma esiste; si distingue da quello dell’uomo perché non ha origine da patologie coronariche, ma da emboli multipli. Nell’infarto del cane si osservano debolezza improvvisa, shock, dispnea, angor (dolore che causa orripilazione del pelo sulla schiena), aritmie. All’ECG si osservano contemporaneamente l’onda T molto elevata, sopra o sottolivellamento del tratto ST e onde Q profonde. L’evoluzione dipende dall’estensione dell’infarto, ma in genere i cani sono capaci di sopravvivere ad infarti molto estesi.
GRANDI ANIMALI
PROROGA ORDINANZE
Da nota del Ministero della Salute – Dir. Gen. Sanità Animale 11/01/2010
Oggetto della nota: Proroga misure.
O.M. 14.11.2006: Misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di Tubercolosi, Brucellosi bovina e bufalina, Brucellosi ovicaprina, Leucosi in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
O.M. 12.04.2008: relativa alle misure sanitarie di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza della peste suina classica.
O.M. 18.12.2007: Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli equidi.
In riferimento ai provvedimenti citati, la cui validità è scaduta il 3l dicembre 2009, nelle more dell'adozione di nuove disposizioni allo stato in corso di elaborazione, viene prorogata l'applicazione delle misure sanitarie contenute nelle predette Ordinanze, per evitare eventuali rischi per la sanità animale e per la salute pubblica.
Pertanto viene raccomandato ai servizi veterinari locali di continuare le attività di vigilanza e controllo previste dalle norme richiamate.
Da Notizie ANMVI 11-01-2010
Il Regolamento (CE) n. 21/2004 stabilisce l'obbligatorietà, dal 31 dicembre 2009, dell'identificazione elettronica di tutti gli animali nati dopo tale data.
Gli Stati membri in cui gli animali delle specie ovina e caprina sono almeno 600 000 possono rendere questi sistemi elettronici facoltativi per gli animali che non sono implicati negli scambi intracomunitari.
Tuttavia, per il primo anno dopo il 31/12/09, la maggior parte degli animali sarà identificata solo con identificatori convenzionali non elettronici poiché tali animali saranno nati prima di quella data. Durante questo anno gli animali identificati sia con mezzi elettronici che convenzionali, saranno trasportati e trattati insieme.
Da Il Gazzettino di Rovigo - 14/01
Torna il virus dell’aviaria negli allevamenti polesani e
scattano immediatamente le misure di precauzione. I servizi veterinari dell’Ulss
18, infatti, hanno segnalato alla Regione la presenza del virus del sottotipo H5
nei volatili di un allevamento a Fiesso Umbertiano. Si tratterebbe di una
variante a bassa patogenicità ma, egualmente, come previsto dalla normativa, il
sindaco ha emesso l’ordinanza di sequestro dell’allevamento e di abbattimento di
tutti i volatili, complessivamente 1.658. Una ditta specializzata autorizzata
distruggerà, oltre alle carcasse, anche tutte le uova, le lettiere e i mangimi
presenti nell’azienda. Dovranno anche essere puliti e disinfettati i locali e i
veicoli che sono serviti per il trasporto degli animali. Il ripopolamento
dell’allevamento potrà avvenire solo dopo 21 giorni dal completamento della
disinfezione. Le operazioni sono state concordate coi servizi veterinari, i
carabinieri e la polizia municipale. Nell’area c’è una bassa densità di
allevamenti, ma è comunque stata disposta una zona di restrizione di un
chilometro. L’azienda avrà diritto agli indennizzi previsti per i capi
abbattuti, il mangime e il materiale distrutti. A carico della Regione anche le
spese per il personale che procederà all’abbattimento e all’incenerimento. La
ditta era già sta interessata da un abbattimento di volatili nel luglio 2007,
anche in quel caso per una positività al virus dell’aviaria, riscontrata dai
servizi veterinari. In quell’occasione era stati eliminati circa 2.000 capi. In
casi come questi viene eseguita anche un’indagine epidemiologica. L’importante è
capire, infatti, come il virus è entrato in contatto con l’allevamento in cui è
stata riscontrata la positività.
CONSIGLI SULL’UTILIZZO DEL FARMACO IN AZIENDA
Da UOFAA Informa N° 4/2009
Nel caso sia direttamente l’allevatore a recarsi presso la farmacia, è importante che i farmaci durante il tragitto dalla farmacia all’allevamento siano conservati in maniera corretta. Una volta in azienda, i farmaci devono essere conservati in idonei locali od armadietti ai quali l’accesso deve essere consentito solo al responsabile delle stesse scorte e non a tutti gli uomini di stalla, che spesso non hanno una corretta conoscenza dei prodotti che quindi vengono utilizzati in modo scorretto e spesso pericoloso. Questi locali o armadietti, oltre ad essere chiusi a chiave, devono avere idonee caratteristiche in modo da garantire una corretta conservazione dei farmaci (temperatura, umidità, esposizione alla luce solare diretta). Un consiglio fondamentale è quello di avere molto ordine nell’armadietto, ad esempio mettendo i farmaci in ordine alfabetico, perché questo ci può aiutare sia nell’utilizzo dei farmaci sia nel dare una buona impressione in caso di verifiche da parte delle autorità competenti.
In prossimità dell’armadietto è buona cosa allestire un piccolo banco di preparazione dei medicinali ed un lavandino, questo per aiutare ad avere una certa organizzazione nella preparazione dei farmaci sia da un punto di vista igienico che pratico. Su questo banco di lavoro non dovrebbe mai mancare un quaderno sul quale annotare in brutta copia (prima di riportare sul registro di carico e scarico) il tipo di prodotto utilizzato, la quantità, l’animale al quale verrà somministrato ed il motivo della somministrazione, in modo da evitare errori nel riportare i trattamenti sui documenti ufficiali. La zona di preparazione del farmaco deve essere asciutta e pulita: prima di aspirare un prodotto da un flacone multi dose bisognerebbe pulire il tappo perforabile con alcool ed aspirare solo con un ago sterile e mai usare un ago già utilizzato, perché così facendo andiamo ad inquinare il contenuto del flacone. Nell’effettuare queste operazioni è consigliato l’utilizzo di guanti sia a livello igienico che di sicurezza (si evita l’eventuale contatto con prodotto che potrebbe penetrare x via trans dermica). Le siringhe utilizzate dovrebbero essere monouso oppure lavate dopo ogni utilizzo con acqua bollente e blando disinfettante, ponendo particolare attenzione a non usare saponi o detergenti x la pulizia di siringhe utilizzate x i vaccini, in quanto i presidi chimici possono distruggere il virus ed inattivare in vaccino. Gli aghi dovrebbero essere sterili per ogni animale, altrimenti corriamo il rischio di trasmettere malattie da un animale ad un altro. L’ago da utilizzare per l’iniezione deve essere quello con il diametro più piccolo che sia ragionevole per il tipo di prodotto ed il volume da iniettare; questo minimizza il danno tissutale e la fuoriuscita del prodotto dal punto di inoculo. Quando si devono somministrare delle quantità importanti di prodotto, ad esempio in muscolo, è meglio dividere la quantità in più punti di inoculo.
Da Notizie ANMVI 15-01-2010
La lotta alla contraffazione dei medicinali è alla base dell'accordo siglato a dicembre da Federchimica e il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, che coordina l'attività dei N.A.S. E' la prima volta che un Comando dell'Arma sigla un accordo con un'associazione confindustriale.
I dati diffusi da Federchimica indicano che i casi di contraffazione affliggono anche il settore dei prodotti per la salute animale: il fenomeno ad oggi non è in attenuazione, e interessa circa il 3-5% delle specialità farmaceutiche per animali produttori di derrate alimentari. Altre forme di "illegalità", quali il mercato nero o le eccessive e ripetute preparazioni galeniche allestite in farmacia, coprono di fatto la contraffazione nel suo significato letterale.
Secondo i dati Oms la contraffazione riguarda gli antibiotici (28%), gli ormoni (18%), gli antiallergici (8%) e gli antimalarici (7%). E, se nei Paesi occidentali le confezioni contraffatte non superano l'1% dei prodotti, in Africa, Asia e America Latina si attestano fra il 30 e il 50%. I prodotti che si trovano più facilmente sono quelli che hanno l'etichetta con informazioni ingannevoli sul contenuto e sull'origine del prodotto stesso.
Riconoscere un farmaco contraffatto non è facile. Bisogna osservare attentamente le scatole: spesso ci sono errori di ortografia sulle confezioni e sui foglietti illustrativi, colori alterati rispetto all'originale, fialette e compresse dalle dimensioni irregolari
Dal 1 gennaio un sito web dell'ISS informa i cittadini sui rischi legati all'acquisto di farmaci attraverso canali non autorizzati. L'iniziativa dell'Istituto superiore di Sanita' punta a informare il cittadino sull'entita' e diffusione dei farmaci contraffatti e sui rischi per la salute, scoraggiando dall'acquisto tramite le farmacie online o altri canali non garantiti. www.iss.it/faco
Da SivempOnLine 20 gennaio
Il 7 gennaio 2010 i laboratori della sezione di Bologna dell’IZSLER hanno rinvenuto larve di Trichinella in un cinghiale. Si tratta del primo caso documentato in Italia della presenza di Trichinella pseudospiralis nel cinghiale.
Da Notizie ANMVI 25-01-2010
"E' consentita la movimentazione verso l'Italia di animali per i quali sono stati effettuati in Austria ambedue gli interventi vaccinali nei confronti del sierotipo circolante in Austria, trascorsi 30 giorni dalla data del secondo intervento vaccinale". Questa la modifica del 13/01/10 all'accordo tra Italia e Austria per le spedizioni in Italia di animali vivi delle specie sensibili alla febbre catarrale degli ovini dalle zone di restrizione per la Blue Tongue del territorio austriaco.
Il Ministero della Salute, nel dare notizia della modifica intercorsa, evidenzia che viene rimosso il limite di età per gli animali vaccinati (precedentemente fissato a 8 mesi) e che restano ferme tutte le altre disposizioni previste dall'accordo con le autorità austriache.
Da SivempOnLine 20 gennaio
Continua in Piemonte la lotta contro la diffusione della bluetongue da sierotipo 8 nei bovini e nei piccoli ruminanti. Terminata nel 2009 la prima fase della vaccinazione, da febbraio ad aprile si praticherà il richiamo, con un vaccino registrato per l’intervento sottocute, che renderà più semplici e efficaci gli interventi
Per poter verificare la presenza della bluetongue sul territorio piemontese, è stata da tempo attivata una rete di 392 aziende sentinella, distribuite nelle diverse province. In ciascuna di esse una decina di capi, non vaccinati, vengono controllati ogni quindici giorni attraverso un esame sierologico, in grado di dimostrare l’eventuale contatto con il virus. Dall’inizio del 2009 sono stati effettuati oltre 70.000 accertamenti.
Giuliana Moda, responsabile del Settore prevenzione veterinaria della Regione, spiega «A partire da settembre 5 aziende sentinella della provincia di Torino e 2 della provincia di Asti hanno reagito positivamente ai controlli, dimostrando la presenza di limitate aree in cui la malattia è ancora circolata. E’ quindi necessario ripetere la campagna, in modo da assicurare anche per il 2010 la protezione degli allevamenti, visto che l’efficacia del vaccino si esaurisce entro un anno». Poiché gli animali hanno già una immunità di base, sarà sufficiente una sola vaccinazione. Gli interventi sono completamente gratuiti per gli allevatori. La malattia, come noto, non è trasmissibile all’uomo.
ALIMENTI
Da SivempOnLine 14/01/10
Con il via libera dell'Unione Europea e' finalmente operativa la prima legge sui cibi a chilometri zero approvata dalla regione Veneto su iniziativa della Coldiretti che ha raccolto le firme in suo sostegno. Il testo innovativo introduce per la prima volta - sottolinea la Coldiretti - la definizione di "prodotti agricoli a km zero" individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalita', sostenibilita' ambientale, qualita' organolettiche e legame con la tradizione culinaria. In un Paese come l'Italia dove oltre l'86% dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi 1/3 sui costi di frutta e verdura, la nuova norma promuovendo il consumo di prodotti locali aiuta le tasche ma anche la salute e l'ambiente in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici. L'iniziativa - sottolinea la Coldiretti - risponde al bisogno di un numero crescente di consumatori che vuole condurre uno stile di vita attento all'ambiente e alla salvaguardia del clima anche a tavola. Dopo la pubblicazione nel BUR la normativa sara' applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l'orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati.
L'articolato prevede inoltre spazi riservati agli agricoltori nei mercati rionali, che non andranno a ledere gli interessi di altre categorie, ma integreranno la gamma delle offerte stagionali ai consumatori attraverso la filiera corta. Significativa l'adozione di "menu” a km zero" da parte di alcuni ristoratori che impiegano ricette a base del 30% di specialità provenienti dalle campagne circostanti.
Da Notizie ANMVI 19-01-2010
Le autorità sanitarie italiane e cinesi hanno concordato il certificato veterinario che accompagnerà i prodotti a base di latte dall'Italia verso la Repubblica Popolare della Cina. Il Ministero della Salute ha invitato i Servizi Veterinari ad attendere apposita comunicazione ministeriale per l’utilizzo operativo del modello concordato fra i due Paesi.
Nel frattempo, campioni del certificato veterinario concordato sono già stati inviati all’Ambasciata italiana di Pechino per essere distribuiti ai vari punti di ingresso.
Il modello, nella versione ufficiale, sarà disponibile nella sezione internazionale del sito del Ministero della Salute.
Il rilascio sarà possibile esclusivamente su carta filigranata del tipo utilizzato per le esportazioni verso la Federazione Russa. Le richieste di carta filigranata dovranno essere indirizzate dagli Assessorati alla Zecca di Stato.
VARIE
Da Notizie ANMVI 12-01-2010
Dal 1 gennaio 2010 nuove regole per l'ossigeno terapeutico, commercializzabile solo se dotato di autorizzazione in commercio. Nell'ambito del completamento del processo di recepimento della Direttiva 2001/83/CE, l'ossigeno terapeutico può essere commercializzato solo se dotato di AIC e così gradualmente anche gli altri gas medicinali.
Il DM 29 febbraio 2008, in attuazione di quanto stabilito dalla legge, ha fissato le specifiche tappe del percorso di armonizzazione della normativa relativa ai gas medicinali. In particolare, il decreto ministeriale ha previsto che i gas medicinali già in commercio alla data di entrata in vigore dello stesso decreto potessero continuare a essere commercializzati secondo le seguenti scadenze:
• fino al 31 dicembre 2009, se si
tratta di medicinali composti da solo ossigeno;
• fino al 30 giugno 2010, se si tratta di medicinali composti da solo azoto
protossido;
• fino al 31 dicembre 2010, se si tratta di medicinali composti da sola aria
medicale;
• fino al 31 dicembre 2011, se si tratta di medicinali composti da altri gas non
associati o da miscele di gas.
Ai fini del rilascio dell'AIC, anche i gas medicinali devono, dunque, essere dotati di etichetta e foglietto illustrativo e deve, altresì, essere assicurata la tracciabilità dei lotti di produzione e l'etichettatura dei recipienti. Tra le misure da rispettare figurano anche le regole in materia di farmacovigilanza. La nuova classificazione dei gas medicinali comporterà, inoltre, una variazione dell'aliquota percentuale dell'IVA dal 4% al 10%.
Da SivempOnLine 19/01/10
Il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) degli Usa ha identificato un nuovo virus dell'influenza A che dai suini è diventato contagioso per l'uomo; e' del tipo H3N2, ma sembra essere molto meno aggressivo dell'H1N1. E' un fatto ''naturale che virus nati negli animali diventino contagiosi per l'uomo, ma proprio per questo l'attività di sorveglianza non va assolutamente rallentata'', ha detto la virologa Ilaria Capua.
Mantova, 26 gennaio 2010
Prot. 59/10
Da Notizie ANMVI del 13-01-2010
Il Regolamento CE n. 853/2004 prevede l'obbligo di trasmissione, alle strutture di macellazione, delle informazioni sulla catena alimentare (ICA) relative agli animali che devono essere macellati.
Dal 1 gennaio 2010 l'obbligo riguarda anche i bovini e gli ovini, in base ad una graduale attuazione delle ICA riguardanti gli animali destinati alla macellazione:
• settore avicolo: dal
01-01- 2006;
• settore suinicolo: dal 01-01-2008;
• settore equino e del bovino limitatamente alla categoria dei vitelli (bovini
di età non superiore a otto mesi): dal 01-01-2009;
• per tutti gli altri settori (bovino ed ovicaprino) : dal 01-01-2010.
Gli operatori del settore della produzione zootecnica e della macellazione e le autorità competenti sui controlli ufficiali sono tenuti a garantire per effetto, rispettivamente, dei Regolamenti CE n. 853/2004 e n. 854/2004, le informazioni pertinenti la sicurezza alimentare.
Secondo le disposizioni del Regolamento CE n. 853/2004, gli operatori del settore alimentare che gestiscono i macelli devono richiedere alle aziende di allevamento fornitrici e ricevere, prima o in contemporanea all'arrivo al macello degli animali, pertinenti informazioni in materia di sicurezza alimentare riguardanti in particolare:
- lo stato sanitario
dell'azienda di provenienza o lo stato sanitario del territorio regionale per
quanto riguarda gli animali;
- le condizioni di salute degli animali;
- i medicinali veterinari somministrati e gli altri trattamenti cui sono stati
sottoposti gli animali nell'arco di un determinato periodo e con un tempo di
sospensione superiore a zero giorni, come pure le date delle somministrazioni e
dei trattamenti ed i tempi di sospensione;
- la presenza di malattie che potrebbero incidere sulla sicurezza delle carni;
- i risultati, se pertinenti ai fini della tutela della salute pubblica, di
tutte le analisi effettuate su campioni prelevati dagli animali o su altri
campioni prelevati al fine di diagnosticare malattie che potrebbero incidere
sulla sicurezza delle carni, compresi i campioni prelevati nel quadro del
monitoraggio e controllo delle zoonosi e dei residui;
- informazioni relative alle ispezioni ante e post mortem sugli animali della
stessa azienda di provenienza, comprese, in particolare, le relazioni del
veterinario ufficiale;
- i dati relativi alle produzioni zootecniche, quando ciò potrebbe indicare la
presenza di una malattia;
- il nome e l'indirizzo del veterinario privato che assiste di norma l'azienda
di provenienza.
Qualora giungano al macello animali non accompagnati da informazioni sulla catena alimentare o se tali informazioni non siano plausibili o prospettino un problema di ordine sanitario, l'operatore del macello deve darne immediata notifica al veterinario ufficiale.
Per quanto riguarda Mantova
L’ASL di Mantova sta predisponendo sia la modulistica relativa alle "informazioni sulla catena alimentare", sia i controlli da effettuare negli allevamenti e soprattutto nei macelli.
Pertanto verranno diffuse al più presto, attraverso le NEWS dell'Ordine, tutte le informazioni e gli aggiornamenti di cui trattasi.
CONVENZIONATI GRADUATORIE 2011
Da nota della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Veterinari della Lombardia
Come ogni anno, sono aperti dal 1 gennaio i termini per la presentazione delle domande di inclusione nelle graduatorie della medicina specialistica ambulatoriale, della veterinaria e di altre professionalità (biologi, chimici, psicologi).
I veterinari interessati ad essere inseriti nella graduatoria, da cui la ASL potrà attingere in convenzione nelle discipline interessate per l’anno 2011, devono presentare domanda entro il 31 gennaio 2010 mediante consegna diretta o raccomandata A/R al Comitato Consultivo Zonale per la Specialistica Ambulatoriale presso l'Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. In allegato il fac simile della domanda.
Per la nostra provincia le domande vanno indirizzate a: Azienda Ospedaliera Carlo Poma – Via Albertoni, 1 – 46100 Mantova.
Chi volesse essere incluso nelle graduatorie di più province dovrà presentare analoga domanda presso i rispettivi comitati zonali (si allegano i relativi indirizzi).
Per ulteriori informazioni o eventuali chiarimenti contattare la dr.ssa Daniela Salardi: 0376/464016
Mantova, 14 gennaio 2010
Prot. 31/10
DALL’ORDINE
CORSO DI AGGIORNAMENTO DELL’ORDINE
organizzato con il Gruppo Veterinario Suinicolo mantovano (GVS):
“RADIOGRAFIA DELLO SVEZZAMENTO SUINO” (4 ECM)
a MANTOVA presso Centro Congressi Multicentre (MAMU)
Largo Pradella 1/b - Sala Oltrepò Mantovano
dalle 9.30 alle 17.00
In allegato: programma, domanda iscrizione, informazioni.
Il tutto si trova anche sul nostro sito www.ordineveterinarimantova.it nella sezione Corsi 2010
CORSI/CONVEGNI
L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:
1) Azienda sperimentale Vittorio Tadini: Alimentazione e nutrizione della bovina da latte - Gariga di Podenzano (PC) 19-22 gennaio – www.aziendatadini.it
2) SIVAR: “L'incidenza delle mastiti cliniche: analisi produttiva ed economica” Verona 4 febbraio – www.sivarnet.it
3) PerFormat: Corso teorico-pratico di anestesiologia del cane e del gatto: le basi dell’anestesista - Padova 5-7 marzo – www.performat.org
4) Ad Maiora: Tecniche di riduzione delle fratture 6 marzo - Stabilizzazione delle fratture mediante fissazione ibrida esterna 7 marzo; Montecchio Emilia (RE) - www.ad-maiora.eu
5) PerFormat: Percorso di neurologia e neurochirurgia del cane e del gatto: approccio clinico, diagnostico e terapeutico alle patologie del midollo spinale - Bologna 23-25 aprile – www.performat.org
ECM 2010
Da “Criteri per l’accreditamento dei provider” del prof. Riccardo Vigneri (componente Commissione nazionale per la formazione continua in medicina)
Confermato il numero di crediti ECM per il 2010: n° 50 (minimo 25; massimo 75).
Si ricorda che per il triennio 2008-2010 sono previsti 150 ECM. Possono essere considerati anche 60 crediti già acquisiti negli anni precedenti.
I crediti ECM, acquisiti sia da provider nazionali o sia regionali, hanno valore su tutto il territorio nazionale.
Sanzioni per i professionisti della sanità che non dovessero soddisfare il debito formativo? Attualmente non sono previste sanzioni, anche perché la formazione ECM è basata sulla responsabilità etica individuale.
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA
Riceviamo molte telefonate da parte di veterinari che ci chiedono come mai non sono ancora state attivate le caselle PEC. Si informa che, una volta ricevuti i moduli di adesione, abbiamo provveduto ad inviare i dati anagrafici ad Aruba, la quale è in super ritardo dovendo attivare le caselle dei veterinari italiani richieste da tutti gli Ordini. Appena riceveremo notizie, vi informeremo immediatamente.
FISCO / SENTENZE
fonte: Cassazione.net (Notizie Anmvi 21-12-2009)
Tempi duri per gli Studi di Settore. Il Parlamento e la Suprema Corte infliggono due stop a questi strumenti di accertamento del reddito. Slitta infatti con il milleproroghe la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli studi di settore: per l'anno 2009 è fissato il termine al 31 marzo 2010, mentre per il 2010 il medesimo termine è fissato al 31 marzo 2011.
Intanto, la Cassazione riduce la portata degli studi di settore. Gli scostamenti di reddito dichiarato dal contribuente dagli studi di settore hanno natura presuntiva, rappresentando soltanto "un indice rilevatore di una possibile anomalia del comportamento fiscale". "La procedura di accertamento standardizzato - si legge nel principio enunciato dal Collegio esteso nelle sentenze 26635, 26636, 26637, 26638 - mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata in relazione ai soli standard in sé considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente".
È questa la soluzione che le Sezioni unite civili della Cassazione, con 4 sentenze depositate il 20/12/09, hanno dato al contrasto sugli studi di settore che ha lasciato per mesi col fiato sospeso aziende e professionisti.
Da Notizie ANMVI 8-01-2010
Le società di persone e le associazioni senza personalità giuridica per l'esercizio in forma associata di arti e professioni possono utilizzare le ritenute subite per compensare debiti propri dell'associazione o della società.
La novità è contenuta in una circolare di fine anno dell'Agenzia delle Entrate: il socio, una volta scalata la parte di ritenuta d'acconto necessaria per azzerare la propria Irpef, potrà riattribuire all'associazione professionale il credito eccedente e permettere così a quest'ultima di utilizzarlo per pagare proprie imposte e contributi come ad esempio IVA e Irap. Lo stesso vale per le società di persone che subiscono ritenute d'acconto.
Affinché il meccanismo compensativo si verifichi è però necessario che i soci formalizzino con un atto avente data certa (ad esempio con scrittura autenticata) o con una scrittura inserita nell'atto costitutivo.
Rendendo possibile l'utilizzo in compensazione da parte delle societa' e delle associazioni del credito relativo alle ritenute subite sui redditi prodotti, si modifica il vecchio meccanismo che prevedeva soltanto per i singoli soci la possibilita' di utilizzare in compensazione le ritenute subite dalla societa' o dall'associazione. In virtu' delle decisioni assunte dall'Agenzia delle Entrate i professionisti che esercitano in forma associata avranno, di fatto, maggiore liquidità, un segnale di incoraggiamento per l'esercizio professionale in forma aggregata.
Ma per un vantaggio fiscale che arriva ce n'è uno che decade: non è stato infatti prorogato il cosiddetto sconto sugli studi professionali. Dal 2010 si torna alla indeducibilità dei costi relativi all'acquisizione di immobili da destinare all'attività professionale. Si chiude così il periodo agevolato che aveva consentito la deduzione di ammortamenti e canoni di leasing degli immobili strumentali acquistati nel periodo 2007-2009. Una sola eccezione: i canoni di leasing per gli immobili promiscui, acquistati sia per uso professionale che personale, continueranno ad essere deducibili al 50%.
PICCOLI ANIMALI
Fonte: Journal of Feline Medicine & Surgery (VetJournal 23/12/09)
Uno studio ha
confrontato il controllo della glicemia e le probabilità di remissione in 24
gatti con diagnosi recente di diabete e trattati 2 volte al giorno con glargina,
zinco protamina (PZI) o insulina lenta, e nutriti con una dieta a basso
contenuto di carboidrati.
Dopo il giorno 17, la probabilità di remissione era sostanzialmente maggiore per
i gatti con minore glicemia media delle 12 ore misurata il giorno 17,
indipendentemente dal tipo di insulina. I gatti trattati con glargina
presentavano una glicemia media delle 12 ore minore di quelli trattati con PZI o
insulina lenta e tutti gli 8 gatti trattati con glargina raggiungevano la
remissione, rispetto a 3 gatti trattati con PZI e 2 con insulina lenta. La
probabilità di remissione era maggiore nei gatti trattati con glargina che in
quelli trattati con PZI o insulina lenta.
Nei gatti con diagnosi recente di diabete, concludono gli autori, il trattamento
con glargina due volte al giorno fornisce un migliore controllo della glicemia e
una maggiore probabilità di remissione rispetto al trattamento con PZI o
insulina lenta due volte al giorno.
Un buon controllo della glicemia subito dopo la diagnosi è associato a una
maggiore probabilità di remissione e dovrebbe essere l’obiettivo della terapia
insulinica.
Fonte: Research in Veterinary Science (VetJournal 16/12/09)
Uno studio ha
esaminato un gruppo di 56 cani con infestazione naturale da Leishmania infantum
per stabilire la relazione esistente tra la carica parassitaria e le diverse
forme cliniche di leishmaniosi. La carica parassitaria veniva misurata mediante
real-time PCR sul sangue intero e sugli aghi aspirati linfonodali, prelevati al
momento della diagnosi.
Nei linfonodi dei cani a cui era stato assegnato il massimo punteggio clinico
erano presenti maggiori quantità di DNA di Leishmania.
Questi risultati indicano, concludono gli autori, la presenza di una relazione
positiva tra carica parassitaria di Leishmania e manifestazioni cliniche nei
cani affetti da gravi forme cliniche di leishmaniosi.
Fonte: Eurosurveillance (VetJournal 18/12/09)
Due articoli
pubblicati su Eurosurveillance descrivono, per la prima volta, altrettanti casi
di infezione clinica da Usutu virus (USUV) nell'uomo, in due cittadini italiani.
L’Usutu è un virus della famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, trasmesso da
artropodi (zanzare). E’ incluso nel gruppo del Japanese encephalitis virus (JEV)
ed è strettamente correlato al West Nile virus (WNV). Negli ultimi dieci anni,
l’Usutu virus è stato identificato in una varietà di uccelli dell'Europa
centrale affetti da encefalite, degenerazione miocardica e necrosi epatica e
splenica; inoltre, il virus è stato isolato in polli sentinella e merli trovati
morti in Italia.
Il virus non sembra essere mai stato associato a una forma patologica grave o
fatale nell'uomo. È stato isolato in un unico caso in una persona affetta da
febbre e rush cutaneo nella Repubblica africana centrale.
Il
primo studio descrive un’infezione neuroinvasiva clinicamente correlata a
USUV in un paziente affetto da linfoma B a grosse cellule che veniva visitato
per la presenza di febbre e sintomi neurologici; si diagnosticava una
meningoencefalite. Il liquido cerebrospinale era positivo per USUV, così come il
siero e il plasma analizzati mediante RT-PCR e sequenziamento. Si riteneva che
il virus fosse stato trasmesso al paziente dalle zanzare.
Il
secondo caso, sempre in Italia, di patologia neuroinvasiva con perdita di
funzionalità cerebrale associata a USUV è stato diagnosticato in un paziente
sottoposto a trapianto di fegato ortotropico. Le possibili vie di infezione in
corso d'indagine sono il plasma trasfuso e le zanzare.
L’Usutu virus è stato per la prima volta isolato nelle zanzare Culex neavei in Sudafrica, nel 1959. I vettori conosciuti di USUV sono Coquillettidia aurites, Culex neavei e Culex perfuscus.
Il virus è stato
riscontrato nei roditori e negli uccelli di vari paesi africani e potrebbe
essere piuttosto diffuso in Europa centrale e occidentale. Esistono evidenze
sierologiche di infezioni USUV negli uccelli selvatici nel Regno Unito. Nel
2001, il virus è stato identificato quale causa di morte in numerosi uccelli
selvatici e in cattività in Austria (merli, allocco di Lapponia, rondini
comuni). Nel 2007 è stato isolato in due
polli sentinella in Italia (Emilia-Romagna) e nel 2009 in merli
trovati morti nel Nord-est italiano.
“First human case of Usutu
virus neuroinvasive infection, Italy”
http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=19446
http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=19448
GRANDI ANIMALI
Da Notizie ANMVI 08-01-2010
E' pubblicato on line il Final Report del Food Veterinary Office sulla missione condotta in Italia dal 3 al 12 giugno del 2009 per verificare lo stato di attuazione del programma di eradicazione della brucellosi.
La malattia è da anni un costante problema sanitario in molti territori italiani e per questo la Commissione Europea ha approvato un Programma di eradicazione con particolari misure per la specie bufalina nella provincia di Caserta, l'area della Campania maggiormente interessata dalla malattia per concentrazione di allevamenti e per incidenza di decessi.
Il Final Report parla di "significativi progressi" in Italia per il controllo e l'eradicazione della brucellosi, grazie ai quali l'incidenza è andata progressivamente diminuendo dal 2007 al 2009. Tuttavia, la missione ha rivelato alcuni punti deboli nel sistema dei controlli ufficiali che necessitano di essere corretti, in particolare per quanto attiene i controlli sull'identificazione animale, la biosicurezza in azienda e la sicurezza alimentare.
Alle raccomandazioni del FVO per il superamento delle criticità segnalate, il Ministero della Salute ha risposto annunciando, fra l'altro, una nuova Ordinanza ministeriale entro gennaio 2010, che rafforzerà i compiti dei servizi veterinari.
E' infatti scaduta il 31 dicembre 2009 l'Ordinanza del Ministero della salute 14 novembre 2006 "Misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia".
http://ec.europa.eu/food/fvo/specialreports/index_en.htm
VITELLI: IL CONTROLLO DELL’ARIA RIDUCE L’INCIDENZA DELLA POLMONITE
Fonte: DairyCo (Settimana Veterinaria n° 678/dicembre 2009)
I casi di polmonite del vitello possono avere un costo enorme per gli allevamenti da latte. Jamie Robertson della Aberdeen University (Scozia) ha fornito alcune indicazioni; si tratta di azioni sulle strutture di allevamento che non richiedono necessariamente investimenti economici onerosi, ma a cui va dedicato del tempo, per renderle funzionali.
Per sviluppare una corretta ventilazione delle strutture e ridurre l’incidenza delle polmoniti nel vitello, si può agire su 3 fattori:
1) umidità: poiché i microrganismi proliferano in condizioni ambientali con elevata umidità, è necessario che questa venga ridotta; gli accorgimenti pratici per ottenere questo effetto risiedono nell’aggiunta di sabbia sotto la lettiera dei vitelli, materiale che trattiene l’umidità ed evita che questa si propaghi alla lettiera. E’ importante anche verificare che le pendenze delle pavimentazioni assicurino il drenaggio dell’acqua piovana dalla vitellaia (eventualmente prevedendo la realizzazione di canali di scolo) ed una corretta manutenzione delle grondaie e dei canali di scolo.
2) ricambio d’aria: in normali condizioni di aria fresca, in 5 minuti il 97% delle particelle virali dei virus respiratori “muore”, ma in un ambiente afoso possono rimanere infettanti x un tempo 10 volte superiore. Pertanto va prevista la realizzazione sulle tettoie di un numero sufficiente di aperture, prevedendo anche la possibilità di chiuderle se le condizioni meteorologiche sono avverse, mediante sportelli o pannelli. Un’altra possibilità è data dalla realizzazione, sulle pareti laterali, di aperture protette da assi di legno inclinate e distanziate.
3) velocità del flusso d’aria: le correnti d’aria agiscono negativamente sugli animali, aumentandone lo stress. Le correnti d’aria indeboliscono il sistema immunitario dei vitelli. Nel caso degli animali allevati all’aperto queste non rappresentano un problema, perché gli animali possono spostarsi in punti più protetti, mentre negli animali in gabbietta o in recinto questo non è possibile. E’ dunque fondamentale controllare l’ubicazione dei ricoveri dei vitelli ed evitare che si trovino in corrispondenza di correnti d’aria.
IL 2009 VA IN ARCHIVIO SENZA ACUTI
Da Mantova Alleva e Produce – dicembre 2009
Il nostro iscritto e direttore A.M.A., dr. Isalberto Badalotti, traccia il bilancio dell’anno: un 2009 tutt’altro che semplice; il 2010 sarà cruciale per molte aziende agricole e zootecniche. Incombono nuove sfide su tematiche ampiamente dibattute: la qualità, l’etichettatura, la trasparenza, la programmazione delle produzioni, il benessere animale, le quote latte, la direttiva nitrati, la capacità di fare reddito a livello individuale e cooperativistico. Problemi che forse potrebbero essere meglio risolti se ci fosse una minore contrapposizione a livello sindacale ed una visione sinergica per il bene dell’agricoltura. Per quanto riguarda la suinicoltura, il 2009 è iniziato con la nascita della Commissione unica nazionale di Reggio Emilia, che avrebbe dovuto essere l’arma vincente per i listini dei suini grassi da macello, invece (al momento) si sta rivelando un bluff. L’Associazione Mantovana Allevatori reclama la centralità della Borsa merci di Mantova, luogo deputato alla quotazione su scala nazionale per meriti e volumi di scambi, più che per blasone o auto-incoronazione. Sul fronte prezzi, la suinicoltura non ha vissuto un anno entusiasmante: il 2009 si è aperto con una media mensile di 1,241/kg e sembra volgere all’archiviazione con un valore simile (1,278); in mezzo tuttavia c’è stato un discreto rally, con i valori medi di 1,065 di marzo e il picco a settembre di 1,357. I conti non tornano, nonostante i prezzi bassi del mais e dei cereali abbiano contribuito a contenere i costi alimentari nelle stalle. Sembra che a livello comunitario il numero dei suini sia in flessione. Il 2009 manda in soffitta anche momenti poco esaltanti nell’ambito della carne bovina: il mercato è in tilt e dà pochi punti di riferimento. Ma una discreta iniezione di euro sul versante della Pac e la nascita del Consorzio dei produttori di carne lombarda, lasciano aperta la porta alla speranza.
NEL 2010 PESTE BOVINA ERADICATA DAL MONDO
Fonte: Fao (Settimana Veterinaria n° 678/dicembre 2009)
La Fao, insieme all’Oie e ad altri partner, ha annunciato che la peste bovina sarà eradicata a livello mondiale entro i prossimi 18 mesi. Si tratta della prima malattia animale ad essere eradicata a livello mondiale e la seconda, in termini globali, dopo il vaiolo.
Il direttore del Servizio Veterinario Fao non esclude la possibilità che il virus della peste bovina possa tornare nell’ambiente, a causa di fughe accidentali da laboratori in cui viene ancora detenuto, per errori umani o meccanici, con conseguenti falle nei sistemi di biosicurezza, anche se la probabilità che ciò accada è estremamente ridotta.
PERCHE’ E’ BENE NON ABBANDONARE LA RAZZA FRISONA
Da Mantova Alleva e Produce – dicembre 2009
La selezione nella vacca da latte ha subito diversi cambi di direzione nel corso della propria evoluzione: si è infatti passati dalla ricerca dell’aumento estremo della produzione, al miglioramento morfologico, fino ad arrivare alla ricerca dei cosiddetti caratteri secondari (tutti quei tratti che hanno effetto sul management, come cellule somatiche, longevità, fertilità e facilità al parto). Ma cosa influisce su tutti questi fattori? A far spostare negativamente la lancetta su questi caratteri a livello genetico sicuramente vi è la consanguineità, con la quale si misura il grado di parentela che esiste all’interno della popolazione. Selezionare comporta purtroppo fare delle scelte che, oltre a miglioramenti, porta inevitabilmente all’aumento del grado di parentela. Gli effetti collaterali sono ormai noti e vanno dalla immunodepressione al peggioramento delle performance produttive e riproduttive, fino alla scoperta di nuovi geni recessivi.
La frisona è la razza la latte più diffusa e numerosa a livello mondiale; conseguentemente ha la maggiore possibilità di ricerca di nuove linee di sangue. L’utilizzo di tori consanguinei non è dannoso dunque, se utilizzato su un soggetto non imparentato. Le statistiche ci confermano che negli ultimi 10 anni abbiamo avuto un aumento costante della produzione e dei giorni di vita medi delle nostre bovine. Negli ultimi tempi qualche allevatore ha cercato di ovviare al problema praticando incroci con altre razze. La pratica del meticcia mento porta sì a miglioramenti sul primo incrocio, ma allo stesso tempo nei successivi si arriva ad ottenere un notevole abbassamento produttivo. Per gli allevatori italiani il posto stalla ha un costo ben definito ed un drastico calo produttivo va sicuramente ad incidere negativamente sugli ammortamenti strutturali. La differenza economica che esiste tra un soggetto iscritto ad un Libro genealogico ed un meticcio varia attualmente da un 30 ad un 40% in meno. E non dimentichiamo che le cosiddette razze “minori da latte” stanno utilizzando tori frisoni per alzare la capacità produttiva nella loro razza. Oggi, a soccorso dei frisonisti, sono in funzione i famosi piani di accoppiamento che, oltre ad analizzare il livello di consanguineità, cercano i riproduttori migliori per controllarla o addirittura abbassarla. Qualche piccolo accorgimento potrebbe essere dato dall’utilizzo di qualche riproduttore out-cross o meglio conosciuto come fuori-linea, al fine di non stringere eccessivamente l’imbuto selettivo.
ALIMENTI
Fonte: tgcom.it - 09/01
Il New York Times il 30 dicembre scorso ha aperto un’inchiesta sulla carne con la quale si preparano i “panini nazionali” e, tra leggerezze compiute dalle autorità statunitensi, e la smaniosa ricerca del profitto delle aziende private, emerge un quadro preoccupante: carni di scarto e aggiunte di ammoniaca per preparare gli hamburger e la salute dei consumatori pare messa in secondo piano.
Gli strascichi lasciati dall’articolo di Michael Moss si sono rivelati una bomba: nel suo pezzo il giornalista si chiedeva a che punto fossero i controlli sulle carni destinate ai fast food dopo che, otto anni fa, il Dipartimento federale della sanità USA si è dovuto dare da fare per combattere l’Escherichia Coli, batterio presente nell’intestino di alcuni animali a sangue caldo, e il rischio salmonellosi che, in diversi casi, avevano colpito i consumatori di hamburger. Dopo approfondite indagini, il caparbio giornalista ha scoperto che il Dipartimento dell’Agricoltura USA aveva suggerito alla Beef Products Inc. (colosso della commercializzazione delle carni) di usare ammoniaca per scongiurare il rischio batteri. Non solo, è pure emerso che al mercato dell’hamburger vengono destinate carni di scarto che, normalmente, vengono usate per la fabbricazione di cibo per animali o di olii per friggere.
Molta di questa carne sarebbe finita nelle reti commerciali dei giganti del fast food, mentre le mense scolastiche dell’interna nazione ne avrebbero consumato oltre 2milioni e mezzo di kg. Una parte sarebbe stata invece destinata alle mense per poveri. L’ammoniaca viene usata anche per ritardare il processo di deterioramento della carne, permettendo alle industrie di risparmiare circa tre centesimi al chilo che, moltiplicati per la quantità che ne viene commercializzata ogni anno, fanno la ragguardevole cifra di circa 450 milioni di dollari.
Il presidente della Beef Products Inc è stato più volte sollecitato dai giornali ma non ha mai fornito risposte.
Oltre alle polemiche, negli USA non mancano neppure le implicazioni politiche poiché Moss attacca apertamente la gestione Bush, ritenendola responsabile di questo disastro alimentare.
VARIE
Il corriere delle Alpi - 07/01 (SivempOnLine 08/01/10)
“La questione è sfuggita al controllo» afferma il veterinario Ettore Libanora,, ex dirigente dell’I.Z.S. delle Venezie, che ha condotto la prima campagna antirabbia 30 anni fa: dal 30 dicembre al 3 gennaio sono stati ben 7 gli animali selvatici (sei volpi e un tasso) uccisi dal virus letale, evidenziando una recrudescenza del fenomeno. Sono saliti a 42 (in 19 comuni) i casi di rabbia in provincia di Belluno.
«Il virus si sta espandendo e in un modo così veloce che nessuno si sarebbe mai aspettato», commenta il responsabile del settore caccia della Provincia, Gianmaria Sommavilla, il quale annuncia che «la Regione si prepara alla vaccinazione manuale delle volpi. E’ terminata la campagna aerea, ma per poter raggiungere i centri abitati è necessario passare via terra».
«Il problema fondamentale è che la rabbia va affrontata prima che compaia” commenta l’esperto Libanora “Dobbiamo pensare che le volpi e gli animali selvatici non conoscono frontiere. Le volpi si muovono di una decina di chilometri al giorno».
Per Libanora, quindi, il problema è che la Regione è partita molto tardi nella
prevenzione. «Già nel 2008 sapevamo che in Friuli c’era la rabbia. Ai miei tempi
avevamo preparato il terreno, partendo fin da subito con la prevenzione e la
vaccinazione. Grazie a questa operazione, i casi di rabbia riscontrati tra
volpi, tassi e caprioli erano stati soltanto 40. Adesso, invece, si buttano le
esche su un terreno innevato, queste vanno in profondità e sono difficilmente
reperibili. Bisognava coinvolgere da subito i cacciatori che sanno dove sono le
tane dei selvatici. Noi avevamo lasciato il territorio indenne per 30 anni,
puntando sulla prevenzione».
Polemico anche il veterinario Luca Funes: «Siamo talmente “bravi” che stiamo
raggiungendo il Friuli in meno di 2 mesi: 42 casi a
44. In
altri paesi europei “qualcuno” si sarebbe già dimesso per inadempienze. Invece
qui si mandano bocconi per via aerea e si allunga il periodo di caccia alla
volpe che è un puro controsenso. O si mettono i bocconi o si va a caccia “di
fantasmi”. Invece si accontentano i cacciatori e si sprecano soldi».
Da Notizie ANMVI del 07/01/10
Ravvisato il pericolo di diffusione della malattia, attraverso il ciclo silvestre, anche in Lombardia, la Regione ha stabilito un piano di sorveglianza straordinaria della rabbia per la rapida individuazione del virus.
Le carcasse rinvenute di mammiferi carnivori selvatici e di volpi abbattute per motivi di caccia devono essere consegnati alla competente sezione dell'IZS, direttamente o tramite il Dipartimento di Prevenzione Veterinario.
La consegna deve essere disposta al più presto e comunque non oltre i 7 giorni dal rinvenimento/abbattimento, secondo le indicazioni e le precauzioni igieniche previste dal Piano. Alla persona che si incarica della consegna o comunica un ritrovamento viene riconosciuta la somma di 30 euro a cura della ASL di competenza.
Da nota Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario 24/12/09
Fermo restando l'obbligatorietà della vaccinazione precontagio prevista dall'Ordinanza ministeriale del 26 novembre 2009, la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha chiarito che, qualora dovessero rinvenirsi cani, al seguito di turisti recatisi nei territori delle regioni e province autonome ritenuti a rischio di diffusione della malattia senza essere stati vaccinati contro la rabbia ai sensi del citato disposto ministeriale, detti animali possono circolare esclusivamente in ambito urbano e limitatamente per il tempo necessario alle esigenze fisiologiche ed etologiche, se tenuti al guinzaglio o con altri mezzi contenitivi ritenuti efficaci. Viene specificato che comunque i proprietari, appena possibile, dovranno recarsi presso una struttura veterinaria, pubblica o privata, per sottoporre a vaccinazione precontagio il proprio animale.
Da Notizie ANMVI 07-01-2010
Con il decreto 5 novembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio, viene data attuazione alla direttiva 2009/9/CE e alla direttiva 2009/35/CE.
Con la Direttiva 2009/9/CE si modifica il Codice del Farmaco Veterinario allo scopo di semplificare le attuali procedure di valutazione dei vaccini veterinari. La Direttiva in questione introduce, per i vaccini in cui intervengono vari antigeni, un nuovo sistema fondato sul concetto Vaccine Antigen Master File, VAMF. Per consentire l'autorizzazione di vaccini contro virus antigenicamente variabili si introduce il concetto di "dossier multiceppo", affinché la Comunità possa adottare tempestivamente le misure più efficaci contro la manifestazione o la propagazione di epizoozie
Con l'attuazione della Direttiva 2009/35/CE relativa alle sostanze che possono essere aggiunte ai medicinali ai fini della loro colorazione si supera la disparità tra le legislazioni degli Stati membri in fatto di colorazione dei medicinali: non è giustificato il divieto di ricorrere, nella preparazione dei medicinali, a coloranti il cui impiego è autorizzato per la colorazione dei prodotti alimentari. Pertanto, per la colorazione dei medicinali ad uso umano e veterinario, gli Stati membri autorizzano soltanto le sostanze indicate nell'allegato I della direttiva 94/36/CE.
ASL MANTOVA: RIASSETTO CARICHE
Da Mantova Alleva e Produce – dicembre 2009
Cambio ai vertici del servizio di medicina veterinaria dell’ASL di Mantova: lascia Paolo Rasori che, conclusa la sua carriera di veterinario nel settore pubblico, oggi è primo cittadino del Comune di Marmirolo.
L’incarico è stato quindi ricoperto da Loris Zaghini, il quale assume la dirigenza del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’ASL provinciale.
L’incarico di responsabile dell’area di Salute animale è stato assegnato a Vincenzo Traldi.
Congratulazioni a tutti per i prestigiosi incarichi!
ESVOT ON LINE
Da Professione Veterinaria n° 41/dicembre 2009
La European Society of Veterinay Orthopaedics and Traumatology pubblica on line un sito che aggiorna la comunità internazionale degli ortopedici sulle novità scientifiche e sugli eventi più rilevanti in questa disciplina. Il sito, in lingua inglese, dà accesso alle pubblicazioni curate da ESVOT ed informa sulle principali attività della Società (nel 2010 il congresso mondiale di ortopedia sarà a Bologna dal 15 al 18 settembre).
Il sito è ad accesso libero per i soci ESVOT e ai non soci è consentito l’accesso previa registrazione; sia i soci sia gli utenti registrati riceverono una newsletter mensile.
http://www.orthovetsupersite.org
ALIQUOTE IVA SULLE PRESTAZIONI VETERINARIE IN ALCUNI PAESI
Da Professione Veterinaria n° 41/dicembre 2009
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Austria |
Belgio |
Croazia |
Danimarca |
Estonia |
Francia |
Germania |
Gran Bretagna |
Grecia |
Irlanda |
|
20 |
21 |
22 |
25 |
18 |
19,6 |
16 |
17,5 |
8 |
12,5 |
|
Lussemb. |
Norvegia |
Olanda |
Portogallo |
Rep.Ceca |
Russia |
Slovenia |
Spagna |
Svezia |
Ungheria |
|
12 |
24 |
19 |
17 |
5 |
20 |
19 |
7 |
25 |
11,9 |
FACOLTA’ DI MEDICINA VETERINARIA IN EUROPA
Da Professione Veterinaria n° 40/novembre 2009
|
Austria |
Belgio |
Bulgaria |
Danimarca |
Estonia |
Francia |
Germania |
Grecia |
Irlanda |
Lussemb. |
|
1 |
2 |
2 |
1 |
1 |
4 |
5 |
2 |
1 |
1 |
|
Olanda |
Polonia |
Portogallo |
Regno Unito |
Rep.Ceca |
Romania |
Slovenia |
Spagna |
Svezia |
Ungheria |
|
1 |
4 |
6 |
7 |
1 |
4 |
1 |
12 |
1 |
1 |
ITALIA: 13
La Nuova Venezia - 06/01
(SivempOnLine 07/01/10)
Un contratto da 185 milioni di euro, firmato in tutta fretta nel pieno
dell’estate, sotto il fuoco dei media che bombardavano gli italiani sul rischio
di una pandemia dagli esiti disastrosi. E’ il «contratto di fornitura di vaccino
contro l’influenza A H1N1» siglato dal Ministero della Salute (titolare
all’epoca Maurizio Sacconi) - con la Novartis Vaccines and diagnostic srl di
Siena, divisione italiana del colosso svizzero. Il «contratto del mistero», in
realtà, è pubblicato su internet, mica sul sito del Ministero della Salute, ma
in quello del presidente del Codacons, la più importante associazione di
consumatori. Si parla di milioni di euro, in barba a tutte le procedure. Lo
dicono le stesse premesse del contratto: «occorre mettere a disposizione dei
cittadini italiani il vaccino antinfluenzale A (H1N1) per la profilassi del
rischio di contagio umano connesso alla Pandemia»; lo conferma la Presidenza del
Consiglio dei ministri, che autorizza il direttore generale del Ministero ad
acquisire «in termini di somma urgenza» le dosi del vaccino; la stessa urgenza
che «non consente di rispettare i tempi delle procedure di gara d’appalto
aperte, ristrette o negoziate con pubblicazione di bando di gara e pertanto la
mancata osservanza della procedura d’appalto pubblico nell’assegnazione del
contratto è giustificata». Grazie a queste premesse, il direttore generale del
Ministero, Fabrizio Oleari, mantovano di Suzzara, manda a chiamare
l’amministratore delegato di Novartis e insieme firmano il contratto per
l’acquisto di 24 milioni di dosi di vaccino Focetria al prezzo di 7 euro + Iva
l’una. Totale: 184 milioni e 800 mila euro. Un bel contratto per Novartis, il
colosso farmaceutico nato nel 1996 dalla fusione di Ciba e Sandoz con attività
in 140 paesi al mondo, un fatturato complessivo di 22 miliardi di euro, 73 mila
addetti. Un contratto del tutto blindato, peraltro, che esclude penalità a
carico della multinazionale nel caso di mancato rispetto delle date di consegna;
e che addirittura ammette che il prodotto immunologico contro l’influenza A,
alla firma del contratto d’acquisto, si trovasse in fase di studio e ricerca.
Insomma, abbiamo acquistato un prototipo. Con la clausola persino che, in caso
di mancata autorizzazione al commercio, «il Ministero riconosce forfettariamente
a Novartis, a titolo di partecipazione una tantum ai costi sostenuti dalla
stessa relativamente alla produzione, sviluppo e realizzazione nonché della
ricerca clinica relativi al prodotto, un importo pari a 24 milioni e 80 mila
euro, al netto dell’Iva». E poi dicono che in Italia non si sostiene la ricerca!
Clausole così singolari che la Corte dei conti il 2 settembre scorso solleva 11 richieste di chiarimenti al Ministero della salute; l’istruttoria viene archiviata in fretta dopo appena una settimana dai magistrati contabili che, riconoscendo «l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento», seppelliscono la pratica dando il via libera alla fornitura dei vaccini Focetria.
Un contratto che suscita anche la curiosità della politica: prima l’Italia dei valori chiede conto a Sacconi del suo personale conflitto d’interessi (la moglie infatti è direttore generale di Federfarma, in pratica la confindustria delle case farmaceutiche, Novartis compresa), poi il Partito Democratico chiede di rendere pubblico il contratto. Sospetti oramai inoculati persino nel capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri, che sabato ha dichiarato: «Su questa storia dei vaccini sarà forse il caso di fare luce in Parlamento. Come ai tempi dell’aviaria, si comprano quantità ingenti di vaccini poi non utilizzati». A godere, per adesso, sono sicuramente le quotazioni del titolo Novartis: più 40% nel 2009.
Mantova, 12 gennaio 2010
Prot. 17/10