N E W S   2 0 1 3

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Università Perugia: Citologia base (18-19 gennaio), Ematologia avanzato (15-16 marzo) http://facolta.unipg.it/veterinaria/didattica

2)     Ordini Veterinari Trento: Corso sul farmaco veterinario e farmacovigilanza: Animali da compagnia 18 gennaio Trento - segreteria@ordineveterinaritrento.it

3)     Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: Corso FAD A tavola con gli additivi. Aggiornamenti e casi pratici sugli additivi negli alimenti di origine animale 19 dicembre 2013-18 dicembre 2014 - cfp@izsvenezie.it

4)     Centro Studi la Ruota: Percorso Triennale di Formazione Primaria in Omeopatia Classica 1° anno inizio 25-26 gennaio. 2° e 3° anno inizio 22–23 febbraio Milano - www.centrostudilaruota.org

5)     AIVPAFE: Conoscere per riconoscere: il complicato mondo delle malattie respiratorie nel gatto Bologna 23 febbraio - www.mvcongressi.it

6)     SCIVAC: Corso pratico Blocchi nervosi periferici 24-25 febbraio Cremona - http://registration.evsrl.it

7)     SCIVAC: Corso pratico Dalla sindrome competitiva di relazione alla prevenzione delle patologie del comportamento (V parte dell’Itinerario Didattico di Medicina Comportamentale) 12-14 marzo Cremona – http://registration.evsrl.it

8)     CARDIEC: Corso Base di Ecografia addominale Treviso 4-5-6 aprile www.cardiec.com

9)     SIVAE:        www.sivae.it

1° corso pratico • Medicina e chirurgia del coniglio 26-28 giugno 2014

2° corso pratico • Medicina e chirurgia degli uccelli 20-22 ottobre 2014

3° corso pratico • Medicina e chirurgia dei piccoli mammiferi, furetto e cavia 11-13 dicembre 2014

4° corso pratico • Medicina e chirurgia di rettili,  anfibi e pesci 11-13 marzo 2015

5° corso pratico • Medicina e chirurgia degli animali da zoo e selvatici 19-20 giugno 2015

 

VET PASS: IL TESSERINO SULLO SMARTPHONE

da Newsletter FNOVI nr. 44 – 11/12/13 ed email FNOVI 16/12/13

A partire dal 16 dicembre i Veterinari potranno richiedere al proprio Ordine Provinciale, l’invio del proprio VetPass, il primo tesserino virtuale, visualizzabile esclusivamente dal proprio dispositivo mobile. Presentato durante il Consiglio Nazionale FNOVI, tenutosi a Roma a fine novembre 2013, è stato già inviato in via sperimentale a tutti i Presidenti degli Ordini Provinciali, che hanno così potuto prendere confidenza con le modalità di utilizzo e gestione. In esso sono presenti il Nome e Cognome del Veterinario, l’Ordine Provinciale di appartenenza insieme al numero d’iscrizione, ed il Codice Fiscale. Sul pass è presente il logo FNOVI che, a richiesta dell’interessato, potrà essere sostituito con una foto dell’iscritto in formato tessera. L’invio del Vet Pass potrà essere effettuato esclusivamente verso l’indirizzo PEC dell’iscritto; ne consegue che chi non lo possiede non potrà riceverlo. Attualmente, come da normativa vigente, il VetPass non si sostituisce a nessuna documentazione avente valore di documento d’identità e/o documento di riconoscimento; tuttavia il suo utilizzo come badge durante la partecipazione ad eventi formativi (la presenza di un QR Code ne consente la lettura del Codice Fiscale dai più moderni lettori), e la possibilità di avere sempre con sé i propri dati professionali, nonché una carta distintiva della Professione, ne fanno un innovativo e pratico strumento, completamente privo di costi di gestione.

Dunque, riassumendo, il VetPass è un tesserino virtuale, visualizzabile solo su dispositivi mobili, sul quale sono riportati alcuni dati del Veterinario iscritto all’Ordine Provinciale. Gli Ordini Provinciali dal 16 dicembre possono accedere a questa nuova operatività sul portale FNOVI, ed inviare il Vet Pass ai Veterinari che ne faranno richiesta. Il tesserino è personalizzabile con una foto dell’Iscritto, che dovrà rispettare le seguenti dimensioni altrimenti non potrà essere caricata sul portale: dimensioni da 250 px a 1600 px, peso massimo 2 Mb, formato gif, jpg o png.

Il Pass avrà validità annuale e potrà essere rinnovato, alla sua scadenza. Per i dispositivi iPhone l’applicazione, che ne consente la visualizzazione, è già installata e si chiama Passbook. Per gli altri dispositivi è necessario installare prima un'app che ne consenta l'utilizzo (esempio: Pass2U per i sistemi operativi Android e Pass Wallet per gli altri). L’iscritto, una volta che l’Ordine avrà generato ed inviato il Pass, sarà raggiunto da una comunicazione al suo indirizzo PEC. A questo punto dovrà inoltrare la mail ricevuta all’indirizzo di posta elettronica che utilizza normalmente sul suo dispositivo mobile. Da qui, una volta aperta l’e-mail, dovrà cliccare sull’allegato pass.pkpass che potrà aprire con l’app che avrà precedentemente installato. Il Vet Pass non è visualizzabile su PC.

Il tesserino digitale, successivamente alla cancellazione dall’Ordine, non potrà essere rinnovato dall’iscritto alla sua naturale scadenza. Il Veterinario, in caso di trasferimento, potrà richiedere l’invio del Vet Pass aggiornato al nuovo Ordine.

 

ISCRITTI E CANCELLATI NEL 2013

Nel corso dell’anno si sono iscritti all’Albo Professionale: Andrea Aimi, Davide Aldi, Federico Bertorelli, Federica Bosco, Irene Breviglieri, Sara Caffini, Francesco Formigoni, Elisa Garbellini, Michele Merlino, Luisa Tamburini, Sara Ubertini, Marco Vecchi.

Si è trasferita all’Ordine di MN la Dr.ssa Francesca Archilei.

Si sono cancellati i Dottori: Ernesto Allegretti, Manlio Fornasini, Giuseppe Botti, Cesare Lui, Elisa Bozzolini, Alan Danielski, Bezzecchi Bruno.

 

 

FARMACI

 

H7N9: IL VIRUS DELL'INFLUENZA AVIARIA ORA È RESISTENTE AI FARMACI

da Notizie Anmvi 11 dicembre 2013

Il virus dell'influenza aviaria H7N9 è mutato, diventando resistente all'unico farmaco finora in grado di contrastarlo nell'uomo. I ricercatori hanno analizzato un virus H7N9, isolato da un paziente in Cina, per verificare la sua resistenza ai farmaci e il suo grado di infettività. Si è scoperto che il virus è altamente resistente al farmaco antivirale Tamiflu, a causa di una mutazione avvenuta in uno dei suoi amminoacidi. Inoltre, è in grado di infettare le cellule umane coltivate in laboratorio e si diffonde tra gli animali in modo efficace come la controparte non mutata. Questo è insolito perché è noto che, quando il virus dell'influenza stagionale acquisisce resistenza ai farmaci, si riduce immediatamente la sua capacità di trasmissione e di sviluppo nell'organismo ospite. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications dal gruppo coordinato da Nicole Bouvier, della Mount Sinai School of Medicine di New York. Il virus H7N9 ha ripreso a diffondersi all'inizio di quest'anno in Cina e finora nell'uomo ha causato oltre 130 infezioni. Poiché un vaccino contro questo ceppo di influenza non è ancora disponibile, i farmaci antivirali sono al momento gli unici mezzi disponibili per controllare l'infezione.

 

CORTE DI GIUSTIZIA UE: CORRETTO VIETARE ALLE PARAFARMACIE I FARMACI CON PRESCRIZIONE

da Notizie Anmvi 6 dicembre 2013

Il divieto previsto dalla legge italiana di vendere in parafarmacia medicinali soggetti a prescrizione "è conforme al diritto della Unione Europea". La Corte di Giustizia Europea si è pronunciata sul ricorso presentato da tre farmaciste iscritte all'Ordine di Milano, che chiedevano l'autorizzazione a vendere, nelle rispettive parafarmacie, medicinali soggetti a prescrizione medica, ma che sono interamente a carico del cliente. Le Aziende Sanitarie Locali nonché il Ministero della Salute hanno respinto tali domande, in quanto la normativa nazionale autorizza la vendita di simili medicinali solo nelle farmacie. Le professioniste hanno quindi adito il TAR per la Regione Lombardia, che si è rivolto alla Corte di giustizia. Il verdetto è arrivato con la sentenza del 5 dicembre.
La Corte europea sostiene che la normativa italiana persegue l'obiettivo di garantire alla popolazione un rifornimento di medicinali sicuro e di qualità, il quale rientra nell'obiettivo più generale di tutela della salute. "Se fosse consentito vendere nelle parafarmacie determinati medicinali soggetti a prescrizione medica, ciò equivarrebbe a commercializzare tali medicinali senza osservare il requisito della pianificazione territoriale, con il rischio che le parafarmacie si concentrino nelle località considerate più redditizie e che le farmacie situate in tali località vedano diminuire la propria clientela e subiscano una perdita di reddito". Questa situazione "potrebbe quindi causare una diminuzione della qualità del servizio che le farmacie forniscono al pubblico e comportare perfino la chiusura definitiva di alcune di esse: una penuria di farmacie in determinate parti del territorio condurrebbe allora ad un approvvigionamento di medicinali inadeguato quanto a sicurezza e a qualità".
In Italia, la prestazione di servizi farmaceutici può essere esercitata solo attraverso farmacie comunali oppure a mezzo di concessione governativa ai privati farmacisti. Lo stabilimento delle farmacie sul territorio è oggetto di un regime di pianificazione in forza del quale l'apertura di una nuova farmacia è subordinata al rilascio di una previa autorizzazione e le farmacie ivi presenti sono limitate a un numero massimo e ripartite in modo equilibrato sul territorio, conformemente alla «pianta organica». Per la Corte, il sistema italiano, che non consente alle parafarmacie di vendere farmaci soggetti a prescrizione medica che non sono a carico del Servizio sanitario nazionale, bensì vengono pagati interamente dall'acquirente, "riduce il rischio di una penuria di farmacie in modo proporzionato all'obiettivo di garantire un rifornimento di medicinali alla popolazione sicuro e di qualità". Dal 2006 è stata consentita l'apertura di parafarmacie, autorizzate a vendere medicinali non soggetti a prescrizione medica con accesso alla pubblicità destinata al pubblico e il cui costo è a carico del cliente.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

POS OBBLIGATORIO

VARATO DECRETO POS, GIÀ CHIESTO RINVIO NEL MILLEPROROGHE

da AnmviOggi 19 dicembre 2013

I professionisti dovranno accettare i pagamenti con bancomat per importi superiori a 30 euro, ma - fino al 30 giugno 2014 - solo quelli che hanno un fatturato sopra i 200mila euro. Lo prevede il decreto attuativo che il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato nei giorni scorsi alla Banca d'Italia per il parere. Il provvedimento, atteso da settimane dai professionisti, definisce le regole per l'attuazione dell'obbligo di installare il POS negli studi professionali. Secondo le indiscrezioni, in fase di prima applicazione fino al 30 giugno 2014, saranno obbligati ad accettare la moneta elettronica per pagamenti sopra i 30 euro, le imprese e i professionisti che hanno fatturato più di 200mila euro nell'anno precedente a quello in cui è effettuato il pagamento. Successivamente, un nuovo decreto fisserà le regole per tutti gli altri professionisti, cioè quelli con fatturato sotto i 200mila euro. Secondo l'art 15 del DL 179/2012, convertito nella Legge 221/2012 che ha introdotto l'obbligo di POS, la norma dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Ma il decreto attuativo, dopo il via libera della Banca d'Italia, dovrà essere esaminato dal Ministero dell'Economia. È quindi improbabile che arrivi in Gazzetta entro il 2013. Non è esclusa dunque la proroga dell'entrata in vigore, già proposta e respinta nelle ultime settimane per due volte, alla Camera e al Senato.
Limiti. Il testo del decreto attuativo – che prevede una prima fase transitoria fino al 30 giugno 2014 – impone un doppio limite. In particolare, l'obbligo di Pos scatta in presenza di due condizioni:
1) requisito soggettivo: l'obbligo vale per gli esercenti attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi, anche professionali, il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento sia superiore a 200mila euro.
2) requisito oggettivo: l'obbligo scatta per pagamenti superiori alla soglia minima di 30 euro (il decreto, in proposito, non usa parole più chiare).
Sarà eventualmente un successivo decreto, da emanare entro altri 90 giorni, a individuare modalità e termini differenziati di adeguamento per i soggetti esclusi fino al 30 giugno.
Strumenti- Quanto ai terminali Pos, il testo apre "all'accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella a banda magnetica o a microchip".
Avvio dell'obbligo- Non è ancora certo quando la norma dovrebbe entrare in vigore. Secondo le interpretazioni dei tecnici governativi, sarebbe comunque da escludersi che resti ferma la data del 1° gennaio 2014 indicata dal decreto crescita 2.0 dell'ottobre 2012. E ciò perché ancora non è arrivata quella piena regolamentazione – richiesta dalla legge – che imponeva la determinazione degli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati. Appare dunque improbabile che il 1° gennaio 2014 costituisca il "D-day". Sarà molto probabile lo slittamento che verrà eventualmente stabilito con il consueto "decreto mille proroghe.
Difficile a questo punto prevedere i tempi, anche perché, oltre alla risposta di Banca d'Italia, al regolamento presentato ieri occorrerà pure ottenere il concerto del ministero dell'Economia.
Secondo l'analisi dei Consulenti del Lavoro, l'obbligo di Pos per i professionisti frutterà 2 miliardi alle banche.

POS, DAL 1 GENNAIO OBBLIGO DI UTILIZZO O DI ACCETTAZIONE?

da AnmviOggi 19 dicembre 2013

Dal 1 gennaio 2014? Sempre più improbabile. Bisognerà poi attendere un successivo decreto, da emanare entro altri 90 giorni per i soggetti esclusi fino al 30 giugno. L'articolo 15 del decreto Crescita Bis DL 179/2012 non introduce un obbligo di utilizzo della carta di debito a carico del pagatore, bensì un obbligo di accettazione della carta di debito a carico del venditore di beni e servizi. Quest'obbligo è regolarmente adempiuto quando il venditore si dota del dispositivo di accettazione; pertanto, resta la possibilità di accettare pagamenti con altre modalità, per esempio bonifici, carte di credito o prepagate, in base agli accordi che di volta in volta sono liberamente assunti nel rapporto contrattuale tra venditore e acquirente. Lo ha precisato la Banca d'Italia nella sua risposta alla nota del 1 ottobre 2013 a Federarchitetti. Ora la Banca d'Italia è stata sollecitata dal Ministero dello Sviluppo economico ad esprimersi con urgenza, sul decreto attuativo del Decreto Crescita dell'ottobre 2012 (fatturato dell'anno precedente e soglia minima).

IL POS CONVIENE SOPRATTUTTO ALLE BANCHE

da Professione Veterinaria n. 40/dicembre 2013

Il quotidiano economico ItaliaOggi evidenzia alcuni dei motivi che rendono questo sistema di pagamento veramente inutile e dannoso: sui professionisti ricadranno gli elevati oneri bancari di gestione, sui cittadini ricadranno maggiorni oneri bancari per gestione indiretta. Sarà necessario dedicare una linea telefonica per l’uso del POS e potrà essere utilizzato solo per carte bancomat e non per carte di credito; le carte bancomat hanno limiti di utilizzo giornaliero, sarà dunque impossibile saldare interamente le fatture di importo superiore.

IMPROBABILE IL RINVIO MA NIENTE SANZIONI

Newsletter FNOVI nr. 44-11.12.13

Pressing alla Camera per tentare un rinvio dell'obbligo al 2015. Comunque vada, al momento, non ci sono sanzioni.
Dall'inizio del nuovo anno tutti i soggetti esercenti l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, saranno obbligati ad accettare pagamenti tramite carte di debito, come i bancomat, mentre la disposizione non riguarda le carte di credito e le altre tipologie di pagamenti elettronici. La disposizione va a combinarsi con quella, contenuta nel D.L. n. 201/2011, che ha vietato i pagamenti in denaro contante tra soggetti diversi in un’unica soluzione di importo superiore o uguale a mille euro. L'obbligo del POS per i professionisti, nell'intento del Legislatore, segna una ulteriore spinta alla diffusione dell’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento, quale metodo per il contrasto all’uso del denaro contante, e dunque all’evasione fiscale. Il mondo ordinistico ha espresso compatto la propria contrarietà alla previsione: installare un Pos significa spendere circa 100 euro a cui si aggiunge il pagamento all’istituto di credito di appoggio di un canone mensile con costi che si aggirano sulle 30 euro, insieme ad una commissione tra l’1 e il 3% per ogni pagamento eseguito con Pos. Una cifra considerevole se si tengono in conto le spese che oggigiorno devono sostenere i professionisti.

 

ON LINE IL SOFTWARE PER SEGNALARE SCOSTAMENTI DALLO STUDIO DI SETTORE

da Notizie ANMVI 6 dicembre 2013

Avrà tempo fino al 28 febbraio 2014 chi deve giustificare situazioni di non congruità o non coerenza con lo Studio di Settore VK22U. E' on line il software di compilazione per l'invio di segnalazioni relative agli studi di settore (periodo d'imposta 2012). Il software è destinato ai contribuenti che vogliono comunicare all'Amministrazione Finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall'applicazione degli Studi di settore per il periodo d'imposta 2012, ovvero per la medesima annualità, afferenti l'indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione. Il software consente di predisporre una segnalazione e di inviarla telematicamente. Per l'invio telematico della segnalazione è sufficiente possedere il Pincode (codice personale), indispensabile per utilizzare il servizio File Internet dell'Agenzia delle Entrate, oppure aver ottenuto l'autorizzazione per accedere al servizio Entratel. Chi non è in possesso del Pincode può richiederlo tramite registrazione ai servizi telematici. Lo Studio di Settore VK22U- Servizi Veterinari- riguarda circa 9.000 medici veterinari contribuenti.

 

RC PROFESSIONALE: LA COLPA LIEVE È COSTITUZIONALE

Da Notizie Anmvi 9 dicembre 2013

E' conforme ai principi costituzionali escludere la rilevanza penale quando il medico si è attenuto a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica. La "salvaguardia" interviene solo in questo caso, non quando vi sia colpa per comportamento negligente o imprudente. Per questo la Consulta salva la norma Balduzzi.
E' salva la limitazione della responsabilità penale del medico che abbia seguito le linee guida ai soli casi di colpa grave, introdotta dall'art 3 della legge Balduzzi (189/2012): la questione di legittimità costituzionale sollevata lo scorso marzo dal tribunale di Milano è stata dichiarata inammissibile dalla Consulta. Per il tribunale la norma sarebbe equivoca, non tassativa, confusa e violerebbe i principi di uguaglianza e ragionevolezza.
Di parere diverso i giudici costituzionali che ricordano come nelle prime pronunce sul tema la Cassazione abbia ritenuto,«che la limitazione di responsabilità prevista dalla norma censurata venga in rilievo solo in rapporto all'addebito di imperizia, giacché le linee guida in materia sanitaria contengono esclusivamente regole di perizia: non, dunque, quando all'esercente la professione sanitaria sia ascrivibile, sul piano della colpa, un comportamento negligente o imprudente». L'articolo 3 della legge 189/2012 è dunque pienamente costituzionale: "L'esercente le professioni sanitarie - recita la norma- che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui all'art. 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo". La Legge Balduzzi- recentemente confortata anche dalla Cassazione- ha depenalizzato le fattispecie colpose, lasciando intatta la responsabilità civile ma esonerando dalla responsabilità penale per colpa lieve nel caso in cui il sanitario (medico veterinario compreso) dimostri di essersi attenuto a delle linee guida e alle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.

 

 

ENPAV

 

GUIDA ALLE ATTIVITÀ E AI SERVIZI ENPAV

Un vademecum per farconoscere ai neo iscritti e ricordare a chi è dentro l’Ente ormai da tempo, i principali adempimenti dell’anno e presentare alcuni dei servizi a disposizione degli associati

Da 30Giorni ottobre 2013

ISCRIZIONE

Chi si iscrive all’Albo professionale dei Medici Veterinari è automaticamente iscritto anche all’Enpav e con la medesima decorrenza. Non occorre quindi presentare nessuna domanda per iscriversi all’Enpav. Per ogni nuovo ingresso viene attribuito un codice identificativo, denominato “Matricola”, al quale l’iscritto dovrà fare riferimento, a tutela dei propri dati personali, in ogni comunicazione intercorrente con l’Ente. Per prima cosa invitiamo ogni nuovo iscritto a registrarsi all’area riservata “Accesso Iscritti” di Enpav Online per poter usufruire delle numerose funzionalità presenti.

PRIMA REGOLA: REGISTRARSI

All’interno del sito dell’Enpav www.enpav.it, è presente un’area riservata denominata appunto “Accesso Iscritti”, attraverso la quale l’utente registrato può:

• verificare la propria posizione contributiva

• pagare i contributi Enpav tramite l’EnpavCard

• inviare il Modello 1

• calcolare le eccedenze contributive dovute in relazione al proprio reddito e volume d’affari

• calcolare l’onere del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare

• simulare l’importo della pensione

• stampare il modello Cud e l’attestazione degli oneri deducibili

• visualizzare il cedolino della pensione mensile

• aggiornare i propri dati anagrafici (ricordando di comunicare anche all’Ordine il cambio di indirizzo/telefono/email)

Per registrarsi all’area “Accesso Iscritti” è sufficiente seguire una semplice procedura online interamente guidata, che richiede l’inserimento dei seguenti dati: matricola, codice fiscale, cognome e nome, data di nascita, indirizzo di residenza, numero di cellulare e indirizzo e-mail. Al termine della registrazione, l’iscritto riceve per sms al numero di cellulare inserito, un codice di verifica per il prelievo della password ed una email di benvenuto con un link per il prelievo della password.

CONTRIBUZIONE E SCADENZE

Tutti gli iscritti all’Enpav sono tenuti al pagamento di una contribuzione minima, indipendentemente dal reddito prodotto. Tale contribuzione si compone di tre voci: contributo soggettivo - contributo integrativo – contributo di maternità.

NEO-VETERINARI UNDER 32

Tutti i veterinari che si iscrivono per la prima volta all’Albo professionale in età inferiore ai 32 anni usufruiscono di significative riduzioni della contribuzione:

- I primi 12 mesi di iscrizione sono totalmente gratuiti. Questo periodo rientra comunque nel calcolo degli anni di iscrizione necessari per acquisire il diritto a pensione. Chi è interessato a far considerare tale annualità anche nel calcolo dell’importo della pensione, potrà riscattarla in ogni momento versando in 12 rate mensili l’importo della contribuzione minima dovuta nell’anno in cui viene presentata la domanda di riscatto.

- Per il 2° anno di iscrizione, il contributo di maternità è dovuto per intero, il contributo soggettivo ed il contributo integrativo al 33%.

- Per il 3° e 4° anno di iscrizione, il contributo di maternità è dovuto per intero, il contributo soggettivo ed il contributo integrativo al 50%.

COMUNICARE IL REDDITO ANNUALE

A partire dall’anno successivo a quello di iscrizione, ogni iscritto deve comunicare annualmente all’Enpav il reddito professionale dichiarato ai fini Irpef ed il volume di affari dichiarato ai fini Iva per l’anno precedente.

La comunicazione deve essere fatta entro il 31 ottobre* di ogni anno attraverso il Modello 1.

Dal 2013 il Modello 1 è disponibile esclusivamente in modalità online e può essere trasmesso solo per via telematica, attraverso la funzione “Trasmissione modelli” disponibile nell’area “Accesso Iscritti” dei Servizi di Enpav Online.

*Quest’anno la data di invio dei modelli 1 e 2 è stata prorogata al 15-12-2013, per agevolare l’invio telematico delle dichiarazioni che da quest’anno è diventato obbligatorio per tutti.

DAL 2014 M.AV SOLO ON-LINE

Il pagamento deve essere fatto in 2 rate, con scadenza 31 maggio e 31 ottobre, utilizzando i bollettini M.Av. emessi dalla Banca Popolare di Sondrio. Dal 2014 i M.Av. non saranno più recapitati all’indirizzo del destinatario, ma saranno disponibili esclusivamente in modalità online nell’area “Accesso Iscritti” dei Servizi di Enpav Online presente all’interno del sito internet dell’Ente.

SERVIZI PER GLI ISCRITTI

Prestiti agevolati - L’Enpav concede finanziamenti fino a 30.000 Euro ad un tasso di interesse agevolato ed estinguibili al massimo in 7 anni con rate semestrali posticipate. Il prestito può essere richiesto per:

• l’avvio e lo sviluppo dell’attività professionale;

• la ristrutturazione della struttura veterinaria o della casa di abitazione;

• la malattia grave o l’intervento chirurgico dell’iscritto o di un familiare.

Mutui - Sono inoltre operative interessanti Convenzioni con la Banca Popolare di Sondrio e la Bnl Gruppo BNP PARIBAS per consentire ai veterinari l’accesso agevolato al credito bancario nei seguenti casi:

• acquisto, costruzione e ristrutturazione dell’abitazione o della struttura veterinaria;

• estinzione di pregressi mutui ipotecari.

Assicurazione sanitaria – Ogni anno l’Enpav sottoscrive una polizza rimborso spese mediche con una compagnia assicurativa scelta attraverso un bando di gara europeo. La polizza si compone di un Piano Sanitario Base e di un Piano Sanitario Integrativo.

Il Piano Sanitario Base è automatico e gratuito per tutti gli iscritti all’Ente con possibilità di estensione al nucleo familiare con costo a carico del titolare. Comprende la copertura per Grandi Interventi Chirurgici, Gravi Eventi Morbosi, Prestazioni di Alta Specializzazione, Cure Oncologiche, Grandi Interventi Chirurgici Odontoiatrici, Cure dentarie da Infortunio, Prevenzione Odontoiatrica, Trattamenti fisioterapici riabilitativi da infortunio.

Sono inoltre previste, esclusivamente per il titolare, una copertura di LTC per stato di non autosufficienza permanente, ed altre specifiche garanzie per gli eventi legati alla professione (diagnosi di brucellosi, invalidità in seguito a zoonosi più frequenti, indennità per inattività professionale).

Il Piano Sanitario Integrativo è facoltativo e a carico degli iscritti, con possibilità anch’esso di estensione al nucleo familiare. Il Piano Sanitario Integrativo offre una copertura per gli interventi chirurgici non rientranti nella casistica dei Grandi Interventi, anche in day hospital ed in regime ambulatoriale, le visite specialistiche ed il check up di prevenzione annuale.

EnpavCard - È una carta di credito destinata esclusivamente agli iscritti Enpav, è completamente gratuita, senza costi di emissione e senza canone annuale. Per richiederla è sufficiente essere titolari di un conto corrente bancario presso un qualsiasi Istituto di Credito. Con l’EnpavCard è possibile:

• effettuare acquisti presso gli esercizi commerciali convenzionati con Visa e Mastercard;

• prelevare contanti;

• pagare online i contributi Enpav, anche a rate;

• richiedere online finanziamenti a tassi agevolati per un importo massimo di 20.000 Euro con accredito diretto in due o tre giorni della somma richiesta e direttamente sul proprio conto corrente.

 

NEOISCRITTI ANNO 2012

Classe di età                    Maschi                Femmine

23 – 29                                217                      531

30 – 39                                100                      143

40 – 49                                6                          4

50 – 59                                1

Totale                                324                       678

Elaborazione Enpav

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

INDAGINE SULLE STRUTTURE VETERINARIE PRIVATE – 3° EDIZIONE

da email Anmvi 10/12/13

Anmvi informa che dal mese di dicembre le strutture di cura per animali da compagnia, saranno contattate telefonicamente dalla Società Kronos di Milano, per somministrare ai titolari il questionario relativo alla terza edizione dell’Indagine Strutture veterinarie private per animali da compagnia. L’indagine, realizzata per conto dell’ANMVI, offre un’istantanea del settore nazionale delle strutture veterinarie private per la cura degli animali da compagnia, cogliendo sia il consolidamento negli anni di talune caratteristiche nell’organizzazione dell’attività di cura, che l’evoluzione verso nuovi orizzonti professionali dei veterinari. L’impianto di ricerca consente il confronto dei dati rilevati con quelli emersi nelle due precedenti edizioni, proseguendo così nel monitoraggio costante del settore, sotto il punto di vista dell’evoluzione strutturale e dei bisogni emergenti. Il monitoraggio puntuale permette ad ANMVI di modulare la sua offerta di servizi alle richieste del settore, che nascono dalla trasformazione nel tempo del profilo professionale dei veterinari e del quadro socioeconomico ed istituzionale nel quale si trovano ad operare. Vista l’importanza dell’iniziativa, ANMVI ti chiede di renderti disponibile a rispondere a qualche domanda.

 

EMILIA ROMAGNA VARA VADEMECUN PER PADRONI, SI A PET IN OSPEDALE

Da Il Veterinario d'Italia 226 del 11 dicembre 2013

Una sorta di vademecum del 'perfetto pardone', contenente tutti i criteri per la detenzione dei cani da parte dei privati. Il documento e' stato approvato dalla Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali della Regione Emilia Romagna. Nello specifico, vengono stabiliti gli obblighi e le responsabilita' del proprietario/detentore dell'animale d'affezione, per quanto riguarda la sua salute e il suo benessere: ricovero adeguato; cibo e acqua in quantita' e qualita' sufficiente; prevenzione e cure sanitarie; adeguata attivita' motoria (in relazione alla taglia, alla razza e alla specie) e attivita' riproduttiva. In particolare, nella delibera si stabilisce il divieto di qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti dell'animale e "altra azione che possa nuocere al suo benessere". E' previsto, quindi, che si debba educare, addestrare o fare gareggiare gli animali senza ricorrere a percosse, violenze e costrizioni fisiche. Vietato anche lasciare gli animali chiusi in veicoli o rimorchi senza un'adeguata areazione. Nel provvedimento, inoltre, vengono definiti caratteristiche e dimensioni dei ricoveri; condizioni climatiche tali da non nuocere alla sua salute (idoneo riparo dalle intemperie e dall'esposizione al sole); uso del guinzaglio e della museruola. Dalla Commissione e' giunto, inoltre, il via libera alla disciplina per l'accesso di animali d'affezione (solo cani e gatti) nelle strutture ospedaliere pubbliche e private. Una volta approvata definitivamente dalla Giunta, tale disciplina dovra' essere rispettata da tutte le strutture regionali (ognuna si attivera' per un suo regolamento interno) ogni qual volta sara' richiesto dal paziente l'accesso di un animale d'affezione. Sono escluse pero' le Unita' operative/Servizi, i reparti di terapia intensiva, Chirurgia d'urgenza, Traumatologia d'urgenza e ovviamente tutte le unita' o stanze di isolamento comprese quelle che ospitano i pazienti posti sotto precauzioni per contatto. Niente animali neanche nelle Unita' di terapia intensiva e semi-intensiva post-operatoria, Centri trapianto, Centri grandi ustionati e di dialisi, ostetricia e nursery, sale operatorie e di diagnostica o interventistica invasiva, spazi con impianti radiologici e le mense. Per l'accesso degli animali, il paziente o i suoi familiari dovranno fare richiesta scritta alla direzione sanitaria della struttura ospedaliera. La stessa Commissione ha anche licenziato le linee guida per gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa) nelle strutture residenziali (case protette e case di riposo) e istituti di cura, finalizzati a dare "una piu' ampia diffusione dei nuovi
orientamenti clinico-terapeutici, in particolare ad agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, residenti nelle strutture, con gli animali da compagnia di loro proprieta' o con animali comunque utilizzati per la pet therapy".

 

FATTORI PROGNOSTICI NEI GATTI CON PANCREATITE

da Vet.journal 18 dicembre 2013

Uno studio prospettico ha identificato i fattori significativamente associati alla prognosi nei gatti ricoverati per pancreatite. Si includevano 33 gatti ricoverati per il trattamento della pancreatite diagnosticata sulla base dei segni clinici e della concentrazione dell’immunoreattività della lipasi pancreatica felina (fPLI ≥ 5,4 µg/L). I pazienti venivano ricoverati (giorno 1) per 2-16 giorni e tenuti sotto osservazione per 44 giorni o fino alla morte o all’eutanasia. Si analizzavano i risultati dell’esame clinico e delle analisi ematologiche e biochimiche sieriche, inclusa la determinazione della fPLI sierica, effettuati il giorno dell’ammissione in ospedale per determinare se fossero associati all’esito (sopravvivenza fino ad un minimo di 45 giorni vs morte o eutanasia). Il giorno 1, la concentrazione media × SD di fPLI sierica dei 33 gatti era di 22,0 × 16,4 µg/L. L’età media dei gatti era di 12,7 x 3,8 anni (intervallo, 4-19 anni). Undici dei 33 gatti (33%) morivano o erano soppressi prima del giorno 44. All’analisi univariata, dispnea, ipotermia, ipokaliemia, iperkaliemia e concentrazione di fPLI sierica erano significativamente associate a un esito avverso. Tuttavia, all’analisi multivariata, solo la dispnea grave, l’iperkaliemia (concentrazione di potassio > 5,5 mmol/L) e la fPLI al momento dell’ammissione in clinica apparivano significativamente associate a un esito avverso. I risultati suggeriscono che la dispnea, l’iperkaliemia e la concentrazione della fPLI al momento del ricovero sono fattori prognostici significativi nei gatti ricoverati per pancreatite, concludono gli autori.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

FATTORI DI RISCHIO DI ZOPPIA NELLA SCROFA

DA Vet.journal 16 dicembre 2013

La zoppia è uno dei principali problemi di benessere nei suini e una della più frequenti cause di abbattimento prematuro della scrofe da riproduzione. Uno studio ha stimato la prevalenza della zoppia nelle scrofe utilizzando i dati di 76 allevamenti da riproduzione in Inghilterra e i fattori di rischio associati alla comparsa di zoppia.
La prevalenza della zoppia nelle scrofe era del 4,5% (mediana per struttura 5,0%, intervallo 0–40%), con almeno una scrofa affetta da zoppia presente nel 54% dei 76 allevamenti. Si calcolava mediante analisi di regressione multivariabile di Poisson il rischio relativo (RR) di zoppia. Gli allevamenti con scrofe ad alta produzione avevano una minore percentuale di scrofe affette da zoppia rispetto alle aziende con livelli produttivi medi. Tuttavia, le aziende con livelli produttivi medi avevano maggiori livelli di zoppia rispetto alle aziende con livelli produttivi minori. Le aziende in cui lo stalliere aveva la responsabilità di più scrofe avevano un maggior rischio di zoppia. Quando si consideravano unità indoor, le aree dei box e le scrofe più giovani (due parti o meno) avevano un maggior rischio di zoppia. Una maggiore consapevolezza dei fattori di rischio di zoppia è essenziale per la gestione dell’azienda e può essere utile nella progettazione della aree di stabulazione così come nello sviluppo di piani preventivi futuri, concludono gli autori.

 

INDICATORI SCIENTIFICI PER IL BENESSERE DEI BOVINI NEI MACELLI-PARERE EFSA

da Notizie ANMVI 4 dicembre 2013

Monitoraggio del benessere animale nei macelli: l'EFSA ha pubblicato il parere scientifico riguardante i bovini. L'EFSA ha pubblicato un parere scientifico sul benessere dei bovini durante la macellazione. Il parere propone alcuni indicatori di benessere (toolboxes of welfare indicators) per sviluppare le procedure di monitoraggio da attuare in caso di stordimento con proiettile captivo penetrante o di macellazione senza stordimento.
Indicatori e fasi di applicazione- Gli indicatori vengono proposti per rilevare segni di incoscienza, coscienza o sensibilità negli animali, oppure l'assenza di segni di vita negli animali macellati. Per giungere a questo parere scientifico, l'EFSA ha condotto varie attività, tra cui una revisione sistematica della letteratura, un sondaggio online, riunioni di esperti per raccogliere informazioni circa la specificità e l'attuabilità degli indicatori. Per stabilire il grado di coscienza del bovino, in caso di stordimento con proiettile captivo, l'EFSA individua tre fasi cruciali di osservazione: 1. dopo lo stordimento, per ridurre al minimo la sofferenza durante la sospensione/sollevamento/agganciamento dell'animale; 2. durante il taglio della gola/abbattimento 3. durante il dissanguamento. Per la macellazione di bovini senza stordimento, viene invece proposto un altro set di indicatori: in primo luogo per stabilire lo stato di incoscienza, prima di liberare gli animali dai dispositivi di immobilizzazione, in secondo luogo per accertare la morte dell'animale prima della fase di preparazione della carcassa.
Responsabili del benessere- La frequenza delle verifiche varia a seconda del ruolo di ogni responsabile del benessere degli animali. Il personale che si occupa delle fasi di stordimento/sollevamento/dissanguamento dovrà controllare che in tutti gli animali non siano presenti segni di coscienza dopo lo stordimento o prima di essere liberati dal sistema di immobilizzazione. Per il responsabile ufficiale della tutela animale (art. 17 del Reg 1099/2009), su cui ricade la responsabilità complessiva del benessere animale, nel parere viene proposto un modello matematico per i protocolli di campionamento, riconoscendo qualche margine discrezionale per impostare la dimensione del campione ( in relazione al numero totale degli animali macellati nel macello) e nello stabilire il livello di tolleranza (numero potenziale di errori). Infine, l'EFSA individua diversi fattori e situazioni di rischio per giungere a considerare il protocollo di monitoraggio di livello "normale" o "rafforzato", in base alle esigenze del macello.

Il lavoro pubblicato sull'EFSA Journal è stato realizzato nell'ambito della nuova legislazione UE sulla protezione degli animali durante l'abbattimento (regolamento CE n.1099/2009). In base a tale normativa gli operatori del settore devono garantire che gli animali non presentino alcun segno di coscienza dopo lo stordimento e prima della morte. Seguiranno ulteriori pareri scientifici sulle procedure di monitoraggio per suini, ovini e caprini, polli e tacchini.

 

LE COLICHE NEI NEONATI EQUINI

da Vet.journal 4 dicembre 2013

Uno studio retrospettivo ha documentato le cause di colica nei neonati equini, ha valutato gli aspetti clinici dei soggetti trattati con terapia medica e chirurgica, ha determinato il tasso di sopravvivenza a breve e lungo termine dei neonati con lesioni mediche e chirurgiche specifiche e ha valutato il raggiungimento dell’utilizzo atteso di questi soggetti. Si includevano 137 neonati (< 30 giorni) con un’anamnesi di colica o segni di colica entro un’ora dall’ammissione in clinica. La maggior parte dei neonati (122 [89%]) era sottoposta a trattamento medico. Le 3 più comuni diagnosi associate a colica erano enterocolite (37 [27%]), colica associata a meconio (27 [20%]) e colica medica transitoria (26 [19%]). I motivi più comuni di intervento chirurgico erano le ostruzioni strangolate del piccolo intestino e questi soggetti avevano maggiori probabilità di avere un dolore grave e continuo ed essere meno sensibili agli analgesici. Erano comuni le malattie concomitanti (87 [64%]) ma non influenzavano significativamente la sopravvivenza. Il tasso di sopravvivenza a breve termine non era significativamente differente tra soggetti sottoposti a trattamento medico (75%) e chirurgico (73%). Il tasso di sopravvivenza a lungo termine era eccellente (66/71 [93%]) per i soggetti che sopravvivevano fino alle dimissioni. Nella maggior parte dei soggetti sopravvissuti fino alla maturità si raggiungeva l’utilizzo atteso (49/59 [83%]). La maggior parte dei neonati valutati per segni di colica può essere trattata con terapia medica. La sopravvivenza a breve termine dei neonati sottoposti a trattamento medico e chirurgico era buona. La sopravvivenza a lungo termine dei puledri dimessi dalla clinica era eccellente e nella maggior parte di essi si raggiungeva l’utilizzo atteso.

 

CORONAVIRUS E VIRUS SINCIZIALE BOVINO: EFFICACI ANCHE I TEST ANTICORPALI SUL LATTE

da Vet.journal 11 dicembre 2013

Il Coronavirus bovino (BCV; Betacoronavirus 1) e il Virus respiratorio sinciziale bovino (BRSV) sono significativi agenti di malattia enterica e respiratoria nei bovini da carne e da latte in tutto il mondo. Per il monitoraggio delle mandrie e gli studi di prevalenza è diffusamente utilizzato il test di immunoassorbimento enzimatico indiretto per l’identificazione degli anticorpi nel siero. Nelle mandrie da latte tuttavia è più facile raccogliere campioni di latte che di siero. Al fine di verificare l’accordo tra i test effettuati sul siero e sul latte, si prelevavano campioni sia di siero sia di latte da 105 vacche di 27 allevamenti da latte per verificare la presenza di IgG verso BCV e BRSV. L’analisi statistica dei dati (Bland-Altman) dimostrava un buon accordo tra titoli anticorpali nel siero e nel latte per entrambi i virus. I risultati indicano, concludono gli autori, che i campioni di latte sono sufficienti per la sorveglianza degli anticorpi verso BCV e BRSV.

 

FAUNA SELVATICA-IN UMBRIA IL PIU' GRANDE CENTRO PER ANIMALI ESOTICI

da SIVeMP OnLine nr. 226 del 11 dicembre 2013

Sara' in Umbria la struttura piu' grande d'Italia per dare accoglienza idonea e professionale alle specie animali sequestrate durante l'attivita' di controllo dei Nuclei Operativi Cites del Corpo forestale dello Stato. E' il "Centro di Recupero Fauna Selvatica Formichella", nel comune di Orvieto, esteso per oltre 125 ettari, gestita interamente dal Cfs nel verde dell'Umbria. E' stata stipulata una convenzione tra Cfs, comando regionale dell'Umbria, e il ministero dell'Ambiente. Ogni anno sono oltre 1.500 gli animali vivi sequestrati, di cui una buona parte esotici, che hanno bisogno di un luogo idoneo e di personale specializzato per la loro cura. Il centro sara' all'interno dei terreni demaniali gestiti dall'Ufficio per la Biodiversita' di Assisi, per provvedere alla collocazione temporanea o permanente della fauna appartenente alle categorie protette dalla Convenzione di Washington. La Convenzione, infatti, conosciuta con l'acronimo Cites, garantisce la conservazione della biodiversita' del pianeta grazie all'applicazione della normativa per il commercio sostenibile delle specie di fauna e flora in via d'estinzione. Il Centro di Orvieto, il primo tra quelli statali ed idoneo anche all'accoglienza delle specie esotiche, ospita differenti specie di animali, confiscati perche' detenuti illegalmente, e spesso si tratta di animali abituati alla vita in cattivita', senza possibilita' di reintroduzione in ambienti naturali nei rispettivi Paesi d'origine. Sono gia' piu' di 400 gli animali che vivono attualmente al Centro Formichella, tra cui 50 rapaci e 300 tartarughe oltre a esemplari di fauna autoctona tra cui tassi, istrici, daini, cervi e mufloni, gatto selvatico e anche procioni.

Con la convenzione tra Cdf e ministero dell'Ambiente e' stato possibile adeguare maggiormente il sito alle necessita' della vita degli animali. Sono state ristrutturate e riconvertite vecchie costruzioni per accogliere la fauna e si e' provveduto, inoltre, a recintare in maniera idonea il Centro per difendere gli animali stessi anche dai predatori, umani ed animali, esterni. Grande spazio e' stato riservato alle voliere che si estendono per oltre 500 metri quadrati, utilizzate per la stabulazione permanente degli esemplari sequestrati, tra cui falchi, aquile, gufi, civette, allocchi, barbagianni ed altri, dove potranno trovare un luogo compatibile con la loro natura. Il centro sta provvedendo ad attrezzare ulteriori terrari e teche con ambienti riscaldati e con la giusta umidita' per detenere rettili e serpenti esotici. Oltre a contribuire alla salvaguardia della biodiversita' animale e alla valorizzazione del territorio umbro, il centro di Recupero Formichella offre la possibilita' di organizzare percorsi didattici ambientali per le scuole e i gruppi interessati alla conoscenza della fauna ospitata e al rispetto della biodiversita' del territorio che le ospita.

 

SUINICOLTURA INDUSTRIALE NORDEUROPEA, BATTERI MONSTRE ALL'ORIZZONTE 

da www.sicurezzaalimentare.it 06/12/2013

La notizia arriva da Efsa: in Germania (ma anche Belgio e Francia), ci sarebbe prova dell’emergere di nuovi ceppi batterici (salmonella, nello specifico) in grado di sopravvivere a trattamenti bomba a base dicarbapenem. Antibiotico considerato critico e utilizzato qualora altri antibiotici dimostrino di non funzionare più, una sorta di extrema ratio nella lotta ai microorganismi nocivi, utile per salvare vite umane in casi disperati. Questo significa che non ci sono altri antibiotici più potenti da utilizzare dopo il carbapenem. Stando ad autorevoli fonti del settore (peraltro non smentite), Efsa collegherebbe tale notizia agli allevamenti industriali del nord Europa dove le dimensioni intensive fungono da veri e propri incubatori di batteri killer. Sempre EFSA si chiede, con toni abbastanza pesanti, se “mangiare carne di maiale possa rendere le persone resistenti agli antibiotici di ultima linea”.

L’Authority avrebbe divulgato tali affermazioni entro la Piattaforma degli Stakeholders, per bocca di Ernesto Liebana Criado, a capo del panel Rischi Biologici (BIOHAZ). E’interessante osservare come il carbapenem non dovrebbe essere ammesso come utilizzo negli allevamenti. Il suo uso infatti non è legalmente consentito entro gli allevamenti. E la resistenza acquisita dai batteri, potrebbe essere dovuta sia ad un uso apertamente illegale della sostanza, sia alla possibilità che si fosse sviluppata una resistenza crociata (ovvero, una resistenza a classi di antibiotici analoghi ed utilizzati negli allevamenti, e per i quali i batteri hanno sviluppato resistenza, trasferendola ad altri antibiotici). Sebbene il dibattito sulle reali cause di come si sia formata la resistenza è tuttora aperto, un ruolo chiave nella propagazione della antibiotico-resistenza lo stanno giocando proprio “i maiali tedeschi allevati in modo intensivo per l’industria”, come riferito nell’incontro di EFSA.

 

COMPORTAMENTO DEL SUINO DOPO CASTRAZIONE FISICA E IMMUNOLOGICA

da Vet.journal 20 dicembre 2013

La castrazione fisica è una pratica comune negli allevamenti suini commerciali per ridurre l’incidenza dell’odore di verro nelle carni e del comportamento aggressivo dell’animale. Un’alternativa alla castrazione fisica (PC) è l’immunocastrazione (IC) del verro mediante blocco del fattore di rilascio delle gonadotropine (GnRF) e conseguente riduzione dei livelli di LH, FSH, testosterone e androstenone. Uno studio ha valutato gli effetti dell’IC sul comportamento del suino, sulle interazioni uomo-animale e sulle manipolazioni durante e dopo il trasporto.
Si effettuava la prima immunizzazione alla settimana 7 dell’accrescimento-ingrasso e la seconda immunizzazione alla settimana 11, 13 o 14 di questo periodo. Si esaminava il comportamento dei suini castrati mediante PC e IC in 3 momenti temporali dopo l’inizio dell’ingrasso a 9 settimane d’età: 7 settimane prima della prima iniezione, settimana 16 dell’ingrasso (dopo il completamento dell’immunizzazione) e un giorno prima della vendita (settimana 16-19 dell’ingrasso). Si quantificavano inoltre le manipolazioni durante il carico e lo scarico dal mezzo di strasporto per la vendita. Prima della prima iniezione, i maschi interi mostravano un maggior comportamento di aggressione e monta, mentre i suini castrati PC passavano più tempo ad alimentarsi rispetto ai maschi interi. Erano presenti interazioni trattamento X tempo per decubito, aggressività e stazione. Si osservavano scarse differenze nelle interazioni suino-uomo tra PC e IC, con stessa quantità di tempo di approccio all’uomo, anche se i suini IC erano più aggressivi nel mordere e sfregare i pantaloni e le scarpe della persona incaricata. Durante le manipolazioni in stalla, i suini PC vocalizzavano maggiormente rispetto a quelli IC. Si osservavano meno decessi o suini a terra tra i suini IC (0%) rispetto ai suini PC (1,17%). L’immunocastrazione può comportare un benessere animale simile o migliore, rispetto allo stress della castrazione fisica senza controllo del dolore, concludono gli autori.

 

 

ALIMENTI

 

SULLA GUCE. ORIGINE CARNI IN ETICHETTA: PUBBLICATO IL REGOLAMENTO UE

Da www.salute.gov.it 05/12/13 e AnmviOggi 16/12/13

L'Unione Europea si è dotata di un Regolamento della Commissione, approvato al Comitato Permanente per la Catena Alimentare, che stabilisce che gli operatori del settore alimentare dovranno indicare sulle etichette delle carni fresche, refrigerate o congelate di suino, ovino, caprino e pollame destinate ad essere commercializzate, il Paese di origine o il luogo di provenienza in cui gli animali sono stati allevati e macellati. Ne dà notizia il Ministero della Salute, riportando la soddisfazione del Ministro Lorenzin. Tale risultato rappresenta un primo passaggio positivo a beneficio dei consumatori che consolida l’obiettivo prioritario per l’Italia di poter rafforzare il principio di una maggior chiarezza e trasparenza sull’origine dei prodotti alimentari.

http://ec.europa.eu/agriculture/newsroom/149_en.htm 06/12/13

Dunque sarà obbligatorio introdurre in etichetta il luogo dell'allevamento e della macellazione, mentre l'origine potrà apparire, su base volontaria se la carne é ottenuta da animali nati, allevati e macellati nello stesso Paese.  Il nuovo regolamento si applicherà a partire dal 1 gennaio 2015, in modo da consentire al settore agro-alimentare di adeguarsi. Il Regolamento che introduce l'origine in etichetta è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea dal 1 gennaio 2015 (Regolamento di esecuzione (UE) n. 1337/2013 della Commissione, del 13 dicembre 2013, che fissa le modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili). "I consumatori- si legge nelle premesse del Regolamento-chiedono soprattutto informazioni relative al luogo in cui l'animale è stato allevato. È vero che comunicare informazioni obbligatorie sul luogo di nascita dell'animale richiederebbe l'istituzione di nuovi sistemi di tracciabilità a livello di aziende agricole, con i relativi costi, mentre l'etichettatura del luogo di macellazione può essere eseguita a un costo accessibile e fornisce al consumatore informazioni preziose.".
Nel regolamento (UE) n. 1169/2011 il concetto di «paese di origine» di un prodotto alimentare è definito conformemente agli articoli 23-26 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio. Per i prodotti di origine animale tale concetto è collegato al paese in cui il prodotto è stato interamente ottenuto, il che, applicato alla carne, significa il paese in cui l'animale è nato, è stato allevato e macellato. Nel caso in cui vari paesi abbiano contribuito alla produzione di taluni alimenti, il concetto si riferisce al paese in cui i prodotti hanno subito l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata. Tuttavia, nei casi in cui la carne proviene da animali che sono nati, sono stati allevati e macellati in paesi diversi, tale concetto non sarebbe sufficiente a informare i consumatori circa l'origine della carne. Pertanto, in tutti questi casi è necessario fornire, sull'etichetta, l'indicazione dello Stato membro o del paese terzo in cui l'animale è stato allevato per un periodo che rappresenti una parte sostanziale del ciclo di allevamento normale per ciascuna specie nonché dello Stato membro o del paese terzo in cui è stato macellato. Il termine «origine» dovrebbe essere riservato alle carni ottenute da animali nati, allevati e macellati, quindi interamente ottenuti, in un unico Stato membro o paese terzo. Nei casi in cui l'animale sia stato allevato in vari Stati membri o paesi terzi e il periodo di allevamento non possa essere rispettato, dev'essere prevista un'indicazione adeguata del luogo di allevamento in modo che le esigenze dei consumatori siano maggiormente soddisfatte e si evitino inutili complessità sull'etichetta. Vengono inoltre previste regole per le confezioni contenenti carne in pezzi, della stessa specie o di specie diverse, ottenuta da animali allevati e macellati in vari Stati membri, o paesi terzi.
Carni importate e macinate -Il sistema di etichettatura richiede norme di tracciabilità in tutte le fasi di produzione e di distribuzione della carne, dalla macellazione fino al confezionamento, in modo da garantire il collegamento tra le carni etichettate e l'animale, o il gruppo di animali, da cui tali carni sono state ottenute. Il Regolamento prevede pertanto modalità specifiche per le carni importate da paesi terzi nei quali le informazioni richieste per l'etichettatura non sono disponibili. Per quanto riguarda la carne macinata e le rifilature, date le caratteristiche dei loro processi di produzione, si consente agli operatori di avvalersi di un sistema di indicazioni semplificato.

 

MADE IN ITALY: COLDIRETTI,33% CIBO CON INGREDIENTI STRANIERI

da Ansa - 04/12/13
Contiene materie prime straniere circa 1/3 (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, con i consumatori che peraltro sono all'oscuro di tutto ciò. E' quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti nell'ambito della mobilitazione che l'organizzazione agricola sta svolgendo al valico del Brennero contro le importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. "Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali - denuncia il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - riguardano 2 prosciutti su 3 venduti come italiani ma fatti con maiali allevati all'estero. Inoltre 3 cartoni di latte a lunga conservazione su 4 sono stranieri senza indicazione in etichetta; oltre 1/3 della pasta è ottenuta da grano non coltivato in Italia e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere". La presenza di ingredienti stranieri nei prodotti alimentari realizzati in Italia - spiega Coldiretti - è dovuta alla ricerca del rifornimento a basso costo e senza preoccupazioni per le conseguenze sulla salute: perciò finisce nel piatto dal concentrato di pomodoro cinese all'olio di oliva tunisino, dal riso vietnamita al miele cinese. Solo nell'ultimo anno - cita tra i vari esempi l'organizzazione agricola - sono scomparsi in Italia 615mila maiali per lasciare spazio alle importazioni di carne do bassa qualità dall'estero. "E' anche necessario - conclude il presidente Moncalvo nel richiedere la completa attuazione delle leggi sulla etichettatura obbligatorie d'origine - che sia resa trasparente l'indicazione dei flussi commerciali con l'indicazione delle aziende che importano materie prime dall'estero, venga bloccato ogni finanziamento pubblico alle aziende che non valorizzano il vero Made in Italy dal campo alla tavola e diventi operativa la legge che vieta pratiche di commercio sleale, tali da permettere di pagare agli allevatori e agli agricoltori meno di quanto spendono per produrre".

 

CONSUMI:  MENO BISTECCA MA POLLO FA BOOM, +8,5% IN 10 ANNI

da Il Veterinario d'Italia del 5.12.2013

Niente crisi per pollo, tacchino e uova, sulla scia della qualità della produzione italiana e della grande convenienza di prezzo, in discesa addirittura del 12% per il pollo rispetto a dieci anni fa: i consumi in Italia nel decennio sono aumentati dell'8,5% e nello stesso periodo la produzione è aumentata del 16%, toccando le 817 mila tonnellate. Lo rileva il rapporto di Nomisma per UnaItalia, l'associazione che raduna la quasi totalità delle aziende del comparto, nel sottolineare come pollo & C siano ormai vicini al sorpasso sulle carni rosse, che in parallelo hanno anche conosciuto nel tempo un notevole rialzo di prezzi (+30% per un 1 Kg di carne di vitello in dieci anni). Nel mondo, sottolinea ancora UnaItalia, la carne avicola è già la più apprezzata, con un consumo pro capite di 13,3 kg seguita dalla suina con 12,2 kg e dalla bovina con 6,6 kg. E si stima che da qui a 10 anni i consumi di carne bianca nel mondo aumenteranno del 19% per toccare i 14,5 kg nel 2022. Saranno i Paesi emergenti - in primis Cina, Russia, Brasile, Messico e India, assieme agli Usa, quelli che spingeranno verso l'alto i consumi di carni avicole. Anche nel primo trimestre dell'anno - sottolinea UnaItalia, i consumi di carni avicole sono cresciuti dell'1,2% sul pari periodo 2012, per un consumo pro capite di 19,4 kg, di fronte al calo generalizzato registrato dal totale carni (-3,3%). Nel dettaglio +2,2% per i consumi di pollo, stabili quelli di tacchino, +0,8% per le uova.

 

IL SISTEMA DI CONTROLLO DEI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA

Da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 41/15.12.13

Inea pubblica il quaderno "Il sistema di controllo dei prodotti biologici in Italia" che rientra nel progetto di ricerca del MiPAAF "Supporto al Programma di azione nazionale per l'agricoltura biologica in materia di controlli di qualità". Il volume analizza la struttura del sistema dei controlli sui prodotti biologici destinati all'alimentazione umana e animale, degli attori che ne fanno parte, la normativa del settore e conclude con un'analisi quantitativa dell' attività di controllo e con indicazioni per il miglioramento dell'efficienza del sistema.          http://www.inea.it

 

 

VARIE

 

UN SOFTWARE PER CONTROLLARE A DISTANZA TUTTI I POLLAI

da Italia Oggi - 11.12.2013

Controllare più allevamenti a distanza senza doversi fisicamente reccare in ognuno di essi oggi è possibile. Grazie ad Easy Breeding, un software che, grazie ad un sistema di controllo remoto, permette di verificare tutto quello che succede in azienda via tablet, smartphone o PC. E, in caso di allarme, correre solo se si tratta di una vera urgenza. Sviluppato da una ditta specializzata in sistemi industriali (E.C.A. Musoni), si tratta di un impianto basato su sistema pc/plc con touchscreen tutto collegato a internet, che consente in ogni momento di controllare in tempo reale tutte le condizioni presenti all’interno di qualsiasi allevamtno. Una sorta di domotica dell’allevamento, che Pietro Spiazzi, giovane allevatore veronese, laureato in agraria che conduce con il padre un’azienda agricola con 3 centri zootecnici e 10 capannoni con polli e tacchini, utilizza già da 4 anni. “Si può interagire, modificare i parametri, accendere e spegnere mangiatoie piuttosto che le luci, aprire o chiudere le finestre” ha spiegato a ItaliaOggi “e, oltre al miglioramento della qualità della vita ne guadagna la produttività, perché c’è una continua verifica dei parametri interni all’allevamento”. Temperatura, umidità interne ed esterne, velocità del vento, quantità di mangime presente nei silos, quantità di mangime e acqua consumati al giorno, il sistema Easy Breeding informa continuamente delle condizioni ambientali all’interno dei capannoni. “C’è un monitoraggio costante e più efficiente di tutti gli impianti, che migliora sensibilmente l’ambiente degli animali e quindi il loro benessere” prosegue Spiazzi. “Inoltre permette un’implementazione del numero degli allarmi (più di 50) che possono scattare e di intervenire in modo adeguato in base al tipo di allarme. Prima ci si collega, si verifica il tipo di anomalia e solo in caso di urgenza si va sul posto”.

 

LE PUBBLICAZIONI GRATUITE DELLA UE

da 30Giorni ottobre 2013

Un portale molto interessante ed utile per la professione è sicuramente l’EU Bookshop, libreria on-line ed archivio delle pubblicazioni delle Istituzioni Europee. Disponibile in 24 lingue, in esso è possibile trovare libri, opuscoli, poster, documentazione tecnica, periodici e quant’altro sia stato prodotto dalle istituzioni dell’UE dal 1952 in poi e riguardanti le attività e le politiche dell’Unione Europea, quali: agricoltura, silvicoltura, pesca, ambiente, ricerca scientifica ecc. Sono inoltre presenti i numeri speciali della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Per i documenti a pagamento l’acquisto può essere effettuato direttamente on-line. La registrazione, gratuita e riservata, permette di accedere ad altre funzioni e rende più rapido e facile l’invio di ordini.

https://bookshop.europa.eu

 

  

 

 

 

Auguriamo a tutti voi, amici e colleghi, il Natale più bello!

 

Ed un 2014 ricco di soddisfazioni lavorative

e personali

 

 

  

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

 

Mantova, 21 dicembre 2013

Prot. 698/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Bioqualità: Medicina veterinaria omeopatica e allopatica a confronto: quali le sinergie possibili? Bologna 27 gennaio 2014 - http://www.bioqualita.eu

2)     SCIVAC: Corso pratico Patologia clinica e sistema emolinfopoietico, immunitario e malattie infettive 29/31 gennaio; Corso pratico Ragionamento clinico orientato al problema in oftalmologia: adesso facciamo diagnosi 30/31 gennaio 2014- Cremona - www.scivac.it

3)     Università Milano: Corso di Perfezionamento La medicina veterinaria forense: strumenti, ruoli e responsabilità dal 31 gennaio 2014 Milano - http://www.unimi.it/studenti/corsiperf/67920.htm

 

corsi SCIVAC 2014        http://registration.evsrl.it o www.scivac.it

-        Corso pratico CHIRURGIA 3 - II Edizione (III parte dell’Itinerario Didattico di Chirurgia) 11-14 febbraio Cremona

-        Corso pratico Vie d'accesso e tecniche di riduzione delle fratture (I parte dell’Itinerario Didattico di Traumatologia 19-21 febbraio Cremona

-        Corso pratico Aritmologia clinica del cane e del gatto (IV parte dell’Itinerario Didattico di Cardiologia) 19-21 febbraio Cremona

-        Corso complementare per l'esame ESVPS VIII Parte - Medicina Interna 5/8 marzo Cremona

-        Corso Pratico Radiologia del torace I Parte - Diagnostica per Immagini 6/9 marzo Cremona

-        Corso Pratico Chirurgia 4 IV Parte – Chirurgia 11/14 marzo Cremona

-        Corso Pratico Neurologia per il medico internista IV Parte - Medicina Interna 19/22 marzo Cremona

-        Corso Pratico Medicina d'urgenza 1 I Parte - Medicina d'Urgenza 21/23 marzo Cremona

-        Corso Pratico Endoscopia delle vie urinarie 25 marzo Cremona

-        82° Congresso Internazionale SCIVAC La cardiologia veterinaria nel 2014: dallo stetoscopio alla cardiochirurgia 28/30 marzo Pero (MI)

-        Corso Pratico Chirurgia laparoscopica e toracoscopia 31 marzo/1 aprile Cremona

-        Corso Pratico Esame neurologico e localizzazione I Parte - Neurologia 1/4 aprile 2014 Cremona

-        Corso Pratico Traumatologia dentale e maxillo facciale III Parte - Odontostomatologia 2/4 aprile Cremona

-        Corso Pratico Complicazioni perianestetiche, dolore e fluido terapia perioperatoria IV Parte - Anestesia 4/6 aprile Cremona

-        International Course - Surgery LAB Surgical management of juvenile hip dysplasia with DPO 5-6 aprile Cremona

-        Corso Pratico Neurochirurgia spinale - I Parte 15/17 aprile Cremona

 

 

ECM

APERTURA BANCA DATI ECM AI PROFESSIONISTI SANITARI

Da email FNOVI 28/11/13

Il Co.Ge.A.P.S. (Consorzio gestione anagrafica professioni sanitarie), a partire dal 2 dicembre 2013, rende disponibile anche ai singoli professionisti sanitari iscritti agli Ordini, Collegi e Associazioni professionali afferenti al Co.Ge.A.P.S. l’accesso alla banca dati del Consorzio. Tramite questo servizio tutti i professionisti potranno visualizzare tutti i crediti ECM già acquisiti (sia a livello nazionale che regionale) e programmare inoltre la propria formazione per il triennio 2014 – 2016 tramite la costruzione del Dossier Formativo individuale. Saranno successivamente attivati per gli Ordini, i Collegi e le Associazioni professionali facenti parte del Consorzio i servizi di integrazione di eventuali crediti mancanti e di rettifica degli eventuali dati non corretti. Nella stessa data del 2 dicembre verrà attivato un Call Center per rispondere ai quesiti e dare supporto ai professionisti sanitari nonché alle sedi territoriali di Ordini, Collegi ed Associazioni. Il numero da comporre è 06/42749600 e sarà attivo dalle 9.00 alle 17.00 dal lunedì al venerdì. Il servizio di consultazione dei crediti e costruzione del Dossier Formativo viene fornito, al momento, a titolo sperimentale: pertanto le eventuali difficoltà o anomalie saranno gestite come un work in progress. La banca dati del Co.Ge.A.P.S. raccoglie le anagrafiche di circa 1.100.000 professionisti e contiene approssimativamente 185 milioni di crediti ECM. Queste uniche due informazioni per lasciare immaginare la complessità di un sistema che per la prima volta viene messo a diretta disposizione di tutti i singoli professionisti.

www.cogeaps.it

ESONERI/ESENZIONI: DOCUMENTAZIONE ALL’ORDINE

Da determina CNFC 17/07/13

L’Ordine professionale è competente a riconoscere gli esoneri, le esenzioni e i crediti ECM individuali (formazione acquisita all’estero ed autoapprendimento), previa presentazione, da parte del professionista sanitario, della relativa documentazione (a titolo meramente esemplificativo della documentazione valida: attestato di frequenza corsi di formazione post-base, documentazione comprovante il periodo di sospensione dell’attività professionale, attestazione di svolgimento dell’attività di tutoraggio rilasciata dall’ente per il quale si è esercitata l’attività di tutoraggio, etc.).

L’Ordine provvede alla valutazione di coerenza con le vigenti disposizioni in materia di ECM e alla registrazione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. della posizione del proprio iscritto in riferimento a esoneri, esenzioni e ai crediti ECM acquisiti tramite gli istituti di cui alla presente determina.

Da intervista al Presidente FNOVI Penocchio su Settimana Veterinaria n. 853/novembre 2013: “Con riferimento alla formazione permanente dei professionisti della salute, dal prossimo anno gli Ordini saranno in grado di attestare, su richiesta dei veterinari interessati, il numero di crediti acquisiti nel triennio 2011-2013 e/o di certificare la coerenza della stessa con la previsione del sistema di educazione continua.”

SANZIONI PER MANCATA FORMAZIONE ECM: FALSE EMAIL

da www.cogeaps.it

In seguito all’introduzione, con la Legge 148 del 14/09/2011, di sanzioni per la mancata o incompleta formazione, è sorta una certa confusione riguardo a tali sanzioni, le quali non sono assolutamente, in alcun caso, di natura economica. Alcuni iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma hanno ricevuto un’e-mail in cui viene richiesto un versamento di denaro, come sanzione per non aver fatto formazione ECM. Il dott. Roberto Lala, Presidente dell’Ordine, ha diffuso la seguente nota: “È pervenuta la notizia che alcuni sanitari iscritti all’Ordine di Roma hanno ricevuto una nota a mia firma, nella quale si chiede il versamento di denaro, tramite conto corrente dell’Ordine, quale sanzione per non aver ottemperato all’obbligo formativo previsto per il triennio 2010-2011. LA NOTA IN QUESTIONE È UN FALSO e prego chiunque la riceva di darne immediata notizia, inviando una mail o un fax all’Ufficio Segreteria Medici).”

Il Co.Ge.A.P.S. ribadisce quanto dichiarato dal Presidente Lala, e invita tutti i professionisti sanitari a non inviare denaro e a condividere queste informazioni con tutti i colleghi, in modo da evitare il più possibile che la notizia errata si diffonda e che il personale sanitario subisca truffe di natura pecuniaria.

 

PCR REALTIME LATTE PER MICOPLASMA BOVIS
Il nostro iscritto Dr Arrigo Nigrelli desidera informare i Colleghi che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Mantova ha messo a punto una nuova PCR Realtime per Micoplasma bovis nel latte di massa, molto sensibile.

 

DONAZIONI "PRO-COLLEGHI ALLUVIONATI SARDEGNA"

L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani apre una nuova raccolta fondi per aiutare e sostenere i colleghi che, a causa dell’alluvione che ha colpito la Sardegna, hanno subito danni professionali, privati o alle attività economiche. ANMVI esprime solidarietà ai colleghi e alle popolazioni della Sardegna colpite da questa nuova drammatica emergenza e, come per altre calamità naturali, confida nella sensibilità dei singoli veterinari e nella loro capacità di dar prova anche in questa occasione di vicinanza e di solidarietà.

I versamenti “pro-colleghi Sardegna” possono essere eseguiti sui seguenti conti correnti postale e bancario aperti dall’ ANMVI e ad essa intestati:

Conto corrente postale (causale “pro-colleghi alluvionati Sardegna”) IBAN: IT75E0760111400000040777971

Conto corrente bancario (causale “pro-colleghi alluvionati Sardegna”) IBAN: IT03M0623011402000030180174

Per ogni informazione su questa iniziativa: Tel. 0372/40.35.36 (41) – inforegione@anmvi.it

 

CHIUSURA UFFICIO 14/12/13

La sede dell’Ordine resterà chiusa sabato 14 dicembre 2013.

 

CHIHUAHUA RAPITA

 

Ci hanno chiesto di divulgare agli iscritti questo annuncio: Maya, chihuahua di 3 anni, e’ stata rapita il 28 ottobre scorso in seguito ad un furto in un appartamento a Mestre (Ve). Pesa Kg 1,5, è color miele con petto e zampette bianche, microchip n. 380260020069569.

Tel. Donatella Lugato, proprietaria 347/5710025 oppure Antonella, Responsabile Canili Veneto 320/2318993.

 

 

 

CAMPIONATO ITALIANO MEZZA MARATONA MEDICI VETERINARI

da email Anmvi 3/12/13

Domenica 8 dicembre a Torino torna il Campionato Italiano Medici Veterinari di corsa su strada sulla distanza della mezza maratona. La corsa, patrocinata da ANMVI, si svolgerà all’interno della Royal Half Marathon, gara podistica inserita nel calendario nazionale FIDAL, capace lo scorso anno di attirare oltre 2000 partecipanti.

Per informazioni e iscrizioni:     info@giroitaliarun.it www.giroitaliarun.it

 

 

FARMACI

 

CAVALLI NON DPA, SUINI E AVICOLI: AUTORIZZATI NUOVI FARMACI

da Notizie ANMVI 22 novembre 2013

Il Ministero della Salute ha autorizzato l'immissione in commercio dei seguenti nuovi farmaci veterinari (GU Serie Generale n.269 del 16-11-2013):
«Avalon» (di Acme), pasta orale contenente ivermectina 18,7 mg/g. specie animale di destinazione: equidi non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano. Il farmaco è indicato per il trattamento delle infestazioni da nematodi o artropodi dovute a: grandi strongili, piccoli strongili inclusi i ceppi resistenti al benzimidazolo, ascaridi, ossiuri, oncocerche, ditteri responsabili di miasi gastrica. Il prodotto si presenta in siringhe pre-riempite esclusivamente monouso: dopo il primo utilizzo la siringa deve essere gettata. Può essere venduto soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria in copia unica non ripetibile.

«Oxi 50 Supersol» (di Societa' Filozoo)- Specie di destinazione del medicinale  sono: suini, conigli, broilers, galline ovaiole, tacchini, faraone, anatre, quaglie e oche. Principio attivo: Ossitetraciclina (come cloridrato) 0,50 g; Indicazioni terapeutiche: trattamento delle setticemie batteriche, infezioni respiratorie e gastro intestinali dovute a batteri sensibili all'ossitetraciclina. Tempi di attesa: carne e visceri: 7 giorni. Uova: zero giorni. Regime di dispensazione: da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria in triplice copia non ripetibile.

«Floxyme» 50 mg/ml- soluzione per uso in acqua da bere. Titolare dell'autorizzazione è la Andersen S.A. Principio attivo: Florfenicolo 50 mg; specie di destinazione: suini, per il trattamento e la prevenzione a livello di gruppo in presenza di segni clinici di malattie respiratorie dei suini associate a Actinobacillus pleuropneumoniae e Pasteurella multocida sensibili a florfenicolo. Prima di iniziare il trattamento e' necessario stabilire la presenza delle malattia a livello del gruppo. Il medicinale veterinario non va utilizzato per piu' di 5 ore con dosatori, se si utilizzano delle tubazioni galvanizzate. Tempi di attesa: Carne e visceri: 20 giorni. Regime di dispensazione: da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile.

 

CESSIONE FARMACO: CHIARIMENTI DALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI VETERINARI

D Position Paper Fnovi 28.11.2013

La Federazione Nazionale degli Ordini veterinari Italiani ribadisce quanto segue:

La cessione del farmaco, così come prevista dal comma 3 dell'articolo 84 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n.193, è da inquadrarsi esclusivamente come prestazione accessoria a quella strettamente professionale.

Il carattere accessorio è definito dall'art. 12 del DPR. 633/1972 (principio di accessorietà) "una prestazione di servizio o una cessione di beni quando è accessoria ad un'altra cessione o ad un'altra prestazione sostanzialmente concorre alla formazione della stessa base imponibile; quella accessoria, che è meno importante perde la propria autonomia e viene assorbita nell'operazione principale e quindi non solo rientra nello stesso imponibile, ma attrae la stessa aliquota"

In estrema sintesi una prestazione si definisce accessoria quando non può essere resa se non come conseguenza della prestazioni medica stretta e non può essere resa in autonomia. La professione medico veterinaria ha un solo e unico codice di attività 75.00.00 (servizi veterinari) per cui tutte le prestazioni rientrano in tale codice e prevedono la stessa aliquota IVA. Se, come sostenuto da alcuni, si esponesse in fattura il farmaco ceduto con un'aliquota diversa da quella delle prestazioni medico veterinarie, attualmente 22%, si effettuerebbe una vera e propria attività commerciale di vendita del farmaco, attività riservata alle farmacie e ora alle parafarmacie (D. L.vo 6 aprile 2006, n. 193 art.70). A ulteriore supporto dell’accessorietà della cessione del farmaco da parte dei veterinari va ricordato che nel modello VK 22 dell'Agenzia delle Entrate - Studi di settore - quadro D -elementi specifici dell'attività - vi è un rigo che prevede di indicare come elemento di attività: Spese derivanti dalla dispensazione del farmaco ai sensi del Decreto Legislativo 193/2006.

 

 

ENPAV

 

ENPAV APPROVA PREVENTIVO 2014

da Comunicato Assemblea 23 novembre 2013
L'Assemblea Nazionale dei Delegati ENPAV ha approvato all'unanimità il bilancio preventivo 2014, con un risultato di utile di 36mln e mezzo. Lo stanziamento per prestazioni assistenziali è stato aumentato di quasi 2mln di euro, destinati a garantire una più ampia copertura sanitaria nonché nuove forme di sostegno alle veterinarie in maternità. Mentre tutte le voci di costo hanno registrato una sostanziale diminuzione. I ricavi da contributi ammontano a 88mln e mezzo, garantendo la copertura, anche in un orizzonte temporale prospettico, delle uscite per prestazioni. “Un bilancio che dimostra una continuità nella realizzazione della programmazione di questa consiliatura e che ha inteso dare in prima battuta un’attenzione particolare al Welfare. Emerge inoltre la buona gestione dell'Ente, che rispetta in pieno i criteri di stabilità e sostenibilità, anche nel lunghissimo periodo, richiesti dai Ministeri vigilanti." Ha commentato il Presidente Mancuso.
L’assemblea è stata anche l’occasione, per gli amministratori e per il collegio Sindacale, per fare il punto sulla gestione dell’Ente. La professoressa Piatti, Presidente del Collegio e rappresentante del Ministero del Lavoro ha voluto rappresentare la piena soddisfazione del Collegio sia per l’operato dell’Enpav, che per la collaborazione tra Collegio Sindacale e lo stesso Consiglio che – ha sottolineato la Piatti – è sostenuto da un modello di gestione robusto, consapevole e gestito con estrema professionalità. Il Presidente FNOVI,membro di diritto del Cda della Cassa, ha portato il suo saluto con un ragionamento ampio sulle sfide che aspettano la categoria, sottolineando le aspettative positive relativamente al rapporto interlocutorio costruito con il Ministro Lorenzin, su cui si sta discutendo in materia di percentuale IVA applicata alle prestazioni veterinarie, oggi al 22%, e di aumento delle percentuali di deducibilità delle stesse. Il Vicepresidente Scotti ha relazionato sulla situazione patrimoniale, mobiliare ed immobiliare dell’Ente, sottolineando come, nelle decisioni di investimento e gestione, siano stati seguiti i principi della prudenza e della diversificazione come, del resto, auspicato dalla stessa assemblea.
Il modello seguito da ENPAV per la selezione dei prodotti finanziari su cui investire rispetta il principio della massima trasparenza. Al dott. Gandola il compito di trattare della delicata questione del recupero crediti e della procedura che ENPAV, in accordo con FNOVI e con il coinvolgimento fattivo degli Ordini provinciali, ha costruito e formalizzato per sollecitare i veterinari morosi arrivando, in extrema ratio, alla richiesta di cancellazione dall’Ordine. E’stato ribadito più volte, e in maniera corale, l’intento dell’ente di massimizzare la trasparenza delle proprie procedure e della comunicazione delle stesse nei confronti degli iscritti. Questa finalità è stata anche la motivazione principale della edizione del nuovo sito internet dell’ente, che facilita il reperimento delle informazioni e meglio organizza la comunicazione istituzionale dell’Enpav e che sarà pubblicato entro la fine dell’anno. La relazione del Presidente ha affrontato l’argomento del welfare e dei servizi assistenziali offerti dall’Ente, tematica centrale nella discussione assembleare. È stato, infatti, approvato il nuovo regolamento sui sussidi alla genitorialità, che, oltre all’indennità di maternità già prevista per le madri veterinarie, porta ora alla copertura delle spese sostenute per poter permettere alla professionista un più veloce e sereno rientro al lavoro, come quelle per l'asilo nido o il babysitteraggio. Il nuovo regolamento verrà ora inviato ai Ministeri vigilanti per l’approvazione definitiva, necessaria per la sua entrata in vigore. La mission assistenziale, che si somma alla tradizionale funzione previdenziale, assume particolare importanza nella fase di crisi globale e di credit crunch che ha impattato in modo pesante anche sui professionisti.

 

PENSIONI: COSA CAMBIA DAL 2014

da www.enpav.it

DALL’ANNO 2014

Aumento età anagrafica minima pensione anticipata

- Aumento a 62 anni dell’età anagrafica minima necessaria al pensionamento anticipato con almeno 35 anni di contribuzione

 

Pertanto si riassumono i requisiti:
Pensione di vecchiaia ordinaria

·              Compimento del 68° anno di età

·              Almeno 35 anni di iscrizione e contribuzione.

Decorrenza: dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti dell'età e dell'anzianità contributiva.

 

Pensione di vecchiaia anticipata

A)

·              Almeno 62 anni di età (fino al 2013 occorrono 60 anni);

·              40 anni di iscrizione e contribuzione;

·              Importo pieno.

B)

·              Almeno 62 anni di età (fino al 2013 occorrono 60 anni);

·              Almeno 35 anni di iscrizione e contribuzione;

·              Applicazione coefficienti di neutralizzazione dell'importo di pensione di cui alla seguente tabella:

ê

Anno 2014

Tavola di neutralizzazione dei pensionamenti anticipati

Età

35

36

37

38

39

40

62

72,1%

77,1%

82,4%

88,0%

93,8%

100,0%

63

71,5%

76,6%

82,0%

87,7%

93,7%

100,0%

64

76,1%

76,1%

81,6%

87,4%

93,5%

100,0%

65

81,1%

81,1%

81,1%

87,1%

93,4%

100,0%

66

86,7%

86,7%

86,7%

86,7%

93,2%

100,0%

67

93,0%

93,0%

93,0%

93,0%

93,0%

100,0%

68

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

 

Per quanto riguarda le modalità di versamento dell'integrazione contributiva è stabilito quanto segue:

- con un unico versamento a totale saldo, prima della deliberazione della pensione

- con opzione di rateizzazione, in rate comprensive di interessi al tasso legale. Per l’anno 2014 è concessa la possibilità di procedere al pagamento dell'integrazione contributiva in 24 mesi, mentre per il 2013 erano 36 mesi, e per l’anno 2015 in 12 mesi.

 

FONDI EUROPEI ANCHE PER I VETERINARI? IL PUNTO IN ENPAV

da notizie Anmvi 28 novembre 2013

L'Enpav ha fatto il punto sulle opportunità, per i Medici Veterinari, di accedere ai finanziamenti europei, grazie al convegno "Fondi europei 2014/2020- anche per i Medici Veterinari?" L'iniziativa aveva la finalità di illustrare ai veterinari le logiche dei fondi europei, le dinamiche di partecipazioni ai bandi e segnalare i programmi di maggior interesse per la categoria. Sul tavolo anche l'Action Plan, documento della Commissione che equipara, come motore economico, le PMI ai professionisti, aprendo loro la porta di accesso alla partecipazione ai bandi dei finanziamenti diretti. E proprio a questo riguardo, Andrea Camporese, Presidente AdEPP, ha rivendicato il risultato delle casse di previdenza che siedono nel working group che offre ai professionisti le stesse possibilità di accesso ai bandi europei tradizionalmente riconosciute alle piccole medie imprese. Attiva su questo fronte europeo è anche Confprofessioni che, per voce di Francesco Monticelli ha ricordato l'apertura di un canale di accesso al credito ai professionisti, già attivo in ambito nazionale con la costituzione di due Fidiprof dedicati. Al loro interno è presente anche Enpav, che da gennaio metterà a disposizione dei veterinari un fondo dedicato all'interno dei due consorzi Fidiprof. La sinergia con i Fidiprof va così a sommarsi ai servizi dell'Ente illustrati dal Presidente Mancuso: prestiti a tassi minimi, erogati direttamente dalla cassa, o mutui agevolati concessi ai Veterinari in virtù di convenzioni strette dall'Ente con diversi istituti bancari. Come prospettato da Silvia Ciotti, Direttore di Euroshield e membro del rooster della Research Executive Agency (REA) dell'Unione Europea, le tipologie dei fondi e dei bandi sono molte e con diverse linee programmatiche e di accesso. Quali per la veterinaria? Paolo Dalla Villa, membro della European Commission Directorate -General for Health and Consumers- Animal Welfare "ha denunciato la poca attenzione della Commissione verso la professione veterinaria, sottolineando anche la scarsa intraprendenza degli stessi veterinari"- riferisce una nota dell'Enpav. Anche per questo, "c'è molto lavoro da fare – ha concluso Mancuso – ma anche molte opportunità da cogliere". Il riferimento per il Presidente Enpav è all'imminente varo finale dell'Action Plan, previstoa gennaio, e all'apertura del nuovo settenato di bandi europei con Horizon 2020 " Sta a noi - ha concluso- raccogliere la sfida e lavorare per una veterinaria innovativa e dal respiro europeo".

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

ALLONTANARE I CANI E GATTI DA CASA PERCHÉ ARRIVA UN BAMBINO? NON SCHERZIAMO

Comunicato stampa FNOVI 22.11.2013

La FNOVI scende in campo al fianco dei gatti e dei cani a rischio di espulsione dalle case dove una donna è in attesa di un bambino per tutelarsi dalla Toxoplasmosi. Questa sarebbe la cosa giusta da fare che ha consigliato Luciano Onder durante la sua trasmissione su Rai2. Un brutto scivolone che ha indignato tutti. Soprattutto i veterinari ed il loro Presidente nazionale, Gaetano Penocchio, che ha replicato senza giri di parole. “In un Paese normale ognuno dovrebbe fare, e bene, il proprio lavoro non quello di altri. Essere poco competenti non è una colpa. Colpevole è dargli voce e passarli per esperti. Luciano Onder non è un medico veterinario e per parlare di questioni medico-scientifiche sarebbe stato bene rivolgersi a un medico o ad un medico veterinario”. La toxoplasmosi non può essere trasmessa dai cani. E’ possibile contrarla mangiando verdure infette, non lavate ed alimenti crudi infetti di origine animale, oppure ingerendo frammenti di feci di gatto infette e maturate in certe condizioni ambientali. La FNOVI si è dichiarata disponibile a fare chiarezza su un tema che rischia di diventare un serio problema ed ha offerto alle Redazioni Rai l’esperienza degli oltre 30 mila veterinari italiani. Per la FNOVI sarebbe opportuno un chiarimento nelle stesse condizioni di audience per spiegare come davvero stanno le cose. “Ci attendiamo una rettifica da parte della Rai che smentisca le notizie inesatte espresse da Luciano Onder” ha dichiarato il Presidente Penocchio.

Per leggere la rassegna stampa: "Non vuoi correre rischi? Butta fuori cani e gatti"- Quotidiano.net; Toxoplasmosi in gravidanza. Veterinari Fnovi contro Rai Due: “Cani e gatti non vanno allontanati”- Quotidiano.sanità.it; Veterinari, donne incinte non rischiano con cani e gatti- Libero.it; Veterinari, donne incinte non rischiano con cani e gatti- AgiSalute

 

PURINA. PRO PLAN: UN CALENDARIO PER LA PREVENZIONE

da Notizie Anmvi 21 novembre 2013

PRO PLAN - brand super premium di PURINA-ha realizzato per il 2014 un calendario per sottolineare l’importanza della figura del Medico Veterinario e della prevenzione, in collaborazione con ANMVI e FNOVI, che accompagnerà i proprietari per tutto il 2014 con suggerimenti sulla nutrizione e la cura dei loro gatti.
A partire da metà novembre, PRO PLAN distribuirà 60.000 calendari volti a sensibilizzare gli italiani sulle buone abitudini per prendersi cura di un gatto, fra cui prima di tutto l’importanza della frequenza di visita presso il proprio Veterinario di fiducia, in ottica preventiva. L’iniziativa è rivolta a tutti i punti vendita del canale specializzato, per raggiungere i proprietari di gatti al di fuori dell’ambulatorio veterinario e accompagnarli in un percorso di presa di consapevolezza dell’importanza di alcune buone pratiche per il benessere del proprio gatto.
Ogni mese il Calendario 2014 di PRO PLAN gatto presenta, infatti, un suggerimento o ricorda un importante passaggio per la cura del proprio gatto, come le vaccinazioni, i trattamenti antiparassitari e la sterilizzazione.

Il Calendario di PRO PLAN si unisce ad altri progetti che vedono PURINA in collaborazione con i Veterinari italiani, per ribadire la centralità di una figura di riferimento che segua i proprietari e i loro pet nel corso della vita e ricordare l’importanza della prevenzione. Sempre PRO PLAN, infatti, sarà di nuovo al fianco di ANMVI e FNOVI con “Il Mese del Cucciolo”, che a gennaio 2014 inaugurerà la nuova edizione. Per ulteriori informazioni sul Calendario e su altre iniziative dedicate ai Veterinari è possibile consultare il sito. www.vet.purina.it

 

POLIPI RINOFARINGEI NEL GATTO

da Settimana Veterinaria - N°853/novembre 2013

I polipi rinofaringei colpiscono soprattutto i gatti giovani (meno di 2 anni), sono prevalentemente monolaterali, ma possono anche essere bilaterali e sono costituiti da tessuto fibroso ricoperto da epitelio. Inoltre, possono coinvolgere contemporaneamente il rinofaringe e l’orecchio. I polipi possono assumere una dimensione importante, crescendo fino a raggiungere i 3-4 cm di lunghezza in un gatto di 3-4 kg. L’eziologia dei polipi è poco chiara, anche se vengono associati a pregresse infezioni virali delle vie aeree superiori (Calicivirus, Herpesvirus), otiti medie croniche, infezioni del rinofaringe o anomalie congenite. Se l’origine è rinofaringea, i polipi sono in grado di causare sintomi respiratori di tipo ostruttivo, con respirazione rumorosa più accentuata durante l’inspirazione, disfagia e rinite. I polipi infiammatori che si possono riscontrare al livello dei turbinati delle cavità nasali dei gatti (definiti anche amartomi nasali mesenchimali) devono essere considerati entità patologiche differenti dai polipi rinofaringei. La diagnosi certa richiede una loro visione diretta, che può essere possibile solo con una strumentazione adatta e il paziente in anestesia generale. Il trattamento dei polipi rinofaringei si basa sulla trazione/avulsione con pinze. Il vantaggio dell’approccio tramite trazione è la semplicità della tecnica e il costo ridotto, mentre lo svantaggio è rappresentato dal fatto che per il 40-50% circa dei pazienti può essere necessaria una seconda procedura entro 2 anni, per recidiva: il polipo si sviluppa nuovamente per una rimanenza di tessuto all’interno della tuba di Eustachio. L’uso di prednisone a dosaggio antinfiammatorio per 1-2 settimane dopo la rimozione del polipo può ridurre ulteriormente la possibilità di recidiva. Le complicazioni post operatorie sono rare, anche se può permanere una sindrome di Horner per un certo periodo di tempo (da alcuni giorni a settimane), non preoccupante dal punto di vista clinico.

 

TRASMISSIONE DI SALMONELLA DAI RETTILI D’AFFEZIONE AI BAMBINI

Da Vet.journal 20 novembre 2013

Uno studio ha esaminato la presenza di Salmonella nelle case dei bambini affetti da gastroenterite causata da un sierotipo esotico del microrganismo per ottenere informazioni sulle possibili vie di trasmissione. Si includevano 79 ambienti domestici affetti, nella metà circa dei quali (34/79) era presente almeno un rettile. Si studiavano ulteriormente 19 di queste case, analizzando così in totale 36 rettili. Dai rettili si prelevavano campioni di cavità orale, cloaca, cute e, nel caso delle lucertole, stomaco, e si effettuava l’isolamento di ceppi di Salmonella mediante arricchimento ripetuto e tipizzazione. Quando il sierotipo di Salmonella del bambino infetto e del rettile erano identici, la tipizzazione era seguita dalla gel-elettroforesi in campo pulsato (PFGE). I draghi barbuti (Pogona vitticeps) costituivano 19 dei 36 rettili esaminati. Nel complesso, nei rettili si studiavano 319 isolati di Salmonella e si identificavano 24 diversi sierotipi. In 15 case su 19 si confermava un sierotipo identico a quello del caso nel bambino in almeno un rettile (inclusi 16 dei 19 draghi barbuti esaminati). I risultati dimostrano che i rettili, e soprattutto i draghi barbuti, eliminano vari sierotipi di Salmonella, inclusi quelli isolati dai bambini infetti nelle rispettive case, concludono gli autori. I protocolli di igiene e l’educazione da parte dei genitori sono quindi fortemente necessari per ridurre il rischio di trasmissione. Da un punto di vista terminologico, gli autori propongono di definire tali infezioni “salmonellosi associata ai rettili esotici d’affezione” (Reptile-Exotic-Pet-Associated-Salmonellosis’, REPAS).

 

TIGNA, IL DERMATOLOGO: DAL VETERINARIO PER EVITARE IL CONTAGIO

da Adnkronos Salute 26 novembre 2013

L'Unità di Dermatologia del Bambin Gesù ha sollevato il tema della prevenzione. Soprattutto nei bambini sotto i dieci anni. Dal cucciolo al bambino, che la 'passa' all'amichetto. Questo, in genere, il percorso della tigna, un'infezione scatenata da un fungo che vive e prolifera sulla superficie della pelle, incurante della presenza o dell'assenza di peli. "Le sue vittime preferite sono i bambini sotto i 10 anni, ma se ne puo' soffrire anche in eta' adulta. Piu' spesso pero' a essere colpiti sono proprio i bambini, sovente dopo che hanno giocato all'aperto con degli animali, cani o gatti. Se l'infezione non e' individuata subito e non si prendono opportune contromisure, la tigna si diffonde, perche' il contagio avviene attraverso il contatto fisico e i bimbi tendono a toccarsi piu' degli adulti". A spiegarlo all'Adnkronos Salute e' Andrea Diociaiuti dell'Unita' Operativa di Dermatologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma. L'esperto aggiunge: "Si tratta di un problema molto comune, e in genere nel caso dei bambini l'indiziato e' un cucciolo di gatto: tenero e innocuo, attira le coccole anche dei piu' piccoli, che non notano eventuali lesioni o zone prive di pelo nell'animale. Non a caso le parti del corpo piu' colpite, fra i bambini, sono proprio braccia, tronco e guance". Si tratta di funghi dermatofiti, "che si cibano della cheratina e amano unghie e pelle. La presenza di peli e capelli non crea disturbo, anzi. Riconoscere la tigna non e' difficile - prosegue il dermatologo - In genere si manifesta con un puntino e un anello di 'bollicine tutte intorno', che poi si seccano e formano una crosta". Ma come intervenire? "La zona dell'inoculazione va disinfettata con un antisettico e poi devono essere applicati degli antimicotici topici per 2-3 settimane. Le lesioni vanno coperte per evitare di diffondere le lesioni sul proprio corpo e di trasmetterle ad altri". Le unghie del piccolo paziente vanno tenute corte e le mani lavate spesso, "perche' la lesione e' pruriginosa e c'e' la tendenza a grattarsi". Si e' contagiosi finche' non passa l'arrossamento e non cadono le croste. "In caso di lesioni multiple si puo' abbinare un trattamento per bocca". Ovviamente "se la trasmissione e' avvenuta attraverso un animale domestico, questo va trattato con l'aiuto del veterinario". A rivelare la presenza dell'infezione sul pet, conclude il dermatologo, chiazze senza pelo sulla sua pelliccia.

 

TRATTAMENTO CHIRURGICO E NON CHIRURGICO DELLA ROTTURA DEL CROCIATO

Da Vet.journal 27 novembre 2013

Uno studio clinico prospettico randomizzato ha determinato il tasso di successo a breve e lungo termine del trattamento chirurgico e non chirurgico dei cani sovrappeso con rottura del legamento crociato craniale (CCLR). Si includevano 40 cani di proprietà con CCLR unilaterale che venivano assegnati a caso a uno di due gruppi di trattamento: non chirurgico (fisioterapia, dimagrimento e FANS) e chirurgico (osteotomia di livellamento del piatto tibiale). I cani di entrambi i gruppi ricevevano lo stesso trattamento non chirurgico. Si valutavano i soggetti immediatamente prima e 6, 12, 24 e 52 settimane dopo l’inizio dei trattamento attraverso un questionario al proprietario, l’analisi dell’andatura e l’assorbimetria a raggi X a doppia energia. Il trattamento era definito di successo quando la forza di reazione al suolo dell’arto affetto era > 85% del valore dei cani sani ed era presente un miglioramento ≥ 10% delle variabili del questionario. Le risposte ai questionari indicavano che i cani di entrambi i gruppi miglioravano durante lo studio ma il miglioramento sembrava maggiore nei soggetti del gruppo sottoposto a trattamento chirurgico. La percentuale di grasso corporeo dei cani di entrambi i gruppi diminuiva significativamente durante lo studio. I cani del gruppo di trattamento chirurgico avevano picchi di forza verticale significativamente superiori negli arti affetti, rispetto ai soggetti del gruppo di trattamento non chirurgico al momento di valutazione a 24 e 52 settimane. I soggetti trattati chirurgicamente avevano una maggiore probabilità di successo (67,7%, 92,6% e 75,0% per le valutazioni rispettivamente a 12, 24 e 52 settimane) rispetto ai soggetti sottoposti a trattamento non chirurgico (47,1%, 33,3% e 63,6% rispettivamente a 12, 24 e 52 settimane).
I cani sovrappeso con CCLR trattati con metodo sia chirurgico sia non chirurgico avevano un esito migliore rispetto ai cani trattati soltanto con metodo non chirurgico. Tuttavia, quasi i due terzi dei soggetti del gruppo di trattamento non chirurgico avevano un esito positivo alla valutazione effettuata a 52 settimane, concludono gli autori.

 

RENDIAMO EFFICIENTE LA WAITING AREA

da Settimana Veterinaria - N°852/novembre 2013

La waiting area è la prima zona che il cliente approccia quando entra in una struttura veterinaria, ed è un luogo dove il cliente “fa delle esperienze”. In fase di progettazione, le strutture veterinarie dovrebbero essere sviluppate considerando l’impatto fisico e psicologico sul cliente. Lo spazio dedicato alla sala d’attesa dovrebbe essere progettato considerando i seguenti parametri: una dimensione fisica adatta: più la struttura è grande, minore è il rischio percepito dal cliente; richiami visivi: la vista coinvolge il consumatore più di qualsiasi altro senso (le forme della struttura evocano sensazioni differenti, in particolare, le forme verticali sono associabili alla severità e alla rigidità, quelle orizzontali al relax e quelle diagonali al progresso); richiami olfattivi: i profumi esercitano una forte influenza, la struttura veterinaria dovrebbe avere un odore asettico e sterile; importanza del toccare: nel mondo dei servizi tutto è intangibile, risulta fondamentale far percepire al cliente la qualità del servizio fornito. Molto importante nel management della struttura è il packaging, rappresentato ad esempio dall’abbigliamento (divise), dal modo di porsi e dai badge. Il packaging conferisce al servizio prestato una confezione/immagine che altrimenti sarebbe poco visibile e facilita l’approccio del cliente alla struttura. Le brochure che danno informazioni sui servizi offerti in modo semplice facilitano il processo di richiesta del servizio stesso (facilitatore del processo). Inoltre, si devono favorire le interazioni tra il cliente e i dipendenti; bisogna concedere al cliente una giusta quantità di tempo, sebbene spesso il tempo a disposizione sia limitato. Quanto alla reception, le scrivanie non devono essere troppo alte; l’altezza deve permettere agli operatori sanitari il contatto visivo con gli animali a terra e con i clienti seduti. Le indicazioni sono importanti per fornire al cliente una panoramica del flusso dei servizi e per limitare il senso di disorientamento qualora la struttura sia di grosse dimensioni. I volantini informativi dovrebbero rimanere a disposizione del cliente.

Gestione del tempo nellawaiting area Ecco come viene vissuta comunemente la waiting area dal cliente e le strategie per ridurre la percezione del tempo che il cliente ha durante l’attesa della prestazione sanitaria rivolta al proprio animale:

1. Poiché il tempo non occupato sembra scorrere più lentamente di quello occupato, quale strategia si possono lasciare a disposizione riviste aggiornate da consultare; potrebbe essere interessante trasmettere video, magari non informativi, che si ripetono costantemente, di carattere generale (ad esempio, video che trasmettono corse cinofile o ippiche).

2. Il tempo di attesa che precede l’erogazione del servizio sembra essere più lungo di quello trascorso durante lo svolgimento del servizio. Il tempo d’attesa più lungo è quello percepito dopo l’erogazione del servizio: il cliente trova sconcertante dover aspettare per pagare. In questi casi, la strategia da seguire è quella di far accomodare il cliente riconoscendolo (“sarò subito da lei”) e informandolo sull’avanzamento del processo.

3. L’ansia fa percepire di maggior durata di tempi d’attesa, espande la percezione del tempo. La strategia è quella di prevedere lo stato d’ansia e informare il cliente sulle condizioni del proprio animale.

4. Un tempo d’attesa incerto in termini di durata sembra essere maggiore di un tempo d’attesa conosciuto. La strategia consiste nell’evitare di sottostimare i tempi di attesa.

5. Non conoscere il motivo dell’attesa la fa apparire più lunga. In questi casi, si può spiegare al cliente con che priorità e con quali tempistiche vengono eseguite le procedure.

6. L’attesa ingiustificata sembra più lunga di quella giustificata. Il personale della reception non dovrebbe gestire solo le telefonate ma, quando possibile, intrattenere il cliente, facendo domande sullo stato del suo animale.

7. Più il servizio ha valore, più il cliente è disposto ad aspettare. La strategia da adottare è quella di valutare attentamente il valore che il cliente associa al servizio richiesto.

8. L’attesa in solitudine sembra durare di più rispetto a quella trascorsa in compagnia. La strategia è quella di creare occasioni nelle quali i clienti possano interagire tra di loro. Si sottolinea ancora l’importanza dei video, in questo caso relativamente alla possibilità di creare relazioni e interazioni tra i clienti nella waiting area che, guardando il video, potrebbero commentarlo e socializzare tra loro.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

PARATUBERCOLOSI BOVINA: LE LINEE GUIDA SONO IN GAZZETTA UFFICIALE

da Notizie ANMVI 20 novembre 2013

Le linee guida per l'adozione dei Piani di controllo e per l'assegnazione della qualifica sanitaria degli allevamenti nei confronti della Paratubercolosi bovina" – come approvate dalla Conferenza Stato Regioni - sono approdate alla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 271 del 19-11-2013 - Suppl. Ordinario n. 79). Le Regioni dovranno ora provvedere al recepimento, adottando specifiche misure sanitarie per il controllo della Paratubercolosi bovina. Il provvedimento si prefigge di raccogliere dati sull'insorgenza di casi clinici di paratubercolosi nel patrimonio bovino nazionale; permettere la certificazione per il commercio consapevole degli animali e dei loro prodotti, attraverso una classificazione degli allevamenti basata sul rischio; fornire agli allevatori strumenti per prevenire l'introduzione dell'infezione da Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis nei propri allevamenti; fornire agli allevatori strumenti per il controllo dell'infezione negli allevamenti infetti.
In base all'Accordo, le Regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano s'impegnano ad adottare misure sanitarie per il controllo della Paratubercolosi bovina e, in particolare, a disporre:
a) la segnalazione al servizio veterinario locale competente dei sospetti clinici di Paratubercolosi bovina da parte dei medici veterinari pubblici e privati e dei proprietari e detentori degli animali;
b) l'accertamento da parte del servizio veterinario locale per la conferma del sospetto clinico oggetto della segnalazione;
e) la registrazione dei casi clinici nei Sistema Informativo delle Malattie Animali (SIMAN) del Ministero della salute;
d) il blocco delle movimentazioni dall'allevamento interessato da casi clinici di Paratubercolosi bovina verso allevamenti da riproduzione fino all'avvenuta macellazione degli animali con forma clinica, la visita clinica sull'effettivo dell'allevamento e il controllo sierologico di tutti i bovini di età superiore a 36 mesi;
e) la segnalazione di capi sospetti clinici di paratubercolosi da parte del Veterinario ufficiale del macello al Servizio Veterinario competente territorialmente per l'allevamento di provenienza dei capi stessi.

 

MASTITE CLINICA NEI GROSSI ALLEVAMENTI DA LATTE

da Vet.journal 25 novembre 2013

Uno studio ha caratterizzato la mastite clinica nelle bovine degli allevamenti da latte di grosse dimensioni. Si includevano 50 allevamenti con almeno 200 soggetti in lattazione, che partecipavano a test DHI mensili (inclusa la conta individuale delle cellule somatiche), eseguivano registrazioni computerizzate della mandria e una routine di mungitura che includeva lo stripping dei quarti per l’identificazione della mastite e l’utilizzo di antibiotici per trattare i soggetti affetti. Dopo la visita del personale dello studio, si chiedeva a ciascun allevamento di arruolare le successive 17 bovine che manifestavano mastite clinica, indipendentemente dalla gravità. Al momento dell’identificazione della mastite clinica e 14-21 giorni dopo la fine del trattamento, si raccoglievano campioni di latte di quarto doppi da tutti i quarti affetti sottoponendoli ad analisi microbiologica. Il trattamento dei soggetti affetti era effettuato in accordo ai protocolli individuali esistenti in allevamento. Si raccoglievano dati di follow-up relativi all’animale per 90 giorni dopo l’inclusione nello studio. La diagnosi microbiologica al momento dell’arruolamento includeva gram-negativi (35,6%), nessuna crescita (27,3%), gram-positivi (27,5%) e altri (9,6%). Nei 741 casi, il patogeno più prevalente era Escherichia coli (22,5%), seguito da streptococchi ambientali (12,8%), Klebsiella spp. (6,9%) e stafilococchi coagulasi-negativi (6,1%). La cura batteriologica era del 75% nei casi causati da patogeni gram-negativi (n=136), 50,8% in quelli causati da patogeni gram-positivi (n=128), 47,5% in quelli causati da altri patogeni (n=40) e 73,2% nei casi che non determinavano crescita microbica (n=123).
Tra i 583 casi per i quali si registrava la gravità, la distribuzione tra sintomi lievi, moderati e gravi era rispettivamente del 47,8, 36,9 e 15,3%. La maggior parte dei casi con sintomi gravi erano attribuiti a patogeni gram-negativi. La cura dopo trattamento era maggiore per i patogeni gram-negativi e per i casi in cui non si riscontravano patogeni, rispetto a quelli causati da altre eziologie. Gli animali con forme più gravi avevano maggiori probabilità di ricevere trattamenti antibiotici multipli.

 

ABBATTIMENTO E MACELLAZIONE, IN GU LE SANZIONI

da Notizie ANMVI 21 novembre 2013

E’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni relativo alle cautele da adottare durante la macellazione o l'abbattimento degli animali (Reg. 1099/2009). Il provvedimento entrerà in vigore il 5 dicembre 2013. Nel Dlgs. n.131 del 6 novembre 2013 "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n.1099/2009 relativo alle cautele da adottare durante la macellazione o l’abbattimento degli animali" viene stabilito che le autorità competenti incaricate di garantire il rispetto delle norme del regolamento, nonché all’accertamento ed all’irrogazione delle sanzioni previste sono il Ministero della Salute, le Regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le Aziende unità sanitarie locali, nell’ambito delle rispettive competenze. Nel caso di reiterazione delle violazioni la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la fattispecie violata è aumentata sino alla metà ed è disposta la sospensione dell'attività da uno a 3 mesi. Il decreto disciplina le violazioni riguardanti: le prescrizioni generali per l’abbattimento e le operazioni correlate, la macellazione e le procedure operative standard; le procedure di stordimento; i dispositivi di immobilizzazione e di stordimento; le importazioni da Paesi terzi; la configurazione, la costruzione e l’attrezzatura dei macelli; il maneggiamento; le procedure di controllo nei macelli e la figura professionale della tutela del benessere animale.
Salvo che il fatto costituisca reato:
- l'operatore che viola le disposizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento della somma da euro 1.000 a euro 3.000.
- il responsabile della tutela del benessere animale che viola le disposizioni di cui all'art 17, paragrafo 5, del regolamento è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento della somma da euro 1.000 a euro 3.000.

 

RISPOSTA SIEROLOGICA DEL CAVALLO AI VACCINI CONTRO IL WEST NILE VIRUS

da Vet.journal 29 novembre 2013

Uno studio ha valutato l’impatto sulla risposta sierologica in condizioni di campo di 3 vaccini contro il West Nile virus somministrati separatamente oppure incorporati con i vaccini contro l’encefalite equina e il tetano. Si seguivano sierologicamente 240 cavalli maturi sieronegativi (<4) per West Nile virus pre- e post vaccinazione primaria e secondaria con 6 diversi programmi vaccinali, tutti includenti gli antigeni del West Nile virus. Si utilizzavano come soggetti sentinella 40 cavalli non vaccinati. Tutti i vaccini stimolavano una risposta sia primaria sia secondaria (booster) significativamente superiore a quella dei controlli sieronegativi. Tuttavia, l’inclusione del West Nile virus nei vaccini contro il virus dell’encefalite equina e il tossoide tetanico aveva un effetto significativamente negativo sulla produzione di anticorpi sierici neutralizzanti il West Nile virus, sia per la vaccinazione primaria sia per quella secondaria, concudono gli autori.

 

CARATTERISTICHE DELLA DERMATITE INTERDIGITALE IN 14 ALLEVAMENTI DA LATTE

Da Vet.journal 22 novembre 2013

Uno studio ha valutato le malattie infettive del piede bovino, inclusa l’identificazione e caratterizzazione di Dichelobacter nodosus e Treponema spp., nelle mandrie con problemi di dermatite interdigitale (ID) ed erosione dei bulbi (E) e in mandrie di controllo in cui si attendevano pochi problemi. Inoltre lo studio ha inteso confrontare le vacche patologiche e sane in tutte le mandrie. Si includevano 14 mandrie da latte considerando in totale 633 vacche. Otto mandrie avevano un’anamnesi di ID ed E e 6 erano di controllo. Tutti gli animali venivano sottoposti a classificazione della zoppia e si registravano le patologie infettive del piede posteriore dopo il pareggio. Si prelevavano tamponi e biopsie cutanee da 10 animali di ciascuna mandria per l’analisi batteriologica. In totale, si prelevavano campioni da 34 bovine con ID, 11 con E, 40 con ID ed E e 8 con dermatite digitale (DD), oltre a 47 vacche con piedi sani. Si analizzavano i tamponi per l’identificazione e caratterizzazione di D. nodosus mediante PCR, coltura, test di virulenza e sierotipizzazione. Si analizzavano le biopsie mediante ibridizzazione fluorescente in situ, istopatologia, identificazione e caratterizzazione di Treponema spp. e identificazione di D. nodosus.
La dermatite interdigitale era la patologia del piede più frequente, con una prevalenza del 50,4% nelle mandrie patologiche, rispetto al 26,8% delle mandrie di controllo. Le erosioni di bulbi erano registrate nel 34,8% degli animali delle mandrie patologiche e nel 22,1% di quelli di controllo. Si identificava Dichelobacter nodosus nel 97,1% delle bovine con ID, nel 36,4% di quelle con E, in tutte le vacche con ID ed E, in tutte le vacche con DD e nel 66,0% delle bovine con piedi sani. Si identificavano tutti i sierogruppi di D. nodosus eccetto F e M e tutti gli isolati erano definiti benigni mediante test con gelatina. Si identificava Treponema spp. nel 50% delle bovine con ID, nel 9,1% di quelle con E, nel 67,5% di quelle con ID ed E, in tutte quelle con DD e nel 6,4% di quelle con piedi sani. Nel complesso, si identificavano 6 filotipi (PT) precedentemente descritti di Treponema: PT1, PT3, PT6, PT13 e PT15 nelle vacche con ID, PT1 in una vacca con E e PT1, PT2, PT3, PT6 e PT13 nelle vacche con ID ed E. Si identificava anche un nuovo filotipo (PT19). Il punteggio delle lesioni epidermiche era maggiore ma le differenze nella risposta infiammatoria del derma erano minori nelle bovine con ID rispetto a quelle con piedi sani. Il test di Fisher rivelava un’associazione tra ID e D. nodosus e tra ID e Treponema spp. La regressione logistica rivelava un’associazione tra sia ID sia E ed unghioni sporchi. Lo studio indica che D. nodosus, Treponema spp. e l’igiene sono coinvolti nella patogenesi della dermatite interdigitale, concludono gli autori.

 

IL RAPPORTO TRA RUMINAZIONE E ZOPPIA

da Settimana Veterinaria - N°852 - 20 novembre 2013

Recentemente è stato sviluppato un collare in grado di rilevare, tramite un microfono che capta i rumori dell’attività ruminatoria e mericica, i minuti dedicati alla ruminazione. È possibile identificare gli intervalli di tempo durante la giornata dove si verifica la ruminazione, potendo valutare se la distribuzione sia omogenea o concentrata in particolari periodi (di notte o variabile in relazione alla frequenza e all’orario di distribuzione della foraggiata). Questo parametro ha un significato prognostico molto importante e un suo calo è stato associato anche all’identificazione delle zoppie (Bar e Salomon, 2010). È stato sviluppato un modello matematico che comprende anche i dati della produzione giornaliera di latte e della differenza di attività motoria tra notte e giorno misurata con il collare, permettendo di identificare con sufficiente sensibilità e specificità l’insorgenza delle zoppie. Il rilievo della ruminazione è stato utilizzato in una recente sperimentazione che ha confrontato le risposte delle bovine prima e dopo il pareggio funzionale (Hertem et al., 2013). La prova si è svolta in un allevamento israeliano, dove sono stati pareggiati tutti gli animali in 10 giorni consecutivi di lavoro da due esperti podologi. La percentuale di vacche zoppe (punteggio ≥ 3) è stata maggiore dopo il pareggio (43%) rispetto a prima dell’intervento (27%) e si è mantenuta elevata anche nei due mesi successivi (33%). Il pareggio funzionale ha ridotto l’attività e influenzato indirettamente la ruminazione. Questa esperienza mostra come la disponibilità dei dati elettronici permetta di valutare la gestione di stalla e di rivedere le pratiche adottate.

 

NUTRIRE I MAIALI CON GLI SCARTI ALIMENTARI: CHEF E AMBIENTALISTI INGLESI SOSTENGONO

da ingusto.it - 26/11/13
Risparmio, sostenibilità e qualità più alta: queste le ragioni che hanno spinto un folto gruppo di inglesi provenienti da diversi settori - cucina, ambiente e spettacolo - a sostenere quella che è stata denominata The Pig Idea. "Idea" perchè è un progetto che si cerca di far diventare realtà, "pig" perchè ha come protagonisti i maiali: chef, vip e ambientalisti stanno cercando di convincere gli allevatori d'oltremanica a non cibare più i maiali con sofisticati mangimi ma, al contrario, nutrirli con gli scarti alimentari prodotti ogni giorno dall'uomo. Contrari gli allevatori: è troppo alto il rischio di epidemia. Nell'ottica sempre più largamente condivisa di dove risparmiare laddove possibile ed essere sostenibile quanto più si riesce, la Pig Idea risponde perfettamente ai propositi dei sudditi della Regina Elisabetta. La Gran Bretagna infatti, come tutti i Paesi europei, ha bisogno di risparmiare e se facendolo riuscisse anche a ridurre i consumi e a portare il Paese su una strada più green, non avrebbe che da guadagnarne. L'iniziativa è partita da un gruppo di chef inglesi, tra i quali anche Giorgio Locatelli, grande chef che cucina sul Tamigi, e Thomasina Miers, vincitrice di una delle ultime stagioni di Mastechef. L'idea di per sè non è affatto innovativa perchè in sostanza riprende abitudini che nel passato erano consuetudine e che non scandalizzavano nessuno: nutrire i maiali con i rifiuti alimentari dell'uomo. Le motivazioni dietro la Pig Idea sono molto semplici. Innanzitutto la questione ambientale: nutrendo i maiali con gli scarti alimentari dell'uomo se ne dovranno smaltire una quantità decisamente minore, tutto di guadagnato per l'ambiente, saturo della nostra immondizia, e anche per l'uomo, che risparmia due volte. Secondo le stime, nutrire i maiali con gli scarti significa ridurre di 20 volte le emissioni di CO2 provocate dal compostaggio e dallo storaggio in discarica. Dal punto di vista economico, invece, il tutto porta un gran risparmio: il 60-75% delle spese di un allevamento, infatti, sono destinate all'alimentazione delle bestie, costi che con la Pig Idea possono essere ridotti all'osso. Oggi i maiali vengono nutriti con derivati della soia che nel 97% dei casi arrivano dal Brasile: costi e inquinamento per il trasporto della materia prima, oltrechè incentivazione alla deforestazione dell'Amazzonia. E le (buone) ragioni non finiscono qui: l'alto costo dei mangimi in Gran Bretagna ha ridotto notevolmente il business dei maiali. Se nel 1998 nel Regno Unito venivano allevati più di 9 milioni di capi, oggi il numero di maiali non raggiunge i 5 milioni che non riescono a soddisfare la domanda interna di carne. Il 60% del fabbisogno inglese viene quindi soddisfatto dall'importazione che avviene principalmente dagli allevamenti intensivi di Danimarca e Olanda. Tutti buoni propositi che però non sono affatto ben visti dai protagonisti della vicenda: secondo i portavoce dell'associazione di settore, la Bpex, ripulire i rifiuti per renderli commestibili anche per i maiali rischia di essere un lavoro troppo costoso. Inoltre esiste una legge europea, ratificata nel 2001, che vieta l'utilizzo dei rifiuti alimentari nelle porcilaie in quanto portatrici di epidemie (la legge fu emanata proprio in seguito ad un’epidemia di afta epizootica che costò allo Stato 8 miliardi di sterline, 10mila fattorie e 6 milioni e mezzo di animali mandati al macello). The Pig idea, però, fa leva sulle esperienze di Paesi come il Giappone, la Corea, la Cina e gli Stati Uniti, dove l'utilizzo dei rifiuti è consentito e praticato. È sufficiente, sostiene il gruppo inglese, creare aree centralizzate per il trattamento dei rifiuti dove rendere gli scarti commestibili e sicuri dal punto di vista sanitario.

 

APPUNTI PER L’IPERPROLIFICITÀ DELLE SCROFE

da Settimana Veterinaria N°854 - 4 dicembre 2013

• non alimentare le scrofead libitumin gravidanza;

• a fine gestazione aumentare sempre la razione per evitare il rischio di aborto;

• non sottovalutare la chetosi;

• prestare attenzione all’equilibrio elettrolitico delle urine: mai sopra pH 7,7!

• evitare le diete (ad esempio, costituite da sottoprodotti) che apportano quantità eccessive di ioni positivi;

• utilizzare solo seme con elevata capacità fertilizzante (a prescindere dalla motilità), e utilizzarlo nel minor tempo possibile.

 

OSSERVATORIO AGRI&FOOD

Da email CremonaFiere 29/11/13

L’Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere nasce con l’obiettivo di fornire agli operatori professionali e ai media le ultime notizie sui temi più attuali della zootecnia, dell’agroalimentare e della produzione di energia. Forte dell’esperienza di CremonaFiere in questi settori e della collaborazione con migliaia di aziende del settore e principali Associazioni e Istituzioni del settore, l’Osservatorio Agri&Food rappresenta un importante strumento di informazione al servizio delle aziende, degli operatori professionali e della stampa.

www.bovinodalatte.it              www.cremonafiere.it/osservatorio-agrifood

dal Notiziario n.7 del 27/11/2013:

SUINI

Una opportunità chiamata suino intermedio. Ma non tutti gli allevatori lo possono produrre

“Produrre un suino intermedio, 125-135 kg da destinare al consumo di carne fresca ma anche alla trasformazione, non è un mestiere per tutti i suinicoltori italiani”. Così Moritz Pignatti, direttore della cooperativa di macellazione Italcarni di Carpi che da alcuni anni ha dedicato una linea di macellazione a questa tipologia di maiale: circa 1500 soggetti macellati la settimana pari al 10% del totale. Secondo gli studi condotti, un suino intermedio di origine italiana è qualitativamente migliore di uno estero. E’ più tenero, più magro, più facile da disossare, ha una resa maggiore e, a differenza del suino pesante, ha un costo di produzione nettamente inferiore: circa 1,46euro/kg. Non solo. Un’indagine condotta tra un campione di consumatori ha evidenziato che il 51% degli intervistati sarebbe interessato a consumare un prodotto italiano e ben il 57% vede nell’italianità l’elemento che definisce il concetto di qualità.

AVICOLO

Uova, nell’ultimo quadrimestre dell’anno le quotazioni hanno spiccato il volo

Continua nel suo trend positivo il mercato delle uova. Le ultime quotazioni alla Borsa di Forlì fissano il prezzo a 1,34euro/kg, a fronte di un costo di produzione di circa 1,10euro/kg. “Il periodo che precede le festività natalizie manifesta da sempre una buona tenuta dei prezzi – afferma Gianluca Bagnara, economista – Quest’anno poi il calo delle quotazioni delle materie prime hanno in qualche modo accentuato questa tendenza. Attualmente la marginalità dei produttori viaggia su valori soddisfacenti, ricordiamoci però che a inizio anno l’andamento era di tutt’altro tenore. Ciononostante, proprio grazie ai valori registrati da fine agosto a oggi, ritengo sarà possibile compensare i prezzi non certo positivi registrati soprattutto nei primi due quadrimestri dell’anno”.

BOVINI

Allevatori e personale dipendente, indagine del Sata sul livello di soddisfazione

“Dopo tanti anni di attività sul campo ho creduto fosse arrivato il momento di valutare il coinvolgimento del personale nel lavoro in allevamento e da lì elaborare una serie di considerazioni sull’importanza della motivazione che ogni lavoratore deve avere per svolgere al meglio la propria attività”. Michele Campiotti, specialista del settore aziendale ed economia del Sata (Servizio di assistenza tecnica agli allevamenti della Lombardia), motiva così l’indagine condotta su 174 allevamenti in tutte le province della regione. Un terzo dei titolari intervistati ha meno di 40 anni e in media per ogni azienda coinvolta si contavano 200 vacche, pari a una produzione media di latte di 86q/vacca/anno. Elevata la percentuale di personale dipendente straniero, con gli indiani addirittura al 40%. Per il 91% dei titolari intervistati il personale dipendente rappresenta un’opportunità, l’85% si è dichiarato soddisfatto dell’impegno dimostrato.

 

 

ALIMENTI

 

SICUREZZA ALIMENTARE: QUALE IL RUOLO DELLA CAPITANERIA DI PORTO?

da Newsletter FNOVI nr. 42/27.11.13

La stretta e inscindibile relazione tra la materia relativa alla etichettatura e quella relativa alla rintracciabilità degli alimenti può creare tra gli organi di controllo confusione sulle competenze e la FNOVI ha chiesto al Ministero vigilante un atto di chiarezza. In particolare, nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, le informazioni obbligatorie ai consumatori in ogni stadio della commercializzazione e ai fini della tracciabilità, così come previste dall'art. 8 del Reg. CE n. 2065/2001, sono fornite mediante l'etichettatura o l'imballaggio del prodotto oppure mediante un qualsiasi documento commerciale della merce, ivi compresa la fattura. In questo contesto, l'art. 4, comma 1, del Decreto del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali del 27/03/2002 prevede che l'inosservanza delle disposizioni relative alle informazioni obbligatorie richiamate agli articoli 1 e 2 del suddetto decreto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria (prevista dall’art. 18, comma 3 del decreto legislativo n. 109/1992 e S.m.i. in violazione del disposto dell'art. 4 del medesimo decreto) e che all'accertamento delle violazioni ed all’applicazione delle sanzioni amministrative provvedono i soggetti incaricati della sorveglianza sulla pesca e sul commercio dei prodotti. La rintracciabilità dei prodotti alimentari è invece disposta dal Reg. CE n. 178/2002 in tutte le fasi della produzione, trasformazione e della distribuzione. Gli operatori devono essere in grado di individuare sempre i propri fornitori e individuare i propri clienti solo se si tratta di imprese escludendo quindi da tale obbligo la vendita al consumatore finale. La mancata dimostrazione, da parte del dettagliante, di chi sia il fornitore o, se si tratta di impresa, l'acquirente costituisce violazione dell'art. 18 del Reg. 178/2002 ed è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'art. 2 del Dlgs n. 190/2006. In questo caso è Autorità competente l'Azienda Sanitaria Locale nella sua articolazione afferente al Dipartimento di Prevenzione Veterinaria. Nel caso sottoposto all’attenzione della competente direzione ministeriale il Reparto Operativo Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Palermo sostiene il proprio “diritto” a svolgere, per il tramite del Corpo della Capitaneria di Porto, gli accertamenti sui prodotti alimentari nel caso gli stessi siano prodotti della pesca, così come affidatogli storicamente dalla legge 963/65 e in ultimo dal decreto legislativo 09/01/2012 n. 4, al fine di assicurare una corretta e trasparente informazione a tutela del consumatore e sancito da norme di carattere comunitario e nazionale nel frattempo emanate. Dall’altra parte il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria, in qualità di Autorità Competente a ricevere i rapporti di cui all’art. 18 della legge 689/81 in materia di sicurezza alimentare, così come sancito dalla Circolare 17 gennaio 2013 dell’Assessorato della Salute della regione Sicilia, ha inteso disporre l’archiviazione dei verbali (39) elevati dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Palermo, sostenendo che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera non è riconosciuta quale Autorità Competente cui gli operatori del settore alimentare devono mettere a disposizione le informazioni e le procedure di cui all’art. 18, comma 2, del Reg. CE n. 178/2002.
La Federazione ha auspicato da parte del Ministero “un definitivo e consapevole atto di chiarezza che porterebbe alla risoluzione della problematica sopraesposta”.

 

 

VARIE

 

ELENCO ESPERTI AGE.NA.S.: DIVULGATO BANDO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

da Newsletter FNOVI nr. 41/20.11.13

Sul sito dell’Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) è stato pubblicato un avviso pubblico finalizzato all’iscrizione nell’elenco esperti di soggetti per l’eventuale affidamento di incarichi professionali connessi agli eventi in ambito ECM. La FNOVI richiama l’attenzione sulla circostanza che l’iscrizione nell’elenco esperti dell’A.ge.nas non prevede la formazione di graduatorie, né comporta alcun diritto da parte del candidato ad ottenere incarichi. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 15 dicembre 2013.

L’avviso non costituisce in alcun modo procedura concorsuale o paraconcorsuale, ma esclusivamente una ricerca volta a individuare soggetti che, in possesso dei requisiti richiesti, manifestino interesse all’eventuale futuro affidamento di incarichi professionali per lo svolgimento di attività di valutazione di qualità formativa e di attività di controllo dell’indipendenza dagli interessi commerciali degli sponsor per gli eventi di formazione ECM.
I professionisti sanitari interessati all’iscrizione nell’Elenco Esperti dell’Agenas dovranno:
- inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo di posta elettronica: professionistisanitariecm@agenas.it
- procedere contestualmente alla registrazione nell’Elenco Esperti dell’Agenas accedendo al sito istituzionale www.agenas.it– sezione gare/concorsi/avvisi – link “Elenco Esperti”.
Scopo dell’iscrizione nell’Elenco Esperti dell’Agenzia è individuare la disponibilità di un gruppo di soggetti dei quali avvalersi - in numero variabile a seconda delle effettive esigenze di volta in volta ravvisate - per le attività di valutazione sulla qualità formativa ECM e per le attività di controllo dell’indipendenza dagli interessi commerciali degli sponsor negli eventi di formazione ECM. L’eventuale affidamento dell’incarico professionale avverrà – previo esperimento di procedure comparative nel rispetto dell’art 7, comma 6 e seguenti e dell’art 36 del D. Lgs 165/2001 e successive modifiche e integrazioni - sulla base delle specifiche esigenze dell’Agenzia nonché in funzione delle competenze, dell’esperienza nel settore della formazione, dell’affidabilità professionale del candidato e della sua disponibilità ad assumere l’incarico.

 

SANITÀ: NUOVO SITO PER RICERCARE I MIGLIORI OSPEDALI PER PATOLOGIA

da Gazzetta Informa News del 21 novembre 2013

Si chiama www.doveecomemicuro.it e contiene i dati di 1.233 strutture sanitarie (ospedali e case di cura accreditate) italiane suddivise per specialità in base a 50 indicatori selezionati, tra gli altri, dal Ministero della Salute e l'Agenzia Nazionale per i servizi Sanitari Nazionali. Un vero e proprio motore di ricerca per scegliere dove curarsi per determinate patologie. Il progetto è realizzato da esperti del mondo sanitario, coordinati dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell'università Cattolica di Roma. Il sito, chiarisce Linea Amica, è facile da usare: la ricerca si effettua sulla parte del corpo e il problema di salute di proprio interesse oppure inserendo criteri di distanza geografica. I risultati della ricerca saranno contrassegnati da una simbologia (semaforo rosso, giallo e verde) che permette di sintetizzare i dati di qualità. Una legenda aggiuntiva, basata sulla misurazione "a tacche" valuterà la performance della singola struttura rispetto agli standard internazionali di qualità dell'assistenza.

 

REQUISITI MINIMI PER L’USO DI STAMINALI IN VETERINARIA

da Notizie Anmvi 27 novembre 2013

E' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'Accordo 17 ottobre 2013 Linee guida concernenti i requisiti sanitari minimi per l'impiego delle cellule staminali in medicina veterinaria. (GU Serie Generale n.277 del 26-11-2013). Il suo recepimento sarà valutabile in sede di verifica degli adempimenti regionali da parte del Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza. Le potenzialità offerte dalla ricerca di laboratorio e il perfezionamento raggiunto dalle nuove tecnologie per la manipolazione cellulare impongono che siano garantiti il benessere e la salute degli animali coinvolti. Il provvedimento arriva quindi a colmare una lacuna normativa in materia di esercizio delle attivita' sanitarie veterinarie riguardanti l'utilizzo delle cellule staminali autologhe, "nelle more dell'emanazione di una disciplina normativa della materia". Intanto si forniscono agli operatori che si occupano della raccolta, manipolazione, conservazione ed uso clinico delle cellule staminali autologhe in medicina veterinaria specifiche linee d'indirizzo cui attenersi, con l'obiettivo di garantire l'adeguatezza delle strutture, delle procedure e delle applicazioni cliniche agli standards internazionalmente riconosciuti.
Campo di applicazione-La linea guida si applica alle Cellule Stornali Multipotenti CSM che non sono state sottoposte ad una manipolazione rilevante, preparate su base non ripetitiva, conformemente a specifici requisiti di sicurezza in aree dedicate, sotto l'esclusiva direzione professionale di un soggetto responsabile, in esecuzione di una prescrizione medico veterinaria individuale, per un prodotto destinato esclusivamente ad un uso autologo, in un determinato animale di proprieta' di persone giuridiche e/o fisiche, subordinatamente al loro consenso informato. Per tutti gli altri impieghi di CSM si applicano le disposizioni previste dal decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193.
Definizioni. Cellule Stornali Multipotenti (CSM): popolazione di cellule stornali multipotenti isolabili da diversi tessuti adulti, in grado di differenziare in vari tipi cellulari (osteoblasti, condrociti,adipociti, tenociti, miociti, cellule nervose ecc.). Terapia cellulare autologa: inoculo di cellule in un organismo a fini terapeutici con elementi cellulari provenienti dallo stesso individuo. Uso autologo delle CSM: coincidenza tra donatore e ricevente. Responsabile: medico veterinario o laureato in scienze biologiche, garante delle attivita' dell'area dedicata per la manipolazione delle CSM. Donatore: animale vivo.
Raccolta del materiale biologico-E' fatta esclusivamente da un veterinario, utilizzando una metodica che garantisca asepsi, adottando un sistema compatibile con la specie animale e mediante dispositivi non riutilizzabili. Il veterinario, al fine di tutelare la salute degli animali, definisce un protocollo dettagliato delle procedure di prelievo in soggetti cui sia stata diagnosticata una patologia che si ritiene possa rispondere alla terapia cellulare autologa. E' compito del medico veterinario accertarsi dell' idoneita' fisica del donatore e che non vi siano controindicazioni alla terapia cellulare autologa. Prima e dopo ciascun prelievo, i contenitori utilizzati per la raccolta del materiale biologico sono accuratamente ispezionati al fine di verificare l'assenza di qualsiasi difetto. Debbono essere inoltre adottate misure volte ad evitare ogni possibilita' di errore nell'etichettatura dei corrispondenti contenitori. Il medico veterinario compila apposita ricetta nella quale indica la patologia e la causale della terapia cellulare autologa. La raccolta viene effettuata esclusivamente utilizzando materiale sterile;
Dalla processazione alla somministrazione. Le procedure di processazione delle CSM ottenute da midollo osseo, sangue periferico e da altri tessuti sono condotte in aree dedicate, idonee, per struttura e organizzazione, a garantire processi indenni da rischi per la salute dell'animale oggetto della terapia cellulare autologa. Il responsabile dell'area dedicata richiede al veterinario prescrittore della terapia cellulare autologa la documentazione certificante l'esito della stessa. Il responsabile dell'area dedicata comunica la propria operativita' al Ministero della salute, il quale pubblichera' sul sito internet l'elenco delle suddette aree. Le caratteristiche delle aree dedicate di processazione sono descritte negli allegati 2 e 3 dell'Accordo. Negli allegati 1, 2 e 4 sono invece descritte le indicazioni per la preparazione, l'etichettatura e la conservazione., trasporto, distribuzione e somministrazione delle CSM.

 

UE FINANZIA CON 160 MILIONI DI EURO LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE ANIMALI

da Il Veterinario d'Italia del 3.12.2013

L’Ue ha recentemente impegnato 160 milioni di euro per sostenere i programmi di monitoraggio e eradicazione di alcune malattie animali e zoonosi, al fine di proteggere la salute umana e animale. Nel complesso sono stati selezionati 142 programmi e sono stati destinati circa 56 milioni di euro alla Tubercolosi Bovina, 42 milioni alla TSE, 17,5 alle Salmonellosi, 10 milioni alla Brucellosi, 27,5 alla Rabbia, 3 milioni alla Peste suina cassica, 2,5 all’Influenza aviaria, 1,5 alla Bluetongue. 850 mila euro sono destinati all’Italia per il controllo della Peste suina africana e della Malattia Vescicolare del suino. Nel 2014 l'Ue incrementerà il supporto finanziario per il contrasto della rabbia e continuerà a sovvenzionare la vaccinazine nei paesi vicini come Bielorussia, Ucraina e Federazione Russa. Per la prima volta verrà sovvenzionata anche la vaccinazione contro la Peste suina classica in Bielorussia.

 

SIVELP: ANGELO TROI RICONFERMATO SEGRETARIO NAZIONALE

da www.federfauna.org 26/11/13
Si e' tenuto il 24 novembre a Montecatini (PT) il Congresso Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti. Angelo Troi è stato confermato Segretario Nazionale. Vice Segretario Nazionale: Riccardo Madonna.

 

 

VARROASI NUOVO CERTIFICATO VETERINARIO PER LA TUTELA DELL’INDENNITÀ

da Professione Veterinaria n. 38/novembre 2013

La varroasi delle api è causata da acari ectoparassiti del genere Varroa ed è stata rilevata in tutto il mondo. Per l’introduzione nell’Unione di partite di api regine e bombi regine (Apis mellifera e Bombus spp.), la Commissione Europea ha stabilito le condizioni di certificazione veterinaria (Regolamento UE n. 206/2010) e uno specifico modello veterinario (Modello ‘QUE’). Con la pubblicazione sulla GUCE del nuovo Regolamento UE n. 1044/2013 si dovrà utilizzare un nuovo Modello QUE, che tiene conto delle garanzie supplementari richieste, dallo scorso mese di ottobre, per la protezione della qualifica di territori indenni da varroasi (Decisione 503/2013): gli Stati membri vietano l’introduzione nell’Unione di partite di api regine e delle relative nutrici se la loro destinazione finale è un territorio indenne da varroasi. Dopo un periodo transitorio, dal 30 maggio 2014 il nuovo Modello QUE sarà pienamente vigente. La varroasi si diffonde attraverso la movimentazione delle covate di api ed il contatto diretto fra api adulte infestate. Quest’ultimo può aver luogo soltanto nel raggio di volo delle api. Il riconoscimento dell’indennità dalla malattia può essere concesso esclusivamente ai territori nei quali è possibile controllare la movimentazione delle arnie e delle covate e che, dal punto di vista geografico, sono sufficientemente isolati da impedire la migrazione di api dall’esterno. Alle autorità competenti, la Commissione Europea chiede di dimostrare, attraverso i risultati di un’attività di sorveglianza estesa, che il territorio è effettivamente indenne da varroasi e che, ai fini del mantenimento di tale qualifica, l’introduzione di api vive e di covate è sottoposta a rigoroso controllo.

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 3 dicembre 2013

Prot. 656/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     CRPA: Giornata dimostrativa dedicata a come ridurre l'escrezione di azoto negli allevamenti di bovine da latte 20 novembre Bicinicco (UD) - www.ersa.fvg.it

2)     Sindacato Italiano dei Veterinari Liberi Professionisti: Congresso Nazionale SIVeLP 24 novembre Montecatini (PT) - www.sivelp.it

3)     Clinica Veterinaria Europea e Milano Natura: Corso pratico di anestesia 28-29 novembre Milano - info@milanonatura.it

4)     Ordine Veterinari Verona: Riconoscimento e prevenzione dei problemi comportamentali nel cane 15 dicembre Caprino Veronese - ordinevr@tiscalinet.it

5)     Università Milano: corso di perfezionamento "Benessere dell'animale da laboratorio ed animal care" Milano tutti i venerdì dal 10 gennaio al 28 marzo 2014 - fabio.luzi@unimi.it

 

 

INCONTRI DI AGGIORNAMENTO SULLE MALATTIE INFETTIVE DEI BOVINI

L’Associazione Mantovana Allevatori informa che nel prossimo mese di dicembre si terranno i seguenti incontri presso l’AMA: Via Ghisiolo 57 - 46030 Tripoli di San Giorgio (MN):

 

DIARREA VIRALE BOVINA (BVD)

Lunedì 2 dicembre p.v. alle ore 20.30

Relatori:

dr. Gabriele Caleffi (Direttore APA)

Obiettivi e tempi del progetto, modalità di prelievo, gestione dei campioni e dei risultati

dr. Arrigo Nigrelli (Direttore IZSLER sez.di Mantova)

“Infezione da BVD nella bovina da latte: sintomi, decorso, diagnosi e controllo”

dr. Fausto Toni (Responsabile Tecnico Ruminanti Zoetis)

“Perdite economiche e problemi riproduttivi da BVD: come minimizzarli attraverso la vaccinazione

 

“PARATUBERCOLOSI: PIANO REGIONALE DI CONTROLLO E CERTIFICAZIONE”

Lunedì 9 dicembre p.v. alle ore 20.30

Relatori: 

dr. Vincenzo Traldi  (Responsabile Sanità Animale ASL di Mantova)

“Il Piano Regionale per la Paraturbercolosi “

dr. Arrigo Nigrelli  (Direttore IZSLER sez.di Mantova)

“Paratubercolosi : malattia, costi zootecnici, aspetti di sicurezza alimentare, possibilità di intervento”

 

Tel. 0376 2471/247233 - e-mail ama.segre@apa.mn.it

 

 

SONDAGGIO FNOVI IN COLLABORAZIONE CON EURISPES

Da email FNOVI 08/11/13

La FNOVI ha deciso di intervistare, attraverso un sondaggio online e assolutamente anonimo, i medici veterinari italiani. Scopo dell'indagine è quello di analizzare il rapporto tra gli italiani e i loro animali attraverso un canale privilegiato come può essere il nostro. I risultati del sondaggio verranno elaborati dai ricercatori dell'Eurispes e pubblicati all'interno del 26° "Rapporto Italia", la cui presentazione alle Autorità e alla stampa è prevista per la fine di gennaio 2014. Sarà possibile rispondere alle domande fino al 10 dicembre.

Ecco il link per compilare il sondaggio:

http://eurispes.eu/sondaggi/index.php/539236/lang/it/newtest/Y

 

 

FARMACI

 

IN ARRIVO ANTIBIOTICO PER CANI E GATTI

Da Notizie ANMVI 8 novembre 2013

Il Ministero della Salute ha autorizzato l'immissione in commercio del medicinale per uso veterinario Marfloxin di KRKA. Le indicazioni terapeutiche approvate riguardano il trattamento delle infezioni provocate da ceppi di microrganismi sensibili a marbofloxacina. Nello specifico, nei cani: infezioni della pelle e dei tessuti molli (piodermite della plica, impetigine, follicolite, foruncolosi cellulite) ; infezioni del tratto urinario (Uti) associate o non a prostatite o epididimite; infezioni delle vie respiratorie. Nei gatti: infezioni della pelle e dei tessuti molli (ferite, ascessi, flemmoni); infezioni delle vie respiratorie superiori.

Il farmaco Marfloxin di KRKA, consiste in compresse contenenti rispettivamente 5,20 e 80 mg di marbofloxacina, per gatti e cani. Il medicinale è da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile in copia unica. La compressa dimezzata ha validità di 5 giorni.

 

AIFA: LANCIATA LA PRIMA BANCA DATI DEI FARMACI ISTITUZIONALE

da https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it

"Da oggi è fruibile online per tutti la prima Banca Dati ufficiale dei Farmaci in Italia, uno strumento elettronico dinamico, unico a livello internazionale, validato dall’AIFA e dall’EMA, da cui è possibile ottenere informazioni e documenti aggiornati relativi ai medicinali autorizzati nel nostro Paese”. Il direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani, in occasione della presentazione della Banca Dati Farmaci dell’AIFA: “La navigazione della Banca Dati è semplice e intuitiva. Al momento contiene oltre 16.000 documenti (Fogli Illustrativi e Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto) e informazioni su oltre 66.400 confezioni autorizzate. Si tratta di uno strumento prezioso, se consideriamo che, solo nel 2012, le modifiche ai Fogli illustrativi e ai Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto sono state 5.000: è evidente che sarà un grande vantaggio – per il cittadino, per il medico prescrittore, per il farmacista – avere l’opportunità di verificare in tempo reale se i fogli illustrativi dei farmaci già acquistati o distribuiti nel frattempo siano stati aggiornati. Siamo lieti di poter mettere finalmente a disposizione dei cittadini e dei professionisti della salute uno strumento che sarà utilissimo per garantire una maggiore sicurezza nella prescrizione e nell’uso dei farmaci”.

Un aspetto che è stato ribadito dal Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, che ha affidato a un messaggio scritto le sue considerazioni: “All’Agenzia Italiana del Farmaco va riconosciuto il merito di aver fatto della Trasparenza uno dei pilastri della sua attività istituzionale ma anche di aver posto in essere, specie negli ultimi due anni, una serie di iniziative concrete per convertire un principio fondante in prassi istituzionale In questo quadro, la nascita della Banca Dati del Farmaco rappresenta un ulteriore passo nella direzione già segnata.”

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it

 

FARMACI IN APICOLTURA: IL MINISTRO DELLA SALUTE CHIARISCE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI

Da Newsletter FNOVI nr. 40/13.11.13

Il Ministero della Salute risponde in modo inequivocabile alla Regione Veneto che chiede chiarimenti in merito alla gestione del farmaco in apicoltura: le associazioni apistiche non hanno alcun ruolo nell’acquisto, vendita o qualsiasi altra transazione commerciale avente oggetto medicinali veterinari, a loro compete soltanto un’attività di tramite tra il distributore e l’allevatore. L’allevatore potrà richiedere all’associazione contributi per l’acquisto di farmaci antivarroa in base ad una certificazione veterinaria attestante la patologia e il numero degli alveari da trattare. Quanto esposto è condiviso dalla FNOVI, certa che la salute delle api risulti garantita soltanto dal rispetto delle competenze e dei ruoli di ogni stakeholders.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

SPESOMETRO, PROROGA 'INTEGRALE' AL 31 GENNAIO 2014

da Notizie Anmvi 12 novembre 2013

Ulteriore precisazione dalle Entrate dopo il provvedimento di proroga al 31 gennaio 2014. Ma l'Agenzia avverte: poi si va a regime. La comunicazione delle operazioni Iva relative all'anno 2012 (nuovo Spesometro) può essere validamente effettuata tramite i servizi telematici Fisconline o Entratel dell'agenzia delle Entrate fino al 31 gennaio 2014. Entro lo stesso termine si potranno inviare sostituzioni e modifiche. Lo precisa una comunicazione dell'Agenzia, a seguito dei dubbi sollevati dal provvedimento del Direttore Attilio Befera. Due le motivazioni addotte per il posticipo: 1) il termine viene differito per dare modo ai soggetti obbligati di predisporre il software necessario all'invio dei dati in funzione della nuova struttura delle informazioni, di recente consolidata in consultazione con le prin cipali associazioni di categoria, e delle relative specifiche tecniche; 2) il rinnovo è disposto, inoltre, allo scopo di definire una diversa e più ampia scansione temporale degli adempimenti comunicativi, in considerazione degli elevati livelli di impegno del canale Entratel, interessato contestualmente dai flussi relativi ad altri adempimenti.
Poi si va a regime-La proroga vale solo per le comunicazioni relative al 2012. Per le comunicazioni relative al 2013, i termini limite per lo spesometro sono il 10 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, per i soggetti obbligati che effettuano la liquidazione con IVA a cadenza mensile; il 20 aprile per la cadenza trimestrale. Infine, si ribadisce ancora una volta a beneficio di commercialisti e associazioni di categoria, che la comunicazione per via telematica può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o in forma aggregata. L'opzione - ricorda l'Agenzia delle Entrate - è vincolante per l'intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.

 

SEPARAZIONI E DIVORZI: A CHI VA IL PET?

La Settimana Veterinaria N°850/novembre 2013

L’approvazione della Legge 20 luglio 2004 n. 189 in materia di maltrattamento di animali, con l’introduzione del titolo IX-bis del libro secondo del Codice penale, ha evidenziato l’opportunità di riferirsi agli animali come a esseri senzienti, valorizzandoli quali soggetti di una vita e rendendo così ancora più palesi le mancanze nell’ambito civilistico. Quest’anno un recente Progetto di legge della XVII legislatura ha affrontato la questione dell’affido degli animali d’affezione in caso di separazione dei coniugi, al fine di sanare un vuoto normativo sulla materia. Si ricorda una sentenza di Cassazione in cui si stabiliva che nei confronti di un cane dovesse essere garantita la “stessa attenzione e diligenza che normalmente si riserva a un minore” (Cassazione penale, sez. III, sentenza 5/6/2007 n° 21805). Partendo, dunque, dal presupposto che, pur privi del riconoscimento giuridico del potere di disporre autonomamente della propria sfera, ma non per questo incoscienti del proprio benessere, gli animali possono essere equiparati ai bambini, avevamo prospettato che, in caso i separazioni di coppia, come per i figli, anche per gli animali familiari dovessero essere statuiti provvedimenti di affidamento e mantenimento, tenendo conto delle loro esigenze psicofisiche, oltre che degli specifici interessi materiali. La recente Proposta di legge sembra voler tradurre in pratica tale mozione. In particolare, dopo l’articolo 155-sexies del Codice civile sarebbe inserito il seguente: “Art. 155septies – (Affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi). – In caso di separazione di coniugi proprietari di un animale di affezione, il tribunale, in mancanza di un accordo tra le parti, a prescindere dal regime di separazione o di comunione dei beni e a quanto risultante dai documenti anagrafici dell’animale, sentiti i coniugi, la prole, se presente, e, se del caso, esperti del comportamento animale, attribuisce l’affido esclusivo o condiviso dell’animale alla parte in grado di garantirne il maggior benessere. In caso di affido condiviso, salvo diversi accordi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei detentori provvede al mantenimento dell’animale da compagnia in misura proporzionale al proprio reddito. In caso di affido esclusivo il mantenimento è a carico del detentore affidatario”. La questione non sarebbe di poco rilievo. L’intestatario del microchip non determina in senso assoluto la proprietà dell’animale In Italia, quasi una famiglia su due vive con un animale e purtroppo nella vita quotidiana non sono rari i casi di separazione fra coniugi, nei quali cani, gatti e altri animali diventano oggetto del contendere in un quadro normativo attualmente carente. Prendendo a esempio il cane, come noto, il fatto che il microchip che lo identifica sia intestato a uno dei coniugi non determina in senso assoluto la proprietà dell’animale. Il cane non è un bene mobile registrato e, inoltre, benché formalmente intestato a una persona, può sviluppare una relazione affettiva più stretta con un’altra. La ratiodel microchip è quella di poter risalire all’identità di un proprietario (o detentore) responsabile che, però, va inteso in senso ampio quando il cane convive all’interno di un nucleo famigliare. In tal senso, l’intestazione ascrivibile al microchip avrebbe dunque un mero valore presuntivo relativo. Tale interpretazione è suffragata dalla giurisprudenza. Di recente, attraverso un’Ordinanza, il presidente del Tribunale di Foggia, in sede di provvedimenti temporanei in una causa di separazione, ha affidato il cane al marito indipendentemente dall’intestazione formale dell’animale alla moglie. Il giudice ha inteso così privilegiare l’interesse principalmente affettivo del cane conteso, affidandolo al coniuge che, dall’istruttoria, era risultato essere quello che avrebbe assicurato il migliore sviluppo possibile dell’identità dell’animale, lasciando al coniuge considerato “meno idoneo” (la moglie) la possibilità del cosiddetto “diritto di visita” per alcune ore determinate nel corso della giornata. Si legge nell’Ordinanza che “il giudice della separazione può ben disporre, in sede di provvedimenti interinali, che l’animale d’affezione, già convivente con la coppia, sia affidato a uno dei coniugi con l’obbligo di averne cura, e statuire a favore dell’altro coniuge il diritto di prenderlo e tenerlo con sé per alcune ore nel corso di ogni giorno”. Di fatto, un’interessante analogia a quanto previsto dal Codice civile per i figli minori.

Diverso sarebbe in assenza di matrimonio. In punto di legittimità, in tal caso, il detentore temporaneo sarebbe obbligato alla restituzione immediata dell’animale al suo intestatario. In caso di opposizione, il giudice potrebbe intimare di restituire il cane al proprietario, qualora lo stesso possa offrirgli una sistemazione adeguata. Se l’intestatario, dunque, insistesse tanto da ricorrere alle vie legali, la controparte dovrebbe organizzarsi per dimostrare almeno che l’animale ha sviluppato una relazione affettiva con entrambe le parti e che entrambe se ne sono prese cura, nel tempo della convivenza, in egual misura. Su tali basi, si potrebbe presentare al giudice la richiesta di valutare anche in questo caso una forma di affidamento congiunto, dimostrando che ciò rappresenta il bene dell’animale stesso. In proposito, assumerebbe rilievo il ruolo del veterinario che, emettendo un’attenta diagnosi sulle affinità psico-fisiche dell’animale con una o l’altra delle parti, rivestirebbe una funzione ausiliaria cruciale ai fini della risoluzione del contenzioso. Dello stesso tenore un’altra sentenza, emessa dal Tribunale di Cremona (11/6/2008), in cui era stato omologato un accordo tra coniugi al fine di prendersi cura congiuntamente dei loro cani, dividendo a metà le spese di mantenimento. Particolarmente significativa la parte della pronuncia in cui espressamente si stabiliva che “tutte le garanzie che sono previste per l’affido condiviso dei figli minori siano specularmente applicate per i cani”. Da più parti si dirà che “esistono problemi più grandi”, ma è innegabile che non sono ancora state compiute tutte le svolte necessarie a garantire un futuro del rapporto uomo animale più equo.

 

RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE PER IL SOLE 24 ORE

Da Professione Veterinaria n. 35/ottobre 2013

Per gli operatori sanitari l’obbligo di assicurarsi contro i danni provocati ai clienti è rinviato al 15 agosto 2014. Ma sarebbe bene non aspettare ancora a fare una polizza di RC, visto che le contestazioni e denunce dei clienti sono in continuo aumento ed i giudici accolgono sempre più frequentemente e con maggiore severità questi esposti con sentenze di condanna al risarcimento dei danni arrivando anche a censurare il mancato raggiungimento del risultato. Ma quali sono i casi in cui scatta la responsabilità del professionista? Lo spiega bene Il Sole24Ore:

“Per i giudici, in linea generale, il contratto d’opera professionale impone di garantire al cliente non il raggiungimento comunque del risultato auspicato, ma l’adozione della dovuta diligenza per conseguirlo (obbligazione “di mezzi”). Ad es. un medico, secondo la giurisprudenza tradizionale, non può essere tenuto a garantire la guarigione del paziente. I giudici, piuttosto, devono valutare se la prestazione svolta è idonea a soddisfare l’interesse del cliente, per poter ritenere che l’incarico professionale sia stato eseguito a regola d’arte”.

Ma negli ultimi anni la magistratura sta sempre più valorizzando le aspettative del cliente e, in alcuni settori professionali, ha spostato l’ago della bilancia verso una censura per il mancato raggiungimento del “risultato”.

Forse meglio far subito una polizza RC senza aspettare l’obbligo del 2014.

Presso una qualsiasi assicurazione privata, oppure www.fnovi.it à Assicurazione RC professionale (HDI), Sivelp, Anmvi, ecc.

 

CONDANNA PER MANCATA VERIFICA DEL RADIOLOGICO VETERINARIO

Da Notizie ANMVI 18 novembre 2013

Condanna per omissione delle verifiche periodiche anche se le radiazioni sono sotto la soglia. Sentenza della Cassazione Penale. Non fare i controlli periodici -per verificare il rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla legge (art 96 del Dlsg 230/1995)- basta a integrare il reato. E' irrilevante che di fatto non ci sia stato il superamento dei limiti di legge alle esposizioni: il pericolo c'è stato. La terza sezione penale della Cassazione si è pronunciata su un caso relativo ad un ambulatorio veterinario. Un esercente la pratica radiologica in un ambulatorio veterinario non aveva: a) adottato le misure necessarie ad evitare la pubblica esposizione al rischio di radiazioni ionizzanti; b) non aveva provveduto alle verifiche periodiche. Alla condanna del Tribunale è seguito il ricorso- parzialmente accolto- in Cassazione.
Ricorso fondato-Il Tribunale, si è difeso il professionista ricorrente, non ha motivato adeguatamente la condanna circa la mancanza di misure necessarie ad evitare la pubblica esposizione, ottenendo soddisfazione dalla Corte e quindi il rinvio al Tribunale per un nuovo esame dal quale dipenderà la rideterminazione della pena. La responsabilità a suo carico non è stata ben argomentata fatto salvo un generico riferimento al fatto "che gli obblighi di protezione prescindono dalla qualità di datore di lavoro".
Ricorso infondato- Sulle mancate verifiche periodiche, invece, il ricorrente non eviterà la condanna perché non si può arrivare a sostenere che "il mancato superamento dei limiti normativi di esposizione, anche in assenza dei prescritti controlli periodici determina l'insussistenza dell'addebito". Il sopralluogo eseguito da un esperto qualificato richiedeva per quel tipo di locali controlli ogni 15 mesi, mentre il giudice ha rilevato la mancata prestazione di interventi di sorveglianza fisica dal 2005 al 2009. Quanto ai limiti non superati, la ratio della legislazione antinfortunistica (art 103 del decreto legislativo 230/95) si basa sulla tutela anticipata del bene giuridico, che è costituito dalla sicurezza di tutti coloro che accedono alla struttura, operatori o pazienti che siano.

 

 

ENPAV

 

da www.enpav.it

 

Sono iscritto all'albo e titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Devo versare i contributi all'ENPAV?

In merito al regime previdenziale al quale devono essere sottoposti i Medici Veterinari titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpellato dall’Ente, con nota del 21 novembre 2001 n. 9PP/81484/VET-Q-3, ha chiaramente riconosciuto che “trattandosi nella specie di attività professionale svolta da soggetti iscritti all’Albo, risultano compiutamente soddisfatti i requisiti previsti dalla vigente normativa per l’assoggettamento a contribuzione presso l’Ente di categoria: ne consegue che i relativi compensi sono da assoggettare a tutela previdenziale ENPAV”.

 

Ho stipulato un contratto di collaborazione a progetto con una clinica veterinaria e vorrei essere informato su quali sono i miei obblighi previdenziali nei confronti dell'ENPAV.

L'art. 61 del D.Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi) ha individuato una nuova modalità di svolgimento dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, definita collaborazione a progetto, escludendo espressamente da tale tipologia contrattuale le professioni intellettuali per il cui esercizio è necessaria l'iscrizione in appositi Albi professionali esistenti alla data del 24 ottobre 2003 (data di entrata in vigore della Legge). In tali casi, dunque, si richiama la disciplina prevista per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche sotto il profilo del trattamento previdenziale dei redditi prodotti. Al riguardo si ricorda che la Legge n. 335/1995 ed i relativi regolamenti di attuazione, hanno escluso dall'obbligo dell'iscrizione alla Gestione Separata INPS “ i redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria” (in tal senso si veda l'art. 6 del D.M. n. 281/1996). La stessa INPS, inoltre, con circolare n. 124/1996, ha precisato che “ il pagamento alla cassa professionale di un contributo forfetario di importo non direttamente proporzionale al reddito, ma determinato in maniera fissa, integra le condizioni per l'esclusione del pagamento del contribuzione 10% alla gestione separata INPS se, in relazione al contributo versato alla cassa, è prevista l'erogazione di un trattamento pensionistico”. Del resto alle medesime conclusioni è giunto anche il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con parere reso in data 21 novembre 2001, prot. n. 9PP/81484/VET-Q-3, a fronte del quesito formulato in tal senso da questo Ente, sostenendo che, “ trattandosi nella specie di esercizio di attività professionale, svolta da soggetti iscritti all'Albo, risultano compiutamente soddisfatti i requisiti previsti dalla vigente normativa per l'assoggettamento a contribuzione presso l'Ente di categoria: ne consegue che i relativi compensi sono da assoggettare a tutela previdenziale ENPAV”.

 

Nel caso di malattia o infortunio, è prevista la concessione di una pensione?

In caso di malattia o infortunio, che incidano sulla capacità professionale, sono riconosciuti 2 tipi di pensione, purché la malattia accertata non sia precedente all’iscrizione all’ENPAV o, se precedente, ne sia accertato l’aggravamento e purché, per il caso della malattia, ricorra un’anzianità iscrittiva minima di almeno 5 anni.
Le 2 forme di pensione sono la p. di invalidità e la p. di inabilità che si differenziano per l’incidenza che malattia o infortunio hanno sulla capacità professionale. Infatti l’invalidità viene concessa quando la capacità professionale si sia ridotta a meno di un terzo (invalidità minima del 66,6%) e consente al Veterinario di restare iscritto all’Enpav, versando il contributo soggettivo minimo in misura ridotta al 50%; in tal modo la detta pensione potrà essere trasformata in pensione di vecchiaia alla maturazione dei requisiti. La pensione d’invalidità è pari all’80% dell’importo risultante dal calcolo finale.
La pensione di inabilità spetta invece all’iscritto la cui capacità all’esercizio della professione sia esclusa in maniera totale e permanente (invalidità 100%) e comporta la cancellazione dall’Albo professionale dopo la concessione della pensione. Per tale pensione è corrisposto l’intero importo di pensione derivante dal calcolo finale. Per ognuna delle prestazioni descritte esiste un apposito modello presente nella sezione “Modulistica” del sito Internet dell’Enpav.

 

Oltre alla pensione esiste qualche altra forma di assistenza in caso di malattia o infortunio?

Sono previste delle erogazioni assistenziali una tantum qualora alla malattia o all’infortunio si sia accompagnato anche uno stato di necessità economica, ancorché transitoria. In tal caso la domanda, corredata della necessaria documentazione, deve essere inoltrata tramite l’Ordine provinciale di appartenenza.

 

E la Polizza sanitaria dell’Enpav?

L’Enpav garantisce, con onere a proprio carico, una Polizza annuale volta a tutelare la salute degli iscritti. Il piano a carico dell’Ente è quello cd. “Base”, che prevede soprattutto la copertura per cure oncologiche, gravi eventi morbosi e grandi interventi chirurgici. Sono inoltre compresi una serie di esami di alta specializzazione, la prevenzione odontoiatrica, speciali indennità in caso di brucellosi o di altre malattie professionali o qualora ricorra uno stato di non autosufficienza. Ciascun iscritto potrà estendere il piano base ai propri familiari e acquistare il piano integrativo, volto essenzialmente alle visite specialistiche, agli accertamenti diagnostici, al day hospital e al ricovero con e senza intervento chirurgico.

Ai pensionati e a coloro che si sono cancellati dall’Enpav ma comunque iscritti all’Albo è riconosciuta la facoltà di acquistare i piani descritti.

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

RABBIA: AUTORITÀ FRANCESI LANCIANO L'ALLERTA DOPO LA MORTE DI UN CUCCIOLO DI GATTO

da Adnkronos Salute 02/11 e Notizie Anmvi 11/11/13
Dopo la morte di un gattino di due mesi avvenuta ad Argenteuil, vicino Parigi, le autorita' francesi mettono in guardia la popolazione sul rischio di rabbia, malattia che si pensava fosse stata eradicata dal Paese. Il ministero dell'Agricoltura d'Oltralpe ha avviato un'indagine e ordinato la vaccinazione precauzionale di 5 persone. In Francia la rabbia e' stata dichiarata eliminata nel 2001, ma gia' nel 2008 un cane importato dal Marocco aveva infettato una serie di altri cani, cosa che aveva portato alla sospensione dello status di Paese privo di rabbia per i successivi 2 anni. Il virus della rabbia e' presente nella saliva dell'animale infetto e di solito viene trasmesso all'uomo tramite morso. I sintomi possono manifestarsi dopo due o tre settimane. Se non trattata, la malattia puo' essere fatale, anche se dal 1923 in Francia non si e' registrato alcun caso di rabbia nell'uomo.

Pare che altri due animali sarebbero stati catturati in Marocco sotto gli occhi di alcuni testimoni da turisti belgi o svizzeri. La scena sarebbe avvenuta il 12 ottobre 2013 su una spiaggia a Casablanca. I gatti contagiati potrebbe essere entrati illegalmente in Belgio, o il virus trasportato dai turisti.

 

TUMORI CUTANEI E LUCE SOLARE

Da Settimana Veterinaria N°850 - novembre 2013

Diversi argomenti sono stati affrontati nella sessione dedicata all’oncologia del cane e del gatto alla 31a edizione del Congresso della Word veterinary association tenutosi a Praga dal 17 al 20 settembre scorsi.

La pelle è l’organo più esteso e ampio del corpo e di conseguenza non può destare sorpresa il dato secondo il quale un terzo dei tumori diagnosticati nei cani è cutaneo. Il tasso di incidenza di queste patologie ha subito un notevole incremento da alcuni decenni e, in particolare, a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso. Negli ospedali veterinari universitari del Nord America, per quanto riguarda il carcinoma squamoso cutaneo (SCC) la percentuale dei tumori diagnosticati nei cani varia dall’1,25 al 15%, con una particolare incidenza in quelli oltre gli 8 anni, ma anche nei gatti con più di 12 anni. La neoplasia è indotta dall’azione mutagena dei raggi ultravioletti (UV), potenziata dalla latitudine geografica, ed è prevalentemente a carico di quelle parti di cute prive di pigmentazione. Altre patologie indotte dall’esposizione alla luce solare sono l’emangiosarcoma cutaneo, il carcinoma basocellulare e il melanoma. Il melanoma orale nei cani ha una prognosi infausta, dato che solo il 25% degli animali diagnosticati sopravvive un anno dopo i trattamenti, e anche l’escissione chirurgica non comporta vantaggi, vista l’inevitabile diffusione delle metastasi. L’approccio chirurgico è comunque proposto quando non comporta una seria compromissione della qualità di vita dei pazienti. Inoltre, per la cura delle metastasi si può far ricorso alla radioterapia e alla chemioterapia. Negli Stati uniti è anche possibile impiegare un vaccino che contiene DNA umano che sta dando risultati positivi (lunga sopravvivenza anche in cani con melanomi maligni in stadio avanzato), il che fa ipotizzare un suo prossimo impiego anche in Europa.

 

INTERAZIONE TRA TIROIDE E RENI

Da Settimana Veterinaria n. 850/ novembre 2013

L’ipertiroidismo è la malattia endocrina più frequente nel gatto anziano: tenuto conto delle sue ripercussioni sull’organismo, è importante individuarla il più presto possibile; ciò significa che la palpazione cervicale deve far parte sistematicamente dell’esame clinico dei gatti anziani.

L’ipertiroidismo ha effetti anche sul funzionamento dei reni:

• partecipa allo sviluppo renale;

• modifica l’emodinamica sistemica e renale: dal 12 al 48% dei gatti ipertiroidei presenta ipertensione: nella maggior parte dei casi, quest’ultima scompare con un adeguato trattamento. Tuttavia, circa un gatto normoteso su 5 prima del trattamento per l’ipertiroidismo, diventa iperteso successivamente. Hervè Lefebvre (diplomato Ecvpt, Facoltà di Veterinaria di Tolosa) consiglia un controllo semestrale della pressione arteriosa, perché “l’ipertensione è un fattore aggravante”, in particolare nel caso di un deficit della funzionalità renale;

• induce un’iperfiltrazione glomerulare e, di conseguenza, una riduzione dei marker indiretti del tasso di filtrazione glomerulare, come la creatininemia. La valutazione della funzionalità renale nel gatto ipertiroideo è quindi delicata, perché la creatininemia può rimanere entro valori fisiologici come conseguenza di questa iperfiltrazione, mentre dopo il trattamento può comparire azotemia. Inoltre, la leggera proteinuria osservata nel 20-25% dei gatti, indotta dall’iperfiltrazione (disturbo funzionale), è reversibile, anche in un animale che ha sviluppato azotemia: “Va trattata solo se persiste nonostante il trattamento anti-ipertiroidismo”, precisa Hervè Lefebvre.

 

TRATTAMENTO DELLO SCOMPENSO CARDIACO NEL CANE

Da Settimana Veterinaria - N°851/novembre 2013

L’Istituto Veterinario di Novara ha ospitato il 12 ottobre scorso un incontro di aggiornamento di cardiologia con relatori d’eccezione, quali il prof. Michele Borgarelli, diplomato Ecvim-CaCardiology, dell’Università della Virginia (Usa). Nella sua introduzione al trattamento dello scompenso cardiaco, ha voluto ricordare ai partecipanti quali siano i sintomi dello scompenso cardiaco sinistro e destro, sottolineando che la tosse, a differenza di ciò che si può comunemente pensare, non è sempre associata alla presenza di insufficienza cardiaca nei cani affetti da degenerazione mixomatosa della valvola mitrale. Ha poi spiegato che l’obiettivo della terapia dello scompenso cardiaco cronico è quello di cercare di migliorare la qualità di vita del paziente e di aumentare l’aspettativa di vita, aspetti fortemente interconnessi l’uno con l’altro. Ha poi proseguito analizzando i vari farmaci che vengono utilizzati nel trattamento dello scompenso cardiaco cronico quali diuretici, ACE-inibitori, spironolattone e inotropi positivi. La furosemide, ha spiegato lo specialista, è una molecola cardine della terapia cardiologica, il cui dosaggio deve essere valutato singolarmente, in base alla risposta del paziente. Quindi il relatore ha continuato parlando degli ACE-inibitori e dei vari studi condotti in Medicina veterinaria su queste molecole, in particolare soffermandosi sull’efficacia dimostrata da tali molecole e sul dosaggio che, secondo la sua esperienza personale, nei cani può essere superiore a quanto riportato negli studi pubblicati. Ha quindi parlato dello spironolattone, molecola che antagonizza i recettori dei mineral-corticoidi. Il prof. Borgarelli ha ribadito il concetto di aldosterone “braek-through” e illustrato un importante studio condotto nell’uomo, il RALES study, nel quale è stato necessario interrompere la fase sperimentale per motivi etici, in quanto nei pazienti cardiopatici trattati con spironolattone, rispetto a quelli non trattati, è stata osservata una significativa riduzione del tasso di mortalità. Ha poi illustrato lo studio eseguito nel 2010 con lo stesso farmaco nei cani con degenerazione mitralica, il quale ha dimostrato una riduzione del rischio di morte cardiaca del 69%. Anche in questo caso, si è soffermato sui dosaggi, soprattutto indicando che dosi troppo basse (0,4 - 0,8 mg/kg) potrebbero non essere sufficienti. Un altro farmaco discusso nella relazione è stato il pimobendan, molecola con effetto inotropo positivo, per il quale è stato dimostrato il beneficio clinico nel cane. Infine Borgarelli ha parlato della digossina, per il quale non esistono studi controllati sui cani e che, secondo la sua esperienza, può essere utilizzata in pazienti con fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca ed eventualmente anche in pazienti con disfunzione sistolica. Ha quindi concluso la relazione sottolineando che tutti i pazienti con scompenso cardiaco da moderato a grave dovrebbero assumere almeno furosemide e ACE-inibitori e che la terapia dovrebbe anche includere, in base alle prove cliniche e alle attuali conoscenze, lo spironolattone e il pimobendan. Infine, ha sottolineato l’importanza di scegliere i dosaggi dei farmaci secondo le necessità individuali.

 

EDUCATORE CINOFILO

Da email del 18/11/13

Lorenzo Fois, di Peschiera del Garda (VR), ci chiede di potersi presentare:

Ho maturato le prime esperienze documentandomi e praticando da autodidatta. In seguito ho tramutato in professione quanto mi appassiona. Ho seguito vari corsi tra i quali il corso professionale per “Educatore Comportamentista e Pet Therapy Partner”. Sono diventato membro della Società di Interazione Uomo e Animale ed ho frequentato il corso di specializzazione per “Operatore della Pet Therapy”, osservando un periodo di tirocinio. Attualmente sto affrontando il percorso di studi riguardante la rieducazione legata ai problemi comportamentali. Mi occupo dell’educazione e del rapporto che ci lega al cane attraverso attività principalmente strutturate con lezioni individuali presso il domicilio del cliente osservando così il cane nel contesto familiare.

Ritenendo fondamentale considerare le aspettative della famiglia e le tendenze comportamentali di ogni soggetto l’Educazione non viene praticata attraverso una serie di richieste performative o attraverso la proposta addestrativa rimaneggiata bensì rispettando le problematiche legate alla relazione e alla stretta convivenza.

I punti di forza delle lezioni sono: la visione interattiva attraverso la lettura delle M.A.A.R.P. indispensabili per l’analisi del comportamento – la proficua interpretazione del branco misto attraverso le attività accreditanti – i contributi alla rappresentazione di sé – la progressiva percezione delle capacità - la valorizzazione del verbale – l’ibrido comunicativo – il “mio gratificante” – i pasti di branco – lo sviluppo delle facoltà di apprendimento e molte altre significative interpretazioni.                    tel 340 0040774

 

 

GRANDI ANIMALI

 

COMPILAZIONE MODELLO 4: LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Da Notizie ANMVI 11 novembre 2013

La compilazione del Modello 4 "genera negli allevatori una notevole confusione" e gli errori comportano sanzioni penali. Il Ministro della Salute non ritiene opportuno modificarlo? Il Sottosegretario Fadda ha risposto. La corretta compilazione "è essenziale". Chiarimenti sulle dichiarazioni relative ai trattamenti e sui 90 giorni.
"Non si comprende - sosteneva l'On Paolo Cova nella sua interrogazione del maggio scorso- perché se uno deve obbligatoriamente dichiarare di aver rispettato i tempi di sospensione dei farmaci debba poi barrare la casella relativa alla dichiarazione per cui gli animali non sono stati trattati con farmaci nei 90 giorni antecedenti o fin dalla nascita". L'errata compilazione della parte B del Modello 4 prevede sanzioni amministrative e penali: quante sono, dal 2006 ad oggi, le sanzioni riscontrate relative all'errata compilazione?". Nella sua risposta scritta, pubblicata il 7 novembre, il rappresentante della Salute ha fatto presente che la dichiarazione di provenienza e destinazione degli animali (mod. IV -Allegato del decreto del Ministero della salute 16 maggio 2007) prevede la compilazione, da parte del titolare dell'allevamento di origine, o di un suo delegato, della sezione B, relativa ai trattamenti con alimenti medicamentosi e/o specialità medicinali eventualmente eseguiti sugli animali. "La corretta compilazione di tale sezione - ha aggiunto- è essenziale per la definizione, al macello, della destinazione finale dell'animale e dei prodotti da esso derivati". E ancora: "Soltanto nel caso in cui l'operatore autocertifica, barrando le caselle al punto 2, che gli animali destinati alla macellazione sono stati trattati (o con sostanze di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158, o con alimenti medicamentosi o specialità medicinali), nei novanta giorni precedenti la macellazione o dalla nascita (qualora si tratti di animali macellati ad età inferiore ai 90 giorni), deve necessariamente barrare anche la casella al punto 3, relativa al rispetto dei previsti tempi di sospensione".
Tuttavia, le informazioni raccolte sul territorio, dalle autorità regionali e locali, nonché durante gli audit degli ispettori comunitari del Food veterinary office (FVO) e degli ispettori ministeriali, "mostrano una compilazione del modello IV non sempre corretta. Infatti, non rari sono i casi in cui, al macello, giungono animali accompagnati da modelli IV che, pur indicando l'assenza di trattamento, presentano barrata la casella di cui al punto 3 (sono stati osservati i previsti tempi di sospensione per i trattamenti con prodotti di cui al punto n. 2)". Fadda ha concluso che "Tale anomalia rischia di rallentare il corretto svolgimento delle procedure di verifica delle informazioni determinanti l'accettazione degli animali nei locali del macello da parte sia del titolare del macello che del veterinario ufficiale. È compito di quest'ultimo valutare, caso per caso, le irregolarità rilevate nella compilazione della sezione B del modello IV, al fine di comprenderne l'esatta natura e decidere, sulla base della loro gravità, la sanzione da comminare". Il numero di sanzioni riscontrate relative all'errata compilazione della parte B del modello IV- ha concluso il Sottosegretario- è un informazione disponibile presso le autorità locali ed è trasmessa agli organismi pagatori regionali e all'agenzia per l'erogazione in agricoltura (AGEA)". Alla risposta del Ministero della Salute l'On Cova ha fatto seguire una nuova interrogazione.

 

UNA NUOVA SINDROME DIARROICA NEONATALE NEL SUINETTO

da Vet.journal 8 novembre 2013

La diarrea neonatale è una condizione clinica frequente negli allevamenti suini commerciali ed è solitamente considerata trattabile senza complicazioni. Tuttavia, dal 2008 è comparsa una nuova sindrome diarroica neonatale non sensibile agli antibiotici e alle comuni pratiche gestionali, segnalata in diversi paesi. Gli esami di laboratorio abituali non hanno identificato l’associazione di alcun patogeno con tale sindrome. Uno studio ha valutato se enteropatogeni noti potessero essere associati ai focolai di diarrea neonatale, analizzando l’ipotesi dell’esistenza di una nuova sindrome. Inoltre ha determinato gli aspetti macroscopici e microscopici di questi nuovi focolai diarroici e proposto una definizione preliminare dei casi di New Neonatal Porcine Diarrhoea syndrome (NNPDS) nei suinetti. Si selezionavano 4 allevamenti ben gestiti affetti da diarrea neonatale senza precedenti conclusioni di laboratorio e con sospetta New Neonatal Porcine Diarrhoea syndrome. Si sottoponevano a necroscopia 51 suinetti diarroici e 50 non diarroici dell’età di 3-7 giorni, eseguendo gli esami istopatologici e microbiologici. Le feci non erano emorragiche. Non erano associati a diarrea E. coli enterotossico, Clostridium perfringens tipo A o C, Clostridium difficile, rotavirus, coronavirus, Cryptosporidium spp, Giardia spp, Cystoisospora suis o Strongyloides ransomi. Macroscopicamente, i suinetti diarroici erano caratterizzati da replezione gastrica e flaccidità intestinale con alterazioni mucosali. La lesione istologica predominante era l’atrofia dei villi del digiuno e dell’ileo. In un terzo dei suinetti affetti erano presenti lesioni epiteliali del colon. Lo studio supporta l’ipotesi che gli allevamenti studiati fossero affetti da una nuova sindrome diarroica neonatale, dato che non era possibile spiegare i focolai diarroici con i patogeni conosciuti o fattori legati all’allevamento. Sulla base degli aspetti riscontrati nei 4 allevamenti, gli autori suggeriscono la seguente definizione dei casi di NNPDS: diarrea non emorragica durante la prima settimana di vita, mancata identificazione di patogeni infettivi conosciuti, presenza necroscopica di replezione gastrica (latte) e flaccidità intestinale.

 

LA SIVAR PRESENTA IL DATABASE EPIDEMIOLOGICO SANITARIO

Da Notizie ANMVI 8 novembre 2013

Software in sperimentazione per la raccolta di dati sanitari negli allevamenti da latte. La SIVAR ha lanciato il DES (Database Epidemiologico Sanitario) nell’ambito del portale

www.veterinariodifiducia.it

La versione sperimentale del Database contiene schede epidemiologiche per le stalle da latte, alle quali andranno ad aggiungersi quelle degli allevamenti suinicoli a cura dei veterinari di fiducia che avranno frequentato il secondo corso propedeutico (Mantova-Brescia 8-15 novembre). Si tratta di un progetto interamente finanziato da SIVAR che non comporta alcun costo a carico dei veterinari e degli allevatori aderenti. L’adesione è volontaria e, al momento, possono partecipare alle attività di inserimento dati i veterinari che, avendo frequentato un corso propedeutico per veterinario di fiducia, dispongono delle credenziali (codici EGO) per accedere nelle aree riservate del portale. Per inserire i dati degli allevamenti nel Database Epidemiologico Sanitario, basterà richiedere di abilitare le proprie credenziali scrivendo a info@sivarnet.it. Verrà contestualmente fornita la documentazione sulla privacy che sia il veterinario che l’allevatore dovranno sottoscrivere. Ai veterinari viene anche richiesta la sottoscrizione di una clausola di riservatezza. Ad abilitazione avvenuta, il Data Base è pronto per gli inserimenti. Dopo il 15 novembre, i 70 partecipanti del corso per Veterinario di Fiducia nel settore suinicolo potranno accedere alla piattaforma www.veterinariodifiducia.it e familiarizzare con il DES. In attesa di un sistema nazionale per la sorveglianza epidemiologica, i veterinari di fiducia iniziano a tesaurizzare i dati da loro generati nel corso della loro attività professionale. Il Protocollo AIA ANMVI FNOVI, nel favorire l’avvio di attività sperimentali come quella in atto, non trascura di riconoscere che i dati scaturenti dalle attività veterinarie serviranno anche alla valorizzazione dei prodotti di qualità e nell’ambito delle informazioni inerenti le politiche di condizionalità.

 

VALIDITÀ DEL TEST EIBT PER LA CISTICERCOSI SUINA

da Vet.journal 11 novembre 2013

L’Enzyme-linked Immunoelectrotransfer Blot (EITB) è stato utilizzato ampiamente come test di screening per la cisticercosi da Taenia solium nel suino, tuttavia la relazione tra sieropositività e infezione nelle popolazioni suine di aree endemiche non è stata ben definita. Uno studio ha correlato la sieropositività EITB all’infezione e alla carica infettiva, analizzando il compromesso tra sensibilità e specificità a diversi punti cut-off del test EITB e infine descrivendo le modificazioni sierologiche in una coorte di suini rurali allevati in condizioni naturali. Si includevano 107 suini utilizzati come controlli durante uno studio vaccinale in campo. La prevalenza della cisticercosi suina determinata mediante necroscopia era del 16,82% (18/107). Utilizzando la reattività EITB a ≥ 1 banda come punto cut-off del test, la sensibilità era dell'88,89% (65,29-98,62, 95% CI) e la specificità del 48,31% (37,59-59,16, 95% CI). Confrontando altri punti cut-off che coinvolgevano fino a 7 bande reattive, una reattività ≥ 3 bande forniva il migliore compromesso tra sensibilità e specificità. Utilizzando questi punti cut-off per il test, la sensibilità era del 77,77% (52,36-93,59, 95% CI) e la specificità del 76,40% (66,22-84,76, 95% CI). Si riscontrava un’associazione significativa tra conta delle cisti superiore a 100 e reattività a ≥ 3 bande del test EITB. I risultati suggeriscono che l’utilizzo del test EITB per lo studio della cisticercosi suina può richiedere la determinazione di punti cut-off diversi in condizioni di campo e sperimentali e in base agli obiettivi del processo di screening, concludono gli autori.

 

 

ALIMENTI

 

ETICHETTA SU ALIMENTI GM, LA VITTORIA DELLE LOBBY IN USA

da www.sicurezzaalimentare.it 08/11/2013

Battaglia epocale quella dello stato di Washington, sulla “Norma sul diritto delle persone a conoscere gli OGM” (The People's Right to Know Genetically Engineered Food Act, nota come Initiative 522) che lasciava presagire-dopo la sconfitta di una iniziativa analoga in California- un rapido cambiamento di sensibilità negli USA. Il referendum, promosso a gennaio di quest’anno, aveva visto raccolte 350mila firme di cittadini e lasciava intendere buone cose. E le intenzioni di voto di qualche mese fa segnalavano 45 punti di distacco tra i fautori del sì ad una etichetta trasparente, ridotti poi a soli 4 punti a settembre. Whole Foods, la più grande catena del biologico,aveva annunciato una etichettatura dettagliata su OGM a partire dal 2018, in tutti i propri punti vendita. Iniziativa volontaria, ma che lasciava intendere che l’aria stava cambiando. Ma è proprio di questi giorni la notizia che al ballottaggio il fronte del “sì”all'etichettatura degli OGM ha perso, piegato dalle logiche (e dalla lobby ad oltranza) delle grandi industrie (tra cui General Mills, Nestle USA, PepsiCo, Monsanto, DuPont , che con oltre 22 milioni di dollari (contro i 7,9 dei fautori del “sì”) hanno convinto a votare “no” (980mila i cittadini votanti). La portavoce dell’opposizione alla I522, Dana Bieber-foto sotto-, avrebbe dichiarato: “questa è una netta vittoria per i consumatori di Washington, ma anche per i cittadini (“taxpayers”, coloro che pagano le tasse) e per le aziende agricole a conduzione familiare”. Il messaggio sembra riassumere una campagna di comunicazione pubblica fuorviante (sebbene efficace), basata su 3 punti:

- I consumatori americani non hanno bisogno di informazione aggiuntiva sugli OGM, perché questi non sono prodotti diversi rispetto a quelli che mangiano abitualmente, bensì gli stessi prodotti “ordinari” e accettati, "sicuri" (a loro dire).

- I “taxpayers”, ovvero i cittadini, vedrebbero aumentare i costi di etichettatura e quindi del cibo (in un momento storico in cui il cibo diventa crescentemente inaccessibile: aumentano i cittadini USA beneficiari dei Food Stamps- ovvero del programma di “buoni alimentari” tipo social card, per 46,6 milioni di beneficiari-1 cittadino USA su 6-.

- Gli agricoltori, che producono per oltre il 70% cibo GM, possono vedersi rifiutato il prodotto in ragione di benefici dei prodotti non GM, che vengono descritti dal lobbying pro-industria come non chiari e comunque discutibili.

Insomma, la campagna di comunicazione ha colpito al cuore le fondamenta stessa del fronte dell’opposizione, ovvero l’alleanza tra consumatori (e del loro “diritto di sapere”) e agricoltori (e del loro “diritto di produrre”). Si è in buona sostanza arrivati a far pensare ai cittadini che non c’è niente in più da sapere, e che il “diritto di produrre” secondo modalità alternative potrebbe essere uno sfizio “costoso” per l’agricoltura estensiva USA ma anche per i cittadini. Strategia simile a quella tenuta in California, dove erano stati stanziati 44 milioni di $ contro appena 7 del fronte dell'etichettatura. Da un punto di vista strategico, l’espediente di public affairs è sicuramente ingegnoso: anziché andare a cercare nuove e fantasiose argomentazioni per negare la validità della richiesta di informazione, si è smontato alle radici la desiderabilità di tale richiesta. Mostrandone apparenti costi sociali ed economici. Le leve retoriche del ragionamento alla prova dei fatti, si rivelano almeno dubbie, per non dire infondate. Consumatori: “che altro c’è da sapere?” Qui la comunicazione pubblica delle lobby ha fatto credere ai consumatori che siccome i prodotti GM sono sul mercato da almeno 20 anni, sono sicuri, come dire: “li avete mangiati fino ad ora e non siete morti”. Sebbene tale ragionamento abbia una propria presa sul consumatore medio, la realtà è diversa. E 20 anni di uso non equivalgono ad uso sicuro. Da un punto di vista scientifico infatti, tale informazione non ha fondamento. Per verificare la reale dannosità a lungo termine degli OGM andrebbero condotti studi con un gruppo di controllo (e alimentazione rigorosamente non OGM). Se è difficile stabilire quindi un legame certo tra consumo di OGM e loro effetti sulla salute, diventa facile negare completamente tale possibilità. Come ha spiegato Nassim Nicholas Taleb (autore del Black Swan, e altri saggi di statistica degli eventi estremi), occorrono campioni enormi e raffronti longitudinali estesi nel tempo per arrivare a dimostrare la dannosità degli OGM, in modo simile a quanto avvenuto a suo tempo per il tabacco (che ricordiamolo, ha impiegato almeno 50 -60 anni di ricerca per vedere riconosciuti pubblicamente gli effetti nefasti). La “legge dei grandi numeri” insomma è costosa e richiede tempo per emergere. Ma la retorica funziona bene: se le evidenze non sono così chiare, perché curarsene?

Fa specie rilevare come il fronte del “no” non si sia poi nemmeno preoccupato di controbattere al principale effetto avverso di “breve termine” delle colture GM: già ben documentato negli USA - ovvero, l’impatto ambientale. Dovuto allo sviluppo di infestanti resistenti al glifosato , sarebbe evidente negli ultimi 16 anni di coltivazioni di OGM, che hanno portato ad un aumento pari a 239 milioni di kg nell’uso degli erbicidi dal 1999 al 2011; e di 183 milioni di kg nell’uso di pesticidi in genere -“in compenso”, ci sarebbe stata una piccola riduzione nell’uso di insetticidi pari a 53 milioni di kg.

 

 

VARIE

 

ATTIVITÀ DEGLI UVAC: VADEMECUM PER GLI OPERATORI

Da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 37/10.11.13

Eurofishmarket, a seguito di numerose richieste e per fornire supporto agli operatori interessati sia pubblici che privati, ha realizzato una breve rassegna della normativa di riferimento per gli scambi intracomunitari e fa il punto, con un intervista a Maurizio Ferri del Consiglio Direttivo SIMeVeP, sulla corretta attuazione delle normative in materia di controlli veterinari e zootecnici su taluni animali vivi e su prodotti di origine animale applicabili negli scambi intracomunitari, con particolare riguardo alle segnalazioni inserite nel sistema RASFF come “information for attention”.                                             www.eurofishmarket.it

 

OVAIOLE: SISTEMI ALTERNATIVI ALLA GABBIA

La Settimana Veterinaria - N°851 - 13 novembre 2013

La normativa sul benessere della gallina ovaiola, come previsto dalla Direttiva 99/74/CE recepita in Italia con il Dlgs 267 del 29 luglio 2003, oltre alle gabbie arricchite, prevede la possibilità di utilizzare sistemi alternativi come l’allevamento a terra, in aviario o all’aperto, in cui la densità massima è di 9 galline/m2. L’allevamento “a terra” è forse il metodo più antico di allevamento delle ovaiole. Si utilizzano infatti capannoni all’interno dei quali gli animali sono liberi di muoversi, su una pavimentazione costituita, nella parte centrale del ricovero, da grigliato e nella parte più esterna da lettiera. Per quanto riguarda la deposizione, una sistemazione molto comune nei capannoni prevede l’installazione di nidi nella zona centrale, disposti in file orizzontali, con sistemi atti ad allontanare la gallina quando il suo periodo di deposizione è terminato, per evitare che passi troppo tempo nel nido col rischio di sporcarlo e di causare danni all’uovo deposto. L’evoluzione del sistema a terra è l’allevamento in aviario. L’aviario è sempre una tipologia di allevamento alternativo alla gabbia nel quale si riesce a sfruttare tridimensionalmente lo spazio. Il pollaio, infatti, è attrezzato a più piani e gli animali sono liberi di spostarsi da un piano all’altro. L’aviario rappresenta un’interessante tipologia di allevamento anche per l’allevatore che, sfruttando lo spazio in altezza, può accasare un maggior numero di animali per metro quadro. Il sistema all’aperto cosiddetto free-range è un sistema a terra con l’aggiunta di un parchetto esterno in cui gli animali possono muoversi e razzolare. I sistemi alternativi alla gabbia rappresentano un notevole passo avanti per il benessere dell’ovaiola, tuttavia non sono privi di problematiche. Minor controllo degli animali, polveri, patologie intestinali, predazione e contatto con selvatici (nel free-range) rappresentano solo alcuni dei problemi dei sistemi alternativi, senza considerare l’aumento dei costi di gestione e manodopera che l’allevatore deve sostenere. La mortalità, probabilmente, rappresenta un valido indicatore del benessere animale in allevamento. Da studi effettuati dall’Adas, si evidenzia come la mortalità nei sistemi alternativi alla gabbia sia abbastanza variabile, ma mediamente attorno al 10%. Questi valori sono ben lontani dalla mortalità di allevamenti di ovaiole allevate in gabbie arricchite, dove raramente si oltrepassano valori del 2-3%. Pertanto, cosa è meglio per i nostri animali? Essere allevati in gabbie arricchite, senza il rischio di essere predati o di essere soggetti a patologie (con una conseguente minor mortalità) o essere allevati in sistemi alternativi, in cui l’animale è libero di muoversi ma può essere soggetto a maggior mortalità? Nonostante i continui sforzi compiuti dalla ricerca in questo campo, non è ancora possibile dare una vera risposta alla domanda: “Qual è il miglior sistema di allevamento delle ovaiole”.

 

ECM, IL 30% NON SI AGGIORNA

Da Sole 24 Ore Sanità 12/11/13

Oltre 1.000 provider accreditati, quasi 70mila eventi rapportati ed un 33% del personale escluso dal pianeta Ecm, anche per la scarsità dell’offerta formativa destinata ad alcune figure professionali. E’ attorno a questo bilancio, pieno di luci ed ombre, che si è sviluppata la V Conferenza nazionale sulla formazione continua in medicina, svoltasi la settimana scorsa a Roma ed inaugurata dal Mininistro della Salute Beatrice Lorenzin, convinta che l’Ecm “è lo strumento che permette ai medici di aggiornarsi anche rispetto alle innovazioni” e che le nuove tecnologie rappresentino il futuro non solo per l’avanzamento delle cure, ma anche per la “riduzione degli sprechi e la crescita culturale degli operatori”. Secondo l’Agenas i formatori pubblici e privati ammessi dal ministero a lavorare sulla formazione dei professionisti della salute si suddividono in 1.003 provvisori (autorizzati per un biennio ed in attesa di verifica), 82 standard (già verificati) e 150 in via di valutazione. Mentre sono 604 quelli cancellati o che hanno interrotto la propria attività Ecm. Il pool di provider si concentra soprattutto nel Lazio e in Lombardia. Offerta di eventi al top per medici (48.316 eventi nel triennio 2011-13), infermieri, fisioterapisti, farmacisti; per i Veterinari: 1.691 eventi. Dal 2014 peraltro – stando alla manovra bis 2001 e alla legge “Balduzzi” che bolla come illecito disciplinare la mancata frequenza ai corsi – chi non si aggiorna dovrebbe essere punito. “Il nuovo codice – commenta Luigi Conte, componente FnomCeo della Commissione Ecm – prevede l’obbligo di aggiornamento, ma in caso di offerta formativa bassa non saranno previste sanzioni: lo si farà più in là, quando l’offerta sarà completa e in caso di chiari rifiuti”. La diagnosi finale è di Iachino dell’Agenas, segretario della Commissione Ecm “L’Ecm è in salute, ma ha bisogno di nuovo slancio. Il rapporto tra professionisti e la formazione è cambiato, ora l’Ecm è considerato un valore. Adesso è necessario sburocratizzare e puntare sulla qualità dell’offerta”.

 

PREMIO PIERFILIPPO GUADAGNINI 2014

La Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini, per onorare la memoria del Dr. Guadagnini, istituisce un premio di € 2.500 da assegnare ad un laureato (meno di 35 anni) che con la sua attività abbia portato un valido contributo, sul piano scientifico ed applicativo, al progresso in suinicoltura. Il facsimile della domanda (scad. 31 gennaio 2014) è disponibile presso il sito www.sipas.org

 

NOVITA’ ONAOSI

da Newsletter Onaosi 14/11/13

Corte dei conti: promossa la gestione ONAOSI 2012
La CORTE DEI CONTI promuove la Fondazione ONAOSI per la gestione finaziaria 2012. L'utile di esercizio è positivo e sono stati recuperati disavanzi anche di quella 2011
Alcuni posti ancora disponibili nelle strutture ONAOSI di Perugia e Napoli
Si porta a conoscenza dei Sanitari iscritti all'ONAOSI che sono ancora disponibili alcuni posti studio presso il Collegio Unico e il Centro Formativo Universitario di Perugia e presso il Centro Formativo Universitario di Napoli
ONAOSI, AMMI - UN LUNGO SODALIZIO...Proposte e Progetti
Si è tenuto il 18 ottobre presso il Centro Formativo ONAOSI Perugia l'incontro-dibattito intitolato "Un lungo sodalizio. Proposte e Progetti".

Una via di Perugia dedicata al Dottor Castrucci
Perugia - Si è svolta il 26 ottobre la cerimonia d'intitolazione di una via ad Antonio Castrucci- educatore e rettore degli Istituti Maschili dell'ONAOSI per molti anni. A fianco del Sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, in rappresentanza della Fondazione, è intervenuto il Direttore Generale dell'ONAOSI, Mario Carena
Evento inaugurale Anno di Studi 2013/14 - 13 Dicembre 2013
Sarà il Prof Renato Balduzzi, ex Ministro alla Salute, il protagonista dell'Evento Inaugurale ONAOSI che si terrà a Perugia il 13 dicembre 2013 con una Lectio Magistralis intitolata: "La Costituzione Italiana al tempo della crisi dell'economia e della statualità"
Apertura prenotazioni Case Vacanza stagione invernale 2013/2014
A partire dal 9 novembre 2013, i Sanitari contribuenti ONAOSI possono inviare le domande per l'assegnazione di un alloggio vacanza invernale a Pré Saint Didier, utilizzando il modello preposto e reperibile sul sito www.onaosi.it
Convenzione con Monte dei Paschi per i contribuenti
La Fondazione ONAOSI ha stipulato una convenzione con la Banca Monte dei Paschi di Siena alla quale potranno aderire i sanitari contribuenti ONAOSI.

Per informazioni: www.onaosi.it

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 19 novembre 2013

Prot. 636/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Centro Studi La Ruota: Omeopatia e Scienza 9 novembre Milano - www.centrostudilaruota.org

2)     SIVAE: Il POA negli animali non convenzionali 17 novembre Grugliasco (TO) www.sivae.it

3)     Ordine Veterinari di modena: Tecniche di diagnostica per immagini complementari in ortopedia equina 27 novembre Modena - ordine@veterinarimodena.it

4)     Ordine Veterinari Bergamo: Giornata di studio sulla biosicurezza e mastiti 29 novembre Martinengo (BG) - info@ordineveterinari.bg.it

5)     Istituto Veterinario Novara: “Pensavo fosse allergico e invece aveva tutt’altro…” 30 novembre Granozzo con Monticello (NO) - aggiornamento@istitutoveterinarionovara.it

6)     Ordine Veterinari Verona: Malattie trasmesse da vettori: perche’ dobbiamo preoccuparcene 1 dicembre Soave (VR) - ordinevr@tiscalinet.it

7)     Centro di Referenza Nazionale per la Formazione in Sanità Pubblica Veterinaria: Prodotti tradizionali dei caseifici in alpeggio: sicurezza alimentare e valorizzazione delle produzioni verso expo 2015 Milano 3 dicembre  formazione@izsler.it

8)     SCIVAC: Corso pratico CHIRURGIA ARTICOLARE E PERIARTICOLARE 21-22 gennaio Cremona - www.scivac.it

 

 

PATROCINIO DELL’ORDINE AL CORSO DI PerFormat

PerFormat organizza il Seminario di dermatologia del cane e del gatto "Aggiornamenti in dermatologia: scienza in evoluzione" nei giorni 15 16 febbraio 2014 presso l'Istituto Universitario Santa Chiara a Casalmaggiore (CR). Gli interessati può contattare la segreteria di Performat: segreteria@performat.org

Per gli iscritti all'Ordine di Mantova la quota di iscrizione è di 80 euro, con uno sconto pari all'11% (per averne diritto i veterinari devono comunicare l’Ordine di iscrizione).

 

 

FARMACI

 

CANI GATTI E BOVINI. DESAMETONE, PULCI, FILARIOSI E PRURITO: IN ARRIVO NUOVI FARMACI

Da Notizie ANMVI 25 ottobre 2013

L'Agenzia europea per i medicinali e il Ministero della Salute hanno autorizzato 2 nuovi medicinali veterinari per cani: Trifexis di Eli Lilly and Company Limited e Apoquel di Zoetis Belgium SA.
Il primo è in tavolette masticabili contenenti spinosad e milbemicina oxima ed è indicato per il trattamento e la prevenzione delle infestazione da pulci quando occorra anche prevenire la filariosi e/o trattare le infezioni intestinali causate da altri tipi di vermi (nematodi anchilostomi, ascaridi e tricocefali). Nelle aree in cui la filariosi è endemica occorre iniziare la somministrazione del farmaco un mese prima della comparsa delle zanzare (che trasmettono l'infezione con il loro morso) e proseguire a intervalli di un mese fino a un mese dopo il termine dell'esposizione alle zanzare (non più di 6 mesi consecutivi). Trifexis si può anche utilizzare come parte della strategia terapeutica volta a controllare la dermatite allergica da pulci (registrazione in GU).

La seconda autorizzazione riguarda Apoquel di Zoetis Belgium SA è un medicinale in compresse a base di oclaticinib, indicato per il trattamento del prurito associato alla dermatite allergica e per la dermatite atopica (registrazione in GU).
Il ministero della Salute italiano, invece, ha autorizzato l'immissione in commercio di Depomix 2 mg/ml di Ceva salute animale, soluzione iniettabile di desametasone per bovini, suini, cani e gatti. Il farmaco è indicato per le sue azioni antinfiammatoria, antiallergica, anti-shock, gluconeogenica e per l'induzione del parto. Deve essere venduto soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria in triplice copia non ripetibile. Autorizzazione italiana anche per Efex di Sogeval, compresse masticabili per gatti e per cani contenenti marbofloxacina. Indicazioni terapeutiche: nel gatto, infezioni cutanee e sottocutanee (ferite, ascessi, flemmoni) e infezioni delle prime vie respiratorie causate da germi sensibili; nel cane, infezioni cutanee e sottocutanee (piodermite delle pieghe cutanee, impetigine, follicolite, foruncolosi, cellulite), infezioni del tratto urinario, associate o meno a prostatite o epididimite, infezioni dell'apparato respiratorio causate da germi sensibili. Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile.

 

Fonte: www.resvet.it

MODIFICHE AIC

GU Serie Generale n.254 del 29-10-2013

Mastiplan LC
Modifica qualitativa del confezionamento primario del prodotto finito.

Kesium
Modifica della "Forma farmaceutica" e modifica della "Posologia e via di somministrazione".

Broncobiotic
Modifica della validità dopo prima apertura.

Ovax Agalassia
Estensione del periodo di validità.

GU Serie Generale n.245 del 18-10-2013

POULVAC AE
Soppressione del sito responsabile per le attività di confezionamento secondario e rilascio dei lotti del prodotto finito.

RECEPTAL
Modifica della concentrazione nel prodotto finito dell'eccipiente alcol benzilico. Modifica del periodo di validità dopo prima apertura del prodotto finito. I lotti già prodotti e di seguito elencati possono essere commercializzati fino a scadenza: Receptal, presentazione 1 flacone da 10 ml: lotto A317A01 - lotto A330A01 - lotto A341A01 - lotto A357A01 - lotto A379A01 - lotto A391A01. : lotto 110300306 - lotto 111000874 - lotto 120200156 - lotto 120700601. Receptal presentazione 5 flaconi da 10 ml: lotto A305A01 - lotto A310A01 - lotto A312A01 - lotto A322A01 – lotto A324A01 - lotto A336A01 - lotto A341A01 - lotto A372A01 - lotto A384A01 - lotto A385A01 - lotto A393A01.

Seresto
Modifica del punto 4.6 del RCP con aggiunta delle precauzioni d’ uso.

Virbactan
Due nuove confezioni per bovini (bovine in asciutta): scatola 24 siringhe - A.I.C. numero 103706040; scatola 120 siringhe - A.I.C. numero 103706053.

GU Serie Generale n.244 del 17-10-2013

Droncit
Modifica della «Natura e composizione del condizionamento primario».

Dolorex
Modifica di una specie di destinazione: da «cavalli» a «cavalli non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano» con il seguente tempo di attesa: non pertinente. Modifica regime di dispensazione: da: «da vendersi dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile. Medicinale veterinario soggetto alla disciplina del decreto del Presidente della Repubblica n. 309/1990 e successive modifiche, Tabella II sezione B» a: «da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in copia unica non ripetibile. Medicinale veterinario soggetto alla disciplina del Presidente della Repubblica n. 309/1990 e successive modifiche, Tabella II sezione B».

Alcuni medicinali per uso veterinario Pfizer
Trasferimento di società.

GU Serie Generale n.242 del 15-10-2013

Equest
Modifica della dimensione della tubo-siringa da 12,2 grammi, attualmente autorizzata a 14,8 grammi. È autorizzato altresì l'uso di una singola siringa per il trattamento di cavalli di 700 Kg di peso.

Clortetraciclina 20% Unione Commerciale Lombarda - U.C.L.
Viene inserita la seguente frase: "Dopo diluizione o ricostituzione nel mangime liquido, il prodotto deve essere consumato immediatamente e non conservato".Modifica del seguente tempo di attesa: Suini: Carni e visceri da 12 giorni a 4 giorni.

Antisedan
Modifica della "Posologia e via di somministrazione".

Xilor Soluzione iniettabile 2%
Inserimento nella sezione "Precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il prodotto agli animali" di alcune frasi:

GU Serie Generale n.235 del 7-10-2013

Prilben Vet
Sostituzione sito controllo e rilascio lotti.

Zeronil
Estensione del periodo di validità del prodotto finito.

Medesedan
Viene inserita la seguente frase: «La detenzione e somministrazione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario».

Flunifen
Nuova confezione: Flacone in vetro da 100 ml per equidi non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano - A.I.C. n. 102978069 con i seguenti tempi di attesa: non pertinente. Regime di dispensazione: da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in copia unica non ripetibile.

Medetor
Viene inserita la seguente frase: «La detenzione e somministrazione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario».

GU Serie Generale n.231 del 2-10-2013

Boflox
Aggiunta di un sito responsabile del rilascio dei lotti del prodotto finito.

GU Serie Generale n.230 del 1-10-2013

Genestran
Nuova confezione: scatola di cartone contenente una fiala da 50 ml - A.I.C. n. 104257035.

Febrivac 3-Plus
Estensione del periodo di validità del prodotto finito.

Norflunix Injection
Modifica dei tempi di attesa per i suini (carne e visceri) da 21 a 24 giorni.

Ventipulmin 25 mcg/ml sciroppo per cavalli
Modifica delle condizioni di conservazione.

Boroflox
Estensione validità del medicinale confezionato per la vendita.

 

NUOVI FARMACI

GU Serie Generale n.254 del 29-10-2013

MARFLOXIN 5-20-80 mg
Principio attivo: Marbofloxacina 5-20-80 mg.
Ricetta: ripetibile

GU Serie Generale n.245 del 18-10-2013

SPASMOLAX 20 mg
Principio attivo: Scopolamina butilbromuro 20 mg.
Ricetta: Equini, bovini, ovini e suini non ripetibile in triplice copia. Cavalli NDPA ricetta non ripetibile.

LACTO-FISHVAX
Principio attivo: Lactococcus garvieae inattivato in grado di conferire una PRS* ≥75%, per indurre titoli anticorpali agglutinanti a 4 settimane ≥ 1:16  *PRS Percentuale Relativa di Sopravvivenza.
Ricetta: non ripetibile in triplice copia.

APOQUEL
Principio attivo: Oclacitinib maleate.
Ricetta: non ripetibile.

GU Serie Generale n.242 del 15-10-2013

EFEX 10-40-100 mg
Principio attivo: Marbofloxacina 10-40-80 mg.
Ricetta: ripetibile.

IZOVAC GUMBORO 2
Principio attivo: Virus vivo attenuato della Malattia di Gumboro ceppo Winterfield 2512/53:10³≤R≤104,6 EID50.
Ricetta: non ripetibile in triplice copia.

IZOVAC GUMBORO 3
Principio attivo: Virus vivo attenuato della Malattia di Gumboro ceppo Winterfield 2512/90:10²≤R≤103,5 DIE50.
Ricetta: non ripetibile in triplice copia.

TRIFEXIS
Principio attivo: Spinosad/Milbemycin oxime.
Ricetta: non ripetibile.

ONCEPT IL-2
Principio attivo: Feline interleukin-2 recombinant canarypox virus (vCP1338).
Ricetta: non ripetibile.

GU Serie Generale n.231 del 02-10-2013

DEPOMIX
Principio attivo: Desametasone sodio fosfato 2,63 mg (equivalente a desametasone 2,00 mg).
Ricetta: non ripetibile in triplice copia.

 

REVOCHE/SOSPENSIONI

GU Serie Generale n.242 del 15-10-2013

Tilosina 20% Dox-Al
Motivo: inosservanza delle disposizioni sulla revisione dei medicinali veterinari. 
Il medicinale non può essere più venduto e la società titolare è tenuta a ritirare le confezioni in commercio.

Tilosina 20% Agrolabo
Motivo: mancato rinnovo ai sensi dell'art. 33 del decreto legislativo n. 193/2006. 
Il medicinale non può essere più venduto e la società titolare è tenuta a ritirare le confezioni in commercio.

Tilosina 10% Medilabor, Tylomed 100
Motivo: mancato rinnovo ai sensi dell'art. 33 del decreto legislativo n. 193/2006. 
Il medicinale non può essere più venduto e la società titolare è tenuta a ritirare le confezioni in commercio.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

SPESOMETRO, TANTE DOMANDE QUALCHE RISPOSTA

da Notizie ANMVI 25 ottobre 2013 14:09

Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha annunciato un debutto soft per lo Spesometro 2013: vista la pubblicazione tardiva del modello polivalente (10 ottobre) rispetto alla scadenza fissata (12 novembre per i soggetti mensili e 21 novembre per i soggetti trimestrali) dovranno essere considerati i problemi legati all'aggiornamento del software.

"Gli estremi per la richiesta di una proroga ci sono- osserva il consulente fiscale ANMVI Giovanni Stassi- visto che le specifiche tecniche sono state emanate solamente il 2 agosto 2013 insieme con l'approvazione del modello per la trasmissione". Quest'ultimo peraltro è stato diffuso solo da pochi giorni e - malgrado le istruzioni- sta complicando la vita dei professionisti. Ecco qualche chiarimento fornito dal consulente ANMVI in risposta ai dubbi manifestati dai medici veterinari.

Clienti stranieri-Il codice fiscale dei cittadini residenti all'Estero non si può ricavare dal software gratuito che permette di calcolare solo il codice fiscale di soggetti residenti in Italia. In ogni caso, come chiarito dal provvedimento Agenzia Entrate n. 94908 del 2 agosto 2013, per i soggetti non residenti nel territorio italiano e privi di codice fiscale è sufficiente indicare:
-per le persone fisiche: il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il sesso e il domicilio fiscale;
-per i soggetti diversi dalle persone fisiche: fisiche, la denominazione, la ragione sociale o la ditta e il domicilio fiscale.
-per le società, associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica, vanno inoltre indicati gli elementi previsti per le persone fisiche per almeno una delle persone che ne hanno la rappresentanza.
Clienti italiani- Il Codice fiscale, conoscendo nome, cognome, luogo e data di nascita del cliente, si può ricavare con qualsiasi programmino scaricabile da internet, ma il risultato non è certo al 100%. Se però non c'è altra soluzione ...
Errori tollerabili? In attesa di una comunicazione ufficiale, gli errori tollerabili dall'Agenzia delle Entrate, secondo la stampa economica specializzatapotrebbero essere quelli di cui non si discute la buona fede: ritardo di pochi giorni nell'invio della comunicazione rispetto alle scadenze del 12 e 21 novembre; errori nell'indicazione del numero di operazioni attive o passive aggregate da inserire nel quadro FA o SA; l'assenza di date precise (inizio e fine periodo) se la comunicazione viene presentata dall'erede del contribuente o dal curatore; l'indicazione di operazioni escluse dalla comunicazione perchè "sotto soglia".
Sanzioni- "E' confermato che le sanzioni applicabili nelle ipotesi di omissione delle comunicazioni telematiche, ovvero della loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri sono quelle stabilita dall'art. 11 del DLgs. 18.12.97 n. 471 (da 258,00 a 2.065,00 euro)". È ammessa la definizione agevolata, con riduzione della sanzione ad un terzo del minimo (pari ad euro 86), ex art. 16 co. 3 del DLgs. 18.12.97 n. 47258. "In altre parole - conclude Stassi- ove l'ufficio emettesse un atto di irrogazione sanzioni si chiuderebbe il tutto con 86 euro". Se sugli errori formali l'Agenzia delle Entrate chiuderà un occhio, sui casi particolari le sanzioni potrebbero variare da un minimo di 258 a un massimo di 2.065 euro.
Anche lo spesometro contiene errori-Il Sole 24 Ore ha fatto le pulci al modello polivalente. La modalità di esposizione delle operazioni, il contribuente può scegliere l'invio dei dati o in forma analitica o in forma aggregata per singola controparte. In quest'ultimo caso andranno compilati i quadri "FA" o "SA" indicando, all'interno di ciascun rigo, anche il numero di operazioni aggregate: si presume non dovrebbe dar luogo a sanzioni un errore in tal senso, che si ritiene di carattere meramente formale. All'interno del quadro "FA", peraltro, risulta esservi un errore di dicitura nel campo ove va inserita partita Iva o codice fiscale, che potrebbe essere fuorviante: viene infatti indicato che si tratta delle informazioni relative al cliente, anziché, di quelle della "controparte", visto che il singolo rigo può raccogliere anche le operazioni passive.
La questione del codice fiscale- Gli acquisti effettuati con mezzi di pagamento elettronici (carte di credito e carte di debito) sono già tracciate, mentre l'unico caso in cui si potrebbero rilevare dei problemi nella tracciabilità si ha con l'acquisto fatto in contanti. Ecco allora l'obbligo di comunicazione dei dati fiscali per ogni acquisto superiore alla soglia dei 3600 che tuttavia risulta gravoso. Per questo motivo il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato al quotidiano Il Foglio:''Proporremmo probabilmente questa modifica normativa.
Spesometro e POS- Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è stato pubblicato un provvedimento relative alle specifiche tecniche per la comunicazione delle operazioni rilevanti a fini IVA, regolate con moneta elettronica, operazioni rilevanti a fini IVA di importo pari o superiore a 3.600 euro il cui pagamento sia effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate.

 

IGIENE NEI RISTORANTI. AGGIORNATO IL MANUALE, AMMESSI I CANI

Da Notizie ANMVI 25 ottobre 2013

Il 24/10/13 la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, insieme al Ministero della Salute, ha presentato le ultime novità della normativa europea sulle norme igienico-sanitarie per i pubblici esercizi: i cani assieme ai loro padroni, provvisti di guinzaglio e museruola, avranno libero accesso a ristoranti, bar, gastronomie, gelaterie e pubblici esercizi in genere. "Niente più cartelli e divieti all'ingresso dei negozi dunque- scrive un comunicato della Fipe- in linea con le ultime disposizioni europee a cui anche l'Italia dovrà presto adeguarsi". I dettagli della normativa sono contenuti nel Manuale di Corretta Prassi Operativa per Ristorazione, Gastronomia e Pasticceria presentato dalla Federazione dei ristoratori alla presenza di una rappresentanza del Ministero della Salute che ha collaborato alla valutazione e alla stesura del volume. "Le nuove disposizioni legate all'accesso dei cani all'interno di bar, locali e ristoranti – ha dichiarato Marcello Fiore, direttore generale di Fipe - sono una delle novità che interesseranno il sistema dei pubblici esercizi italiani". Tra le disposizioni della normativa particolare attenzione nel Manuale viene anche riservato al tema della sicurezza alimentare. Fiore sottolinea il fatto che il processo deve rispettare da un lato gli standard di efficienza organizzativa e dall'altro i requisiti igienico-sanitari richiesti dalle leggi vigenti".
Il Manuale di Corretta Prassi Igienico-Sanitaria-Si tratta di uno strumento operativo importante che sostituisce il precedente diffuso in oltre 100.000 aziende; traccia le corrette prassi in materia di igiene degli alimenti ed introduce rilevanti semplificazioni degli adempimenti dell'Haccp per le micro imprese.Il testo, redatto con la collaborazione del Prof. Paolo Aureli, già dirigente dell'Istituto Superiore di Sanità, è aggiornato alle più recenti normative e si rivolge al settore della ristorazione nel senso più ampio del termine.
Non rispettare le normative potrebbe facilitare l'insorgere di malattie d'origine alimentare che sono nel migliore dei casi fastidiose e nel peggiore, fatali e, comunque, sempre capaci di danneggiare il commercio e il turismo, con perdita di profitti e posti di lavoro e magari anche capaci di innescare contenziosi di carattere giudiziario. Un controllo efficace dell'igiene alimentare è essenziale al fine di evitare conseguenze negative sulla salute umana derivanti da malattie e perdite economiche rilevanti. Fra le insidie maggiori, sono da temere le malattie trasmissibili con gli alimenti che portano a intossicazioni o infezioni alimentari, oppure possono scatenare reazioni avverse fastidiose anche se non tossiche. Si possono manifestare nel consumatore in un arco di tempo che va da poche ore a pochi giorni dopo l'ingestione dell'alimento contaminato. Ancora oggi sono riconosciute come un grave problema di sanità pubblica e sono dovute in parte all'emergenza di pericoli alimentari sconosciuti e in parte al riemergere di pericoli noti.

 

 

ENPAV

 

PROROGA: PER I MODELLI ENPAV C'È TEMPO FINO AL 15 DICEMBRE

da www.enpav.it 29 ottobre 2013

Prorogata la data di invio telematico del Modello 1 e del Modello 2. La nuova scadenza è il 15 dicembre 2013.
La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione dell'Enpav nella seduta del 23 ottobre, per agevolare l'invio telematico delle dichiarazioni che da quest'anno è diventato obbligatorio per tutti.
Da quest'anno infatti, per la prima volta, l'Enpav non trasmetterà la busta contenente il Modello personalizzato. Tutti gli iscritti all'Albo, inclusi coloro che si sono iscritti nel 2012, devono entrare nell'area riservata del sito www.enpav.it ed accedere alla funzione "Trasmissione Modelli". Requisito essenziale alla presentazione delle dichiarazioni on line è l'iscrizione all'area riservata del sito dell'Ente.
Per evitare errori in fase di trasmissione online del Modello, nella modulistica del sito è disponibileun fac simile (da non inviare) del Modello 1 e del Modulo B (nel caso sia possibile ridurre il volume d'affari Iva per la determinazione del contributo integrativo 2%).

 

BILANCIO D’ESERCIZIO 2012

L’Enpav ci ha inviato il verbale dell’Assemblea Nazionale dei Delegati del 23 giugno 2013, che ha approvato il bilancio chiuso al 31/12/2012. Nel far presente che il bilancio è consultabile nell’area pubblica del sito nella sezione “Ente-I numeri dell’Ente”, ecco i punti principali:

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, al 31/12/2012 il patrimonio netto dell’Enpav risulta essere pari ad € 365.107.346,08, registrando un incremento del 10,96% rispetto a quello del 31/12/11.

La spesa previdenziale è cresciuta del 7,51%  prevalentemente a causa dal maggior onere per le pensioni agli iscritti. Tale maggior onere è stato determinato per effetto della perequazione Istat 2012 (+2,10%) e delle nuove pensioni di importo più elevato calcolate con i criteri della L. 136/91. L’esercizio si è concluso con l’attivazione di 450 nuove pensioni. Tra le altre voci di spesa relative alle prestazioni istituzionali si evidenziano gli incrementi per le indennità di maternità (+22,33%), per le altre prestazioni previdenziali ed assistenziali (+32,67%) e per l’assistenza sanitaria agli iscritti (+5,38%). Il dato di spesa per le indennità di maternità è stato determinato non dall’aumento degli importi medi di indennità di maternità corrisposte, bensì dal numero crescente di prestazioni erogate, conseguente alla progressiva femminilizzazione della categoria.

I costi di gestione in senso stretto sono aumentati dell’1,25%:

 Organi dell’Ente (+5,94%)

 Compensi professionali e lavoro autonomo (+23%)

 Materiali sussidiari e di consumo (-29,05%)

 Utenze varie (+15,80%)

 Servizi vari (-11,03%)

 Altri costi (+13,73%)

Per quanto concerne i rimanenti costi, rispetto al 2011 si rileva:

 gli oneri tributari crescono nel complesso del 104,47% a causa prevalentemente della tassazione sostitutiva sulle cedole incassate e sulle plusvalenze realizzate nell’anno.

 la riduzione degli oneri finanziari (-80%) è correlata all’andamento positivo registrato dalla gestione finanziaria, che si è tradotto in una forte riduzione degli oneri finanziari e dei minusvalori da valutazione sulle attività finanziarie dell’attivo circolante (fondi comuni di investimento ed ETF).

I ricavi complessivi 2012 registrano un +6,29%. L’incremento dei contributi è pari all’8,64%.

VARIAZIONE PERCENTUALE DI ISCRITTI E PENSIONATI

Periodo 2003-2012 Anno

Maschi

Femmine

Totale iscritti

Variazione %

N. pensionati

Variazione %

Rapporto

iscritti/pensionati

2011

15.534

11.193

26.727

+ 1,20%

6.071 (*)

+ 0,83%

4,4024

2012

15.465

11.696

27.161

+ 1,62%

6.173 (*)

+ 1,68%

4,4000

incremento

iscritti

sull’anno base

+ 26,12%

incremento pensionati

sull’anno base

+ 0,88%

Per quanto riguarda poi l’attività di recupero crediti, il Presidente dell’Enpavassicura che tale attività vede intensamente impegnati gli uffici e che è stata messa a punto una procedura, in collaborazione con la Fnovi, che prevede anche il coinvolgimento degli Ordini provinciali, ai quali in ultima analisi viene richiesta l’emissione di un provvedimento di cancellazione per morosità di quegli iscritti nei confronti dei quali tutti gli altri tentativi di recupero non sono andati a buon fine.

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

FATTORI DI RISCHIO DI LESIONI ASSOCIATE ALL’AGILITY

Da Vet.journal 28 ottobre 2013

Uno studio restrospettivo ha inteso identificare i possibili fattori di rischio delle lesioni associate alla pratica dell’agility nel cane. Si includevano 3810 cani di proprietà partecipanti ad addestramenti o gare di agility. Le variabili valutate erano le informazioni demografiche sul conduttore e sul cane, le variabili di esposizione (es., frequenza dell’addestramento e delle competizioni l’anno precedente) e l’utilizzo di misure preventive per mantenere il cane allenato per l’agility (riscaldamento, raffreddamento o esercizi di condizionamento; regimi terapeutici alternativi, quali agopuntura, massaggi o chiropratica; integrazioni alimentari) Si raccoglievano a livello internazionale i dati di 1669 conduttori e 3801 cani che praticavano l’agility; 1.209 (32%) cani subivano ≥ 1 lesione. Erano associati a una maggiore probabilità di lesioni la presenza di lesioni precedenti (OR, 100,5), un’esperienza nell’agility ≤ 4 anni (OR, 1,5), l’utilizzo di trattamenti alternativi (OR, 1,5) e la razza Border Collie (OR, 1,7). Erano associati a una minore probabilità di lesioni i conduttori con da 5 a 10 o > 10 anni di esperienza (OR rispettivamente 0,8 e 0,6) e i cani con > 4 di esperienza in questo sport (OR, 0,6). Fattori specifici erano associati alle lesioni correlate all’agility nel cane, concludono gli autori. Le strategie educative preventive dovrebbero essere mirate alle popolazioni a rischio. Gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sui fattori biomeccanici associati a queste lesioni.

LINFOMA CANINO MULTICENTRICO: QUALI TEST DIAGNOSTICI ESEGUIRE?

Da Settimana Veterinaria n. 844/settembre 2013

Inizialmente si consiglia un esame emato-biochimico e delle urine completi (incluso striscio sanguigno) per valutare lo stato generale di salute del paziente e ottenere qualche indicazio ne iniziale sulla natura della patologia. È fondamentale inoltre il prelievo citologico dei linfonodi periferici e un’ecografia dell’addome per investigare la splenomegalia. I risultati dei test sono i seguenti: l’esame emato-biochimico, l’esame dello striscio sanguigno e delle urine risultano nella norma; la citologia dei linfonodi popliteo e prescapolare è diagnostica per linfoma (vedere foto 2). L’ecografia rileva solamente la presenza di splenomegalia con diffuse aree ipoecoiche di diverse dimensioni a carico dell’organo; la citologia della milza tramite campione prelevato con guida ecografica dimostra il coinvolgimento neoplastico linfomatoso di quest’organo. La diagnosi per questo paziente è di linfoma multicentrico di stadio IV (vedere tabella 1 e 2).

Tab. 1 - Stadiazione clinica del linfoma nel cane (World health organisation)

I Colpito un linfonodo o tessuto linfoide in un solo organo (escluso midollo osseo)

II Linfadenopatia regionale (sullo stesso lato del diaframma)

III Linfadenopatia generalizzata

IV Coinvolgimento milza e/o fegato (± stadio III)

V Coinvolgimento sangue, e/o midollo osseo e/o altri organi (± stadio I-IV)

Ogni stadio è sotto-classificato in: Senza segni sistemici; Con segni sistemici.

 

Tab. 2 - Classificazione del linfoma (World health organisation)

Localizzazione anatomica

A-Generalizzato, multicentrico

B-Alimentare

C-Timico

D-Cutaneo

E-Leucemia (vera)*

F-Altro (incluso solitario renale)

* Coinvolgimento di solo sangue e midollo osseo.

 

MALOCCLUSIONE

La Settimana Veterinaria - N°846 - 9 ottobre 2013

Meno frequente nel gatto, questo processo patologico interessa più spesso il cane. La malocclusione può essere dovuta a un anomalo rapporto di lunghezza tra mandibola e mascella, come avviene normalmente nelle razze brachicefale, mentre è patologico nelle altre razze, oppure, in presenza di corretta conformazione dello splancnocranio, per una posizione anomala dei denti; in tal caso, prende il nome di malocclusione dento-alveolare. Quest’ultimo tipo di alterazione può comparire sia nella dentizione da latte sia in quella definitiva. L’estrazione si rende necessaria quando il dente o i denti malocclusi provocano disturbi alla normale funzione masticatoria o lesioni, come ad esempio ulcere linguali o vestibolari, che possono provocare dolore e infezione orale. Eventualmente, in alcuni casi, si può ricorrere alla correzione ortodontica o all’accorciamento del dente, ma nel caso di esposizione della polpa si deve anche prevedere un intervento endodontico.

Persistenza dei denti da latte: è un fenomeno abbastanza frequente, soprattutto nel cane. I denti maggiormente coinvolti sono i canini superiori, ma il problema può riguardare anche gli altri elementi. La persistenza del dente deciduo altera il rapporto presente tra i denti permanenti, creando uno spazio all’interno del quale il cibo potrebbe accumularsi, favorendo la formazione di placca e tartaro e agevolando l’ingresso della flora batterica all’interno del solco gengivale con invasione del periodonto. In alcuni casi possono verificarsi anche fenomeni di malocclusione o deviazione dell’asse del dente definitivo e traumatismi della mucosa. I denti decidui persistenti devono essere estratti quanto prima facendo attenzione a rimuovere completamente la radice, ragione per cui può rendersi necessaria una radiografia preventiva per valutare lo stato di riassorbimento e la lunghezza della radice stessa. È bene informare il proprietario sull’importanza dell’estrazione tempestiva di detti elementi, senza attendere nella speranza che cadano autonomamente, magari per un trauma di gioco. L’occasione per indottrinare il cliente sul naturale cambio dei denti e sull’importanza di tenere sotto controllo che questo avvenga correttamente potrebbe essere la visita per le prime vaccinazioni a due mesi di età.

 

URGENZE VETERINARIE A DOMICILIO: I FARMACI E IL MATERIALE NECESSARI

da Settimana Veterinaria - N°848 - 23 ottobre 2013

L’ADATTAMENTO AGLI SPOSTAMENTI

Scelta del veicolo: l’auto utilizzata deve essere sufficientemente spaziosa per trasportare il materiale idoneo e rispondere al meglio alle limitazioni ergonomiche relative a comfort, sicurezza ed efficacia nell’esercizio della professione a domicilio. La sua organizzazione e il suo utilizzo sono simili a quelle della buiatria.

Condizioni di visita: il contenimento dell’animale, il luogo della visita e la luminosità variano ogni volta. Un’asse da stiro è perfetta per la visita di un cane di piccola taglia o di un gatto. Una lampada a led portatile (e/o frontale) può migliorare la luminosità.

IL MATERIALE UTILIZZABILE Oltre all’occhio clinico, lo stetoscopio e il termometro sono i due principali strumenti utilizzati a domicilio.

Esame articolare e oftalmologico È necessario un oto-oftalmoscopio, come anche una pinza da corpo estraneo. Un tensiometro può essere di aiuto per il trattamento iniziale di un glaucoma acuto.

Esame cardiovascolare Questo esame richiede uno stetoscopio. Possono essere utilizzati anche un elettrocardiografo, un tensiometro e un ossimetro. Gli ossimetri ad uso umano di piccola taglia, posizionati sul labbro o sull’orecchio di un cane, forniscono informazioni sull’ossigenazione del sangue (con la limitazione dell’uso per un animale di uno strumento destinato all’uomo).

Analisi biochimiche, del sangue e delle urine I principali fattori valutati a domicilio, con piccoli apparecchi portatili, sono l’urea, la creatinina, la glicemia, l’emoglobina, l’ematocrito e i lattati (i cui valori consentono di valutare il grado di sofferenza tessutale). Alcuni modelli più sofisticati, ma costosi, misurano diversi parametri a partire da un unico prelievo di sangue (creatinina, glicemia, emoglobina, ematocrito, ioni, gas del sangue, pH ematico, lattati e bicarbonati). Per le urine, oltre alle usuali strisce, un refrattometro consente di valutare la densità urinaria. È possibile determinare anche il contenuto proteico di un liquido ascitico o di un versamento pleurico. Questi strumenti sono utilizzati in base all’urgenza medica per avviare un trattamento in situ, ma anche in funzione degli esami realizzabili presso il veterinario curante o della necessità di ricovero.

Ecografia Un ecografo può essere indicato per le urgenze a domicilio, a condizione che il veterinario sia in grado di eseguire correttamente l’esame (conferma di un versamento addominale o pleurico, ecc.). Può essere utile per la diagnosi di piometra o per evidenziare la rottura delle corde tendinee in caso di disturbi cardiaci acuti, ecc.

Materiale usa e getta È bene avere a disposizione guanti da ispezione e guanti sterili, kit di strumenti usa e getta per curare le ferite, curettarle e suturarle. Bisturi usa e getta, lame sterili, fili riassorbibili o non riassorbibili e una suturatrice sono indispensabili. Analogo discorso vale per il materiale necessario per la rimozione delle suture o dei punti metallici usa e getta. Stecche, minerve, cotone, garze sterili o non sterili, bende di cotone, adesive e coesive fanno parte del kit di base. Può essere previsto un cauterio per arrestare piccole emorragie (orecchie, unghie, ecc.), così come una lampada riscaldante, utile in caso di ipotermia.

Altro materiale d’urgenza Anche le maschere e una bombola di ossigeno (o un generatore di ossigeno portatile) sono i benvenuti nel “kit”. Sono disponibili sul mercato dei generatori che concentrano l’ossigeno in bombole portatili. L’ossigeno è fondamentale nei casi di rianimazione a domicilio e di grave ipossia (edema polmonare acuto, asma nel gatto). È utile disporre anche di sonde tracheali usa e getta e di un pallone per la rianimazione, di cateteri vescicali usa e getta per cani e gatti, nonché di una sonda gastrica, indispensabile in caso di dilatazione gastrica senza torsione, prima di ricoverare l’animale (il trattamento di una dilatazione o di una sindrome di dilatazione-torsione gastrica a domicilio è impossibile).

I FARMACI “ITINERANTI” INDISPENSABILI Antibiotici, antinfiammatori steroidei e non steroidei (FAS e FANS), antalgici e diuretici sono le principali famiglie di principi attivi utilizzati.

Perfusione: il kit comprende materiale per infusione (cateteri, infusori) e soluzioni (Ringer lattato, NaCl isotonico, glucosio al 5 e al 30%, mannitolo, gluconato di calcio). Sono utili in caso di shock, disidratazione, ipoglicemia o glaucoma acuto, in genere prima e durante il trasferimento dell’animale verso una struttura veterinaria.

Antibiotici e antisettici: in caso di infezione, è fondamentale la terapia antibiotica. Per un uso ragionato, il veterinario deve disporre di diverse famiglie di antibiotici iniettabili. Gli antisettici locali fanno parte integrante dei farmaci itineranti (due molecole diverse, in caso di allergia a una di esse). Il miele di timo è utile per le ferite estese o le lesioni necrotiche, grazie alla sua azione antisettica e cicatrizzante.

Lesioni organiche specifiche: in caso di disturbi cardiovascolari e respiratori, associati o meno ad altre patologie, il veterinario deve avere a disposizione inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, anti-ipertensivi (amlodipina), derivati nitrati, diuretici, corticosteroidi, aci do acetilsalicilico, eparina e broncodilatatori (teofillina, salbutamolo, ecc.). Può essere necessario anche l’ossigeno.

Le patologie del tratto gastroenterico sono motivi frequenti di richiesta di intervento: devono quindi essere previsti antiemetici, antidiarroici o anti-infettivi mirati per il tratto gastrointestinale, antistaminici (anti-H 2 ) iniettabili (in caso di insufficienza renale cronica, sospetto di gastrite o ulcera gastrica, ecc.).

Per l’apparato genitale e urinario, è bene disporre di antispasmodici, progestinici, α- bloccanti (alfusozina), FANS e anti-infettivi.

Per correggere la disidratazione e trattare l’ipertensione arteriosa in caso di patologie renali, oltre all’infusione, se necessario, è possibile somministrare un anti-ipertensivo (amlodipinaper os) e/o potassio.

Il trattamento dei disturbi neurologici centrali e periferici si basa sulla somministrazione di FAS, FANS, oppioidi, antiepilettici (benzodiazepine, barbiturici) e di specialità a volte considerate di “comfort” ( associazione vincamina-papaverina).

I disturbi a carico dell’apparato locomotore necessitano soprattutto di FAS, FANS e oppioidi.

In oftalmologia, i farmaci, i mezzi diagnostici (test di Schirmer, tetracaina, fluoresceina, neosinefrina) e i trattamenti (atropina, collirio antibiotico, collirio antinfiammatorio/antibiotico, collirio antiglaucomatoso, lacrime e gel protettivi della cornea) fanno parte integrante del kit.

Detergenti e gocce auricolari sono utili per i problemi otologici.

Contenimento chimico e analgesico: tranquillizzazione e sedazione-analgesia* (rara) si basano sulla somministrazione di acepromazina, metomidina, benzodiazepine, ketamina e oppioidi (gli anestetici stricto sensunon sono contemplati per gli interventi a domicilio). Gli α- agonisti sono particolarmente utili, in quanto antagonizzabili. Un ossimetro, un tensiometro, se non un elettrocardiografo, permettono di monitorare la sedazione. Le sonde tracheali, un pallone per la rianimazione e l’ossigeno consentono un intervento in condizioni ottimali.

 

I CANI RISPONDONO IN MODO DIVERSO AI MOVIMENTI DELLA CODA

Da Notizie Anmvi 1 novembre 2013

Uno studio italiano pubblicato su 'Current Biology' conferma come i cani, esattamente come gli uomini, abbiano un cervelloorganizzato asimmetricamente. La scoperta fa seguito a un altro lavoro dello stesso gruppo di ricerca italiano, quello guidato da Giorgio Vallortigara dell'universita' di Trento, che aveva rilevato che i cani scodinzolano a destra quando avvertono emozioni positive (dopo aver visto i loro proprietari, per esempio) e a sinistra quando sono invece preda di emozioni negative (dopo aver visto un cane ostile). Questo comportamento riflette cio' che sta accadendo nel cervello dei quadrupedi: l'attivazione della parte sinistra del cervello produce il movimento della coda verso destra, mentre l'attivazione della parte destra del cervello produce uno scodinzolio verso sinistra.
Ma, si sono chiesti gli scienziati, la diversa direzione della coda quando si muove significa qualcosa per gli altri cani? La risposta e' si': i ricercatori hanno mostrato ai cani video di altri cani che scodinzolavano verso destra o sinistra. Quando gli animali assistevano alle scodinzolate verso sinistra, il loro battito cardiaco e' aumentato e hanno iniziato a manifestare ansia. Nella situazione opposta, sono rimasti perfettamente rilassati. "La direzione in cui la coda si muove e' importante perche' corrisponde a una specifica attivazione emisferica", spiega Vallortigara del Centro interdipartimentale mente/cervello dell'ateneo trentino, secondo cui pero' "i cani non necessariamente intendono comunicare emozioni agli altri cani scodinzolando verso destra o sinistra. Piuttosto, è probabile che questo bias sia il sottoprodotto automatico dell'attivazione differenziale dei lati diversi del cervello. Ma questo non vuol dire che tutto cio' non possa trovare applicazioni pratiche: i veterinari e i proprietari di cani farebbero bene a prendere nota di questa scoperta".

 

COSA FARE NEI CANI CON PRURITO CRONICO E LESIONI CUTANEE LIEVI OPPURE GRAVI

La Settimana Veterinaria - N°849 - 30 ottobre 2013

Nei cani con prurito cronico che presentano solo lesioni cutanee lievi o del tutto assenti (ad esempio, alopecia autoindotta focale, eritema, pigmentazione salivare delle aree sottoposte a leccamento) sono utili gli antistaminici orali associati alla terapia coadiuvante e/o cortisonica/tacrolimus a uso topico sulle lesioni. In questi casi, specie se le lesioni cutanee sono assenti, si deve evitare di utilizzare cortisonici e ciclosporina per via orale. Nei cani con prurito cronico e con gravi lesioni dermatologiche (ad esempio, lichenificazione, iperpigmentazione e ulcere), l’approccio terapeutico è di norma conservativo e deve procedere in modo graduale:

- la remissione del prurito può essere ottenuta con una terapia cortisonica orale di breve durata, accompagnata e seguita da terapia coadiuvante, più cortisonici o tacrolimus topici per la gestione delle lesioni localizzate;

- in caso di pronta recidiva a seguito della sospensione o riduzione della terapia cortisonica orale, si potrebbe somministrare la ciclosporina, accompagnata e seguita da una terapia continua coadiuvante di mantenimento, più una terapia cortisonica locale. Il contemporaneo uso di cortisonici orali dovrebbe essere evitato, tranne che in caso di recrudescenza, ove è possibile utilizzare i cortisonici orali per un breve periodo, in modo da sopprimere la recidiva.

Se il prurito è indotto da cause non-cutanee...

Alessandra Fondati, diplomata all’Ecvd, durante il congresso annuale della Società e del College europeo di dermatologia veterinaria che si è tenuto a Valencia dal 19 al 21 settembre, ha segnalato che il prurito indotto da cause non-cutanee spesso non è affatto responsivo o solo blandamente responsivo alla terapia antinfiammatoria o immunosoppressiva. Terapia neuro attiva: nell’uomo, per trattare il prurito di origine uremica e neuropatica, si utilizza il gabapentin, un agente anticonvulsivante e modulatore del dolore; la sua azione dovrebbe essere correlata con un ridotto rilascio di neurotrasmettitori eccitatori. Nel cane, sono suggerite dosi iniziali di 5-10 mg/kg somministrate per bocca ogni 12 ore (non utilizzare la sospensione orale che risulta essere tossica per il suo contenuto in xilitolo). Il maropitan è una molecola registrata nel cane come antiemetico, in grado di inibire l’azione della sostanza P e presentare effetti antipruriginosi alla dose di 2 mg/kg die. La terapia neuroattiva potrebbe essere presa in considerazione anche nel trattamento di cani con dermatite atopica o con dermatite atopicalike, che non possono essere trattati con il cortisone o con la ciclosporina (ad esempio, cani diabetici, con malattie epatiche o renali, che non tollerano i farmaci) o che non possono essere immunosoppressi (ad es cani con leishmaniosi o con demodicosi) o che appartengono a proprietari corticofobici o ciclosporina A-fobici.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

DIRETTIVA BENESSERE, ALLEVAMENTI ITALIANI IN REGOLA

da Agronotizie - 24/10/13
Gli allevamenti italiani si sono adeguati alla direttiva europea sul benessere degli animali evitando le sanzioni che sarebbero scattate dal 30 giugno di quest’anno. Il punto della situazione viene fatto a Cremona in occasione della 68esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte, una delle più importanti al mondo, e ItalPig. “Gli allevatori – ha detto inaugurando l’esposizione Antonio Piva, presidente di CremonaFiere - hanno sostenuto investimenti non indifferenti per adeguarsi alle direttive europee mentre si attendono interventi strutturali del Governo a sostegno di un settore trainante come l’agroalimentare che rappresenta il 14% del Pil nazionale”. Le scrofe non sono più allevate in gabbie ma in spazi più ampi e in gruppo. Gli animali sono diminuiti molto meno delle previsioni: si è registrato un effettivo -10-15% di scrofe presenti in porcilaia rispetto al 30% stimato. Se la stragrande maggioranza degli allevamenti italiani è a norma, qualche problema rimane per i pavimenti degli allevamenti di suini da ingrasso. Contrariamente alla Germania, il settore suinicolo italiano non è inserito in alcuna black list. Dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore anche la normativa europea che vieta la circolazione (e determina la chiusura dell’allevamento) di suini riproduttori non indenni al morbo di Aujeszky o pseudo rabbia. Il piano di controllo vaccinale negli allevamenti di suini italiani – hanno detto gli esperti a ItalPig - è nettamente migliorato. Nel nostro Paese – è stato detto durante il Forum Internazionale sull’avicoltura - le galline ovaiole adesso sono tutte allevate a terra. Niente più gabbie e ogni gallina avrà 750 cm2 a testa. Questo ha comportato per gli allevatori italiani un investimento di almeno 700 milioni di euro. I costi all’inizio potrebbero aumentare perché alcune patologie legate al ciclo oro-fecale sono di più facile diffusione e i controlli dovranno essere più stringenti così come l’attività di profilassi diretta e indiretta. I numeri sulle galline ovaiole danno comunque un’idea della buona conduzione sanitaria degli allevamenti italiani: nel 2012 sono stati prodotti oltre 12 miliardi di uova per coprire il fabbisogno nazionale che si aggira sui 13 kg di uova/procapite. L’ultimo focolaio di aviaria, localizzata in Emilia Romagna (1 milione di capi abbattuti, 5 milioni di uova distrutte), è già alle spalle, trascorsi i 21 giorni previsti dai regolamenti UE. Sempre in tema di benessere degli animali tra le novità tecnologiche presentate durante la Fiera Internazionale del Bovino da Latte, 856 marchi presenti e 10 Paesi rappresentati, ci sono un abbeveratoio termico e un nuovo tipo di podometro. L’abbeveratoio termico è stato studiato per evitare il congelamento dell’acqua al suo interno in modo che gli animali non subiscano congestioni o altri problemi. Il nuovo podometro tecnologico comunica con i tablet, i computer e gli iPhone. Il dispositivo viene agganciato all'arto del bovino e misura l'attività dei passi della bovina: il tempo di riposo, il tempo in cui l'animale sta in piedi o cammina, in questo modo vengono registrati tutti i movimenti dell'animale durante l'arco delle 24 ore. L'allevatore, oltre a capire quando l'animale è in calore, riesce a monitorare il suo stato di salute. Nella stalla poi viene collocato un reader che tramite wi-fi, trasmette tutti i dati al computer, al tablet e ai telefonini. Il sistema informatico rende così possibile intervenire in maniera mirata e più corretta nel controllo sanitario e riproduttivo. Sono sempre più diffusi i materassi per i bovini, studiati per migliorare le loro condizioni di riposo e la loro produttività riducendo i rischi di escoriazioni, traumi e malattie. I materassi, realizzati con trucioli in gomma e caucciù o in lattice ricoperto di tessuto in polipropilene resistente e confortevole, vengono installati direttamente all’interno delle cuccette degli animali e ne migliorano produttività e condizioni igieniche.

 

SUINI: LA CARNITINA NON INFLUENZA LE PRESTAZIONI ZOOTECNICHE

Da La Settimana Veterinaria - N°846/ottobre 2013

In allattamento, un supplemento di carnitina ai suinetti sottopeso produce un aumento del numero di fibre nel muscolo semitendinoso, mentre nei suinetti di peso normale non determina alcun effetto. Il gruppo di ricercatori tedeschi dell’Istituto Leibniz di Dummerstorf, che nel 2009 ha effettuato questa scoperta, ha cercato di appurare se l’aumento del numero di fibre muscolari indotto dal trattamento con carnitina migliora le prestazioni in allevamento e le caratteristiche di carni e carcasse*. Da 14 nidiate Landrace furono selezionati 56 suinetti, 4 soggetti per ognuna, 2 maschi castrati e 2 femmine, con peso alla nascita compreso fra 0,8 e 1,26 kg. Ogni nidiata contribuì con 2 suinetti leggeri alla costituzione del gruppo controllo e con gli altri 2 soggetti alla costituzione del gruppo trattato. Dal 7° al 27°giorno di vita (svezzamento), il gruppo trattato ricevette un supplemento orale giornaliero di 400 mg carnitina, il gruppo controllo ricevette un pari volume d’acqua. Allo svezzamento tutti i capi furono alloggiati in box individuali di 1,7 m2 e alimentati ad libitum. Dal 70° giorno di vita fino alla macellazione (166° giorno), furono costituiti un pari numero di raggruppamenti di 4 oppure 8 suini, nell’ambito di entrambe le tesi in prova. In allevamento furono rilevati i comuni indici zootecnici, mentre al macello furono misurate le caratteristiche della carcassa e delle carni, il peso degli organi e del grasso di deposito interno. I primi risultati dimostrarono il buon esito del trattamento (titoli plasmatici di carnitina raddoppiati nel gruppo trattato al momento dello svezzamento). All’aumento dei titoli di carnitina coincise la riduzione degli acidi grassi non esterificati e ciò dimostrò l’assorbimento del fattore vitaminosimile e la sua biodisponibilità. Le prestazioni zootecniche, tuttavia, non furono influenzate dal trattamento in nessuno dei periodi tipici d’allevamento e indirettamente questa evidenza fu confermata anche dalla composizione corporea alle età tipiche (12, 16 e 20 settimane) sostanzialmente equivalente, rilevata con la tecnica DEXA (Dualenergy X-ray absorptiometry). Al macello non emersero differenze statisticamente significative su peso vivo e delle carcasse, percentuale di tagli magri, spessore del grasso, area del lombo, peso degli organi e del grasso perirenale. I costituenti della carcassa non mostrarono differenze apprezzabili e gli indici di qualità della carne (colore, pH, perdita di sgocciolatura, forza di taglio) non misero in luce variazioni. Il supplemento di carnitina in allattamento quindi produce soltanto effetti marginali sul metabolismo muscolare dei suinetti nati sottopeso: allo svezzamento è riscontrabile un maggior numero di fibre muscolari, ma quest’effetto è temporaneo e non influisce sulle prestazioni allevamento né sulle caratteristiche della carcassa e delle carni.

 

LE VACCHE PRODUCONO DI PIÙ SE BEN ALLOGGIATE IN TRANSIZIONE

Da Settimana Veterinaria - N°849 - ottobre 2013

Il modo in cui le bovine in asciutta e in transizione sono alloggiate e gestite determina il livello di produzione che questi animali possono raggiungere. Si può affermare che le strutture destinate ad accogliere le bovine in asciutta e in transizione rappresentano uno degli investimenti più importanti e sono destinate a ripagarsi adeguatamente nel tempo. Uno studio presentato da ricercatori della Penn State University (Pennsylvania, Usa) ha permesso di definire costi e vantaggi economici di una corretta progettazione e realizzazione di apposite strutture per animali in asciutta e in transizione. Se i consigli del veterinario, dell’alimentarista e magari dell’ingegnere edile sono seguiti in modo corretto, si può comunque trattare di strutture molto costose, soprattutto se si calcola l’importo sulla base della metratura necessaria per il singolo animale. È una situazione che sovente induce a ridurre le spese per la costruzione di questo settore, oppure anche a eliminarle del tutto. Per inquadrare il tema sotto il giusto profilo si dovrebbe invece valutare il costo non sul singolo capo, ma sulla base dell’intera mandria. Se, infatti, nella struttura per l’asciutta e la transizione è alloggiato il 20% della mandria e il costo risulta pari a 3.000 o 4.000 dollari/capo, non si deve dimenticare che il restante 80% degli animali è stato positivamente influenzato da una corretta gestione in quella fase così importante. In pratica, si può affermare che per ogni bovina alloggiata nel settore di asciutta ce ne sono altre 4 in lattazione che stanno producendo più latte proprio grazie al soggiorno precedente in quella struttura. Ne deriva che in realtà il costo da considerare è inferiore a 1.000 $ ed è molto più facile da ripagarsi, grazie alla maggiore produzione e al migliore stato sanitario. Si tratta di una prospettiva molto differente da quella che riguarda il settore di lattazione, nel quale solo la vacca che occupa una cuccetta è chiamata a ripagare l’investimento. Il principale aspetto strutturale da considerare nella progettazione di una struttura per la transizione consiste nel favorevole accesso alla razione. La ricerca ha infatti dimostrato che le bovine in questo gruppo devono avere almeno 76 cm di spazio in mangiatoia, pertanto tutta la progettazione dell’ambiente dovrebbe essere imperniata su questo dato. Se si tratta di cuccette, una struttura a due file offre il migliore rapporto tra cuccetta e spazio mangiatoia. Per quanto riguarda le dimensioni delle cuccette, è opportuno ricordare che parliamo di soggetti in fase terminale di gravidanza, quindi la larghezza dovrà essere maggiore del solito; si raccomanda una larghezza di 130-137 cm e una lunghezza totale di 274 cm.

Un’altra opzione è rappresentata dalla lettiera, soluzione che consente alla bovina di sdraiarsi più liberamente e di trovare più agevolmente la posizione preferita. Per la prima fase di asciutta si consiglia una superficie da 9 a 11 m2 per capo, mentre in transizione sarà opportuno aumentare lo spazio individuale fino a 16-18 m2. Talvolta si ha una situazione mista, nella quale le bovine nel primo periodo di asciutta sono alloggiate in cuccette, per poi essere trasferite su lettiera quando entrano in transizione in prossimità del parto. In sede di progettazione si deve poi tenere conto del fatto che i parti sono distribuiti in modo irregolare nell’arco dell’annata; quindi, data l’importanza del settore destinato all’asciutta e alla transizione, è consigliabile calcolare la media dei parti e sovradimensionare la struttura del 25% - 30% rispetto a tale valore. Se infatti in certi periodi dell’anno il settore risulta sovraffollato, la produzione è destinata a risentirne proprio in corrispondenza di quei momenti.

 

FREQUENZA DI MUNGITURA: EFFETTI SU COMPORTAMENTO E PRODUZIONE LATTEA

da Vet.journal 30 ottobre 2013

Uno studio ha determinato l’effetto della frequenza di mungitura sul comportamento e sulla produttività delle vacche da latte in lattazione. Si sottponevano 12 vacche Holstein in lattazione a stabulazione libera (7 primipare e 5 multipare) a uno ciascuno di due trattamenti (per un periodo di 21 giorni). I trattamenti consistevano nella frequenza di mungitura 2×/die (alle 06.00 e alle 18.00) e 3×die (alle 06.00, 14.00 e 22.00). Negli ultimi 7 giorni di ciascun periodo di trattamento si monitoravano la produzione lattea, l’alimentazione, il decubito e la ruminazione di ciascun animale. Si raccoglievano campioni di latte negli ultimi 3 giorni di ciascun periodo per l’analisi della composizione lattea. I risultati indicano che le vacche munte 3×/die producevano 2,9kg/die di latte in più rispetto a quelle munte 2×/die. Le vacche primipare consumavano 3,9 kg/die di sostanza secca (DM) in meno rispetto alle vacche multipare. Il tempo extra (14,6 min/die) necessario per la mungitura 3×/d modificava la distribuzione delle attività comportamentali degli animali durante il giorno. Benché ciò non influenzasse il tempo giornaliero totale di decubito o ruminazione, si osserva una tendenza delle vacche munte 2×/die a spendere meno tempo (224,6 vs. 237,5min/die) ad alimentarsi e quindi a consumare il cibo a una velocità maggiore (0,13 vs. 0,12kg di DM/min) rispetto alle vacche munte 3×/die. Per le vacche multipare, l’aumento dell’attività alimentare era favorito da pasti più lunghi (40,1 vs. 36,8 min/pasto) e più abbondanti (4,8 vs. 4,6kg di DM/pasto) quando munte 3×/d. Le vacche primipare consumavano pasti più piccoli (2,9 vs. 3,2kg di DM/pasto) e più frequenti (9,1 vs. 7,7 pasti/die) quando munte 3×/d, determinando una tendenza a una maggiore assunzione di DM (24,7 vs. 23,6 kg/die) rispetto alle vacche primipare munte 2×/die. I risultati indicano che, nel regime di mungitura 3×/d, le vacche primipare regolano positivamente il loro comportamento alimentare per raggiungere aumenti di produzione simili a quelli delle vacche multipare. La mungitura 3×/die può essere utilizzata per migliorare la produzione, tuttavia una maggiore frequenza di mungitura induce comportamenti differenti nelle vacche primipare e multipare, suggerendo un effetto positivo del raggruppamento e della gestione della vacche in base alla parità.

 

CAUDOFAGIA DEI SUINI: fattori biologici, genetici e alimentari

da Settimana Veterinaria - N°849/ottobre 2013

La caudofagia è uno dei principali disturbi comportamentali riscontrabili negli allevamenti suini. Questo fenomeno riduce il benessere degli animali, ma è responsabile anche di perdite economiche considerevoli, dovute al lavoro supplementare di cui si deve far carico l’allevatore. Questo disturbo persiste nonostante gli sforzi congiunti di ricercatori e allevatori per tentare di comprenderlo e ridurne l’impatto. Recenti ricerche scientifiche forniscono nuove informazioni sui meccanismi biologici alla base della caudofagia. Tali studi sono stati condotti in Europa del Nord, dal Nordic joint committee for agricoltural and food research( Nkj), in Paesi che hanno deciso di bandire la caudectomia come metodo profilattico. Anche se i fattori di rischio della caudofagia sono ben noti, sono stati osservati importanti variazioni nella frequenza di comparsa del fenomeno, dipendenti dagli individui, dagli allevamenti e dalla razza. Questo lascia supporre l’esistenza di un meccanismo biologico sottostante in grado di aumentare il rischio di diventare un “morsicatore” o un “ morsicato”. Infatti, gli studi dimostrano che i fenotipi dei suini “ morsicatori” e “morsicati” sono caratterizzati da livelli anormali di regolazione del sistema nervoso autonomo. L’aumento del grado di stress degli individui morsicati può essere attribuito ai morsi, ma non si può escludere che ne sia la causa. Le vittime presentano anche una secrezione anormalmente bassa dell’ormone tiroideo T3. Inoltre, sono stati osservati diversi livelli di espressione del genoma tra i suini “neutri”, in termini di caudofagia, e quelli “anormali” (morsicatori e morsicati). Sono coinvolti 18 geni, tra cui quelli che influenzano la magrezza degli animali (i “neutri” pesano di più degli “anormali”), il comportamento sociale (i “neutri” sono meno influenzati dal comportamento del gruppo), l’attività esplorativa (ridotta nei soggetti con fenotipo “anormale”) e la secrezione di dopamina. Se i disturbi nutrizionali rientrano tra i fattori che si sospetta siano alla base della caudofagia, nei suini “morsicatori” non è stato rilevato alcun segno di incapacità di digerire o assorbire i nutrimenti. È anche dimostrato che la concentrazione di alcuni minerali o aminoacidi nel tubo digerente, così come la morfologia digiunale dei suini “morsicatori” nei gruppi in cui è presente la caudofagia, sono anormali. Inoltre, sono più spesso interessati dal fenomeno i suini “morsicati” caratterizzati da un incremento ponderale medio quotidiano ridotto. Nei gruppi in cui esiste la caudofagia, il consumo alimentare dei suini “neutri” sembra diminuito. Questi soggetti potrebbero essere “esenti” da morsicature in quanto non si avvicinano alle mangiatoie, attorno alle quali si verifica più della metà degli episodi di caudofagia. D’altra parte, questo disturbo e le condizioni di salute degli animali sono in costante interazione. I suini malati, in particolare quelli vittima di lesioni podali, sono esposti a un rischio più elevato di morsicature. La suscettibilità ad alcune malattie è maggiore nei suini vittime di morsicature; essi sviluppano più malattie infiammatorie, soprattutto a carico delle vie respiratorie, senza però poter stabilire se esse siano una causa o una conseguenza della caudofagia. Le ripercussioni economiche della caudofagia e le misure per prevenirla dipendono dalla prevalenza e dalla gravità del fenomeno in allevamento. La caudectomia sembra essere efficace solo se almeno metà della coda viene amputata. Questo intervento chirurgico, nelle ore che seguono, causa un dolore tanto più intenso quanto più lungo è il tratto di coda amputato. Inoltre, aumenta anche la comparsa di neuromi e, quindi, di iperalgesia, e sembra influenzare il futuro comportamento del suino. L’arricchimento ambientale dei suini diminuisce l’intensità dei morsi e il riposo su una lettiera di paglia ridurrebbe la prevalenza della caudofagia. La reazione rapida dell’allevatore quando il fenomeno si manifesta è fondamentale per prevenirne la propagazione epidemica.

 

UN AUMENTO DELLA FIBRA NELLA DIETA PUÒ MIGLIORARE L’EFFICIENZA DIGESTIVA DELL’ALIMENTO

Da Settimana Veterinaria n. 844/settembre 2013

La fibra è sempre stata considerata, nelle specie avicole, come un fattore antinutrizionale a causa dei suoi effetti negativi sull’assunzione di alimento e sulla digeribilità dei nutrienti; di conseguenza le diete commerciali per il pollo da carne contengono in genere meno di 25-30 grammi di fibra cruda/kg di alimento. Studi recenti, tuttavia, riportano come l’inclusione di moderati livelli di fibra insolubile (ad esempio, tra 20 e 100 g/kg di crusca d’avena) aumenti la secrezione gastrica di acido cloridrico, la produzione di acidi biliari e di enzimi digestivi, migliorando di conseguenza la digeribilità dell’alimento e le performance produttive. Tali effetti benefici sarebbero legati anche a una migliore funzionalità dello stomaco muscolare. Gli ingredienti fibrosi differiscono tra loro per una serie di proprietà fisico-chimiche tra cui la solubilità, la viscosità, la capacità di trattenere acqua e di legare gli acidi biliari. Di conseguenza la risposta dell’animale a una dieta arricchita di fibra dipende, oltre che dalla quantità, anche dal tipo di materia prima utilizzata. Ad esempio, la crusca d’avena stimola l’attività dello stomaco muscolare e favorisce il riflusso gastrointestinale, migliorando la digestione dell’alimento. Altri ingredienti fibrosi (come, ad esempio, la polpa di bietola) sono ricchi di pectina, che aumenta la viscosità del contenuto gastroenterico, ritardando lo svuotamento dello stomaco muscolare. Un aumento eccessivo della viscosità può però ostacolare la diffusione degli enzimi digestivi, riducendo in questo modo la loro azione. Non eccedere nei livelli Una recente indagine sperimentale condotta dall’Università di Madrid* ha cercato di chiarire gli effetti dell’inclusione di queste due materie prime fibrose nella dieta del pollo da carne nei primi 18 giorni di vita. Una razione di controllo contenente 16 grammi/kg di fibra cruda è stata integrata con 25, 50 e 75 g/kg di crusca d’avena o di polpe di bietola. I risultati della prova sono stati i seguenti:

• l’aggiunta di 25 e 50 g/kg di fibra aumenta la digestione dell’alimento attraverso un incremento del peso dello sviluppo del tratto gastroenterico e una riduzione del pH dello stomaco muscolare; livelli superiori possono invece avere un effetto negativo sulla struttura e la funzionalità della mucosa intestinale. È noto infatti che un eccesso di fibra può avere un effetto “abrasivo” sulla mucosa, determinando una perdita di nutrienti;

• livelli fino a 50 g/kg di fibra migliorano la ritenzione di tutti i principi nutritivi (proteine e amido), favorendone la digestione. Questo effetto appare più consistente utilizzando la crusca d’avena rispetto alle polpe di bietola. Un ulteriore incremento provoca un peggioramento di questo parametro. I risultati dello studio condotto dai ricercatori spagnoli confermano come l’aumento del contenuto di fibra nella dieta del pollo da carne nel primo periodo di vita non comporta un peggioramento dei parametri produttivi ma, al contrario, può migliorare l’efficienza digestiva dell’alimento. Occorre però non eccedere nei livelli di fibra (50 g/kg il valore massimo suggerito da questa ricerca), al fine di evitare la comparsa di effetti opposti a quelli sperati. Particolare attenzione deve essere inoltre rivolta al tipo di materia prima utilizzata. La crusca d’avena sembra avere effetti migliori rispetto alle polpe di bietola, soprattutto nel ridurre il pH (attraverso una maggior produzione di acido cloridrico) dello stomaco muscolare. Le polpe di bietola possono migliorare la secrezione di enzimi digestivi ma, ad alti dosaggi, questo effetto viene annullato a causa della notevole viscosità di questa materia prima, che ostacola la diffusione e, di conseguenza, l’attività degli enzimi digestivi.

 

FEI LIST

Da Professione Veterinaria n. 33/ottobre 2013

Il Bureau della FEI ha approvato le modifiche alla “FEI equine prohibited substances list”, la lista delle sostanze proibite sia dopanti che “medication control”. Le modifiche entreranno in vigore solo dal 1 gennaio 2014.

http://www.feicleansport.org/prohibited.html

 

TRICHINELLA NEGLI ANIMALI SELVATICI: CONSIGLI X PREVENIRE LA TRASMISSIONE ALL’UOMO

Da Veterinary & Food n. 2/agosto 2013

La Trichinella spp. è un verme cilindrico (nematode) che parassitizza la muscolatura striata di diverse specie di animali ed è in grado di infestare anche l’uomo. Con le sue 8 specie questo piccolo parassita (fino a 4 mm di lunghezza) è presente in tutto il mondo ed è in grado di parassitare la muscolatura di tutti i mammiferi, uomo compreso, alcuni rettili e volatili. Il parassita è in grado di diffondersi soprattutto nelle specie carnivore e onnivore (volpe, cinghiale, maiale, cane, gatto e uomo) e quando il tessuto muscolare infestato di un animale viene ingerito da un altro animale, le larve si sviluppano dando il via alla malattia e il ciclo riprende.

La trasmissione all’uomo avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne crudo o poco cotta contenente le larve del parassita. Il periodo di incubazione è generalmente di circa 8-15 giorni, ma può variare da 5 a 45 giorni a seconda del numero di parassiti ingeriti. La sintomatologia classica è caratterizzata da diarrea (che è presente in circa il 40% degli individui infetti), dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. La trasmissione all’uomo può essere prevenuta ed impedita osservando le seguenti misure igienico-sanitarie:

-        le carni dei cinghiali abbattuti devono essere esaminate e analizzate da un veterinario per determinare l’eventuale presenza delle larve del parassita nelle carni

-        se non controllate, le carni vanno consumate ben cotte, in modo che le eventuali larve presenti vengano inattivate o distrutte dal calore (è sufficiente 1 minuto a 65°C). Il colore della carne deve virare dal rosa al bruno

-        quando si macellano gli animali in casa per autoproduzione pulire bene gli strumenti

-        la salatura, l’essiccamento, l’affumicamento e la cottura nel forno a microonde della carne non assicurano l’uccisione e inattivazione del parassita.

 

PALPAZIONE RETTALE ED EFFETTI SULLE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA NELLA BOVINA

Da Vet.journal 4 novembre 2013

Uno studio controllato randomizzato ha determinato gli effetti della palpazione per rectum del sacco amniotico (ASP) per la diagnosi di gravidanza durante la fase iniziale di gestazione sulle interruzioni di gravidanza in 368 vacche da latte gravide. Si diagnosticava la gravidanza mediante ecografia transrettale (TRUS) il giorno 29 (giorno dell’estro = giorno 0) e si assegnavano le vacche al gruppo di controllo (n = 167) o al gruppo ASP (180). Le vacche di controllo non erano sottoposte a diagnosi di gravidanza mediante palpazione rettale. La ASP per rectum era effettuata tra i giorni 34 e 43 da un veterinario esperto. Tutti i soggetti erano rivalutati mediante TRUS i giorni 45, 60 e 90. Si rimuovevano dallo studio 21 vacche per malattia. L’interruzione di gravidanza tra i giorni 29 e 90 si osservava in 44 vacche su 347 (12,7%). L’interruzione di gravidanza nel gruppo di controllo e nel gruppo ASP tra i giorni 29 e 90 si verificava rispettivamente in 22 vacche su 167 (13,2%) e 22 su180 (12,2%). L’interruzione di gravidanza tardiva (giorni da 29 a 45) per i gruppi ASP e di controllo si verificava rispettivamente in 18 (10,8%) e 15 (8,3%) vacche. La perdita fetale precoce (giorni da 46 a 60) per i gruppi ASP e controllo si verificava rispettivamente in 2 vacche su 149 (1,3%) e 6 su 165 (3,6%) e la perdita tardiva (giorni da 61 a 90) per gli stessi gruppi rispettivamente in 2 vacche su 147 (1,4%) e 1 su 159 (0,6%). La diagnosi di gravidanza mediante ASP rettale durante le fasi iniziali di gestazione non aumentava le interruzioni di gravidanza nelle bovine da latte, concludono gli autori.

 

 

ALIMENTI

 

BASTA DEMONIZZARE BISTECCHE E FORMAGGI: LO DICE IL BMJ

Da Newsletter Sicurezza Alimentare 31 Ottobre 2013

Una moda: e come per tutte le mode, si finisce per abdicare alla verità a favore di consigli di comodo, magari utili per abbassare l’ansia, ma in definitiva poco efficaci o addirittura controproducenti. E’ quello che sarebbe accaduto- stando ad un prestigioso editoriale pubblicato sul British medical Journal- una delle 5 più influenti riviste mediche globali- negli ultimi anni. Quando medici hanno cominciato a consigliare un’estesa e generalizzata riduzione dei grassi saturi. E degli alimenti “simbolo” di questi stessi: bistecche e formaggi. Se sicuramente un consumo eccessivo di prodotti di origine animale non è consigliabile, il risultato ottenuto dalla comunità medica, più o meno involontariamente, è stato quello di favorire una minore focalizzazione sul consumo di zuccheri semplici, relativamente “favoriti” (o bypassati) nei consigli nutrizionali per la popolazione . Con un aumento addirittura del rischio cardiovascolare. In base all’autore dell’editoriale, Aseem Malhotra, i più recenti studi sulla popolazione di tipo prospettico hanno dimostrato non solo che la riduzione di introito di grassi saturi fosse legata ad un aumento di eventi cardiovascolari avversi; ma addirittura il contrario: i grassi saturi dimostrerebbero un qualche effetto protettivo. L’articolo è stato criticato, ma sicuramente è destinato a far riflettere. Non esiste un solo fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. E un approccio equilibrato all’alimentazione, senza eccessive mitologie o demonizzazioni sembra essere la formula migliore per il mantenimento di buone condizioni di salute.

 

BSE: GLI USA RIAPRONO IL MERCATO ALLA CARNE BOVINA EUROPEA

da Il Veterinario d'Italia 5.11.2013

La commissione Europea ha espresso il proprio apprezzamento per l’annuncio dell’Usda (United States Department of Agriculture's) di adeguare la legislazione Usa in tema di Bse agli standard internazionali. Questo consentirà all’Ue di tornare ad esportare negli Usa carne e prodotti di origine bovina. Il mercato statunitense infatti era stato chiuso a partire dal gennaio del 1998 quando gli Usa imposero il blocco alle importazione di bovini dall’Ue imponendo norme che andavano al di là di quanto raccomandato dall'OIE. Per la Commissione l'atto segna la fine di un bando ingiustificato e ristabilisce le normali condizioni commerciali. La nuova norma sarà presto pubblicata sul Federal Register ed entrerà in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione.

 

 

VARIE

CHI PUO’ OTTENERE CREDITI ECM X AUTOAPPRENDIMENTO?

da Newsletter FNOVI nr. 39 06.11.2013

In risposta a quesiti posti in occasione dei lavori della Quinta Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua in Medicina, relativi alla possibilità per i liberi professionisti di vedersi riconosciuti crediti ECM per attività di autoformazione, i rappresentanti della Commissione Nazionale ECM hanno richiamato i contenuti della Determina della CNFC del 17 luglio 2013 "Esoneri, Esenzioni, Tutoraggio individuale, Formazione all'estero, Autoapprendimento, Modalità di registrazione e Certificazione", nella quale si precisa che i crediti individuali per autoapprendimento sono riconosciuti ai soli liberi professionisti.
Nella delibera si legge che “Ai liberi professionisti sono riconosciuti crediti ECM per:

a) attività di autoapprendimento ossia l'utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparative distribuiti da provider accreditati [ndr: per l'autoapprendimento non è richiesta l'azione di guida o di supporto di un tutor, ma esclusivamente i processi di valutazione (verifica dell'apprendimento)];

b) autoapprendimento derivante da attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati ECM e privi di test di valutazione dell'apprendimento con il limite del 10% dell'obbligo formativo individuale triennale (fino ad un massimo di 15 crediti nel triennio).
L'Autoformazione in ECM è quindi riservata ai liberi professionisti ed alla Commissione Nazionale è affidato il compito di individuare i criteri che possano tramutare in un computo le modalità di autoapprendimento individuate con la Determina.

 

UNA TESSERA EUROPEA PER AGEVOLARE L'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE IN QUALSIASI STATO MEMBRO DELL'UE

Da Ufficio Stampa FNOVI 04.11.2013

Una tessera europea per agevolare l'esercizio della professione in qualsiasi Stato membro dell'UE. Lo stabilisce la direttiva approvata dal Parlamento europeo per promuovere la mobilità professionale all'interno dell'Unione che prevede il rilascio di una tessera elettronica ai titolari di una qualifica professionale: tra cui medici, i veterinari, i farmacisti e gli architetti. Le nuove norme permetteranno ai professionisti che desiderano accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche da parte di un altro Stato membro di optare per la tessera europea delle qualifiche professionali. Le tessere professionali saranno fornite dagli Stati membri d'origine, principalmente per brevi periodi di lavoro all'estero e dallo Stato membro ospitante nel caso in cui la pratica sia stata trasferita. Il sistema si baserà sull'attuale sistema d'informazione del mercato interno tra le amministrazioni degli Stati membri (IMI). In questo modo si accelererebbero i tempi di procedura e si faciliterebbe il processo di riconoscimento, poiché il titolare di una qualifica professionale potrebbe chiedere al proprio paese di origine di completare tutte le fasi preparatorie invece di dover far domanda presso il paese ospitante, come avviene attualmente. Qualora uno Stato membro ospitante non adotti una decisione entro il termine stabilito dalla direttiva, la tessera professionale europea si considererà rilasciata e sarà inviata automaticamente al titolare di una qualifica professionale. La direttiva approvata mira a prevenire che gli operatori sanitari - tra cui i medici veterinari - condannati per un crimine o sottoposti a grave azione disciplinare possano esercitare la professione in un altro Stato membro. Tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero essere informati di tali condanne o decisioni entro 3 giorni. Per garantire maggiore trasparenza nel mercato dei servizi professionali, la Commissione svilupperà e terrà aggiornata una banca dati delle professioni regolamentate che sarà accessibile al pubblico. In essa saranno inserite le informazioni fornite dagli Stati membri, specificando le attività contemplate da ogni professione e dimostrando che i requisiti a esse correlati non siano discriminatori.

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 7 novembre 2013

Prot. 618/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Istituto Veterinario Novara: Zoppia anteriore: paziente ortopedico o neurologico? 10 novembre Granozzo con Monticello (Novara) - www.istitutoveterinarionovara.it

2)     Ordine Veterinari Bergamo: Giornata buiatrica 14 novembre Cologno Al Serio (BG) - info@ordineveterinari.bg.it

3)     SCIVAC: Patologie chirurgiche toraciche: dalla diagnosi alla terapia 16-17 novembre Padova - www.scivac.it

4)     SCIVAC:                                  www.scivac.it

Corso pratico Endocrinologia 27-30 novembre Cremona

Medicina felina Cremona 2/4 dicembre 2013
Corso pratico Endoscopia dell'apparato gastroenterico Cremona 3/4 dicembre 2013
Corso pratico Endoscopia applicata alle malattie respiratorie Cremona 5/6 dicembre 2013
Corso pratico Cardioanestesia Cremona 9/11 dicembre 2013
Corso pratico avanzato Chirurgia plastica ricostruttiva Cremona, 11/13 dicembre 2013
Università Padova: Giornata sulla buiatria. Convegno in memoria di Stefania Testoni 28-29 novembre Legnaro (PD) - http://www.maps.unipd.it/giornata-sulla-buiatria-convegno-memoria-di-stefania-testoni

5)     Università di Milano: Gestione della riproduzione nella specie canina gennaio 2014 Milano - www.unimi.it/studenti/corsiperf/12684.htm

 

 

BANDO MASTER "ETOLOGIA CLINICA VETERINARIA" 2013-2014 UNIPI

Il Dip. di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa ha bandito per l’a.a. 2013-2014 il Master Universitario di II livello in “Etologia Clinica Veterinaria”, riservato a medici veterinari. Il bando è consultabile su

http://www.unipi.it/index.php/master/master/1681

Il candidato deve presentare domanda di preiscrizione on-line collegandosi all’indirizzo https://www.studenti.unipi.it/Home.do

Il termine perentorio della domanda di ammissione è il 2 dicembre 2013.

Per maggiori informazioni contattare il Direttore del Master dr. Angelo Gazzano: agazzano@vet.unipi.it

050/2216843.

 

 

 CONVENZIONE CON FOLGARIASKI PER LA STAGIONE INVERNALE 2013/2014

L’Ordine ha rinnovato la convenzione con FolgariaSki.

SKIPASS GIORNALIERI

SKIPASS GIORNALIERI – Stagione Invernale 2013/2014

ADULTO            ADULTO

Festivo                 Feriale

GIORNALIERI prezzo IN CONVENZIONE           € 31,50                              € 26,00

 

SENIOR              SENIOR

Festivo                 Feriale

GIORNALIERI prezzo IN CONVENZIONE           € 27,00                € 24,00

Queste tariffe skipass sono concesse a tutti gli iscritti alle seguenti condizioni:

1) il veterinario si deve presentare alla cassa con il tesserino identificativo e documento di identità

2) agevolazione estendibile a famigliari muniti di documento d’identità che testimoni la parentela

3) SCONTO 10% SU SKIPASS PLURIGIORNALIERI

4) scontistica non cumulabile con altre eventuali promozioni in corso

5) sconto valido solo su skipass giornaliero della Skiarea Folgaria Fiorentini dalle 8.30

6) sconto non valido su Bambino -8 anni e Junior -16 anni per i quali è già previsto prezzo promozionale a listino.

7) agevolazione non valida nel periodo 21/12/2013 al 06/01/2014

8) SENIOR: nati prima del 30/11/1948 (over 65)

9) durante tutta la stagione invernale sarà valida la promozione 1 genitore+ 1 bambino (nati dopo 30.11.2005)

gratis: il bambino scia gratis in combinazione con un genitore pagante un giornaliero full day adulto al prezzo di listino (giornaliero: festivo adulto euro 35, feriale adulto euro 32, alta stagione euro 37)

www.folgariaski.com

 

 

CANE RUBATO

 

Tullio Quagliotti di Castiglione delle Stiviere (MN) ci chiede di diffondere il seguente annuncio: il 21 ottobre è stato prelevato WILSON, un volpino italiano maschio di 6 anni a pelo lungo completamente bianco, con inserito nella spalla destra il microchip nr. 981100000397156. Accoglieremmo segnalazioni anche anonime e ricompenseremmo chiunque ce lo facesse ritrovare. Tel 328 7493006; email: maidiremail@msn.com

 

 

 

FARMACI

 

DOLOREX 10 mg/ml

da Newsletter FNOVI nr. 37/23.10.13

Con provvedimento ministeriale dello scorso 26 settembre il medicinale veterinario Dolorex 10 mg/ml soluzione iniettabile (flacone da 10 ml) ha subito alcune modifiche; l’informativa in argomento è stata diramata da MSD Animal Health S.r.l.:

Specie di destinazione:                prima: cavalli, cani e gatti

ora: cavalli non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano, cani, gatti

Tempo di attesa:             prima: carne e visceri: zero giorni

                                            ora: non pertinente. Uso non consentito in equidi destinati all produzione di alimenti per

il consumo umano

Modalità di dispensazione:        ora: da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in copia

unica non ripetibile. Medicinale veterinario soggetto alla disciplina del DPR n. 309/80 e

successive modifiche, Tabella II sezione B.

Le confezioni attualmente presenti in commercio e ancora recanti le vecchie dicitura su astuccio, etichetta del flacone e foglietto illustrativo, possono essere vendute da grossisti e farmacie secondo le nuove indicazioni approvate dal Ministero della Salute.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

SPESOMETRO: DALLE ENTRATE IL MODELLO PER I PROFESSIONISTI

Da Notizie Anmvi 11 ottobre 2013

Il modello di comunicazione diffuso dall'agenzia delle Entrate servirà ai professionisti per le informazioni relative al 2012. I professionisti (come tutte le partite IVA, gli enti e le imprese) sono tenuti a comunicare le informazioni richieste dalle leggi contro il sommerso varate negli ultimi anni. Sono obbligati alla presentazione della comunicazione tutti i soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto, che abbiano effettuato operazioni rilevanti ai fini IVA nel periodo di riferimento, quindi tutte le operazioni imponibili, non imponibili ed esenti
di qualsiasi importo se documentate con fattura, di importo non inferiore ai 3.600 euro se non documentate da fattura. Il modello polivalente, approntato dall'Agenzia delle Entrate, servirà ai professionisti per "inviare" le informazioni relative al 2012.
La scadenza. Toccherà prima ai contribuenti che effettuano la liquidazione Iva mensile: per loro il termine è il prossimo 12 novembre. Il modello va presentato annualmente: al fine di stabilire il termine per l'invio della comunicazione, va verificata la periodicità della liquidazione IVA con riguardo alla situazione del contribuente nell'anno in cui avviene la trasmissione del modello
Elenco clienti e fornitori- A decorrere dal 1 gennaio 2012, per le operazioni per le quali viene rilasciata fattura occorre comunicare per ciascun cliente e fornitore tutte le operazioni effettuate, indipendentemente dall'importo. Costituiscono eccezione le operazioni documentate con fattura delle attività di cui all'artt. 22 e 74ter del decreto IVA che si sono avvalse della facoltà prevista dall'art. 24 comma 2. Tali operazioni, per gli anni 2012 e 2013, sono da comunicare se di importo unitario non inferiore ai 3.600 euro, e saranno comunicate senza limiti di importo a decorrere dalla comunicazione relativa all'anno 2014.
Cessioni gratuite oggetto di autofattura –Le cessioni gratuite di beni oggetto di autofatturazione rientranti nell'attività propria dell'impresa cedente, sono da comunicare con l'indicazione della partita IVA del cedente.
Contratti di leasing e noleggio -
Per i soggetti utilizzatori dei beni in leasing o in noleggio permane l'obbligo di comunicazione per lo Spesometro.
Schede carburante-In seguito alle modifiche apportate dal c.d. Decreto sviluppo, i soggetti all'imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate, sono esclusi dalla comunicazione mediante spesometro.
Modalità di comunicazione-Il modello di comunicazione deve essere presentato esclusivamente in via telematica. È pertanto esclusa ogni altra modalità di presentazione. La comunicazione può essere presentata direttamente dal contribuente (con il sistema Entratel, Fisconline o l'ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate) o tramite intermediari abilitati.

 

RIFIUTI PERICOLOSI. SISTRI ADDIO: PASSA L’EMENDAMENTO “SALVA VETERINARI”

Da Notizie ANMVI 2 ottobre 2013

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha accolto l'emendamento sostenuto da ANDI, ANMVI, FIMMG E PLP: i professionisti della sanità esclusi dalla tracciabilità informatica dei rifiuti pericolosi. Obbligo in capo solo a enti e imprese. Sconfitta la burocrazia onerosa. Vittoria del buon senso.
E' stato modificato l'art 11 del Decreto Legge che ricomprendeva le professioni mediche e sanitarie fra i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI, il Sistema elaborato dal Ministero dell'Ambiente per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi. E' infatti passata la modifica emendativa perorata dalle sigle sanitarie di Confprofessioni, che le esclude definitivamente da oneri e costi aggiuntivi, duramente criticati dai liberi professionisti della sanità.
Eliminando dal testo (Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni) ogni riferimento ai "produttori iniziali", medici, veterinari, odontoiatri e psicologi vengono così sollevati da oneri burocratici e dalla relativa disciplina sanzionatoria. Intensa e proficua è stata l'azione svolta dall'intera area sanitaria di Confprofessioni e dalle singole sigle aderenti, tutte attive presso il Dicastero dell'Ambiente e i Senatori delle Commissioni competenti. Subitanea l'adesione di numerosi parlamentari che hanno condiviso l'opportunità di correggere la formulazione del DL , pena l'assoggettamento ad un "mostro di burocrazia informatica", a danno delle attività medico-sanitarie.
Pur continuando a vigilare sull'iter del Decreto Legge, fino alla definitiva approvazione, ANDI ANMVI, FIMMG e PLP sono concordi nel ritenere fruttuoso l'impegno profuso per una vittoria che – oltre che economicamente rilevante per i costi degli studi medico-sanitari- è soprattutto "una vittoria del buon senso".

 

RICORSI AL GIUDICE DI PACE: SANZIONI SPROPORZIONATE SULLE RICETTE VETERINARIE

Da Notizie ANMVI 22 ottobre 2013

Ancora un volta per aver omesso il nome del proprietario e la specie animale, il veterinario prescrittore subisce una sanzione spropositata. Il professionista si è rivolto all'assitenza legale dell'ANMVI per valutare un ricorso. Precedenti favorevoli: inammissibile sanzionare per via analogica.
Per quanto il professionista abbia commesso un errore, la sanzione amministrativa comminata dai Carabinieri, in seguito ad un controllo dei NAS presso una farmacia, risulta sproporzionata. Un copione già visto, che ancora una volta vede protagonista un animale non produttore di alimenti, nella fattispecie un cane bisognoso di un medicinale per il trattamento di osteorartite cronica. La violazione verbalizzata è "per aver omesso di indicare sulla ricetta non ripetibile allegata, il nome e cognome e domicilio del proprietario dell'animale nonchè la specie dell'animale a cui prescriveva il farmaco". In mancanza di uno specifico regime sanzionatorio, le multe per la compilazione irregolare delle ricette veterinarie sono calcolate in base ad una normativa sanzionatoria onerosa e spropositata. Già nel 2009 la Direzione Generale del Farmaco Veterinario prendeva "atto dell'onerosità della sanzione comminata". La compilazione irregolare ricetta veterinaria non ripetibile può comportare sanzioni salatissime per il veterinario (e per il farmacista). L'elevato importo della multa (il massimo della sanzione può superare i 9.000 euro) non si giustifica alla luce della natura puramente formale dell'errore di compilazione e del fatto che l'autorità competente si avvale di un regime sanzionatorio che, in assenza di uno specifico, non risulta coerente con la legislazione sul farmaco veterinario. La Direzione Generale "nel prendere atto dell'onerosità della sanzione comminata, seppure applicata correttamente", comunicava che "la previsione di una specifica fattispecie sanzionatoria per l'illecito amministrativo di cui trattasi sarà proposta in una prossima revisione del Decreto legislativo n. 193/2006, pur precisando che la determinazione della somma prevista avviene in concertazione con il Ministero della Giustizia". Negli anni, in attesa di un intervento legislativo, alcuni veterinari hanno promosso ricorsi ottenendo soddisfazione dai Giudici. Nel 2011 sanzioni elevate in analoghe circostanze e per importi particolarmente elevati sono state annullate in Tribunale in quanto "non ammessa l'applicazione in via analogica di altra normativa". Tre veterinari avevano "patteggiato" ottenendo uno sconto del 50% sulla sanzione, ma altri tre, a luglio del 2010, avevano presentato ricorso e poi vinto. Per il Giudice di Pace "l'opposizione è fondata" e pertanto le multe (1.549 euro a ricetta) sono state cancellate. I fatti risalivano al 2008, in seguito ad ispezioni in farmacia.

 

ASSICURAZIONI, ADDIO AL VECCHIO CONTRASSEGNO CARTACEO

da Gazzetta Informa News del 8 ottobre 2013

Cesserà nel 2015 l'obbligo di esposizione del contrassegno cartaceo di assicurazione per la responsabilita' civile verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada e la verifica dei relativi dati verrà effettuata con dispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza. Queste le novità introdotte con il Decreto n. 110/2013 del Ministro dello sviluppo Economico. A tal fine verrà istituita un'apposita banca dati presso la Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quanto alle modalità operative, il decreto prevede all'art. 4 le seguenti fasi ciascuna delle quali seguita da un congruo periodo di sperimentazione: a) entro il 17 novembre la Direzione generale per la motorizzazione definisce e rende operativa la struttura informatica del database costituente la banca dati di cui all'articolo 3; b) entrò il 17 dicembre la Direzione generale per la motorizzazione provvede al popolamento del database attraverso la connessione ed il trasferimento massivo alla banca dati delle informazioni contenute negli archivi istituiti presso l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA); c) nel termine di un anno dalla entrata in vigore del regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione definisce e, nel successivo termine di mesi sei, rende operative, le connessioni informatiche, nonche' i sistemi di accesso e trasmissione via web delle informazioni necessarie all'aggiornamento del database, da parte delle imprese di assicurazione; d) nello stesso termine di operativita' la Direzione generale per la motorizzazione definisce ed attiva i sistemi di accesso via web da parte dei cittadini alle informazioni detenute nella banca dati e indica le modalita' e i requisiti per l'accesso; e) nel termine di 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione definisce e rende operativa la predisposizione della banca dati per garantire la possibilita' di collegamento con i dispositivi, le apparecchiature ed i mezzi tecnici per il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice della strada previsti dalle vigenti disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 285 del 1992, fatta salva l'eventuale adozione del decreto di cui all'articolo 31, comma 3, ultimo capoverso, del decreto-legge n. 1 del 2012.

 

LIQUIDAZIONE DEGLI ONORARI DOVUTI DAL CLIENTE

da www.gazzettaamministrativa.it 14-10-2013

La Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha richiamato nella sentenza in esame il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, sez. II, 17 aprile 2013, n. 9366, secondo cui "Il parere del Consiglio dell’Ordine, in materia di liquidazione degli onorari dovuti dal cliente al proprio avvocato, è vincolante per il giudice in sede di emissione del decreto ingiuntivo, ma non nell’eventuale fase di opposizione, nella quale il giudice può motivatamente disattendere tale parere"; analogamente, Cass., sez. II, 27 settembre 2011, n. 19750, per la quale "la sola parcella corredata dal parere del consiglio dell’ordine, sulla base della quale il professionista abbia ottenuto il decreto ingiuntivo contro il cliente, se è vincolante per il giudice nella fase monitoria, non lo è nel giudizio di opposizione perché il parere attesta la conformità della parcella stessa alla tariffa legalmente approvata ma non prova, in caso di contestazione del debitore, l’effettiva esecuzione delle prestazioni in essa indicate, né è vincolante per il giudice dell’opposizione in ordine alla liquidazione degli onorari, per cui la presunzione di veridicità da cui è assistita la parcella riconosciuta conforme alla tariffa non esclude né inverte l’onere probatorio che incombe sul professionista creditore, sia quanto alle prestazioni effettivamente eseguite, sia quanto agli importi richiesti"; ed ancora si veda già Cass., sez II, 7 maggio 1997, n. 3972, ove è già operato il consueto rilievo che il parere espresso dal Consiglio dell’Ordine in materia di liquidazione degli onorari vincola il giudice ai soli fini della pronuncia di ingiunzione (art. 633 – 636 cod. proc. civ.), nel senso che integra la prova scritta monitoria ma non fa scattare l’art. 642 cod. proc. civ., cioè non anche nel successivo giudizio, a contraddittorio pieno, ove il parere diviene privo di valenza probatoria.

 

 

ENPAV

 

da www.enpav.it

 

A CHI DEVO RIVOLGERMI PER SAPERE SE SONO IN REGOLA CON IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI?

La posizione contributiva può essere riscontrata direttamente sul sito dell’Enpav (www.enpav.it) all'interno dell'area iscritti. Si precisa che, nel periodo ante 2002, il versamento dei contributi minimi veniva effettuato tramite cartella esattoriale. Al fine di una attestazione di pagamento, relativa al suddetto periodo, è necessario, pertanto, indirizzare specifica richiesta all'Ente che effettuerà gli opportuni riscontri con i Concessionari competenti.

 

ATTESTAZIONE DI ISCRIZIONE E REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA
Nell’area riservata è stata attivata la nuova funzione di richiesta dell’Attestazione di iscrizione e regolarità contributiva degli iscritti. Tale documento consente di verificare la posizione iscrittiva e contributiva del medico veterinario nei confronti degli obblighi contributivi e dichiarativi previsti dalla normativa dell’Ente. L’attestazione in questione assolve dunque alla stessa finalità del DURC previsto esclusivamente per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS e INAIL. Per accedere all’attestazione è necessario essere registrati all’area riservata del sito ed effettuare la richiesta mediante l’apposita funzione. Si evidenzia che:

·                            - il documento attesta la posizione Enpav dell’iscritto alla data della richiesta;

·                            - l’accesso alla funzione è consentito esclusivamente ai veterinari iscritti all’Ente.

 

SONO UN PENSIONATO: DEVO COMPILARE IL MOD. 1?

Si, se durante l’anno al quale si riferisce il Modello 1 era iscritto all’Albo professionale.

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

NUOVO CERTIFICATO VETERINARIO PER L'IMPORT DI CANI, GATTI E FURETTI

Da AnmviOggi 23 ottobre 2013

Sulla Gazzetta Ufficiale Europea è pubblicato l'elenco dei territori e dei paesi terzi da cui sono autorizzate le importazioni di cani, gatti e furetti. Con la Decisione di Esecuzione del 21 ottobre 2013, la Commissione Europea ha stabilito l'elenco dei territori e dei paesi terzi da cui sono autorizzate le importazioni di cani, gatti e furetti. Lo stesso provvedimento stabilisce anche i modelli di certificati sanitari per tali importazioni.
Elenco territori e Paesi-Dopo l'abrogazione del Regolamento (CE) n. 998/2003 (Pet passport) ad opera del nuovo Regolamento (UE) n. 576/2013, la Commissione dispone che le partite di cani, gatti o furetti soggette alle disposizioni della direttiva 92/65/CEE sono importate nell'Unione solo a condizione che i territori o i paesi terzi di provenienza e gli eventuali territori o i paesi terzi di transito figurino in uno degli elenchi:
a) all'allegato I della decisione 2004/211/CE;
b) all'allegato II, parte 1, del regolamento (UE) n. 206/2010;
c) all'allegato II del regolamento di esecuzione (UE) n. 577/2013.
Certificato veterinario- Gli Stati membri autorizzano esclusivamente le importazioni di cani, gatti o furetti alle seguenti condizioni:
a) siano munite di un certificato sanitario redatto compilato e firmato da un veterinario ufficiale
(secondo il modello di cui alla parte 1 dell'allegato e conformemente alle note esplicative di cui alla parte 2 dell'allegato)
b) soddisfino i requisiti del certificato sanitario per quanto riguarda i territori o i paesi terzi di provenienza e tutti i territori o i paesi terzi di transito (di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a), b) e c).
Periodo transitorio- Per consentire l'adeguamento alle nuove norme, fino al 29 aprile 2015 gli Stati membri autorizzano le importazioni verso l'Unione di cani, gatti e furetti accompagnati da un certificato sanitario rilasciato entro il 28 dicembre 2014, conforme alle disposizioni previgenti la Decisione 21 ottobre 2013.

 

LINFOMA B DEL CANE: SICUREZZA ED EFFICACIA DI UN VACCINO GENETICO

Da www.vetjournal.it/approfondimento 11/10/13

Uno studio di tipo caso-controllo mostra la sicurezza e l'efficacia di un vaccino genetico in associazione alla chemioterapia per il trattamento del linfoma B del cane. In uno studio precedente, gli stessi autori avevano mostrato che nel cane un vaccino genetico contro la telomerasi (trascrittasi inversa telomerasica, dTERT) basato sulla tecnologia Ad/DNA-EGT induceva una forte risposta immunitaria cellulo-mediata contro l’antigene di questo tumore e aumentava il tempo di sopravvivenza complessivo dei cani affetti da linfoma B, rispetto ai controlli storici, se associato a chemioterapia con ciclofosfamide, vincristina e prednisone (COP). Nel nuovo studio, è stata effettuata una prova clinica con un numero maggiore di pazienti affetti da linfoma in cui è stata valutata la risposta immunitaria antigene-specifica e i possibili effetti tossici dell’immunoterapia, oltre a un follow-up della sopravvivenza per 3,5 anni. La risposta immunitaria veniva misurata mediante enzyme-linked immunospot assay. Si quantificava l’espressione di dTERT mediante PCR quantitativa. Si monitoravano durante il trattamento i parametri ematologici, la tossicità locale e sistemica, le disfunzioni organiche e la temperatura. La risposta immunitaria cellulo-mediata dTERT-specifica era indotta in quasi tutti gli animali trattati. Non si osservavano effetti avversi in nessun paziente. Il tempo di sopravvivenza complessivo dei cani trattati con vaccino/COP era significativamente aumentato rispetto ai soggetti trattati solo con COP (rispettivamente > 76,1 vs. 29,3 settimane). Si identificava un’associazione significativa tra i livelli di espressione di dTERT nelle cellule tumorali e la sopravvivenza complessiva dei soggetti vaccinati. Il vaccino tumorale contro dTERT basato su Ad/DNA-EGT associato al protocollo chemioterapico COP è sicuro e prolunga significativamente la sopravvivenza dei cani affetti da linfoma, concludono gli autori. Questi dati confermano l’efficacia terapeutica del vaccino dTERT e supportano la valutazione di questo approccio per altri tipi tumorali così come la traslazione agli studi clinici umani. 

 

STENOSI POLMONARE: SOPRAVVIVENZA E FATTORI DI RISCHIO NEL CANE

da Vet.journal 7 ottobre 2013

Uno studio ha valutato la sopravvivenza e i fattori di rischio dei cani affetti da stenosi della valvola polmonare. Si effettuava una revisione retrospettiva delle cartelle cliniche di tutti i casi di stenosi polmonare >50 mmHg sottoposti o meno a valvuloplastica polmonare con palloncino. Si calcolavano le curve di sopravvivenza e si effettuava l’analisi multivariata nella popolazione complessiva e nei due sottogruppi. Si includevano 172 casi. I fattori che influenzavano negativamente la sopravvivenza nella popolazione complessiva erano i segni clinici, l’età minore alla diagnosi e la morfologia valvolare di tipo B. Nel gruppo di soggetti sottoposti a valvuloplastica polmonare con palloncino solo i segni clinici erano significativi. Nei soggetti che non venivano sottoposti a valvuloplastica polmonare con palloncino, la sopravvivenza era negativamente influenzata da gradiente Doppler, segni clinici, morfologia valvolare di tipo B ed età minore alla diagnosi. I cani con stenosi polmonare grave sottoposti a valvulopastica polmonare con palloncino e i cani asintomatici con stenosi polmonare moderata avevano un esito migliore. L’età più giovane alla diagnosi era correlata a un esito più infausto nei cani affetti da insufficienza cardiaca congestizia destra. I segni clinici, la morfologia valvolare di tipo B e l’età alla diagnosi sono fattori di rischio nei pazienti affetti da stenosi polmonare; la valvuloplastica polmonare con palloncino è un trattamento ragionevole nei cani con stenosi polmonare grave, concludono gli autori.

 

PRINCIPALI CAUSE DI MIOCARDITE NEL CANE E NEL GATTO

Da Aivpa Journal n. 3/2013

 

METODI DI STORDIMENTO PER I VOLATILI DA CORTILE: RELAZIONE FINALE UE

da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 35/20.10.13

La DG SANCO pubblica il rapporto finale dello studio, anche per rispondere alla raccomandazione dell'Efsa, contenuta in un parere del 2004:

http://ec.europa.eu/food/animal/welfare/slaughter/index_en.htm

In base all'art. 27 del Reg. Ce 1099/2009 la Commissione Ue deve trasmettere al Parlamento Europeo e al Consiglio entrol’8 dicembre 2013, una relazione sui vari metodi di stordimento per i volatili da cortile che tenga presente gli aspetti legati al benessere degli animali e l’impatto socioeconomico ed ambientale, con particolare riferimento ai dispositivi multipli di stordimento dei volatili con bagni d’acqua.

 

FORTE ASSOCIAZIONE TRA PATOLOGIE ORODENTALI E DERMATOLOGICHE NEL CONIGLIO

Da Vet.journal 21 ottobre 2013

Le patologie dermatologiche (DD) e quelle orodentali (ODD) sono un’importante causa di morbilità nei conigli d’affezione. In questa specie, le patologie di denti e cavo orale sono aneddoticamente state associate alle dermatopatie (in particolare mantello scadente, dermatite superficiale della regione periorale e degli arti anteriori secondaria a scialorrea, dermatite fungina/batterica). Uno studio ha valutato la possibile associazione tra DD e ODD, determinando se le ODD aumentassero il rischio di DD in questi animali. Si rivedevano restrospettivamente le cartelle cliniche di 222 conigli visitati nel corso di un anno in 20 ambulatori privati dell’area di Napoli, scegliendo quelle con diagnosi di DD. Si determinava mediante regressione logistica la frequenza di ODD e altre variabili nei conigli affetti o meno da DD. Si includevano come controlli i conigli osservati nello stesso periodo ma non affetti da DD. La prevalenza di DD era del 28,4% (63 su 222) e quella di ODD del 23% (51 su 222). Era presente un’associazione significativa tra DD e ODD. I soggetti affetti da ODD avevano una probabilità 63 volte maggiore (odds ratio 63,75; 95% CI 23,9–170,2; P < 0,0001) di avere una diagnosi di DD rispetto ai soggetti non affetti da ODD.
Lo studio indica una forte associazione tra ODD e DD. In particolare, i conigli affetti da ODD hanno un maggior rischio di sviluppare una patologia cutanea nel corso della loro vita. Benché le condizioni del mantello e la qualità del pelo possano essere influenzate da numerosi fattori biologici e ambientali, le ODD dovrebbero essere attentamente considerate quale possibile condizione patologica sottostante nei conigli affetti da DD. Sono auspicabili studi prospettici per valutare se tale associazione sia imputabile a un disturbo comportamentale o a una condizione metabolica, concludono gli autori.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

STERILIZZAZIONE SUINA MENO INVASIVA

da Vet.journal 7 ottobre 2013

Uno studio retrospettivo ha valutato se l’ovariectomia (OVE) mediante coagulazione vasale elettrotermica bipolare (electrothermal bipolar vessel sealing, EBVS) fosse un’alternativa sicura all’ovarioisterectomia (OVH) mediante legatura manuale per la sterilizzazione nei maiali. Si rivedevano le cartelle cliniche di 14 femmine intere sottoposte a sterilizzazione. L’età media ± SD e il peso medio erano rispettivamente di 131 ± 86 giorni e 13,0 ± 6,2 kg. Erano presenti 5 casi di OVH e 9 di OVE. L’età e il peso non erano significativamente differenti tra i gruppi. Confrontando l’OVE con l’OVH, la lunghezza media dell’incisione era inferiore (12 ± 6 cm OVE; 22 ± 6 cm OVH; P < ,01) e il tempo chirurgico era più breve (50 ± 9 min OVE; 103 ± 15 min OVH; P < ,01). In una femmina sottoposta a OVH si verificava un’emorragia intraoperatoria. Le complicazioni postoperatorie includevano emorragia (n = 1), febbre (3), ipotermia (2), infezione della sede d’intervento (1) e disappetenza (3). Il ritorno al comportamento e all’appetito normali era significativamente più breve dopo OVE (1,10 ± 0,93 giorni; 4,30 ± 0,94 giorni OVH; P < ,01). Dopo un follow-up medio di 36 mesi, non si osservavano differenze tra i gruppi. Gli autori concludono: l’ovariectomia mediante EBVS è una tecnica chirurgica più rapida e associata a minori complicazioni perioperatorie, rispetto all’OVH con legatura; l’OVE può potenzialmente sostituire l’OVH per la sterilizzazione nei maiali.

 

MONITORAGGIO REMOTO DEL PARTO BOVINO

Da Vet.journal 9 ottobre 2013

In uno studio è stato effettuato il monitoraggio del parto delle bovine da latte utilizzando un sistema GPS di allarme remoto, determinando l’impatto delle procedure ostetriche di emergenza in caso di distocia sulla prevenzione della natimortalità e delle patologie riproduttive postparto e sul miglioramento della fertilità di mandria. Si studiavano 6 gruppi di animali: le manze (n = 60) e le vacche multipare (n = 60) monitorate venivano confrontate con soggetti non osservati (n = 60 manze e n = 60 vacche multipare) che partorivano nello stesso periodo ed erano alloggiati in stalla da parto e con soggetti non monitorati posti in una zona asciutta con lettiera permanente (n = 240 manze e n = 112 vacche multipare). L’incidenza di distocia variava da un minimo del 23,4% (vacche multipare monitorate) a un massimo del 33,3% (manze monitorate) e non vi erano differenze con i gruppi di controllo. Tuttavia, il tasso di natimortalità era maggiore nei gruppi di controllo rispetto ai gruppi monitorati. Tra le manze e le vacche multipare, l’incidenza di infezioni uterine post parto era maggiore nei soggetti non monitorati sia nella stalla da parto sia nella zona asciutta, rispetto ai soggetti monitorati. Tra le manze e le vacche multipare, i gruppi di controllo mostravano un maggior tasso di ritenzione delle membrane fetali rispetto ai gruppi monitorati. L’intervallo parto-concepimento era più breve, in particolare le manze osservate mostravano un vantaggio significativo di circa 46 giorni rispetto al gruppo monitorato e di 32 giorni rispetto al gruppo in stalla da parto. Le vacche multipare mostravano inoltre una riduzione del numero di giorni aperti.
Il sistema di allarme remoto utilizzato per monitorare il parto assicurava l’immediata presenza di personale, migliorando l’efficienza riproduttiva della vacca e la vitalità neonatale, concludono gli autori.

 

PROVVEDIMENTO PER EVITARE LA DIFFUSIONE DELLA BLUE TONGUE SUL TERRITORIO NAZIONALE

Da Notizie Anmvi 10 ottobre 2013

Il virus risale la Penisola. Con un dispositivo dirigenziale, il Ministero della Salute introduce ulteriori misure di controllo ed eradicazione. Dopo l'interessamento epidemiologico della Toscana, la Direzione Generale della Sanità Animale ha emanato un provvedimento nazionale, già trasmesso a tutti i Servizi Veterinari regionali. La situazione epidemiologica si è modificata in tempi rapidi, con focolai di Lingua Blu in Sicilia, Lazio e Toscana. Per questo, il Ministero ha integrato le misure vigenti, con riguardo alle movimentazioni e alla gestione dei carichi multipli già disciplinata dalla Regione Sardegna. Le nuove misure si basano sulla valutazione del rischio effettuata dal Cesme e delle risultanze dell'Unità di Crisi riunitasi il 1 ottobre scorso.

 

MISURE PREVENTIVE DEL BOTULISMO NEL BOVINO

Da Mantova Alleva&Produce settembre 2013 (da articolo del ns iscritto Dr Rosignoli)

Vaccini contenenti tossoidi delle neurotossine di tipo C e D di C. botulinum vengono utilizzati da diverso tempo con successo in alcuni paesi come l’Australia, il Sud Africa e Israele. Questi presidi immunizzanti non sono però attualmente registrati in Italia e quindi solo una specifica autorizzazione ministeriale può permetterne l’importazione e l’utilizzo. L’unica profilassi per ora praticabile è quindi quella diretta. In questo ambito gli sforzi devono essere orientati alla messa in atto di misure in grado di evitare che carcasse di piccoli animali (gatti, piccioni, topi, pollame, lepri, fagiani, ecc.) o anche solo parti di esse, contaminino gli alimenti destinati ai bovini (unifeed e acqua di abbeverata). Alcuni punti critici da tenere sotto controllo sono quindi le operazioni di fienagione, di derattizzazione, la gestione delle lettiere e delle carcasse di pollame degli allevamenti avicoli presenti nelle vicinanze dell’azienda ed i cani che possono fungere da diffusori e trasportatori di carcasse di piccoli animali.

E’ importante ribadire che carcasse di animali o parti di esser rilevate in allevamento devono essere prontamente e correttamente allontanate. In via precauzionale, è opportuno anche eliminare gli alimenti con cui tali materiali sono venuti a contatto. Ad es. se viene riscontrata una carcassa di una lepre o di un fagiano all’interno di una rotoballa di foraggio, è consigliabile escludere dall’alimentazione tutta la rotoballa. Massima attenzione va posta anche alla corretta preparazione dei foraggi insilati comrpese le rotoballe fasciate con film plastico. Processi fermentativi di scarsa entità, tali da non permettere un abbassamento del pH al di sotto di 4,5, associato ad umidità elevata e a carenza di ossigeno fa sì che eventuali spore di C. botulinum provenienti dal terreno e inglobate nella massa foraggera trovino l’ambiente ideale per germinare e produrre la pericolosa neurotossina.

 

INEFFICACE LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA DEL DOLORE DI SCHIENA NEL CAVALLO

da Vet.journal 18 ottobre 2013

Uno studio ha determinato se la valutazione soggettiva dei proprietari fosse efficace nell’identificare i problemi di schiena dei loro cavalli. I problemi del dorso hanno una prevalenza elevata nei cavalli da lavoro. Si somministrava un questionario al personale di 17 scuole di equitazione (un addetto/scuola, 161 cavalli) sullo stato di salute dei loro cavalli, inclusi i problemi del dorso. Dei 161 cavalli considerati, 59 venivano sottoposti a palpazione manuale della colonna vertebrale e 102 a esame elettromiografico di tutta la colonna vertebrale. I risultati mostravano che la valutazione soggettiva del personale attraverso il questionario non era efficace per l’identificazione dei problemi della schiena nei cavalli: solo per 19 cavalli (11,8%) si riportava la presenza di dolore del dorso, mentre la valutazione strumentale identificava 80 soggetti (49,7%) affetti da patologie del dorso. Mentre la maggior parte degli addetti sottovalutava i disordini della schiena, alcuni li “sopravvalutavano” (problemi segnalati in più soggetti rispetto a quelli diagnosticati mediante valutazione clinica). I cavalli presentavano meno disordini della schiena quando erano sottoposti alle cure di questi addetti “iper-attenti”. Lo studio indica che il dolore della schiena nel cavallo è difficile da valutare, anche per i professionisti e che la valutazione soggettiva attraverso un questionario non è valida in questo caso. I risultati inoltre sottolineano la reale necessità di un addestramento all’osservazione (comportamento, postura) durante la monta e non.

 

 

VARIE

 

CONFERMATI I SEGRETARI REGIONALI DI SIVEMP VENETO E SIVEMP LOMBARDIA

Da Il Veterinario d'Italia 7.10.2013

Si sono svolte nei giorni scorsi i congressi regionali elettivi del SIVeMP Veneto e del SIVeMP Lombardia. Entrambe le assemblee hanno riconfermato, per acclamazione, i segretari regionali uscenti: il Dott. Roberto Poggiani per il Veneto e il Dott. Giancarlo Battaglia per la Lombardia.

 

AVIARIA: EPIDEMIA UFFICIALMENTE CONCLUSA IN EMILIA ROMAGNA

Da SIVeMP OnLine del 10.10.2013

“A meno di due mesi dall’individuazione del primo focolaio in un allevamento di galline, l’epidemia di aviaria che ha interessato l’Emilia-Romagna è ufficialmente conclusa”. Lo fa sapere una nota della Regione Emilia Romagna che precisa come “Sono decaduti infatti i vincoli, quale zona di sorveglianza, stabiliti dalla Decisione della Commissione Ue per gli ultimi Comuni ancora interessati da provvedimenti conseguenti ai focolai di influenza, e non si sono manifestati nuovi casi di infezione: per questo il presidente della Regione Vasco Errani – su proposta dell’assessore alle Politiche per la salute – ha emesso una nuova ordinanza che revoca tutti i provvedimenti precedenti”.

 

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 24 ottobre 2013                                          Prot. 596/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     SCIVAC: Gestione delle patologie croniche del rene e della tiroide nel gatto Milano 6 ottobre – www.scivac.it

2)     Istituto Veterinario Novara:

Aggiornamento di Cardiologia con lo Specialista: dalla Fisiopatologia alla Clinica 12 ottobre

L’obesità quale causa e conseguenza di malattia nel cane e nel gatto 13 ottobre

Granozzo con Monticello (Novara) - aggiornamento@istitutoveterinarionovara.it

3)     Centro Studi la Ruota: I SERPENTI Al di là del Bene e del Male: il Vuoto Mortale della Perdita di Contatto 12/13 ottobre Milano - segreteria@centrostudilaruota.org

4)     SCIVAC: La chirurgia dell'apparato respiratorio Bologna 13 ottobre - www.scivac.it

5)     Circolo Veterinario Bolognese:

Approccio orientato al problema: tutti i passi necessari dall'anamnesi alla visita clinica ed alla diagnosi 20 ottobre

Monsters &Co: le malattie trasmesse da artropodi nella pratica clinica 17 novembre

Bologna - www.cvbolognese.it

6)     AIVEMP: Zoonosi: prevenzione e impatto sulla salute pubblica Cremona 25 ottobre - www.aivemp.it

7)     SCIVAC: Corso base di riproduzione nel maschio 7-8 novembre Cremona - www.scivac.it

8)     SIVE- SIPE: La laminite: un problema sempre attuale Verona 8 novembre - www.sive.it

9)     Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta: L’acquario nel piatto 11 novembre Torino - www.izsto.it

10)  SCIVAC: Corso pratico Medicina comportamentale 4 (valido come IV parte dell’Itinerario Didattico di Medicina Comportamentale) 15-16 novembre Cremona http://registration.evsrl.it

11)  SCIVAC: Metodologia della ricerca clinica - II Parte gli studi in ambito diagnostico. le linee guida 18-19 novembre Cremona http://registration.evsrl.it

12)  SCIVAC: Tutto sul crociato 21-22 novembre Cremona – www.scivac.it

13)  SCIVAC: Dall'interpretazione alla refertazione in radiologia: metodologia e strategie 23-24 novembre Cremona - www.scivac.it

14)  IZS Lombardia Emilia Romagna: Presentazione dei risultati delle principali ricerche correnti finanziate dal ministero della salute concluse nell'anno 2012 Brescia 5 dicembre 2013 http://formazione.izs.glauco.it – corsi

15)  Università di Padova: Master in Cooperazione Veterinaria Internazionale Legnaro (PD) gennaio 2014 – www.maps.unipd.it/corsi/corsi-di-laurea/master

16)  Università Milano: "nseminazione artificiale e conservazione del seme nel cane 22 gennaio-27 febbraio 2014 Milano - www.veterinaria.unimi.it/Facolta/1752_ITA_HTML.html

17)  Università Padova: Corso di perfezionamento annuale Nuove frontiere della Sicurezza alimentare: indirizzi normativi e tecnici per l’igienista degli alimenti febbraio-novembre 2014 - valerio.giaccone@unipd.it

 

 

SCUOLA DI MEDICINA OMEOPATICA DI VERONA: ANNO ACCADEMICO 2013-2014

Moduli per VETERINARI

13/10/2013 Approfondimento della lettura e decodificazione dei segnali comportamentali attraverso lo studio di casi clinici nel cane e nel gatto risolti con l’omeopatia

17/11/2013 Trattamento omeopatico nelle sindromi convulsive del cane e del gatto.

12/01/2014 L’omeopatia nel mondo equestre: studio ed analisi di casi clinici affrontati con l’utilizzo del rimedio omeopatico.

9/03/2014 Malattie degenerative: analisi di casi clinici seguiti con l’omeopatia unicista.

13/04/2014 Allevamento bovino: esperienza diretta in azienda con analisi e studio di casi clinici di interesse buiatrico affrontati con l’omeopatia.

11/05/2014 Bioterapia nutrizionale  in medicina veterinaria.

www.omeopatia.org

 

CREDITI ECM: AUTOAPPRENDIMENTO, ESONERI E RIDUZIONI

Da Circolare FNOVI del 13/09/13

La Commissione ECM ha pubblicato le decisioni adottate il 17 luglio.

Esonerati ed esenti- I professionisti sanitari che frequentano, in Italia o all'estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza e durante l'esercizio dell'attività professionale, sono esonerati dall'obbligo formativo ECM. L'esonero riguarda l'intero periodo di formazione nella misura di 4 crediti per mese e solo se il corso di formazione abbia durata superiore a 15 giorni per ciascun mese. Esonerabili anche- alle condizioni stabilite dalla Commissione- i professionisti sanitari domiciliati o che esercitano in zone colpite da catastrofi naturali e i professionisti che frequentano corsi di formazione manageriale. Più vasta la categoria degli esentabili che ricomprende ad esempio i professionisti sanitari che sospendono l'esercizio della propria attività professionale a seguito di congedo maternità obbligatoria, congedo parentale, adozione di figli, congedo retribuito per assistenza ai figli portatori di handicap, gravi motivi familiari, fravi patologie e assenze per malattie. Fra le esenzioni anche l'aspettativa per incarico direttore sanitario aziendale e direttore generale (Art.3 bis, comma 11 D.lgs n. 502/92 e successive modifiche e integrazioni), aspettativa per cariche pubbliche elettive (D.lgs. n.151 del 26/03/2001)
L'esenzione dall'obbligo formativo ECM è fissato nella misura di 4 crediti per ogni mese nel quale il periodo di sospensione dell'attività professionale sia superiore a 15 giorni.
Esonero ed esenzioni dovranno essere riconosciuti dalla sezione IV della Commissione ECM.
Formazione individuale all'estero- Sono riconosciuti crediti ECM nella misura del 50% dei crediti attribuiti dal singolo evento accreditato all'estero. I crediti acquisibili tramite formazione individuale all'estero non possono superare il 50% dell'obbligo formativo triennale. Nel caso in cui l'evento accreditato all'estero supera i 50 crediti formativi sono riconosciuti al massimo 25 crediti ECM.
Autoapprendimento- Ai liberi professionisti sono riconosciuti crediti ECM per attività di a utoapprendimento ossia l'utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati; autoapprendimento derivante da attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati ECM e privi di test di valutazione dell'apprendimento con il limite del 10% dell'obbligo formativo individuale triennale (fino ad un massimo di 15 crediti nel triennio). Il riconoscimento dell'autoapprendimento spetta al Gruppo liberi professionisti della CNFC.
Riduzione dell'obbligo formativo triennale. La determina definisce anche la gradazione della riduzione dei crediti formativi. il debito formativo è di 150 crediti complessivi per il triennio 2011-2013, con la possibilità di riportare dal triennio precedente (2008 – 2010) fino a 45 crediti. La riduzione si attua con criterio proporzionale:

L'obbligo formativo annuale per il professionista sanitario (non libero professionista) è di un terzo del proprio fabbisogno triennale (50 crediti/anno), al netto delle riduzioni derivanti da esenzioni ed esoneri. Il professionista sanitario può discostarsi del 50% dall'obbligo formativo annuale.
Registrazione manuale dei crediti- E' ammessa la registrazione manuale di crediti ECM acquisiti nel periodo 2008/2013 non ancora presenti nella banca dati Co.Ge.A.P.S. Ai fini della registrazione, i professionisti presentano la richiesta, completa di attestato di partecipazione e di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, all'Ordine di appartenenza.
Dossier formativo-Al fine di permettere la corretta costruzione del dossier formativo e per agevolare la verifica della corrispondenza degli obiettivi rispetto alla pianificazione, la determina riporta chiarimenti su come coniugare gli obiettivi formativi con le rispettive aree tematiche.
Certificazione dei crediti- La certificazione dei crediti viene effettuata, per i professionisti sanitari iscritti agli Ordini, tramite,il portale Co.Ge.A.P.S.

 


 

FARMACI

 

Nuova classificazione dei batteri resistenti agli antibiotici

da AnvmiOggi 18 settembre 2013

Urgente. Serio. Preoccupante. Sono i tre livelli di rischio nella nuova classificazione dei batteri resistenti agli antibiotici, introdotta dai Centers for disease control and prevention (Cdc). Il direttore dell'Istituto di igiene dell'Università Cattolica di Roma Walter Ricciardi, la giudica una misura necessaria, «perché siamo di fronte a una sfida assolutamente cruciale per il prossimo futuro: in tutto il mondo occidentale stiamo assistendo a eventi catastrofici di sepsi legati a batteri che sono resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti. Fortunatamente questi casi non sono ancora numerosissimi, ma cominciano a verificarsi anche nei nostri pronto soccorso». Alcuni sono particolarmente pericolosi, Ricciardi cita germi come Klebsiella pneumoniae o Acinetobacter baumannii: «ci sono alcuni gram negativi che infettano tutto l'organismo e contro i quali non abbiamo armi, possiamo solo assistere il paziente mentre muore». Con l'introduzione di una classificazione, tutti gli ospedali sono avvertiti e quando diagnosticano un'infezione di questo tipo conoscono il rischio che possono correre. «Questo è un primo passo - si augura Ricciardi - verso un'alleanza forte tra pubblico e privato, la sola che possa affrontare in maniera sistematica il problema. Sostanzialmente oggi le aziende farmaceutiche non investono in nuovi antibiotici perché l'investimento è altissimo e ha ritorni modesti, eppure serve una strategia globale per studiare nuovi antibiotici in grado di combattere i germi resistenti». La seconda necessità è la prevenzione: «l'uso appropriato degli antibiotici è importantissimo, ma purtroppo in Paesi come l'Italia, la Francia e la Spagna è molto episodico e lasciato all'iniziativa dei singoli ospedali. Occorre attivare programmi organizzati su base nazionale, come stanno cominciando a fare i Paesi del nord Europa». Ricciardi ricorda che il ministro Fazio aveva lanciato una campagna per contrastare l'abuso degli antibiotici e confida nell'azione del nuovo ministro per la Salute e del Consiglio superiore di sanità appena insediato.
Threat Report 2013 (www.cdc.gov/drugresistance/threat-report-2013)
I tre livelli della minaccia antimicrobica:1.
Microorganisms with a Threat Level of Urgent 2. Microorganisms with a Threat Level of Serious 3. Microorganisms with a Threat Level of Concerning

 

ANTIBIOTICORESISTENZA: INAPPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA NEL RAPPORTO AIFA

Da Notizie ANMVI 26 settembre 2013 15:19

L'uso inappropriato degli antibatterici non rappresenta soltanto un problema di costi a carico del SSN, ma anche un problema di sanità pubblica; esso infatti favorisce l'insorgenza di resistenze batteriche con progressiva perdita di efficacia di tali farmaci, come dimostrano i recenti dati di aumento della resistenza, soprattutto ai fluorochinoloni ed ai macrolidi. Lo rimarca l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) nell'ultimo rapporto sull'uso dei farmaci in Italia.
Inappropriatezza nei trattamenti -Le infezioni acute delle vie respiratorie (IAR) sono fra le condizioni cliniche per le quali si osserva più frequentemente l'impiego di antibiotici, insieme alle infezioni acute non complicate delle basse vie urinarie (IVU).Le IAR rappresentano una delle maggiori cause di morbosità e di mortalità nel mondo; si stima che esse rappresentino circa il 75% degli interventi medici nella stagione invernale ed un quarto del carico di lavoro complessivo presso gli ambulatori di Medicina Generale. Le IAR presentano prevalentemente un'eziologia virale (>80% dei casi); pertanto, gli antibiotici non sono solitamente efficaci per trattarle. Alla luce di tali considerazioni, viene considerato inappropriato: l'uso di qualunque antibiotico in presenza di una diagnosi di influenza, raffreddore comune, o laringotracheite acuta e l'uso di macrolidi, fluorochinoloni e cefalosporine in presenza di una diagnosi di faringite e tonsillite acuta, considerato che, anche in presenza di S. pyogenes (unico agente eziologico di origine batterica coinvolto in questa infezione), la mancanza di una dimostrata resistenza batterica rende le penicilline la terapia di elezione. Inoltre, viene considerato inappropriato il trattamento con cefalosporine iniettive e fluorochinoloni nei pazienti con bronchite acuta, in assenza di BPCO, vista l'eziologia prevalentemente virale di tali forme infettive. Infatti, qualora la bronchite acuta interessi soggetti anziani e/o con alto grado di severità, l'impiego di beta-lattamici orali e/o macrolidi può essere sufficiente per prevenire sovra infezioni batteriche che potrebbero portare all'insorgenza di polmoniti. Nel trattamento delle infezioni acute non complicate delle basse vie urinarie (cistite semplice) viene considerato inappropriato l'uso in prima linea di qualsiasi antibiotico appartenente alla classe di fluorochinoloni.
Inappropriatezza per territorio, genere ed età- Per quanto concerne la distribuzione geografica le Regioni del Centro Italia mostrano i livelli più alti di trattamento inappropriato dell'influenza e di raffreddore comune. I casi di bronchite in assenza di BPCO e di laringotracheite mostrano, invece, più alti livelli di inappropriatezza al Sud e nelle Isole, mentre il Nord riporta maggiori livelli di inappropriatezza per il trattamento della cistite non complicata. Tendenzialmente, sebbene con valori di prevalenza non molto più elevati rispetto al sesso maschile, le donne risultano trattate in modo meno appropriato. Inoltre, i livelli di inappropriatezza d'uso di antibiotici risultano più elevati al crescere dell'età con una lieve flessione dopo i 75 anni di età, dato di nuovo riconducibile ad un minor accesso al MMG da parte di questi pazienti, poiché maggiormente ospedalizzati o istituzionalizzati.

 

Fonte: www.resvet.it

MODIFICHE AIC

GU Serie Generale n.222 del 21-9-2013

Zipyran Plus
Modifica denominazione del medicinale veterinario da Zipyran Plus Compresse per cani a Zipyran Compresse per cani e aggiunta dell'eccipiente «Aroma di carne».

Friskies Procontrol gocce
Modifica sito responsabile del controllo e rilascio lotti e modifica apportata al modo di esprimere il contenuto del principio attivo permetrina

Enteristin
Conferma del tempo di attesa per i Suini fino a 35 Kg di peso, Carne e visceri, 2 giorni.

GU Serie Generale n.221 del 20-9-2013

Exspot 718 mg/ml
Modifica sito responsabile del controllo e rilascio lotti e modifica apportata al modo di esprimere il contenuto del principio attivo permetrina.

Rhemox Premix
Aggiunta di un sito responsabile del rilascio dei lotti del prodotto finito.

Versifel FeLV
Estensione del periodo di validità del prodotto finito

GU Serie Generale n.216 del 14-9-2013

Stimixin 120 e 360
Modifica dei seguenti tempi di attesa: Polli da carne: Carne e visceri da 2 giorni a 0 giorni. Tacchini: Carne e visceri da 2 giorni a 0 giorni.

Recuvyra 50 mg/ml
Modifica apportata al regime di dispensazione ora: "Medicinale veterinario soggetto a decreto del Presidente della Repubblica 309/90 e successive modifiche, allegato III-bis e tabella II, sezione D. La somministrazione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario. Smaltimento secondo le norme previste dal decreto del Presidente della Repubblica 309/90".

Megaxilor 20%
Modifica stampati

Enterocol
Modifica del seguente tempo di attesa: Suini: Carne e visceri da 2 giorni a 0 giorni

Tolomec O.S.
Adeguamento dei tempi di attesa per carne e visceri di ovino da 5 giorni a 10 giorni

Duvaxyn IE-T Plus
Soppressione di un sito di fabbricazione del prodotto finito.

Poulvac Bursine 2
Soppressione di un sito di fabbricazione del prodotto finito.

Suvaxyn Aujeszky Bartha O/W
Soppressione di un sito di fabbricazione del prodotto finito.

GU Serie Generale n.215 del 13-9-2013

Equip FT
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Equip EHV 1,4
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Poulvac Marek CVI
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Suvaxyn Aujeszky Bartha LYO
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento , controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Doxamicina
Modifica dei seguenti tempi di attesa: Suinetti fino a 35 Kg di peso: Carne e visceri da 2 giorni a 0 giorni; Conigli: Carne e visceri da 2 giorni a 0 giorni.

Poulvac NDW
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Poulvac IB Primer
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Lincospecin
Rinunciata, su richiesta della società titolare dell'A.I.C. per motivi commerciali, la seguente confezione: flacone da 20 ml - A.I.C. n. 100237041. Aggiunta di un nuovo sito di fabbricazione per le confezioni da 50 e 100 ml.

GU Serie Generale n.214 del 12-9-2013

Poulvac canary pox foi
Soppressione di un sito di produzione, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

GU Serie Generale n.207 del 4-9-2013

Trisulfan® 30%
Aggiornamento di tecnica farmaceutica.

Colistina solfato 12% Filozoo
Rinuncia alla confezione barattolo da 1 kg A.I.C. n. 102461011 e altri aggiornamenti di tecnica farmaceutica.

Finadyne 50 mg/ml
Variazioni collegate a importanti modifiche nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Dermaflon crema
Soppressione di un sito di produzione, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Suvaxyn M. Hyo
Soppressione di un sito di produzione, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

Poulvac Ilt
Soppressione di un sito di produzione, controllo e rilascio lotti del prodotto finito.

 

NUOVI FARMACI

GU Serie Generale n.214 del 12-9-2013

AQUAFLOR
Principio attivo: florfenicolo 500 mg
Ricetta
: in triplice copia non ripetibile

CEVAC IBird
Principio attivo: Virus vivo attenuato della Bronchite Infettiva (IB), ceppo 1/96
Ricetta: in triplice copia non ripetibile

FIPROCLEAR 67 mg, 134 mg, 268 mg e 402 mg soluzione spot-on
Principio attivo: Fipronil 67-134-268-402 mg
Ricetta: la vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medico veterinaria.

GU Serie Generale n.206 del 3-9-2013

CARPROSOL
Principio attivo: Carprofene 50,00 mg
Ricetta: ripetibile

WELLICOX
Principio attivo: Flunixina (come meglumine) 50 mg
Ricetta: in triplice copia non ripetibile

Colistina Solfato 12% Fatro
Principio attivo: colistina solfato 12.000.000.U.I.
Ricetta: in triplice copia non ripetibile

UBIFLOX 5-20-80 mg
Principio attivo: Marbofloxacina 5-20-80 mg
Ricetta: non ripetibile

 

Revoche e Sospensioni AIC

GU Serie Generale n.215 del 13-9-2013

Alcuni medicinali Panpharma
Motivo: chiusura dell'officina di produzione farmaceutica.

IZOVAC ENTERO 2, IZOVAC PNEUMO-3, IZOVAC AUJESZKY-FLU
Motivo: richiesta della società titolare. I medicinali non possono essere più venduti e la società titolare è tenuta a ritirare le confezioni in commercio.

Friskies antipulci collare antiparassitario per cani
Motivo: rinuncia della ditta.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

POS OBBLIGATORIO PER I PROFESSIONISTI: SI PARTE IL 1° GENNAIO 2014

da Newsletter FNOVI nr. 34-02.10.13

Con la pubblicazione in G.U. del D.L. 179/2012 (cd. decreto sviluppo bis, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”), i professionisti, e dunque anche i medici veterinari, avranno l’obbligo verso i loro clienti di consentire il pagamento delle prestazioni professionali tramite i POS (point of sale), ossia quei dispositivi, già utilizzati presso gli esercizi commerciali, che consentono di accettare pagamenti tramite carte di credito, di debito e prepagate. Il POS, com'è noto, è collegato con il centro di elaborazione della banca che offre il servizio e consente di autorizzare ed effettuare contestualmente in tempo reale l’addebito sul conto corrente del soggetto abilitato e l'accredito sul conto dell'esercente, in questo caso il professionista.La novità va di fatto ad integrare il D. Lgs. 231/2007 che introdusse il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro.
Con l’introduzione dell’obbligo del POS anche negli studi professionali il legislatore prosegue nella sua politica di favorire i pagamenti in moneta elettronica ed escludere progressivamente quelli per contanti al fine di arginare ulteriormente l’evasione fiscale. A partire dal primo gennaio 2014, una data ormai non troppo lontana, i veterinari non potranno pertanto rifiutarsi di accettare dal cliente il pagamento delle proprie parcelle tramite moneta elettronica, ossia carte di credito e bancomat. I particolari operativi legati all'entrata in vigore della normativa non sono ancora noti, affidati probabilmente ad un decreto interministeriale che chiarirà modalità, termini di pagamento e che soprattutto indicherà gli importi minimi non soggetti all'uso del POS.

 

AUMENTO ALIQUOTA IVA AL 22%

Da leggioggi.it - 30/09/13
Vista la crisi di Governo, da martedì 1° ottobre scatterà l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% . Questo comporterà che ogni famiglia, in media, pagherà almeno 200 euro in più all’anno. Qui di seguito proponiamo una casistica dettagliata per aiutare i cittadini a capire cosa succederà da domani e come cambieranno le cose. In base alla legge attualmente in vigore “a decorrere dal 1° ottobre 2013, l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto del 21 per cento è rideterminata nella misura del 22 per cento” (articolo 40, comma 1-ter, decreto legge 6 luglio 2011, n. 98). Il Governo potrebbe approvare successivamente un decreto legge di “blocco”, ciò non toglie che dal 1 ottobre sia necessario applicare l’aliquota del 22%. Nei registratori di cassa dei commercianti dovrà essere modificata l’aliquota Iva ordinaria ai fini dell’emissione delle fatture fiscali, per le quali l’Iva viene esposta. Per gli scontrini e le ricevute, invece, nel registro dei corrispettivi, dove vanno registrate le operazioni giornaliere, va creata un’apposita colonna, relativa all’aliquota Iva del 22%. Per quanto riguarda invece l’Iva da applicare agli ordini fatti entro domani, con consegna successiva, si deve considerare la cessione di beni mobili effettuata al momento della consegna del bene, a prescindere dalla data di stipula del relativo contratto od ordine (scritto o verbale), quindi, l’aumento dell’aliquota Iva al 22% sarà valido esclusivamente per le merci consegnate dopo il 30 settembre 2013. Ovviamente, se prima della consegna verrà emessa la fattura o verrà pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considererà effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. Dunque, si applicherà l’Iva del 21%, se la fattura o il pagamento avverranno entro il 30 settembre 2013, indipendentemente dal fatto che la consegna avverrà il 1 ottobre.
La nuova aliquota iva, sulle prestazioni di servizi, viene applicata quando si considerano effettuate le prestazioni all’atto del pagamento del corrispettivo. Per quanto concerne gli acconti pagati prima della fornitura, se prima dell’aumento viene pagato un acconto, il fornitore ha l’obbligo di emettere la fattura, applicando l’aliquota Iva del 21% per l’importo incassato. Tra le imprese e i professionisti è più penalizzato chi non può detrarre l’Iva sugli acquisti perché effettua operazioni attive esenti, come ad esempio le banche, le assicurazioni e le strutture sanitarie. Nell’ambito dei versamenti della cassa di previdenza, l’aumento dell’Iva al 22% non inciderà sulla base imponibile dei contributi integrativi delle Casse professionali (dal 2% al 5%, con rivalsa obbligatoria) o del contributo alla gestione separata Inps (4%, con rivalsa da concordare), calcolati sul compenso e sui rimborsi spese (diversi da quelli anticipati in nome e per conto).

 

In allegato il manifesto "Scusate l'IVA", che ANMVI ha predisposto per le strutture veterinarie che vorranno affiggerlo, in vetrina o nelle sale d'attesa, per prendere pubblicamente le distanze dal rincaro fiscale, in aperta protesta, affinchè cittadini e clienti siano consapevoli del dissenso della categoria.

 

COMPILAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE: I CONTRIBUENTI EX "MINIMI"

Da AnmviOggi 24 settembre 2013

Attenzione durante la redazione del modello per evitare imprecisioni nella stima dei ricavi e dei compensi.
Fiscoggi, il notiziario dell'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una nota di dettaglio per i cosiddetti contribuenti "ex minimi". Il regime di vantaggio dei minimi - previsto dai commi da
96 a 117 dell'articolo 1 della legge 244/2007, assorbito - a partire dal periodo d'imposta 2012 dall'articolo 27, commi 1 e 2, del Dl 98/2011 - presenta come regola fondamentale per la determinazione del reddito il principio di cassa "puro" che, in deroga alle disposizioni previste dal Tuir, prevede l'imputazione della totalità delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d'imposta sulla base del momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa. Intervenuta la fuoriuscita da tale regime di vantaggio, il contribuente che eserciti, come attività prevalente, un'attività economica per la quale è prevista l'applicazione degli studi di settore deve fare attenzione a compilare il relativo modello, al fine di evitare delle imprecisioni nella stima dei ricavi e dei compensi. Il regime dei "minimi" prevede infatti che, al fine di evitare salti o duplicazioni di imposta, i ricavi, i compensi e le spese sostenute, che hanno già concorso a formare il reddito durante il periodo in cui si era "minimi", non assumono rilevanza nella determinazione del reddito dei periodi di imposta successivi sottoposti al regime ordinario, ancorché di competenza di tali periodi. Viceversa, quei componenti che, ancorché di competenza del periodo soggetto al regime dei "minimi", non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo stesso, assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti.

 

 

ENPAV

 

ENTRO IL 31 OTTOBRE INVIO MODELLO 1/2013

Da www.enpav.it

Nell’area iscritti del sito www.enpav.it è attivo il servizio di presentazione telematica del Modello 1/2013-redditi 2012 e del Modello 2/2013. Le note illustrative per la compilazione dei modelli sono disponibili all’interno della modulistica contributi dell’home page del sito. Si ricorda che dall’anno in corso l’invio del Modello 1 e del Modello 2 sono consentiti solamente in forma telematica. Per accedere al servizio di inoltro telematico è necessario essere registrati all’area iscritti. Si invita dunque, anche coloro che non vi abbiano ancora provveduto, ad effettuare al più presto la registrazione.

 

MODELLO 1/2013

L’invio del Modello 1/2013 è obbligatorio per tutti coloro che nel corso del 2012 sono stati iscritti all’Albo professionale dei Medici Veterinari. La scadenza prevista per l’invio del Modello è il 31/10/2013.
Al termine della presentazione viene rilasciata una ricevuta digitale in formato pdf. I bollettini M.Av. per il pagamento dei contributi eccedenti ove dovuti saranno generati automaticamente al termine della procedura di presentazione e salvati in formato pdf nella sezione Consultazione Mav/Rid dell’area iscritti. Non saranno dunque più spediti in formato cartaceo. La scadenza per il pagamento dei contributi eccedenti dovuti è il 28/02/2014.

MODELLO 2/2013

Entro il 31/10/2013 sarà inoltre possibile inviare, tramite l’apposita funzione disponibile nell’area iscritti, il Modello 2/2013 di adesione alla pensione modulare. La pensione modulare viene corrisposta contestualmente alla pensione base previo versamento del contributo modulare per un periodo minimo di almeno 5 anni, anche non continuativi.
Chi intende aderire deve indicare l’aliquota da applicare sul reddito professionale dichiarato nel Modello 1/2013.
Il bollettino per il pagamento del contributo modulare sarà reperibile nella sezione Consultazione Mav/Rid 2 mesi prima della scadenza di pagamento, prevista per il 30/09/2014.

 

PREVIDENZA PROFESSIONISTI: NIENTE INPS PER CHI VERSA AD UNA CASSA

Da www.sivemp.it 24/09/13

L’obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell’Inps non è valido per quanti svolgono attività soggette al versamento di contributi di qualsiasi genere presso una Cassa di previdenza dei professionisti, dunque risulta irrilevante se si tratti del contributo soggettivo o integrativo. Questo, almeno, è quanto è emerso da una sentenza del giudice del lavoro, presso il tribunale di Rieti, chiamato a decidere in merito ad un ricorso fatto da un architetto contro l’iscrizione d’ufficio, perpetrata dall’Inps, alla gestione separata con relativo pagamento di contributi e sanzioni civili per gli anni 2005 e 2006. Il ricorrente sosteneva di essere un architetto iscritto all’Albo, di aver prestato, nel periodo indicato, attività lavorativa come insegnante presso un’università statale e poiché aveva, in quanto tale, posizione assicurativa e contributiva presso l’Inpdap (ora Inps), oltre ad aver prestato contestualmente attività di libero professionista in qualità di architetto per la quale però aveva regolarmente corrisposto a Inarcassa, presso cui era pure iscritto, i contributi integrativi (ai tempi non destinati a fini previdenziali). Il giudice, per prendere una decisione riguardo a questo caso, in pratica si è riferito all’articolo 18, comma 12, del Dl 98/2011 in base al quale l’iscrizione alla Gestione separata è obbligatoria solo per i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia sottoposto all’iscrizione ad appositi albi professionali, ossia ad attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti. Di qui deriva la decisione secondo la quale l’architetto iscritto all’albo, che ha sia un lavoro come dipendente che come libero professionista, dal momento che è assicurato presso l’Inps non è tenuto al versamento del contributo soggettivo all’Inarcassa, ma è tenuto a versare i contributi integrativi sul fatturato della propria attività nei confronti della Cassa privata in relazione all’attività professionale svolta. Avendo il legislatore imposto l’obbligo di iscrizione alla gestione separata solamente per quanti svolgono attività che non sono soggette al versamento del contributo senza ulteriori specificazioni, niente autorizza ad operare una distinzione tra la tipologia dei versamenti contributivi per sostenere che essendo l’attività oggetto di causa non soggetta a quello soggettivo, sia data la condizione di legge per l’obbligo di iscrizione alla gestione separata.

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

ANIMALI ABBANDONATI IN STRUTTURA VETERINARIA

Da Professione Veterinaria n. 30/settembre 2013

Abbandono del paziente, abbandono dopo il soccorso, abbandono fuori dalla porta d’ingresso. Le cronache raccontano di animali da compagnia che vengono abbandonati dal veterinario. “Stiamo installando un sistema di videosorveglianza - ci scrive un collega – per motivi di sicurezza e come deterrente contro l’abbandono di animali presso l’ingresso della nostra struttura”. Gli orfanelli nel terzo millennio sono anche cuccioli indesiderati o animali vittime della strada. I casi di abbandono di animali da compagnia presso le strutture veterinarie private presentano una tendenza all’incremento che ANMVI intende verificare e indagare. Si tratta anche di pazienti non più ritirati dai proprietari o da chi ha richiesto cure veterinarie in loro favore. Per contro, è diffusa l’esperienza del veterinario che ha adottato l’animale abbandonato, così garantendo la salvezza dell’animale e, talvolta, sopperendo ad inadempienze delle pubbliche amministrazioni. L’abbandono è un reato penale. Con questa prima ricognizione del fenomeno, ANMVI intende esplorarne la qualità e la consistenza, comprenderne le dinamiche, dare pubblica evidenza ad eventuali riscontri apprezzabili e - sulla base dei risultati - elaborare proposte di prevenzione e rimedio. Si garantisce l’anonimato anche in caso di testimonianze firmate. Eventuali note libere potranno essere allegate. Il questionario è rivolto a medici veterinari:

http://sondaggi.anmvi.it                Termine della consultazione: 30/11/13

 

REIDRATAZIONE ORALE NEI CANI CON GASTROENTERITE

Da Vet.journal 27 settembre 2013

Uno studio ha determinato la sicurezza e l’efficacia di una soluzione elettrolitica per somministrazione orale (OES) per la correzione della disidratazione lieve o moderata associata a diarrea emorragica nel cane. Si includevano 20 soggetti con diarrea emorragica e meno di 3 episodi di vomito. Tutti i cani venivano sottoposti al test per il Parvovirus, ricevevano maropitant citrato per controllare l’emesi e ricevevano una OES. Si somministravano fluidi per via endovenosa quando gli animali rifiutavano la OES oppure vomitavano o presentavano un aumento del 5% del PCV, una diminuzione del 5% del peso corporeo, valori di creatinina sierica o BUN superiori a quelli dell’ammissione in clinica oppure alterazioni clinicamente importanti degli elettroliti ematici o del glucosio sierico.
13 cani (65%) assumevano volontariamente la OES; 7 (35%) la rifiutavano e quindi ricevevano una soluzione elettrolitica bilanciata EV. Tutti i 13 cani nel gruppo OES consumavano la soluzione ≤ 5 ore dopo l’ammissione in clinica. Dopo 8 e16 ore dall’ammissione, il PCV, le proteine sieriche totali e la BUN erano significativamente inferiori a quelli del momento dell’ammissione nel gruppo OES, mentre non si identificavano variazioni significative di pH ematico, eccesso di basi e concentrazioni di sodio, potassio, cloro, calcio ionizzato, magnesio ionizzato e lattato. Il costo del trattamento era significativamente inferiore per il gruppo OES rispetto al gruppo EV.
La reidratazione con una OES era efficace e sicura nei cani con disidratazione lieve o moderata associata a diarrea emorragica, concludono gli autori. I potenziali benefici di questo approccio terapeutico per i cani affetti da gastroenterite, rispetto alla tradizionale fluidoterapia EV, sono i costi inferiori per il proprietario e una riduzione del tempo di trattamento per lo staff medico.

 

APPROFONDIAMO L’ORDINANZA SULLA TUTELA DELLE AGGRESSIONI

Da Professione Veterinaria n. 29/settembre 2013

Per dodici mesi la tutela dell’incolumità pubblica dalle aggressioni sarà disciplinata dall’ordinanza ministeriale firmata dal Sottosegretario alla Veterinaria Paolo Fadda. L’ordinanza ministeriale del 6 agosto, vigente dal 6 settembre per 12 mesi, vige temporanemente, in attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia.

Il proprietario di un cane è “sempre responsabile” del suo benessere e della sua conduzione e “risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso”.

Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure:

a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;

b) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;

c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;

d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;

e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.

Chiunque conduca il cane in ambito urbano deve raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse. A seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio i Comuni, su indicazione dei servizi veterinari, decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica, quali proprietari di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese per tali percorsi sono a carico del proprietario del cane. I proprietari dei cani inseriti nel registro dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività stipulano una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e applicano sempre al cane, quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, sia guinzaglio sia museruola.

IL PATENTINO: tornano i percorsi formativi per i proprietari di cani, in conformità al decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino. I percorsi formativi sono organizzati dai comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle ASL, i quali possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale. Il comune, su indicazione del servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso formativo tra i veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria, istituito presso l’Izsler.

IL LIBERO PROFESSIONISTA: Il veterinario privato informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumità pubblica.

LE ASL: A seguito di morsicatura o aggressione, i servizi veterinari attivano un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario. Inoltre, i servizi veterinari, in caso di rilevazione di rischio elevato, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di veterinari esperti in comportamento animale; infine i servizi veterinari tengono un registro aggiornato dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività.

ESCLUSIONI: I cani in dotazione alle forze armate, di polizia, di protezione civile e dei vigili del fuoco; i cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili; i cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regioni o dai comuni.

 

LESIONI OCULARI NEI SERPENTI

Da Vet.journal 18 settembre 2013

Uno studio retrospettivo ha determinato la distribuzione e l’esito clinico delle lesioni oculari in 67 serpenti. Si diagnosticavano lesioni oculari in 67 serpenti sui 508 esaminati (13%). I soggetti affetti appartenevano alle famiglie Boidae, Pythonidae, Colubridae e Viperidae. La distribuzione delle lesioni oculari non variava tra le famiglie tassonomiche, le età o i sessi; tuttavia, nella popolazione erano rappresentati maggiormente i serpenti del genere Epicrates. Le patologie oculari più frequentemente diagnosticate erano la ritenzione della membrana cornea (n = 41), lo pseudobuftalmo (13), i traumi (8) e la cataratta (4). Lo pseudobuftalmo si sviluppava più frequentemente nei Colubridi che nei non-Colubridi. Dei 16 serpenti con ritenzione delle membrane cornee per i quali erano disponibili dati, la lesione recidivava una volta in 4 soggetti e più volte in 5 soggetti. I risultati indicano che la ritenzione delle membrane cornee era la lesione oculare più frequente nei serpenti. Rispetto ad altri serpenti con lesioni oculari, i soggetti del genere Epicrates avevano una frequenza di tali lesioni maggiore di quanto atteso e i soggetti della famiglia Colubridae avevano una maggiore frequenza di pseudobuftalmo, concludono gli autori.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

H7N7: DEROGHE ALLA MOVIMENTAZIONE, NUOVE LINEE GUIDA

Da nota Ministero della Salute DGSAF 17980 del 19/09/13

Nuove linee guida dalla Salute per le deroghe alla movimentazione. Ulteriori modifiche ai criteri per la concessione di deroghe ai divieti di movimentazione. Il 19 settembre l'Unità di Crisi per l'influenza aviaria ad alta patogenicità ha concluso per l'adozione di nuove linee guida. la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario le ha diramate ai Servizi Veterinari degli Assessorati regionali. Le nuove linee guida sostituiscono quelle del 17 settembre scorso (prot. 17774). Le deroghe consentono aperture progressive alla movimentazione di uova e animali; novità di rilievo è la possibilità di movimentare animali e uova da allevamenti dell'Emilia-Romagna situati al di fuori delle aree di protezione, sorveglianza e restrizione. Sono previsti inoltre minori vincoli nella movimentazione di uova (da consumo e da cova) dalle zone di protezione e sorveglianza. In entrambi i casi è necessario fornire comunque determinate garanzie. Da ricordare che tra Mordano e Imola sono state abbattuti quasi 900mila animali, tra polli e pulcini. I focolai d'infezione sono stati rapidamente circoscritti grazie alla reazione delle «istituzioni italiane, che hanno salvato gli allevamenti italiani ed europei». Tutto a caro prezzo, però: oltre dieci milioni di euro, soldi necessari «per bloccare sul nascere il propagarsi dell'infezione». Il Governo ha dato così un primo via libera alla richiesta di soccorrere gli allevatori colpiti dall'aviaria «mediante la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e previdenziali nonchè dei pagamenti delle rate delle operazioni creditizie di finanziamento». Ma anche alla proposta di andare a bussare all'Ue perché adotti «misure eccezionali di sostegno al mercato nel settore della carne e delle uova di pollame» e cioè eroghi una parte delle «necessarie misure economiche per sostenere l'intera filiera avicola». Si tratta cioè di soldi per indennizzare gli animali abbattuti, compensare le spese sanitarie, favorire la ripresa del comparto.

 

VACCINARE I BOVINI CONTRO ESCHERICHIA COLI O157?

Da Vet.journal 23 settembre 2013

La vaccinazione dei bovini contro E. coli O157 potrebbe ridurre il numero dei casi di infezione nell’uomo dell’85%. Lo indica uno studio pubblicato su PNAS. Il microrganismo, che causa grave patologia gastrointestinale nell’uomo, si diffonde mediante il consumo di cibo e acqua contaminati o per contatto con le feci del bestiame nell’ambiente. I bovini sono il principale serbatoio del batterio. I vaccini attualmente disponibili per i bovini sono raramente utilizzati ma potrebbero essere significativi. Lo studio ha utilizzato dati veterinari, umani e molecolari per esaminare il rischio di trasmissione di E. coli O157 dal bovino all’uomo e stimare l’impatto della vaccinazione dei bovini. Il rischio di infezione da E. coli O15 è particolarmente significativo quando i bovini sono “super-eliminatori” cioè quando eliminano un numero elevato di batteri nelle feci per un limitato periodo di tempo.
Lo studio ha previsto che la vaccinazione dei bovini potrebbe ridurre i casi umani dell’85% circa. Lo stesso gruppo di ricerca sta valutando le basi economiche di un tale programma vaccinale oltre allo sviluppo di vaccini più efficaci che potrebbero ridurre ulteriormente il rischio. I vaccini attualmente disponibili sono poco utilizzati; negli Stati Uniti, una versione del vaccino non ha ricevuto la licenza completa perché i farmaci a uso veterinario devono dimostrare un miglioramento della salute animale. Ciò è problematico perché E. coli O157 non causa problemi nel bovino e la valutazione dell’impatto del vaccino necessita della coordinazione tra medici umani e veterinari.

 

LA PIÙ GRANDE STALLA FRANCESE. OGNI MUCCA PRODURRÀ 11.500 LITRI DI LATTE ALL'ANNO.

Da Italia Oggi - 02/10/13
In Francia l'imprenditore Michel Ramery è all'opera per costruire la più grande stalla della nazione: ospiterà mille mucche in un unico stabile. Esse saranno munte 3 volte al giorno, anziché 2 come avviene comunemente, e la produzione di ciascuna vacca salirà da 9 mila a 11.500 litri di latte all'anno. I lavori sono già avviati a Buigny-Saint-Maclou, nei pressi di Abbeville, nel nord della Francia. E' stato ultimato un hangar dove sarà conservata la paglia per nutrire le vacche. Poi toccherà al vero stabilimento per gli animali, lungo 234 metri, che sarà affiancato da un altro per 750 giovenche e per i vitelli. Se il programma sarà rispettato, la prima parte dell'opera sarà conclusa nell'aprile 2014, mentre l'anno seguente sarà pronto il metanizzatore che, sfruttando gli escrementi degli animali, produrrà energia. Ramery, attivo anche nel settore delle costruzioni, si è ispirato alle esperienze già diffuse all'estero, in particolare in Germania. Nella nazione di Angela Merkel le grandi stalle da mille mucche sono molto diffuse e la produzione di latte è superiore a quella francese. Le vacche del nuovo complesso di Ramery saranno sistemate in un edificio aperto ai lati e coperto da un tetto; in caso di intemperie, saranno alcune coperture mobili a proteggere gli animali. La mungitura sarà eseguita in maniera automatizzata ma non robotizzata. L'investimento ammonta a 6 milioni di euro. Poi c'è il progetto del metanizzatore, che costerà altri 6 milioni. L'impianto produrrà energia elettrica che sarà venduta a Edf, con ricavi stimati a 1,2 milioni di euro all'anno. Si tratta di un'autentica novità per l'agricoltura francese. Gli addetti ai lavori, tuttavia, non l'hanno affatto presa bene, perché l'iniziativa di Ramery rompe gli schemi consolidati di una produzione lattiera da parte di aziende a conduzione familiare. Mediamente, in ogni fattoria, non si allevano più di 50-80 mucche. La questione è ben riassunta da André Bonnard, membro della Federazione nazionale dei produttori di latte appartenente al sindacato Fnsea: il problema non sta nel numero di animali ma nel modello di agricoltura, che in Francia non è quello di un industriale che crea un'azienda per far soldi. La passione del 95% degli allevatori, assicura Bonnard, è l'allevamento e non la redditività dei capitali. C'è anche chi va al di là delle dichiarazioni ed è passato all'attacco. L'associazione Novissen (Nos villages se soucient de leur environnement, i nostri villaggi si preoccupano del loro ambiente) sta seguendo passo dopo passo la vicenda e ha già manifestato pubblicamente chiedendo a gran voce l'interruzione del progetto, fiancheggiato dalla Confederazione agricola, che a sua volta denuncia l'industrializzazione dell'agricoltura. Novissen sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote a Ramery attraverso le vie legali. In maggio era stato depositato un ricorso al prefetto del dipartimento della Somme, dove sorgerà il nuovo impianto, contro il permesso di edificazione. A inizio settembre, poi, un ricorso al tribunale di Amiens perché la prefettura non ha messo a disposizione i documenti relativi al progetto. Intanto i francesi si interrogano sul futuro dell'agricoltura, specialmente dopo che l'Unione europea ha scelto un approccio liberale al settore. A partire dal 2015 scompariranno le quote latte e sarà il mercato a fare la differenza. Ramery, con ogni probabilità, sta giocando d'anticipo.

 

 

STRESS IN RISPOSTA A TRE METODI DI CASTRAZIONE NEL VITELLO

Da Vet.journal 25 settembre 2013

L’induzione di un criptorchidismo artificiale mediante resezione parziale dello scroto senza rimuovere i testicoli è una tecnica di castrazione del vitello che ha recentemente ricevuto nuovo interesse. Al contrario dell’orchiectomia e della castrazione con pinza Burdizzo, la risposta di stress dei vitelli all’accorciamento dello scroto è sconosciuta.
Uno studio ha confrontato la resezione parziale dello scroto con l’orchiectomia, la castrazione con metodo Burdizzo e con oggetti di controllo non operati (n = 10 per gruppo, età 56 ± 3 giorni). Le procedure venivano effettuate in sedazione con xilazina e anestesia locale. Si ipotizzava che la resezione parziale dello scroto fosse meno stressante. Si analizzavano il cortisolo salivare, la frequenza cardiaca, la variabilità della frequenza cardiaca, il comportamento e la locomozione. La concentrazione di cortisolo aveva un picco 60 minuti dopo l’inizio delle procedure. Il rilascio di cortisolo era almeno in parte indotto dalla xilazina e nessuna delle procedure induceva un rilascio aggiuntivo. La frequenza cardiaca aumentava nei vitelli di tutti gruppi con le manipolazioni iniziali ma immediatamente dopo la sedazione con xilazina diminuiva ed era fino al 30% inferiore ai valori iniziali, senza essere modificata dalla procedura chirurgica. La deviazione standard delle variabili di frequenza cardiaca aumentava quando i vitelli venivano posti sul tavolo chirurgico ma gli effetti erano simili nei soggetti sottoposti a chirurgia e in quelli di controllo. La locomozione aumentava, mentre diminuivano i tempi di decubito in risposta a tutti gli interventi. L’aumento della locomozione era più pronunciato dopo l’orchiectomia. Il fibrinogeno plasmatico aumentava solo dopo l’orchiectomia. Con un’adeguata analgesia, l’orchiectomia, la castrazione con metodo Burdizzo e la resezione parziale dello scroto non differivano riguardo a stress acuto e, di conseguenza, dolore. La resezione parziale dello scroto, se effettuata in sedazione con xilazina e anestesia locale, è quindi una tecnica accettabile nei vitelli, concludono gli autori.

 

VALIDAZIONE DI DUE SCALE DEL DOLORE COMPORTAMENTALI NEL CAVALLO IN COLICA

Da Vet.journal 2 ottobre 2013

Uno studio ha confrontato due scale comportamentali per la valutazione del dolore addominale nel cavallo (Equine Acute Abdominal Pain Scales, EAAPS-1 e -2) e una scala numerica (NRS). Si confrontavano l’affidabilità e la validità delle 2 scale comportamentali. Si suddividevano a caso 41 veterinari per equini in 3 gruppi a ciascuno dei quali veniva presentato un differente set di 28 video scelti a caso tra 36 video di cavalli in colica e di 4 controlli. Un video a caso veniva inserito due volte all’interno di ciascun set. Il primo (n=15) e il secondo (n=16) gruppo valutavano il dolore rispettivamente con le scale EAAPS-1 e EAPPS-2 mentre il terzo (n=10) utilizzava il sistema NRS. Le correlazioni intra-classe (ICC) per EAAPS-1 (0,80) e EAAPS-2 (0,76) vs. NRS (0,67) indicavano un’affidabilità inter-rater superiore per entrambe le scale EAPPS. L’affidabilità intra-rater di EAAPS-1 era superiore alle altre due scale. La validità convergente tra entrambi i punteggi EAAPS e i punteggi NRS era sostanziale. Entrambe le scale EAAPS discriminavano bene tra i gruppi estremi (area sotto la curva ROC, receiver operating characteristic; area sotto la curva AUC >0,9) per differenziare il dolore grave da quello lieve, come valutato mediante NRS. Entrambe le scale EAAPS mostravano una validità predittiva comparabile a quella di NRS (AUC per modalità di trattamento dicotomica: nessun trattamento e trattamento medico vs. chirurgia o eutanasia) e con la mortalità (morto vs. vivo) tra 0,6 e 0,7 per tutte e 3 le scale. La EAAPS-1 era la più affidabile delle 3 scale ed entrambe le scale EAAPS dimostravano una validità comparabile a quella della scala NRS, concludono gli autori.

 

VENE VARICOSE DEL CAPEZZOLO NELLA BOVINA DA LATTE

Da Vet.journal 20 settembre 2013

Uno studio retrospettivo ha descritto le vene varicose come causa di ostruzione della cisterna del capezzolo in 22 bovine da latte, riportandone le opzioni terapeutiche e l’esito. Si rivedevano le cartelle cliniche delle bovine visitate per difficoltà di mungitura causate da vene varicose del capezzolo. Si utilizzavano tre approcci terapeutici: scleroterapia, legatura della vena associata a scleroterapia e flebectomia. Si otteneva il follow up a lungo termine ≥ 6 mesi dopo il trattamento definendo i miglioramenti della mungitura. Erano affetti da vene varicose 22 capezzoli (22 vacche). I quarti anteriori erano più frequentemente colpiti rispetto a quelli posteriori. Si effettuavano 3 scleroterapie, 12 legature associate a scleroterapia e 6 flebectomie. Non si effettuava il trattamento di 5 vene. La prognosi complessiva dei soggetti trattati era buona (84%) dopo ≥ 6 mesi e non differiva significativamente tra i tipi di trattamento. La recidiva dell’ostruzione da parte di una vena varicosa si verificava in 3 dei 19 capezzoli. Numerose opzioni chirurgiche sono disponibili per il trattamento delle vene varicose del capezzolo; la prognosi complessiva per il ritorno alla mungitura normale è buona, concludono gli autori.

 

VENETO: MIGLIORAMENTO DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO E DELLE PRODUZIONI

Da AnmviOggi 25 settembre 2013

Il Veneto finanzia gli allevatori per il miglioramento genetico animale. Integrazione di fondi nazionali non assegnati. La Giunta regionale ha impegnato un milione 670 mila euro a favore dell'ARAV, Associazione Regionale Allevatori del Veneto come contributo sulle spese per le attività connesse al "Programma dei controlli funzionali - Anno 2013". "Il programma in questione – ha ricordato Manzato, assessore all'agricoltura – riguarda la tenuta dei libri genealogici di razza e il controllo delle attitudini produttive in zootecnia finalizzate al miglioramento del patrimonio genetico e dunque della produzione: un'attività cofinanziata da Stato e Regioni sulla base del fabbisogno finanziario calcolato dall'Associazione Italiana Allevatori". Il provvedimento riguarda l'impegno della quota regionale ed è stato preso per consentire la continuità di questo tipo di controlli e di attività, che stanno regolarmente procedendo, in carenza della assegnazione nazionale nella sua completezza (per ora limitata ad un importo parziale di circa 688 mila euro), a fronte di un previsto contributo pubblico complessivo di oltre 3,2 milioni di euro. "L'attività di miglioramento genetico animale – ha fatto presente Manzato – non è solo un valore aggiunto per il singolo produttore, ma soprattutto, un investimento a lungo termine e quindi strategico per il patrimonio zootecnico nazionale. I risultati raggiunti nell'aumento della quantità e della qualità delle produzioni, della resistenza alle malattie, sulla fertilità, sulla facilità di parto, sulla longevità e sulla capacità di utilizzazione delle risorse foraggere e per quanto riguarda salubrità e sicurezza dei prodotti agroalimentari derivati, giustificano pienamente queste azioni". Il finanziamento è stato assegnato all'ARAV, alla quale dal 2012 sono conferite ed unificate a livello regionale le deleghe precedentemente attribuite alle Associazioni provinciali allevatori APA.

 

 

ALIMENTI

 

Antibiotici nelle carni: monitoraggio "severo" in ambito veterinario

fonte: Altroconsumo AnmviOggi 25 settembre 2013

"Abbiamo trovato batteri resistenti agli antibiotici nell'84% dei campioni di carne di pollo comprati in Italia" dicono ad Altroconsumo. In seguito al trattamento degli animali con antibiotici, usati per curarli dalle malattie, i batteri che vivono nel loro tratto gastrointestinale possono diventare resistenti al farmaco e contaminare il cibo e l'ambiente. I risultati dell'inchiesta, condotta e pubblicata da Altroconsumo, sono stati trasmessi al Ministero della Salute. L'inchiesta ha analizzato 250 campioni di petti di pollo, cercando alcuni particolari batteri (della famiglia Enterobatteriacea), più inclini di altri a sviluppare un meccanismo di resistenza agli antibiotici: "Li abbiamo trovati nell'84% dei 45 campioni comprati in Italia, a Milano e a Roma". "Senza seri provvedimenti - che ne limitino l'uso negli allevamenti - gli antibiotici potrebbero, tra una decina di anni, non riuscire a sconfiggere la maggior parte dei batteri, anche negli uomini".
Le domande di Altroconsumo- Quali sono i controlli svolti per assicurare un uso appropriato degli antimicrobici negli allevamenti? Nelle prescrizioni da parte dei veterinari viene applicato il criterio della prudenza? Un sistema che lavori maggiormente sulla prevenzione delle malattie animali, per esempio, diminuirebbe l'uso di antibiotici.
Le proposte- Secondo Altroconsumo "serve, inoltre, un sistema che lavori maggiormente sulla prevenzione delle malattie animali, per ridurre la necessità di usare gli antibiotici". Quindi la proposta al Ministero della Salute: "Perché non conservare una classe di antibiotici da usare solo per gli animali e non per le persone, in modo da limitare i danni?"
La richiesta- I risultati del test "dimostrano che il problema della resistenza agli antibiotici è molto diffuso ed è strettamente legato al tema della sicurezza alimentare: occorre migliorare il monitoraggio dell'uso di questi medicinali in ambito veterinario con sistemi di sorveglianza più severi".

 

 

VARIE

 

Anmvi e Panini ancora insieme nelle scuole

Da AnmviOggi 20 settembre 2013

ANMVI e PANINI tornano in classe. Per il terzo anno consecutivo, i Veterinari entreranno nelle scuole elementari di tutta Italia con la nuova raccolta di figurine 'Zampe & Co 2013-2014'. A breve, il reclutamento dei docenti per il nuovo progetto di zooantropologia didattica. Fino al 5 ottobre i Veterinari interessati alle docenze potranno presentare domanda di adesione al nuovo progetto di zooantropologia didattica organizzato da ANMVI e PANINI per l'anno scolastico 2013-2014. La rinnovata collaborazione con l'azienda modenese, leader storico delle figurine, è sancita dalla nuova raccolta di PANINI dal titolo "Zampe & Co 2013-2014" a cui è abbinato il progetto di zooantropologia didattica "Piccole Zampe Crescono", realizzato da Silvia Macelloni, responsabile scientifico dell'iniziativa, in collaborazione con SISCA. Formula vincente non si cambia e, come nelle precedenti edizioni, la didattica veterinaria consterà di 270 moduli didattici da 4 lezioni per classe ciascuno. Beneficiarie dell'iniziativa sono, a titolo gratuito, classi seconde, terze, quarte e quinte. L'album, le figurine e i supporti didattici saranno consegnati direttamente ai medici veterinari docenti. Nelle due edizioni precedenti, ANMVI e PANINI hanno coinvolto circa 500 Veterinari nelle docenze e portato il messaggio educational del corretto rapporto con il mondo animale in più di 1000 scuole e a oltre 30.000 bambini. Lusinghieri gli apprezzamenti degli insegnanti per l'iniziativa, giudicata pedagogicamente utile, e per la qualità delle lezioni svolte.
Modalità di adesione dei Medici Veterinari. Le assegnazioni, fino ad esaurimento dei moduli didattici finanziati, seguiranno criteri impostati prioritariamente sulla più ampia diffusione territoriale per raggiungere quanto più omogeneamente possibile scuole, insegnanti e bambini lungo tutta la Penisola. I veterinari riceveranno da ANMVI per l'invio della modulistica di adesione (Modulo di manifestazione d'interesse e vitae). Le docenze veterinarie sono retribuite.
Modalità di adesione delle Scuole– Saranno i Medici Veterinari a contattare le direzioni scolastiche di loro scelta per acquisirne l'adesione allo svolgimento, tramite l'apposito modulo predisposto e inviato al Veterinario da ANMVI. Le adesioni delle scuole dovrà essere inviata dal veterinario entro il 26 ottobre 2013. Per le scuole l'iniziativa è gratuita.

 

ONLUS E VETERINARIA

Da email SIVELP 20/09/13

SIVELP segnala che la continua apertura di strutture atte ad erogare prestazioni veterinarie da parte di ONLUS, rischia di pregiudicare l'attività dei Colleghi che esercitano la professione nelle forme previste dalla legge. Le Onlus beneficiano di regime fiscale agevolato e, molto spesso, di contributi pubblici che non sono certo destinati, nelle intenzioni degli Enti erogatori, alla distorsione del mercato. Il parere dell'Agenzia delle Entrate (circolare 12/E del 9/04/2009) non sembra assegnare a tali organizzazioni la possibilità di fornire servizi professionali.

 

INDICAZIONI OPERATIVE PER LA PROFILASSI DELLA VARROATOSI

Da nota Ministero Salute 13975 del 12/07/13

La dott.ssa Gaetana Ferri ha emanato una nota riguardante i trattamenti e relative modalità da adottare in caso di necessità. Per rendere più omogenea sul territorio nazionale l’applicazione della O.M. 17 Febbraio 1995 recante norme per la profilassi della varroatosi, il MdS ha ottenuto un parere dal Centro di Referenza Nazionale sulle patologie delle api. La nota Ministeriale chiarisce che i provvedimenti di polizia veterinaria scattano a seguito di diagnosi clinica.

•Per quanto concerne la definizione di "caso di varroasi” ai fini della denuncia questo deve essere inteso come una forma clinica di infestazione delle api da parte di Varroa destructor con evidenza di api con varroe in fase forestica, api con addome deforme, piccolo o atrofizzatto.

• Parimenti interventi diagnostici negli apiari presenti nel raggio di 5 km. devono essere solo di tipo clinico con l'obbiettivo di individuare altri apiari con lesioni da Varroa destructor: parimenti la revoca delle misure di sequestro dovrà essere effettuata solo alla completo regressione dei sintomi clinici negli apiari colpiti o in alternativa a seguito della distruzione degli alveari che presentano sintomatologia clinica.

• Per quanto concerne gli apiari sotto sequestro questi dovranno essere sottoposti a trattamenti antivarroa secondo le modalità individuate dal Veterinario Ufficiale. In alternativa si potrà procedere alla distruzione dell'apiario o di parte di esso qualora il Veterinario Ufficiale ritenga che il trattamento non sia comunque in grado di assicurare la sopravvivenza della famiglia .

A tale riguardo il CRN fornisce una scheda riguardante i vari trattamenti e la relativa modalità di esecuzione da adattare se necessario a cura delle Regioni per la stesura di protocolli di trattamento funzionali alle realità eco-ambientali e produttive. Al fine di conseguire una buona efficacia dei trattamenti e ridurre i fenomeni di re infestazione si sottolinea che gli stessi dovranno essere effettuati in tutti gli apiari presenti in aree territoriali omogenee dal punto di vista eco-ambientale nel medesico arco temporale cercando anche di alternare, se possibile, l’uso dei principi attivi per limitare l’insorgenza di fenomeni di farmaco resistenza.

 

Commissione europea: on line nuovo sito della Direzione Generale "SANCO"

Da Il Veterinario d'Italia 19.9.2013

La Commissione europea ha completato un’operazione di ristrutturazione del sito internet della direzione “sanità e tutela dei consumatori” (Direzione generale SANCO). Nelle intenzioni degli operatori, la nuova architettura web ha un duplice obiettivo: adattare la struttura del sito ai nuovi strumenti di navigazione sulla Rete, in particolare gli smartphone e i tablet; inglobare nell’architettura web la piattaforma Health-EU Portal e la relativa newsletter.
In particolare, la nuova struttura del sito consentirà all’utenza di accedere a notizie affidabili e controllate sulle tematiche sanitarie in discussione nell’Unione Europea; in questo ambito la sezione dedicata al portale comprende specifiche voci strutturate che racchiudono un’ampia gamma di informazioni e di collegamenti alle politiche ed attività dell’Unione Europea, così come alle politiche nazionali, ai principali provvedimenti adottati e agli eventi di maggior impatto su scala europea. Ulteriori notizie di dettaglio sulla nuova architettura e sui contenuti del sito web della Commissione Europea – Direzione DG SANCO sono reperibili all’indirizzo telematico http://ec.europa.eu/health

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 5 ottobre 2013

Prot. 547/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Istituto Veterinario Novara: Corso di ecocardiografia teorico-pratico 18-20 settembre Granozzo con Monticello (Novara) - aggiornamento@istitutoveterinarionovara.it

2)     CRPA: L'efficienza alimentare per ridurre l'escrezione dellazoto nell'allevamento di vacche da latte 19 settembre Pizzighettone (CR) www.ersaf.lombardia.it

3)     Scuola Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica: Semeiologia e diagnosi clinica tradizionale e omeopatica. Il repertorio, strumento per la valorizzazione dei segni e sintomi Cortona (AR) 21-22 settembre www.omeovet.net

4)     Ordine Veterinari Modena: Sicura & QsA - Qualità, Sicurezza Alimentare e Sanità Animale in convention 24 e 25 settembre Modena - www.alimenti-salute.it/sicura2013.php#1

5)     Ordine Veterinari Verona: “La Buona Carne” … un patrimonio da proteggere e conoscere meglio Verona 26 settembre - ordinevr@tiscalinet.it

6)     CRPA: Strategie per la gestione dell'azoto in aziende con elevati carichi zootecnici 26 settembre Fossano (CN) - http://aqua.crpa.it

7)     Ordine Veterinari Milano: Congresso SIET (Società embryo transfer) 22° convegno annuale 4-5 ottobre 2013 Vignola (MO) www.sietitalia.it

8)     E.V.: Gli emocomponenti per uso topico e infiltrativo nella rigenerazione tissutale - Cremona 11-12 ottobre – www.anthec.org

9)     AIVPA:                      www.aivpa.it

Seminario CARDIEC: Seminario aritmologia 20 ott 2013 Bergamo

Corso teorico pratico AIVPA – Celemasche: ricerca radiografica delle malattie scheletriche e/o ereditarie del cane (HD-ED-SP) Ferrara 26-27 ott 2013

Seminario GISPEV: Il laboratorio d’analisi in pediatria Un alleato per il paziente da 0 a 12 mesi Milano 17 nov

Corso teorico-pratico CARDIEC: Ecografia addominale del cane e del gatto (corso intermedio-avanzato) 22-24 nov 2013 Marcon (VE)

10)  Società Italiana di patologia aviare: Strategie per ridurre l’uso di antimicrobici nelle aziende avicole: un approccio multifunzionale Cremona 24 ottobre – www.patologiaviare.org

11)  SIVAR: Confrontare i problemi riproduttivi: esperienze di campo nella patologia, gestione ed alimentazione delle scrofe iperprolifiche 25 ottobre Cremona www.sivarnet.it

12)  Commissione Europea, FVE, Eurogroup for Animals e Vier Pfoten International: Ia conferenza Europea sul benessere degli animali da compagnia 28 ottobre Bruxelles - https://webgate.ec.europa.eu/fmi/scic/DOGS_AND_CATS_2013/start.php

13)  SCIVAC: Corso pratico Ecocardiografia del cane e del gatto 28-31 ottobre Cremona - http://registration.evsrl.it

14)  I.Z.S. del Mezzogiorno: Sanità animale ed igiene delle produzioni nell’allevamento bufalino Brescia 7 novembre – formazione@cert.izsmportici.it

15)  SCIVAC: Corso pratico avanzato Chirurgia della cataratta 31 gennaio-1 febbraio 2014 Cremona - http://registration.evsrl.it

 

CORSI ECM ON LINE

- Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: ABC della BVD-Saper gestire l'infezione da virus BVD negli allevamenti bovini dal 30 settembre 2013 al 29 settembre 2014 - cfp@izsvenezie.it

- FNOVI: Corso FAD sulla paratubercolosi per veterinari pubblici ed aziendali – 15 ECM. Attivo da agosto - www.formazioneveterinaria.it

 

 


 

FORMAZIONE PER IL VETERINARIO DI FIDUCIA SETTORE SUINICOLO

Si allega il programma del secondo corso ai sensi del Protocollo AIA ANMVI FNOVI

“Formazione propedeutica per il Veterinario di fiducia nel settore suinicolo”

venerdì 8 novembre 2013 presso l’Università di Mantova

venerdì 15 novembre presso l’I.Z.S. di Brescia

Evento a numero chiuso: 70 iscritti. Iscrizioni entro il 18 ottobre 2013
Richiesto accreditamento ECM                www.sivarnet.it

 

 

FARMACI

 

CANI, GATTI E DPA: 4 NUOVE AUTORIZZAZIONI IN COMMERCIO

Da Notizie ANMVI 5 settembre 2013

Quattro nuovi presidi prescrivibili dal veterinario per cani, gatti e per animali produttori di alimenti.
In Gazzetta Ufficiale, con decorrenza immediata, sono stati autorizzati dal Ministero della Salute 4 nuovi medicinali veterinari:
Wellicox 50 mg/ml Soluzione iniettabile per bovini, suini e cavalli. Indicato nei bovini per la riduzione dei sintomi clinici di malattia respiratoria, simultaneamente a una appropriata terapia anti-infettiva; nei suini per trattamento di supporto a una adeguata terapia antibiotica per la sindrome Mastite-Metrite-Agalassia; riduzione della febbre associata a malattie respiratorie, come supposto di una terapia antibiotica specifica; nei cavalli per la riduzione dell'infiammazione e del dolore associati a patologie muscolo-scheletriche, riduzione del dolore viscerale associato a coliche. (Tempi di attesa).
Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile.
Enterocide- Autorizzata la nuova concentrazione da 12.000.000 U.I./g del medicinale per uso veterinario gia' autorizzato «Enterocide per vitelli, annutoli, agnelli, capretti, redi (puledri lattanti), suini, polli,tacchini, conigli. Trattamento per via orale delle enteriti acute e subacute dei giovani animali sostenute da microrganismi Gram negativi (E: coli e Salmonella spp.). (Tempi di attesa)
Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria in triplice copia non ripetibile.
Carprosol 50 mg/ml Soluzione iniettabile per cani e gatti. Indicazioni terapeutiche: Cane: per il controllo del dolore e dell'infiammazione nel periodo postoperatorio, dopo interventi ortopedici e sui tessuti molli (compresi i tessuti intraoculari). Gatto: per il controllo del dolore postoperatorio dopo interventi chirurgici.
Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile.
Ubiflox 5 mg compresse per gatti e cani e 20 mg e 80 mg compresse per cani. Trattamento delle infezioni provocate da ceppi di microorganismi sensibili alla marbofloxacina. Nei cani: - Infezioni della pelle e dei tessuti molli (piodermite della plica, impetigine, follicolite, foruncolosi, cellulite); - Infezioni del tratto urinario (UTI) associate o non a prostatite o epididimite; Infezioni delle vie respiratorie. Nei gatti: Infezioni della pelle e dei tessuti molli (ferite, ascessi, flemmoni); Infezioni delle vie respiratorie superiori.
Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile in copia unica.

 

COLISTINA E TIGEGLICINA: ANTIBIOTICI PER GLI ANIMALI, PRIMA RISPOSTA DELL'EMA ALLA UE

Da Notizie ANMVI 3 settembre 2013

E' pubblicata la prima risposta dell'EMA (European Medicines Agency) ad una serie di quesiti sollevati dalla Commissione sull'impiego di antibiotici negli animali. Nel suo primo parere, l'EMA dà indicazioni sull'impatto di colistina e tigeciclina negli animali, antibiotici considerati trattamenti salvavita per pazienti affetti da diversi tipi di infezioni causati da batteri resistenti a molti farmaci.
Continuare l'uso responsabile di colistina per il trattamento di malattie degli animali - La colistina è impiegata nella medicina veterinaria da oltre 50 anni. Non vi è evidenza disponibile sul trasferimento di resistenze alla colistina dagli animali all'uomo; tuttavia, l' Agenzia, nella sua consulenza, riconosce che ci sono poche informazioni sull'argomento e si deve sviluppare una ricerca e una sorveglianza più approfondita. La consulenza raccomanda il mantenimento dell'uso della colistina nella medicina veterinaria ma limitandone l'uso al trattamento degli animali infetti e di quelli in contatto con loro, e di eliminare tutte le indicazioni all'uso preventivo o profilattico. La Commissione Europea deve indicare la via migliore per modificare le informazioni dei medicinali veterinari a base di colistina per riflettere questo modello di utilizzo più ristretto in linea con i principi di un impiego responsabile. La consulenza inoltre raccomanda di rinforzare il sistema di sorveglianza delle resistenze alla colistina per aumentare la probabilità di una precoce individuazione di ogni aumento delle resistenze.
Nessuna necessità riconosciuta per autorizzare l'uso della tigeciclina negli animali - La tigeciclina, un antibiotico appartenente alla classe delle glicilglicine, non è attualmente approvato per l'utilizzo negli animali. Al momento non è possibile quantificare il grado di utilizzo fuori indicazione negli animali, tuttavia c'è qualche evidenza aneddotica di utilizzo nei cani e nei gatti di prodotti a base di tigeciclina autorizzati per l'uso negli uomini. L'Agenzia ritiene che attualmente non vi è alcuna necessità di autorizzare l'uso della tigeciclina negli animali. Se nel futuro si dovesse verificare la necessità di autorizzare medicinali a base di tigeciclina in campo veterinario, le autorizzazioni dovranno essere considerate solo sulla base di una valutazione positiva del rapporto beneficio-rischio che tenga in considerazione il rischio di trasferimento di resistenza nell'uomo.
Tuttavia, sulla base della situazione attuale, è improbabile che possa essere rilasciata una autorizzazione al commercio alla luce della necessità di questo antibiotico nell'uomo.

 

PANACUR PASTA CAVALLI: MODIFICAZIONE AIC

Da Newsletter FNOVI nr. 31-11/09/13

Con un comunicato dello scorso luglio (vedi GU Serie Generale n.201 del 28-8-2013) il Ministero della Salute ha informato di aver provveduto a modificare l'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale per uso veterinario “Panacur pasta cavalli” nella confezione da 1 siringa da 24 g.

Specie di destinazione:

prima: Equidi                  Ora: Equidi non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano

Tempo di attesa:

prima: Carne e visceri: 20 giorni. Uso non consentito in equidi che producono latte per il consumo umano.

Ora: Non applicabile. Uso non consentito in equidi destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano.

Modalità di dispensazione:

Prima: Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile.

Ora: Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile.

Le confezioni presenti in commercio e ancora recanti le vecchie diciture su scatola, siringa e foglietto illustrativo, potranno essere vendute da Grossisti e Farmacie secondo le nuove indicazioni approvate dal Ministero della Salute.

 

 

Fonte: www.resvet.it

MODIFICHE AIC

GU Serie Generale n.200 del 27-8-2013

Pestigon 50 mg
Modifica del RCP e corrispondenti punti degli altri stampati illustrativi.

Spiramicina 20% Liquido Chemifarma
Modifica dei seguenti tempi di attesa: polli da carne, carne e visceri, da 10 giorni a 11 giorni.

Spiramicina 20% Chemifarma
Modifica dei tempi di attesa per i vitelli da latte, carne e visceri, da 24 giorni a 31 giorni e per i suini, carne e visceri, da 10 a 7 giorni.

Spiramicina 20% Unione Commerciale Lombarda
Modifica dei tempi di attesa per i vitelli da latte, carne e visceri, da 24 giorni a 31 giorni e per i suini, carne e visceri, da 10 a 7 giorni.

Spiramicina 20% Vetoquinol Italia
Modifica dei tempi di attesa per i vitelli da latte, carne e visceri, da 24 giorni a 31 giorni e per i suini, carne e visceri, da 10 a 7 giorni.

Spiravet 200 Solubile
Modifica dei tempi di attesa per i vitelli da latte, carne e visceri, da 24 giorni a 31 giorni e per i suini, carne e visceri, da 10 a 7 giorni.

Glucosio 5% (Piramal)
Nuova confezione multipla destinata alle specie bovini, equini, cani e gatti: 20 flaconi in vetro da 500 ml - A.I.C. n. 100418084.

Ossitetraciclina 20% Dox-Al Italia
Eliminazione di due eccipienti e aggiornamento del dossier di tecnica farmaceutica.

Mamyzin A
Modifica del nome del sito di produzione, controllo della qualità e rilascio lotti.

Diluente Suvaxyn
Soppressione di un sito di produzione, confezionamento, responsabile del controllo e del rilascio dei  lotti del prodotto finito.

GU Serie Generale n.190 del 14-8-2013

Colisid 120 mg/ml
Modifica relativa all'eliminazione della dizione «suini fino a 35 Kg» e la sostituzione con la dizione «suini». Modifica dei tempi di attesa per i conigli: da 5 giorni a zero giorni e per i suini: da 7 giorni a zero giorni.

GU Serie Generale n.189 del 13-8-2013

Amoxi-One
Nuova confezione: sacco da 4305 g - A.I.C. n. 102864042.

Antipulci Collare Bolfo
Modifica della lunghezza dei collari con conseguente modifica degli stampati: Collare formato piccolo da 38 cm (12,5 g), A.I.C. n. 102985025; Collare formato grande da 70 cm (45 g), A.I.C. n. 102985013.

Forcyl Swine 160 mg/ml
Aggiunta nuova indicazione terapeutica.

Duotech sospensione orale
Modifica dei Tempi di attesa relativamente al latte da "latte: non usare in pecore che producono latte per il consumo umano" a"non autorizzato per l'uso in pecore che producono latte per consumo umano nemmeno durante il periodo in asciutta. Non utilizzare entro 1 anno prima del primo parto in pecore destinate a produrre latte per consumo umano."

Gabbrocol 200 200 mg/g
Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle caratteristiche del prodotto. Modifica Tempi di attesa: Suini (fino a 50 Kg) (con durata trattamento di 21 giorni) carne e visceri da 30 a 2 giorni. Suini (con durata trattamento di 5 giorni) carne e visceri da 30 a 5 giorni. Conigli (con durata trattamento di 21 giorni) carne e visceri da 5 a 3 giorni. Conigli (con durata trattamento di 5 giorni) carne e visceri da 5 a 2 giorni.

GU Serie Generale n.187 del 10-8-2013

Tiaclor 50 mg/g + 200 mg/g
Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Polisulfan 100 100 mg/g + 40 mg/g
Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle  caratteristiche del prodotto.

Gabbrocet 20% 200 mg/g
Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle  caratteristiche del prodotto.

Tiadox
Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle  caratteristiche del prodotto.

 

NUOVI FARMACI

GU Serie Generale n.200 del 27-8-2013

GANABEN PREMIX 50mg/g
Principio attivo: Gentamicina 50,0 mg
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

GU Serie Generale n.199 del 26-8-2013

POULVAC IB QX
Principio attivo
:
Virus vivo attenuato della Bronchite Infettiva Aviare, ceppo L1148 103,0 -105,0 EID50 
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

RIVAMOR 50mg/g
Principio attivo: Etacridina Lattato Monoidrato 50 mg
Ricetta: la vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medico-veterinaria.

MARBOTAB P 20-80 mg
Principio attivo: Marbofloxacina 20-80 mg
Ricetta: ripetibile

GU Serie Generale n.197 del 23-8-2013

EQUILIS WEST NILE
Principio attivo: Inactivated chimeric flavivirus strain YF-WN
Ricetta: non ripetibile in triplice copia.
L'impiego di tale prodotto, deve essere effettuato da un veterinario o sotto la sua diretta responsabilità. L'avvenuta prescrizione deve essere comunicata entro tre giorni, dal veterinario prescrittore direttamente al servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio, con l'indicazione dell'ubicazione dell'azienda, del detentore degli animali, del numero identificativo degli animali da sottoporre a trattamento e della data della prescrizione.

GU Serie Generale n.190 del 14-8-2013

CIRCOVAC
Principio attivo: inactivated (killed) porcine-circovirus-type-2 (PCV2) strain
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

LOXICOM
Principio attivo: meloxicam
Ricetta: ripetibile

GU Serie Generale n.187 del 10-8-2013

ANTIMANIA
Principio attivo: Antimoniato di meglumina 300 mg
Ricetta: ripetibile

GU Serie Generale n.182 del 05-8-2013

ROBONEX
Principio attivo: Eprinomectina 5 mg
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

BUPAQ
Principio attivo: Buprenorfina 0,3 mg
Ricetta: medicinale veterinario soggetto a ricetta ministeriale speciale a ricalco, secondo decreto del Presidente della Repubblica n. 309/90, come modificato dalla legge 21 febbraio 2006 n. 49, Tabella II sezione A. La somministrazione e detenzione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario.

MULTISHIELD DC
Principio attivo: neomicina 70.000 UI, penetamato 77,2 mg, benzilpenicillina 227,2 mg
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

GU Serie Generale n.181 del 03-8-2013

DOXAMULIN BMP
Principio attivo: tiamulina idrogeno fumarato 100 g
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

TENOTRIL
Principio attivo: enrofloxacina 50 mg
Ricetta: non ripetibile in triplice copia

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

REDDITOMETRO AL VIA: A CHI ARRIVERANNO LE LETTERE?

Da Notizie Anmvi 6 settembre 2013

Dalla prossima settimana l'Agenzia delle Entrate scriverà a 35mila contribuenti a rischio evasione fiscale. Gli avvisi- sotto forma di questionario- saranno inviati a 35mila contribuenti che, sulla base dei dati dell'anagrafe tributaria, risultano aver speso nel 2009 somme eccessivamente superiori (ben oltre il 20%) rispetto al reddito dichiarato. Trova così concreta applicazione, dopo la circolare esplicativa di agosto- il nuovo e discutibilissimo redditometro, che fa rientrare le spese veterinarie fra le voci che concorrono alla prova della verità fiscale.
Gli osservatori economici raccomandano di compilare correttamente il questionario perché permette di arrestare subito il processo a carico del contribuente se soddisfa le richieste di chiarimenti da parte del Fisco. Per determinare quali siano i contribuenti che oltrepassano maggiormente la soglia di tolleranza del 20%, e quindi a maggior rischio di evasione, verrà tenuto conto "di situazioni e fatti certi", "della concreta disponibilità di beni di cui l'amministrazione possiede informazioni" e del "reddito complessivo dichiarato dalla famiglia". Le spese per beni di uso corrente contemplate dall'Istat non verranno analizzate, almeno in questa prima fase. Le spese veterinarie e per la cura degli animali non rientrano nel paniere Istat, ma nel redditometro sì, come pure il possesso del cavallo. Le spese per gli animali domestici sono collocate all'interno della sezione "spese per tempo libero, cultura e giochi". Relativamente alle spese sostenute per il mantenimento dei cavalli, il decreto distingue tra quelli detenuti in proprio e quelli "tenuti a pensione". La spesa per cavallo mantenuto in proprio è pari a 5 euro x numero dei giorni di possesso. La spesa per cavallo "a pensione" è di 10 euro x numero dei giorni di possesso. Il numero dei giorni di possesso va rapportata alla quota di possesso ed al numero di cavalli: es 2 cavalli al 30% per un anno = 365gg x 2x 30%=210 gg.

 

CORSI ON LINE DI ASSISTENTE VETERINARIO: FNOVI SI RIVOLGE AL MINISTERO DELLA SALUTE

Da Newsletter FNOVI nr. 31/11.09.13

La FNOVI, al fine di ricevere il prezioso sostegno del Dicastero alla cui vigilanza è affidato il corretto espletamento della professione di medico veterinario e con l'intento di individuare una linea di azione che possa essere condivisa, se non congiunta, ha trasmesso alla Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale alcune considerazioni che derivano dall’esame di messaggi pubblicitari presenti in rete a cura dal “Centro Europeo di formazione” a proposito della possibilità di “realizzare il sogno di lavorare con gli animali”.

Si tratta di un invito ad aderire a varie offerte formative che preparano a svolgere un mestiere al servizio della cura e del benessere degli animali, diventando un Professionista Animal Care. Qualche perplessità deriva dalla lettura dell’invito ad aderire alla formazione per diventare "Assistente veterinario". In ragione della partecipazione al Master per Assistente Veterinario, erogato con modalità di formazione a distanza, il discente sembrerebbe poter apprendere le principali competenze di cui questa figura professionale si dovrebbe far carico. Capacità che spaziano dall’effettuazione dei più diffusi esami di laboratorio al prelievo di campioni per analisi fino alle delicate fasi di preparazione dell’animale all’intervento chirurgico e all’assistenza del medico veterinario durante lo svolgimento di questo, alla cura degli animali degenti, alla esecuzione/somministrazione delle terapie prescritte dal medico veterinario, fino alla “consulenza in merito alla cura e all'alimentazione dei piccoli animali”. La Federazione era già intervenuta in passato denunciando che l’iniziativa recava evidenti precarietà relative alla veridicità dei contenuti, alle aspettative che generava nei consumatori, alla terminologia utilizzata, ai contenuti didattici. È stata ora richiesta un’interpretazione autentica che possa indicare il modo più corretto di approcciarsi e gestire problematiche come quelle in commento.

 

ASSICURAZIONE PROFESSIONALE

Professione Veterinaria n. 28/settembre 2013

Slitta all’agosto 2014 l’obbligo per i Veterinari di dotarsi di una polizza di copertura assicurativa per responsabilità civile professionale. La proroga è stata definitivatamente varata dal Parlamento, che ha convertito in legge il “Decreto del fare”.

da www.fnovi.it

E' disponibile ed attiva la piattaforma informatica per procedere all'emissione diretta della polizza di Responsabilità Civile Professionale sulla base dell'accordo quadro tra FNOVI, Marsh e HDI Assicurazioni già presentato nell'articolo di 30 Giorni dello scorso giugno che si consiglia di leggere prima di procedere all'acquisto della polizza. Accedendo al link (http://professionisti.marsh.it/affinityDetail.aspx) basterà proseguire la navigazione su “Dettagli".
Premesso che la polizza FNOVI-HDI prevede la copertura assicurativa dell’esercizio dell’attività professionale di Veterinario svolta nei limiti previsti dalle leggi che regolamentano la professione stessa, il sito prevede inizialmente la necessità di rispondere ad alcuni quesiti volti a determinare l'effettiva esposizione al rischio di alcune particolari attività e quindi individuare la soluzione assicurativa più adeguata tra le opzioni disponibili.

Per consentire a tutti di poter avere le informazioni prima dell'accesso al portale per l'acquisto della polizza, si pubblicano 2 manuali operativi uno per i Medici Veterinari Liberi Professionisti, ed uno per i Medici Veterinari Dipendenti Pubblici (www.fnovi.it, poi cliccare su “Assicurazione RC professionale” e poi sui Manuali).

 

 

ENPAV

 

CARATTERISTICHE DELLA PENSIONE MODULARE
Da www.enpav.it

La pensione modulare costituisce un segmento volontario che si aggiunge alla pensione base di natura reddituale del sistema pensionistico obbligatorio Enpav.

SOGGETTI CHE HANNO FACOLTA’ DI ADERIRE
Tutti gli iscritti attivi ed i pensionati d’invalidità a ruolo che versano il contributo soggettivo.

MODALITA’ DI ADESIONE
L’adesione avviene destinando a tale prestazione, attraverso l’apposito modello 2, un’aliquota percentuale (tra il 2% e il 14%) del reddito professionale dichiarato (qualora tale reddito sia pari a zero, si considera un reddito convenzionale). L’adesione va rinnovata ogni anno inviando all’Enpav il modello 2 entro il 31 ottobre.

CALCOLO PENSIONE
Il metodo di calcolo è il contributivo con correttivi. Il montante contributivo individuale, determinato dai contributi versati e rivalutato annualmente, al momento del pensionamento viene trasformato in rendita sulla base di un coefficiente corrispondente all’età anagrafica dell’iscritto in tale momento. I coefficienti utilizzati sono quelli in vigore presso l’assicurazione generale obbligatoria e previsti dalla L. 335/95.

MATURAZIONE DEL DIRITTO
La quota di pensione modulare si acquisisce secondo le regole che disciplinano quella base (vecchiaia, vecchiaia anticipata, invalidità o inabilità, indiretta, rendita pensionistica ex art. 17 del Regolamento Enpav). E’ necessario un periodo minimo di contribuzione di 5 anni.

La pensione è reversibile ai superstiti di cui all’art. 38 del Regolamento di Attuazione allo Statuto Enpav.

LIQUIDAZIONE DELLA PENSIONE
La liquidazione della pensione modulare avviene contestualmente a quella della pensione base retributiva. Le due quote di pensione vengono sommate ed erogate in un unico importo in 13 mensilità.

FISCALITA’
La prestazione pensionistica maturata sarà assoggettata all’aliquota fiscale relativa agli scaglioni di reddito previsti dalla normativa vigente al momento della liquidazione.

RIVALUTAZIONE MONTANTI CONTRIBUTIVI

 

·    per il primo quinquennio di applicazione della norma, dal 2009 al 2013, il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti è pari, alla variazione media quinquennale del Prodotto Interno Lordo (PIL) nominale, calcolato dall’Istituto Nazionale di Statistica;

·    dal 2014 in poi, il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti, è pari alla media quinquennale dei rendimenti degli investimenti dell’Ente con un valore minimo garantito del 1,5% in caso di media effettiva inferiore e con un valore massimo pari alla media quinquennale del PIL in caso di media effettiva superiore a quest’ultimo valore.

Il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi, dal 2009 al 2012, è stato:

2009: 3,32% (calcolato con riferimento al quinquennio 2004-2008 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2008)

2010: 1,79% (calcolato con riferimento al quinquennio 2005-2009 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2009)

2011: 1,62% (calcolato con riferimento al quinquennio 2006-2010 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2010)

2012: 1,13% (calcolato con riferimento al quinquennio 2007-2011 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2011).

 

CONVENZIONE CON Alpitour, FRANCOROSSO, VIAGGIDEA, KARAMBOLA, VILLAGGI BRAVO
Da www.enpav.it

L’ENPAV ha in atto una convenzione riservata a tutti gli iscritti ENPAV e loro familiari di primo grado o conviventi (solo se viaggiano con gli iscritti) per le prenotazioni con AlpitourWorld, il gruppo leader in Italia per i viaggi organizzati. Accanto allo storico marchio Alpitour, garanzia di affidabilità e convenienza con un’offerta da generalista di ampia gamma rivolta a diversi target di clientela, il gruppo Alpitour World annovera altri prestigiosi marchi: Villaggi Bravo, dedicato a chi cerca una vacanza all’insegna del divertimento e dello sport; Francorosso, da sempre sinonimo di viaggi raffinati alla scoperta di mete esotiche; Viaggidea, con proposte d’elite in paradisi incontaminati e destinazioni esclusive; Karambola, specialista in vacanze all’insegna della libertà e della flessibilità. Tutti brand fra i più prestigiosi del turismo “made in Italy”.

La convenzione prevede le seguenti agevolazioni:

Riduzione del 10%

sulle quote pubblicate da catalogo in vigore e per tutti i Prodotti, consultabili anche sui siti: www.alpitour.it-www.villaggibravo.it-www.francorosso.it-www.viaggidea.it-www.karambola.it

Per le prenotazioni dal Catalogo Solo Volo la riduzione applicata sarà dell’8%.

Per le prenotazioni effettuate con la promozione LAST MINUTE, la riduzione applicata sarà del 5%.

Le riduzioni concordate come sopra specificato saranno applicate alle quote individuali di partecipazione (con esclusione della quota d’iscrizione), saranno CUMULABILI CON TUTTE LE OFFERTE DA CATALOGO, compresa la promozione delle prenotazioni anticipate “FAST”, ma non con lo sconto YOU AND SUN.
Saranno da considerarsi inoltre esclusi gli eventuali noleggi auto o traghetti, Voli di Linea non a catalogo, visti turistici, escursioni e tasse aeroportuali.

La convenzione prevede due modalità di usufruizione:

-tramite il CENTRO PRENOTAZIONI di Alpitour World, contattabile al numero 0171.311710 (fax 0171.313862 e-mail: vendite@alpitourworld.it): un team di professionisti è a Vostra disposizione per tutte le necessità di consulenza ed assistenza nella scelta della Vostra vacanza e naturalmente per le prenotazioni, pagamenti ed eventuali modifiche.
Il Centro Prenotazioni è aperto tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 19.30, il Sabato dalle 9.00 alle 13.00.
Modalità di pagamento: Bonifico Bancario o Carta di Credito

-presso una qualsiasi Agenzia di Viaggio abilitata alla convenzione.

 

 

PICCOLI ANIMALI

 

INFERTILITÀ LEGATA ALLE CONDIZIONI DELLA MONTA

Da Settimana Veterinaria n. 841/settembre 2013

Nella cagna la causa principale dell’infertilità è l’errata individuazione della data per la monta o per l’inseminazione. Il momento dell’ovulazione è quindi il primo elemento da individuare in caso di infertilità. Tra i criteri che suggeriscono il momento dell’ovulazione, l’accettazione del maschio è poco affidabile e gli strisci vaginali non molto precisi: solo il dosaggio del progesterone è attendibile. L’ecografia può permettere la visualizzazione e il controllo dell’evoluzione dei follicoli preovulatori. Per ottenere la massima fertilità, si consigliano due monte nei primi 3 giorni dopo l’ovulazione. La durata apparente della gestazione è pari a 57-70 giorni e la durata reale (ovulazione-parto) è di 65 giorni (o 63 giorni, o 2 mesi e 2 giorni dopo l’ovulazione). Lo sperma conserva le sue capacità fecondanti per 5-6 giorni.

Nella gatta, le condizioni della monta sono spesso causa di infertilità e comprendono trasporto, tempi insufficienti per l’adattamento al maschio, maschi poco esperti o l’aggressività della femmina. Il veterinario, chiedendo informazioni al proprietario sull’accoppiamento, può sapere se questo è avvenuto nel modo corretto e se la gatta ha mostrato il caratteristico comportamento, rotolandosi sul dorso nella fase post-monta. Se il maschio è affetto da gengivite, può avere difficoltà nell’afferrare per la nuca la femmina e, quindi, nel completare la monta. Anche la scarsa libido della gatta può essere causa di infertilità. Infine, nel caso di un singolo accoppiamento, la gatta ovula una sola volta su due: l’ovulazione massima si ottiene con 8 coiti in 4 ore. La presenza di spermatozoi nello striscio vaginale post-monta significa che la penetrazione è avvenuta. Per sapere se la gatta ha ovulato, si consiglia il dosaggio del progesterone almeno 5 giorni dopo il coito; tuttavia, alcune gatte iniziano a ovulare alla sola vista del maschio o durante la monta da parte di un’altra femmina.

 

ORDINANZA PER LA TUTELA DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA DALL’AGGRESSIONE DEI CANI

E' pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 2013 n° 209 l'Ordinanza contingibile ed urgente del concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani che il Ministero della Salute ha emanato il 6 agosto 2013, in attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia. L'Ordinanza intende rafforzare il sistema di prevenzione del rischio di aggressione da parte di cani basato non solo sull’imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e detentori di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacità di gestione degli animali. Tenuto conto che il Consiglio dei Ministri del 26/07/13 ha approvato un disegno di legge che contiene, tra l’altro, delega per la disciplina della tutela dell’incolumità personale dall’aggressione di cani, l'OM resterà in vigore per 12 mesi.

POSSESSO, ADDESTRAMENTO, DOPING E INTERVENTI CHIRURGICI

Da AnmviOggi 9 settembre 2013

L'ordinanza in vigore dal 6 settembre per la tutela dell'incolumità pubblica dalle aggressioni canine riprende una serie di divieti per la tutela del cane.
Divieto di possesso dichiarati pericolosi- E' vietato possedere o detenere cani registrati come "a rischio elevato di aggressività" dai Servizi Veterinari ai delinquenti abituali o per tendenza; a chi e' sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di maltrattamento e uccisione di animali; ai minori di 18 anni, agli interdetti e agli inabili per infermita' di mente.
Addestramento e selezione- Sono vietati l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressivita'e qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressività.
Doping. La sottoposizione di cani a doping, così come definito all'art 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376: Costituiscono doping la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione di pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, finalizzate e comunque idonee a modificare i risultati dei controlli sull' uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche indicati nel comma 2.
Interventi chirurgici -Sono vietati la vendita, l'esposizione ai fini di vendita e la commercializzazione di cani sottoposti a interventi chirurgici non conformi all'art 10 della Convenzione europea per la protezione
degli animali da compagnia, resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre 2010, n. 201. Gli interventi chirurgici effettuati in conformita' all'articolo 10 della Convenzione europea sono certificati da un veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale ed e' presentato quando richiesto dalle autorita' competenti. Al riguardo la Fnovi ha prodotto un documento, una linea guida per la corretta aderenza normativa e deontologica alle eccezioni di legge. Diversamente, gli interventi chirurgici effettuati in violazione dell'art 10 della citata Convenzione europea sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'art 544-ter del codice penale.
I divieti sono espressamente indicati dall'ordinanza ministeriale 6 agosto 2013 per la tutela dell'incolumità pubblica.

 

DISSINERGIA RIFLESSA VESCICO-URETRALE: TERAZOSIN E PRAZOSIN A CONFRONTO

Da PubMed 09/09/13

In uno studio, 19 cani con dissinergia riflessa vescico-uretrale (VURD) venivano trattati con prazosin o terazosin (0,5 mg/kg due volte al giorno), per confrontarne efficacia ed effetti collaterali. I pazienti presentavano segni di (parziale) ostruzione uretrale. Si effettuavano l’esame clinico, l’ecografia dell’addome, l’analisi delle urine e uno studio radiografico contrastografico della vescica e dell’uretra (uretrocistografia). Se non si evidenziano cause meccaniche o patologie delle vie urinarie distali, si presupponeva una diagnosi di VURD e il soggetto veniva incluso nello studio. Si osservano significativamente più effetti collaterali nei cani trattati con terazosin (n=14; 93%) rispetto ai cani trattati con prazosin (n=5; 20%; P=0,002). L’efficacia del trattamento era sovrapponibile tra i 2 agenti. I Labrador e i cani castrati chirurgicamente avevano una sopravvivenza significativamente superiore rispetto alle altre razze e ai soggetti castrati chimicamente. Si osservava un effetto da moderato a buono nel 60% dei cani trattati con prazosin e nel 64% di quelli trattati con terazosin.

 

APP DA AMBULATORIO

Da Settimana Veterinaria n. 843/settembre 2013

Le applicazioni per la gestione dell’ambulatorio sono molto diffuse e ogni giorno ne nasce una. Quindi, farne un elenco esaustivo è pressoché impossibile e quelle citate in questo articolo sono solo a titolo di esempio.

VetMobile, Dog Medical Agenda e Pet Manager sono veri e propri gestionali in cui organizzare dati, cartelle di clienti e pazienti, calendari delle visite e delle vaccinazioni, dettaglio delle analisi. PetWise consente il dialogo tra il professionista e il cliente, permettendo a quest’ultimo di tenere la clinica del proprio animale nel cellulare e comunicare con il veterinario attraverso e-mail, foto e video. Il proprietario non solo può accedere allo storico dell’animale e al calendario delle vaccinazioni, ma può prenotare la visita e utilizzare altri servizi che riguardano la salute del proprio animale. Sullo stesso standard c’è anche MyVet Pro, una piattaforma di comunicazione veterinario-cliente con grafica personalizzabile e numerose funzioni per il professionista, come per esempio pianificare attività di marketing per lanciarsi sul mercato. Negli store si trovano guide e formulari, come WikiPharm+, Bsava Small animal formulary, Veterinary formulary wickliffe, Vet anesthesia guide, WikiVet, strumenti di rapida consultazione per le diagnosi e le terapie. Un altro esempio di guida specialistica è il Merck Veterinary Manual. Con indicazioni su trattamenti diagnostici, misure di prevenzione di patologie, più di 1.100 immagini a colori, audio, video, tabelle e link e approfondimenti, questa app è un ottimo strumento a supporto della pratica clinica per veterinari e studenti, al costo di $ 49,99. Una app specifica per la patologia clinica del cavallo è la Rossdales guide to equine clinical pathology, che offre supporto per diagnostica, prelievi, ematologia, farmacologia clinica, endocrinologia, urologia, citologia, istologia; sono disponibili anche tabelle di laboratorio. Altre applicazioni meno specialistiche e famose offrono comunque un valido aiuto per superare quei piccoli ostacoli che ogni giorno si incontrano nella pratica quotidiana dell’ambulatorio. Ci sono le app per il calcolo del codice fiscale del cliente, se questi lo ha dimenticato; quelle per leggere i file pdf allegati a un’e-mail dallo smartphone (ad esempio, referti di analisi specialistiche) o per trasformare un pdf in immagine, utile nel caso in cui si debba anticipare al farmacista la ricetta, in attesa dell’originale cartaceo. Infine, ci sono le app di utilità come navigatori, calendari e post-it, particolarmente utili per visite domiciliari e appuntamenti. Fra le app più diffuse ci sono quelle per il calcolo di sostanze e parametri vari. Per Android, è Vet Calculator Plus, app che contiene 29 calcolatori diversi per dosaggi di sostanze, ematologia, calcolo della superficie corporea, nutrizione, diluizioni, gas del sangue, ecocardiografia, ecc, alla modica cifra di €2,49. Sul versante iPhone c’è DVM Calc, a €4,49, con 26 calcolatori pratici, 15 calcolatori specifici per la velocità di infusione costante e 10 calcolatori di tossicità. Altre sono Vet Clipboard, VetPDA Calcs, DoseCalcVM, EquiCalc, iVet Calculators & Drugs. Particolarmente utili sono anche le appche supportano il veterinario nello svolgimento della sua professione. Eccone alcune a puro titolo di esempio: Virbac Derm Diag, ad esclusivo uso dei veterinari, che fornisce un valido supporto nella diagnosi differenziale delle malattie dermatologiche canine; Visio Care Consult (Virbac), in grado di aiutare il veterinario a “spiegare” ai proprietari una diagnosi con video, animazioni aggiornate e immagini 3D e a mostrare gli effetti della terapia consigliata (entrambe le app sono gratuite); Small Animal DDx, che fornisce una diagnosi differenziale per più di 400 sintomi, segni clinici e problemi diagnostici e suggerisce gli esami indicati per gestire ogni singolo caso. DVM360 è invece una app gratuita per iPhone che funziona da portale di informazione per il professionista e aggrega informazioni dall’omonimo sito americano, con news, medicina e ricerca, formazione, e un ampio corredo di audio, video, foto, case studies e quiz. In ambito inglese c’è MRCVS, mentre un’altraappda segnalare è Animal Health SmartBrief, newsletter quotidiana inviata via e-mail. L’analogo italiano è la appdella Fnovi, concepita come portale di informazione con news, eventi, opinioni. Laappè gratuita e si installa in pochi secondi, i contenuti sono semplici e immediati. Su iniziativa della Fnovi è nata anche Strutture veterinarie, unaappgratuita per i clienti, che sfrutta il sistema di localizzazione satellitare Gps per la georeferenziazione dell’ambulatorio o della clinica più vicina. È meno potente e completa dei motori di ricerca, come Google maps, ma è utile in caso di emergenza, con orari, recapiti telefonici e indirizzi e-mail dello studio. Le informazioni sono inserite direttamente dai veterinari, previa registrazione al sito Web. Altre app per trovare il veterinario più vicino sono, ad esempio Vetfinder, Cerca veterinario, Find a vet. E per trovare la farmacia più vicina si può scaricare PharmAround.

 

EPILESSIA IDIOPATICA: IL GATTO NON È UN PICCOLO CANE

Da Settimana Veterinaria n. 843/settembre 2013

Il prof. Jacques Penderis (diplomato Ecvn, professor of comparative neurology and head of the neurology and neurosurgery service, Glasgow Vet School, Uk) nel congresso internazionale della Società culturale italiana veterinari per animali da compagnia di Rimini, ha analizzato infine il tema dell’epilessia idiopatica nel gatto. Nei felini la malattia ha delle caratteristiche diverse rispetto al cane: può comparire a ogni età e spesso con esordio di crisi a grappolo generalizzate o parziali (scialorrea, contrazione dei muscoli della faccia, ecc.). Spesso si pone il problema di differenziare le crisi parziali da forme parossistiche di alterazione del movimento. Ricordando che quella per epilessia idiopatica è sempre una diagnosi per esclusione, il prof. Penderis ha illustrato il suo iter diagnostico: visita neurologica durante i periodi interictali, esami di laboratorio ematobiochimici e sierologici (toxoplasmosi, FIP, FIV, FeLV), protidogramma sierico, dosaggio della AGP α-1- glicoproteina acida specifica felina, esame del fondo dell’occhio e infine RM ed esame del LCR.

Principali diagnosi differenziali in corso di crisi epilettiche nel gatto:

•Shunt porto-sistemico •Disturbi metabolici: patologie epatiche, ipoglicemia, alterazione di elettroliti •Intossicazioni •Ipertensione •Neoplasie •Infiammazioni (FIP, toxoplasmosi, criptococcosi, meningoencefaliti otogeniche, ecc.) •Necrosi ippocampo •Idrocefalo •Epilessia idiopatica

Il relatore ha infine ricordato di trattare sempre la causa sottostante le crisi qualora la si trovi e ha affermato che il levetiracetam o il fenobarbital rappresentano spesso la sua prima scelta farmacologica in questa specie. Nella forme di disordini del movimento veri e propri la terapia solitamente non porta ad alcun miglioramento.

 

NUTRIZIONE IN TERAPIA INTENSIVA

Da Settimana Veterinaria n. 842/settembre 2013

Il bilancio energetico negativo è il fattore più rilevante per la sopravvivenza del paziente in terapia intensiva. La malnutrizione, così come la sovralimentazione (soprattutto nel paziente settico), sono state associate a un aumento della mortalità e al prolungamento dell’ospedalizzazione, di conseguenza un corretto supporto nutrizionale del paziente critico dev’essere instaurato precocemente nel corso della terapia. Le tecniche di supporto nutrizionale includono la nutrizione parenterale ed enterale: durante il corso sono stati dimostrati i vantaggi, nella pratica clinica, dell’utilizzo di quest’ultima rispetto alla nutrizione parenterale, anche perché il rischio di contaminazione batterica nella preparazione delle diete somministrate con tale via è molto elevato. Naturalmente, nei casi in cui la nutrizione enterale non fosse possibile (per esempio, in pazienti con vomito incontrollabile), il supporto parenterale non può non essere utilizzato. In pazienti affetti da pancreatite acuta, per i quali il digiuno, o riposo intestinale, è sempre stato considerato essenziale nella terapia, la nutrizione enterale precoce, attentamente bilanciata (alto contenuto proteico e basso contenuto in carboidrati e grassi) è considerata fondamentale per prevenire un deficit energetico. Le forme di supporto nutrizionale enterico differiscono nella tecnica di inserzione e nel tipo di sonda. Quelle più comunemente utilizzate in campo veterinario sono la sonda nasoesofagea e nasogastrica, la sonda esofagostomica (indicata nel gatto) e la sonda gastrostomia (importante via di somministrazione nei pazienti con tetano). La scelta del tipo di sonda è spesso basata sulla praticità di inserzione, sulla stabilità clinica del paziente e sulla condizione clinica preesistente. Il corretto posizionamento della sonda attraverso RX (consigliate due proiezioni) o per via endoscopica deve essere verificato al fine di evitare complicanze, quali forme setticemiche o polmoniti ab ingestis. In commercio sono disponibili diversi prodotti veterinari per la nutrizione via enterale bilanciati per il paziente critico. Inoltre, possono essere utilizzate anche diete ad uso umano come l’Ensure ( prodotto farmaceutico per soggetti anziani malnutriti) che ha una densità calorica di 2 kcal/ml; è un prodotto molto ricco in carboidrati, che viene raccomandato per pazienti politraumatizzati, ma non è adatto alla nutrizione del paziente diabetico e in caso di chetoacidosi. In quest’ultimo caso e nei pazienti con pancreatite è invece possibile somministrare una dieta ad alto contenuto proteico e povera in grassi. La nutrizione parenterale si distingue in periferica e centrale a seconda del tipo di accesso venoso utilizzato. Per la somministrazione della fonte glucidica ( ad esempio, destrosio), una bassa osmolarità (5%) deve essere utilizzata nel caso di somministrazione periferica in quanto diete con alta osmolarità sono istotossiche e causerebbero vasculiti. La componente proteica e lipidica in queste diete è molto bassa, quindi non differisce a seconda dell’accesso scelto.

 

 

GRANDI ANIMALI

 

Manifestazioni con equidi, NUOVA ORDINANZA

Da Notizie ANMVI 10 settembre 2013

Impedire la fuga, fondo idoneo, formazione e soccorso agli equidi. Integrate le misure che disciplinano le manifestazioni equestri.
L'Ordinanza 4 settembre 2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 9 settembre, proroga e modifica la precedente ordinanza 21/07/11 sulla disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati". Le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, incluse le prove, nelle quali vengono utilizzati equidi a eccezione di mostre, sfilate e cortei devono garantire i requisiti di sicurezza e salute per i fantini e per gli equidi, indicati nel provvedimento ministeriale e nell'allegato A, che viene modificato.
Requisiti tecnici- Fra i requisiti tecnici e le condizioni essenziali per la tutela dell'incolumita' pubblica e del benessere degli animali, figura un’integrazione riferita al tracciato su cui si svolge la manifestazione: oltre a garantire la sicurezza e l'incolumita' dei fantini, dei cavalieri e degli equidi nonche' delle persone che assistono alla manifestazione, dovrà essere adeguatamente delimitato al fine di evitare la fuga degli animali.Inoltre, il fondo deve risultare idoneo "anche sulla base della valutazione del rischio".
Formazione- Il tecnico della commissione comunale o provinciale per la vigilanza sarà formato attraverso uno specifico percorso formativo certificato dagli enti tecnico-sportivi di riferimento, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - gestione ex ASSI e CONI - FISE, ed e' inserito in apposito elenco tenuto dagli stessi e pubblicato sui rispettivi siti internet. I citati enti dovranno stabilire e rendere pubblici i requisiti necessari per la certificazione dei percorsi formativi.
Soccorso agli equidi- Infine, gli organizzatori garantiscono le condizioni di sicurezza per la salute degli equidi durante tutta la manifestazione e approntano un adeguato servizio di soccorso per gli animali, assicurando a tal fine: la presenza di un'ambulanza veterinaria per equidi o di un mezzo di trasporto idoneo; la disponibilita' di una struttura veterinaria per equidi; la presenza di un veterinario ippiatra che prima della manifestazione effettua l'esame obiettivo generale sugli animali, valuta le loro condizioni, anche sulla base delle certificazioni fornite dal veterinario di fiducia e, ove lo ritenga necessario, esegue una visita piu' approfondita o ulteriori accertamenti per ammettere gli animali alla manifestazione, oltre ad assicurare il primo soccorso.
Sono escluse dall'applicazione dell'Ordinanza le manifestazioni che si svolgono all'interno degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - gestione ex ASSI, dalla Federazione italiana sport equestri (FISE), dalla Federazione equestre internazionale (FEI), dalla Federazione italiana turismo equestre e trec (FITETREC - A.N.T.E.) nonche' da enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI che nei propri statuti, regolamenti o disciplinari prevedono misure di sicurezza almeno equivalenti a quelle previste dall'ordinanza
"E' tuttora attuale - si legge nel provvedimento- l'esigenza di tutelare l'integrita' fisica degli animali nonche' l'incolumita' dei fantini e degli spettatori presenti alle manifestazioni in questione, secondo le motivazioni contenute nell'OM 21 luglio 2011", le cui disposizioni vengono integrate "con quelle ulteriori emerse alla luce dell'esperienza maturata durante il biennio di vigenza dell'ordinanza". Tutto questo "nelle more dell'emanazione di un'organica disciplina in materia", dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri del Ddl Lorenzin, il cui articolo 21 contempla, tra l'altro, disposizioni in materia di sicurezza e tutela della salute nell'ambito delle manifestazioni con equidi. La materia è regolata da Ordinanze dal 2009.

 

SOSPENSIONE DEI TEST PER BSE, CHIARIMENTI DA MINISTERO

Da nota Ministero della Salute DGSAF 17094 del 06/09/13

Il 6 settembre il Ministero della salute ha diffuso una nota di chiarimenti sulla sospenzione dei test Bse per i bovini della categoria regolarmente macellati: dal 1 luglio 2013, in applicazione della Dec. 2013/76/UE e parere positivo del CNSA, sono stati sospesi, al macello, i test per i capi bovini regolarmente macellati, mentre sussiste ancora l’obbligo per i capi di età >48 mesi delle sole categorie a rischio (morti, macellati d’urgenza e differiti) e l’attività di controllo sugli animali clinicamente sospetti per BSE.

Ai sensi del Reg. 999/2001/CE s.m.i. allegato III punto 2.1, gli animali macellati “in differita”, abbattuti nell’ambito di un programma di eradicazione (es. TBC, BRC, etc.) non rientrano, seppur di età superiore ai 48 mesi, tra gli animali della categoria a rischio di cui l’obbligo di accertamento diagnostico per BSE. Non sono esclusi dai test per BSE, invece, gli animali con segni clinici o sospetti di malattie trasmissibili all’uomo o agli altri animali.

Per gli animali macellati d’urgenza vi è attualmente l’obbligo di campionamento per BSE, diversamente dagli animali regolarmente macellati, per i quali invece tale obbligo non è più previsto ai sensi della Dec. 76/2013/CE. In caso di riscontro di positività al test rapido nell’allevamento d’origine del capo positivo, si applicheranno le misure di cui all’allegato VII capitolo A del Reg. 999/2001/CE in materia di identificazione di tutti gli animali a rischio, individuazione della coorte di appartenenza (considerando la progenie nel caso trattasi di femmina confermata positiva), mangimi e, normativa nazionale vigente in relazione al latte prodotto in aziende sottoposte a disposizioni di controllo per BSE. Per quanto concerne il macello occorre ricordare che il Reg. 999/2001/CE all’allegato III, cap. A, punto 6.5 stabilisce che, laddove un animale macellato per il consumo umano risulti positivo al test rapido BSE, oltre alla carcassa risultata positiva al test, devono essere distrutte, nella stessa catena di macellazione, almeno la carcassa che precede e le due immediatamente successive a quella risultata positiva al test rapido. Gli Stati membri possono derogare alle disposizioni di cui al punto 6.5 dell’All. III cap. A dello stesso Reg. 999/2001/CE laddove nel macello sia operativo un sistema che ne impedisca la contaminazione fra le carcasse. Alla luce di quanto sopra e della mutata situazione epidemiologica, le procedure previste al paragrafo 5 “Conferma della positività” della Circolare Ministero della Salute 600.8/BSE/66 sono da applicarsi solo ai casi di cui al successivo punto 3 della presente nota. L’autorità competente potrà, valutando caso x caso, applicare la deroga di cui al Reg. 999/2001/CE all’All. III, cap. A, punto 6.6 verificando la corretta gestione delle procedure di cui si è dotato l’OSA per evitare la contaminazione tra le carcasse (es. congrua “separazione nello spazio” sulla catena di macellazione, utilizzo di sega e coltelleria differenziata da quella degli altri animali ecc.).

I controlli diagnostici per BSE, su capi bovini macellati in Italia ma provenienti dagli Stati membri che ancora non beneficiano del nuovo sistema di sorveglianza (Bulgaria, Romania e Croazia), indipendentemente da periodi di soggiorno in Stati membri autorizzati ad attuare la Decisione 2013/76/CE, si applicano unicamente agli animali di età<24 mesi per le categorie a rischio e di età >30 mesi per la categoria dei regolarmente macellati. Pertanto i limiti e le condizioni sopra indicati sono da riferirsi anche per i bovini nati in Paesi Terzi, inclusa la Repubblica di San Marino. Si sottolinea infine l’importanza delle verifiche ante e post-mortem presso le strutture di macellazione al fine di poter attribuire la giusta classificazione dei capi delle categorie a rischio e l’importanza del controllo sanitario in allevamento sui capi sospetti per BSE.

 

BENESSERE ANIMALE: PER I SUINI RISULTATI SUPERIORI ALLE ASPETTATIVE

Da Agro Notizie 05/09/13

In occasione della Rassegna suinicola di Cremona-Italpig, in programma dal 24 al 27 ottobre a CremonaFiere un focus sarà fatto sulle normative comunitarie in merito al benessere animale. Si parlava inizialmente di una riduzione del 30%. Oggi, a 8 mesi dall’entrata in vigore della direttiva comunitaria, la percentuale è stata ridimensionata. “Pensavamo che l’eliminazione delle gabbie per l’allevamento delle scrofe – spiega Guerino Lombardi, responsabile del Centro di referenza nazionale per il benessere animale presso l’I.Z.S. di Brescia– a vantaggio di spazi maggiori dove gli animali devono essere allevati in gruppo, avrebbe causato un considerevole calo delle scrofe presenti in porcilaia. Dal 1 gennaio scorso le scrofe non possono più essere allevate in gabbia, ma in spazi più ampi e soprattutto in gruppo. In realtà, il dato iniziale va ridotto a un più contenuto 10-15% perché in molti casi gli allevatori, durante i lavori di adeguamento, sono spesso riusciti a recuperare spazi che erano rimasti inutilizzati per molto tempo, evitando in questo modo di eliminare un numero eccessivo di scrofe”. Ma il dato che Lombardi tiene a sottolineare è che la maggioranza delle scrofaie italiane è oggi a norma rispetto a quanto prescrive la normativa sul benessere animale. “Solo un anno fa –precisa– non più della metà delle strutture poteva vantare questo status. In pochi mesi gli allevatori hanno avviato i lavori necessari e gli organi di controllo hanno operato per arrivare a un risultato che, fortunatamente, ci esclude dai richiami europei. Non saremo i primi della classe perché ci sono ancora alcune criticità relativamente ai pavimenti degli allevamenti per i suini da ingrasso, ma l’impegno profuso ha dato i suoi frutti. Contrariamente alla Germania, il settore suinicolo italiano non è inserito in nessuna black list”. Aumentano gli allevamenti accreditati come indenni dalla malattia di Aujeszky
Gli aspetti positivi non si fermano qui. Come per la Direttiva sul benessere animale, con il 1 gennaio 2013 è entrata in vigore anche la normativa europea che stabilisce il divieto di circolazione di tutti i riproduttori non indenni dalla malattia di Aujeszky. Non più tardi di 3 anni fa la sieroprevalenza negli allevamenti italiani sfiorava il 47%. “Oggi possiamo affermare che il rispetto del Piano di controllo vaccinale – dichiara Loris Alborali, responsabile della sezione diagnostica dell’IZS di Brescia– è nettamente migliorato dimostrando una maggiore sensibilizzazione in primis degli allevatori, ma anche dei veterinari aziendali. L’intenso lavoro che abbiamo fatto nel 2011 e l’anno successivo ci permetterà di vedere quest’anno i risultati grazie all’accreditamento che molti allevamenti stanno ottenendo".
Il mancato accreditamento determina il divieto di circolazione dei riproduttori. A rischio c'è la sopravvivenza delle aziende dei suinicoltori. Conclude Alborali: "La normativa entrata in vigore il 1 gennaio scorso non prevede solo l’accreditamento di allevamento indenne dalla malattia di Aujeszky. Le numerose restrizioni previste qualora non lo si ottenga determinerebbero, di fatto, la chiusura dell’azienda”.

 

LISTERIOSI CUTANEA ZOONOSICA IN UN VETERINARIO

da Vet.journal 9 settembre 2013

Uno studio descrive un caso di infezione cutanea da Listeria monocytogenes in un veterinario maschio di 54 anni. Il soggetto sviluppava lesioni pustolose sulla cute delle braccia e delle mani dopo aver effettuato assistenza al parto di un vitello nato morto. L. monocytogenes veniva isolata dalle lesioni cutanee delle braccia e dalla placenta bovina. Gli isolati di L. monocytogenes venivano sierotipizzati e genotipizzati con PFGE (gel-elettroforesei in campo pulsato) per confermare la sospetta trasmissione del patogeno dall’animale all’uomo. Tutti gli isolati erano del sierotipo 4b, con identico pulsotipo. A conoscenza degli autori, si tratta del primo caso di listeriosi cutanea in cui l’evidenza di trasmissione zoonosica di L. monocytogenes è confermata da metodi genotipici.

 

FASE ESPULSIVA DEL PARTO E STRESS OSSIDATIVO NELLA SCROFA

da Vet.journal 13 settembre 2013

Uno studio ha determinato l’influenza della durata della fase espulsiva del parto sulla comparsa di stress ossidativo postparto nella scrofa con parto spontaneo non complicato. Si dividevano 25 scrofe gravide in 3 gruppi sulla base della durata della fase espulsiva del parto: (I) durata della fase espulsiva inferiore a 3 ore; (II) durata della fase espulsiva compresa tra 3 e 6 ore; (III) durata della fase espulsiva superiore a 6 ore. Si prelevavano campioni ematici 24-48 ore prima e 24 ore dopo il parto. Quali indicatori di alterazioni dello stato redox, si quantificava l’attività enzimatica di glutatione perossidasi (GSH-Px), superossido dismutasi (SOD) e catalasi (CAT), così come i livelli ematici di glutatione (GSH), sostanze dell’acido tiobarbiturico (TBARS) e gruppi sulfidrilici (gruppi SH). Nel gruppo III, si riscontrava che l’attività eritrocitaria di CAT (63,89 ± 6,70 vs. 53,18 ± 2,32 U/g Hb), così come la concentrazione plasmatica di GSH (0,088 ± 0,020 vs. 0,045 ± 0,024 mmol/g) e i gruppi SH (5,045 ± 1,256 vs. 3,383 ± 0,430 µmol/g) diminuivano significativamente (P < 0,05) 24 ore dopo il parto, rispetto ai valori delle ultime 48 ore prima del parto. La concentrazione di TBARS aumentava in maniera non significativa, benché marcata 24 dopo il parto nel gruppo III (0,124 ± 0,014 vs. 0,153 ± 0,031 µmol/g). I risultati indicano, concludono gli autori, che nella scrofa il parto spontaneo può indurre la comparsa di uno stress ossidativo durante l’iniziale periodo postparto, la cui intensità è correlata alla durata della fase espulsiva.

 

WEBCAM IN ALLEVAMENTO

Da Settimana Veterinaria n. 843/settembre 2013

Le tecnologie wireless consentono al veterinario anche di controllare a distanza e in tempo reale lo stato di salute degli animali. Succede in allevamento, dove grazie ad alcune webcam posizionate nella stalla, il veterinario può tenere sott’occhio la situazione delle bovine, risparmiando tempo ed energia. La webcam si raggiunge attraverso Internet con smartphone e tablet; dal pc dello studio si può anche comandare la videocamera con il mouse. Il veterinario può osservare come stanno le bovine, controllare l’infermeria, la sala parto e se, dopo un intervento, hanno ripreso il ciclo ruminale o se invece presentano sintomi che richiedono un intervento d’urgenza. Può capitare, infatti, che l’allevatore sia assente dall’azienda per impegni lavorativi e che il veterinario non sia disponibile per una visita in azienda. Armato di smartphone il veterinario si connette e in tempo reale entra virtualmente in stalla per controllare che tutto sia a posto. L’unico problema può essere la connessione Internet, che in alcune zone non è ottimale. Lo strumento è comunque molto utile al veterinario per organizzare la giornata ed essere “presente” anche se non fisicamente.

 

 

ALIMENTI

 

PER NON FARE ERRORI ITTICI CONSULTATE L’ULTIMA “GUARDIA COSTIERA”

Da Settimanale della Veterinaria Preventiva nr. 30-08.09.13

Sull’ultimo numero di Guardia Costiera, il periodico delle Capitanerie di Porto, un excursus di tutti gli ultimi principali “errori di stampa” in materia di prodotti ittici che hanno disorientato i consumatori. Esperti di Eurofishmarket e di SIMeVeP hanno messo in evidenza come una cattiva informazione possa disorientare al posto di formare i consumatori.                     www.eurofishmarket.it

 

 

VARIE

 

 

ONAOSI: PRESTAZIONI AI CONTRIBUENTI IN SITUAZIONE DI VULNERABILITA’

Da comunicato ONAOSI del 09/09/2013

Nel 2012, in base ad una profonda riforma legislativa e statutaria l'ONAOSI aveva introdotto prestazioni economiche in favore dei sanitari contribuenti in condizioni di vulnerabilità e disagio sociale, economico e professionale.Si era trattato di una rilevante novità, che ha comportato peraltro un significativo impegno economico, tenuto conto non solo dei bilanci, ma anche che, contemporaneamente, si è dato corso ad una incisiva modernizzazione delle funzioni assistenziali verso gli orfani, che rimangono la priorità statutaria.

Anche nel 2013 l’ONAOSI scende in campo in aiuto dei contribuenti in difficoltà. E lo fa raddoppiando l’entità del contributo rispetto al 2012 (che passa da Euro 2.000 a Euro 4.000) e introducendo - con uno specifico bando, a parte - una nuova categoria di beneficiari, ovvero i contribuenti non autosufficienti. Inoltre è stata sensibilmente innalzata la soglia dell’indicatore della situazione economica al di sotto del quale è possibile accedere ai benefici, che passa da Euro 32.000 ad Euro 40.000, con un incremento di ben il 25%.

Sono dunque DUE i bandi, pubblicati sul sito www.onaosi.it, nell’apposita sezione.

Il PRIMO BANDO riguarda di nuclei familiari numerosi disagiati e contribuenti in condizioni di comprovato disagio economico, sociale e professionale (perdita del posto di lavoro, stato di disoccupazione, insorgenza d’invalidità o di gravi patologie, dipendenze, gravi calamità naturali)

Il SECONDO BANDO riguarda quei nuclei familiari con sanitari contribuenti non autosufficienti e in condizioni di comprovato disagio economico, sociale e professionale. Lo stato di non autosufficienza dovrà già essere riconosciuto dagli enti preposti mediante idonea certificazione all’atto della presentazione della domanda.

Per entrambi i bandi, le domande di partecipazione, complete della documentazione richiesta, devono pervenire all’ONAOSI entro il 15 ottobre 2013. Condicio sine qua non per accedere ai benefici è in ogni caso la regolarità contributiva del sanitario all'atto di presentazione della domanda.

 

NUOVO CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITÀ: LA FNOVI È COMPONENTE DI DIRITTO

Da Newsletter FNOVI nr. 31/11.09.13

Si insedia il 13 settembre il nuovo Consiglio Superiore di Sanità nominato con Decreto dell’8 agosto scorso dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e resterà in carica per un triennio. La FNOVI, nella persona del Presidente Gaetano Penocchio, è componente di diritto al pari degli altri rappresentanti provenientidal mondo delle professioni. Sono presenti infatti Amedeo Bianco, Presidente Fnomceo, Andrea Mandelli, Presidente FOFI, Luigi Palma, Presidente degli Psicologi, Annalisa Silvestro, Presidente Collegi Ipasvi, Miriam Guana, Presidente Collegi Ostetriche e Alessandro Beux, Presidente dei Tecnici di radiologia medica. Ho nominato i componenti del nuovo Cssha detto il Ministro Lorenzin nel comunicato stampa diramato – basandomi su requisiti di altissima professionalità e sulle competenze maturate nelle diverse discipline di interesse per la sanità pubblica italiana”. Al Prof. Massimo Castagnaro, unico veterinario tra i componenti non di diritto designati, vanno le felicitazioni della FNOVI. -

 

WEST NILE DISEASE, PROROGA PER TUTTO IL 2014 DELL'OM 2011

Da Il Veterinario d'Italia del 10.9.2013

Preso atto della ripresa della circolazione virale della WND e tenuto conto che le attività di sorveglianza veterinaria sono indispensabili per le misure preventive che interessano l’uomo, il Ministero della Salute ha confermato per tutto il 2014 l'Ordinanza del 4 agosto 2011, «Norme sanitarie in materia di encefalomielite equina di tipo West Nile (West Nile Disease) e attività di sorveglianza sul territorio nazionale». La proroga è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 210 del 7 settembre 2013.

 

INAUGURATO IL NUOVO POLO FORMATIVO CHIRURGICO

Da Notizie Anmvi 13 settembre 2013

A Palazzo Trecchi- sede storica della SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia)- le attività di formazione avanzata in medicina degli animali da compagnia potranno contare su nuovi ambienti d'avanguardia; un'ala interna del Palazzo- appositamente ristrutturata- ospiterà un avveniristico Surgery Lab: nuove sale didattiche dotate di attrezzature medicali di ultima generazione, allestite in locali realizzati con materiali, superfici, arredi e strumentazioni che consentiranno esercitazioni di chirurgia veterinaria ai massimi livelli professionali. Taglio del nastro il 12 settembre: i veterinari faranno formazione avanzata con l'ausilio delle più evolute tecnologie digitali; l'alta formazione riguarderà anche gli animali esotici e – altra novità – gli itinerari didattici assumeranno valenza europea, avendo ottenuto il riconoscimento della European School of Veterinary Post graduate Studies, vero e proprio pass per il titolo europeo di General Practitioner.
Apprezzamenti dalla Giunta cittadina e dal Consiglio della Regione Lombardia. L'espansione delle attività storiche della SCIVAC è una buona notizia anche per la città che ospita ogni anno migliaia di medici veterinari da tutta Italia e dall'estero. La Scuola Superiore di Formazione, emanazione della SCIVAC, testimonia ancora una volta la scelta di investire sul territorio, di attrarre eccellenze e di confermare Cremona "Capitale della Veterinaria".

 

 

N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli.

 

 

Mantova, 17 settembre 2013

Prot. 495/13

 

 

DALL’ORDINE

 

CORSI/CONVEGNI

L’Ordine è stato informato, tramite posta elettronica, dei seguenti corsi e convegni; se siete interessati fatecelo sapere e vi gireremo la relativa e-mail:

1)     Ordine Veterinari Piacenza: Omotossicologia e medicina fisiologica di regolazione (PRM) in medicina veterinaria - i nuovi approcci terapeutici low dose Piacenza 11 settembre – elena.bindi@guna.it

2)     Istituto Veterinario Novara: Seminario teorico-pratico di elettrocardiografia 21 settembre Granozzo con Monticello (NO) aggiornamento@istitutoveterinarionovara.it

3)     Società Italiana di Omeopatia Veterinaria SIOV: Corso di Formazione di Base in Europa di Omeopatia Veterinaria 450 ore suddivise in 3 anni scolastici con lezioni di teoria e pratica Parma - www.siov.org

21-22 settembre 2013 – Torino: 1° Convegno Nazionale SIAV-SIOV

26-27 ottobre 2013 – Bologna: 4° Congresso Nazionale SIOV: “Quale omeopatia per il paziente oncologico?

4)     Ordine Veterinari Piacenza: Vantaggi e utilizzo dell’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) Piacenza 27 settembre – pacoghinelli@gmail.com

5)     UOFAA: Benessere del cavallo 30 settembre Monteleone (PV) – nico.rognoni@gmail.com

6)     Ordine Veterinari Lodi: Uso moderno e responsabile dell'antibiotico terapia ottobre Lodi ordvet.lodi@tiscalinet.it

7)     ANMVI: Formazione residenziale a Cremona:

- Corso per datore di lavoro in struttura veterinari responsabile del servizio di prevenzione e protezione: 10 e 11 ottobre
- Corso per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza:
12 ottobre
- Corso per addetti al primo soccorso:
12 e 13 ottobre 2013.

Formazione ANMVI e-learning:

- Aggiornamento della qualifica di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
- Formazione per lavoratori dipendenti di struttura veterinaria.

www.anmvi.it/sicurezza-sul-lavoro

8)     Ad Maiora: Corso di stabilizzazione delle fratture in pazienti mini Cavriago (RE) 11 ottobre - www.ad-maiora.eu

9)     Università Perugia: II° Percorso formativo teorico-pratico: ematologia e citologia nel cane e nel gatto Perugia I° corso 16‐17 novembre; II° corso 18‐19 gennaio 2014; III° corso 15‐16 marzo 2014; IV° corso 10‐11 maggio 2014; miglioarianna@libero.it

10)  Università Perugia: Corso di video-endoscopia flessibile per Equini Perugia 29 e 30 novembre - www.unipg.it/facvet

 

 

CONVEGNO VACCHE A TERRA FIERA DI GONZAGA

Domani, mercoledì 4 settembre, alle ore 10.15 presso la fiera millenaria di Gonzaga si terrà il convegno

LA MACELLAZIONE SPECIALE D'URGENZA DEL BOVINO: RISULTATI E PROSPETTIVE

alle ore 10,15 (Sala Convegni)

organizzato dal Dipartimento Veterinario ASL di Mantova.

L’ingresso sarà gratuito per tutta la mattinata.

 

PRESENTAZIONE PROGETTO START A MANTOVA 6 SETTEMBRE

Da email Promo Impresa 29/08/13

Al via la seconda fase formativa del progetto START 2013. Presentazione ufficiale a Mantova venerdì 6 settembre 2013 dalle ore 11.00 alle 12.30 presso il Centro Congressi Mantova Multicentre - Lago Pradella 1/b (Sala Oltrepò Mantovano – primo piano). La partecipazione è libera e gratuita.

Riparte START, il progetto che offre la possibilità a persone in difficoltà occupazionale (disoccupati, inoccupati, cassintegrati e iscritti alle liste di mobilità) di mettersi in proprio avviando una nuova impresa. Tutti gli interessati potranno usufruire di servizi gratuiti di formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica, nonché di servizi volti a favorire l’accesso al microcredito.

Contattate direttamente il PromoImpresa di Mantova al numero 0376 356043 (Alessandra Ligabue) oppure e-mail ligabue@promoimpresaonline.it                Sito ufficiale www.start.lombardia.it

 

PERSIANO SCOMPARSO

Monica Maddalena Sabadini ci chiede di avvisare tutti gli iscritti che il 21 agosto 2013 nel luogo di residenza (Sotto il Monte - BG), è stato sottratto il suo gatto persiano bianco crema con poche macchie rosse sul dorso, 2 anni, provvisto di microchip n. 968000005339553, applicato al collo lato sx, registrato all'ANMVI e presso la Regione Lombardia, già fatta denuncia ai carabinieri.

Tel 035 792926     Cell 339 4030826

 

 

FARMACI

 

Fonte: www.resvet.it

MODIFICHE AIC

GU Serie Generale n.175 del 27-7-2013

Flunifen
Aggiunta di due nuove confezioni in plastica (PP multistrato):flacone in plastica da 100 ml - A.I.C. n. 102978044; flacone in plastica da 250 ml - A.I.C. n. 102978057.

GU Serie Generale n.174 del 26-7-2013

Amoxilin
Modifica tempi di attesa per i suini carne e visceri da 3 giorni a 4 giorni.

Perlutex
Sostituzione del sito responsabile del rilascio dei lotti.

GU Serie Generale n.170 del 22-7-2013

Stellamune Mycoplasma
Modifica del nome del sito di produzione, controllo della qualità e rilascio lotti del prodotto.

Felocell CVR
Modifica del nome del sito di produzione, controllo della qualità e rilascio lotti.

Nelio 2,5 mg - 5 mg compresse per gatti
Modifica  del riassunto delle caratteristiche del prodotto, dell'etichettatura e del foglio illustrativo.

Nelio 5 mg - 20 mg compresse per cani
Modifica del riassunto delle caratteristiche del  prodotto, dell'etichettatura e del foglio illustrativo.

Bayticol 6% EC. 6 g/100 ml
Modifica del riassunto delle caratteristiche del  prodotto, dell'etichettatura e del foglio illustrativo.

Stellamune Uno
Modifica del nome del sito di produzione, controllo della qualità e rilascio lotti del prodotto.

Myometryl
Aggiunta nuovo sito di produzione.

GU Serie Generale n.165 del 16-7-2013

Karsivan® 50 mg - 100 mg
Riduzione della validità del prodotto finito.

Ciclogonina
Modifica della temperatura di conservazione del liofilizzato in confezionamento integro, da 6-15°C a 2-8°C.

Trimethosulfa Orale
Modifica dei tempi di attesa per le specie vitelli: carne e visceri da 10 giorni a 9 giorni e suinetti: carne e visceri da 10 giorni a 3 giorni e la riconferma dei tempi di attesa per i  tacchini:  carne  e visceri 7 giorni.

 

NUOVI FARMACI

GU Serie Generale n.175 del 27-7-2013

ECOPORC SHIGA
Principio attivo: Genetically modified recombinant Stx2e antigen
Ricetta: in triplice copia non ripetibile

LOXICOM 0,5 mg/ml per gatti
Principio attivo: Meloxicam
Ricetta: ripetibile

GU Serie Generale n.174 del 26-7-2013

SALICIL VET
Principio attivo: Acido acetilsalicilico 600 mg
Ricetta: non ripetibile

GU Serie Generale n.165 del 16-7-2013

CEFAVEX
Principio attivo: Ceftiofur (come idrocloruro) 50,0 mg
Ricetta: in triplice copia non ripetibile

 

REVOCHE/DECADENZE

GU Serie Generale n.174 del 26-7-2013

FORTAMINE
Motivo: rinuncia della ditta

DOGALINA
Motivo: rinuncia della ditta

RESOLUTION gocce
Motivo: rinuncia della ditta

FOLLIPLAN
Motivo: rinuncia della ditta

GU Serie Generale n.173 del 25-7-2013

MUCOBOVIN
Motivo: il medicinale non è stato commercializzato per tre anni consecutivi.

GRIPOVAC
Motivo: il medicinale non è stato commercializzato per tre anni consecutivi.

 

 

FISCO / SENTENZE / NORMATIVE

 

IRAP E IRPEF LIBERI PROFESSIONISTI, SENTENZE DISCORDANTI
Da www.enpav.it 31/07/2013

Ancora uno strabismo giuridico sull’organizzazione della libera professione, che ha portato a sentenze dal risultato antitetico. La Commissione Tributaria Regionale del Lazio è stata chiamata ad esprimersi sull’appello presentato da un geometra, il quale sosteneva l’esiguità degli importi esposti, tali da far ritenere la mancanza di organizzazione nell’attività svolta, e quindi che l’IRAP non fosse dovuta. E la conclusione del Collegio laziale (sentenza 238/1/13) è stata che “l’esercizio delle attività cosiddette protette, cioè quelle per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione all’ordine professionale, non integra mai il presupposto per l’applicazione dell’IRAP”. Secondo la sentenza “le attività professionali quali quelle del geometra, dell’ingegnere, dell’avvocato, del notaio, dell’agente di commercio non possono svolgersi senza l’apporto del professionista. Ne discende che, per quanto possa essere minima l’organizzazione professionale della quale egli si serve, la sua presenza nell’esercizio dell’attività sarà sempre indispensabile e, all’opposto, per quanto ampia e sofisticata sia la predetta organizzazione, sarà sempre e comunque necessario far riferimento alla presenza personale del professionista abilitato perché l’attività di questi possa effettivamente svolgersi”. Il Collegio laziale, quindi, ha dato un’interpretazione qualitativa, e non quantitativa, del concetto di “autonoma organizzazione”: si configura l’autonoma organizzazione laddove vi sia una struttura in grado di funzionare anche in assenza del titolare. Laddove, invece, l’apporto personale del professionista sia indispensabile (come, secondo la Commissione, nel caso dei liberi professionisti), non vi potrà mai essere un’autonoma organizzazione.

In direzione completamente diversa l’ordinanza n°1509 del 29 maggio 2013, secondo la quale il reddito del professionista dev’essere tassato ai fini IRPEF come se fosse reddito d’impresa se questi si avvale di un’organizzazione molto complessa. Anche questa seconda sentenza prende il via dal ricorso presentato da un geometra al quale era stato notificato un accertamento IRPEF con il quale il reddito, conseguito con la libera professione, era stato tassato come reddito d’impresa. Questo perché, aveva motivato l’amministrazione, l’organizzazione della quale egli si avvaleva era particolarmente complessa, tanto da costituire preminenza rispetto al lavoro intellettuale e arrivare a costituire esercizio d’impresa.
Una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Brescia (sentenza 51/64/2013) ha decretato, infine, che la presenza, tra i beni strumentali, di una molteplicità di beni della stessa tipologia (come 3 telefoni cellulari o 3 computer) fa scattare l’obbligo di IRAP per il professionista, in quanto espressione di un’organizzazione autonoma.

 

 

ENPAV

 

REDDITI: DICHIARAZIONE ALL’ENPAV SOLO IN FORMA TELEMATICA

Da www.enpav.it

Sono on line i Modelli Enpav per la presentazione telematica dei redditi. L'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Veterinari da quest'anno consente l'invio del Modello 1 e del Modello 2 solamente in forma telematica. Lo ricorda una nota pubblicata su www.enpav.it, che rimanda i veterinari contribuenti all'Area Iscritti, dove è necessario registrarsi per l'inoltro telematico dei Modelli.
Le note illustrative per la compilazione del Modello 1/2013 e del Modello 2/2013 sono disponibili all'interno della Modulistica Contributi dell'home page del sito.
Modello 1-2013 - L'invio del Modello 1/2013 è obbligatorio per tutti coloro che nel corso del 2012 sono stati iscritti all'Albo professionale dei Medici Veterinari. La scadenza prevista per l'invio del Modello è il 31/10/2013. Al termine della presentazione viene rilasciata una ricevuta digitale in formato pdf. I bollettini M.Av. per il pagamento dei contributi eccedenti, ove dovuti, saranno generati automaticamente al termine della procedura di presentazione e salvati in formato pdf nella sezione Consultazione Mav/Rid dell'area iscritti. Non saranno dunque più spediti in formato cartaceo. La scadenza per il pagamento dei contributi eccedenti dovuti è il 28/02/2014.
Modello 2-2013 - Entro il 31/10/2013 sarà inoltre possibile inviare, tramite l'apposita funzione disponibile nell'area iscritti, il Modello 2/2013 di adesione alla pensione modulare. La pensione modulare viene corrisposta contestualmente alla pensione base previo versamento del contributo modulare per un periodo minimo di di almeno 5 anni, anche non continuativi. Chi intende aderire deve indicare l'aliquota da applicare sul reddito professionale dichiarato nel Modello 1/2013.

 

CONVENZIONE CON STABILIMENTI TERMALI

Da www.enpav.it

E' a disposizione degli iscritti e dei pensionati Enpav una convenzione con numerosi stabilimenti termali dislocati sull’intero territorio nazionale e strutture alberghiere collegate, nell’intento di offrire condizioni vantaggiose per la cura della salute, il benessere ed il tempo libero. Chi desiderasse usufruire di tali agevolazioni dovrà presentarsi presso la struttura termale o alberghiera prescelta, munito del certificato di iscrizione all’Ordine dei Medici Veterinari, lettera di attivazione della pensione Enpav o badge aziendale Enpav. L’elenco sarà costantemente aggiornato con l’indicazione degli aderenti all’iniziativa. Per le prenotazioni, rivolgersi direttamente alla struttura termale o alberghiera contattando i recapiti indicati.

www.enpav.it ð Servizi agli iscritti ð Stabilimenti termali

 

DIFFERENZE TRA PENSIONE DI VECCHIAIA E VECCHIAIA ANTICIPATA

Da www.enpav.it

La PENSIONE DI VECCHIAIA è corrisposta agli iscritti che abbiano compiuto almeno 68 anni di età e almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione all’Enpav. La decorrenza della pensione è dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti dell’età e dell’anzianità contributiva.

La PENSIONE DI VECCHIAIA ANTICIPATA è corrisposta:

a)  agli iscritti che abbiano almeno 60 anni di età anagrafica e 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione

b)  agli iscritti che abbiano maturato 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzin eed abbiano un’età anagrafica compresa tra i 60 ed i 67 anni

La decorrenza del trattamento pensionistico anticipato è dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda in presenza dei requisiti dell’età e dell’anzianità contributiva.

L’entità della pensione di vecchiaia anticipata è determinata attraverso l’applicazione di un coefficiente di neutralizzazione percentuale determinato sulla base dell’età anagrafica e della contribuzione maturata al momento della richiesta di pensionamento anticipato e conseguentemente con riferimento agli anni di anticipazione dela quiescenza. Il mensionato coefficiente non trova applicazione qualora risultino 40 anni di contribuzione.

Per l’anno 2013 il coefficiente di neutralizzazione si desume dalla tabella sotto riportata

Tavola di neutralizzazione dei pensionamenti anticipati

Anzianità

Età

35